Scegli un sito! (business Game)

8 February 2010Advertising

aladdinlamp.gifImmagina che ci sia una lampada dove esce un Genio che ti permette di scegliere una delle seguenti situazioni. Quale è la piu conveniente? Quale dei 5 siti  ti faresti REGALARE  ?

  1. Un sito free con un milione di unici al mese che navigano una pagina di media, senza registrazione, con una visita al mese
  2. Un sito free con 500k visitatori che vedono 2-3 pagine a visita, senza registrazione, con una visita al mese
  3. Un sito con 200k utenti i quali tutti cliccano in un link o in un bottone del sito ( insomma fanno una action)
  4. 50.000 iscritti ad un database profilato
  5. Una community con 5000 iscritti al appassionati al sito  che ogni mese portano ciascuno 5 amici
  6. Un sito pay con 1000 iscritti ogni mese  che pagano 10 euro/mese

Sul sito una volta scelto si potranno fare interventi. Lo scopo è entro un anno tirarci fuori piu soldi possibile. A ciascuno la sua scelta, motivandola,  la mia la darà alla fine.

Le tante piccole aquisizioni di Google.

2 February 2010Google, blogging

Un importante VC  statunitense ha confessato al Business Insider (chiedendo anonimato) che  in questo momento  Google sta trattando in contemporanea per l’acquisto di TRE dei suoi investimenti. Se un solo VC dice questo c’è da giurare che in questo momento google ha almeno 10-15 trattative aperte.

Questo fa capire quanta brama ci sia da parte di Google   di “spazzolare” dal mercato tutte le buone idee, evitando che diventino troppo grosse,  e quindi non più comprabili come è successo con Fb, twitter, Yelp.  Non credo quindi ci sia  un   dilemma “make or buy” che in questo momento è piu sul buy. Credo sia una vasta operazione volta a sopratutto a togliere di mezzo potenziali  concorrenti del futuro.

Questo lo si capisce dalla fine che spesso fanno queste acquisizioni: un articolo del BI riportava pochi giorni fa pareri di vari clienti (e successivamente di dipendenti) di Doubleclick che dicevano che Google sta distruggendo l’azienda. L’acquisizione ormai è datata e oggi pare evidente che è forse servita sopratutto a togliere la preda ad altri predatori.

Il size su cui si muove Google è adesso piu piccolo: questo forse  è dovuto ai limiti dell’antitrust americano, e sopratutto alla fuga di cervelli di cui ormai è vittima Google. Per citare l’esempio Feedburner: il fondatore e ceo dopo l’aquisizione da parte di G. è rimasto un pò e poi se ne è andato in twitter, non trovando in G. un adeguato spazio alle sue ambizioni. Molti altri talenti preferiscono mollare google per avventurarsi in startup.

Con tante piccole acquisizioni quindi google riesce a portarsi in casa menti nuove (ed interi team) e a legarle a se per dei periodi di tempo. Tutto questo comportamento denota però una mentalità sempre più da monopolista, che non sempre è una mentalità vincente.

Buon contenuto = alto ranking?

2 February 2010media

Un ottimo contenuto messo in rete, equivale ad un ottimo posizionamento nei risultati del motore di ricerca? E’ una leit motiv che si sente spesso (lo dice anche google nelle sue guide) ma non è proprio vero.

In realtà è noto che il posizionamento dipende sopratutto della quantità di link presenti nella rete verso il contenuto, a prescindere  dalla qualità. La rete (con le regole di Google)  non è quindi meritocratica, ma  -un pò come la vita-  è una grande gara di popolarità. Se trovi modi furbi per distribuire e diffondere i tuoi contenuti hai piu successo che se fai contenuti di qualità.

Come nella vita, avviene che la piccola osteria casalinga che è eccellente, rimane sconosciuta alla massa rispetto al ristorante alla moda che lavora di marketing e di pubblicità, senza avere una buona cucina.

E un pò come nella politica, dove ci sono pochi politici che propongono delle soluzioni razionali e pacate, ma poi la gente vota sempre quello che urla  e che sa vendersi meglio (ma che perlopiù è incapace). E che governa.

Se questo è vero (ed è abbastanza vero) il web è un vero schifo. L’attenzione in questi anni è sempre piu nel linkaggio e nella promozione (anche nei social) dei propri contenuti più che nella qualità del contenuto stesso. Con un evidente calo della qualità dei contenuti che a me sembra sempre più evidente.

Non sono un lamentone che ha problemi con il SEO. Io ad esempio mi trovo nell’assurda posizione di avere un sito fatto da giornalisti che lavorano sodo, e vedere che un aggregatore esce con i nostri articoli al PRIMO posto nella serp, mentre l’articolo originale neanche è in prima pagina. Perche l’aggregatore ha un PR alto ed è linkato.  E c’è solo da chinare la testa, perche non puoi protestare con un algoritmo.

D’altra parte c’è chi dice che se una cosa è molto linkata è necessariamente una cosa buona. Se molta gente lo linka vuole dire che molta gente lo apprezza. Io la trovo un pò una cazzata perchè il link non determina un giudizio sulla qualità del contenuto ma solo  il “buzz”.

Ma purtoppo non c’è oggi una alternativa alla dittatura del link. Garantisce comunque dei risultati decenti, rispetto ai vecchi motori che basavano i risultati sull’analisi della pagina.

Sarebbe certo più onesto che Google lo dicesse nelle sue guide. “Non importa quali contenuti fate o come li fate, basta che siano linkati. Ed in bocca al lupo!”

Torno in Garage !

25 January 2010personal

ideogramma_crisi-thumb.jpgLa settimana passata mi sono dimesso da tutti gli incarichi che avevo in Banzai e nel mondo SMG. Dieci anni sono tanti ed ho voglia di nuove sfide. Mi accompagnano nell’avventura alcune persone che hanno condiviso con me questi lunghi  anni, tra cui Fernando Diana che è stato amministratore di alcune partecipate del gruppo. Mi sono trovato così a fare l’impensabile: mail di commiato alle persone con cui ho lavorato dieci anni,  svuotamento del mio ufficio riempiendo scatola di cartone,  aggiornamento della mia bio mettendo tutte le mie esperienze al “passato”. Cosa andrò a fare ?

  • Una start-up nel mondo delle news, per la quale in primavera andrò alla ricerca di un round di finanziamento presso alcuni VC.
  • Una società (Strategy) con la quale mettere a disposizione l’esperienza accumulata in questi anni, proponendosi come partner per chi vuole sviluppare business in rete,  in particolare per il mondo editoriale. L’attività è creata attorno ad un team di partner molto validi  che  hanno importanti capacità nei seguenti campi: sviluppo del business, budgeting, tecnologia e architetture, security.

Non è un buon momento per lasciare tutto ed avventurarsi in nuovi progetti. Ma come insegna il saggio popolo cinese, crisi=pericolo + opportunità.

Le metriche della Start-up

21 January 2010Charts

Dopo molti anni che seguo start-up di prodotti web e nuove attività mi sono reso conto di avere un approccio in larga parte caotico/creativo e poco organizzato. Non è detto che sia un male…dato che con me ha quasi sempre funzionato.  Riflettendo però a posteriori sulle ragioni del successo od insuccesso del lancio di un nuovo prodotto editoriale ho provato a elencare le varie attività necessarie per capire i miei punti deboli e punti di forza. Ho trovato spunto da uno schema di una presentazione di Dave McClure che ho fatto mio traducendolo ed apportando qualche modifica. Nel 2010 voglio provare a ridurre il mio metodo creativo/caotico attaccando al muro questo schema e seguendolo in ogni sua parte.

Lo schema rappresenta le principali metriche da tenere sotto controllo per il successo di una start-up : Acquisizione,  Attivazione, Fidelizzazione, Viralità (referral), Revenues. Queste grandezze sono tutte azionabili e regolabili con una serie di attività, molte delle quali misurabili in maniera chiara e definita. Alcune piu importanti di altre, e non tutte adatte a tutti i prodotti. Ecco lo schema :

schema1.jpg

Lo schema parte  dalla acquisizione del traffico che avviene con svariati strumenti. Il traffico arriva in landing pages che possono essere specifiche, oppure in hp, o pagine foglia. Qua subentra l’attivazione: ovvero una quota di utenti scappa via mentre una parte continua a navigare e viene “catturata” dal sito. Successivamente c’è da gestire la fidelizzazione, ovvero trovare dei modi per far sì che l’utente torni e torni più volte. Il referral sono poi gli strumenti messi in pratica per far  si che gli utenti automaticamente si attivino per portare  nel sito amici e conoscenti. Questa massa di utenti attivi poi deve tradursi, in fondo allo schema, in dei Ricavi, che potranno arrivare da vari strumenti.

Nelle prossimi  settimane, tempo permettendo, e magari con l’aiuto di alcuni lettori vorrei approfondire ognuno dei 5 capisaldi andando a dettagliare le singole attività,  e soprattuto le modalità  di tracciamento dei risultati.

Quando la marca vuole diventare editore

13 January 2010Critica

brand.jpgNon vorrei essere nei panni di un brand manager, in questi tempi frenetici.  Consumatori sempre piu dispersi in migliaia di  canali diversi, sempre piu smaliziati, sempre pronti a mettere in discussione la marca e la sua comunicazione. Nel frattempo mille possibilità di comunicare, con nuove modalità (e mode) ogni mese, e le marche che corrono a sperimentare tutti i nuovi mezzi. Ovvio che questa frenesia del nuovo porta spesso a seguire delle mode ed a sbagliare: basta ricordare il periodo in cui tutte le marche “sbarcavano su second life” con una loro isola. Era solo un paio di anni fa e sembrava che non si potesse vivere senza una isola su SL, oggi ci si ride sopra (ride meno chi ci ha speso i soldi).

Sbagliare è normale, ma fare delle cazzate lo è un pò meno. Uno degli errori piu grandi a mio avviso è quando la marca diventa editore. Esistono moltissimi casi, con varie gradazioni: tra i tanti segnalo  la community delle mamme di Carrefour e il portale femminile  DonnaD di Henkel.  Mi soffermo sul secondo perchè è maggiormente emblematico. Leggi tutto l’articolo

Sempre piu query, sempre meno traffico

12 January 2010Google

Google (ed anche Bing) stanno lavorando alacremente per rispondere alle query con informazioni dirette, senza che l’utente lasci il motore. La cosa esiste da tempo ma adesso sta esplodendo in tutti i campi e trasforma la natura del motore di ricerca, che piano piano diventa anche editore, e da hub che smista traffico diventa pagina di partenza e di termine.

Questo vuol dire essenzialmente più query per il motore ma meno traffico per gli editori (e meno soldi). Alcuni di essi che vivevano (basti pensare al meteo) essendo ai primi posti della serp, potrebbero avere un contraccolpo importante.

Ecco una lista di esempi: Leggi tutto l’articolo

Quanto si guadagna a Facebook ?

11 January 2010Facebook

Mi sono imbattuto (casualmente, lo giuro!) in un post che racconta quanto si guadagna e come si lavora a Facebook. Sul quanto si guadagna, la tabella parla chiaro…si guadagna molto bene:

facebook-salario.jpeg

A Facebook lavorano circa 750 persone e pensano di raddoppiare nel 2010.  Un software engineer a  110$  è decisamente un bel costo.  Secondo me siamo tra i 5-10 mln di dollari di costo personale al mese, con una proiezione annua di almeno mezzo miliardo  annua intorno ai 100 mln dollari. L’infrastruttura che contiene i dati di 350 milioni di persone è  gigante: oltre 10.000 server che costeranno come minimo 100 mln annui. Questo “conto della serva” chiarifica il tema del battente costi di Facebook che non è banale. Leggi tutto l’articolo

Great Opportunity

11 January 2010media

Questo grafico (tratto da Business insider) rappresentanta l’andamento del numero degli impiegati nel settore dei giornali USA dal 1947 in poi.

Il  declino inizia proprio all’inizio degli anni 90 (proprio quando arriva internet….e non credo sia una coincidenza) per poi subire una accellerazione incredibile negli anni 2000 riportanto il numero degli impiegati al 1947.  In poco piu di dieci anni sono spariti 200.000 posti di lavoro presso i giornali statunitensi.

lavoro-media.gif

La domanda da porsi è se nel frattempo il web ha dato a questi 200.000 giornalisti ed impiegati un lavoro alternativo.

Molti commentatori e blog dicono:  “It’s a great opportunity!”. Le news ed il mestiere del giornalista sarà reinventato in questa nuova decade, e sarà maggiormente vicino alla tecnologia attuale ed ai nuovi modelli di consumo. Grandi opportunità per tutti!

Nell’attesa di questo nuovo modello, io vedo solo una progressiva e costante perdita di qualità del web.

“It’s a great opportunity…..for spammers!”

Google Tax

7 January 2010Google

La Francia sta pensando di introdurre una Google Tax….

The proposals made to support content creation will require about 50 million euros of financing in 2010, then 35 to 40 million a year in 2011 and 2012, and this is where the Google tax, as coined by Toubon, would come in. The recommendation to tax Google and other internet giants such as “Microsoft, AOL, Yahoo or Facebook” reflects complaints from online news outlets and cultural sites that these companies make much of their advertising revenue from using content without the owners’ permission,

Certo che  se lo viene a sapere il Berlusca c’è il caso che per la prima volta lo vediamo in prima linea ad alzare le tasse (agli odiati nemici del web)    :D
Leggi tutto l’articolo

La difficile coesistenza dei social network

7 January 2010Social Media

I dati comparati sui principali social network  da parte delle principali tre firme (Compete, comScore e Quantcast) danno un giudizio abbastanza concordante. E cioè :

  • MySpace è in calo
  • Twitter dopo grande crescita è flat ormai da molti mesi
  • Facebook continua la sua crescita

Questo dimostra che - cosa ovvia- non possono coesistere piu social network, a livelli elevati. Gli utenti alla fine ne scelgono uno e tendono ad usare solo quello.
Leggi tutto l’articolo

Chrome: google inizia a fare sul serio

4 January 2010Google

 Una personalizzazione del Corriere della Sera significa che  Google ha deciso di fare sul serio. Questo è branding.

chrome1.png

Dai dati in mio possesso, il trend di crescita del browser google negli ultimi mesi è costante, ed è arrivato in alcuni siti al 6%. Fortunatamente pare che ad essere intaccato sia solo Explorer, con Firefox che non perde quote, ed anzi avanza verso il 25% (dal 20% di anno precedente).

Se Google padrone del web mi fa paura potete immaginare che impressione mi faccia Google padrone del mio Desktop.

Yelp, trattativa saltata con google

28 December 2009Google

Logo yelpGrazie a dio qualcosa va storto anche a loro. La trattativa per l’acquisizione di Yelp a 500 mln di dollari è saltata a causa di un uso spregiudicato della stampa che a Google non è piaciuto. “Non facciamo trattative a mezzo stampa” hanno detto, chiudendo la trattativa, dopo che la controparte aveva fatto (appositamente) trapelare particolari riservati ai giornali.

Dapprima si  era pensato ad una controfferta per 750 mln da parte di un nuovo pretendente, ma  poi è venuto fuori qualcosa di diverso.  La parola magica che ha fatto saltare tutto è …..IPO!

Twitter (e FB) insegnano: quando si ha qualcosa di grosso in mano, negli USA si possono trovare senza problemi 150-200 mln da fondi ed investitori, e con un pò di pazienza si arriva al break even, senza bisogno di vendere tutto. Twitter che sino a qualche mese fa ancora si domandava su quale era il suo modello di business, in poche settimane ha risolto tutto : 30mln da google e bing per accedere ai propri dati “real time”….ed il break even è raggiunto.

Così a Yelp  avranno pensato di farsi “prezzare” da google, per poi fare saltare tutto così da quotarsi come una delle cose HOT del 2010. Confesso che ho goduto. Serve un web multipolare e servono aziende autonome che possano contrastare il monopolio in arrivo, e salvare la rete.

Fast food content

14 December 2009Google

image_supersizeme.jpg Ultimamente si fa un gran parlare della crisi degli old media. Molte testate web e blogs deridono e criticano  le sparate degli editori tradizionali contro aggregatori e blog.

Ma mentre questi “nuovi editori” fanno un gran parlare della morte della editoria tradizionale  non si rendono conto della grande minaccia che sta arrivando all’orizzonte. La crescita incontenibile del “fast food content”. Già qualche anno fa, dai tempi in cui si parlava di “nanopublishing” la cosa mi sembrò pericolosa, e successivamente con l’esplosione del fenomeno si è palesata. Un recente articolo di Techcrunch  mi ha dimostrato che non sono il solo a pensarla così.

Il problema non è quello di aggregatori o finti blog che prendono una parte dei contenuti e poi mettono un link alla fonte originaria. Infatti portano comunque traffico e fanno link building. Il problema non è neanche nella copia di un contenuto e nella violazione del diritto di autore, dato che google grossomodo riesce a capire la fonte originaria.

Il problema è piuttosto nel fatto che esistono ormai decine e decine di migliaia di siti, con degli umani dietro, che di mestiere leggono  contenuti e li riscrivono scopiazzando sciattamente e malamente cambiando ed invertendo qualche frase.

Così per una notizia originale, artigianale, e prodotta con 2-3 ore di lavoro e di ricerca, dopo poche ore a partire da questa ce ne sono almeno altre 100  scopiazzate e prodotte in 10 minuti, a cui poi seguono  altre 1000 tra aggregatori, catalogatori e finti blog,  tutte fatte senza lavoro.

Techcrunch non lo dice, ma la colpa principale è di Google, che davanti ad 1 contenuto vero ed artigianale, e 100 copie sciatte, e 1000 url farlocche di aggregatori NON fa differenza. Non vuole, o non riesce. Leggi tutto l’articolo

Come valutare un sito o una azienda web

4 December 2009Advertising

Prima del post, c’è un aneddoto divertente che vorrei raccontare. Quasi due anni fa eravamo (io e Paolo Ainio) presso la prestigiosa sede di un advisor che aveva il mandato per  la vendita di una azienda-sito. La sede era un piano intero di  un palazzo del ‘500 con stucchi, decorazioni, arazzi e specchi. La nostra controparte erano due signori in giacca e cravatta che dopo i convenevoli ci fecero la presentazione dell’azienda. Arrivati al clou della presentazione arriva la proposta di prezzo, e viene fatta con un multiplo decisamente alto. A quel punto cerchiamo di spiegare che il multiplo proposto è elevato per il settore media-internet e, argomentando la cosa da esperti del settore, facciamo la controproposta. Allora il signore davanti a noi, dice che le sue argomentazioni non sono sue ma sono tratte da “Autorevoli personaggi del settore internet italiano, ed in particolare da un Blog specializzato in questi temi”. A quel punto noi stupiti chiediamo “Quale blog??”

La controparte, tira fuori dalla sua borsa di pelle un  foglio con la stampa del mio post “Acquisizioni dot com italiane“. Allora nell’imbarazzo generale gli faccio notare che la faccia che sta nel foglio è stranamente uguale alla mia…..e poi gli spiego che le cose scritte nel post vanno lette bene ed interpretate….

Come finì poi la storia? Le trattative, dopo qualche settimana che erano proseguite fino quasi all’accordo, si interruppero improvvisamente e senza motivo.  Dopo un pò di mesi uscì la notizia che un compratore aveva comprato il 100% del sito, e scoprimmo che lo aveva pagato più del triplo della nostra proposta. Il compratore aveva liquidi ed aveva molto bisogno di quel sito e lo pagò molto di piu del valore reale. (Anche se ad oggi i risultati probabilmente danno ragione a noi) Leggi tutto l’articolo

Commenti recenti | Post recenti


CopyrightLuca Lani | Powered by: Wordpress |
bottom