paolo ainioQuesta settimana ha visto numerosi ed interessanti eventi. L’opa su Yahoo lanciata da Microsoft, i brutti dati di Google, i dati preoccupanti sulla recessione.

Ma anche nella nostra piccola italia è successa una cosa a mio avviso interessante. Mercoledì mattina presso la Terrazza Martini, Paolo Ainio ha incontrato una selezione di giornalisti “internet” e alcuni responsabili delle principali centrali media italiane.

Oggetto dell’incontro era presentare Banzai. Io ero presente in quanto amministratore delegato di Gruppo SMG che è un pezzo di banzai, ed essendo stata una presentazione ristretta vorrei raccontare cosa è successo.

La presentazione è partita con una carrellata di “notizie che vi avremmo voluto dare ma che non vi abbiamo dato“. Ovvero la lunga lista di accordi ed acquisizioni che banzai silenziosamente ha fatto in questi ultimi 18 mesi. Una lunga lista di marchi e siti accompagnava la carrellata, ma era altrettanto interessante la carrellata delle persone. Quelli degli ultimi mesi sono: Edoardo Giorgetti, uno dei fondatori di fineco (vice DG) che lascia il posto per venire in Banzai. Andrea Santagata, direttore marketing di Virgilio che lascia il posto per venire in Banzai.

Ma che cosa è questo Banzai? Dalla presentazione si evince che l’obbiettivo è la “federazione” di tante realtà verticali sia media che e-commerce, per farle diventare insieme un operatore internet-puro che sia tra i pricipali italiani. L’analisi del mercato italiano che trapariva era chiara e senza pietà: il nostro paese è ultimo in classifica su tutti gli indicatori realtivi al mercato digitale. I grandi portali non sono di operatori internet puri ma sono di telco che li usano in larga parte per distribuire adsl. Pochissimi in Italia fanno veramente ricerca e sviluppo e con la scomparsa dei venture capital non c’è grosso sostegno per le start-up. L’Italia è così terreno di conquista per le grandi corporation, le quali occupano grandi spazi ma poi qui investono poco vista l’arretratezza del mercato.

Ma in questa situazione depressa ci sono numerose realtà che dimostrano grande vitalità e che crescono molto. Se messe insieme, e con una adeguata organizzazione possono creare un operatore internet puro, interamente italiano, che faccia veramente R&S ed investimenti, e che sia anche un polo catalizzatore per i talenti che il nostro paese ha. E che sopratutto possa portare anche nel nostro paese innovazione, idee, efficienza.

La presentazione ha descritto Banzai come un operatore che trae la sua forza dalla presenza in tre segmenti contigui: media, ecommerce, webservices. L’offerta verso le aziende quindi è completa e integrata potendo seguire tutto il cliclo: partendo dallo sviluppo di website, al concept di una campagna, sino alla pianificazione sui media in concessione (sia display che performance), per arrivare anche a servizi di distribuzione e delivery del prodotto.

Il fatturato aggregato pro-forma 2007 è stato circa 38 mln di euro (da considerare che la componente più grossa è il fatturato di e-price uno dei primi operatori e-commerce sull’elettronica) mentre l’EBITDA (sempre pro-forma) è positivo con 1,5 mln di euro (di cui più della metà dall’area media). L’azienda si autosostiene e ha un cash flow positivo che permette di finanziare il proprio sviluppo. A tal proposito sono stati accennati due importanti progetti di R&S (nome in codice Yourank e RGB) che vedranno la luce nel 2008.

I numeri aggregati (dati Nielsen dicembre 07) dicono che Banzai oggi è il quarto operatore del web italiano, dopo Telecom Italia, Wind e gruppo L’Espresso, con 6,15 milioni di utenti unici.

I giornalisti hanno chiesto molto sui soci, le quote ed i soldi. Ainio ha il 54% ed il resto è suddiviso tra piccoli soci, tra cui spiccano per rilievo Pellicioli, Drago, Boroli. I soldi investiti sino ad oggi sono circa 10 milioni di euro, e i soci sono pronti a nuove iniezioni di capitali ove necessario.

Ainio presenta Banzai

Molte domande sulla possibile quotazione: Ainio ha risposto che non è all’ordine del giorno visto che le risorse ci sono e che ancora c’è del lavoro da fare per rendere omogenea la galassia Banzai. Su insistenza di alcuni giornalisti è stato detto che è il naturale destino di banzai essere una “public company”, e che è una cosa che sarà presa in considerazione tra 12 mesi.

Alla domanda sul perchè il nome Banzai: ha risposto che in giapponese significa “10.000 anni” ovvero fatto per durare a lungo…

Poi una sfilza di domande private del tipo che hai fatto in questo 4 anni, etc etc.

Commento: ero ovviamente molto felice di essere presente all’evento, ed anche della grande (forse troppa) visibilità che il nostro gruppo ha avuto nella presentazione. Credo che stia iniziando una nuova storia molto interessante. Lo slogan diceva “perche banzai? perchè il bello deve ancora venire….

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