Da una decina di giorni è online la beta version di Liquida.it. Liquida vuole diventare un sito dove si troverà il meglio della rete italiana a partire proprio dai blog. Parte quindi come un aggregatore ma con sofisticati algoritmi ed alcun isistemi che sono ancora in testing riuscirà a filtrare le migliori cose prodotte dai blogger e pubblicarle in vari canali tematici. I contenuti dei blog pervengono a Liquida tramite feed RSS e spidering a seguito dell’inserimento di un blog da parte della redazione di Liquida o della sua segnalazione da parte dell’autore. Da quel momento i post vengono automaticamente classificati, “taggati” e resi fruibili agli utenti. Sono già numerosissimi i contenuti presenti nel motore e una ricerca per TAG fornisce già oggi ottimi risultati. Tra i fondatori del sito ci sono Andrea Santagata (ex direttore mktg Virgilio) e Fabio Cabula (tra i fondatori di splinder) a cui va il mio augurio per questa bella iniziativa.
Alcuni mesi fa se ne aveva avuto il sentore e ne avevo parlato in un precedente post. Adesso i dati di nielsen confermano la frenata della crescita dell’Adv nel primo semestre 2008. Alcuni mezzi (come la free press) ed alcune televisioni (come MTV) vanno addirittura in negativo sull’anno precedente. Riguardo ad Internet il tasso di crescita da Maggio in poi ha avuto un brusco rallentamento portandosi ad un misero +15%. Quindi nell’arco di sei mesi si è passati da una crescita del 40% ad una crescita del 15%, e adesso vedremo i dati dell’estate. In tutti i casi agli altri media va molto peggio: la carta (mensili e quotidiani) è quella che soffre di più in questo momento.
Credo che piu che la crisi economica il problema sia la stretta sulla liquidità. Nel 2003-2004 con il PIL fermo l’adv (in tutti i mezzi) continuava comunque a crescere con ritmi importanti.
Una delle domande che si fanno gli azionisti di Google è quale sarà il nuovo super-business quando la search avrà finito il suo ciclo di crescita.
Saranno i video o il mobile? Alcuni parlano del vecchio display advertising……ma nella pagina principale di Google! Quanto varrebbe infatti un bel banner nella homepage di Google che vedono TUTTI ? Leggi tutto l’articolo
Esce oggi in versione pre-beta un nuovo tool di ricerca cooperativa chiamato YouRank. Ho avuto la fortuna di partecipare, anche se marginalmente, allo sviluppo di questo interessante progetto. E’ un progetto tutto italiano con un brevetto in pending e su cui sono stati spesi 18 mesi di lavoro di un team di prim’ordine. YouRank è una extension del browser (attualmente funziona solo con firefox) che registra la navigazione dell’utente salvando in locale le informazioni relative ai migliori siti trovati in seguito alle ricerche effettuate. Leggi tutto l’articolo
Ottime notizie da LinkedIn: Kevin Eyres, LinkedIn’s managing director per l’Europa ha detto a IDG che il social network per il lavoro riesce a vendere ADV a 75$ CPM in USA e circa 50$ CPM in UK.
Il motivo è tutto nella utenza : età media 40 anni e 100.000$ di reddito medio. Ottima notizia mentre i CPM in tutto il mondo sono il calo.
Ho trovato un interessante post in un blog statunitense che riporta una ricerca di Pubmatic AdIndex relativamente ai cpm medi dei network adv. Sembra che la crisi della economia USA stia avendo un peso con un calo del consistente dei CPM medi negli ultimi mesi.
Comscore ha pubblicato i dati sul mercato search USA.
- Google guadagna ancora quote di mercato: 61.6% delle search USA, in crescita dal 59.8% in Marzo. Google cresce del 31% year-over-year.
- Tutti gli altri perdono quote: Yahoo perde un’altro punto secco, al 20.4%. Lentamente ma inesorabilmente il volume delle query di Yahoo scende verso lo zero. Microsoft nel frattempo perde quote ma guadagna qualcosa anno su anno. Ask giu al 4.3%. AOL giù al 4.6%. Leggi tutto l’articolo
Alberto Mucignat mi segnala un post di Bob Gilbreath sul CTR di Facebook.
Ne avevo scritto anche io nel luglio dell’anno scorso pubblicando (tratto da un blog USA) un report di una campagna che mostrava risultati di CTR molto bassi. Un primo ed evidente motivo di ciò sono anche le posizioni un pò “marginali” dell’adv in Facebook: in basso a sinistra, sempre piccole e poco impattanti. Leggi tutto l’articolo
Dopo essermi preso un pò di secchiate di mxxx da molti lettori ed operatori del settore nel precendente post sulla reale consistenza del mercato adv italiano, torno a parlarne per l’ultima volta. IAB ha dichiarato che il 2008 vedrà internet al 7% sul totale dell’adv. Non voglio sembrare un matto fissato, ma oggi mi sono passate sotto il naso delle statistiche che mi fanno venire dubbi.
Nielsen pubblica da mesi un bellissimo mensile chiamato “360″ in cui parla di ADV con numeri e scenari, e dentro ci mette dei dorsi con interessanti report e sopratutto con numeri veri e calcolati con i dati delle aziende e con un sistema di monitoraggio preciso. Il pdf dell’inserto dell’ultimo mese è anche scaricabile da internet.
Sono usciti i numeri Nielsen sull’andamento ADV on line del primo trimestre. Al di là dell’aggregato trimestrale, la cosa preoccupante è la scomposizione mensile :
Mese Fatt Y/Y
Gen. 18.562 33,8%
Feb. 23.034 31,9%
Mar. 28.737 25,7%
Come si vede si sta passando da un generico +40% del 2007 ad un progressivo 33% di gennaio, poi 31% di febbraio ed un +25% di marzo. I segnali che sento in giro su aprile sono pessimi, e l’outlook su maggio e giugno non è buono. Alcune concessionarie sono sul +15%.
Intendiamoci: con un +25% Internet è sempre in crescita….ma sembrano i primi segnali di una reale battuta d’arresto. Alcuni grossi editori tradizionali hanno tagliato del 50% le tariffe delle pagine ed hanno raddoppiato il numero delle pagine. C’è una guerra tra i mezzi pubblicitari in una situazione economica stagnante, e questo sta mettendo fine alla grande crescita di internet in questi ultimi tre anni.
Nel frattempo Google ha fatto un’altra ottima trimestrale, anche se nelle pieghe dei numeri si vede come in USA la crescita sia ferma, e tutta la crescita sia in UK e resto del mondo.
Mercato USA : scomposizione mercato ADV e confronto 2007
Stanno circolando alcuni rumors.
Due grandi portali italiani (non i primi due) pare che da alcuni mesi stiano facendo il giro delle sette chiese (ovvero dei grandi editori) per vendere. Non parlo ovviamente di Tiscali, la cui vendita è cosa pubblica.
Il momento di mercato non è il massimo, ma rimane propizio. Molti editori non hanno una grossa presenza web, e mentre l’ADV cartaceo è in crisi, il modo migliore di investire rimane oggi internet.
Quindi quelli che bussano alla loro porta trovano tappeti rossi, quando non sono gli stessi editori a bussare agli internettiani.
Fino ad oggi però non si è concluso nulla. Lo schema è sempre lo stesso: chi si presenta talvolta
rappresenta una realtà molto più rosea di quello che è, chiedendo quindi cifre molto importanti.
Questo alletta molto il compratore. Quando però si vedono i conti, le cose sono un un pò diverse, ad allora l’affare sfuma.
Ma non è escluso che alla fine nei prossimi mesi qualcosa si chiuda.
Leggo oggi sul dailynet questo articolo relativo all’andamento del fatturato nei primi mesi del 2008 con dati FCP-Assointernet:
La cosa che salta all’occhio è che il keyword advertising viene rilevato a -5% !!!!
La cosa è di rilievo perchè il KW advertising ha chiuso nel 2007 secondo IAB con un +57%, e quindi un -5% segnerebbe una clamorosa battuta d’arresto.
Se fosse vero (e se fosse così anche in altri paesi) alla prossima trimestrale, Google avrà un tracollo.
Oppure questi dati sono fasulli.
Qualche lettore del blog ha dei riscontri in merito ?
Piu volte in questi mesi ci sono state discussioni sulla reale consistenza del mercato internet italiano.
Circolano cifre abbastanza elevate (GM diceva 700mln nel 2007) e cifre piu piccole. La cosa sembra di poco conto ma invece è importantissima per tutti gli operatori.
Alcune domande fondamentali come “Quanto valgo io rispetto al mercato?” “Cresco come più o meno del mercato?” “Se apro una start-up quanti ricavi potrà fare?” sono dipendenti dalla consistenza del mercato stesso.
Ad oggi le cifre ufficiali le forniscono IAB e Nielsen che analizzano i dati forniti dalle principali concessionarie.
Ora, la cosa che mi ha colpito è stata vedere un anno fa - mentre preparavo i dati per un cda in cui doveveo dire la nostra quota di mercato - il tabulato relativo al tutto il 2006 delle prime cento aziende spender italiani di advertising. Queste cento aziende spendono circa 3,7 mld di euro pari quasi alla metà di tutto l’Adv italiano. Per capirci, parliamo dei Ferrero, Fiat, Telecom e cosi via.
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Che succede ad Adsense?
Molti siti, anche importanti, si sono sempre piu affidati ai ricavi del popolare programma di Google. Ma da un anno a questa parte le cose non vanno molto bene.
Qui sotto un grafico di mia elaborazione sui dati degli ultimi 12 mesi con il ricavo medio netto a click da vari siti abbastanza grandi di cui ho i dati.
Come si vede c’è una evidente parabola discendente. Quindi, non solo non c’è nessuna crescita, ma il click viene pagato sempre meno all’editore, per circa un -15% negli ultimi 12 mesi. A questo si somma il crollo del dollaro che negli ultimi 12 mesi ha perso ormai circa il 15% sull’euro, e come tutti sanno Google paga gli editori in dollari ma ma si fa pagare in euro dagli inserzionisti ( be furby….
).
Il mix delle due cose è micidiale e dai miei conti approssimati si parla di un -28%. Ovviamente se uno aumenta le posizioni, e le ingrandisce puo avere un Ecpm in crescita, ma questo non è un modo per fare un raffronto sensato. L’unico modo è vedere il ricavo netto a click che è l’unica variabile indipendente. Leggi tutto l’articolo




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