Articoli categoria 2010 ottobre

Hobby serale

28 ottobre 2010gossip

Ecco l’hobby serale di uno dei miei soci in Strategy. Non dirò il nome della Telco bucabile neanche sotto tortura, e tra l’altro non è la sola…

Nuovi quotidiani digitali: un raffronto con i dati dei mercati

27 ottobre 2010media

Sono usciti molti articoli in queste ultime settimane sulle varie nuove  iniziative editoriali che cercano di portare in Italia il modello “HuffingtonPost”  o “DailyBeast”, ovvero quotidiani esclusivamente digitali di nuova generazione.

Repubblica qualche giorno fa pubblicato un lungo articolo su queste nuove iniziative citando positivamente anche Lettera43  (e non citando ilPost, massacrato settimane prima, poi si è capito il perchè).

C’è però  un tema cruciale che  in tutti questi articoli tende a non essere considerato, ed ovvero la comparazione dei dati in base alle utenze dei differenti paesi, e poi le cifre spese per lo start-up. Senza questi dati i paragoni sono del tutto impropri e talvolta fuorvianti.

Facciamo un esempio: il DailyBeast citato da Repubblica come un caso di successo sta  tra i 2 ed i 5 milioni di utenti unici mese (nielsen e fonte editore).  IlPost -citato come caso di insuccesso-  sta tra  i  200-400k utenti unici (nielsen – stima analitycs).

Ma negli USA (senza considerare altri lettori di lingua inglese) abbiamo 200 milioni di utenti internet al mese. Mentre in Italia sono  22-24 milioni, usando in entrambe i casi i dati nielsen.

Allora scopriamo che  il DailyBeast ha una audience dell’1%-2% , mentre ilPost ha una audience ………..dell’%1-2%. Ops. L’altro dato cruciale è quanto si è speso per lo start-up: il Dailybeast è costato 20 milioni di dollari,  mentre ilPost è costato 200k euro. Riguardo ai tempi il Beast esiste da due anni ilPost da 6 mesi.Ops

Questo semplice conteggio, oltre a dimostrare la solita insipienza di Rep, ci ricorda  che siamo un mercato tremendamente sfigato, perche si riescono a fare cose con molti meno soldi degli USA, in molto meno tempo ma non c’è il minimo riconoscimento per questo. Un autentico buco nell’acqua da 20mln se è targato USA rimarrà sempre una figata mentre in ITALIA chi riesce ad ottenere la stessa audience  è uno sfigato.

Il motivo non è da ricercare ovviamente solo nel cronico provincialismo  che attanaglia questo paese, ma che anche in  un reale motivo economico. Un mercato da 200 mln di persone permette comunque ad una azienda che ha il 2% di audience di ambire a 10-15 mln di fatturato, essendo una piccola azienda ma cmq una vera azienda, magari con 200 persone che ci lavorano. Il 2% di audience in italia ti riduce ad essere una azienda da 15 persone, come un qualsiasi negozio di tappeti di media stazza. La barriera della lingua in europa tende a creare quindi tanti piccoli nani editoriali, e su questo c’è poco da fare.

Tornando alle iniziative editoriali, c’è da segnalare che il vero caso di successo è l’Huffington, che è davvero esploso e che ha tutt’altri numeri rispetto al DailyBeast, con 13-15 mln di utenti unici, ormai vicino al NYT. Ecco un raffronto anche con Libero.it per avere un paragone.

Se si pesano i dati sui rispettivi mercati qui si vede che  REP e COR  hanno una audience del 25%  (6 mln unici su 23) mentre  HUFFPO e NYT sono intorno al 7-10%. Quindi i nostri giornali tradizionali hanno un peso quasi triplo in termini di audience rispetto ai nuovi e vecchi giornali USA. Segno della qualità eccelsa dei loro pezzi, o segno di una mancanza di concorrenza?

E’ chiaramente un mercato diverso, ma l’ascesa dell’HUFFPO, ed i dati di consumo delle news con vaste sovrapposizoni tra più mezzi  ci spingono a pensare che anche in Italia possano nascere nuovi quodidiani interamente digitali, anche se difficilmente saranno aziende grandi e strutturate come nel mercato Usa.

Enel VS Fattoquotidiano

25 ottobre 2010Advertising

Se segnalazione di un lettore del blog che lavora in una importante concessionaria segnalo questa interessante vicenda di cui ha parlato anche Prima Comunicazione alcuni giorni fa.  IlFattoquotidiano con un articolo critica ENEL  e l’ufficio stampa manda una lettera dicendo che non compreranno piu spazi pubblicitari. Il fattoquotidiano con il suo proverbiale “tatto”  spiattella la  notizia online  dicendo che “non si piegheranno ai voleri di lorsignori“.

L’amico che lavora nella concessionaria mi dice che ENEL ha tolto una pianificazione  anche  da un loro sito, e mi dice che sa di un altro sito a cui è stata tolta la pianificazione alla stessa maniera, quindi pare essere una pratica non isolata.

E’ chiaro che la pratica di usare le pianificazioni come strumento per orientare la linea dei mezzi di informazioni  è una cosa orrenda. Ma è altrettanto evidente  che direttamente o indirettamente è una cosa che esiste da sempre.

Quando un cliente compra un mezzo lo deve apprezzare, ed in un certo senso ne sposa anche la linea.  Capita spesso che i clienti si lamentano dei commenti degli utenti che criticano, di sezioni con tette e culi, di presenza di concorrenti, o di grafica che non è gradita. La concessionaria o l’editore ascoltano sempre il feedback del cliente ed è inevitabile correggere, perlomeno in parte, la linea per rispondere alle esigenze dell’advertiser. In questo caso si è forse andati oltre,  sindacando su una opinione di un giornalista, è non è bello per un gruppo come ENEL.

Però questi del Fattoquotidano sembrano  delle vergini che camminano nude  in un bosco di lupi. Se scrivi che ENEL ha già organizzato la piu grande fregatura della storia:

“Sarebbe davvero sorprendente che a undici anni da quella che è passata alla storia come una delle più solenni fregature per il “parco buoi” della Borsa, per di più organizzata dallo Stato, il gruppo elettrico, che è ancora controllato dal ministero dell’Economia, tentasse il bis.”

…E’ evidente che ENEL si incazza e ti toglie dalla pianificazione.  Insomma gli stai dando dei truffatori, in maniera peraltro sguaiata. Se poi spiattelli on line la lettera dell’ufficio stampa rendendo tutto pubblico…..i vari investitori metteranno un bel crocione sopra di te.

Per adesso se lo possono permettere visto il loro ottimo bilancio in utile, ma non so quanto le vergini potranno continuare a stare tranquille in mezzo ai lupi.

Vitemedia, per ridere del nostro mondo

17 ottobre 2010media

Segnalo il nuovo blog di fumetti ViteMedia promosso da ShockDom (che per chi non lo sapesse è una ulteriore attività di Lucio Staiano) che ironizza il settore media e Web.

Questa mi fa sbellicare, io mi ci sono trovato molto spesso……....sopratutto per la scadenza  “l’altroieri”  :)

www.vitemedia.it

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