La riserva indiana
Repubblica Novembre 2009, contro lo IAB :
Peccato che, tra i tanti che hanno sicuramente “fatto la storia di Internet” in Italia, in questa edizione di Iab Forum manchino alcuni dei protagonisti della produzione di contenuti digitali. Gli editori, per esempio. Salvo un paio di interventi, l’intero panorama del Forum è appannaggio di operatori della pubblicità e soprattutto dei grandi operatori internazionali come Google, Yahoo e Microsoft. La sensazione di molti addetti ai lavori (che è una certezza a livello globale ma ora diventa concreta anche a livello italiano) è che Iab sia poco attento alle richieste e alle battaglie di chi vede il valore del proprio lavoro fagocitato dalle multinazionali, Google in testa, grazie a tecniche sofisticate di monetizzazione dei contenuti altrui.
Traduzione Repubblichese-italiano : “Noi del gruppo Espresso non siamo venuti allo IAB neanche quest’anno…. lasciando tutto lo spazio a Google ed agli altri editori, dobbiamo snobbare lo IAB anche se non mi hanno detto il perchè. ”
Repubblica 4 mesi dopo, improvvisamente a favore dello IAB:
“Ritengo significativo che a guidare il vertice dello Iab sia stato chiamato un professionista che proviene da un gruppo multimediale e plurimediale (Gruppo Espresso ndr). Internet non è piu’ una riserva indiana che deve emanciparsi, ma una componente stabile della dieta mediatica degli italiani e del mix degli inserzionisti. La mia nomina è un segnale di integrazione fra mezzi e mondi un tempo separati”.
Traduzione Repubblichese-italiano : “Per dieci anni a voi dello IAB e a voi internettiani vi abbiamo snobbato, siete solo dei piccoli indiani che vi spartite tre spicci. Adesso che ci siamo noi, lo IAB tutto ad un tratto ci piace un sacco e tutto ad un tratto diventa una associazione interessante. Insomma a noi piace giocare solo se il pallone è il nostro e se siamo noi il capitano. Capito?”
Conclusione: come è successo agli indiani d’america a breve saremo tutti felicemente civilizzati.





aprile 28th, 2010 at 10:31 am
Binaghi è stato giustamente scelto perchè serviva un volto che andasse oltre la ristretta community autoreferenziale del web. Si spera che sia realmente capace di fare da volano anche considerando però che la base sociale IAB è fatta sopratutto di piccole e medie imprese a tutti i livelli della filiera. Se la sua presidenza si risolvesse solo in un arroccamento dei soliti big e se servisse a presidiare e garantire posizioni di rendita sarebbe una grande occasione sprecata per tutto il comparto.
aprile 28th, 2010 at 12:37 pm
@Pulcinella: mmmm… chissà perché, io sono pronta a scommettere sulla seconda ipotesi e non sulla prima… Spero davvero di essere smentita
aprile 28th, 2010 at 7:40 pm
Binaghi forse ha poco polso delle PMI visto il suo passato. Di sicuro conosce bene settori “sopra le parti” come audipress ecc.
infatti…”Il neo-presidente vuol puntare sul dialogo con le altre associazioni: “E fare da tramite con organizzazioni come la Fedoweb (gli editori) e la Fcp, i concessionari di pubblicità. Non un’associazione chiusa, ma aperta al dialogo e ai progetti. I miei ringraziamenti vanno innanzitutto all’Assemblea dei Soci che mi ha permesso di entrare nel board, al Consiglio Direttivo che mi ha eletto Presidente e al Presidente Onorario Layla Pavone, che ha contribuito alla crescita e all’accreditamento di IAB Italia in questi anni”, dichiara Binaghi.
…..
aprile 29th, 2010 at 7:56 am
ma perchè continuiamo/ate a dedicare (o a perdere…) così tanto tempo per parlare dello IAB e del suo presidente?
E’ davvero un argomento così interessante…?
aprile 29th, 2010 at 2:55 pm
x Gibbo: è la novità della settima…
e anche il suo approccio da conquistatore è curioso
fare da tramite con organizzazioni come la Fedoweb (gli editori) e la Fcp, i concessionari di pubblicità.
ma anche CGIL-CISL-UIL, la CEI, l’anas ì, CL, TIM
ahahha
aprile 29th, 2010 at 3:30 pm
btw, Alcune voci riportano che “col cavolo” che c’è stata unanimità, ma il direttivo era in realtà 6 a 5.
Per non fare brutta figura è stata poi fatta una scelta (o comunicata) di unanimità.
aprile 29th, 2010 at 3:55 pm
devo indagare….
aprile 29th, 2010 at 3:56 pm
questa è una chicca…w la riserva indiana
aprile 29th, 2010 at 4:39 pm
Posso dire che non avevo dubbi? Perché mai Internettiani avrebbero dovuto prediligere Binaghi ad Ippolito? Bah… onestamente, non me ne capacito. Ecco.
Ma Roberto discuterà anche con Ira, Eta, FZLN?
aprile 29th, 2010 at 4:39 pm
Ma porterà la pace nel mondo, mi chiedo?
(ok, la smetto di spammare cazzate… Scusate, giornata difficile…
)
aprile 30th, 2010 at 8:35 am
@Vega: saresti così gentile da spiegare, allora, perchè mai gli internettiani avrebbero dovuto preferire Ippolito a Binaghi….?
Sinceramente e con tutto il rispetto possibile, il fatto di aver lavorato 10 anni a Nielsen, di cui 3 a Net Rating e poi un paio d’anni a Microsoft Adv (part time, tra un convegno e l’altro…) e da qualche mese a Libero Adv non mi sembra che gli dia tutto questo vantaggio su Binaghi.
Se poi, invece, vogliamo denigrare e sminuire Binaghi solo perchè, secondo qualcuno, non è un “nativo digitale”, bhè, allora mi sembra proprio che si sia a corto di argomenti.
Ma, soprattutto, questo spercar fiato a rivendicare, pateticamente, la presidenza IAB (entità molto astratta….)per professionisti provenienti dal web (come se i cretini fossero solo dall’altra parte!), giustifica pienamente l’accusa di aver creato e di voler mantenere una riserva indiana!!!
Allora vale forse la pena ricordare che gli indiani sono sempre stati sconfitti……
aprile 30th, 2010 at 10:20 am
@ gibbo : per parte mia ho solo e sempre criticato l’atteggiamento di Gruppo espresso/manzoni che ha boicottato una associazione, e poi ad un certo punto ha lottato per prendere la presidenza cambiando in pochi mesi posizione di 180°. Ovviamente è lecito cambiare idea, come è lecito (credo) il mio voltastomaco.
Non entro nel giudizio delle persone elette, che in quanto elette hanno avuto i loro voti.
Altri ci aggiungono una lettura degli eventi (e che mi vede parzialmente d’accordo), ed ovvero che “il mondo carta” dei CM e gruppi editoriali, sta mettendo le mani nella parte digitale. Il grande turno over nei CM con tanta gente messa ai margini e tanta altra che arriva dall’off line è segno di questo fenomeno. E Questo puo essere un bene od un male, ogniuno ha le sue opinioni. Non è un tema di persone scelte ma di scenario che cambia.
Di sicuro è una cosa che cambia gli assetti, e vedrai che negli anni a venire non sarà per nulla marginale, specialmente per i piccoli editori web-puri.
aprile 30th, 2010 at 10:36 am
Ho lavorato direttamente con Roberto per un paio d’anni: persona intelligente, di grandissima levatura morale e buon ascoltatore. Vision sul Web: zero. Ma zero vero. Ho fatto grandi lotte per riuscire a far passare il concetto di “strategia” web. Credo che un “nativo digitale”, come lo chiami tu, con però anche una buona esperienza manageriale come Ippolito, fosse più indicato a guidare una struttura che si chiama Internet Advertising Bureau. In più, a questo aggiungi che sono concorde con Luca: hai schifato, come gruppo editoriale, qualsiasi attività digitale assennata per anni. Poi, una mattina ti svegli e, credo sia sotto gli occhi di tutti, per assetti politici vieni nominato anche presidente…
Insomma: avrei visto bene Ippolito presidente e Binaghi vicepresidente. Fra un paio d’anni, poi, se ne sarebbe potuto riparlare. Sono un’accanita sostenitrice che la gavetta serva, sempre, in ogni ambito.
maggio 3rd, 2010 at 8:42 pm
Partito Democratico in campagna (off e on line)
Che ne dite? soldi buttati nel cesso…
o son troppo drastico?