Prima del post, c’è un aneddoto divertente che vorrei raccontare. Quasi due anni fa eravamo (io e Paolo Ainio) presso la prestigiosa sede di un advisor che aveva il mandato per  la vendita di una azienda-sito. La sede era un piano intero di  un palazzo del ‘500 con stucchi, decorazioni, arazzi e specchi. La nostra controparte erano due signori in giacca e cravatta che dopo i convenevoli ci fecero la presentazione dell’azienda. Arrivati al clou della presentazione arriva la proposta di prezzo, e viene fatta con un multiplo decisamente alto. A quel punto cerchiamo di spiegare che il multiplo proposto è elevato per il settore media-internet e, argomentando la cosa da esperti del settore, facciamo la controproposta. Allora il signore davanti a noi, dice che le sue argomentazioni non sono sue ma sono tratte da “Autorevoli personaggi del settore internet italiano, ed in particolare da un Blog specializzato in questi temi”. A quel punto noi stupiti chiediamo “Quale blog??”

La controparte, tira fuori dalla sua borsa di pelle un  foglio con la stampa del mio post “Acquisizioni dot com italiane“. Allora nell’imbarazzo generale gli faccio notare che la faccia che sta nel foglio è stranamente uguale alla mia…..e poi gli spiego che le cose scritte nel post vanno lette bene ed interpretate….

Come finì poi la storia? Le trattative, dopo qualche settimana che erano proseguite fino quasi all’accordo, si interruppero improvvisamente e senza motivo.  Dopo un pò di mesi uscì la notizia che un compratore aveva comprato il 100% del sito, e scoprimmo che lo aveva pagato più del triplo della nostra proposta. Il compratore aveva liquidi ed aveva molto bisogno di quel sito e lo pagò molto di piu del valore reale. (Anche se ad oggi i risultati probabilmente danno ragione a noi)

Mi è tornata in mente questa storia perchè l’altro giorno mi è arrivata una mail di un lettore del blog che mi chiedeva una mano per valutare il suo sito, dato che un editore molto grosso (forse lo stesso?)  gli ha fatto una proposta. Gli ho mandato le mie considerazioni e valutazioni, ma gli ho ricordato che alla fine quello che conta è l’interesse del compratore ed il motivo per cui è interessato a comprare.

Ma veniamo al tema del post. Prima di tutto a mio avviso si devono dividere i siti in due categorie

  • Aziende strutturate con uno o piu siti con un certo numero di persone che ci lavorano, e con un minimo di margine attivo
  • Singoli siti piu o meno grandi  senza una vera azienda dietro e senza particolari margini.

Le aziende strutturate (anche se piccole) a mio avviso devono essere valutate principalmente per i loro risultati economici. Il parametro principale che si utilizza è l’Ebitda (Earnings before Interest, Taxes, Depreciation ) che sarebbe in sostanza  l’utile prima degli ammortamenti e delle tasse ed eventuali oneri straordinari. Certamente conta anche il volume d’affari globale (fatturato), cosi come conta moltissimo il tasso di crescita negli anni di entrambe le grandezze.

Il principio base è che se pago 100 per acquistare una azienda, tramite il margine che genera me la devo ripagare in 10-15 anni. Perche 10-15 anni? Perchè tolta l’inflazione ed il valore del rendimento minimo che mi genererebbero i soldi se investiti in titoli di stato,  l’acquisto dell’azienda equivale ad un rendimento sopra al 5% annuo, e quindi è un buon investimento del proprio capitale.

Quindi la base della valutazione è 10xEbitda, con oscillazioni in basso sino a 5x ed in alto sino anche a 20x o 30x. Valutazioni alte come 30x sono giustificate dalla possibile crescita dell’ebitda nel tempo. Infatti il conto di cui sopra è fatto ipotizzando un ebitda statico, ma se aumenta del 40% all’anno per 10 anni esso va considerato nella valutazione.

Un’altro parametro è ovviamente  il fatturato: esso deve essere composto da una certa numerosità di clienti diversi, non ci deve essere dipendenza da una sola fonte. Il giro d’affari deve avere una buona proporzione con il margine: possiamo dire che una azienda agile in un settore emergente dovrebbe avere una marginalità del 10%-30% sul fatturato.

Ci sono poi tantissimi altri fattori da considerare nell’aggiustare il valore, tra cui : cash flow, liquidità,  capitale e riserve, crediti, eventuali perdite pregresse.

Per concludere possiamo dire che i parametri principali sono :

  • Multiplo dell’ebitda : da 5x a 30x a seconda dei tassi di crescita attesi con una media di 8x-10xper normali tassi di crescita del 15% annuo
  • Fatturato :  maginalità almeno sopra il 5%, e prezzo dell’azienda mai sopra 2x fatturato
  • Crescita: considerazioni sulla crescita del traffico, e sui saving di costo che si possono ottenere integrando l’azienda con l’acquirente

(Click qua per vedere tabella con acquisizioni in italia e qua per il 2008)

Il discorso cambia radicalmente se si è nel caso di un singolo sito. In questo caso ha poco senso parlare di marginalità se dietro non c’è una azienda.

Si valuta sopratutto il prodotto e la sua capacità ipotetica di generare ricavi una volta integrato nella struttura organizzativa dell’acquirente.

Il metodo che io ho applicato quando mi è successo di comprare dei siti è quello di stimare i ricavi che farebbe il sito una volta integrato e poi stimare i costi di gestione. Da questo calcolare il margine teorico (quindi facendo finta che sia una aziendina) e fare una classica valuzione come sopra. Altre cose da considerare nel ritoccare il prezzo  sono:

  •  Eventuale database contenuti (ogni contenuto ha un valore x)
  •  Eventuale database utenti (ogni utente ha un valore da ricavo dem x)
  •  Numero di url indicizzate in google, numero di link da altri siti (5000 url sono una cosa, 100.000 url un’altra cosa)
  •  PR del dominio (sopra 4 comincia ad avere un valore in sè), “vecchiezza del dominio”.
  •  Importanza e riconoscibilità e “bellezza”  del dominio

Ovviamente tutti questi ragionamenti valgono in caso di pagamento cash. Se si paga con carta (azioni di altra azienda) c’è sempre da considerare un valore aggiuntivo a vantaggio del venditore che si accolla un rischio non piccolo.
Alla fine però tutti i sistemi per valutare cadono quando c’è un venditore che non vuole staccarsi dalla creatura, o un compratore che vuole comprare a tutti i costi perche necessita per forza di cose di quel prodotto. Allora il prezzo non ha più dei razionali dietro per grande fortuna di una delle due parti.

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