Gossip: Acquisizione in vista per BrownEditore
Le mie fonti informative mi dicono che BrownEditore (editore di finanzaonline.com) società posseduta dal gruppo AMENDUNI (acciaio) ha chiuso l’acquisizione del sito Borse.it.
Sempre le mie fonti mi parlano di un valore interessante rispetto al giro di affari della società. L’obbiettivo della acquisizione credo sia quello di creare un network di siti dedicati alla finanza ed alle news economiche. nei prossimi giorni uscirà un comunicato ufficiale e ne sapremo di più. Complimenti al CEO Salvatore Pugliese, che talvolta ha commentato questo blog!
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ottobre 20th, 2009 at 9:16 am
caro Luca, ti confermo la notizia
grazie mille per i complimenti, adesso inizia la fase più bella, consolidare tutta l’offerta e creare valore per gli azionisti…
impresa, come tu ben sai, non esattamente facilissima, specialmente con questo mercato.
a presto
Sal
ottobre 20th, 2009 at 11:36 am
Salvatore, già che siamo in vena di sincerità, saresti così gentile da darci qualche info circa le cifre di cui si parla? Più che altro per fare un po’ di chiarezza, capire come si sta muovendo il mercato (anche percè, da quel che mi risulta, questa operazione non è l’unica in fase di definizione) e confermare (o meno) le voci che stanno girando (ce ne fossero due uguali….) grazie, complimenti e in bocca al lupo!
ottobre 20th, 2009 at 3:35 pm
Gibbo : eh ma se ci sono delle voci….diccele. Questo è il blog dove si pubblicano le vocine
ottobre 20th, 2009 at 7:18 pm
Gibbo, come puoi ben immaginare, non posso darti disclosure effettiva sul valore totale dell’operazione.
Noi abbiamo rilevato il ramo d’azienda relativo a tutte le attività collegate al sito http://www.borse.it ed alla fornitura contenuti e servizi premium, ovviamente l’azienda che ha ceduto fa anche altro.
Non posso lasciarti senza info però
Ti darò un valore percentuale, circa il 50% del fatturato imputabile al ramo.
Sorry, di più non posso, non ora…
però MO PARLI!!! chi sono gli altri?
ottobre 21st, 2009 at 3:31 pm
ho letto su AFFARI e FINANZA le ultimissime del nuovo progetto Mediaset Cube…che ne dite?
ottobre 21st, 2009 at 3:39 pm
ecco l’articolo…
Pay tv, rivoluzione in casa Mediaset
http://www.repubblica.it/supplementi/af/2009/10/19/copertina/001zanka.html
ottobre 21st, 2009 at 5:39 pm
faccio fatica a credere che la montagna (che frequento abbastanza spesso e che pensavo di conoscere abbastanza bene….ma mi sbagliavo, evidentemente)abbia potuto partorire un simile topolino, nato già morto, per di più pagando anche Accenture per questa trovata geniale…. ma qualcuno di noi, webbari della prima ora, passati per tante esperienze, anche simili e addirittura migliori di questa, crede davvero che qualcuno pagherà per vedere online i contenuti di Premium???
ottobre 21st, 2009 at 6:27 pm
Gibbo, mi parli di IPTV e quindi di contenuti audiovideo complessi? o mi parli di “semplici” contenuti redazionali (news, approfondimenti, dati)
nel primo caso, credo che si riucirà a far pagare qualcosa. Yalp, l’anno scorso trasmetteva le partite di basket in ppv, solo da me, per seguire la mia amata juvecaserta, hanno ricevuto un bel pò di dindi.
se parliamo di contenuti redazionali, quelli a me più cari, devo dirti che ASSOLUTAMENTE non si riuscirà mai a metterli a pagamento a meno che non si riesca a passare in un clic da internet tuttogratis a internet tuttoapagamento PER TUTTI (siamo sui livelli della chimera, dello spaturno ed il gorgoglione…mitologia moderna).
Ben diverso è il discorso dell’offerta premium per alcune informazioni che non sono di facile reperimento. Su Borse.it, ad esempio, ci sono alcuni dati, di non elementare reperimento sul mercato, che sono a pagamento. Il tradeoff è vantaggioso per tutti e due, ma stiamo parlando di dati per i quali esiste una barriera all’ingresso ELEVATA per qualunque competitor, dati per i quali esiste un costo incomprimibile e che rendono difficile che qualcuno arrivi e dica “copro tutto con l’adv, da oggi, datigratis per tutti”. Per l’informazione quotidiana, non di settore, ma generalista, non è così…il costo è incomprimibile per i grandi editori che hanno redazioni di centinaia di persone, non per un piccolo editore che può con pochi dipendenti, avere lo stesso volume di news (e.g. Huffington Post o altri “metasiti”)
ciao a tutti
Sal
ottobre 21st, 2009 at 11:43 pm
@gibbo : bhe se mi metti in anteprima la prossima stagione di DrHouse e me la posso comprare a 3 euro a puntata, io oggi me la comprerei. Se hai contenuti che “tirano” secondo me puoi provare a venderli on line, e potrebbe funzionare. Credo che non sia una follia, ed anzi credo che sia l’unica possibilità per aziende come mediaset di fare qualcosa in rete…
ottobre 22nd, 2009 at 9:55 am
Yahoo apre a Roma..attenzione
ottobre 23rd, 2009 at 1:01 pm
Scusate, ma come si riesce a conciliare il passaggio ai contenuti premium a pagamento con la raccolta pubblicitaria dei canali “in chiaro”? Ipotizzo che il pubblico del ppv, non costituisca nuovo pubblico, bensì uno spostamento dal chiaro al ppv. Di conseguenza gli spettatori dei canali tradizionali diminuirebbero e mi aspetterei che l’appetibilità degli spazi pubblicitari in chiaro vada calando. Cosa sto sbagliando in questo ragionamento?
ottobre 23rd, 2009 at 2:07 pm
@Matteo
Ma infatti sta calando la pubblicità in tv nel mondo, anche se in maniera contenuta, così come stanno lentamente calando gli spettarori della tv in chiaro. Rai e mediaset hanno perso negli ultimi anni 5 punti a testa. Per la pubblicità in tv in italia il mercato è notevolmente distorto per via del fatto che c’è un duopolio e non c’è concorrenza.
ottobre 23rd, 2009 at 4:26 pm
OT Crotti ritorna a Tiscali Adv.
quando ho detto che sarebbe andato in Google ho toppato…
ottobre 26th, 2009 at 5:20 pm
BREAKING NEWS
Web: nascono Banzai Banzai Advertising e Banzai Consulting
ottobre 30th, 2009 at 12:06 pm
Nasce MEDIAMOND
Fusione Mediaset e Mondadori per il web
ottobre 30th, 2009 at 2:53 pm
@carletto: o meglio, per essere più precisi, la nuova concessionaria web del Gruppo, con a capo Davide Mondo e sede in Via Bianca di Savoia a Milano (sempre ammesso che “mediamond” non stia proprio per Media Mondo!)
ottobre 30th, 2009 at 7:58 pm
La prossima operazione nel settore pare possa coinvolgere AreaBorsa (rumors)
novembre 2nd, 2009 at 9:21 am
qualche news dal gruppo Sole 24 ore. Penso di sapere qualcosa in settimana
novembre 2nd, 2009 at 10:58 am
In USA ci sono molti player che permettono di vedere contenuti video di tipo “premium”, sia free che a pagamento.
C’è Hulu (NBC Universal, News Corp, Walt Disney) che permette la visione online di serie tv e film nello stesso momento in cui vanno sui canali televisivi. Con un bel po’ di pubblicità sopra. C’è l’iTunes che ti permette di acquistare i prodotti. E ce ne sono molti altri.
Sono convinto che in Italia un mercato c’è ed è maturo. iTunes lo ha dimostrato, quando tutti dicevano che la musica online non aveva più futuro Apple ha dimostrato il contrario.
In Italia, come sempre, è tutto molto più complicato, il problema più grande è legato ai margini di profitto. Noi italiani non siamo dei veri produttori, siamo più che altro dei rivenditori. La stragrande maggioranza dei prodotti TV (serie tv) e cinematografici (film) non viene prodotta nel nostro paese. È tutto importato.
Quindi, chi vende online (come Yalp! e il futuro prodotto di Mediaset -tutti e due progettati e realizzati da Accenture-) fa solo da intermediario. E solo i grandi broadcaster hanno l’interesse e la possibilità di monetizzare le loro finestre di diritti acquistando anche i diritti per la vendita online. Nessun indipendente potrebbe mai vivere da solo nel settore perché non potrebbe mai avere la capacità economica per poter gestire un servizio simile (promozione, diritti, protezione del contenuto, billing, customer care…).
Ciro
novembre 18th, 2009 at 4:09 pm
sarei curiosa di capire il modello di business che fa stare in piedi l’operazione di acquisizione di borse.it.
secondo me l’operazione è stata chiusa a un controvalore di 1 euro. scusate se sono diretta, ma il business a pagamento della finanza non ha mai pagato i conti, dal 1998 a oggi, in nessuna nazione. le info di borsa oggi sono commodities. Qual è il valore aggiunto per l’utente?
penso che Murdoch faccia bene a far pagare le news, e penso che funzionerà, ma stiamo parlando del WSJ, e stiamo parlando di contenuti unici, non di dati.
novembre 27th, 2009 at 12:21 am
non c’e’ bisogno di capire il modello di business, perche’ di fatto non c’e’. l’unico sito di finanza che va abbastanza bene dal punto di vista del bilancio e’ il sito istituzionale di borsa italiana. tutti gli altri non reggono. i contenuti gli utenti li leggono. e mentre leggi non guardi adv. il futuro del media internet e’ il performance, unico modo per misurare lo svuotamento degli scaffali. ma per far rendere il performance, ci molto, moltissimo traffico. e pensare che neppure corriere e repubblica riescono a far girare al meglio la loro piattaforma di performance. e stiamo parlano del re e della regina dei contenuti in italia.
novembre 27th, 2009 at 1:17 pm
@Maria Anna,
l’acquisizione non l’ho finalizzata ad un euro. Il modello di business non è unico, il sito ha diverse revenue stream.
Vende contenuti
Vende adv
Vende info di borsa (non necessariamente solo quotazioni, ci son tanti altri contenuti che non sono commodities).
@Nando, hai certezze granitiche, wow…
peccato che, il modello di business esista, il mio network, nonostante non sia Borsa Italiana va comunque abbastanza bene e, fidati, se il futuro fosse nella performance, ben presto TUTTI chiuderemo, non solo i più grandi.
novembre 27th, 2009 at 3:11 pm
Sal sei sotto attacco??
Comunque, scherzi a parte, credo che le affermazioni di Maria Anna e (meno) quelle di Nando possano avere una loro logica se prese in astratto, ma ritengo, in tutta sincerità, che non siano applicate al caso in questione, soprattutto perchè, come giustamente ha fatti rilevare Salvatore, Borse.it non è solo un “sito di finanza”, ma piuttosto un content provider di più ampia portata e, quindi, con una logica di business non esclusivamente basata sulle proprie perfomances web
dicembre 9th, 2009 at 3:30 pm
solo per chiarire: non sto attaccando Salvatore, anzi ben vengano movinetazioni sul mercato. E’ solo che dico come la penso. Borse.it, come tanti altri siti di finanza, dal 2000 in poi, non mi pare che abbiano dimostrato indici di redditività particolarmente interessanti. Non so bene chi abbia dimostrato un utile continuativo per almeno 3 anni di fila e CAGR significativi. Ma questo è solo quello che penso e che evinco dal maercato. Sempre secondo me, se Borse.it è stata pagata più di un euro, è stata pagata troppo. Infine sul discorso perfomance di Nando, è un po’ azzardato ma non è lontanto dalla realtà. Le aziende chiedono sempre di più performance, inteso come dimostrazione certa che se faccio pubblicità su un sito, i “miei scaffali” si svuotano di conseguenza. In pratica, mi dovete giustificare il mio investimento: ROMI, ROMI, ROMI !!
dicembre 9th, 2009 at 3:36 pm
maria anna…
Finanzaonline fa utile più o meno dal 1999
Brown Editore(finanza.com) dal 2006
Borse, spero dal 2010
continui a valutare solo l’aspetto dell’adv…i siti di finanza, per fortuna, hanno anche altre revenue stream
dicembre 9th, 2009 at 6:33 pm
@maria anna: perdonami, ma se dovessero essere oggetto di compravendita solo le dot com o, più in generale, solo le aziende che fanno utili staremmo freschi. Per lo stesso motivo, ad esempio, Google non avrebbe mai dovuto comprare (e non per due lire!!!) You Tube e Microsoft avrebbe dovuto tenersi alla larga da My Space e così via. Le aziende passano di mano anche a precsindere dagli utili che fanno o, comunque, dai loro indici economici e i compratori possono decidere di strapagare (sulla carta) tali aziende, solo perchè le reputano stretegiche per il loro business. Non capisco, quindi, perchè ti sta così a cuore contestare il fatto che Brown abbia pagato poco o tanto Borse: se Salvatore Pugliese ed i suoi soci hanno ritenuto che fosse un’azienda da acquistare ed hanno trovato (evidentemente) un soddisfacente accordo economico con chi vendeva, non ci trovo nulla di male. Anzi, ce ne fossero di queste operazioni di acquisizione/fusione!!
dicembre 10th, 2009 at 10:01 am
Non sto contestando Browm, esprimo solo un mio parere. Brown avrà fatto tutte le valutazioni del caso e avrà scelto di acquistare a un prezzo che avrà ritenuto equo. Non critico assolutamente la decisione.
Ogni impresa, deve generare utili. Google ha pagato (o strapagato) Youtube. Per adesso youtube è ancora nella fase del “prima o poi farà utili”.
Forse ha ragione Salvatore, mi sto concentrando troppo sull’adv !!
baci