Tutte le indagini (ma sopratutto l’evidenza) confermano il fatto che il traffico web  da smartphone è in crescita pazzesca superando ogni aspettativa degli analisti. Addirittura è previsto che un quarto delle search verrà fatto entro qualche anno da mobile.

Ma i soldi per adesso sembrano farli sopratutto le telefoniche ed i produttori di hardware.

L’ADV in particolare è molto molto indietro, nonostante il traffico sia ormai elevatissimo. Anche nel search, che è il mercato più redditizio, a fronte di una stima del 20-25% di search fatte da mobile si stima un  mercato adv search USA solo 2-3 mld di dollari. La Display di fatto non esiste.

Le stime italiane sull’ADV mobile confermano da anni questa stasi, di un mercato che non è mai partito. Siamo di fronte ad un semplice ritardo degli Advertiser oppure c’è una ragione strutturale?

La domanda è importante perchè da parte degli editori siamo in una fase di delirio e di corsa per essere presenti in ogni device, per poi sbandierarlo ai clienti tramite  la propria  concessionaria.  Visti gli scarsi ritorni da adv sembra quasi un investimento di mkgt del tipo “ci sono tutti ci devo essere anche io”.

Per  questo mercato che non parte a mio avviso c’è sopratutto una ragione strutturale. Gli operatori tradizionali, in particolare Google (che si è buttato a capofitto comprando Admob), ha approcciato il mobile esattamente come il web, usando gli stessi adsense, e gli stessi banner, gli stessi link. Insomma la solita logica.

L’Adv tradizionale applicato al mobile non considera il “contesto” di lettura: in mobilità (in treno, in auto, per strada) non è proprio pensabile che uno si mette a vagliare l’acquisto di  una nuova assicurazione, un conto deposito, l’acquisto di una auto o il nuovo frollino della Barilla.  Quindi la logica del banner è proprio errata.

La cosa funziona laddove c’è un cliente che sponsorizza una propria applicazione mobile.  A parte questi casi diventa però quasi impossibile fare sia branding che performance, usando formati minuscoli   in schermi minuscoli.  Per non parlare del problema della landing page che va prevista per i vari device. Insomma un incubo per gli advertiser, e sopratutto una scarsa utilità e redemption.

Il mercato era quindi destinato a rimanere asfittico,  ma APPLE a mio avviso sta davvero facendo una cosa interessante con la sua piattaforma.  Di fatto la piattaforma porta il “rich media” dentro il mobile garantendo una scarsa invasività ed una altissima interazione. Due criteri cruciali per una user XP positiva. Ovviamente questo è possibile perchè “possiede”  e domina il device con un suo sistema operativo.

I dati delle redemption sono altissime  sia in termini di interazione e ctr che in termini di revenues per gli “editori” (cosa normale per un rich media).

Ecco un esempio tratto da SAI:

Alcuni esempi di campagne brand  in foto ed un esempio in video :

Purtoppo APPLE potrà essere uno standard solo nei suoi device che per quanto diffusi sono solo una parte del totale. Quindi difficilmente potrà essere una piattaforma unica, ma indubbiamente  potrà essere un buon esempio per tutte le altre piattaforme, anche se il grande problema è quello che piattaforme esterne non possono fare quello che fa APPLE che unisce hardware e software e sistema operativo del device.

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