Articoli categoria 2010 gennaio

Torno in Garage !

25 gennaio 2010personal

ideogramma_crisi-thumb.jpgLa settimana passata mi sono dimesso da tutti gli incarichi che avevo in Banzai e nel mondo SMG. Dieci anni sono tanti ed ho voglia di nuove sfide. Mi accompagnano nell’avventura alcune persone che hanno condiviso con me questi lunghi  anni, tra cui Fernando Diana che è stato amministratore di alcune partecipate del gruppo. Mi sono trovato così a fare l’impensabile: mail di commiato alle persone con cui ho lavorato dieci anni,  svuotamento del mio ufficio riempiendo scatola di cartone,  aggiornamento della mia bio mettendo tutte le mie esperienze al “passato”. Cosa andrò a fare ?

  • Una start-up nel mondo delle news, per la quale in primavera andrò alla ricerca di un round di finanziamento presso alcuni VC.
  • Una società (Strategy) con la quale mettere a disposizione l’esperienza accumulata in questi anni, proponendosi come partner per chi vuole sviluppare business in rete,  in particolare per il mondo editoriale. L’attività è creata attorno ad un team di partner molto validi  che  hanno importanti capacità nei seguenti campi: sviluppo del business, budgeting, tecnologia e architetture, security.

Non è un buon momento per lasciare tutto ed avventurarsi in nuovi progetti. Ma come insegna il saggio popolo cinese, crisi=pericolo + opportunità.

Le metriche della Start-up

21 gennaio 2010Charts

Dopo molti anni che seguo start-up di prodotti web e nuove attività mi sono reso conto di avere un approccio in larga parte caotico/creativo e poco organizzato. Non è detto che sia un male…dato che con me ha quasi sempre funzionato.  Riflettendo però a posteriori sulle ragioni del successo od insuccesso del lancio di un nuovo prodotto editoriale ho provato a elencare le varie attività necessarie per capire i miei punti deboli e punti di forza. Ho trovato spunto da uno schema di una presentazione di Dave McClure che ho fatto mio traducendolo ed apportando qualche modifica. Nel 2010 voglio provare a ridurre il mio metodo creativo/caotico attaccando al muro questo schema e seguendolo in ogni sua parte.

Lo schema rappresenta le principali metriche da tenere sotto controllo per il successo di una start-up : Acquisizione,  Attivazione, Fidelizzazione, Viralità (referral), Revenues. Queste grandezze sono tutte azionabili e regolabili con una serie di attività, molte delle quali misurabili in maniera chiara e definita. Alcune piu importanti di altre, e non tutte adatte a tutti i prodotti. Ecco lo schema :

schema1.jpg

Lo schema parte  dalla acquisizione del traffico che avviene con svariati strumenti. Il traffico arriva in landing pages che possono essere specifiche, oppure in hp, o pagine foglia. Qua subentra l’attivazione: ovvero una quota di utenti scappa via mentre una parte continua a navigare e viene “catturata” dal sito. Successivamente c’è da gestire la fidelizzazione, ovvero trovare dei modi per far sì che l’utente torni e torni più volte. Il referral sono poi gli strumenti messi in pratica per far  si che gli utenti automaticamente si attivino per portare  nel sito amici e conoscenti. Questa massa di utenti attivi poi deve tradursi, in fondo allo schema, in dei Ricavi, che potranno arrivare da vari strumenti.

Nelle prossimi  settimane, tempo permettendo, e magari con l’aiuto di alcuni lettori vorrei approfondire ognuno dei 5 capisaldi andando a dettagliare le singole attività,  e soprattuto le modalità  di tracciamento dei risultati.

Metriche di una start-up:
Schema riepilogativo

#1 Acquisizione

#2 Attivazione

Quando la marca vuole diventare editore

13 gennaio 2010Critica

brand.jpgNon vorrei essere nei panni di un brand manager, in questi tempi frenetici.  Consumatori sempre piu dispersi in migliaia di  canali diversi, sempre piu smaliziati, sempre pronti a mettere in discussione la marca e la sua comunicazione. Nel frattempo mille possibilità di comunicare, con nuove modalità (e mode) ogni mese, e le marche che corrono a sperimentare tutti i nuovi mezzi. Ovvio che questa frenesia del nuovo porta spesso a seguire delle mode ed a sbagliare: basta ricordare il periodo in cui tutte le marche “sbarcavano su second life” con una loro isola. Era solo un paio di anni fa e sembrava che non si potesse vivere senza una isola su SL, oggi ci si ride sopra (ride meno chi ci ha speso i soldi).

Sbagliare è normale, ma fare delle cazzate lo è un pò meno. Uno degli errori piu grandi a mio avviso è quando la marca diventa editore. Esistono moltissimi casi, con varie gradazioni: tra i tanti segnalo  la community delle mamme di Carrefour e il portale femminile  DonnaD di Henkel.  Mi soffermo sul secondo perchè è maggiormente emblematico. Leggi tutto l’articolo

Sempre piu query, sempre meno traffico

12 gennaio 2010Google

Google (ed anche Bing) stanno lavorando alacremente per rispondere alle query con informazioni dirette, senza che l’utente lasci il motore. La cosa esiste da tempo ma adesso sta esplodendo in tutti i campi e trasforma la natura del motore di ricerca, che piano piano diventa anche editore, e da hub che smista traffico diventa pagina di partenza e di termine.

Questo vuol dire essenzialmente più query per il motore ma meno traffico per gli editori (e meno soldi). Alcuni di essi che vivevano (basti pensare al meteo) essendo ai primi posti della serp, potrebbero avere un contraccolpo importante.

Ecco una lista di esempi: Leggi tutto l’articolo

Quanto si guadagna a Facebook ?

11 gennaio 2010Facebook

Mi sono imbattuto (casualmente, lo giuro!) in un post che racconta quanto si guadagna e come si lavora a Facebook. Sul quanto si guadagna, la tabella parla chiaro…si guadagna molto bene:

facebook-salario.jpeg

A Facebook lavorano circa 750 persone e pensano di raddoppiare nel 2010.  Un software engineer a  110$  è decisamente un bel costo.  Secondo me siamo tra i 5-10 mln di dollari di costo personale al mese, con una proiezione annua di almeno mezzo miliardo  annua intorno ai 100 mln dollari. L’infrastruttura che contiene i dati di 350 milioni di persone è  gigante: oltre 10.000 server che costeranno come minimo 100 mln annui. Questo “conto della serva” chiarifica il tema del battente costi di Facebook che non è banale. Leggi tutto l’articolo

Great Opportunity

11 gennaio 2010media

Questo grafico (tratto da Business insider) rappresentanta l’andamento del numero degli impiegati nel settore dei giornali USA dal 1947 in poi.

Il  declino inizia proprio all’inizio degli anni 90 (proprio quando arriva internet….e non credo sia una coincidenza) per poi subire una accellerazione incredibile negli anni 2000 riportanto il numero degli impiegati al 1947.  In poco piu di dieci anni sono spariti 200.000 posti di lavoro presso i giornali statunitensi.

lavoro-media.gif

La domanda da porsi è se nel frattempo il web ha dato a questi 200.000 giornalisti ed impiegati un lavoro alternativo.

Molti commentatori e blog dicono:  “It’s a great opportunity!”. Le news ed il mestiere del giornalista sarà reinventato in questa nuova decade, e sarà maggiormente vicino alla tecnologia attuale ed ai nuovi modelli di consumo. Grandi opportunità per tutti!

Nell’attesa di questo nuovo modello, io vedo solo una progressiva e costante perdita di qualità del web.

“It’s a great opportunity…..for spammers!”

Google Tax

7 gennaio 2010Google

La Francia sta pensando di introdurre una Google Tax….

The proposals made to support content creation will require about 50 million euros of financing in 2010, then 35 to 40 million a year in 2011 and 2012, and this is where the Google tax, as coined by Toubon, would come in. The recommendation to tax Google and other internet giants such as “Microsoft, AOL, Yahoo or Facebook” reflects complaints from online news outlets and cultural sites that these companies make much of their advertising revenue from using content without the owners’ permission,

Certo che  se lo viene a sapere il Berlusca c’è il caso che per la prima volta lo vediamo in prima linea ad alzare le tasse (agli odiati nemici del web)    😀
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La difficile coesistenza dei social network

7 gennaio 2010Social Media

I dati comparati sui principali social network  da parte delle principali tre firme (Compete, comScore e Quantcast) danno un giudizio abbastanza concordante. E cioè :

  • MySpace è in calo
  • Twitter dopo grande crescita è flat ormai da molti mesi
  • Facebook continua la sua crescita

Questo dimostra che – cosa ovvia- non possono coesistere piu social network, a livelli elevati. Gli utenti alla fine ne scelgono uno e tendono ad usare solo quello.
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Chrome: google inizia a fare sul serio

4 gennaio 2010Google

 Una personalizzazione del Corriere della Sera significa che  Google ha deciso di fare sul serio. Questo è branding.

chrome1.png

Dai dati in mio possesso, il trend di crescita del browser google negli ultimi mesi è costante, ed è arrivato in alcuni siti al 6%. Fortunatamente pare che ad essere intaccato sia solo Explorer, con Firefox che non perde quote, ed anzi avanza verso il 25% (dal 20% di anno precedente).

Se Google padrone del web mi fa paura potete immaginare che impressione mi faccia Google padrone del mio Desktop.

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