Gossip Gossip, Here!
Molti lettori del blog pubblicano gossip di mercato e notizie interessanti in fondo a dei post che non c’entrano granchè. Ho pensato quindi di tenere un post fisso sull’argomento “gossip” così da avere uno spazio sempre aggiornato, ed avere una bella icona in tutto il sito per ricordarsi del post. Ovviamente faccio affidamento all’intelligenza dei lettori: se sono cose delicate non mettiamo nomi e cognomi. Grazie! Nota : i gossip recenti sono in fondo alla lista….
novembre 9th, 2009 at 3:41 pm
Non se se sia un gossip vero e proprio, ma pare che la sempreverde presidentissima dello IAB l’anno prossimo possa mollare l’incarico. Pare voglia posizionarsi in RCS, anche se voci maligne dicono che l’arrivo di magrini abbia scombinato i piani.
Alla fine molti detrattori la rimpiangeranno..
novembre 9th, 2009 at 5:29 pm
Luca vieni su friendfeed, di gossip ce n’è fin troppo
novembre 9th, 2009 at 6:00 pm
Ottima idea !!
Yahoo e Roma
Aperta nuova sede nella capitale. Per ora un ex manzoni sta gestendo il tutto
novembre 10th, 2009 at 12:21 pm
Il buon “vecchio” Luca Ascani e la sua GoAdv/Excite pare si siano buttati sui blog comprando l’inglese (ma presente sono in Italia e Francia) NanoPublishing Ltd del buon “vecchio” Massimiliano Squillace. Fonte: comunicato stampa rilasciato solo in Francia da Goadv
novembre 11th, 2009 at 3:43 pm
Xing chiude la sede italiana
Da Amburgo arriva l’ordine di tagliare la sede milanese. Lo sbarco del social network qui in terra italica era di soli nove mesi fa.
Xing si congeda dall’Italia. La chiusura della sede milanese del business social network da un paio di giorni è poco più che una voce di corridoio. A parlarne, quasi sottovoce, solo un paio di esperti e imprenditori del web, tanto che per una conferma ufficiale bisogna rivolgersi direttamente ad Amburgo. “Vogliamo concentrare le nostre attività di Crm e marketing presso la sede principale – ci ha spiegato al telefono Thorsten Vespermann, capo della comunicazione aziendale – Peraltro la scelta di chiudere la sede italiana non ha niente a che vedere con l’eccellente lavoro fatto in questi mesi da Cipriano Moneta e dal suo staff”. Quasi un’involontaria ironia visto che, al netto di tutte le altre considerazioni, il country manager e gli altri membri della squadra non hanno avuto molto tempo a disposizione.
Il comunicato stampa che annunciava lo sbarco dell’azienda tedesca in Italia è datato 2 marzo 2009. Nove mesi. Nove mesi passati tra barcamp e conferenze, impegnati a tradurre in fatti concreti (e nuovi iscritti) quel “Powering Relationship” che campeggia sotto il logo aziendale.
E adesso arriva il diktat di Amburgo. Tutti a casa. E non migliora le cose sapere che siamo l’unica country a chiudere.
Nel nostro paese il marchio Xing continuerà a essere commercializzato solo come soluzione business-to-business per le piccole e medie imprese che vorranno utilizzare il social networking in alcune aree funzionali, come risorse umane, vendite o marketing. A gestirlo dovrebbe essere Reset Communication, azienda milanese di web marketing ed eventi oggi in attesa del mandato ufficiale. Accanto a Reset, rimarranno attivi solo gli ‘ambassador’ di Xing sparsi sul territorio: decine e decine di professionisti che in questi mesi – dal basso – hanno organizzato incontri, conferenze, messo in piedi business club locali. “Per loro – conferma l’azienda da Amburgo – ma anche per tutti gli utenti Xing, stiamo rafforzando il nostro ufficio di supporto centrale, grazie anche a 25 nuove assunzioni.”
Insomma, si taglia in Italia per assumere in Germania. Il nuovo corso di Xing fa suo questo concetto. Niente comunicati stampa o note ufficiali a corredo, almeno per il momento. La pratica, insomma, è chiusa.
Quanto ai programmi di sviluppo del social network – 8 milioni di utenti nel mondo, 100 mila eventi live organizzati, la prima impresa 2.0 a quotarsi in Borsa a Francoforte nel 2006 – il futuro è già delineato. “Continueremo a investire in Germania, Spagna e Turchia – precisa Vespermann – mercati senz’altro più maturi di quello italiano.”
In Spagna Xing è arrivata nel 2007, grazie all’acquisizione di Neurona, 835 mila iscritti e un mercato potenziale di 90 milioni di utenti madrelingua in tutto il mondo. Nel 2008 è stata la volta della Turchia con l’acquisizione di Cember.net, in uno scenario nazionale dove la penetrazione della banda larga è incoraggiante e gli under 30 – a colpi di social networking ed e-commerce – fanno del paese la dodicesima potenza Internet al mondo.
Da noi la situazione è diversa, e dalle decisioni di Xing emerge la vera fotografia dello scenario Internet nazionale. Siamo un mercato poco interessante, almeno dal punto di vista delle aziende operanti nel web. Punto.
Ecco spiegata la decisione di congelare il milione e mezzo di euro messo a budget per la country italiana e rafforzare il proprio bilancio. Più soldi in cassa vogliono dire più valore per le singole azioni. E in questo momento Xing ha bisogno dei numeri per vendere cara la pelle. Le voci di un’imminente scalata da parte dell’eterno avversario LinkedIn sono state smentite, nonostante le molte indiscrezioni a riguardo provenienti dalla stampa americana più accreditata.
Eppure il perno della vicenda è questo. Rafforzarsi internamente, reagire agli assalti della concorrenza. E, se necessario, sacrificare le pedine deboli.
NOTIZIE Mercoledì 11 novembre 2009 – 14:00 (1 ora fa)
Piero Babudro
novembre 11th, 2009 at 5:13 pm
notizia nota già da qualche tempo, ma diamola ugualmente perchè, forse, è un segno dei tempi: chiude la filiale italiana della concessionaria adv Ad Pepper, con tanto di cause ecc. I superstiti, sostanzialmente gli ultimi 4 o 5 sales rimasti, daranno vita ad una newco, per ora limitata alla vendita dem.
novembre 11th, 2009 at 5:34 pm
Ad Pepper era allo iab se non ricordo male..
novembre 11th, 2009 at 5:36 pm
qualcuno sa qualcosa del county manager italia di GOOGLE?
novembre 11th, 2009 at 5:49 pm
Ad Pepper era allo IAB l’anno scorso….quest’anno non c’era.
Comunque poveracci i dipendenti del settore con tutto sto giro di aziende che aprono, chiudono, licenziano, si fondono, ecc.. io non ho mai conosciuto una persona che sia stata per più di 18 mesi nella stessa azienda.
Alla fine fare l’editore non è poi così male…
novembre 16th, 2009 at 10:57 am
Ciao a tutti, concordo in parte con quanto detto da adriano. le multinazionali internet negli utlimi 12 – 16 mesi sono state davvero sfoltite quando non chiuse. a memoria, ricordo:
Xing – (chiusa la sede settimana scorsa)
Yahoo Italia ( licenziamenti e ricollocamenti)
Expedia Italia ( licenziamenti e ricollocamenti)
eBay Italia ( licenziamenti e ricollocamenti)
MySpace Italia ( chiusa la sede)
Ad Pepper (chiusa la sede italiana)
eCircle ( licenziamenti)
Mtv Italia ( licenziamenti, ma più la parte Offline che quella online)
Msn: ho sentito voci ma davvero non so bene quanto vere o meno.
un vero peccato ma anche una riflessione sul peso del nsotra paese nell’online europeo e mondiale.
novembre 16th, 2009 at 11:59 am
Nella lista manca Beweeb che deve aver segato un po’ di persone
Yahoo ha comunicato anche assunzioni (7 ) durante la presentazione della loro HP
novembre 16th, 2009 at 5:01 pm
@Marco F.: confermo voci di MSN (ammesso che poi, come a voplte fanno, non cambino idea all’ultimo momento), ma in questo caso direi che un po’ se la sono cercata, nel senso che almeno una parte di responsabilità del calo di audience del canale va ricercata, a mio avviso, nelle scelte, molte delle quali discutibili, dell’attuale manager di MSN.it che, peraltro, è persona molto nota e stimata nell’ambiente.
novembre 17th, 2009 at 12:06 am
Dimenticate Lycos che ha chiuso a Febbraio 2009….avevamo aperto una sezione di contenuti sul loro portale italiano da 6 mesi (mannaggia!).
Detto fra noi, non è che fosse sta grande fonte di visitatori…tra un po’ ci porta più traffico il blog di Luca…
novembre 17th, 2009 at 9:06 am
@Adriano: la lista non comprende anche AOL.it che, pur essendo ancora online è, di fatto, morto a inizio aprile con la chiusura di tutti i contenuti (oggi si limita agli RSS di Repubblica….), a meno di 24 mesi dal lancio
novembre 17th, 2009 at 10:02 am
ma aol.it ha sempre fatto i contenuti da Bangalore o al massimo da Londra
adlink vendeva la pubblicità
novembre 17th, 2009 at 12:38 pm
Adlink
vendere
pubblicità
è un gioco tipo “trova l’intruso?”
novembre 17th, 2009 at 1:15 pm
@Carletto: no Carletto, AOL.it ha distribuito fior di contenuti di molteplici player da maggio 2007 e fino a maggio 2009. Ad Link vende ancora la pubblicità… ma a chi???
novembre 17th, 2009 at 2:25 pm
@ gibbo : non dimenticare che ADlink ha ALfemminile primo sito di donne in italia ed ha Viamichelin, Paesionline….un bel DB di dem, ed altra robetta.
novembre 17th, 2009 at 2:41 pm
@Luca: certo, non lo dimentico, anzi lo so bene. Ma è ovvio che il fatturato indicato mi sembra esagerato, almeno per i dati di revenues nette che AdLink gira ad alcuni editori e di cui sono a conoscenza. Quindi i casi sono: a) AdLInk fa più di metà del fatturato con le DEM; b) AdLink ha almeno altri 100 siti in concessione che, però, non figurano nell’elenco disponibile sul loro siti; c) AdLink concentra il 70% di fatturato nei 2 o 3 siti che hai citato; d) se le ipotesi a,b e c non sono corrette, allora qualcosa non mi tornao i conti
novembre 17th, 2009 at 2:48 pm
poi non dimenticare che Via Michelin non è in concessione esclusiva, così come non lo è un altro importante sito del network, cioè Auto Scout 24 e altri ancora: tra l’altro i primi due, come anche AOL, sono in concessione internazionale, quindi molte campagne sono tali e non è detto che sia fatturate in Italia.
novembre 17th, 2009 at 2:59 pm
Luca, in assenza di veri gossip quando hai 2 minuti potresti aggiornare la tabella delle acquisizioni in questo post http://www.lucalani.com/company/acquisizioni-dotcom-italiane?
Nel 2008 e 2009 qualche acquisizione c’è stata…magari non sono noti tutti i dettagli delle operazioni (fatturati, multipli di vendita, ecc..) però magari si possono ipotizzare o dare dei valori indicativi…
Ma la domanda che mi attanaglia è: l’acquisizione di Casa.it a 9milioni di euro 3 anni dopo si può giudicare un affare o una sòla??
novembre 18th, 2009 at 11:22 am
@adriano e Luca; interessantissima tabella.
Non sapevo nulla di Castlerock, quando sa darmi qualche notizia in merito? mi interessa perchè sto approcciando qualcosa di simile.
Per casa.it personalmente la ritengo assolutamente spropositata ed anche il buon daniele mancini, proveniente da Costa Crociere, avrà un bel da fare per mostrare profitti e margini su questo sito.
L’acquisizione credo rientri in una strategia NewsCorp che include nello stesso segmento anche:
HomeSite.com.au
Realestate.com.au (69%)
Casa.it (59.4%), Sky Italia detiene il 30.6%
Propertyfinder.com
novembre 20th, 2009 at 10:28 am
Manzoni dal 2010 raccoglierà per Radio Italia.
novembre 23rd, 2009 at 1:52 pm
una società dell’editoria (700 milioni di fatturatO) vuole *digitalizzarsi*.
Mondadori?
novembre 23rd, 2009 at 7:47 pm
Volevo avvisare che pare che anche Babelgum fondata dall’ex Fastweb e Omnitel Silvio Scaglia, sta rivedendo i suoi piani.
Sono in chiusura gli uffici in Francia ( quindi lo sviluppo a Nizza), l’ufficio di Dublino, e dalla sede di NYC è uscito il VP sales.
Peccato, poteva essere una bella case history italiana nel mondo..
novembre 23rd, 2009 at 8:35 pm
@Carletto Mondadori fattura circa 1.130 milioni di euro…non dovrebbe esser lei…
novembre 24th, 2009 at 10:38 am
@Salvatore: sal sarai tu!! confessa….
novembre 28th, 2009 at 8:21 pm
attenzione…
in Germania google analytics dichiarato illegale in quanto violerebbe la privacy..
le regolamentazioni di privacy tedesche sono acqua di rosa rispetto a quelle italiane…
chissà quando interverrà il garante da noi..
per chi di voi volesse approfondire
http://www.zeit.de/digital/datenschutz/2009-11/google-analytics-datenschutz
novembre 30th, 2009 at 12:09 pm
Bloo.it non viene aggiornato da LUGLIO 2009. I suoi Blog da Settembre/Ottobre.
Restyling in vista o buco nell’acqua per l’acquirente Banzai?
Qualcuno aveva storto il naso per bloo.it magari le previsioni si son azzeccate..
dicembre 4th, 2009 at 11:05 pm
Maruzzi county manager di GOOGLE IT (ma è notizia ufficilae)
dicembre 11th, 2009 at 12:55 pm
Chi viene alla festa delle concessionarie del 17 a milano?
dicembre 11th, 2009 at 12:58 pm
presente!
dicembre 12th, 2009 at 4:57 pm
assente!
dicembre 15th, 2009 at 3:17 pm
Manzoni sta facendo campagna acquisti..Luca stai attento !
dicembre 15th, 2009 at 4:09 pm
Ciao, segnalo voci insistenti, ma davvero diffuse ed insistenti, su una trattativa RCS-Banzai, con la quale rcs starebbe per comprare banzai. L’avete sentita anche voi ?
dicembre 15th, 2009 at 4:39 pm
Gola…mi sembra il progetto Banzai non nasca con intento di cessione a grandi gruppi. Ci son, inoltre, una marea di elementi (aziende) nel perimetro Banzai che non sono minimamente attinenti al gruppo RCS ed andrebbero a creare una serie di attività eccentriche rispetto al gruppo stesso.
mah…
mah…
dicembre 15th, 2009 at 4:45 pm
Banzai ha appena chiuso un grosso accordo commerciale con Dada (=rcs) per sitonline.it. La gente avrà visto un via via di incontri in questi mesi ed ha pensato male. E’ solo un grosso (ed ottimo) accordo commerciale. Gossip smentito!
dicembre 15th, 2009 at 5:19 pm
ok, allora ci riprovo. L. Pavone: “Obiettivo raggiunto allo IAB Italia. Dal 2010 un nuovo presidente”. Chi sarà ?
dicembre 15th, 2009 at 5:33 pm
Ainio
dicembre 16th, 2009 at 1:55 pm
ragazzi..la festa di google di iera sera è stata orribile
poco cibo, poco bere, i ragazzi di Google non si sono neanche fatti vedere..
dicembre 29th, 2009 at 10:33 am
Mondadori avrà in concessione Fastweb dalla prox primavera
dicembre 29th, 2009 at 12:53 pm
A fine 2010, poi, cadrà un obbligo contenuto nella legge Gasparri (lo volle, allora, l’Udc di Marco Follini) e da qui trasferita al Testo unico sulla radiotelevisione: il gruppo Mediaset potrà acquisire o lanciare quotidiani nazionali. Visti i bilanci dei quotidiani di questi ultimi anni, potrebbe essere un evento senza conseguenze immediate. Tutte le redazioni, in ogni caso, sapranno di poter essere “comprate” dal gruppo che ha la maggior quota di mercato pubblicitario e il cui maggior azionista è il Presidente del consiglio.
dicembre 30th, 2009 at 5:28 pm
@Carletto, mi risulta che la concessionaria non sarà l’unica novità web in casa Fastweb, vediamo…
dicembre 31st, 2009 at 9:22 pm
e cosa combinano?
ma sto target femminile è così difficile da trovare…sembra che tutti gli editori e le concessionarie facciano a gara per averlo…
gennaio 11th, 2010 at 2:11 pm
GroupM giri di poltrone: Rampolla va in Accenture, lo sostituisce Andrea Di Fonzo
gennaio 11th, 2010 at 10:10 pm
questa era facile cara GOla Profonda..era su Daily net di oggi..
gennaio 14th, 2010 at 4:34 pm
ho sentito voci di un sito internet di Sky venduto da Banzai. Mi sono perso qualcosa?
gennaio 14th, 2010 at 5:46 pm
@antonio: credo sia current tv.
gennaio 16th, 2010 at 7:06 pm
Cristina Pianura (AD Pixel) lascia Banzai, per approdare in una nuova concessionaria. Nessuno sa quale sarà ?
gennaio 17th, 2010 at 3:49 pm
@no comment. questo sì che è uno scub, specie in questa sede!!
gennaio 17th, 2010 at 7:27 pm
effettivamente sarebbe lo scoop del mese…Cristina era corteggiata da grandi Editori (Manzoni in primis)
Ora indago..
gennaio 18th, 2010 at 8:45 am
Salvatore Ippolito lascia Microsoft Advertising per Wind(evidentemente c’è gran movimento nelle concessionarie e chissà mai chi prenderà il posto di Ippolito…)
gennaio 18th, 2010 at 11:58 am
anche facebook italia si allarga con due nuovi ingressi.
gennaio 19th, 2010 at 12:26 pm
Mediamond prende in concessione a marzo FINANZAONLINE
Ci ha procato con tiscali (portale) ma son stati rimbalzati
gennaio 19th, 2010 at 12:30 pm
@Carletto : ma Finanzaonline era già in mondadori…
gennaio 19th, 2010 at 1:09 pm
ma…
Carletto!
:)
il gruppo Brown è in concessione a MOndadori dal 2004
gennaio 20th, 2010 at 5:39 pm
ho toppato..sorry anche se ho detto una cosa vera…in quanto Mediamond l’anno scorso non esisteva…
gennaio 21st, 2010 at 10:40 am
Marco Ottolini, storico fondatore di Italia On Line nel 1994 e di Travel Online nel 1995, dal 2000 a capo di ZDNet, nonchè uno dei principali responsabili del progetto governativo (in verità poi naufragato) di Italia.it, dal 1 febbraio cesserà la carica di direttore generale e responsabile contenuti del sito Datasport.it (già edito dalla Sergio Chiesa srl, ora in liquidazione, e attualmente gestito dalla Cocopelli Srl – di cui Sergio Chiesa è sempre il patron), per dedicarsi di nuovo alla consulenza web. Auguri Marco!
gennaio 21st, 2010 at 10:40 am
4 persone in uscita da Google italia, tra figure più tecniche ed account. anche lì un ricambio generazionale.
gennaio 23rd, 2010 at 2:56 pm
mi permetto di porre, in questa sezione, una questione che in realtà non attiene del tutto al gossip (ma in parte sì): per esperienza diretta e per mezze voci di molti colleghi, stonotando forti e, soprattutto, generalizzati rallentamenti nei pagamenti da parte di importanti editori singoli e di ancor più importanti gruppi editoriali. In sostanza, mi risulta che solo Rai e Microsoft stiano continuando a pagare con regolarità, mentre tutti gli altri, broadcaster compresi, stiano accumulando preoccupanti ritardi, anche fino a 180 giorni. Mi farebbe piacere e mi/ci sarebbe utile capire se altri stanno notando questo trend, perchè possiamo parlare d tanti begli argomenti e questo blog ne uno splendd esempio, ma se poi non girano soldi è inutile parlare di massimi sistemi…..
gennaio 23rd, 2010 at 3:07 pm
ps: specifico che, quando parlo di un ritardo di 180 giorni, significa sulla data prevista di pagamento che, di solito, è già a 90 giorni data fattura fine mese. Il che, tradotto, tenuto conto che ai grandi gruppi si fattura dopo aver ricevuto (da loro) l’autorizzazione alla fatturazione (che mediamente arriva non prima del giorno 20 del emse successivo a quello in cui hanno goduto della prestazione), significa che in realtà ci sono colleghi che stanno aspettando i loro soldi da ormai oltre un anno reale dal momento in cui hanno venduto il servizio. Con ciò non voglio denigrare nessuno, la crisi c’è, è di dimensioni davvero preoccupanti e speriamo solo che passi alla svelta: ma il web è piebo di piccoli editori che campano vendendo i loro servizi (pubblicità compresa) ai gruppi editoriali e/o radio-televisivi e se questo meccanismo, anche e soprattutto economico, si dovesse inceppare credo che sarebbero guai seri.
gennaio 23rd, 2010 at 11:53 pm
@gibbo : per quel che mi riguarda niente di nuovo. Prima della crisi la nmedia era 90-120 adesso è 150-180. Normale che con la crisi avvenga questo. I clienti pagano tardi le concessionarie, le quali pagano tardi gli editori, i quali….
gennaio 24th, 2010 at 3:42 pm
Luca, con tutto il rispetto, sarà anche “normale” e, soprattutto, sarà anche quasi indolore, ad esempio, per un gruppo come Banzai, ma permettimi di ricordarti che non tutti hanno le dimensioni e la forza di Banzai o di qualcun altro simile, molti di noi sono piccoli editori a cui le banche fanno credito col contagocce e trovarsi con fatture anticipate che vengono “radiate” (questo è il termine tecnico bancario) eche, quindi, vanno immediatamente coperte, perchè non saldate dal cliente dopo 20 o al max 30 giorni dalla scadenza, crea problemi anche molto gravi. Poi, per dirla tutta, credo – anzi sono straconvinto – che molti grandi gruppi ci stiano “ballando dentro”, nel senso che sfruttano l’onda luna (e anomala…) della crisi, per ritardare i pagamenti, facendo cassa. E tutto questo a spese dei più piccoli. Quindi, di “normale”, ci vedo poco.
gennaio 24th, 2010 at 9:43 pm
@gibbo: normale intendo dire endemico, ovvero presente da tempo, non certo giusto. Anzi è indecente. Noi sono anni che facciamo una fatica incredibile e siamo costretti a frenare la crescita. Paradossalmente pagamenti a 150 giorni sono micidiali perche una grossa crescita di fatturato ti mangia tutta la cassa (iva e stipendi li paghi subito, i soldi da giugno in poi li vedi solo l’anno successivo).
gennaio 25th, 2010 at 12:01 pm
da Google in direzione Facebook.. i tempi cambiano…lo avreste mai detto.!??!
gennaio 26th, 2010 at 10:15 am
Per i curiosi: Cristina Pianura è andata in Tag Advertising come DG.
gennaio 26th, 2010 at 12:48 pm
secondo me ha fatto una cavolata
ecco il link
http://www.tagadvertising.it/news/151/tag-advertising-cresce-e-accoglie-cristina-pianura.aspx
gennaio 26th, 2010 at 12:53 pm
TAG Advertising è una delle principali concessionarie di pubblicità italiane per raccolta e audience raggiunta, con un network di 10 milioni di utenti
Ma come fanno ad avere 10 milioni di utenti unici?!?!?!?!?
ovviamente saranno NON DUPLICATI,.,..
gennaio 26th, 2010 at 1:24 pm
Carletto…su target eterogenei che te ne frega se so unduplicated?
già solo html e hwupgrade ne fanno 8 milioni…perchè dovremmo parlare di duplicated o meno? si rivolgono a due mondi diversi, uno software e l’altro hardware…
non comprendo il tuo sgomento…
gennaio 26th, 2010 at 4:04 pm
Vendo frutta e verdura on line e mi interessa sapere quanti utenti unici posso colpire su quel network
e questo interessa anche a tutti i bravi planner
il resto sono fregnacce..
gennaio 26th, 2010 at 4:21 pm
E ti rivolgi ad un network che ha una componente di siti a carattere tecnologico pari a circa l’80%?
sono scelte…
gennaio 26th, 2010 at 4:24 pm
era una riflessione in generale…
di solito tendo ad evitare
vendo banane on line
pianifico su siti che parlano di banane
troppo facile..
gennaio 26th, 2010 at 4:35 pm
ma sei hai altre proposte sono disponibili a confrontarmi con tutti
gennaio 27th, 2010 at 10:27 am
Carletto non ha torto a stupirsi per i dati di TAG (a cui non credo nemmeno io, e non solo ai loro ma, in generale, a quasi tutti i dati oggi disponibili perchè anche un bimbo di 1 anno si renderebbe conto di molte incongruenze e stranezze…) ma, d’altra parte, il web non è il solo settore media a cui piace gonfiare un po’ i numeri. E, alla fine, pare che sia una cosa che, siccome è fatta da tutti, è anche da tutti pacificamente accettata e data per vera. bell’ambientino….
gennaio 27th, 2010 at 11:07 am
@Gibbo: la questione relativa ai pagamenti in Italia è terribile, ma sono certo non riguarda solo il web ma il sistema Italia in generale. All’estero, in Germania per fare un esempio, hanno payment terms di 15 giorni. Se il cliente paga entro 7 (invece che 15) ha uno sconto aggiuntivo del 10% fatto direttamente dal Finance. Tutto un altrommondo. a questo punto aggiungerei la spinosa questione DN ( diritti negoziazione).Anche loro sono parte del medesimo cash flow:
- io concessionaria emetto fattura, 90 gg, e dopo 180 ancora nulla.
- La Centrale Media raggiunge i suoi obbiettivi ed intnde a sua volta emettere fattura ( anche se annuale) per avere i suou DN
- Peccato che io, su xxxk di fatturato ne abbia ricevuti solo il 20%. Ma il centro media spinge per pagare i suoi DN, sennò smette di pianificarmi.
:-O
Come ho letto da qualche parte, del “Bel Paese è rimasto solo il formaggio”
anonimo
gennaio 27th, 2010 at 12:56 pm
@Marco F: certo che la questione dei pessimi tempi di pagamento è generale e atavica, ma il mio post voleva focalizzare quello che sembra appalesarsi come un ulteriore aggravamento, nel senso che ho notizie (dirette e indirette) di grandi, grandissimi gruppi editoriali e broadcaster(che ovviament sono operatori attivi – cioè editori – e passivi – cioè nostri clienti pubblicitari o di servizi) che solitamente pagavano abbastanza regolarmente entro i 90 – 120 giorni e che, da alcuni mesi, stanno ritardando sistematicamente i pagamenti ben oltre i 180 giorni.
Attenzione: ripeto che sto parlando del gotha dell’editoria stampata, web e radiotelevisiva, non di micio micio bau bau!
Questo, come ho già scritto, sta comportando un duplice e grave problema ai piccoli: il primo è, ovviamente, uno stop ai flussi di cassa, ma il secondo è forse ancora peggio, nel senso che le banche hanno adottato (simpaticamente) la tolleranza zero e se il pagamento non arriva entro i famosi 90 + 20 giorni, radiano la fattura anticipata e, ovviamente pretendono la relativa copertura. Questo, di conseguenza, obbliga gli editori ad un ulteriore esborso di quattrini, senza aver potuto incassare quelli che devono e, beffa delle beffe, fa scattare un peggioramento del rating bacario con tutte le conseguenze a catena sui rinnovi degli affidamenti.
Praticamente un potenziale effetto domino, con conseguenze immaginabili.
febbraio 1st, 2010 at 2:19 pm
@Carletto ha detto:
December 29th, 2009 at 10:33 am
Mondadori avrà in concessione Fastweb dalla prox primavera
Per la cronaca, l’accordo con Mediamond inizia oggi.
febbraio 1st, 2010 at 5:04 pm
dopo le prime avvisaglie delle scorse settimane, Libero.it sta per varare un nuovo e, più corposo, restyling al portale, con nuovo layout e nuovi contenuti, con l’obiettivo dichiarato di tornare stabilmente tra le prime tre posizioni Audiweb. Su tutto, naturalmente, c’è la supervisione e, soprattutto, l’ispirazione del mega direttore marketing web Antonio Converti.
febbraio 3rd, 2010 at 3:42 pm
ma Ippolito sostituisce Bonanno??
febbraio 3rd, 2010 at 4:21 pm
@Carletto: apparentemente no, dato che va a sostituire Antonio Converti che diventa direttore marketing internet. Ma è chiaro che la sua figura e quella di Walter Bonanno sono abbastanza sovrapponibili…
febbraio 4th, 2010 at 10:32 am
A me risulta Bonanno in uscita (se non già uscito) dalla concessionaria. Per cui, di fatto, direi che con Ippolito stanno solo ottimizzando le risorse.
febbraio 4th, 2010 at 2:49 pm
BREAKING NEWS
Fusione in vista tra 2 concessionarie
ora indago…
febbraio 4th, 2010 at 2:55 pm
Non certo un gossip, ma comunque interessante:
Nicola Schiapparelli, che fino a qualche settimana fa era l’executive assistant del ceo di Mediaedge:cia Luca Vergani, è stato nominato responsabile dell’offerta commerciale web di Sipra.
La posizione di presidio del digitale nella concessionaria pubblicità della Rai era rimasta scoperta dopo il rapido passaggio in Sipra di Biagio Stasi, arrivato da Manzoni per occuparsi del web, che dopo pochi mesi nell’ottobre 2009 era stato arruolato da Condé Nast.
febbraio 4th, 2010 at 3:28 pm
Una delle 2 è JUICE ADV
febbraio 4th, 2010 at 4:22 pm
una delle due è leo.adv
febbraio 4th, 2010 at 10:31 pm
Ma leo.adv inteso come Leonardo ADV? O proprio L&Oadv?
febbraio 5th, 2010 at 9:25 am
Leonardo ADV
febbraio 5th, 2010 at 9:29 am
Scusate: ma quindi la responsabile commerciale di Juice è uscita da Leonardo dalla porta e rientrerà dalla finestra? O_ò
febbraio 5th, 2010 at 9:56 am
@Vega: hai info sulla prossima destinazione di Bonanno?
febbraio 5th, 2010 at 1:05 pm
@Matteo: no, non so nulla… Sono moooooolto curiosa però…
febbraio 5th, 2010 at 6:37 pm
sembra che il matrimonio tra Brown e Mediamond sia al capolinea…
febbraio 6th, 2010 at 10:28 am
continua la fuoriuscita da Manzoni (direzione Yahoo e Manzoni)
ma parliamo un po’ anche degli investitori pubblicitari…
febbraio 9th, 2010 at 2:12 pm
Leonardo Barbieri, che è stato tra l’altro direttore generale della Manzoni, è il nuovo amministratore delegato di Publimethod, leader in Italia nel settore del ‘media bartering’.
febbraio 17th, 2010 at 9:59 pm
Mediamond dal 1 marzo non venderù più Finanzaonline e Ascani ha comprato BLOGOSFERE
febbraio 18th, 2010 at 12:37 am
Ascani- blogosfere: Ma il sole24ore non aveva il 30%? Venduto?
febbraio 18th, 2010 at 10:54 am
@Carletto: a dire il vero, noi stiamo già acquistando i siti di Brown dalla nuova concessionaria.
febbraio 18th, 2010 at 11:47 am
@Vega quale è la concessionaria?
febbraio 18th, 2010 at 11:50 am
no ma fate con calma eh…parlate pure della mia azienda come se non ci fossi
:)
Luca, non è una vera e propria concessionaria…usciamo in comunione d’intenti con Borsa Italiana
febbraio 18th, 2010 at 11:54 am
Uffa Salvatore, per una volta che avevo uno scoop… E’ tua nel senso che sei il proprietario? Perché se la risposta è sì, avrei bisogno di parlarti.

Scusate, ho usato il termine concessionaria forse in modo improprio. Anche se, chiunque abbiamo mandato di vendere qualcosa che non gli appartiene, è di fatto una concessionaria.
febbraio 18th, 2010 at 11:57 am
piccolo azionista, ma ne sono L’amm del…
febbraio 18th, 2010 at 12:05 pm
grande Salvatore! Sempre sul pezzo
febbraio 18th, 2010 at 1:03 pm
@Salvatore: ti mando il mio cv?
febbraio 18th, 2010 at 5:56 pm
NASCE UN NUOVO POLO NELL’ADVERTISING ONLINE ITALIANO:
una innovativa partnership strategica tra Triboo e One Italia
I due gruppi uniscono le loro forze per creare una nuova importante entità nell’advertising on line che si propone con una offerta integrata e due linee di prodotto (brand awareness con Leonardo adv e direct response con Juice adv)
Nasce un team commerciale e di marketing eccellente ed innovativo di oltre trenta professionisti che consoliderà la crescita del settore performance (+300% nel 2009) e del settore brand awarness (con il rafforzamento di Leonardo che si posiziona fra i primi 5 portali italiani)
“Leonardo.it grazie all’alleanza con Triboo rafforza ulteriormente il suo posizionamento di 5° portale italiano – commenta Jacopo Giacomini, AD di One Italia Spa – Questa partnership dà luogo alla creazione di una struttura commerciale tra le più forti e professionali del mercato e offre nuove opportunità di business. In Juice adv e nel gruppo Triboo abbiamo visto un partner ideale, flessibile e determinato, con caratteristiche sinergiche alle nostre e un prodotto complementare”
Secondo Giulio Corno – presidente di Triboo – è giunto il momento di unire le forze e non a caso abbiamo voluto allearci con One Italia società leader nel mobile rimettendoci tutti in gioco per rafforzare ed espandere in modo significativo le quote di mercato.
La nuova struttura sarà guidata da Alberto Zilli già amministratore delegato di Juice adv che assumerà la conduzione del nuovo polo.
————————————–
Almeno cosi sappiamo chi comanda (e chi ha pagato chi
)
febbraio 18th, 2010 at 6:13 pm
e comunque i ns lettori già lo sapevano….grazie a questo spazio libero!
febbraio 18th, 2010 at 6:29 pm
@Vega: mandalo prima a me il tuo CV, che sto giusto cercando una come te, poi, casomai, a Sal lo passo io!
febbraio 18th, 2010 at 6:33 pm
breaking news: nota concessionaria offline, un tempo (lontano) timidamente presente anche nel web da cui poi si è ritirata, sta selezionando personale per il (ri)lancio della nuova divisione oline.
)
febbraio 18th, 2010 at 6:41 pm
Ricordo a tutti che per i dati 2009 pubblicati nel blog, la fonte è FCP-Assointernet e non IAB o Nielsen. ciao
febbraio 18th, 2010 at 6:43 pm
@Gibbo:
Penso di sapere chi è
febbraio 18th, 2010 at 11:30 pm
Gibbo, casinara come sono, ti ho risposto a proposito del cv nell’altro post.


E rileggendo da web e non da bb, ho anche capito a cosa si riferisse Antonio.
Domani a pranzo vedo una persona di Juice: spero di tornare con qualche informazione in più…
febbraio 20th, 2010 at 11:21 am
@ Vega: com’è andato l’incontro con la persona di Juice? Che si dice di questa fusione con Leonardo?
febbraio 20th, 2010 at 12:08 pm
@Adriano: si è aggiunto un mio collega all’ultimo minuto al pranzo e, quindi, ho potuto sapere ben poco.
Pare che fino a lunedì non venga ufficializzato l’organigramma, quindi ahimè, non so nemmeno chi farà cosa.
Al momento sono tutti negli uffici di One Italia, nell’attesa che i lavori di ampliamento della sede di Juice siano completati.
febbraio 20th, 2010 at 12:12 pm
Luca Marconato da ADRemedy a Mediacom per fare il client manager di sky…
molto movimento nella divisione online di mediacom ultimamente…
febbraio 21st, 2010 at 3:54 pm
@Gordian: pare ci sia parecchio movimento sul mercato in generale… Continuo a dover aggiornare la rubrica per gente che lascia da una parte e me la ritrovo dall’altra. Certo, di solito sono i commerciali che si muovono più facilmente, ma da Mediacom, ad esempio, questa estate se non ricordo male sono andate via almeno 5 persone, tutte nel giro di un paio di mesi… Certo, due defezioni quasi simultanee nello stesso gruppo Cliente (Sky) sono un bel colpo: nessuno sa come si sono riorganizzati? Oltre l’ingresso di Luca, ovviamente, che conosco bene da parecchi anni e penso riuscirà a fare grandi cose anche lato CM.
febbraio 24th, 2010 at 6:22 pm
Conosco anch’io Luca ed è sicuramente uno in gamba. Lato planning loro sono già ben strutturati (delle vere macchine da guerra) ci voleva una persona in grado di gestire bene l’accounting vista la particolarità del cliente e credo proprio l’abbiano trovata. Chi avesse altre news please share with us
febbraio 24th, 2010 at 9:15 pm
@The missing Ring: a me risulta che sul cliente fossero ben strutturati anche prima, con l’altro account… Lato planning, invece, mi chiedo se terranno botta dopo la fuoriscita della planner senior… Vedremo…
febbraio 25th, 2010 at 11:52 am
@Vega e Missing Ring
la ripartizione del budget rimarrà comunque tra mediacom e simple agency (per la parte DR), sull’online. Vero ci sono diversi movimenti, ed una gara in prossima chiusura potrebbe rispostare nuova gente da un CM ad un altro.
febbraio 25th, 2010 at 12:02 pm
gare? che gare ci sono?
febbraio 25th, 2010 at 12:38 pm
Sì sapevo anch’io di questi movimenti!
febbraio 25th, 2010 at 12:38 pm
BREAKING NEWS
Gentile Carlo,
oggi è una giornata molto importante per l’intero team di bigmouthmedia in quanto ci troviamo ad annunciare una significativa novità che vorremmo da subito condividere con Voi:
bigmouthmedia e LBi (in Italia LBi IconMedialab) hanno concordato la fusione che darà vita all’agenzia di marketing e tecnologia digitale leader in Europa con sedi in tutto il mondo (dall’Europa stessa, a USA, Asia, Medio Oriente ed Africa).
Negli ultimi 18 mesi abbiamo notato una tendenza sempre maggiore delle aziende a richiedere un solo interlocutore come partner in grado di offrire un prodotto full service in ambito digitale: da qui l’esigenza di trovare una soluzione che ci permettesse di coprire tutte le attività parte della strategia online, dalla creatività alla brand strategy fino alla search, includendo aspetti quali tecnologia, lead generation, social media e sistemi di tracciamento e misurazione più avanzati.
Abbiamo scelto il nostro partner molto attentamente: LBi non è semplicemente complementare a bigmouthmedia sia dal punto di vista dei servizi offerti che della distribuzione geografica, ma possiede anche una comprovata esperienza ed un team eccellente. Se desiderate saperne di più potete visitare il sito dell’azienda: http://www.lbi.com/en/
La fusione è programmata per Giugno 2010 e fin da oggi cominceremo a pianificare al meglio l’integrazione dei nostri team per fornire un servizio ancora più completo a tutti i nostri clienti. Nel frattempo però, non ci sarà nessun tipo di cambiamento operativo nel nostro servizio: business as usual!
Dopo la fusione avrà inizio il vero e proprio processo di integrazione delle nostre attività. Il nostro obiettivo e la nostra visione saranno offrire il meglio in entrambi gli ambiti di competenza: il meglio nel search grazie a bigmouthmedia, integrato con il meglio in termini di digital marketing, tecnologia e creatività attraverso LBi. Tutto questo per mezzo di un’unica agenzia che sarà in grado di offrirvi un servizio completo nella gestione del vostro investimento sul canale digitale.
Ovviamente, sarete Voi a decidere se questo nuovo approccio sinergico sarà rilevante per la vostra strategia di marketing. Se non lo sarà, e preferirete semplicemente continuare con l’attuale gamma di servizi, non ci sarà nessun tipo di problema e saremo come sempre ben felici di continuare ad essere il vostro punto di riferimento anche dopo l’integrazione delle due società.
Spero condividiate con noi l’entusiasmo generato da questa notizia in quanto rappresenta una fantastica opportunità sia per i nostri clienti che per il nostro team.
Sarà un piacere per me poterne discutere con Voi in maniera più approfondita durante le prossime settimane. Nel frattempo, nel caso desideriate ricevere maggiori informazioni non esitate a contattarmi.
Cordialmente,
Chiara Zanetta
febbraio 25th, 2010 at 12:46 pm
@carletto
un grosso operatore mobile
febbraio 25th, 2010 at 12:57 pm
@Marco: di budget in gara in questo periodo, anche piuttosto grossi, ce ne sono parecchi…
febbraio 25th, 2010 at 6:12 pm
di che colore (operatore mobile)
febbraio 26th, 2010 at 9:06 am
Fabrizio Grea entra in Banzai Media
25/02/2010
Banzai annuncia l’arrivo di Fabrizio Grea nel ruolo di responsabile portali web di Banzai Media. Il suo ingresso, dopo quello di Andrea Santagata (ceo Banzai Media) e di Giorgio Galantis (ceo Banzai ADV) completa il team di vertice dell’Area Media.
febbraio 26th, 2010 at 2:19 pm
Ricevo e ripubblico. Non un gossip, ma magari interessante…
“Siamo lieti di comunicarvi che Adrime è stata acquisita venerdì scorso da Waborama, azienda francese specializzata in tecnologie per il marketing online.
Grazie a questa operazione Adrime è in grado di rafforzarsi dimensionalmente e gettare le basi per una crescita ulteriore.
I prodotti di Weborama e quelli di Adrime si completano perfettamente.
Con questa unione siamo in grado di offrivi RichMedia, Behavioural Targeting, Re-Targeting, AD-Analytics e AD-Serving.
Tutto questo si traduce in una perfetta integrazione delle ns pubblicità ad alto impatto con misurazioni accurate e puntuali.
Anche geograficamente completiamo la nostra presenza in Europa: siamo ora presenti in Olanda, Italia, Francia, Spagna, Germania e Regno Unito.
Il team di Adrime resta invariato così come il suo management.
Anche il marchio Adrime resterà immutato, e nulla cambierà nella continuità di offerta dei nostri servizi in Italia.
Sotto l’egida di Weborama, ora facciamo parte di un gruppo in rapida e forte ascesa.
Siamo oggi in condizione di offrirvi i nostri prodotti in diversi paesi europei e di ampliare con maggiore energia lo sviluppo tecnologico.
Siamo molto felici di questa nuova organizzazione nella compagine Weborama e lo consideriamo un momento di grande espansione aziendale.”
febbraio 26th, 2010 at 2:28 pm
Idem come sopra: non gossip, ma utile…
“Gentile Cliente,
Yahoo! e Microsoft hanno ricevuto l’autorizzazione normativa, da parte delle autorità competenti, a procedere con un accordo search. Si tratta di un traguardo significativo e del primo passo verso la realizzazione del nostro obiettivo congiunto, ovvero consentirti di raggiungere un maggiore numero di utenti con grande facilità ed efficienza.
Quali vantaggi può offrirti l’Accordo Search tra Yahoo! e Microsoft?
Una volta implementato, l’Accordo Search tra Yahoo! e Microsoft ti permetterà di:
Trarre vantaggi da una rapida innovazione.
• Yahoo! introdurrà nuove funzioni e innovazioni nelle pagine online, nei contenuti e nei prodotti Web che ogni giorno vengono utilizzati da milioni di consumatori per raggiungere le persone, i beni e i servizi per loro più importanti.
• Microsoft rinnoverà le tecnologie che stanno alla base di un algoritmo di alta qualità e di risultati search a pagamento.
Risparmiare tempo e risorse preziose.
• Per gestire le tue campagne, potrai utilizzare un’unica piattaforma globale, Microsoft adCenter, che siamo convinti ti permetterà di aumentare l’efficienza e il ROI. La piattaforma adCenter consentirà a tutti gli inserzionisti di coordinare in modo più facile ed efficiente le proprie campagne globali da un unico account.
• Con l’acquisto di una campagna da un’unica forza vendite, raggiungerai utenti su Bing, Yahoo! e su i siti partner.
Raggiungere più utenti.
• Dopo l’implementazione,tutto il traffico sui network Yahoo! e Microsoft si muoverà in un mercato search unificato. In Germania, Italia, Spagna, Austria, Svizzera, Paesi Bassi, Danimarca, Finlandia, Norvegia e Svezia, questa transizione avverrà in modo naturale, dal momento che MSN è già partner di Yahoo!. Secondo le stime effettuate, questo nuovo mercato unificato della search dovrebbe consentirti di accedere al 40%* in più dei volumi di searches su base globale, rispetto a quelli raggiungibili solo con Yahoo!.
• Per incrementare ulteriormente i volumi della search, Yahoo! proseguirà a migliorare significativamente l’esperienza search legata alle nostre property.
Cosa accadrà?
Al momento, non sono previste modifiche immediate agli account Yahoo! Search Marketing. Entrambe le aziende si stanno impegnando per rendere la transizione il più facile e proficua possibile per le parti interessate. Il nostro obiettivo è una transizione di alta qualità per inserzionisti e partner, che ci auguriamo possa avvenire, almeno negli Stati Uniti, prima delle festività natalizie. Tuttavia, qualora dovessimo ritenerlo necessario ai fini di una maggiore efficacia, potremmo rimandare la transizione al 2011. All’incirca tre mesi prima, cominceremo a fornirti informazioni dettagliate su ciò che avverrà e su come ti aiuteremo ad affrontare questa fase di passaggio. Faremo tutto il necessario affinché la transizione richieda il minimo sforzo da parte tua.”
febbraio 26th, 2010 at 2:43 pm
Dal DailyNet di oggi (vi anticipo che il link non è attivo)
“Google presenta Google for Advertisers, finalizzato
all’educazione all’utilizzo degli strumenti del marketing
online per promuovere il proprio business, sfruttando al massimo tutti i vantaggi offerti da internet.
Il sito Google for Advertisers, accessibile
all’indirizzo http://www.google.it/advertisers, offre informazioni e suggerimenti pratici a coloro che
vogliono iniziare una campagna di marketing online o che stanno già utilizzando gli strumenti di promozione online messi a disposizione da Google e desiderano ottimizzare ulteriormente la loro presenza sul web. I contenuti del sito si rivolgono ai responsabili aziendali delle aree marketing e comunicazione, alle agenzie media e creative e a tutti i piccoli inserzionisti. L’obiettivo principale di Google for Advertisers è di migliorare la conoscenza delle numerose possibilità offerte dal marketing online, che possono diventare preziose alleate della crescita economica: dal search marketing alle piattaforme mobile, dalla pubblicità video e display. Google for Advertisers offre una panoramica di tutti gli strumenti che Google mette
a disposizione degli inserzionisti, categorizzati in modo semplice e intuitivo sulla base degli obiettivi e
delle corrispondenti funzionalità. Le principali sezioni di Google for Advertisers sono: approfondimenti, gli
strumenti utili per studiare il mercato e ottimizzare la propria strategia di marketing online; creatività, ossia
come realizzare campagne creative e innovative; media, approfondimenti su tutte le piattaforme di comunicazione online offerte da Google; ottimizzazione, vale a dire
come migliorare i rendimenti delle proprie campagne. Oltre alle informazioni sugli strumenti e il loro utilizzo, tra i contenuti disponibili sulla piattaforma sono presenti case study, materiali scaricabili in formato Pdf e video tutorial, per una formazione a 360 gradi.”
febbraio 26th, 2010 at 4:09 pm
@carletto: arancione/giallo
febbraio 26th, 2010 at 5:13 pm
Patrizia Conte lascia leonardoadv.
Due opzioni: La Conte lascia leonardo, e quindi loro disperati hanno fatto la fusione dando in mano la concessionaria a triboo/juiceadv? Oppure la Conte decide di andare via dopo che è stata decisa la fusione perche la cosa non gli piace?
febbraio 26th, 2010 at 5:28 pm
la Conte non è l’unico nome eccellente in partenza da Leonardo adv…
febbraio 26th, 2010 at 5:30 pm
@Gola P: a giudicare dai rumors, mi sembra più plausibile la seconda ipotesi
febbraio 26th, 2010 at 7:40 pm
d’altrone finire a lavorar con Rizzardi..
febbraio 27th, 2010 at 11:34 pm
@Gola Profonda: è ufficiale che Patrizia Conte lascia Leonardo? Se si puoi dirmi la fonte?
febbraio 28th, 2010 at 1:55 am
@ Angelo: 2 persone che lavorano li dentro, fonti sicure. A meno che non ci sia un ripensamento la cosa è confermata, e credo “operativa” dalle prossime settimane.
marzo 1st, 2010 at 1:06 pm
@Gola Profonda
Mi chiedo comunque che efficacia abbia questo nuovo network, juice+leonardo. per me due entità deboli non ne fanno certo una forte. e Triboo non li vedo benissimo, viste le recenti uscite.
marzo 1st, 2010 at 4:46 pm
e chi sarebbe uscito da TRIBOO?
marzo 1st, 2010 at 6:29 pm
goadv dopo nanopublishing.com compra anche blosfere. so che volevano 2 milioni di euro un anno fa. ora? avranno svenduto? di colpo blogo ha un competitor in più dopo che blosfere era stata abbandonata dai (dal) founder
marzo 2nd, 2010 at 12:50 pm
@Carletto: uno dei 3 soci, a dicembre.
marzo 2nd, 2010 at 1:04 pm
Corno?
marzo 3rd, 2010 at 9:35 am
@carletto no no Corno è rimasto eccome, anzi ora ha il 100% delle quote degli ex 3 soci. Sono davvero curioso di vedere come se la caveranno
marzo 10th, 2010 at 12:49 pm
Nasce Tg Adv Srl. La concessionaria non è più una business unit di Tuttogratis Italia Spa, ma una società a tutti gli effetti di proprietà del gruppo. Amministratore Delegato di Tg Adv Srl è Alberto Gugliada.
marzo 10th, 2010 at 2:30 pm
@Antonio: la differenza pratica tra una BU ed una società al 100% di TG qual’è?
marzo 10th, 2010 at 3:40 pm
solo questioni fiscali…lo sanno tutti
marzo 10th, 2010 at 3:41 pm
suvvia..solo questioni fiscali…lo sanno tutti..pure i cavalli
marzo 10th, 2010 at 4:21 pm
@Carletto: appunto per questo che ho chiesto la differenza pratica…. che infatti non c’è
marzo 10th, 2010 at 4:45 pm
marzo 11th, 2010 at 6:17 pm
Confermo uscita della Conte (che va a Universal)
marzo 11th, 2010 at 7:51 pm
Carletto, in Universal a fare cosa? O_ò
marzo 12th, 2010 at 9:18 am
Universal (casa discografica) per progetti web/digital/ecc ecc
marzo 15th, 2010 at 12:00 pm
Ciao a tutti, visto che siete così carini da avermi citato con nota positiva;-) voglio raccontarvi di prima mano cosa sto facendo. Prima della fusione, per cui non legata alla scelta aziendale di One, ho ricevuto un’offerta da Universal Music Group, come saprete una delle più grosse multinazionali all’interno del mercato discografico.
Mi hanno chiamato per strutturare e lanciare una nuova Bu che svilupperà tutti i canali di business legati all’artista e alla musica , non tradizionali. Per tradizionali qui si intende vendita del cd fisico, digitale su itunes e su mobile. la mia è una figura che esiste già nelle altri sedi estere, in cui il business rappresenta una % davvero importante delle revenue totali. La divisione New business di cui sono Direttore si occupa di proporre al mercato del belowtheline , sponsorship, endorsement, product placement, eventi meet&greet,contenuti premium digitale, merchandising…e quant’altro si potrà sviluppare con le potenzialità della musica. Lasciare un mercato che mi ha visto nascere 12 anni fa è stata una scelta dura ma sono sicura che anche questo sia un mercato agli inizii e che si possa fare tanto e bene.Ai ragazzi di LeonardoAdv faccio tanti in bocca al lupo per un bel progetto di crescita!!!
Un saluto a tutti.
marzo 15th, 2010 at 4:55 pm
brava Patrizia
Carletto
marzo 15th, 2010 at 5:57 pm
ANSA ha mollato MICROSOFT ed è tornata con TISCALI
marzo 15th, 2010 at 8:53 pm
@Carletto: da oggi, per l’esattezza…
marzo 15th, 2010 at 9:42 pm
Qualcuno sa come mai Ansa ha mollato MS? io sapevo di un minimo garantito molto sostanzioso…
marzo 16th, 2010 at 10:38 am
sempre sul pezzo…ora indaghiamo anche su motivazioni…
marzo 16th, 2010 at 11:52 am
ecco le prime risposte che mi arrivano da Ansa..
il proprietario non era soddisfatto della raccolta di MSN…che tra l’altro voleva stravolgere sito
marzo 16th, 2010 at 12:55 pm
in realtà il rapporto tra ANSA e Microsoft Adv era teso da mesi e, sostanzialmente, di scarsa soddisfazione per entrambi. Ma alla base di tutto non c’è solo la pubblicità, ma anche una più complessa situazione che riguarda fornitura di contenuti ecc, sul cui fronte si attendono altre novità a breve.
marzo 16th, 2010 at 1:06 pm
quello che è davvero curioso, invece, è il ritorno a Tiscali, dato che la scarsa raccolta era alla base del precedente divorzio e non penso che le cose (per ANSA) cambieranno di molto rispetto a prima. Probabilmente anche qui ci sono in ballo i contenuti (su cui, in genarale, ANSA appare in grosso affanno, ma su questo indagheremo…
marzo 16th, 2010 at 2:45 pm
Sapere.it lascia Banzai Advertising e passa a WebSystem
marzo 16th, 2010 at 3:59 pm
Passiamo a cose ludiche: mi dicono che le Concessionarie si stanno organizzando, per fine aprile, per una nuova festa come quella di Natale.
Visto che i loopy ormai sono diventati eventi annuali, almeno ci sarà un’altra occasione per vedersi… 
marzo 16th, 2010 at 3:59 pm
Saperlo.it
come mai? Che vuol dire lascia?
marzo 16th, 2010 at 4:02 pm
chissà cosa c’è da festeggiare poi… forse le ottime performances del 2009? o quelle, ancora migliori, che si prevedono per quest’anno?? Infatti i clienti/editori sono così contenti dei loro partners pubblicitari, che non passa giorno senza che qualche contratto venga stracciato… chissà che bei volti sorridenti a quella festa…
marzo 16th, 2010 at 5:19 pm
@Gibbo: credo si voglia solo festeggiare la primavera… I promotori, se non cambieranno, saranno Advit e Libero, più altre che al momento non ricordo (credo Banzai, ma non ne sono certa)…
E’ comunque un’occasione come un’altra per fare PR, niente di più, niente di meno.
marzo 16th, 2010 at 6:19 pm
a breve restyling sito Repubblica..
marzo 16th, 2010 at 6:26 pm
con relativa festa aperitivo
marzo 16th, 2010 at 8:15 pm
So che Essence ltd. una Media Agency inglese si è aggiudicata il budget europeo di Expedia. Confermate? Qualcuno sa dirmi qualcosa di più di questa realtà da cui mi risulta provenire, fra gli altri, anche Stephen Allan attuale Worldwide CEO di Mediacom?
Grazie
marzo 17th, 2010 at 10:00 am
Essence Media pare essere, a livello Europeo, una delle realtà migliori. Hanno appena cambiato sede, spostandosi a Soho. Stanno cercando planner/buyer di madrelingua italiana, se può interessare
marzo 19th, 2010 at 9:48 am
Chi ci sarà al seminario IAB su Social Media ed editoria l’8 aprile?
marzo 19th, 2010 at 12:00 pm
per me è la solita supercazzola..ma se tu ci sei vengo anch’io e mi siederò dietro di te con Gibbo
marzo 19th, 2010 at 3:39 pm
sì sì, sempre meglio sedersi in fondo…ultimi posti…così si da meno nell’occhio quando ci si addormenta o ci si da alla fuga
marzo 20th, 2010 at 2:14 pm
@Carletto:
mi guarderò attentamente alle spelle allora… 
marzo 20th, 2010 at 4:43 pm
Vengo anch’io…posso…!?
marzo 20th, 2010 at 11:05 pm
Gianmarco, penso proprio di sì… Hai ricevuto l’invito?
marzo 24th, 2010 at 10:02 am
Articolo secondo me moooolto interessante…
http://www.adexchanger.com/considering-digital/thinking-about-the-marketing-services-company-of-the-future/
marzo 25th, 2010 at 3:22 pm
Quindi, nessuno sa in chi va in MSN ?
marzo 26th, 2010 at 10:02 am
Valeria Benvenuto, da MSN in Libero !?
marzo 26th, 2010 at 3:06 pm
Video carino.. per chi pensa che il business della media agency debba cambiare, altrimenti…
http://www.youtube.com/watch?v=ERGrSQoY5fs&feature=autofb
MF
marzo 26th, 2010 at 3:46 pm
Scarduelli responsabile Agenzie di Libero…
marzo 29th, 2010 at 11:29 am
Google torna ad assumere alla grande…dopo il blocco di 12 mesi fa
marzo 29th, 2010 at 8:49 pm
Da voci interne sembrano esserci cambiamenti e nuove acquisizioni in Triboo
marzo 30th, 2010 at 9:30 am
@carletto
e chi assumono o hanno assunto?
marzo 30th, 2010 at 7:57 pm
Da Libero.it/zanox ecc ecc
marzo 31st, 2010 at 8:12 am
queste dovrebbero essere le posizioni aperte http://www.google.it/intl/it/jobs/index.html
marzo 31st, 2010 at 9:56 am
è giusto restare informati…
aprile 1st, 2010 at 8:50 am
Segnalo questa notizia che, secondo me, è estremamente interessante per vari motivi:
Accordo Matrix-Gruppo Espresso per la pubblicità online
31/03/2010
La Divisione Digitale del Gruppo Espresso e Matrix, società del Gruppo Telecom Italia, hanno siglato un accordo per la raccolta della pubblicità digitale a livello locale. La partnership prevede che su tutti i siti delle edizioni locali di Repubblica.it e delle testate dei quotidiani locali online del Gruppo Espresso venga inserita una nuova offerta directories, cioè la ricerca di aziende per categorie e parole chiave, la cui raccolta pubblicitaria è affidata a iopubblicità, struttura di Matrix dedicata alla pubblicità locale. Manzoni, la concessionaria del Gruppo Espresso, continua ad occuparsi della raccolta nazionale e di quella locale per tutti gli altri formati digitali.
aprile 1st, 2010 at 11:31 am
si, la parte che mi “affascina” di più è che l’accordo è stato fatto dalla Divisione Digitale del Gruppo Espresso e non da Manzoni….
aprile 2nd, 2010 at 10:51 am
Ieri ho ricevuto un email da Giuseppe D’Antonio, attuale Direttore di Simply in Dada.
Annuncia che è l’ultima settimana di lavoro, quindi dopo aver lasciato Google e Dada dove andrà?
aprile 6th, 2010 at 5:44 pm
Anche Laura Cocorempas lascia eBay…
aprile 9th, 2010 at 11:24 am
Wind passa Mindshare. e Giuseppe Mayer lascia Isobar roma..
aprile 9th, 2010 at 2:53 pm
Carat/Isobar ma soprattutto Carat in questo periodo sta tagliando molto
aprile 9th, 2010 at 2:54 pm
qualcuno ha scoperto dove va Giuseppe D’Antonio ?
aprile 9th, 2010 at 3:06 pm
da quello che so io, Mayer non ha lasciato Isobar Roma ma è stato mandato via.
aprile 9th, 2010 at 3:35 pm
@Vega questo lo immaginavo. era simpatico, ma professionalmente non ho mai avuto il piacere di lavorare a qualcosa di più complesso di piani media standard.
e cmq confermo ristrutturazione di Aegis Media. cosi le includiamo tutte
aprile 9th, 2010 at 5:32 pm
Qualcuno ha notizie sulle candidature alla presidenza IAB ?
advexpress parla di Ippolito e Binaghi, ma quest’ultimo non è neanche candidato al consiglio direttivo non capisco come possano dire che si candida alla presidenza.
aprile 10th, 2010 at 8:56 am
Guindani (ex Vodafone) è attuale country manager MSN ADV (o come diavolo si chiama la divisione che gestisce il portale e la vendita adv
aprile 10th, 2010 at 1:23 pm
@carletto goloso: giusto per precisione, la divisione che gestisce il portale di MSN non ha nulla a che vedere con Microsoft Advertsing, nel senso che sono due BU assolutamente separate ed autonome, ognuna con propri manager
aprile 10th, 2010 at 4:53 pm
Grazie per la precisazione…
aprile 10th, 2010 at 4:56 pm
ma quindi quale divisione andrà a presidiar..?!?
aprile 11th, 2010 at 6:51 pm
http://www.lucalani.com/blogging/advertising/le-acquisizioni-lampo-di-edizioni-master
(vedere ULTIMO commento)
Una fonte riporta che, ad un anno dalle acquisizioni, il gruppo Edizioni master ha messo tutti in cassa integrazione.
aprile 12th, 2010 at 9:47 am
Guindani va al portale MSN oppure in Microsoft Advertising ?
aprile 12th, 2010 at 9:51 am
Roberto Binaghi risulta essere nell’elenco dei candidati al consiglio direttivo IAB
aprile 12th, 2010 at 10:34 am
Stucchi da Mindshare in Carat
aprile 12th, 2010 at 12:01 pm
@carletto: essendo vacante il ruolo lasciato da Salvatore Ippolito, passato a Libero Adv, è presumibile che Pietro Guindani vada ad occupare quella posizione che però, ripeto, è cosa a sè rispetto alla BU del portale, guidata da Paolo Andreotti, nonchè da vari channel manager
aprile 12th, 2010 at 12:58 pm
qualcosa non mi torna su sto gossip ..verifico e poi vi faccio saper
aprile 12th, 2010 at 12:58 pm
c’è qualcosa non mi torna su questo gossip ..verifico e poi vi faccio saper …sempre sul blog
aprile 13th, 2010 at 2:27 am
ciao a tutti e complimenti!
dunque ne ho scorse un pò e aggiungo le mie:
- GELE e non Manzoni per l’accordo con Matrix altrimenti 300 agenti della “locale” fanno al rivoluzione
- Wind all’ultimo e nonostante le evidenze (manca dalla short list…) resterebbe in Aegis (!!!)
- Layla lascerebbe (ufficiose ma insistenti)
- Momigliano (AD Epolis, ex Publitalia etc.) in Mindshare
aprile 13th, 2010 at 7:57 am
nuovi incarichi in Mindshare:
MindShare ridisegna la propria geografia. Beduschi executive chairman e arriva anche Momigliano
13/04/2010
In questo 2010 che non risparmia segnali incoraggianti per i centri media, MindShare (Groupm) innova la propria struttura forte dei primi risultati di inizio anno, come la riconferma da parte di Unilever del media planning e buying globale. Massimo Beduschi diventa quindi executive chairman, mentre Carlo Momigliano, che di recente ha lasciato la vice presidenza della concessionaria PubliEpolis, ricoprirà il ruolo di chief executive officer dal prossimo 14 aprile. Del board faranno anche parte i managing director Giuseppe Oliva e Adriana Ripandelli, il cfo Sergio Menga e Vittoria Signorini, altra new entry, in qualità di direttore commerciale.
aprile 13th, 2010 at 9:09 am
Che Stucchi avrebbe seguito Malegori, era risaputo da tempo. Si trattava solo di saper aspettare… Vittoria Signorini come direttore commerciale mi riempie di gioia: una donna stupenda, forte ed umana.
aprile 13th, 2010 at 9:18 am
Per Stucchi è vero….però si parlava anche di Binaghi.
Concordo su Vicky (vittoria) ma……sul suo biglietto da visita c’è scritto direttore commerciale da almeno 1 anno… mah!!!!!!!!!!!
aprile 13th, 2010 at 6:22 pm
@Plasson: wind è andato in Mindshare, o nel veicolo costruito ad hoc.
non so come sia andata la gara ovviamente, e le relative offerte, ma credo che questo sia un nuovo fortissimo accentramento verso GroupM/Wpp di cliente spendaccioni.
insomma, o si lavora bene con loro, o nulla.
di nuovo, come qualche anno fa.
e OMD per quanto sia andata benissimo non può bastare da sola Vs GroupM
aprile 13th, 2010 at 7:02 pm
In merito alle elezioni IAB: Binaghi non ha presentato le motivazioni della sua candidatura ma l’ha comunque presentata. Non si sa altro.
Alcuni pensano ci potrà essere una terza candidatura ma non si capisce ancora chi. E’ comunque il direttivo a esprimere il presidente quindi c’è da capire chi verrà eletto prima di fare nomi (varrebbe anche per Ippolito/Binaghi).
aprile 14th, 2010 at 1:17 am
@Marco F: abbiamo la comunicazione ufficiale del cliente?
qualora fosse concordo appieno con le tue valutazioni
e preoccupazioni direi
aprile 14th, 2010 at 8:05 am
per Wind: c’è stato un comunicato ufficiale.
La società e Media Insight (Mindshare)
aprile 14th, 2010 at 8:53 am
@plasson: eh si, confermo quanto scritto da Giuseppe.
e confermo le preoccupazioni !
aprile 14th, 2010 at 10:07 am
pare che da uno dei centri media di groupm ci sia un grande esodo verso OMD. Cosa che farebbe pensare, quindi, ad una “fortificazione” di questa a discapito dell’altra.
Per Binaghi di rientro in Mindshare, l’avevo sentita anch’io, ma persone a lui molto vicine mi hanno smentito la possibilità che ciò accada.
Sulla sua candidatura IAB, invece, non ho gossip: so però che tutti gli “internettiani” di GroupM (Mottura, Bontempi ecc) hanno presentato la loro candidatura per l’esecutivo… Vedremo…
aprile 14th, 2010 at 10:44 am
@Vega
Intendi Mediacom, vero?
aprile 15th, 2010 at 3:20 pm
Walter Bonanno, già capo di Libero Adv, sarebbe in arrivo in PK, sempre a capo della divisione online che, con l’occasione, verrebbe totalmente rinnovata e rinforzata con l’ingresso di nuovi siti nel network.
aprile 15th, 2010 at 5:01 pm
quando chiude ADREMEDY?
stanno scappando via tutti..
aprile 16th, 2010 at 11:50 am
@Marco: sì, intendo Mediacom. Ma con la notizia apparsa ieri sul Daily, forse l’esodo spontaneo è una benedizione più che un problema.
Oggi ho letto le nomine del direttivo dello IAB. Sono scandalizzata dal fatto che ci sia solo una donna…
aprile 16th, 2010 at 1:52 pm
Per quanto riguarda Bonanno si sapeva da parecchio tempo che sarebbe andato via.
Ma è ufficiale PK – Si sa da quando ?
aprile 16th, 2010 at 2:11 pm
@Giuseppe: certo che si sapeva, ma solo ora si sa che va in PK (dal 1 maggio). Ma, soprattutto, solo ora si sa, con quasi certezza, che PK lo ha voluto perchè tutta l’area web sarà ristrutturata e incrementata e, da quel che risulta, Bonanno poterà in dote anche qualche sito blasonato
aprile 16th, 2010 at 2:14 pm
@Vega: sì, fai bene a scandalizzarti, perchè in effetti è uno scandalo che ci sia una donna, non ci dovrebbe stare!!!
sherzoooooooooooooooooo (ma al venerdì pomeriggio, con un sole bellissimo, è concesso tutto, dai ;D)
aprile 16th, 2010 at 3:40 pm
ecco elenco
- Roberto Binaghi, Vice Direttore Generale Manzoni
- Marco Caradonna, Amministratore Delegato Simple Agency
- Andrea Da Venezia, Managing Director Zed Digital, ZenithOptimedia
- Andrea Di Fonzo, Managing Director GroupM Interaction
- Maurizio Fionda, Ceo Diennea-MagNews
- Salvatore Ippolito, Sales Director BU Portal & Mobile VAS di Wind
- Paola Marazzini, Agency Head Google
- Maurizio Mazzanti, Direttore Creativo E3
- Davide Mondo, Amministratore Delegato Mediamond
- Andrea Santagata, Responsabile Banzai Media
- Nereo Sciutto, Presidente Webranking
ps ma come è la Marazzini? ne vale la pena?
aprile 16th, 2010 at 3:46 pm
Gibbo, hai ragione: anch’io penso che il nostro posto sia a casa, a fare figli, pulire e cucinar torte…
aprile 16th, 2010 at 3:52 pm
e non a comprare banner a cpc
quello è un mestiere da uomini
aprile 16th, 2010 at 4:26 pm
Carletto, esatto! Per non parlare di campagne a CPA eh! Per quello, solo la mente illuminata di voi uomini può portare grandi successi… Tsk.
aprile 16th, 2010 at 4:30 pm
Scusate l’ignoranza: ma Binaghi nel direttivo è quindi automaticamente escluso dalla presidenza, giusto?
aprile 16th, 2010 at 4:39 pm
Ciao Vega, proprio ieri ho perso il daily. che succede in corso sempione?
per lo IAB, ecco i mie 2 cents:
- troppe poche quote rosa, davvero l’esempio della Layla non è servito a nulla
- esclusi player quali Yahoo e MSN. nulla togliere, ma non davvero mi pare assurdo. e mi chiedo se al prossimo IAB Forum Yahoo o MSN pagheranno per uno stand..
aprile 17th, 2010 at 10:56 am
@ Vega:: da quel che ho capito il Presidente sarà scelto fra i membri del direttivo se è così Binaghi ha ancora delle chance.
aprile 17th, 2010 at 2:51 pm
a breve Mol (Mutuionline) lancia un nuovo comparatore di conti on line (conti deposito e conti correnti)
aprile 17th, 2010 at 6:53 pm
@Marco: sul daily media è uscita la notizia che per il budget on+off di sky sono rimaste in gara solo MEC e Starcom. Dal 1 luglio, quindi, non sarà più un cliente Mediacom.
aprile 18th, 2010 at 1:51 pm
e quindi travaso di persone, cose, file excell,presentazioni PPT ecc ecc da MEDIACOM verso Starcom
aprile 19th, 2010 at 8:28 am
Carletto, se sarà Starcom a vincere sì. Persone interne dicono che, invece, se sarà Mec a vincere, nessuno verrà spostato per scelta del Board di Mediacom… Vedremo.
aprile 19th, 2010 at 10:17 am
Un ragazzo va via da Yahoo, lato editoriale. cercano una persona esperta in content management lato finance. se a qualcuno interessa:
http://offerte-lavoro.monster.it/FINANCE-EDITOR-offerta-lavoro-Milano-Lombardia-Italia-87106831.aspx
aprile 19th, 2010 at 5:24 pm
Imminente lancio di nuovi canali (e, quindi, nuovi e migliori contenuti) di Libero.it, nell’ambito della profonda ristrutturazione e del restyling varati dopo il ritorno nella plancia di comando di Antonio Converti
aprile 20th, 2010 at 1:03 pm
Restyling KATAWEB (era ora..)
aprile 20th, 2010 at 2:50 pm
@carletto: sì, ma almeno a giudicare da Repubblica.it, sembra il classico caso in cui la montagna ha partorito il topolino….
aprile 22nd, 2010 at 8:26 am
Ho saputo che Silvano Greco lascia Sky pubblicità. sapete dove vada o che fine faccia Sky Pubblicità, contando che non hanno direttore commerciale per l’Online dall’estate scorsa ?
aprile 22nd, 2010 at 4:00 pm
Ma questa sera chi viene alla festa di primavera?
aprile 22nd, 2010 at 4:28 pm
ma a quale festa ti riferisci?
aprile 22nd, 2010 at 4:31 pm
pare che 2night stia lasciando webads, vi risulta?
aprile 22nd, 2010 at 4:55 pm
Questa sera ci sono 2 eventi: uno organizzato da Mondadori per il lancio del nuovo Panorama web (pare che estrarranno un IPad) e la festa organizzata, invece, da Advit, Libero, Banzai, Arcus ecc… Mi riferivo a quest’ultima.
aprile 22nd, 2010 at 8:19 pm
Festa di primavera per centri media…ehhe
aprile 23rd, 2010 at 9:58 am
come è andata la Festa ?
aprile 23rd, 2010 at 1:38 pm
BREAKING NEWS IAB
ci sarebbero 2 candidati
Binaghi (uno dei più votati) e Ippolito
a breve sapremo tutto..
aprile 25th, 2010 at 12:16 pm
tutti a Dubai
OFFRE LIBERO.IT
aprile 25th, 2010 at 9:28 pm
Per Carletto: la notizia della corsa a 2 è di 1 settimana fa….;-)
domani sera c’è la riunione per la decisione
Accetto scommesse: Binaghi presidente, Ippolito vice presidente
aprile 26th, 2010 at 8:51 am
Io voglio sperare che sia Ippolito a vincere. Binaghi, per quanto bravo possa essere, non è certo un uomo internet.
Carletto, si sà da tempo che la convention libero quest’anno sarà a Dubai… Quello che mi chiedo è: in un anno di recessione, loro hanno assunto una marea di persone (e assicuro, con stipendi e benefits ben sopra la media) e faranno la convention a Dubai (pur pagando DN da capogiro)… Ma come fanno?
Superman: ho visto più concessionarie giovedì sera che ad un normale loopy
Marco F: penso sia andata bene.
aprile 26th, 2010 at 9:40 am
@Vega: sull’affair Libero: per me volgiono a più non posso conquistare fette di mercato ed aumentare il fatturato ( non per forza gli utili) e poi vendere la scatola appena confezionata.
Bene per la festa, che la prossima volta la paghino tutta loro già che sono ricchi
aprile 26th, 2010 at 9:48 am
a proposito di Libero.it e dei suoi investimenti, segnalo questa news
23-04-10
WIND: NASCE NUOVO CANALE TEMATICO SPORT DI LIBERO NEWS
(ASCA) – Roma, 23 apr – Il portale di Wind, Libero.it, arricchisce i contenuti di Libero News con un canale dedicato interamente allo sport, italiano e internazionale nato dalla partnership con Sportal.it.
Nel nuovo canale, spiega Wind, ”notizie, indiscrezioni, approfondimenti, esclusive, risultati e classifiche, in tempo reale, dei principali eventi sportivi in corso”.
Un approfondimento particolare e’ dedicato al Calcio: obiettivo puntato su Serie A, Serie B, Lega Pro, Serie D, Coppa Italia, Champions League, Europa League e Calcio Estero. Focus sulle squadre di serie A e B con schede dei giocatori, news, palmares e una sezione tutta dedicata alle notizie di Calciomercato. A breve sara’ inoltre possibile seguire le dirette di tutte le partite di Serie A e delle principali sfide di Champions League. Infine, uno Speciale sara’ dedicato ai Mondiali di Calcio Sudafrica 2010.
Grande spazio anche a notizie e approfondimenti su tutti gli altri sport: il Gran premio di Formula 1, il Moto mondiale, i tornei di Basket e di Tennis, il campionato di Rugby e i maggiori eventi sportivi Usa.
aprile 26th, 2010 at 10:20 am
@Marco: se vendi una società in perdita, non è che la scatola sia bellissima eh…
aprile 26th, 2010 at 10:23 am
Io non capisco come mai Manzoni/espresso che ha snobbato per 10 anni IAB non venendo neanche allo iab forum mentre adesso voglia avere la presidenza in maniera spasmodica.
Si può mettere presidente uno di una azienda che sei mesi fa diceva che lo iab non serviva a nulla??? Mi sembra molto atteggiamento “se comando io gioco, altrimenti porto via il pallone”
aprile 26th, 2010 at 3:40 pm
Ma a chi vendi Libero?
aprile 26th, 2010 at 4:27 pm
@Marco, guarda che libero è una delle poche aziende web italiane che fa soldi. Fa 15 mln di ebitda, è una macchina da soldi (almeno per adesso). Non credo proprio che la vogliono vendere, semmai la quotano.
aprile 26th, 2010 at 4:29 pm
Luca, giusto per capire, ma quand’e’ successo che Manzoni avesse snobbato cosi lo IAB?
aprile 26th, 2010 at 4:31 pm
@nux tu li hai mai visti allo iab forum? io no. Cmq leggi l’articolo che fecero a novembre contro lo iab : http://www.lucalani.com/blogging/advertising/repubblica-critica-lo-iab
aprile 26th, 2010 at 7:57 pm
x Luca; riesci per caso a rifare classifica fatturato concessionarie (anno 09
aprile 27th, 2010 at 10:05 am
Marco F forse ti hanno mal informato o le info erano volutamente faziose, skypubblicità continua meglio di prima, con un amministratore delegato che è Fabrizio Piscopo, un direttore commerciale di tutte le 4 reti che è Maurizio Sajeva e una responsabile commerciale online che è Amalia Nicotera
aprile 27th, 2010 at 1:32 pm
Roberto Binaghi nuovo presidente di IAB Italia
Il consiglio direttivo di IAB Italia ha eletto, nel tardo pomeriggio di ieri, il nuovo presidente dell’associazione. Il vice direttore generale di Manzoni Pubblicità è stato eletto all’unanimità. Al suo fianco, come vice presidente, ci sarà Salvatore Ippolito, sales director BU Portal & Mobile VAS di Wind.
Sarà Roberto Binaghi, vice direttore generale di Manzoni, eletto all’unanimità, il nuovo presidente di IAB Italia nel biennio 2010 / 2011, due anni che si preannunciano ricchi di sfide, ma anche di grandi opportunità per tutte le aziende che operano nel settore della comunicazione digitale interattiva, con gli obiettivi di contribuire alla crescita del mercato e alla diffusione della cultura della rete.
“I miei ringraziamenti vanno innanzitutto all’assemblea dei soci che mi ha permesso di entrare nel board, al consiglio direttivo che mi ha eletto presidente e al presidente onorario Layla Pavone, che ha contribuito alla crescita e all’accreditamento di IAB Italia in questi anni”, ha dichiarato Binaghi. – In qualità di nuovo presidente mi impegnerò in prima persona per la crescita dell’associazione che, sono convinto, potrà continuare a ricoprire un ruolo di primissimo piano, alla luce del crescente sviluppo del digitale nel nostro Paese e del peso sempre maggiore di internet, sia in termini culturali, sia economici”.
Contestualmente è stato nominato vicepresidente Salvatore Ippolito, sales director BU Portal & Mobile VAS di Wind.
aprile 27th, 2010 at 4:39 pm
@Terra
ciao, nessuna info faziosa, si vede solo disinformazione.
Meglio così, per loro, buona fortuna
aprile 27th, 2010 at 5:25 pm
Repubblica titola: “Binaghi è il nuovo presidente Iab
“Il web non è piu’ una riserva indiana”"
Ma perché, prima che lui diventasse presidente IAB lo era? O.ò
aprile 27th, 2010 at 8:10 pm
@Vega: non si è mai vista una riserva indiana allargarsi per mangiare le città dei cowboys…
aprile 27th, 2010 at 8:55 pm
ops….avrei vinto la scommessa !!!

peccato che nessuno avesse scommesso con me !
Come volevasi dimostrare
aprile 27th, 2010 at 8:56 pm
che metafora della minchia che ha usato Binaghi
aprile 27th, 2010 at 9:41 pm
@ vega e tutti : credo che la dichiarazione di repubblica, sia davvero vergognosa. Il concetto è “adesso arriviamo noi (noi della carta, noi che muoviamo i quattrini) e vi facciamo vedere come si fanno le cose sul serio”.
prevedo che lo iab tra 3 anni sarà una zombie senza nessuna utilità.
aprile 28th, 2010 at 8:48 am
D’accordissimo con Luca, e rammaricato dell’articolo…mah
aprile 28th, 2010 at 9:07 am
Certamente d’accordo con Luca, in linea di principio. Ma, sempre per voler obiettivi, non si può nemmeno dare tutti i torti a Repubblica, nel senso che, piaccia o no, la realtà dei fatti è che, dopo 20 anni di web e migliaia di operatori, anche del tutto estranei alla carta stampata o al mondo broadcast, alla fine i siti più visitati e con i fatturati più ricchi sono i loro e, quindi, è abbastanza normale che si sentano forti di questo.
Se poi vogliamo parlare di poco stile, da parte di Repubblica, è un altro discorso, ma anche di poca sostanza.
aprile 28th, 2010 at 9:28 am
@Luca: ecco perché avrei preferito vedere un uomo “web” seduto su quella poltrona. Qualcuno magari che, con passione, si sia fatto il culo in tutti questi anni. Davvero, sono perplessa, pur stimando moltissimo Roberto. Un grande professionista, umano e intelligente.
Che dire? Vedremo.
@Oreste: ho la sensazione che, presto, ci troveremo belli compressi dentro un altissimo recinto…
aprile 28th, 2010 at 9:35 am
@ gibbo. in verità è il contrario, se sommi i soldi che fanno RCS, manzoni e sole24 VS libero, virgilio, tiscali, google, MSN il rapporto sarà 20 – 80. Per traffico è ancora peggio. Se parliamo di “percezione di valore” e di valore del contenuto, posso anche essere d’accordo con te. Rimane VERGOGNOSO il fatto che non vieni neanche con uno stand allo IAB per 10 anni, e poi tutto ad un tratto lotti per averne la presidenza. Davvero vergognoso.
aprile 28th, 2010 at 10:57 am
@Luca: non credi che sia un po’ “tirato” il paragone, ad esempio, tra Repubblica.it e Virgilio? Oppure tra Corriere.it e Msn? A me non sembrano realtà molto comparabili. Anche perchè mi era parso che il tuo intervento mirasse ad evindeziare la “prepotenza” dei signori della carta rispetto ai webbari puri (sempre ammesso che Virgilio, MSN e Libero possano essere considerati nativi web… e a me non sembra), oltretutto stante la loro latitanza precedente.
Quindi ho solo fatto presnete che, alla fine dei conti, anche i “signori della carta”, pur con ritardo, sono riusciti a dar vita a siti di tutto rispetto e con numeri molto importanti ma che, soprattutto, non sono la mera trasposizione online delle versioni cartacee ma prodotti a se stanti.
In ogni caso sai anche tu che, come ogni lobby, anche lo IAB ha le sue politiche e, alla fine, non mi risulta che l’elezione sia avvenuta in un clima di minacce e/o intimidazioni. O, anche per l’elezione del presidnete IAB, servono gli osservcatori ONU?
Credo, però, che alla fine vada fatta una riflessione anche su un altro aspetto, di carattere più generale: a chi o a cosa serve, effettivamente, lo IAB??
Quali reali vantaggi ha fornito al settore, nel suo complesso, fino ad oggi?
E vogliamo parlare dello IAB Forum? Da anni mera vetrina autoreferenziale, senza un reale approfondimento anche delle problematiche del settore (di cui, almeno in pubblico, non si parla quasi mai?).
Alzi la mano chi, in tutta sincerità, ha tratto qualche reale e concreto beneficio dall’aver partecipato al Forum…
Buona giornata a tutti
aprile 28th, 2010 at 12:32 pm
IOIOIOIO!
Senza IAB forum la mia vita sarebbe ben triste… 
Torno a casa sempre con l’Ego a mille e un sacco di gadget.
aprile 29th, 2010 at 5:45 pm
scusate ma a Dubai chi va? solo centrali media o anche clienti?
aprile 29th, 2010 at 7:39 pm
Credo che, come sempre, ci saranno Centri Media e Clienti. Dei Centri Media, ovviamente, solo i pezzi grossi (che questa volta, sono pronta a scommetterci, non passeranno la palla ai collaboratori).
aprile 30th, 2010 at 8:47 am
anche clienti diretti (pochi e selezionati)
aprile 30th, 2010 at 8:49 am
update: ci saranno anche clienti diretti (pochi e selezionati)
aprile 30th, 2010 at 9:56 am
@carletto, sei andato in loop???
aprile 30th, 2010 at 11:06 am
sti commenti.
manzoni super concessionaria….
MODA & SOCIETA’ “- “MOTORI” – “MUSICA RADIO&TV” saranno arricchiti rispettivamente dai siti terzi che abbiamo acquisito in concessione:
http://www.luxgallery.it
http://www.motorbox.com
http://www.radioitalia.it/
Questo è il primo step di un progetto articolato che vedrà altri inserimenti all’interno delle nostri bacini, con l’obiettivo di migliorare e rafforzare il posizionamento e l’appeal delle nostre Aree Tematiche.
Questi Siti, apprezzati dal mercato per la capacità di presidiare in modo “specialistico” e qualitativo le novità e i temi più interessanti del mercato trattato, sono in sintonia con il posizionamento autorevole delle nostre Aree Tematiche e ci consentono di offrire al mercato una più ampia opportunità di contestualizzazione.
I bacini dei Siti sopracitati, per ciascun formato-prodotto pubblicitario, vanno a fondersi con quelli della nostra attuale offerta;
seguirà a brevissimo l’aggiornamento del listino, che vedrà quindi un incremento dei bacini di alcuni prodotti pubblicitari.
aprile 30th, 2010 at 7:00 pm
“seguirà a brevissimo l’aggiornamento del listino, che vedrà quindi un incremento dei bacini di alcuni prodotti pubblicitari”
E anche l’incremento dei cpm… Sono gli unici che aggiornano le politiche commerciali e i listini ogni 6 mesi…
aprile 30th, 2010 at 7:38 pm
basta non comprare…
maggio 3rd, 2010 at 9:27 am
Quando andrò a fare la gelataia al Polo Sud, Carletto, ci penserò seriamente. Per il momento, penso che abbia più senso limitare gli investimenti al necessario.
maggio 3rd, 2010 at 12:39 pm
Primo giorno di lavoro in PK per Walter Bonanno, alla guida dell BU web e mobile
maggio 3rd, 2010 at 4:22 pm
Non si tratta di un gossip ma informazioni ufficiali
in ogni caso merita una segnalazione
Premium Publisher Network nuove entrate e nuovo presidente
Sempre più testate ad alto tasso giornalistico scelgono i servizi del Premium Publisher Network per la pubblicità contestuale a performance (annunci testuali collocati accanto o sotto gli articoli online): dopo il recente esordio di Ansa, è ora la volta di Apcom, de L’Adige, del Giornale di Sicilia e dei 12 siti tematici della piattaforma Nexta.
Fondato da RCS e Gruppo Espresso, il Premium Publisher Network (PPN) ha festeggiato il 31 marzo scorso l’anno di vita. Come previsto dallo statuto, la presidenza è passata a Claudio Giua, direttore sviluppo e innovazione del Gruppo Espresso, che succede a Giorgio Riva, direttore generale di RCS Digital.
Secondo Giua, “la raccolta pubblicitaria sulle testate PPN è in costante crescita e nel primo anno di attività ha superato 1 milione di euro. Anche il bacino è sempre più ampio e nel mese di marzo, grazie ad un’ulteriore incremento del 14%, ha superato i 2,5 miliardi di advert impression mensili. Questo grazie anche al coordinamento dell’attività del consorzio, egregiamente svolto da Giorgio Riva nel primo anno di attività”
Domanda: quanta raccolta hanno fatto?
maggio 3rd, 2010 at 4:48 pm
@ Carletto: te lo dice lui, un milione scarso. Secondo me anche qualcosa meno
maggio 3rd, 2010 at 4:53 pm
opss
mi sono espresso male..
volevo dire quanta raccolta rimane a RCS e Gruppo espresso..al netto di quello che devono lasciare a PPN/DIGITAL MAGICS o come diavolo si chiama
maggio 3rd, 2010 at 6:46 pm
Il modello di vendita è completamente differente dalla display. Gli advertiser non possono utilizzare il loro logo, ma solo testo e un’iconcina che, però, deve per forza essere non collegabile al marchio. E’ una forma direct e non brand e serve, soprattutto, a non cannibalizzare gli spazi tabellari delle testate.
Io l’ho utilizzata per 2 clienti e, che ci crediate o no, performa benissimo: a cpc i costi di acquisizione sono bassissimi e, eticamente, è una formula che trovo molto corretta. Hai obiettivi direct? vuoi pagare poco e non ad impression? ok, io ho quello che fa per te, ma tu non metti nessun brand.
salto di palo in frasca:
http://mashable.com/2010/05/03/youtube-user-rentals/
Chissà…
maggio 3rd, 2010 at 8:48 pm
@Vega
scusa una domanda; concordo col fatto che funzioni il meccanismo proposto da PPN, e lo dico davvero.
ma ti chiedo: non crea confusione o costi aggiuntivi a livello di creatività e copy?
Insomma, spesso , lato concessionaria, sento lamentele per qualche formato non IAB standrad.
in questo caso si chiede addirittura il cambio del concept della campagna. Non è una forte resistenza ad investirci?
te lo chiedo perchè se la risposta è NO, farò di tutto per sguire la politica di PPN!
grazie
MF
maggio 3rd, 2010 at 9:00 pm
Secondo me il consorzio trattiene il 30% circa tra spese piattaforma (Mirago) e diritti di agenzia
maggio 4th, 2010 at 12:29 am
@ Marco F
Devi vederlo come un canale di vendita (e di acquisizione se ragioniamo in ottica direct) PARALLELO alla display e alle vetrine/text link che gli advertiser solitamente acquistano a cpm. Confusione non ne genera anche per via delle ridotte dimensioni e i costi creativi sono davvero irrisori: l’icona solitamente è la concessionaria a fornirla e il copy si limita a un brevissimo testo.
maggio 4th, 2010 at 8:13 am
@Vega dixit: “Hai obiettivi direct? vuoi pagare poco e non ad impression? ok, io ho quello che fa per te…”
Ecco la summa perfetta del grande male che, da sempre, affligge il web…. le campagne in cost per action….. ma come si fa a non rendersi conto che è un cancro che va estirpato e non incoraggiato…??
Il bello che poi, quando si parla tra di noi in camera catitatis, tutti a giurare di non voler mai più campagne in performance e poi, nella realtà, tutti a sbavare per qualche misero euro in cambio di migliaia di impression… complimenti
ps: Carletto, cosa c’entra Digital Magics con PPN???
maggio 4th, 2010 at 9:53 am
Grazie Missing Ring, interesting
maggio 4th, 2010 at 11:20 am
Marco, vendono vetrine. Solo vetrine. Una gif, che però non può essere il logo dell’azienda (unica eccezione vista fino ad ora ING) e il testo (per i miei clienti, lo preparo io).
Gibbo, io non ti rispondo. Perché, come sempre, non hai letto.
maggio 4th, 2010 at 2:05 pm
@Vega: non mi strapperò certo le vesti per la tua mancata risposta… carina come sempre….
ps: per la cronaca, io leggo, leggo eccome….
maggio 4th, 2010 at 6:42 pm
@Gibbo: ti cito “@Vega dixit: “Hai obiettivi direct? vuoi pagare poco e non ad impression? ok, io ho quello che fa per te…” peccato che hai tolto la parte più importante e, cioè, “ma tu non metti nessun BRAND”.
Era di quello che discutevamo tempo fa, se non ricordo male: il fatto che ci pianifica ed acquista in ottica direct, di fatto sfrutta una visibilità elevata che, valorizzata, darebbe all’editore degli introiti molto più alti. Quindi, di grazia, cosa c’è anche qui che non va?!
Alla fine, se non metto il mio logo ma solo un testo che spiega la promozione e la pago a CPC, non capisco cosa tu possa avere da lamentarti. Non mi stai dando visibilità brand, quindi anche per te il cpc è meno “faticoso”, no?
No, insisto: tu non leggi…
maggio 5th, 2010 at 4:32 pm
PPN è gestito da 4WMARKETPLACE che appartiene a Digital magics
o sbaglio^?
maggio 6th, 2010 at 7:59 am
@Carletto: sì hai ragione, non ricordavo la partenità
maggio 6th, 2010 at 11:09 am
il 24 maggio, verrà lanciata la nuova release del Sole24Ore.
maggio 6th, 2010 at 3:10 pm
chi sponsorizza? Vodafone??
maggio 6th, 2010 at 4:24 pm
Non lo so Carletto, ovviamente non ci è stato comunicato.
maggio 9th, 2010 at 9:16 pm
domani nuova release de LaStampa.it
maggio 14th, 2010 at 2:15 pm
Nuovo e importante incarico per Simone Zucca (già MSN e Condè Nast) che, a conferma della sua grande professionalità, da questo mese è il nuovo Media Platform Sales Manager di Google. Complimenti Simone e buon lavoro!
maggio 17th, 2010 at 5:06 pm
@Gibbo: ma chi lo sostituisce? Pratellesi prende direttamente il suo posto?
maggio 18th, 2010 at 8:38 am
Possibile che Giliberti sia uscito da Msn ?
maggio 18th, 2010 at 10:53 am
Continuano i cambiamenti quindi in quel di Segrate..mamma mia …
maggio 18th, 2010 at 2:08 pm
dice il saggio: chi è causa del suo mal pianga se stesso ed MSN ne è la prova provata, le scelte manageriali (e le stesse nomine di alucni “manager”) stanno li a documentarlo
maggio 18th, 2010 at 2:12 pm
tosi fuori da icon?
maggio 18th, 2010 at 5:15 pm
anche starcom sta assumendo: una persona da un’agenzia di wpp ed un’altra da isobar
maggio 18th, 2010 at 6:57 pm
@marco: la persona da isobar è un livello medio alto, ma l’altra da wpp?
maggio 19th, 2010 at 9:48 am
@clara: sì concordo, parliamo della stessa persona mi sa, che andrà a fare capo della parte DR.
quella da wpp è junior, ma la segnalavo solo come trend di crescita da parte di starcom.
maggio 19th, 2010 at 2:17 pm
ma qualcuno ha sentito di un “matrimonio” tra una nuova realtà solo web e una multicanale con sede nella terra del chianti?
maggio 19th, 2010 at 3:44 pm
@Misses: anche io ho sentito. Da quello che so io, la realtà multicanale smolla la sua parte web al pure player. Anche perchè la multicanale della terra del chianti i soldi ormai li fa in in terre lontane.
maggio 19th, 2010 at 5:16 pm
Anche io ho sentito, peró loro smentiscono…
maggio 20th, 2010 at 8:24 am
essere un pochino meno ermetici no? qui abbiamo sempre fatto, nel limite del possibile, nomi e cognomi…
maggio 20th, 2010 at 8:40 am
concordo, bravo Gibbo!
maggio 20th, 2010 at 8:57 am
@gibbo e marcoF trattasi di Banzai e Dada, contenti? ^.^
maggio 20th, 2010 at 9:17 am
grazie Misses
maggio 20th, 2010 at 10:14 am
@Misses : appreciate!
maggio 20th, 2010 at 10:36 am
ma invece vogliamo parlare della “diaspora” di persone da Isobar? 5 persone in 15 giorni hanno dato le dimissioni…
maggio 20th, 2010 at 11:05 am
@clara: mi ricorda tanto la transumanza che fu da DMC a WPP group…. non ne restò neanche uno. Forse c’è un malcontento di fondo.
maggio 20th, 2010 at 11:59 am
immagino conti anche la perdita di così tanti clienti e budget
maggio 20th, 2010 at 1:19 pm
Io so che in Vizeum si sono subito attivati per sostituire la persona senior in uscita.
Io sono invece curiosa di sapere chi andrà in mec a seguire Sky. Qualcuno sa niente?
maggio 20th, 2010 at 3:12 pm
@misses: grazie per la precisazione e, se non ricordo male, ne aveva già accennato qualche mese fa anche lo stesso Luca
maggio 20th, 2010 at 5:01 pm
@vega: so che stanno facendo colloqui sia interni che esterni, ma non si sa ancora nulla
maggio 20th, 2010 at 5:24 pm
Pare che il cliente stesso abbia preferito cambiare totalmente gruppo di lavoro oltre che centro media quindi molto probabilmente in Mec saranno seguiti da persone nuove.
maggio 20th, 2010 at 7:59 pm
@The Missing Ring: io so per certo che alcuni dell’off line si sposteranno… E c’erano voci che anche alcuni dell’on sarebbero passati di là… Mi chiedevo chi, però. Chissà come saranno felici se dovesse succedere…
maggio 20th, 2010 at 9:01 pm
@ Vega: le assunzioni in Mec pare siano pilotate dal cliente stesso che segnala all’agenzia chi rientra o meno fra i suoi desiderata…sull’online pare abbia posto più di un veto ma per ragioni prevalentemente “politiche”; sembra infatti che i rapporti fra Sky e il management di Mediacom Digital fossero alquanto tesi!
maggio 20th, 2010 at 9:35 pm
Ho capito…
Grazie Missing.
maggio 21st, 2010 at 11:03 am
@the missing ring: come rapporti tesi? ma che strano…. e si che si sà che c’è molta competenza, professionalità ma soprattutto UMILTA’tutte concentrate in una sola persona di quel management. Tra l’altro non era per niente prevedibile… ^.^ quel cliente ha battuto ogni record di sopportazione cosa erano 2/3 anni? sicuramente si meritano un premio!
maggio 21st, 2010 at 11:30 am
L’unta del Signore…dell’advertising online ;-D
maggio 21st, 2010 at 1:02 pm
@the missing ring: priceless!! Mi hai svoltato il week end mi fa male la mascella dal ridere.
maggio 21st, 2010 at 2:17 pm
che noia questi movimenti nei CM…
maggio 21st, 2010 at 2:27 pm
Già…mi interessa di più la storia Banzai-Dada: chi compra chi, cosa, come ma soprattutto perchè???
maggio 21st, 2010 at 2:59 pm
Luca
visto elevato numero di commenti che dimostrano il successo della sezione devi rivederla per renderla maggiormente fruibile !!
Crea delle sottosezioni o la possibilità di taggare i commenti
o qualcos’altro..
fai tu!
———————-
da Lani: Ok Carletto, ci penso. I commenti sono poco mi rendo conto, ma un forum sarebbe troppo, vedo cosa trovo.
maggio 21st, 2010 at 3:23 pm
Mi chiedo quanto sia labile il confine tra “gossip” e calunnia. Mi chiedo anche quanta “competenza”, sull’argomento, Misses, tu abbia. Da qui, valuto anche quanta facilità c’è nel far cadere giudizi quando, ben nascosti, abbiamo un nick che ci protegge e non usiamo, invece, il nostro nome e cognome.
La persona della quale state “sparlando”, non seguiva più direttamente quel cliente da almeno 2 anni. Il gruppo di lavoro originario era già stato cambiato e, risultati alla mano, con anche un buon successo.
Non voglio entrare nel merito della questione. Vorrei però far notare che questo luogo è pubblico e che, tutti (clienti compresi), leggono. E valutazioni superficiali come quelle di Misses, vanno anche a danneggiare tutta una struttura (che sì, merita un premio, per gli anni in cui ha gestito egregiamente un cliente difficile e impegnativo come sky) e non solo una persona che, come tutte, può piacere o non piacere.
Quali e quanti motivi abbiano creato la frattura fra lei e il cliente (e ribadisco: c’è stata un’altra gara dopo la frattura, vinta comunque da MCM Direct), credo non sia questo il luogo giusto per parlarne.
maggio 21st, 2010 at 3:53 pm
@perplesso: di competenza diretta ne ho da vendere fidati.
E non mi sembra che negli anni questa situazione si sia modificata anzi.
Da come scrivi e da quello che scrivi se ne deduce, e neanche tanto velatamente, un tuo coinvolgimento diretto se non con l’azienda con la persona direttamente. E mi pare che anche tu stia sfruttando il plus dell’anonimato per questa tua difesa a spada tratta.
Se i clienti leggono questi post meglio almeno sono informati su dove vanno a parare, anche se qui di nomi e cognomi nessuno ne ha fatti. E’ cosa risaputa da tutti e non serve fare nomi.
maggio 21st, 2010 at 3:57 pm
@perplesso: è comunque io non facevo nessun commento e tantomeno riferimento alla struttura sulla quale non ho nulla da ridire anzi. Tutti bravissimi professionisti.
Ma visto che anche tu alla fine del tuo post parli di LEI e non di altri mi dimostra che sai benissimo com’è la situazione in realtà.
maggio 21st, 2010 at 5:44 pm
@Misses: non attribuirmi giudizi che non ho intenzione di dare, nemmeno velatamente. Chi c’è nel Menagement di Mediacom Interaction è cosa risaputa da tutti.
Lei la conosco come, credo, la conosca il 99% del mercato: in modo superficiale.
Lavoro in concessionaria e ho da 3 anni rapporti con quel gruppo: ecco spiegato perchè so bene come e quanto hanno lavorato per quel cliente e so di tutte le vicissitudini degli ultimi 2 anni. Insomma nulla di strano.
maggio 23rd, 2010 at 6:56 pm
visto il nick che ho scelto non ho problemi
credo che il 99% del mercato sappia il mio nick..
io non ho mai lavorato con la lei di cui parlarte, se non marginalmente 10 anni fa che era mia cliente, ma vi giuro – visto che poi treat prima si parlava di me – partendo dal fondo mi è venuto un colpo pensando si parlasse di me..
non è bello.. anonimi o meno.. dire cose così dure su persone che cmq si fanno un gran c**o per fare quello che fanno! magari in sky ci sono degli strunz, magari è la struttura, magari è un contratto.. che ne sa chi ne sta fuori non può e ringraziando iddio non deve sapere!
maggio 23rd, 2010 at 9:42 pm
Concordo con Perplesso.
Per superficialità o, più probabilmente, per motivi personali, in questa pagina viene troppo spesso varcato il confine tra anticipazioni di mercato e lamentele protette da anonimato.
maggio 24th, 2010 at 9:02 am
@altrettanto perplesso: nessuna superficialità nè motivi personali, era solo un modo per cercare di capire uno dei misteri di questo mercato paragonabile a uno di quelli di Fatima. Come diceva giustamente The Missing Ring, l’unta dal signore.
@perplesso: non so da quanto tempo tu lavori in concessionaria, e quindi scusami ma il tuo giudizio non può sicuramente essere imparziale ndr, o comunque lavori in questo mondo web. Io ho avuto la fortuna, ed in taluni casi la sfortuna, di lavorare nel web dal 2000 quindi, permetterai, ho una certa anzianità di servizio che mi consente di poter esprimere delle opinioni su una persona che, non come te, conosco in maniera NON SUPERFICIALE.
Concludo qui questa lunga diatriba visto che, da una battuta/gossip scherzoso, stiamo scivolando in una tragedia greca.
maggio 24th, 2010 at 9:25 am
Dopo aver chiesto dispensa papale per postare, eccomi.
Misses, io sto usando il mio nome, il tuo qual è? Se non sai chi sono, ad esempio, dubito che tu possa avere e con il nostro gruppo e con Lei un rapporto così profondo… Adesso vediamo se hai le palle di dire a me chi sei…
Fammi capire: hai dubbi su come Lei sia arrivata dov’è? No, perché se è così, io dubito fortemente sui tuoi 10 anni di permanenza nel nostro mondo (ci lavoro da 11, quindi…)
Ovviamente, non sono autorizzata a parlare della vicenda Sky. Sono però autorizzata a dire che il gruppo (sia on che off) che l’ha seguito, ha dato per 3 anni il primo e 7 il secondo, tutto quello che poteva dare ad un cliente così demanding. E che on line, soprattutto, i risultati si sono visti eccome.
Lavorare con Lei è un’esperienza incredibile: seppur difficile per svariati motivi, avere l’opportunità di vederla all’opera è una fortuna. E’ una PROFESSIONISTA seria, preparata, intelligente, creativa e visionaria. Una Donna meravigliosa, un capo corretto, un’amica stupenda. La conosco molto meglio di chiunque possa scrivere qui: ci lavoro gomito a gomito da 3 anni, ci ho lavorato per un altro anno in OMD (in divisioni differenti), siamo amiche da 10 anni.
Detto questo, posso solo sperare che non legga mai questi commenti: perché la ferirebbero inutilmente. Spesso, tutti si dimenticano che dietro a dei personaggi, esistono delle persone: e che per queste persone, si deve avere RISPETTO, anche quando non ci sono particolarmente simpatiche.
Che qualcuno, adesso, si faccia avanti e discuta con ME sia le performance del nostro gruppo di lavoro (il cliente che merita un premio? E su cosa basi questa illazione?) e della persona in questione. Se preferite farlo in privato: cerviv at gmail punto com
Se adesso fosse possibile tornare ai gossip e non allo screditamento gratuito delle persone, questo luogo ne guadagnerebbe parecchio.
maggio 24th, 2010 at 10:07 am
Cari tutti, stiamo travalicando. Da semplici gossip siamo passati a guerre tra CM che si portano via i clienti e si accusano vicendevomente. Questo spazio credo sia utile a tutti per sapere tempestivamente cosa succede nel mercato: lasciamo perdere commenti ironici sulle persone che non servono a nessuno. Se volete scannarvi via mail me lo dite e vi metto in contatto con le mail che lasciate. Vorrei evitare di moderare cancellando i commenti….Grazie!
maggio 24th, 2010 at 10:09 am
Luca, da sempre i cm si fanno la guerra per portarsi via i clienti. E da sempre, i clienti se ne vanno senza colpo ferire… E’ normale, fa parte del gioco.
Sono le illazioni e le velate calunnie alle persone che danno noia. Il resto, passa.
maggio 24th, 2010 at 10:47 am
@LaViv:se mi dai il tuo indirizzo di mail ti scrivo e ti dico chi sono, non ho mica problemi.
Eppoi per favore chiudiamola qui che stiamo sfociando nel ridicolo, ammorbiamo la gente con le sviolinate e tutto ciò non porta niente a nessuno.
maggio 24th, 2010 at 10:51 am
l’indirizzo mail l’ho scritto nella prima risposta. E visto che dici di avere molta conoscenza diretta del tema, dovresti avere anche il mio indirizzo mail del lavoro.
maggio 24th, 2010 at 11:24 am
Nuova acquisizione per Edizioni Master. http://www.lucalani.com/media/edizioni-master-compra-newstreet
(cambiamo argomento!)
maggio 24th, 2010 at 12:53 pm
Misses, se c’è qualcuno/a di ridicolo qui sei tu. Perché, la calunnia invece non ammorba? O porta A TE qualcosa di interessante? Smettila di dire che era una battuta: hai fatto illazioni pesantissime, altro che battute.
Io sto ancora aspettando la tua mail eh, giusto per essere chiari.
Luca, prometto che appena mi scrive, sposto l’argomento in privato. Ma sono certa che capirai, perfettamente, la mia amarezza…
maggio 24th, 2010 at 2:52 pm
@Viv: sei sempre la mia preferita…. kisses
maggio 24th, 2010 at 3:00 pm
@Luca: hai ragione, questo è un blog e non un ring
, ma credo che un po’ di sana rivalità sia normale. D’altra parte la Viv non conosceva il blog e mi prendo la “colpa” (e credo anche il merito) di averglielo segnalato, ma essendo una donna molto intelligente, nonchè una bravissima professionista, sono certo che i suoi contributi potranno essere molti utili, interessanti e stimolanti per tutti noi. ;-D
ps: Viv, naturalmente poi ti mando la fatturina….
maggio 24th, 2010 at 10:43 pm
OT
tornato da presentazione del nuovo sole24ore. Catering che era il tripudio del fritto, alcol poco ma hanno regalato un netbook a tutti.
maggio 24th, 2010 at 10:55 pm
Confermo…netbook discretamente figo…soprattutto perchè GRATIS
Ma che ne pensate del fatto di offrire contenuti a pagamento? Raffineranno moltissimo il loro bacino d’utenza ma a quale prezzo per gli inserzionisti?
maggio 25th, 2010 at 8:24 am
@The Missing Ring: parafrasando una celebre pubblicità (cartecea
) di un amaro, famosa circa 25 anni fa, mi viene da dire semplicemente “….di tutti il numero 500mila….!”.
Mi spiego: dov’è la novità? Il web è entrato nella fase di crescita critica: ormai i suoi costi di produzione e mantenimento (anche per colpa dei grandi gruppi editoriali che hanno semplicemente travasato fior di costosissime redazioni dal cartaceo/broadcast all’online, pur sapendo già che sarebbero state voci in perdita)stanno crescendo ben più di quanto non crescano i ricavi (che, va detto, partivano da zero)e quindi, per tappare le falle che si stanno aprendo, ognuno pensa di scoprire l’acqua calda inventandosi, ad esempio, i contenuti pay.
Il Gruppo 24 Ore, poi, nel bel mezzo della peggiore crisi economica e di vendite della sua storia (http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Editrice/IlSole24Ore/2010/05/12/Finanza%20e%20Mercati/42_A.shtml?uuid=273f7d56-5d96-11df-b4b9-631631e51023&DocRulesView=Libero), sta ovviamente pensandole tutte, ma dubito che, per lui come per altri, la soluzione ai problemi sia il passaggio, anche parziale, al pay.
Va comunque detto che, tra i grandi siti, il Sole è forse l’unico, proprio per la tipologia particolare di alcuni contenuti, che può sperare di recuperare due soldini dal pay ma, ripeto, non credo sia questa la strada risolutiva.
maggio 25th, 2010 at 10:42 am
NETBOOK? Really?
maggio 25th, 2010 at 10:55 am
Tra l’altro è significativo che un’azienda in crisi regali un netbook a tutti quelli che partecipano ad una presentazione…è proprio un bel segnale, se fossi un azionista sarei proprio contento!
maggio 25th, 2010 at 12:15 pm
E se invece i netbook fosse un surplus derivante dal taglio dipendenti
battuta
prima che qualcuno se la prenda
maggio 25th, 2010 at 1:25 pm
10 netbook 1 mensilità di un giornalista
o più facilmente cambio merce..
maggio 25th, 2010 at 2:24 pm
Ainio allo IAB Forum Roma sta,come al suo solito, dicendo pane al pane all’audicence presente.
Finalemente un professionista che con coraggio, e senza paroloni, dice come stanno le cose nel mercato italiano.
maggio 25th, 2010 at 3:10 pm
che ne pensate del panel e degli interventi? colgo occasione dello streaming molto ben fatto
maggio 25th, 2010 at 3:20 pm
@MarcoF: concordo con lo streaming veramente ottimo.
Buono anche il panel e gli interventi, secondo me non ha niente da invidiare allo IAB Milano pur concentrato tutto in un giorno
maggio 25th, 2010 at 4:04 pm
@Misses: sto seguendo l’intervento di Montemagno, mi pare davvero imbarazzante… e pochissima gente in platea.
ok sono le 17, ma davvero…
il panel aveva interlocutori interessanti, bravo liguori a stuzzicare le persone.
maggio 25th, 2010 at 4:10 pm
@MarcoF: liguori è un grande, riesce ad essere fortemente provocatorio senza mai sfociare nella maleducazione o nell’aggressività.
L’idea di Montemagno secondo me non è male ma assolutamante non posizionata a fine lavori quando la gente è ormai cotta e sono rimasti sono gli irriducibili ^.^
Questo è l’unico errore dell’organizzazione.
maggio 26th, 2010 at 8:31 am
A me la nuova versione del Sole piace molto… E no, non c’ero alla festa, quindi non sono fuorviata dal regalo.
Gibbo, tesoro, grassssssssie!
@Misses: sto ancora aspettando la tua mail.
maggio 26th, 2010 at 11:17 am
Sono d’accordo…ottimo liguori…bastone e carota!
Ottimo anche Ainio vecchio lupo….
maggio 26th, 2010 at 11:17 am
Sono d’accordo…ottimo liguori…bastone e carota!
Ottimo anche Ainio vecchio lupo..
maggio 27th, 2010 at 12:11 am
Ma il network locale XCITTA partito in pompa magna due mesi fa ha già chiuso i battenti? I siti sono fermi senza aggiornamenti da due-tre settimane, era in concessione ad Adlink/Himedia..
maggio 28th, 2010 at 1:28 pm
Scusate, qualcuno sa di questa fuga da OMD Milano? come mai ? qualche gara o cliente perso?
maggio 28th, 2010 at 1:39 pm
Sa de Mediacom vanno tutti in OMD, quelli di OMD dovranno andare da qualche altra parte.
Che io sappia, tra i clienti non è successo niente: semplicemente, penso che sia un ricambio generazionale.
maggio 28th, 2010 at 2:36 pm
Ma no dai…è un semplice movimento di bdgt che sposta quindi anche le risorse…l’equazione mi pare abbastanza semplice: acquisisci clienti ergo acquisisci risorse (è la bilancia di OMD pende infatti dalla parte delle maggior assunzioni)…
PS non voglio riaprire nulla ma non credo che un gruppo che gestisce un cliente (un pò rognosetto con SAC e Ecpm vari da monitorare) come SKY lo possa tenere per quegli anni essendo un’incapace (prescindendo dai plus personali)
maggio 31st, 2010 at 10:56 am
Ciao a tutti,
passavo qui per caso (ehm ehm), concordo con The Missing Ring, il netbook del Sole è discretamente figo…ma la domanda è : Perché installare su una macchina del genere un sistema operativo come Windows 7 e condannarlo ad una lentezza esasperante, quando ci sono sistemi operativi migliori disegnati effettivamente per ottimizzare i netbook e magari sono persiono opensource e free?
Io ho installato EasyPeasy (hihihihihhi, a me fa ridere) è gratis, open e ha reso il netbook effettivamente più veloce, stabile e persino divertente….
Potete scaricarlo qua
http://www.geteasypeasy.com/
ciao a tutti.
maggio 31st, 2010 at 2:49 pm
@passavopercaso
Io sto per installare meego, il nuovo SO di nokia/intel
maggio 31st, 2010 at 3:21 pm
Mi pare di capire, quindi, che io sono l’unica che non ce l’ha…
p.s. Misses, non ho ricevuto la tua mail.
maggio 31st, 2010 at 3:40 pm
@zippo: già vero…settimana prossima provo anche quello.
grazie del consiglio
@LaViv: …..già….
maggio 31st, 2010 at 3:41 pm
OT, chiedo venia: veramente un annetto fa ho provato Windows 7 Beta su un Asus eeepc “base” (quello con lo schermo da 7 pollici) e andava meglio di XP sia come tempi di avvio, sia come “bradiposità”. Lento sì, ma molto meglio di XP!!
maggio 31st, 2010 at 4:13 pm
@LaViv nemmeno io
maggio 31st, 2010 at 4:33 pm
cari nerd…qui si parla di Gossip e non di sofware e hardware
maggio 31st, 2010 at 5:44 pm
@Carletto: che né io né la Bulug abbiamo avuto il netbook è un gossip eccome…
@Bulug: ti racconterò perché non l’ho ricevuto. Cornuta e mazziata.
(p.s. Misses, non ho ricevuto la tua mail.)
giugno 2nd, 2010 at 10:34 am
@ Bulug & LaViv: siete venute alla presentazione del Sole?
Era il gentile omaggio per chi ha avuto la gentilezza di recarsi alla presentazione…
giugno 4th, 2010 at 9:41 am
sequestrato Bidda (banzai)
http://www.bidda.it
ahi che dolor….
giugno 4th, 2010 at 9:49 am
Apprendo ora che anche http://www.youbid.it e http://www.bidplaza.it sono sotto sequestro.
La fine delle odiose aste al ribasso?
Art. 4. Esercizio abusivo di attività di giuoco o di scommessa.
Chiunque esercita abusivamente l’organizzazione del giuoco del lotto o di scommesse o di concorsi pronostici
che la legge riserva allo Stato o ad altro ente concessionario, è punito con la reclusione da sei mesi a
tre anni. Alla stessa pena soggiace chi comunque organizza scommesse o concorsi pronostici su attività sportive
gestite dal Comitato olimpico nazionale italiano (CONI), dalle organizzazioni da esso dipendenti o dall’Unione
italiana per l’incremento delle razze equine (UNIRE). Chiunque abusivamente esercita l’organizzazione di pubbliche scommesse su altre competizioni di persone o animali e giuochi di abilità è punito con l’arresto
da tre mesi ad un anno e con l’ammenda non inferiore a lire un milione.
Non credo che avranno grandissimi problemi.
La sentenza n°46/2003, del Tribunale di Ragusa, ha considerato questa legge in contrasto con i principi comunitari di libera prestazione dei servizi e valutando il rilevato contrasto non giustificabile alla luce dei criteri della Corte Europea.
In ogni caso brutta pubblicità per Banzai
giugno 4th, 2010 at 11:17 am
è incredibile che un gruppo come Banzai si butti in un business così rischioso. Ci abbiamo pensato tutti no? Ma i nostri legali ce l’hanno sempre sconsigliato.
giugno 6th, 2010 at 1:14 pm
Scusassero, ma ci arrivano adesso alle aste al ribasso?
http://punto-informatico.it/2840578/PI/Commenti/aste-azzardo.aspx
L’unica cosa curiosa è che Bidda sia rimasto online dopo che altri erano stati chiusi.
La spiegazione possibile era che su Bidda l’offerta era in chiaro.
giugno 9th, 2010 at 8:33 am
Ormai è ufficiale: anche l’ultimo cavaliere coraggioso della squadra Sky in Mediacom è passato al “nemico”….non ci è rimasto più nessuno!
giugno 10th, 2010 at 8:01 am
A dire il vero, qui di cavalieri coraggiosi che hanno lavorato e lavorano tutt’ora su Sky, ce ne sono ancora eh…

E colui che “passa al nemico”, non lavorava più sul cliente già da qualche tempo…
giugno 10th, 2010 at 8:41 am
Brava Viv, sempre sul pezzo!!
giugno 10th, 2010 at 8:56 am
Assolutamente d’accordo con Gibbo: LaViv è sempre sul pezzo! Sempre veloce e tempestiva brava
giugno 10th, 2010 at 8:58 am
@Gibbo:

@AdvInsider: so chi è Gibbo ma non so chi sei tu… Ma grazie eh…
giugno 10th, 2010 at 8:59 am
Beh ma c’è un tale movimento di persone nei centri media, che è davvero difficile starci dietro…
giugno 10th, 2010 at 9:30 am
@Clara: dopo 12 anni in questo “fantastico” e rutilante mondo, posso dire che la transumanza da un centro media ad un altro è piuttosto “codificata”. Oltre ai vari spostamenti di clienti e budget, ciclicamente c’è sempre un CM che, ad esplosione dei budget, apre le porte a nuovi talenti. Ed inevitabilmente, quelli “vecchi”, usano la stessa porta per andare a testare altre nuove realtà. Soprattutto, poi, se una persona che ricopre un ruolo “centrale” si sposta, il tutto diventa ancora più evidente.
giugno 10th, 2010 at 9:37 am
a volte è come dici tu: movimenti codificati; in altri casi è solo un ricambio fisiologico…ogni caso fa a se…
giugno 10th, 2010 at 1:36 pm
@AdvInsider: e come fai a sapere chi sono?? chi ha cantato???
giugno 10th, 2010 at 1:37 pm
@Gibbo: ehm… Guarda che sono io che ho detto che so chi sei…
giugno 10th, 2010 at 1:38 pm
@ADVinsider: scusa, non mi ero accorto che il post era della Viv, non tuo…sorry… il segreto tiene (e il caldo padano sale….!)
giugno 11th, 2010 at 8:03 pm
allora che si dice su questo primo semestre?
Manzoni; soddisfatti
Libero: Good
Yahoo: nella media
ps sono mie stime..non ho sottomano i loro budget
giugno 11th, 2010 at 9:35 pm
@ Carletto: tutti si dicono soddisfatti, un pò è il gioco delle parti, ma un pò credo che mediamente stiano andando tutti bene
giugno 12th, 2010 at 9:47 am
Il mercato display +15%, piu o meno tutti avevano fatto i budget così quindi tutti contenti. Libero se da gli stessi DN dell’anno scorso ci credo che dice “good”.
giugno 12th, 2010 at 7:32 pm
E te credo che Libero va bene! E’ tappezzato di banner, in percentuale c’è più adv che contenuti editoriali e questo è il motivo per cui a molti clienti (anche fra i “big spender”) non piace…loro utilizzano la leva dei DN con i centri media e una politica commerciale sempre più aggressiva (anche sui clienti diretti) ma penso che questa linea prima o poi vedrà la corda!
giugno 13th, 2010 at 3:04 pm
@The Missing Ring: scusa Mssing, ma che sito vedi?? Libero.it tapezzato di baner?? C’è più adv che contenuti??
Non mi sembra proprio! Anzi!!
E’ vero, invece, che da quando il portale è tornato sotto la supervisione di Converti e il coordinamento di Mirra, è decisamente migliorato sia nei conteuti (con una decisa virata editoriale, con nuovi canali, assolutamente di qualità) sia nella grafica: probabilmente resta del margine di miglioramento nella navigabilità, ma mi risulta che ci stiano lavorando.
Così come l’uscita di Bonanno (approdato in gran forma in PK), ha lasciato comunque un’importante eredità in fatto di politica commerciale che è sì “aggressiva”, come la definisci tu, ma evidentemete efficace, visti i risultati.
Quindi Missing, sarei davero curioso di capire da cosa trae spunto il tuo intervento….;-D
giugno 13th, 2010 at 4:02 pm
@ Gibbo: la veemenza della tua risposta fa nascere spontanea la domanda…lavori in Libero?
))
E’ evidente che sull’argomento siamo in totale disaccordo ma tant’è…ok l’integrazione di nuovi canali (la cui necessità è però tutta da dimostrare) ma quanto a contenuti e grafica io passi avanti onestamente non ne ho visti: formati adv sempre più invasivi soprattutto nelle sezioni interne dove l’utente ha seri problemi di navigazione, le “Top Stories” in HP col sistema del tab preview che è praticamente uguale a quello di Yahoo!(la questione del chi ha copiato chi mi sembra francamente irrilevante in questa sede) e poi i contenuti…di qualità? Scusa Gibbo ma la qualità dove la vedi? Roba tipo “Va di moda il bacio saffico” o “Non recitare il piacere” (con tanto di foto dell’amplesso) in Home Page ti sembra un salto di qualità? Un segnale di cambiamento rispetto al passato? Capisco che si tratta pur sempre di un portale, dove l’utente trova di tutto ma è innegabile il fatto che molti clienti non amino vedere associato il proprio brand a siti di betting, dating e simili e su Libero mi sembra che ci sia una presenza consistente di questi soggetti. Tengo a precisare che da parte mia non c’è alcuna preclusione: ho seguito campagne per determinati clienti che su Libero hanno funzionato e continuano a funzionare benissimo, dipende dalla tipologia di pianificazione e dagli obiettivi della campagna
giugno 14th, 2010 at 11:19 am
Scusate, probabilmente sono io distratto, ma 5medialab è già attiva come concessionaria?
giugno 14th, 2010 at 12:04 pm
@The Missing Ring: anche a me, vista l’altrettanto veemente tua risposta, sorge spontanea una domanda: per caso lavori in un concorrete di Libero???
Scherzi a parte, non puoi negare che oggi il portale sia più completo (editorialmente intendo) con nuovi canali (che da quanto mi risulta stanno facendo ottimi numeri rispetto a prima e per ottimi indendo con incrementi a 2 cifre) e soprattutto con un nuovo taglio, più orientato verso l’informazione che non sulla semplice piattaforma ad uso delle mail come poteva essere prima.
La scelta, poi, di Libero di dare risalto a news magari un po’ hot, è assolutamente condivisibile (dato che non sfocia mai nella volgarità), visto che alla fine portano tantissimi contatti.
Dici, inoltre, che alcuni clienti non amano essere associati a siti di betting: e perchè mai??? mica fanno la tratta delle schiave!!!
E comunque, affari loro: finchè i betting pagheranno (come fanno) cifre da capogiro che sa sole mi valgono un anno di pianficazioni con altri brand, non vedo il problema, tanto più che il 99,9% delle gabling companies, ormai, opera con regolare concessione dei Monopoli di Stato.
giugno 14th, 2010 at 2:37 pm
@ Gibbo: “un nuovo taglio, più orientato verso l’informazione che non sulla semplice piattaforma ad uso delle mail come poteva essere prima”…è proprio questo il punto caro Gibbo e tu l’hai centrato senza che neanche io facessi riferimento all’annosa questione dell’utenza di Libero ancora troppo focalizzata sui servizi di posta.
Gli sforzi editoriali cui accennavi sono senz’altro apprezzabili ma se per portare “tantissimi contatti” bisogna sbattere l’amplesso in prima pagina…ammetterai che la credibilità della testata ne risentirà e qualche inserzionista prima o poi storce il naso.
Lo stesso discorso vale per i siti di betting, gambling, dating e chi più ne ha più ne metta: so benissimo che non c’è nulla di male e che pagano “cifre da capogiro” (in realtà molti sarebbe sufficiente che pagassero e basta!) ma ancora una volta questo andrà bene per la legge dei grandi numeri, resta il fatto che alcuni clienti continuano a non gradire l’abbinamento…i clienti mica io
p.s. quindi lavori per Libero eh?!
giugno 14th, 2010 at 4:00 pm
Ciao,
Sennò parliamo di Moralismo Editorialista…abbiamo il buon Lani che ne sa a secchi al riguardo, credo…
)last but not least: a me risulta che qualcu’altro quest’anno ha sbragato coi DN
…è anche vero che gli altri anni Libero era il re dello sbrago
(e della morte del CPM)…
…bè un portale è un portale (posso anche essere d’accordo con te sui contenuti) ma allora anche la Defilippi e tutti i vari GF, Isole e schifezze varie (occhei siamo sulla TV, altro Media)…semmai è da porsi la domanda: perchè la gente guarda sta roba? Ma a noi interessa ben altro…o mi sbaglio?
Poi, che qualche inserzionista abbia storto (e tuttora storca) il naso: ok anche per quello…noi addetti ai lavori credo (e spero) che abbiamo uno standard, per quel che riguarda l’online, un pò più elevato della maggioranza dell’utenza…(e quindi capisco in parte la tua…”frustrazione”
Ciao!
giugno 14th, 2010 at 4:47 pm
@ omonimo: credo proprio di si, io avevo avuto contatti con loro a fine 2009 e si dicevano pronti ad operare sul mercato
giugno 15th, 2010 at 1:58 pm
@omonimo: mi risulta (indirettamente ) che 5medialab sia attiva e che si stia muovendo alla ricerca di editori da rappresentare. In particolare di qualche editore della ex-AdLINK ( ora Himedia )…
giugno 15th, 2010 at 2:42 pm
5MediaLab è attiva eccome, già da qualche mese. E dopo aver venduto solo DEM per un po’, adesso si sta proponendo anche sulla display.
giugno 15th, 2010 at 3:26 pm
@LaViv: ma quali siti gestiscono?
giugno 15th, 2010 at 3:27 pm
@LaViv: scusa ma quali siti gestiscono?
giugno 15th, 2010 at 3:38 pm
@Lenny: io al momento ho un elenco limitato solo ad un determinato comparto e non l’elenco completo. Credo, per altro, che basti chiamarli per farsi dare quello ufficiale da loro.
giugno 16th, 2010 at 7:43 am
@Lenny: e perchè mai 5Medialab avrebbe interesse soprattutto verso gli editori di AdLink o HiMedia che dir si voglia?
giugno 16th, 2010 at 12:21 pm
E’ ufficiale: dopo lunghe lunghissime consultazioni il budget di ING va a Carat…ma Direct Line cosa ne pensa? Non sono diretti competitor? Comunque complimenti a Carat
giugno 16th, 2010 at 1:30 pm
Ing: secondo me erano bravissimi a comprare da soli, con carat perderanno efficienza. Gli editori e le conc possono fare festa
giugno 16th, 2010 at 1:32 pm
credo che il budget sia solo per la parte off. L’on line resta al cliente
giugno 16th, 2010 at 1:52 pm
@Paolo: adlink ha alcuni siti interessanti, ma per il resto non ne ho idea, ho solo riportato un gossip. Mi interessava approfondire infatti.
giugno 16th, 2010 at 2:16 pm
@Lenny: in HiMedia devi distinguere nettamente i contratti internazionali, tipo quelli con AutoScout24, AlFemminile e AOL, da quelli che sono direttamente gestiti dalla sede italiana. Tra l’altro mi arrivano voci, a tal proposito, di importanti defezioni (alcune recenti e altre prossime) da aprte di editori che scelgono altri partners o comunque altre strade, ma al momento non mi risulta che qualcuno sia stato contattato o si sia rivolto a 5medialab, ma mai dire mai….
giugno 17th, 2010 at 10:47 am
A me risulta che a CArat vada il budget off-line
inoltre Direct Line è assicurazione ING dIRECT una banca
giugno 17th, 2010 at 10:51 am
confermo, a Carat solo l’offline. Pare che su Roma invece stia per arrivare sempre a carat un grosso budget (20m). Erano in consultazione due centri media ma Carat è in pole
giugno 17th, 2010 at 2:17 pm
Novità per il website verticale dedicato agli appassionati dei cani
Dogsitter.it entra nel network di Adsolutions
giugno 21st, 2010 at 5:23 pm
Marco Paleari lascia Microsoft Advertising per entrare nel team di PromoDigital Gruppo Wikio, il leader europeo del Buzz Marketing nei Social Media. Sarà il Client Director Milano.
giugno 29th, 2010 at 10:02 pm
Sara’ perche’ si avvicina lo IAB
Ora piu’ che mai bisogna crederci
Bolle sempre di piu’ la pentola Manzoni con nuovi siti in concessione
giugno 30th, 2010 at 4:23 pm
@Wait: a cosa bisogna credere??
Comunque bolle anche il pentolone di PK, dopo la riorganizzazione della BU Online, affidata a Walter Bonanno: a breve l’annuncio di nuovi siti in concessione
luglio 1st, 2010 at 1:17 pm
La tendenza delle concessionarie sembra essere quella del bouquet sky o del digitale. Dare un’ampia offerta di target.
@Bafana Bafana:
era in senso ironico verso quelle Grandi che non credevano in questo media, mentre ora molto probabilmente vedremo nel loro splendore con stand vari.
Ma va bene cosi. Almeno chi ci ha sempre creduto ha un background con uno storico, esperienza e contatti non indifferente.
luglio 1st, 2010 at 4:03 pm
Acquisti in Group M per rafforzare area digital
luglio 1st, 2010 at 10:02 pm
@Carletto: ma in GroupM o in uno dei Centri Media del gruppo?
luglio 2nd, 2010 at 8:36 am
qualcuno sa cortesemente indicarmi una fonte (web) dove possa trovare elenco centri media in Italia con tutte le varie società collegate?
luglio 2nd, 2010 at 1:01 pm
NUOVI SITI PER MANZONI
Commento: sti cazzi..
Italy Relax.com
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luglio 2nd, 2010 at 3:20 pm
@ carletto: hanno bisogno di impression…vuol dire che voi clienti gli date troppi soldi!
luglio 2nd, 2010 at 3:23 pm
Anche Finelco ha preso nuovi siti in concessione, Canzoni-MP3.net e i siti italiani degli artisti di Universal Music (tokio hotel, lady gaga, ecc)
luglio 2nd, 2010 at 6:17 pm
Ma parliamo di cose serie: martedì c’è il Loopy a Milano. Per chi non lo sapesse, è l’appuntamento non esattamente “fisso”, che centri media e concessionari si danno per chiacchierare e fare pr in modo informale. Banditi i clienti (e vista la quantità d’alcool che normalmente gira, sarà anche facile capirne il perché).
l’appuntamento questa volta è martedì 6 luglio al Bar Bianco, all’interno del Parco Sempione, dalle 19.
Anche questa volta, per ogni drink consumato presentando la contromarca che un po’ di gente avrà da distribuire, 1 € verrà dato in beneficenza alla Onlus Make a Wish…
luglio 2nd, 2010 at 7:33 pm
vengo anche io…mica mi potete cacciar..
luglio 2nd, 2010 at 8:46 pm
@ Vega: ma cambiare la onlus ognitanto e non privilegiare solo i clienti di Mediacom?
luglio 2nd, 2010 at 10:16 pm
@Clara: a questa domanda rispondo io. E’ stata nuovamente scelta Make a Wish perché, all’ultimo loopy (al quale, per altro, io non c’ero) si sono raccolti pochissimi soldi. E si è quindi deciso di dedicare loro un’altra serata.
Per il prossimo, se avete idee a riguardo, credo che l’organizzatrice del Loopy sarà felicissima di prendere in considerazione altre Onlus.
Che poi ci si metta anche a fare a gara per la beneficenza, comunque, la trovo una cosa assai squallida eh…
(per altro, per MAW lavoriamo tutti gratis. Definirlo “cliente”, mi sembra davvero fuori luogo).
luglio 3rd, 2010 at 10:06 pm
@LaViv: non siete gli unici a lavorare a gratis per le onlus innanzitutto, comunque credo che tu stia travisando le mie parole, quello che intendevo era che esistono molte onlus alle quali farebbe comodo un aiuto in tal senso…anche se non clienti di nessun centromedia, tutto qui; non è il caso di vedere polemica sempre e ovunque credo
luglio 5th, 2010 at 11:37 am
Non ho capito…L’Euro che viene donato a MAW è on top al costo corrente di un cocktail??? (in ricordo delle ultime stirate prese)
ho fatto un giro sul sto di MAW non mi sembra che abbiamo proprio freddo ai piedi (sarà luglio)…l’anno scorso la scelta della onlus mi sembrava un po’ più ragionata…ma vabbeh..nessuna polemica…
a domani…per chi c’è…
luglio 5th, 2010 at 11:43 am
@Passavopercaso: no. Sia che tu usi la contromarca, sia che non la usi, il cocktail costa sempre uguale. Solo che se usi la contromarca, alla fine della serata, varrà 1 euro che il Bar Bianco darà a MAW.
luglio 6th, 2010 at 7:50 am
Luca Colombo nuovo responsabile commerciale di Microsoft Adv.
luglio 6th, 2010 at 8:24 am
Novità in Arcus da settembre…il sales director va via…
luglio 7th, 2010 at 4:25 pm
Seat Pagine Gialle si affida a Media Italia
La centrale gestirà il budget media di 20 milioni di euro dell’azienda
Dopo le anticipazioni delle scorse settimane, adesso è arrivata l’ufficialità: Seat Pagine Gialle, ha affidato la gestione del proprio budget media di 20 milioni di euro a Media Italia. Seat Pagine Gialle è una delle aziende italiane più attive ed innovative, ed è presente sul mercato con molti prodotti/servizi come: PagineGialle, PagineBianche e Tuttocittà nel settore print; 89.24.24 Pronto PagineGialle e 12.40 Pronto PagineBianche nel settore voice; Paginegialle.it, Paginebianche.it , Tuttocittà.it nel settore web e mobile. L’incarico conferito da Seat Pagine Gialle a Media Italia ha operatività dal 1° luglio e sarà gestito dalla sede di Torino; prevede inoltre la gestione dei budget media di tutti prodotti dell’ azienda sia offline sia online.
luglio 7th, 2010 at 6:35 pm
teletu in aegis
luglio 8th, 2010 at 10:02 am
@Carletto: è dal 1 luglio che Seat è passata in Media Italia.
luglio 9th, 2010 at 9:38 am
continua il giro di poltrone nei centri media, pare che Roberto Carnazza lasci Starcom e Laura Bovone lasci Carat per approdare in MEC.
luglio 9th, 2010 at 10:20 am
non credo sia la sezione giusta ma non saprei dove scrivere.
Ieri all’assemblea upa c’è stato un intervento di Bernabè a parer mio abbastanza importante.
Questi due riscontri:
http://friendfeed.com/micheleficara/a86c0d0e/qui-all-assemblea-upa-franco-bernabe-celebra-i
http://www.affaritaliani.it/mediatech/in_out080710.html
Sicuramente alcuni elementi del suo intervento erano ingenui/fumosi, però credo che non sia stato colto il punto:
1) ad un’assemblea upa si è parlato SOLO di internet, è importante e dovrebbe far capire anche perchè Bernabè abbia sfiorato il ridicolo in alcuni passaggi: il 70% dei presenti tutt’ora ne sa veramente poco di internet ed ha ancora bisogno che si spieghino le cose con i disegnini
2) C’è stato un attacco abbastanza veemente a Google (nulla di nuovo ma detto da Bernabè dovrebbe assumere maggior rilevanza), che poi ha preso di striscio anche Apple ma questo interessa meno anche perchè è dovuto al lancio di un nuovo prodotto “tablet” che telecom vuole lanciare.
luglio 9th, 2010 at 11:23 am
@red: mentre si sa dove andrà Carnazza?
luglio 9th, 2010 at 11:46 am
no idea!
luglio 9th, 2010 at 12:45 pm
pare stia parlando con Di fonzio
luglio 9th, 2010 at 2:57 pm
mi sembra che anche tutto questo interesse nei confronti dei vari (e frequenti) spostamenti di figure da un CM all’altro, di cui normalmente non fregherebbe un tubo a nessuno, sia un chiaro segnale di come, invece, anche i “rapporti personali” (chiamimoli così, genericamente….
), in realtà siano molto importanti perchè, è noto, spesso servono a garantire determinate pianificazioni.
Adesso qualcuno/a mi dirà che è l’ennesimo insulto all’intelligenza ed autonomia di CM e Clienti ed io, per l’ennesima volta, mi farò una bella risata!
luglio 9th, 2010 at 2:59 pm
@Gibbo: che per te i CM siano paragonabili a dei bordelli, ormai era più che chiaro eh…
luglio 9th, 2010 at 2:59 pm
e’ abbastanza così!
luglio 9th, 2010 at 3:21 pm
@La Viv: MI TI CA!
mi hai appena fatto vincere una scomessa!!! grassie!!!
luglio 9th, 2010 at 3:34 pm
@ Gibbo: scommesse a parte…sinceramente non capisco tutta questo “teorizzare” in merito allo spostamento di una figura professionale o di un cliente da un CM all’altro…
i rapporti personali è ovvio che ci sono, ma è normale e fisiologico che sia così: il mondo del media, e ancor di più il media digitale, è piccolo; ma non capisco il tuo discorso, nel senso: perchè ci vuoi vedere per forza del marcio, dove quai sempre non c’è?
Sono davvero curiosa di conoscere le tue ragioni, visto che non è la prima volta che ti esprimi in questi termini
grazie
luglio 9th, 2010 at 4:46 pm
A me interessa sapere gli spostamenti delle persone nei vari CM, se non altro per sapere a chi andare a chiedere il budget.
luglio 9th, 2010 at 5:10 pm
@Clara: vedi, il bello e il “brutto” di questo o altri blog è che, generalmente, nessuno di noi sa con chi sta dialogando. Questo, naturalmente, non aiuta a capirsi ma, per certi versi, contribuisce a far sì che si possa parlare con maggiore libertà.
Chiarisco: non ho NULLA, ASSOLUTAMENTE NULLA di specifico verso i CM (e La Viv, che mi conosce, lo sa), anzi, non posso che ringraziarne alcuni per avermi, seppur qualche rara e ormai lontana volta, pianificato e non ce l’ho particolarmente con altri che non lo hanno mai fatto.
Semplicemente sono allergico, per natura, all’ipocrisia e al “volemose bene” a tutti i costi: quindi mi “ribello” quando leggo di pianificazioni pulite, di rapporti alla luce del sole, di logiche e intelligenze che stanno alla base di alcune pianificazioni che, invece, palesemente, di logico e intelligente hanno poco.
Quindi, quando ci si ostina a voler affermare che i DN (e ancor di più le over commission) non servono quasi a nulla nel determinare la direzione che certe pianificazioni devono prendere, ovviamente a scapito di altre, mi viene letteralmente da ridere!

Questo sì che è voler insultare l’intelligenza di chi, con queste robe, ha a che fare tutti i santissimi giorni, da anni e anni.
Questo non significa che io mi scandalizzi: ho 46 anni
, di cui 25 passati prima a vendere pubblicità e poi a gestire un netork di siti (se mi tagliavo le vene 9 anni fa era meglio
)e, come si dice, so stare al mondo.
Ma almeno non prendiamoci per il c..o!
Quindi lunga vita ai CM, ai loro dirigenti, ai planner, ai/alle communication manager
e alle loro famiglie (a cui devono pur sempre mantenere e, quindi, umanamente, da papà, li capisco….) 
@Luca: ti quoto!
luglio 9th, 2010 at 5:49 pm
Dato che qui si parla di giri di poltrone, penso che nei centri media ci sia troppo poca rotazione verso l’esterno…intendo verso realtà che non siano centri media. Questo almeno per ciò che vedo, salvo eccezioni. E i percorsi di crescita nei centri media secondo me soffocano (sempre mediamente e sempre secondo quello che ho visto) il carattere personale. Perché…perché fare “carriera” in un centro media significa diventare key account o direttore clienti…oppure responsabile della parte commerciale (vedi DN). Tutti lavori mediamente alienanti e relativamente poco professionalizzanti..che non aiutano il carattere personale a emergere (per quanto mi riguarda, professionalizzante è un lavoro nelle ricerche, nel marketing o la specializzazione sul digital). Il direttore clienti è una figura il cui ruolo è straordinariamente centrale a scapito di altri ruoli che dovrebbe essere altrettanto centrali. E’ la logica dei centri media, in cui il potere è dato a chi gestisce il denaro, a generare questa anomalia…e la compressione dei profitti (figlia di questa logica) sta acuendo il fenomeno. Per questo credo che chi sta in un centro media debba seriamente pensare di fare qualche anno sabbatico in un’azienda di tipo diverso, e i centri media dovrebbero cercare persone che vengono dall’esterno, in modo da ampliare la pluralità di visioni. Inoltre, dopo 10 anni che una persona lavora nello stesso centro media, penso debba rivolgersi ad altro, per il bene del centro media stesso (oltre che per il proprio equilibrio).
luglio 9th, 2010 at 9:11 pm
Il buon Carnazza va in pensione
se vedeste con che mal di schiena e con quali e quanti acciacchi si presenta in ufficio …
luglio 12th, 2010 at 2:00 pm
@JG Ballard: in linea di massima sono d’accordo con te. E a mio parere la maggior parte delle persone che lavorano nei centri media dopo un tot di anni vorrebbero fortemente uscire dal “tunnel”…ma ti assicuro che non è cosa facile. Purtroppo viviamo in un paese che non è per niente aperto ai cambiamenti. Quindi chi ha lavorato nei centri media spesso non è considerato all’altezza di ruoli analoghi ad es da editori o dai clienti.
E questo è un grossissimo problema nel momento in cui si cerca di cambaire lavoro. In ogni modo credo che chi ha avuto una lunga esperienza all’interno di un centro media sia molto ben formato e sia in grado di sostenere un lavoro sia in azienda sia da un editore…sono loro che spesso ci snobbano e tendono a prendere persone che hanno avuto la stessa precisa identica esperienza in un’altra azienda o editore… Questa è l’Italia ahimè!
luglio 12th, 2010 at 2:30 pm
@Survive
Ciao Survive, permettimi di non essere del tutto d’accordo; io ho sentito spesso tanti contatti di CM rifiutare un lavoro in una concessionaria, “perchè non farei mai il venditore”.
Invece quei pochi che hanno fatto “il salto” non sono più tornati indietro.
ti assicuro, ma senza davvero alcuna polemica, che non è impossibile andare in una concessionaria da un CM.
lato cliente invece ignoro del tutto.
Questa è la mia opionione, davvero senza alcuna polemica o senza nessuna intenzione di aizzare persone contro altre.
Marco
luglio 12th, 2010 at 2:38 pm
@Marco F.
Ciao Marco,
assolutamente d’accordo con te per quanto riguarda le concessionarie. Il mio post infatti si riferiva al passaggio ad un editore o azienda…
Grazie quindi per la tua precisazione.:)
luglio 14th, 2010 at 4:41 pm
Andrea Cerasoli lascia la carica di direttore vendite online di Arcus Pubblicità
luglio 14th, 2010 at 4:59 pm
appena arrivata anche a te la mail!
luglio 14th, 2010 at 5:02 pm
piccolo il mondo, eh?
luglio 14th, 2010 at 5:08 pm
Ma al commento 434, Skywalker l’aveva già anticipato! Così anch’io sono brava a fare gossip però!

luglio 15th, 2010 at 9:02 am
@Vega: in realtà mi era sfuggito, ma in ogni caso Skywalker parlava di settembre, mentre Cerasoli se ne è andato ieri
ps: qualcuno sa dirmi dove posso trovare un elenco aggiornato e affidabile degli editori web (esterni al Gruppo) in portafoglio a Manzoni? Thanks in advance
luglio 15th, 2010 at 10:59 am
#Gibbo: Ma non ti hanno contattato quelli di ManzonI?
luglio 15th, 2010 at 5:22 pm
@Carletto: per cosa??
luglio 15th, 2010 at 5:32 pm
Stasera festa delle concessionarie, al Romeo Gigli Café.
Non è un gran gossip, ma è un buon reminder
luglio 16th, 2010 at 7:06 am
ma le concessionarie organizzano feste di mestiere?
luglio 16th, 2010 at 8:28 am
@Gibbo visto come vengono DOVREBBERO!
Grazie a tutti è stata davvero una serata carina!
e poi.. visto che il lavoro dei CM è fondamentalmente marchette quello dei concessionari potrebbe essere solo Party!
scusate ma si vede che i mojito mi hanno fatto acidità
luglio 19th, 2010 at 1:39 pm
questa settimana grande festa di Tuttogratis..oramai un classico pre vacanze
ci vediamo là
luglio 21st, 2010 at 10:30 am
Indiscrezioni su nuovaperiodici? Un uccellino mi ha detto che non se la stanno vedendo benissimo…
luglio 23rd, 2010 at 1:47 pm
Ho avuto la seconda conferma che Manzoni sta dando minimi garantiti molto cospicui sui nuovi siti che sta inglobando. Chi vuole dettagli mi scriva in pvt.
luglio 23rd, 2010 at 3:16 pm
TAG Advertising: chiusura del primo semestre a +30%
22/7/2010
Fondamentale per la crescita l’apporto della nuova divisione dedicata all’e-mail marketing, oltre al potenziamento sul target business con l’acquisizione del network Mediacap e la partnership con BusinessFinder, nonché quello dei segmenti automotive e lifestyle, con la crescita di Motori.it e LuxuryOnline.
tratto da advexpress
luglio 23rd, 2010 at 3:52 pm
@Luca: verissimo, ma stanno facendo scelte molto verticali e solo in determinati settori che, secondo il loro marketing, sono strategici per rafforzare il portafoglio della concessionaria (sono più i settori esclusi di quelli inclusi…)
luglio 23rd, 2010 at 3:54 pm
comunque sto sempre aspettando che qualcuno pubblichi la lista (aggiornata e reale!) del nuovo network siti di Manzoni, che pare coperto da segreto si stato….
luglio 23rd, 2010 at 4:21 pm
Gibbo, prova a comprare una campagna visibilità sul loro network e chiedi la lista siti, così dovresti riuscirci
luglio 23rd, 2010 at 4:36 pm
@Carletto: Manzoni dichiara +17%, TAG + 30%, i prossimi, per non essere da meno, spareranno % da primato…. credo che, passato il periodo più nero durante il quale sparare cazzate era oltremodo pericoloso perchè esponeva al ridicolo, si stia tornando al solito autoreferenzialismo dilagante del web, dove tutto è gioioso, allegro e paradisiaco e dove i problemi di fatturato li hanno solo gli altri!
luglio 23rd, 2010 at 4:38 pm
@ Omonimo: grazie per il suggerimento, ma non compro visibilità, casomai la vendo…
luglio 23rd, 2010 at 4:45 pm
E news sull’andamento di LeonardoADV? Come han chiuso il primo semestre?
luglio 23rd, 2010 at 7:08 pm
Ho provato a chiedere a Manzoni. A parte Investire Oggi (che però verrà venduto nel network finanza e non come singolo sito), non dichiarano altro. Rimandano a settembre.
luglio 23rd, 2010 at 7:10 pm
@Gibbo: dato che sembra tu sia l’unico puro, onesto ed intonso del web, mi chiedo se non ti senti solo in questo mondo di ladri, puttane e gigolò…
luglio 23rd, 2010 at 9:34 pm
@Vega: non so se sono puro, certamente a te non sono simpatico (gioiosamente ricambiata), sicuramente non sono intosno, ma so per certo di non essere solo! Tu, invece, a quale delle tre categorie, da te citate a somma rappresentaazione del “world web”, ritieni di appartenere?
luglio 23rd, 2010 at 10:24 pm
@Gibbo: non è vero che non mi sei simpatico. Penso solo che non trovare la strada giusta per incrementare il tuo business e dare la colpa a concessionarie/media corrotto/dn ecc, sia piuttosto “scorretto”. Ecco.
Come già detto da altri, i dn esistono e tutti lo sappiamo. Ma ci sono editori/concessionarie che lavorano, senza versare nemmeno 1 cent. Certo, non diventano ricchi, ma fanno dignitosamente il loro lavoro, con coscienza, senza sputare veleno o sminuire il lavoro degli altri.
Ti trovo scorretto e noiosamente vittimistico: Ho provato a chiedere a chi sembra ti conosca, chi sei. Giusto per capire quale gioiello editoriale sia sotto la tua illuminata guida. Purtroppo, non me l’hanno voluto dire… Non demordo però. Magari riuscirò a ricredermi.
Ah, ovviamente faccio parte delle puttane ladre: adoro non farmi mancare nulla…
luglio 24th, 2010 at 11:02 am
fate i bravi..
@Gibbo: provo a chiedere la lista, se riesco devi fare unn regalo (mazzo di fiori) a Vega

ci stai?
luglio 24th, 2010 at 1:08 pm
@Vega: tu, invece, proprio non mi sei simpatica per molti motivi, ma questo non è, ovviamente, un problema
Oltre a questo, sei anche decisamente presuntuosa, visto che, nonostante tu non mi conosca e non sappia di cosa mi occupo, dispensi inutili, sterili e, banalmente, errati giudizi sulla mia attività che, fortunatamente e facendo i debiti scongiuri, ha festeggiato i 12 anni di vita giusto 5 giorni orsono (e, “guida illuminata o meno”, non siamo in tanti, nel web, a poter “vantare” una simile anzianità, anche se non sono sicuro che sia necessariamente un pregio…
).
Da anni, oltre a gestire i nostri siti, forniamo contenuti ai più importanti editori nazionali ed internazionali (web, mobile e broadcaster) e questo, oltre ad essere un riconoscimento alla qualità del nostro prodotto, di cui ovviamente vado fiero, ci ha consentito di indovinare l’ennesimo incremento di fatturato, molto significativo, nonostante la crisi.
Ma, ovviamente, sono affari miei, che sono certo non importino a nessuno se non al fisco.
Quindi, cara Vega, la tua teoria a proposito di una mia “strisciante incazzatura per non riuscire ad incrementare il business” è fortemente fantasiosa e potenzialmente corretta, peccato sia totalmente infondata.
Mi sono solo permesso di ironizzare su una notizia (e, certamente, che ti piaccia o no, continuerò a farlo), solo perchè sono convinto che prendersi troppo sul serio faccia male e perchè da 26 anni faccio questo mestiere, vivo in questo mondo e ormai so come funziona: le concessionarie (ma nache gli editori o le agenzie o i CM) che fanno a gara per diffondere comunicati stampa (che, tra l’altro, nessuno chiede…) con roboanti dati di fatturato, dovrebbero essere, allora, così sincere da dire anche quanta parte di questi è fatta con contratti barter, infragruppo e chi più ne ha più ne metta (penso che i modi per sostenere o incrementare il fatturato li conosciamo tutti, no?).
Oltretutto, non trattandosi solitamente di soggetti quotati (fortunatamente….), non avrebbero nessun obbligo di pubblicità dei loro dati di bilancio e, quindi, trovo un po’ patatica questa corsa alla % sempre più alta, quando poi la realtà, a volte e solo per qualcuno (per carità!) non è esattamente così, come apprendiamo ogni qualvolta ci si sente, anche per un semplice saluto, con i loro agenti o dirigenti che, informalmente, ammettono realtà un po’ diverse da quelle ufficiali (e, sia chiaro, non c’è nulla di male).
Cosa centrino, in tutto questo, i DN o i cent versati o meno da editori e tutte le altre storie che hai tirato fuori, lo sai solo tu: forse hai il condizionatore rotto e il caldo può fare brutti scherzi.
Comunque continua pure la tua ricerca per sapere chi sono (anche questo credo sia un particolare che non interessi a nessuno, così come a me non interessa minimamente sapere che sei), evidentemente hai tempo da perdere….
ps: era ovvio che, essendo donna, non potessi essere un gigolò, quindi restavano due scelte….
luglio 25th, 2010 at 2:22 pm
Gibbo,
io non ci vedo nulla di straordinario nel +30% di Tag ADV. La mia concessionaria ha chiuso il primo semestre 2010 a +75% rispetto allo stesso periodo del 2009, e siamo su valori di fatturato comparabili a Tag.
Se si lavora bene, il mercato ti premia.
Bisogna finirla con questa dietrologia spiccia: è vero, non viviamo in un mondo perfetto ma se si lavora bene e si offre un servizio di qualità, il mercato ti premia.
(ah, per inciso, i miei DN sono rimasti sostanzialmente invariati…)
luglio 25th, 2010 at 2:25 pm
p.s.: rileggedo solo ora il miio post, mi sono accorto che mi era rimasto un pezzo nella tastiera
.
Integro, quindi, il post:
Da anni, oltre a gestire i nostri siti, forniamo contenuti ai più importanti editori nazionali ed internazionali (web, mobile e broadcaster) e questo, oltre ad essere un riconoscimento alla qualità del nostro prodotto, di cui ovviamente vado fiero, ci ha consentito di indovinare l’ennesimo incremento di fatturato, molto significativo, nonostante la crisi.
Questo solo per evidenziarti che, da ormai molto tempo, il peso dell’adv nel nostro fatturato, è decisamente e volutamente molto limitato e, pertanto, se mi permetto di fare consderazioni su CM e concessionarie, non sono certamente spinto da livore o bramosia di (chissà quale) vendetta e, quindi, come vedi, le tue frettolose considezioni sono ancor più infondate
luglio 26th, 2010 at 9:10 am
@gibbo con forse un filo di ingenuità penso che le concessionarie che dichiarano incrementi miracolosi di fatturato lo facciano per incrementare i propri income (se vado bene, vuol dire che in tanti mi hanno dato fiducia quindi ne merito) anche e soprattutto – come anche tu hai sottolineato – perchè magari la realtà non è così rosea..
io nn ci vedo nulla di male.
buona settimana a tutti!
luglio 26th, 2010 at 9:19 am
Ecco l’elenco dei siti terzi di Manzoni:
- LuxGallery
- Sfilate Fashion Avenue
- MotorBox
- RadioItalia
- InvestireOggi
- Exibart (da settembre/ottobre)
luglio 26th, 2010 at 9:28 am
@bulug -> per le concessionarie basta vedersi i bilanci, è semplice verificare se è vero o no.
@ Paolo P -> la tua concessionaria è tre volte piu piccola di TAG in termini di fatturato, sempre in base ai bilanci.
luglio 26th, 2010 at 9:35 am
@Vega: grazie!
luglio 26th, 2010 at 10:18 am
@luca lani: su questo non avevo dubbio alcuno, il mio commento era riferito all’enfasi!
il bilancio può essere dato da mille variabili (barter, accordi.. etc.. come Gibbo ci ha fatto presente!) è la comunicazione con enfasi il tema qui, mi pare 
luglio 26th, 2010 at 10:31 am
Non conosco i dati dei siti che ha acquisito Manzoni, ma oltre a Motorbox e Luxgallery non mi sembrano delle importanti acquisizioni.
luglio 26th, 2010 at 12:44 pm
@Luca: bah, dai bilanci – e dalle discussioni informali con loro – a me risultano dati completamente diversi, ti scrivo in privato. Premesso questo e augurando tutto il bene del mondo agli amici di tag, il punto centrale del mio discorso è che se si lavora bene, crescite importanti sono possibili.
Per cui non vedo nulla di strano nel +30% di Tag, dato che conosco come lavorano.
luglio 26th, 2010 at 2:00 pm
@Vega: sempre sul pezzo…
luglio 26th, 2010 at 3:05 pm
@Paolo P: perdonami, non per fare il bastian contrario per definizione, ma un conto è lavorar bene (ed è una conditio sine qua non anche solo per continuare a restare sul mercato, quindi diamola per scontata più o meno per tutti) ed un conto è fare (o meglio, dichiarare) incrementi di fatturato superiori o addirittura, come nel tuo caso, eccezionalmente superiori (di ben 6 volte!) alla crescita media del mercato: questo fenomeno (perchè tale è), anche ammesso che sia assolutamente possibile e reale, non può che coincidere con una botta di culo una tantum o, comunque, con avveimenti eccezionali e, come tali, non sempre ripetibili che, quindi, non sono significativi di un trend decisamente e definitivamente rialzista.
E che il mercato dell’adv online sia cresciuto, in 6 mesi, di poco più del 10% non lo dico io, ma Nielsen http://it.nielsen.com/site/Media15luglio.shtml
Quindi credo che dati di crescite così rapide e consistenti, vadano letti in controluce (giusto per non passare sempre per polli…), magari cercando di capire se ci sono stati travasi di editori da una concessionaria all’altra (che, quindi, spostano anche il relativo fatturato) o, come già detto, se e quanta parte di quel fatturato è di puro venduto, piuttosto che di cambi merce, autopromo e cose simili e, infine, cercando anche di capire quanta parte di DN (official e unofficial…) vada poi stornata dal totale.
Con ciò, se hai fatto davvero +75% sull’anno prima, fammi un fischio e corro subito da te a farmi vendere!!
luglio 26th, 2010 at 3:31 pm
@Gibbo: Phiiiiiiiiiii!
)
– se perdurano nel tempo sono indice di un buon modo di lavorare.
(scusa, non so come si trascrive un fischio
Certamente se tutti le concessionarie dichiarassero risultati superiori alla media… beh, evidentemente ci sarebbe qualcosa che non funziona
Sicuramente, come dici tu, occorre discriminare. Ciò non toglie che performance molto superiori alla media sono possibili e – perché no? fammi coltivare l’illusione
luglio 26th, 2010 at 4:00 pm
@Tutti
questi post sono sempre interessanti; propongo, giusto prima della pausa estiva imminente, smettere di guardare al passato più o meno recente, ma coinvolgendo gli interlocutori dei CM o chi vuole esporsi, di indicare quali saranno i prodotti, servizi, siti che andranno meglio da Settembre a Natale.
senza poterli citare, anche solo un:
editori/magazine
Dem
Portali
Google o facebook
giusto per sapere dove e come tirerà il vento per chi ne ha visibilità
che ne dite?
MF
luglio 26th, 2010 at 7:36 pm
@Marco F: “i prodotti, servizi, siti che andranno meglio da Settembre a Natale?”
Quelli di Gibbo naturalmente!
Peccato non sapere quali sono!!!
Scusa Gibbo non ho saputo resistere; in verità mi piace come scrivi e ti seguo sempre, quasi quanto Vega
Perdonate lo spam!
Lorenzo
P.S.: ma già che ci siamo, un bell’elenco (“gibbiano”, non da comunicati stampa) delle concessionare che si espanderanno di più da settembre a natale?
luglio 27th, 2010 at 9:43 am
cosa intendi con la frase *si espanderanno*?
prenderanno in concessione nuovi siti, nuove assunzioni, aumento fatturato?
luglio 27th, 2010 at 9:47 am
@Snipers: magari, così almeno potrò fare anch’io un bel comunicato e annunciare un +100% di fatturato!
luglio 27th, 2010 at 9:49 am
@Carletto: quelle che investiranno maggiormente in uffici stampa!
luglio 27th, 2010 at 11:54 am
@Carletto: un Po tutte le cose, in primis nuovi siti ma poi anche assunzioni perché altrimenti chi va a vendere i nuovi siti?
Oppure possiamo anche tentare di capire chi fara’ le “feste” migliori che potrebbero portare più badget dai CM che non i venditori
luglio 27th, 2010 at 1:08 pm
Ecco. Se scegliete la parte delle feste, io faccio da consulenteglobaletotale.
luglio 27th, 2010 at 4:35 pm
Qualcuno chiedeva di Nuov@periodici
Società in liquidazione; i marchi delle riviste dovrebbero venir rilevati da qualcuno, ma resta da capire chi sia questo qualcuno, oltre a se e come le riviste verranno pubblicate. Non ho info sulla parte web: credo che tutto sia legato al materializzarsi di un acquirente e alla sua solidità. Temo che sia il momento di un R.I.P.
luglio 28th, 2010 at 11:28 am
da quel che mi risulta Tiscali sta cercando di recuperare le posizioni (dopo gli ultimi anni difficili) con un cambio di posizionamento
hanno cercato in tutti i modi di fregargli ilmeteo.it (quelli di mediamondo in primis) ma per ora resistono
So inoltre che quelli di Repubblica stanno cercando target femminile.
il primo approccio al sito ALFEMMINILE è stato vano..magari nei prox mesi..
luglio 28th, 2010 at 11:41 am
@Carletto: cosa intendi per “cambio di posizionamento” di Tiscali?
luglio 28th, 2010 at 2:44 pm
verso area news (forse vogliono aumentare CPM)
hanno infatti ripreso ANSA (scappato da MSN)
luglio 28th, 2010 at 6:15 pm
scusate refuso, manzoni non concede minimi garantiti
luglio 29th, 2010 at 7:58 am
@Carletto: quindi ti riferivi a Tiscali Adv, non tanto al portale. In realtà il ritorno in concessione di Ansa.it (già da qualche mese), è sì dovuto alla “delusione” di Ansa dal rapporto con Msn Adv, ma anche da altri motivi (diciamo di natura economica) che consigliavano, fortemente, un accordo con Tiscali….
luglio 29th, 2010 at 8:18 am
si, peraltro dopo che Ansa è andato in giro per il mondo del web lamentandosi di alcune cose di Tiscali in maniera poco educata diciamo
luglio 29th, 2010 at 2:06 pm
@Omonimo: il mondo è davvero piccolo vedo…. a meno che tu non fossi nella stessa stanza in cui, qualche mese fa, ero io e un paio di dirigenti Ansa
Comunque sì: la vera storia o, quanto meno, una delle principali motivazioni che hanno portato al rinnovo del contratto, ritengo sia quella.
Il bello è che ANSA veniva già da Tiscali Adv: comunque tra il “prima” ed il “dopo” di acqua sotto i ponti ne è passata (per tutti), quindi credo che ci fossro effettivamente le condizioni per un nuovo accordo.
E, in effetti, per esperienza diretta, la “nuova” Tiscali mi sembra una buona azienda.
agosto 5th, 2010 at 9:08 am
ho parlato proprio ieri sera con uno degli editori che ora stanno con Manzoni
loro hanno chiesto minimo garantito ma Manzoni non gliela concesso..
agosto 16th, 2010 at 10:06 pm
@Carletto: dov’è la novità?
Credo che il 99,9% degli editori, tenti di farsi riconoscere un minimo garantito dalla propria concessionaria che, puntualmente, lo nega.
(RI)Detto per inciso: trovo che il negare sistematicamente il minimo garantito che, tanto per essere chiari, non necessariamente dev’essere a 5 o 6 zeri, denoti un atteggiamento miope da parte delle concessionarie, che perseverano nel non velersi assumere il benchè minimo rischio imprenditoriale (quasi non fossero imprenditori come i loro editori), puntanto a dividere, al 50% o più, solo i ricavi, cioè la parte grassa.
In sostanza gli editori o, in generale, i proprietari di siti, hannod di fatto dei soci al 50% con i quali dividere i ricavi, ma che poi, simpaticamente, lasciano loro il 100% dei costi.
Della serie “i furbetti del quartierino…”.
agosto 18th, 2010 at 11:37 pm
@Gibbo: le concessionarie si accollano in toto le spese di gestione della rete commerciale però. Quindi, di fatto, è un 50 e 50, no? Nel senso: se tu prendi un tuo venditore, dovrai quasi sempre dargli degli anticipi provvigionali. Cosa che la concessionaria però non ti chiede. A me sembra un buon deal.
agosto 19th, 2010 at 9:36 am
@Gibbo:
si era parlato in qualche post che alcuni editori avessero un minimo garantito con Manzoni
ho fatto un paio di verifiche e ho postato il tutto
agosto 19th, 2010 at 11:59 am
@Carletto a me un editore lo ha confermato, ha il minimo garantito e cospicuo.
agosto 19th, 2010 at 5:41 pm
Se trovo una conce che mi offre minimo garantito cospicuo firmo subito!!!
@LaViv: se un venditore (in verità più di uno) mi torna da un mese di tentata vendita con 1000 euri altro che anticipo provvigioni, mi sa che serve la CIG!
agosto 19th, 2010 at 8:48 pm
@Luca: ovviamente senza fare il nome dell’editore, puoi almeno dare un’idea di quanto intendi per “cospicuo”?
agosto 20th, 2010 at 7:01 pm
Scene di vita vissuta: oggi uno dei miei clienti, ha avuto un problema con l’adserver e ci ha chiesto di fermare la campagna.
Ho mandato una mail a 5 concessionarie (io sono in ferie eh) e 2 editori: mi hanno risposto solo le concessionarie. Dagli editori nemmeno un out of Office con un contatto tecnico per le emergenze. Giusto per fare un esempio eh.
agosto 20th, 2010 at 10:24 pm
La Viv, ognuno ha l’editore (o la concessionaria) che si merita!!!!
Cmq a me email non ne sono arrivate…..
agosto 21st, 2010 at 1:07 pm
@LaViv: si vede che l’editore in questione non sono io… sempre presente!
agosto 21st, 2010 at 1:09 pm
@Snipers: hai ragione, ognuno ha ciò che si merita! Non sai che verità hai detto!
agosto 24th, 2010 at 5:02 pm
si batte la fiacca?? eh?? possibile che, pur tenendo conto che siamo ad agosto, non ci siano gossip, news, flirt, terremoti, tsunami, ecc?? suvvia…. fate i bravi….
agosto 24th, 2010 at 6:04 pm
Caro Gibbo, ad agosto gossip e flirt avvengono sulle rotonde, al mare!
Se tu sei “sempre” al lavoro ti possono solo arrivare richieste dagli sponsor che non sanno dove spendere…. rassegnati avrai il pettegolezzo quando si deciderà a tornare abbronzato dal mare
Per il resto mi sa che devi accontentarti della mia solidarietà!
agosto 25th, 2010 at 5:28 pm
Un pezzo grosso in SKY ADV è stato “spiaggiato”. Il gradino sotto Piscopo, giusto per non fare nomi dei falciati.
agosto 26th, 2010 at 3:24 pm
confermate le voci di fusione Dada/Banzai, ma la vera domanda è .. perchè si parla di fusione se è Banzai che si mangia Dada?
agosto 26th, 2010 at 4:26 pm
visto che anche ad agosto qualcosa succede…?
agosto 26th, 2010 at 4:45 pm
confermate… da chi? dove?
agosto 26th, 2010 at 10:03 pm
Banzai si mangia Dada? ma in che film?
agosto 27th, 2010 at 9:24 am
ovviamente mi riferivo solo alla concessionaria
agosto 27th, 2010 at 5:26 pm
davvero banzai si compra la concessionaria di dada ? in che termini l’accordo?
e simply?
mercoledi 1 sett c’è un aperitivo digital, chi ci va ?
agosto 29th, 2010 at 3:34 pm
quasi quasi vengo (ma aperitivo è aperto a tutti?)
agosto 29th, 2010 at 8:33 pm
Aperitivo aperto a tutti: Elettrauto Cadore Bar & Food
Via Cadore ang. Via Pinaroli, dalle 19.00
agosto 30th, 2010 at 3:34 pm
@Vega: sicuro sia aperto a tutti tutti…? Anche agli “scorretti e noiosamente vittimisti”??
ps: a giudicare da quanto sei ben informata, mi sorge il dubbio che tu conosca bene l’organizzatore dell’aperitivo….
agosto 30th, 2010 at 3:40 pm
@Gibbo: sono iscritta a Facebook al gruppo “loro sono del digital, gente strana” o qualcosa del genere. E quindi mi è arrivato l’invito.

Sì, penso non ci sia selezione all’ingresso: anche perché se facessero selezione, credo che l’aperitivo per un motivo o per l’altro andrebbe deserto.
agosto 30th, 2010 at 4:06 pm
credo che infatti non ci sia freebar… cioè nessuna concessionaria paga da bere a nessuno!
agosto 30th, 2010 at 4:07 pm
Anch’io credo sia una cosa senza sponsor. Almeno, da quello che ho visto su Facebook, ho capito così.
settembre 1st, 2010 at 11:12 am
stavolta pagano i clienti…
settembre 4th, 2010 at 9:40 pm
sapete niente di http://www.youniversalmedia.com ?
settembre 6th, 2010 at 3:37 pm
http://www.emilianocarlucci.com/
ex goadv!
settembre 6th, 2010 at 4:50 pm
ci va uno di GOADV
settembre 7th, 2010 at 9:42 am
anche Avitabile
settembre 7th, 2010 at 11:16 am
e che progetti hanno? arbitraggio alla goadv? sapete qualcosa? dobbiamo aspettarci un grosso player o un miniplayer?
per ora cercando con la partita iva ho trovato solo ennunci.it
interessati quindi al business dei classifieds?
settembre 7th, 2010 at 11:44 am
DATI (NON GOSSIP)
FATTURATI WEB ADV
La display cresce del 18,7 per cento
I dati dell’Osservatorio Fcp-Assointernet di gennaio – luglio 2010
Clicca qui per gli allegati
Sono stati diffusi i dati relativi ai fatturati accertati dall’Osservatorio Fcp-Assointernet per il periodo gennaio-luglio 2010 raffrontati al periodo gennaio-luglio 2009. I dati sono relativi esclusivamente alle due tipologie Display e Affiliate le quali registrano andamenti molto positivi rispettivamente del +18,7% per la display e del +10,7% per affiliate. Non è stato possibile accertare il dato relativo alla Search dal momento che Google non diffonde i propri dati. Carlo Poss, presidente di Fcp-Assointernet, ha commentato: «Anche a luglio si conferma per il terzo mese consecutivo una importante crescita nel comparto internet, che porta il dato cumulato da inizio anno a un +17,8% verso il 2009. Nel dettaglio, molto bene la display (all’interno della quale, ricordo, che vengono aggregati i dati di tabellare, video, mobile ed e-mail/newsletter) che a luglio segna un +46,6% verso luglio 2009 e positivo è anche il dato Affiliate, +10,7% dall’anno scorso
settembre 7th, 2010 at 12:27 pm
DADA: si prospetta delisting, o vendita o accorpamento (con buongiorno???)
http://borsaitaliana.it.reuters.com/article/businessNews/idITMIE68605320100907
settembre 7th, 2010 at 1:22 pm
@Luca, per “accorpamento” intendi fusione, magari dando vita ad una NewCo in cui conferire le rispettive attività oppure cessione vera e propria a Buongiorno?
settembre 8th, 2010 at 9:24 am
Segnalo questo post con la mappa dei centri media e dei clienti italiani. http://www.lucalani.com/blogging/advertising/mappa-centri-media-clienti-italiani
@gibbo: non so nulla oltre quanto segnalato nell’articolo.
settembre 8th, 2010 at 4:01 pm
Una domanda per voi: sul daily della sett scorsa, un cm interno di una casa automobilistica (forse Hyundai?) cercava un media manager…è per rinforzo o qualcuno lì dentro ha mollato (sembra che non ci fossero delle cime)…
settembre 8th, 2010 at 4:43 pm
@Luca: ma nell’articolo relativo a RCS e Dada non si parla di Buongiorno…sicuro di non sapere altro?
settembre 9th, 2010 at 8:55 am
@cippa – penso si tatti di Citroen e non di Hyundai. Sostituzione
settembre 9th, 2010 at 4:43 pm
@Cat chiedono inglese fluente…se fosse citro gradirebbero anche un po’ di fransè….:)
settembre 14th, 2010 at 5:02 pm
ciao luca e ciao a tutti,
scusate se approfitto dello spazio per chiedere un consiglio a voi che di concessionarie ve ne intedete vedo. gestisco un sito con 10.000 unici al giorno (analytics) e che accumula un sacco di email di utenti. ora ne abbiamo circa 1 milione.
non è un target moneymaker tipo finanza o viaggi… diciamo generalista (no adult, no gambling).
In questo momento abbiamo su adsense e basta e fatturiamo la bellezza di 1000/1200 euro al mese. Le mail non le usiamo, ma con la dovuta cautela, si potrebbe pensare di mandare delle newsletter.
Voi pensate che dandolo ad una concessionaria si potrebbe fatturare di più? Se si quale? TGADV? Adlink? Banzai?
Grazie mille davvero dell’aiuto!
settembre 14th, 2010 at 5:34 pm
per una corretta valutazione del DB Email a tua disposizione ho necessità delle seguenti
hai il consenso ad inviare email pubblicitarie(DEM)?
che info socio demo hai a disposizione (sesso/professione/città ecc ecc)?
qual è il profilo? ragazzini o adulti?
Grazie
Gianmarco
settembre 14th, 2010 at 5:41 pm
Ciao Gianmarco, mi riferivo di più agli spazi display che alle mail.
In ogni caso si nel disclaimer posso mandare DEM, però i miei utenti si fidano così tanto di noi che vorrei evitare o mandarne davvero poche.
Il profilo, è quello di Facebook. Nel senso che il 90% delle visite ci viene da li, gli utenti fanno share dei nostri link a tutto andare. E quindi davvero è vario.
Però davvero la mia domanda era sui meravigliosi spazi banner. Vorrei capire se le concessionarie me li monetizzano meglio che Google.
settembre 15th, 2010 at 9:53 am
per darti qualche indicazione dovrei conoscere almeno area tematica del sito
in ogni caso solitamente link di google adsense (ben piazzati) possono rendere bene
Nel caso in cui tu voglia scegliere una concessionaria prova a vedere i siti che gestisce
se il tuo è in linea può essere più facile intavolare una trattativa…
settembre 29th, 2010 at 8:22 am
TechCrunch Venduto ad AOL….x 25 mln di dollari
settembre 29th, 2010 at 8:36 am
a proposito di techcrunch ed aol, oggi ho visto una chart interessante su business insider che parametrava i valori delle acquisizioni dei grossi gruppi usa e microsoft nel 2010 è a 0
ottobre 1st, 2010 at 8:34 am
Emiliano Carlucci COO di GoAdv lascia…
http://www.emilianocarlucci.com/bye-bye-goadv
ottobre 2nd, 2010 at 9:57 am
Daniele Sesini (ex Manzoni div interne>) passa a Lettera 43 il progetto editoriale on line di Matteo Arpe
ottobre 2nd, 2010 at 10:02 am
qui alcune info interessanti
http://www.affaritaliani.it/mediatech/lettera43290910.html
ottobre 2nd, 2010 at 12:14 pm
Quali sono gli obiettivi in termini di impression?
“Per soddisfare gli impegni che stiamo prendendo con gli investitori pubblicitari che sponsorizzano il lancio dovremo essere in grado di raggiungere almeno otto milioni di milioni di pagine al mese, sin dal primo mese.
Solo 8 milioni di pagine come traguardo il primo mese? Ma perchè non 80????
Auguri!!
ottobre 2nd, 2010 at 1:55 pm
Daniele Sesini dixit: “…Avete affidato la raccolta pubblicitaria dal 1° gennaio 2011 alla Manzoni, dalla quale lei proviene…
“In realtà il contratto (in esclusiva) con Manzoni non è ancora stato firmato, ma lo faremo nei prossimi giorni. E sono molto soddisfatto: a mio parere – e non lo dico perché vi ho lavorato fino a poco tempo fa – si tratta oggi della miglior concessionaria sul digitale…”.
Viva la modestia, via l’obiettività ma,soprattutto…parliamone!
ottobre 2nd, 2010 at 1:57 pm
domanda: ma a questo punto chi ha preso il posto di Sesini, come responsabile internet, in Manzoni?
ottobre 2nd, 2010 at 2:01 pm
sarà curioso vedere come Manzoni gestirà la vendita di due siti allnews, come Repubblica.it e Lettera43: soprattutto come saprà, quando necessario, essere superpartes e dimenticarsi che uno è suo figlio, l’altro è un trovatello!
ottobre 2nd, 2010 at 2:04 pm
Furgione resta Internet
Sesini era stampa e Internet al suo posto Sanfilippo da anni in azienda
Binaghi in realtà deus ex machina
ottobre 2nd, 2010 at 3:29 pm
sarà gestito come i siti Kataweb et simili..
ottobre 2nd, 2010 at 8:45 pm
Lettera43 altro tentativo di fare il botto su Internet. Secondo me le “follie” pagate per Virgilio, vitaminic e simili non si ripeteranno più. Vivere di pubblicità su Internet oggi e difficile. E lo dimostrano siti cime libero e Virgilio che fanno fatica a fare budget. Tanto di più che in Italia la popolazione Internet e ancora troppo ridotta. Sono i iniziative degne di nota e coraggiose. Ma un personaggio come Matteo arpe che ha avuto a che fare direttamente cin squali tipo geronzi, vuole un ritorno dell’investimento elevato. Mi permetto di dire che 3 milioni di euro non sono molti per mantenere una redazione di giornalisti professionisti di 20 persone. Spero che gli vada bene, Ma questi tentativi coraggiosi su Internet in Italia, hanno dimostrato di non avere grande successo.
ottobre 3rd, 2010 at 3:58 pm
@Paolo: secondo me manzoni gli ha dato un Minimo garantito dato che nell’intervista si parla di obbiettivo minimo di 8 milioni di pagine al mese da gennaio (primo mese di concessione). Se era free non c’era l’obbiettivo di impression per l’editore. L’obbiettivo è bello ambizioso a 3 mesi di vita, vuol dire 100.000 visite al giorno, non so se sanno di cosa parlano. Certo ci puoi arrivare anche comprando il traffico a botte di 150-200k al mese….ma bruci un monte di soldi perchè gran parte del traffico non fidelizza. Cmq, in bocca al lupo!
ottobre 3rd, 2010 at 6:09 pm
spenderanno un po’ di soldini in seo e affiliazione (lo dice Sesini) e forse in sem (lo dico io, lo fanno quasi tutti i principali portatli)
poi qualche fotogallery e si incrocia le dita…
in ogni caso i migliori in bocca al lupo a nuovi editori internet!
ottobre 4th, 2010 at 8:54 am
8 milioni di pagine sin dal PRIMO mese…
uhm…
devono acquistare almeno almeno 5 milioni di click, il resto sono pagine autogenerate dai 30 dipendenti+quelli che arrivano per via del battage pubblicitario.
e devono incrociare le dita.
un giorno qualcuno mi spiegherà la necessità di partire con tutto e subito? boh.
ottobre 4th, 2010 at 9:11 am
@Luca: credo che il succo del discorso sia racchiuso nella tua frase “…non so se sanno di cosa parlano.”. probabilmente no, ma non mi stupisco data la nota “arroganza”, intesa come supponenza, di almeno qualcuno degli attori (cioè quelli che conosco io) di questa vicenda.
Vediamo se sarà un bagno di sangue (con inevitabile bagno di umiltà da parte di qualche soggetto) o un bagno di folla di entusiasti utenti.
ottobre 4th, 2010 at 10:27 am
@ gibbo, per adesso piu che un bagno di sangue è un bagno negli euro. 3,5 milioni sono un bel pò di soldi, che gli permette di vivere tranquilli per 2 anni.
ottobre 4th, 2010 at 10:33 am
@ Tekkaman: “il resto sono pagine autogenerate dai 30 dipendenti”.
Cavoli! Anni fa mi son trovato dentro una riunione di redazione di un noto quotidiano on line. E il direttore diceva ai redattori di ricordarsi di fare una mezz’ora di quello che mi è parso “cliccaggio” o un termine che non ricordo. Mi è sempre rimasto il dubbio di cosa fosse….
ottobre 4th, 2010 at 10:41 am
@giuseppe no no, non fraintendermi. ma 30 persone che scrivono ti generano agilmente un 600mila pagine viste al mese. Scrivono, leggono cosa hanno scritto gli altri, seguono lo spostamento dell’articolo nelle sezioni, insomma sono i primi a generarti traffico.
vabbè, uno può anche cliccare in massa ma tanto gli adserver moderni ti contano i click per ip. ergo se un direttore ha davvero detto questo ha sicuramente commesso un errore ed una leggerezza
ottobre 4th, 2010 at 10:51 am
@Tekkaman: questo episodio risale a molti anni fa. Posso comunque aver capito male!
Comunque interessante che un fondo come quello di Arpe entri in una iniziativa di un giornale online. Anche se credo che più che dal sacro fuoco del business on line sia guidato dalla voglia di dare qualche stoccata mediatica a Geronzi e dintorni!
ottobre 4th, 2010 at 10:59 am
@giuseppe, quello è palese. Acquistare un quotidiano vorrebbe dire acquistarsi, nel migliore dei casi, debiti a gogo, quotidiani ad alto traffico su internet sono emanazioni captive di editori cartacei. Lanciare un quotidiano exnovo senza avere una customer base aggregata intorno ad una comunità d’interesse (tipo ilfattoquotidiano che costruita sull’antiberlusconismo), quello sarebbe stato un VERO bagno di sangue.
La verità è che non avevano alternative, e tre milioni di euro rappresentano comunque un cippino che il buon Arpe e tutti gli altri, mettono di buon cuore per arrivare ad avere un loro house organ.
ottobre 4th, 2010 at 11:01 am
@Tekkaman: in realtà 30 o 300 redattori possono anche non generare nemmeno una pagina, dato che probabilmente lavorano su un CMS che gli fornisce rutto ciò di cui parli (preview dell’impaginazione finale del pezzo, ecc) senza la necessità di un vero e proprio accesso al loro sito
ottobre 4th, 2010 at 11:11 am
@gibbo, certo, ma sicuramente avranno ALMENO il sito aperto in background. un cms comunque ti mostra anche la visualizzazione online.
ecco, sarebbe interessante sapere se useranno un drupal, un wordpress o se si svilupperanno tutto inhouse.
ottobre 4th, 2010 at 11:42 am
@Tekkaman: perdonami se insisto, ma ad esempio, nel nostro caso, il lavoro dei redattori si svolge al 99,9% sul CMS e non c’è nessun accesso, nemmeno in background, al sito: quinzi ZERU pagine
(ps: noi usiamo un CMS inhouse)
ottobre 4th, 2010 at 11:45 am
oi Gì, ma tu hai biosgno di fare 8 milioni di pv in tempo zero sin dal primo giorno?
mi sembra si confrontino esigenze differenti
ottobre 4th, 2010 at 11:55 am
Tek, no, infatti: semplicemente commentavo il tuo calcolo di 600k pv generate, in 30 giorni, anche solo dai 30 redattori dato che, per l’appunto, non sempre ciò accade
ottobre 4th, 2010 at 2:49 pm
Se uno vuole fare PV e UV forzate ci sono molti mezzi tecnologici strausati: poi però se si guardano bounce rate e durata media della navgazione ci si accorge della qualità.
In ogni caso personalmente apprezzo ogni nuovo tentativo perchè vuol dire che il mezzo fa ogni volta un piccolo passettino in avanti.
E poi i giornali cartacei tempo 10 anni chiuderanno…o almeno così i guru tanto osannati dicono in giro.
ottobre 4th, 2010 at 5:59 pm
sempreio…raccontaci di questi mezzi tecnologici…ci interessano
ottobre 4th, 2010 at 9:40 pm
ci provo io (a raccontare questi mezzi tecnologici)
campagne pay per click su circuti di affiliazione
cookie dropping
landing page che si aprono appena esci da un sito (EXIT Traffic)
e mi fermo qui
ottobre 4th, 2010 at 9:46 pm
Ne so poco ma… Le butto lì come mi vengono.
Chi dice che dietro non ci sia comunque l’Ing. Data la compagine societaria?
Chi dice che la scelta di Manzoni non sia dettata, tra le altre, anche da questo?
E che quindi i link fioccheranno? Chi dice che non sia un modo per attaccare proprio il Corsera dato che Repubblica ha ormai l’impronta di sinistra e non può lavorare in ambiti editoriali più neutri?
Chi dice che 8 mio pagine siano tante? Fare pagine su un quotidiano “aperto” con rimandi a tweet e rss vari + gallery di vario tipo e genere (video,tv, e donne…) con freq d’accesso mensili che si possono supporre fin dall’inizio pari almeno a 5 visite… Porta a ben meno dei 100.000 u.u. / giorno!!
Chi dice che i 3 mio servano a “pagare”? I 3 mio euro servono a coprire i flussi di cassa negativi… Ergo se tanto mi dà tanto stanno sereni per almeno 3 anni poi si vedrà. Con ricavi crescenti potrebbero andare a Break Even proprio a 3 anni con flussi tra i 12 e i 15 mio euro complessivi. E se c’è bisogno nel frattempo vuoi che non coprano?
I giochi di palazzo e di potere passano anche attraverso QUEI salotti, non dimentichiamolo…
ottobre 5th, 2010 at 8:50 am
@Carletto & Tek: in realtà credo che Sempreio si riferisse ai clickagent e/o ai pvg, acronimo di page view generator…
Si tratta di mezzi arcinoti ed anche abbastanza datati, ma credo ormai poco utilizzati, non per scrupoli etici (capirai!), ma perchè appesantiti da pochi ma incisivi limiti tecnici e, quindi, ormai sorpassati da altri trucchetti più sofisticati, abbastanza diffusi anche nel nostro beneamato Paese
ottobre 5th, 2010 at 9:16 am
Un Up a Carletto e Gibbo.
Se guardate la classifiche di adplanner, audiweb ed etc notate dei nomi che non possono assolutamente trovarsi in quei posti. (mi pare ci sia anche una poker room ad esempio).
Personalmente infatti per compilare la mia personale classifica cerco di fare un mix di dati qualitativi oltre che quantitativi.
Scusate per la divagazione off topic.
ottobre 5th, 2010 at 9:38 am
@Sempreio: vogliamo parlare davvero di Audiweb?? Davvero davvero davvero???? Vogliamo anche parlare di dati non comparabili tra loro, siti misurati solo con il panel (il cui margine di errore, per i siti minori è arcinoto oltre che arci e basta!), assimiliati a siti misurati con censius + panel?? Vogliamo parlare della curiosa presenza, fino alla penultima rilevazione, di un notissimo brand americano, che aveva chiuso il sito italiano da almeno 13 mesi, a cui venivano dati ancora decine di migliaia di unici al giorno???? No…. meglio non parlarne, sennò davvero ci scappa il morto!!!
ottobre 5th, 2010 at 10:48 am
@Gibbo: con me sfondi una porta aperta. Io voglio credere in audiweb perchè il Web in quanto misurabile deve poter avere uno strumento di rilevazione esatto ed indipendente.
Purtroppo fino a quando gli editori non collaboreranno avremo sempre siti (o sezioni di essi) di nicchia che saranno visti a 0, oppure a 1000.
ottobre 5th, 2010 at 11:12 am
Che ne pensate di questo? http://www.kawakumi.com/2010/10/05/i-russi-comprano-wind-ma-non-libero-quali-scenari/
ottobre 5th, 2010 at 11:47 am
@Sempre io
immagino che ci siano strumenti automatici ma spero che i grandi non ne facciano uso…(ingenuo) e mi sono limitati a quelli *legali* o quasi
ottobre 5th, 2010 at 12:54 pm
@ Tekkaman , Gibbo, sempreio…
A me sembra un po’ strano che 30 redattori ti possano generare 600’000 impressions al mese…fanno 660 impressions al giorno, più di 1 pagina vista al minuto! A quel punto il loro lavoro non è scrivere ma fare impressions.
E comunque servirebbe solo a fare numero gonfiati perchè nessuna campagna a CPM è settata per comparire 600 volte al giorno allo stesso IP o sbaglio?
@ kawakumi
Interessante il destino di Libero.it: l’ipotesi SKY o Mediaset è plausibile, userebbero il portale per vendere abbonamenti esattamente come fa ora Wind per vendere i suoi servizi ADSL/mobile.
ottobre 5th, 2010 at 4:02 pm
@kawakumi: credo che, rispetto alla news da te segnalata, l’ipotesi più plausibile, PER ORA, sia la 1, perchè mi sembra la più plausibile
ottobre 7th, 2010 at 8:28 am
ehm gibbo, è lievemente tautologico il tuo intervento
ottobre 7th, 2010 at 12:20 pm
@Omonimo: hai ragione
mentre scrivevo mi hanno interrotto e così ho postato senza terminare la frase!!!
Volevo dire che, per quel che conosco Libero e per le voci di corridoio che ho captato, credo che lì dentro in molti ritengano che, essendo una delle BU con il maggior reddito della galassia WIND, difficilmente sarà ceduta, almeno per ora.
ottobre 7th, 2010 at 12:20 pm
tenuto conto dei milioni di euro che SKY spende on line ci può stare che comprino un portale..
d’altrone skylife non lo vede nessuno…e infatti ci vendono adv a cpc..
ottobre 7th, 2010 at 4:24 pm
D’accordo con Gibbo…anzi: io dico che addirittura con l’incredibile cash flow che investirà il boss di Libero ci potrebbero essere dei risvolti più che interessanti la vedo davvero difficile che venga ceduto a uno dei player da voi indicati sopra)
ottobre 7th, 2010 at 4:54 pm
@Adriano Cotella: Libero vende (e anche bene) ADV… non mi risulta che Wind abbia venduto molti abbonamenti grazie al portale
ottobre 7th, 2010 at 5:18 pm
@ kawakumi: mah, sarà perchè non ci vado quasi mai ma le poche volte che lo visito noto solo la pubblicità di Wind/Infostrada!
Comunque era interessante il discorso su Audiweb: qualcuno può approfondire oppure è tabù?
ottobre 8th, 2010 at 8:27 am
Possiamo approfondire…ma rimane comunque sempre un tabù!
ottobre 8th, 2010 at 10:14 am
Qualche elemento in più sul progetto del giornale finanziario on line Lettera 43:
http://www.dagospia.com/rubrica-2/media_e_tv/articolo-19218.htm
Interessanti i contatti avuti con Banzai. Sicuramente c’è molto interesse su un quotidiano economico on line.
ottobre 8th, 2010 at 8:01 pm
ma non è una contraddizione la dichiarazione in cui raccontano che hanno raccolto 300k di adv e la firma con concessionaria?
Manzoni permette che loro vendano direttamente a clienti (big)
Binaghi che dice?
ottobre 8th, 2010 at 9:56 pm
Non sarebbero i primi, in ambito finanza, a tenersi la raccolta in casa della parte di settore (quella più remunerativa) e dare in concessione solo l’extrasettore.
ottobre 9th, 2010 at 4:52 pm
@Vega e Carletto: in realtà mi risulta che non succeda solo nell’area finanza, ad esempio anche noi, che ci occupiamo di tutt’altro, possiamo raccogliere direttamente adv in due determinati e, per noi, molto interessanti settori, pur avendo un contratto di esclusiva con una concessionaria.
ottobre 13th, 2010 at 2:44 pm
GoAdv has evolved.
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OUR NEW NAME POPULIS: Reflecting the company’s activities and ethos, the new name pulls together the brand’s core values of a multinational, innovative and entrepreneurial community and hints towards the human side of the web, where quality content production at scale is possible through our multicultural environment.
THE RATIONAL: Thanks to our growth and innovation in the online content space we arrived at a point where our name and brand no longer mirrored our core activities or vision. We are a dynamic and evolving organisation constantly adapting to market conditions and at the forefront of a fast paced digital sector.
With a talented, international team of writers, producers, marketers and management we needed a brand that presented our company in simple yet effective way. We are delighted to announce our rebrand to Populis today.
Please visit our website to find out more about our new look http://www.populis.com
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ottobre 13th, 2010 at 2:58 pm
Goadv diventa Populis
http://www.onlineblog.it/2010/10/13/addio-goadv-arriva-populis/
nel comunicato continuano a parlare di blog, scrittori, autori ma dimenticano l’arbitraggio
anzi no lo citano ma lo chiamano “Guide”
ottobre 14th, 2010 at 4:14 pm
AOL vuole comprare Yahoo!
bufala? o reale possibilità secondo voi?
http://www.repubblica.it/economia/2010/10/14/news/aol_yahoo-8052101/?ref=HREC1-5
ottobre 15th, 2010 at 12:51 pm
@Gibbo
letto, solo che capitalizzano il 5% di quel che vale oggi Yahoo… se lo fanno devono indebitarsi in modo improprio.. mi pare “un’americanata”, e quindi sì, possibile, per niente una bufala.
MF
ottobre 15th, 2010 at 3:48 pm
Veramente quella di acquistare aziende molto più grandi per poi scaricare il debito sull’azienda acquisita (soffocandola) è la tipica operazione “all’italiana”…devo fare degli esempi?
ottobre 17th, 2010 at 8:59 pm
Ecco Populis :
http://cerca.blogosfere.it/viaggi+antigua.html?q=viaggi+antigua&source=google&cst=fc&csc=5706269178&csk=vacanza%20antigua&gclid=COOy2ODX2qQCFdUx3wodWkn9Lg
grande operazione di mktg
ottobre 18th, 2010 at 5:44 pm
Rosemary dimissionaria.
Romina in Universal McCann.
ottobre 18th, 2010 at 5:50 pm
@ Gola Profonda
Quella di Rosemary è già storia vecchia

Romina chi?
ottobre 18th, 2010 at 5:50 pm
Anche quella di Romina è storia vecchia. L’ha scritto lei nei commenti del thread su CM e Clienti.
ottobre 19th, 2010 at 1:23 pm
circa la vendita di libero, le voci lo valutano €100M
e tra i compratori dicono sia interessato anche banzai
ottobre 19th, 2010 at 4:22 pm
Beh, come valutazione ci sta: dal bilancio di Wind, Libero nel 2009 ha fatto €27M di fatturato, €20M di EBITDA e €13M di utile netto.
Quindi i multipli sarebbero 3,7 volte il fatturato, 5 volte l’EBITDA e quasi 8 volte l’utile netto.
Perplesso su Banzai: hanno questa potenza di fuoco?
ottobre 19th, 2010 at 5:20 pm
sì, ma il vero valore di Libero è che per ogni 10 euro fatturati, 5 sono di utile! Ed è una cosa più unica che rara! quindi, secondo me, 100M sono una valutazione minima, probabilmente molto migliorabile. Condivido, comunque, le perplessità sull’ipotesi che sia Banzai ad acquistare, soprattutto se, come immagino,alla fine il prezzo di vendita sarà ancora più alto (sempre ammesso che debba per forza essere venduto e, sinceramente, se io avessi un’aziendina con questa capacità di produrre guadagni, non so se sarei ansioso di venderla)
ottobre 20th, 2010 at 10:21 am
magari compra a debito (facendosi prestare soldi da banche e affini)
ottobre 20th, 2010 at 2:22 pm
@carletto
potrebbe anche essere e sarebbe un leveraged buyout. per far funzionare queste operazioni c’è bisogno di un cashflow molto sostanzioso che garantisca il pagamento delle “rate” del debito. non so se banzai abbia un cashflow così rilevante. però, tutto può essere
ottobre 20th, 2010 at 3:00 pm
@meriann: con quell’utile, il debito si autofinanzia. Quello che non capisco, però, è perchè diate tutti per scontato che Libero venga ceduto, almeno adesso.
ottobre 22nd, 2010 at 11:59 am
Da un lato la Olivetti Lettera 22, mitica macchina per scrivere simbolo del giornalismo tradizionale, dall’altro la profezia del sociologo dei media Philip Meyer che indica nel 2043 l’anno in cui uscirà l’ultima copia cartacea del New York Times. Al centro, a metà tra passato e futuro, nel pieno della fase di transizione dalla carta stampata all’informazione digitale, si colloca il nuovo quotidiano online Lettera43.it diretto da Paolo Madron. Attivo sul web già da una settimana, il sito di news è stato presentato ufficialmente ieri presso il Circolo della Stampa di Milano in una sala Montanelli decisamente affollata. Il progetto, in effetti, è ambizioso e attira la curiosità del mercato anche per la consistenza dei nomi in gioco. Lettera43.it, edito dalla società News 3.0 presieduta da Vladimiro Giacché, può contare su una dote finanziaria di tutto rispetto per una start up internettiana: 5 milioni di euro, sufficienti a garantire una totale autonomia per oltre 3 anni. Di questa somma, un milione di euro è stato versato dai quattro soci fondatori che detengono anche il controllo della società: i giornalisti Paolo Madron e Tita Prestini, gli ex ‘manzoniani’ Leonardo Barbieri e Daniele Sesini, che è anche amministratore delegato di News 3.0. I restanti 4 milioni provengono in larga maggioranza dal gruppo finanziario Sator di Matteo Arpe, a cui si è unito un nutrito gruppo di uomini illustri che ha versato – procapite – una cifra compresa tra i 100 mila e i 300 mila euro: in totale si tratta di otto soci finanziatori, dall’ex amministratore delegato della Fiat Paolo Cantarella ad Angelo Maria Moratti (figlio di Massimo e vicepresidente dell’Inter), fino alla Banca Popolare di Vicenza.
Ispirato graficamente al Daily Beast di Tina Brown, Lettera43.it importa in Italia un modello di informazione online che sta avendo molto successo negli Stati Uniti e in Francia. “Il modello di business – sottolinea il direttore Madron – è basato su ricavi provenienti esclusivamente dalla pubblicità: non crediamo nell’Internet a pagamento. Dal terzo anno in poi, il piano industriale prevede anche ricavi ‘premium’ derivanti dalla fornitura di contenuti a soggetti terzi, come portali di informazione o operatori di telefonia mobile”. La redazione giovane (età media 28 anni) cercherà di confezionare un quotidiano con l’approfondimento di un settimanale, raccontando “l’alto come se fosse basso e il basso come se fosse alto”, spiega Madron. La raccolta pubblicitaria sarà affidata, dall’1 gennaio 2011, alla concessionaria Manzoni guidata dall’amministratore delegato Fabio Vaccarono. L’obiettivo di ricavi da advertising per il primo anno è di 500 mila euro. Il break even è previsto entro la fine del quarto anno. “Ospiteremo spazi pubblicitari in linea con gli standard Iab – precisa l’ad Daniele Sesini – omogenei con i prodotti venduti dalla concessionaria Manzoni. Inoltre, da gennaio, i bacini di Repubblica.it e Lettera43.it saranno fusi”. Intanto i dati dei primi tre mesi, come aggiunge Arpe, “sono superiori alle previsioni”: a oggi, infatti, il sito ha già raccolto il favore di una quindicina di inserzionisti tra cui Vodafone, Enel, Lancia, Lottomatica, Moto Guzzi ed Eni. Buoni anche i dati di traffico: “Dopo 48 ore avevamo già raggiunto i 20 mila utenti unici – continua Sesini – mentre negli ultimi giorni gli utenti unici sono stati più di 100mila con circa 700 mila pagine visitate. L’obiettivo per il 2011 è di non scendere sotto i 10 milioni di pagine viste al mese e di raggiungere i 500/600 mila utenti unici”. Al momento è prevista una campagna di comunicazione pianificata sul web. Lo sviluppo del sito è firmato dalla web agency BBJ, mentre nelle prossime settimane sarà disponibile gratuitamente un’applicazione per fruire dei contenuti di Lettera43 anche su iPhone e iPad.
Claudia Cassino
ottobre 22nd, 2010 at 1:34 pm
Madron dixit: “…Dal terzo anno in poi, il piano industriale prevede anche ricavi ‘premium’ derivanti dalla fornitura di contenuti a soggetti terzi…”. Con tutto il dovuto rispetto e, ovviamente, ad una prima e rapida occhiata, i contenuti non mi sembrano così interessanti ed esclusivi da poter avere un reale valore sul mercato, anzi trovo il sito, sinceramente, abbastanza poco stimolante, nel senso che non vedo un reale motivo per tornarci dopo la prima volta. Naturalmente è solo una mia modestissima opinione
ottobre 22nd, 2010 at 4:54 pm
Dai Gibbo..hanno 3 anni di tempo..non censurarli nelle prime 2 settimane

ottobre 25th, 2010 at 12:40 pm
HO SENTITO CHE BANZAI STA PER COMPRARE MEDIAMOND, VIRGILIO, RCS, GRUPPO ESPRESSO E FORSE ANCHE GOOGLE!
ottobre 25th, 2010 at 2:26 pm
scusate ma qualcuno vuole spiegarmi la strategia che si nasconde dietro al fatto che società come Wind o chichcessia, ceda la proprietà del proprio portale, soprattutto con quegli utili (sempre che abbiano fatto bene i conti ovviamente
? giustificherei meglio un’operazione simile su virgilio..
mi sono perso qualcosa?
sulla questione leva sì, leva no, se i numeri a bilancio sono “veri”, i soldi si trovano per fare tutto (o quasi).
ottobre 25th, 2010 at 3:52 pm
@Label ma difatti l’idea che possano vendere libero (e a quel prezzo) è tutta una fantasia.
ottobre 25th, 2010 at 4:25 pm
ok, allora mi sono perso proprio tutto il pezzo
com’è noioso questo mercato, non succede mai niente…
ottobre 25th, 2010 at 9:23 pm
ci vediamo tutti allo IAB?^
ottobre 26th, 2010 at 8:46 am
a proposito di Libero…. (evidentemente 20 milioni di utile non bastano, ne vogliono 21)
http://www.ilgiornale.it/economia/wind_caccia_suoi_giornalisti_e_chiude_testata_liberoit/26-10-2010/articolo-id=482622-page=0-comments=1
ottobre 26th, 2010 at 10:01 am
UCS.. i lettori creeranno i contenuti…(a 5 euro al pezzo)
ottobre 26th, 2010 at 10:48 am
Group-buying service Groupon and online auction house eBay just agreed to a business relationship that will place Groupon’s regional daily deals on the pages that eBay users visit. The site will determine each user’s location and show the deals available in his or her area.
ottobre 26th, 2010 at 11:10 am
@Luca: semplicemente credo che la proprietà miri a virare sul modello di MSN, con contenuti presi da fornitori esterni e senza più redattori interni. Industrialmente non fa una piega, magari sindacalmente capisco che possa creare malumori, ma è difficile trovare difetti in questa scelta (ammesso che poi si concretizzi)
ottobre 26th, 2010 at 11:32 am
segnalo anche questa, rivoluzionaria, lettera di FDB che, a mio parere, è piena di verità che, prima o poi, qualcuno doveva pur avere il coraggio di dire http://www.corriere.it/economia/10_settembre_30/lettera-de-bortoli_2d41fc98-ccd0-11df-b9cd-00144f02aabe.shtml
ottobre 26th, 2010 at 1:09 pm
@Carletto: se devono pagarli 5 euro al pezzo, gli conviene molto di più continuare a comprarli da chi glieli sta già vendendo (con tutt’altra qualità)…. a molto meno!
ottobre 26th, 2010 at 8:56 pm
Ma sul Daily di qualche giorno fa ho visto che si parlava di valutazioni su DADA…è vero?
ottobre 28th, 2010 at 5:52 am
Bella idea questo thread
ottobre 29th, 2010 at 5:39 pm
Biglietto.it e 35mm.it siano usciti da una piccola concessionaria romana attiva nel mondo del cinema.
Quella stessa concessionaria sta però stringendo accordi con una concessionaria più grande (finché non conclude niente nomi) portando come dote circa 70 mln di impression mese
novembre 2nd, 2010 at 3:02 pm
@ Carletto commento 623
Io ci sono allo IAB e mi farebbe piacere conoscere le persone che bazzicano questo blog, soprattutto gli editori.
Conosco già Luca Lani e sicuramente passerò a trovarlo ma mi piacerebbe conoscere anche Gibbo, Carletto & co.
Mi pare che tengano al loro anonimato quindi possiamo fissare come parola d’ordine per il riconoscimento “le fragole sono mature”…eheh!
novembre 2nd, 2010 at 4:12 pm
@LUCA
ciao Luca, ma tu ci sarai allo Iab? in che stand nel caso?
ciao,
MF
novembre 2nd, 2010 at 7:17 pm
Ciao, io sarò a Iab il 3 pomeriggio ed il 4 mattina. non ho uno stand di riferimento, credo che sarò a quello di banzai. Se qualcuno vuole prendere un caffè io ci sono..
novembre 3rd, 2010 at 6:27 am
dovrei essere allo Iab oggi pomeriggio..ci vediamo da Luca
novembre 3rd, 2010 at 2:27 pm
farebbe piacere anche a me conoscervi, ma sono troppo alergico allo IAB ed al suo autoreferenzialismo, che anche quest’anno il dottore mi ha vietato di venirci per evitare eruzioni cutanee!!
novembre 4th, 2010 at 1:32 am
Cris Nulli lascia Finelco x tornare in MTV!
novembre 4th, 2010 at 10:00 am
@Luca io passo oggi ma temo sia troppo tardi, cmq passo e vedo.
No..ma come ??
Luca Colombo in Facebook
novembre 4th, 2010 at 10:35 am
Sito SKY in concessione a WEBSYSTEM
quindi Ebay torna libero
novembre 4th, 2010 at 8:05 pm
Be’ che dire i re dello iab anche quest’anno Son stati quelli di triboo e Leonardo:
Stand più grosso
Mangiare migliore
Gnocca
Professionalità
E come gadget il libro di Carlucci da 23 euro a copia !!
novembre 4th, 2010 at 9:28 pm
Luca, sono venuto allo IAB dal mare per farmi offrire il caffè, ma non ti ho incrociato!
Cmq sappi che il caffè l’ho preso comunque facendo il tuo nome al ragazzo dello stand Banzai che, incorruttibile, voleva il “cerchietto rosso” per darmi un caffè; almeno finchè non ho pronunciato il nome “Lani” e a quel punto le hostess sull’attenti mi hanno anche dato lo zucchero….
Alla prossima, ciao
L.
novembre 5th, 2010 at 11:57 am
io ho visto Luca allo stand IAB..Vero Luca..
novembre 5th, 2010 at 1:55 pm
@Carletto: scusa ma quindi eBay, che ora non ha più nessuna forza vendita qui, come monetizzerà?
sono in gara per una nuova concessionaria ?
ciao,
MF
novembre 5th, 2010 at 9:12 pm
@ marco f: ebay da tempo sta facendo consultazioni per trovare una nuova concessionaria, ma fatica a trovarla
novembre 6th, 2010 at 2:08 pm
grazie mille Clara; mi ero completamente perso questa cosa!
speriamo di avere aggiornamenti presto allora
novembre 7th, 2010 at 1:56 pm
non credo che Ebay possa far fatica a trovare una nuova concessionaria..a meno che chiedano dei super minimi garantiti..
novembre 7th, 2010 at 3:17 pm
@Carletto: e perchè mai EBay non dovrebbe, giustamente, chiderli? Alla fine si torna sempre al solito, vecchio e caro discorso: se le concessionarie non si metteranno in testa che il “minimo garantito” non è una brutta malattia, ma una delle migliori opportunità per dimostrare – editore e concessionaria – ognuno il proprio valore e la propria professionalità, resteremo immersi fino al collo, tutti quanti, in un paludoso e maleodorante scenario in cui nessuno fa mai una mossa coraggiosa, controcorrente e in grado, finalmente, di dare impulso ad un mercato che, aldilà dei soliti, bellissimi ed esilarnti comunicati ufficiali dello IAB, nella realtà raccontata, riservatmente, da chi la vive ogni giorno (cioè, più o meno noi tutti), resta povero povero e non accontenta nessuno…
novembre 7th, 2010 at 3:51 pm
Caro Gibbo,
sei il solito editore presuntuoso: ma che vuoi dal sistema CM/conce? Il minimo garantito?!!? E che è? Un sistema per fregare chi lavora per te macinando chilometri per presentare il tuo prodotto in ogni angolo del paese?
Ma scusa, se l’invenduto lo dai ad un qualsiasi network (Adsense e vari altri emergenti?) che ti garantisce in media 1 euro a CPM, perchè le concessionarie dovrebbero rischiare di garantirtelo? Così non ti potrebbero più usare per mettere il LORO invenduto per raggiungere i LORO obiettivi. O sarebbero costrette a fare i commerciali “veri” per te.
Lascia stare, tu vedi corto mentre il sistema che hanno messo in piedi punta a durare a lungo: massima resa e minima spesa.

Quando imparerai che non conta il contenuto che generi ma i profitti? Sei incorreggibile!
novembre 8th, 2010 at 9:29 am
@Snipers
a me 1 euro cpm con adsense&co pare un po’ tantino…
novembre 8th, 2010 at 9:41 am
@snipers, poche idee e confuse, riprova.
novembre 8th, 2010 at 1:36 pm
@Marco F
A me pare un risultato possibile se si cerca di “ottimizzare” i vari network presenti oggi sul mercato. Dirò di più: perchè non lo propongono le conce stesse come servizio aggiuntivo?
@Tekkaman
Vedi Tekkaman, io le idee ce le ho confuse, e forse anche poche, ma tu non appari molto convincente con la tua posizione al di sopra degli altri: forse mi è sfuggito qualcosa di eclatante avvenuto nel mondo di cui si parla, ma a me pare che le maggiori novità stiano arrivando dai vari network che si stanno specializzando per emulare sempre di più alcune caratteristiche delle concessionarie.
E’ vero che il mercato dei big spenders è in mano ai CM ed alle Conce, ma la mia critica è proprio indirizzata a quello che a me appare un grande immobilismo di questo settore: tu che sei così pieno di idee potresti illustrarci quali sono gli investimenti in R&D che fanno le concessionarie?
E quali nuovi risultati hanno portato in termini di nuova utenza raggiunta?
Io continuo ad avere l’impressione che il tutto si basi su posizioni acquisite e su rapporti “commercial-politici”
in essere, beninteso tutti leciti e frutto di lavoro, ma quello che non riesco a intravedere dalla mia bassa posizione è la pregettualità su nuove strade da percorrere.
Rimangono sempre i soliti 4 o 5 settori che tirano (automitive, donna, ecc.) e dove si scannano tutti, mentre tutto il resto non si sa che farne nè come raggiungerlo.
I network stanno provando molte strategie per raggiungere i piccoli investitori. E se un giorno creano la strada giusta per arrivare ai big spenders, come evolverà la situazione?
Io mi aspetterei dalle conce che vogliono vivere a lungo una strategia diversificata, delle piccole sfide da affiancare al loro business principale. Ma faccio fatica a vedere qualcosa di realmente nuovo.
Insomma se si preferisce si può dire che va tutto bene, ma io ritengo che se domani il modello grande distribuzione degli Ad Network prenderà il sopravvento schiacciando le conce, gli editori avranno da perdere ancora di più.
Per questo critico il sistema odierno, perchè a mio avviso è troppo concentrato sull’oggi e poco orientato a creare il proprio futuro.
Ma forse hai ragione tekkaman, ciò che dico è solo un blaterare confuso, in verità è tutto ok. E’ solo colpa di Gibbo che mi spinge a straparlare con i suoi interventi….
novembre 8th, 2010 at 2:28 pm
@Gibbo quanto dici tu è vero solo in linea teorica, la realtà è molto diversa e nello specifico se un brand come quello di eBay (parlo volutamente di brand e non di sito/traffico/uu/tempo/ecc..) decide di non scendere in campo direttamente lo fa perchè per loro l’adv è una fonte di guadagno assolutamente accessoria in generale, figuriamoci in Italia quanto può incidere sui loro conti.
Il fatto di ribaltare il proprio rischio di impresa su altri (leggi concessionaria) probabilmente non è il miglior business model (o forse lo è se qualcuno ci casca, hem volevo dire lo sottoscrive)
novembre 8th, 2010 at 3:17 pm
@Snipers , otto più
mi devo scusare, avevo compreso male il tuo intervento, avevo capito che il quibus fossero gli editori con il minimo garantito. Ora hai dettagliato il tuo intervento e devo dire che concordo sull’assenza di pianificazione e sull’eccessivo peso politico-commerciale. Inutile dire che in tutto questo, il sistema dei DN rischia di diventare l’unico collante del sistema “mediacentercentrico”.
Le grandi concessionarie non riescono a far qualcosa di sfidante, anche perchè la maggior parte di loro hanno solo editori “puri” con esigenze di pagare stipendi alle redazioni, poche hanno anche network e comunque, il lavoro sul network viene fatto solo al chilogrammo (performance adv).
Lavorare sulle community e sui network richiede anche competenze specifiche in tutta la filiera…
secondo te ci sono?
ciao
Tek
novembre 8th, 2010 at 8:39 pm
molti interessanti queste considerazioni sulle concessionarie e sull’invenduto. gli editori devono prestare molta attenzione a non cedere l’invenduto, ormai in certi casi si rischia di rimetterci nel senso che quello che si pedere magari rinunciando ad adsense e altri network sull’invenduto è maggiore di quello che si guadagna dalle (poche) campagne vendute dalla concessionaria…
novembre 9th, 2010 at 10:13 am
@Label: consentimi di dissentire completamente dal tuo ragionamento. Anzitutto non mi sembra di aver speso una sola parola sul fatto che EBay possa decidere, o meno, di “scendere in campo” direttamente sul fronte della raccolta pubblicitaria, quindi non ho ben capito che c’azzecca questo nell’insieme della questione.
In secondo luogo, proprio perchè è assolutamente ovvio che per EBay – ma non è l’unico caso, naturalmente – la raccolta pubblicitaria è una voce di ricavo marginale, la logica di un accordo, serio (e non lo scrivo a caso…) ed importante, con una concessionaria a cui affidare la raccolta, a fronte di un impegno a garantirne, almeno minimamente (e non per niente si chiama “minimo garantito”), la rendita ed il valore che certamente ha sul mercato, è assolutamente una scelta intelligente e strategica.
Infine permettimi di stigmatizzare, pur con tutto il rispetto per le tue idee, che naturlamente hai il diritto di esprimere, una frase, secondo me molto infelice, che hai inserito nel tuo intervento e, cioè, “…o forse lo è se qualcuno ci casca…”: secondo te, quindi, un editore che chiede, ripeto, legittimamente, alla concessionaria di fare il proprio mestiere, è un “quasi-truffatore” che cerca di imbrogliare (ma sarebbe più pertinente il francesismo “inc….”!) quest’ultima???
Mi spiace, caro/a Label, ma questa è pura (e ridicola) follia!!
novembre 9th, 2010 at 3:10 pm
@Tekkaman: nessun problema, comunque 8+ è troppo
.
Per quanto riguarda le competenze non so dirti se ci sono o meno, la mia impressione è che il sistema al momento non le valorizzi, quindi è come se non ci fossero.
Per tornare in topic, lo stesso Gossip che leggo in questo post parla quasi esclusivamente di nomi altisonanti che vanno a destra e sinistra, ma quasi mai delle specificità delle professionalità che migrano da una agenzia ad un’altra.
Forse perchè sono implicite e già note agli operatori del settore (e sconosciute a me), o forse perchè è più importante un nome ed il budget che sposta “sulla fiducia” che non il progetto che porta avanti.
Ad esempio io non so se il giovincello skillato su facebook e social è una figura che inizia a sedere tra i personaggi che compongono una Conce, fatto sta che dall’esterno non pare di intravederli…. ma forse mi saprete dire meglio voi come stanno le cose.
@Label: cioè un editore che frega la concessionaria? Mi spiace essere ripetitivo, ma devo come al solito citare Gibbo: “è follia!”: è come dire che è la casalinga a fregare il venditore porta a porta, o il contadino a fregare il verduriere!
E poi scusa, il minimo garantito è rapportato alle performance del sito, non esiste un minimo garantito a fronte di 0 visite. Quindi se il minimo garantito lo riesce a fare autonomamente l’editore con circuiti alternativi, quali grandi rischi finanziari si assume la concessionaria a gestirlo lei?
Nessuno, è solo che è lavoro poco remunerativo, non si tratta di perderci, ma di guadagnare poco. Il che è anche economicamente giusto come ragionamento, ma allora va a farsi benedire il discorso PARTNERSHIP, dove io e te stiamo insieme per lavorare sodo e dividerci i guadagni piccoli e poi, se siamo bravi, anche quelli GRANDI.
I miei 2 cents, e scusate l’OT
ciao
novembre 9th, 2010 at 6:11 pm
Mi piace questo forum perché si discute tanto ma non ci si trova mai d’accordo, siamo in Italia ? OK tutto il mondo è paese
comunque visti gli ultimi messaggi ne approfitto per esprimere la mia opinione in merito alla situazione generale dell’adv in italia.
Sono un editore/imprenditore di un network con oltre 5 milioni di utenti unici e lavoro da poco più di un decennio quindi un’idea me la sono fatta del perché il mercato non vuole e non può andare avanti e quindi resta immobilizzato fino a quando non ci sarà un altro Larry Page o Bill Gates della pubblicità online.
Questo mondo è formato principalmente da persone e le persone, in questo caso, si dividono in due categorie fondamentali, il dipendente (agenzie) e l’imprenditore (editore).
Il meccanismo si inceppa sul dipendente !!! Ma va ?!? forse io sono un editore
Si inceppa perché le agenzie sono fatte totalmente da dipendenti e quindi paradossalmente un imprenditore (editore) si trova ad essere gestito da una mentalità da “dipendente”, per non dire altro.
Il dipendente cura bene la parte commerciale e politica di se stesso, ma poi il tutto si ferma lì, perchè l’imprenditore vuole crescere e scoprire mondi nuovi, il dipendente oltre che curare i rapporti con gli altri suoi colleghi delle altre agenzie per sapere quando si libera un posto vuoto, non fa altro. Vedi happy hour…
Quindi è inutile prendersela quando il @Label della situazione pensa che chi è dipendente non truffa, mentre chi è imprenditore, lo fa, non vorrei buttarla in politica, ma è un tipico esempio.
Anche perché email come queste ne arrivano spesso:
____________
Ciao, vi scrivo per comunicarvi che venerdì 05 agosto 2013 sarà il mio ultimo giorno di lavoro nell’agenzia Pippa. Da Gennaio inizierò una nuova sfida professionale. In calce potete trovare i miei contatti.
^^^^^^^^^^^^^
A voi…
novembre 9th, 2010 at 9:23 pm
ma qualcosa mi dice come si trova con Simply ?
novembre 10th, 2010 at 11:52 am
già, simply…qualche feedback su simply? come sta andando a simply? e come va simply per gli editori? e per gli investitori? io l’ho provato ma mi pare realizzato male.
novembre 11th, 2010 at 12:06 am
@stewie: beh c’e sicuramente di meglio, parlo da cliente
Non ho ancora capito se il problema sta nella piattaforma o nel non saperla utilizzare; propo
Endo per la prima
novembre 11th, 2010 at 12:14 am
L’ho testato e posso dire che negli
ultimi mesi, utilizzandoli con una certa ottimizzazione dell’invenduto, hanno lavorato molto bene arrivando a triplicare quanto rendevano prima dell’estate. In effetti se riesci a comprendere come funzionano non sono affatto male, cercano e offrono una certa qualità utilizzando algoritmi diversi da adsense e dal contextual….
Pare che facciano una cernita dei siti e
che li valorizzino secondo la
qualità, anche se non ti danno alcun feedback diretto….
Voto 8.
novembre 11th, 2010 at 2:16 pm
Salve.
Sono Laura De Benedetto e lavoro come PRM (Publishers Relationship Manager) nello staff di Simply.
Mi fa piacere che alcuni di voi abbiamo provato il prodotto su cui lavoro (trovandosi bene, per di più).
Vi rimando al blog Simply dove ci sono sempre segnalazioni, novità, interviste.
E a provare il servizio, naturalmente!
Poi fateci sapere cosa ne pensate!
Laura De Benedetto
PRM Publishers Relationship Manager
Simply.com (gruppo Dada)
novembre 13th, 2010 at 1:09 am
@marcosx
Il tuo commento pecca, a mio parere, di semplicismo…già dalla scelta della dicotomia dove una parte è totalmente buona, l’altra totalmente cattiva.
Non tutto è come dici…in particolar modo nel mondo digital dove vi sono ancora persone che si sono formate in maniera differente rispetto ai “vecchi” dei centri media, alle persone che hanno cominciato facendo i punti ora per evolvere in un ruolo che è più vicino a quello di un contabile che a quello di una persona che si occupa di comunicazione.
Queste persone “nuove” vedono chiaramente la connivenza tra centri media e concessionarie che vivono in simbiosi e fanno i reciproci interessi mettendo in secondo piano il servizio ai clienti (d’altronde è questo il difetto di un sistema in cui sono le concessionarie a pagare i centri media più che i clienti…quindi, in ciò, anche il cliente ha la sua responsabilità quando magari non riconosce il giusto alla sua agenzia); queste persone hanno anche una mentalità più aperta, più vicina a quella dei clienti e non è un caso se sono più spesso persone del digital a riposizionarsi in contesti diversi dai centri media (ad esempio passando presso clienti o editori – non come agenti). Ci sono persone anche nei centri media che hanno delle carte in più e le idee per rinnovare un mercato le cui revenue si stanno costantemente sputtanando a causa della dipendenza dei centri media dalle concessionarie e viceversa…il problema è che non sono supportate, sono continuamente messe in ombra…e finiscono con il lasciare il mercato per rivolgersi ad altro (dove hanno probabilità di fare bene, senza ostacoli).
Poi ci sono anche quelli che pensano agli happy hour…a me personalmente, al 90%, mettono tristezza sia gli aperitivi che le persone che ci vanno…ma a volte è anche piacevole vedersi con qualcuno e non limitarsi solamente alla parte di lavoro; non vedo come solo questo potrebbe svalutare la professionalità di qualcuno.
novembre 13th, 2010 at 1:52 pm
segnalo questa interessante news che conferma l’ineluttabilità del web, specie in riferimento all’informazione
http://www.repubblica.it/tecnologia/2010/11/12/news/sito_gossip_salva_il_settimanale_fusione_daily_beast-newsweek-9044176/?ref=HREC1-9
novembre 13th, 2010 at 6:32 pm
ARUBA vuol comprare DADA
segnalato da Tagliaerbe :
“Aruba S.p.A. desidera smentire parzialmente e quindi rettificare la notizia pubblicata su Dagospia dove è stata citata – insieme a Clessidra SGR – in merito all’acquisto di Dada.
Aruba conferma infatti il suo interesse nella valutazione di acquisto di Dada ma al tempo stesso smentisce che si tratti di una cordata di aziende.
La società si sta muovendo infatti in completa autonomia, non ha avuto e non ha rapporti con il fondo indicato nell’articolo e non è a conoscenza della presenza o meno di altre realtà interessate all’acquisto di Dada”.
novembre 15th, 2010 at 11:06 am
@Snipers ne ho visti di editori che vantavano a parole milleemille milioni di utenti, che una volta montati i tag dell’adserver avevano lo stesso traffico di blog personale…di questi ne ho visti nascere e morire a decine..e qualcuno di questi aveva anche il minimo garantito!! Forse mancano le capacità imprenditoriali in questo settore? Molto probabile, anzi, è quasi una certezza.
novembre 15th, 2010 at 11:45 am
Ecco elenco siti Gruppo Manzoni
ADIGE.IT
DEEJAY TV
ALTO ADIGE
BRESCIA OGGI
CORRIERE DELLE ALPI INTERNET
FANTACALCIO
GAZZETTA DI MANTOVA INTERNET
IL CENTRO INTERNET
IL GIORNALE DI VICENZA.IT
IL MATTINO DI PADOVA INTERNET
IL MESSAGEROVENETO INTERNET
IL PICCOLO INTERNET
IL TIRRENO INTERNET
INVESTIRE OGGI.it (sito terzo
ITALY RELAX (sito terzo)
KATAWEB
L’ARENA verona
L’ESPRESSO ON LINE INTERNET
LA CITTA’DI SALERNO
LA GAZZETTA DI MODENA INTERNET
LA GAZZETTA DI REGGIO INTERNET
LA NUOVA FERRARA
LA NUOVA SARDEGNA
LA NUOVA VENEZIA
LA PREALPINA.IT
LA PROVINCIA PAVESE INTERNET
LASENTINELLADELCANAVESE
LE SCIENZE
LUXGALLERY
M2O radio
MIO JOB
MIO LIBRO.IT
MOTORBOX
NATIONAL GEOGRAPHIC.IT
RADIO CAPITAL
RADIO DEEJAY
RADIO ITALIA.IT
REPUBBLICA INTERNET
SEIDIMODA.IT
SFILATE.IT
TRENTINOALTOADIGE.IT
TRIBUNA TREVISO INTERNET
TROVACINEMA
XL.IT
novembre 15th, 2010 at 12:21 pm
@ Label:
“ne ho visti di editori che vantavano a parole milleemille milioni di utenti, che una volta montati i tag dell’adserver avevano lo stesso traffico di blog personale”
Scusa me se è così mi stupisco che (nel caso fossi una concessionaria) tu sia ancora in piedi: io quando parlo di numeri non mi permetto “di darli”, ma presento report di Analytics, di Shinystat o di Nielsen. E non ho mai parlato con qualcuno che si è accontentato della mia parola.
Non so forse me li chiedono perchè il mio aspetto non dà fiducia, magari se mi “impinguinassi” per benino anche io mi garantirebbero minimi garantiti con la sola stretta di mano!!!
“Forse mancano le capacità imprenditoriali in questo settore?”
Può essere, ma non vorrai mica farmi credere che le impression le generano tutte i “siti delle concessioanrie”… suvvia non mettiamoci a fare Zelig!
novembre 19th, 2010 at 9:25 am
MySpace alza bandiera bianca
accordo con Facebook per non fallire
http://www.repubblica.it/tecnologia/2010/11/18/news/myspace_resa-9264227/
novembre 21st, 2010 at 11:06 pm
Govoyage.com and eDreams.com Merging to Buy Opodo
novembre 28th, 2010 at 10:59 pm
[...] da Luca Lani il 28 novembre 2010mediaLa notizia che Aruba (che credo abbia piu di 15 mln cash) vuol comprare Dada ha stupito un pò tutti, ed è di buon auspicio per mercato. Speriamo che il 2011 sia un anno con [...]
dicembre 2nd, 2010 at 11:00 am
Google si compra pure MySpace ?
http://www.gizmodo.it/2010/12/01/myspace-e-in-vendita-e-google-potrebbe-comprarla.html
dicembre 2nd, 2010 at 2:51 pm
facciamo una doppia sezione
Gossip italiani e gossip World
dicembre 2nd, 2010 at 4:40 pm
visto che siamo in tema di suggerimenti e di acquisizioni, mi permetto di suggerire una sezione per la pubblicazione di annunci di compra-vendita di aziende web, siti o semplici domini
dicembre 3rd, 2010 at 12:30 pm
classifica top 100 siti Italia
http://www.google.com/adplanner/static/top100countries/it.html
dicembre 3rd, 2010 at 1:17 pm
messa così, però, mi sembrano siti poco o per nulla comparabili tra loro…., quindi poco più di meri numeri buttati lì
dicembre 3rd, 2010 at 9:04 pm
Luca Colombo (eX MSN) in FB (Country manager)
notizia ufficiale (fonte corriere)
dicembre 6th, 2010 at 10:17 am
BIG SPENDER WEB
MEDIA MARKET SPA CURNO BG
SKY ITALIA SRL ROMA
FASTWEB SPA MILANO
dicembre 15th, 2010 at 1:06 pm
siamo in fase di chiusura bilanci 2010, in attesa che Luca ci dica come chiudono i consuntivi delle varie concessionarie ) vi segnalo i vari crediti incagliati nei vari bilanci dei clienti che sono *saltati* (settore credito al consumo)
dicembre 15th, 2010 at 6:02 pm
ciao a tutti, domani chi viene alla festa delle concessionarie?
ho saputo di nuovi movimenti; LaGra Anastasio via da Zenith, De Amicis lascia mediacom e federico gai maxus.
qualcuno ne sa qualcosa o dove vadano?
a domani sera per chi ci sarà!
MF
dicembre 18th, 2010 at 8:26 am
HAVAS rafforza la struttura digital
Dopo l’ingresso di Ferrara (da Digital magics) in arrivo altre 3 persone
dicembre 20th, 2010 at 12:41 pm
De Amicis in Carat, Gay pare ci sia stato un grosso (ehm) equivoco con OMD e la Gra…è triste!!!
Bella la festa?
dicembre 20th, 2010 at 4:53 pm
“Affaritaliani, torna a essere la testata d’informazione di Libero.it, il portale di Wind. Fondato nel marzo 1996, ‘Affaritaliani’ è stato presente su Libero.it dall’inizio del 2004 a metà del 2008″. (Da prima com)
Prima hanno sfanculato affaritaliani da libero, e poi libero ha sfanculato la sua redazione per riprendere affaritaliani.
Arcus perde anche questo sito, ma non è detto che sia un male visti i MG che gli ha dato nel passato.
dicembre 20th, 2010 at 7:40 pm
@alexxx
Oh mamma non voglio immaginare cosa sia potuto succedere i OMD.. la Gra se nn sbaglio va in una concessionaria offline, se non sbaglio..
dicembre 21st, 2010 at 9:13 am
giusto per riagganciarmi alla news su Libero.it e Affari Italiani, segnalo questa news http://www.primaonline.it/2010/12/15/87266/editoria-chiude-testata-news-2000-del-portale-liberoit/
dicembre 21st, 2010 at 10:58 am
mi sembra comunque evidente che queste manovre su Libero.it siano propedeutiche alla sistemazione ed ulteriore ottimizzazione dei conti del portale, in vista della cessione. E’ chiaro, infatti, che cedere un portale con 15 gionalisti dipendenti in meno, aumenta il valore dell’asset.
dicembre 21st, 2010 at 5:19 pm
Blogo è in vendita. RCS mette in vendita gli asset di Dada e tra questi Blogo. Pare che una offerta sia già arrivata, e sia cash. Il player non lo posso dire, ma è uno che compra molto. resta un mistero sul perche mettano in vendita un asset cosi bello e facilmente valorizzabile dentro RCS.
dicembre 21st, 2010 at 5:30 pm
@GolaRaffredata: il tuo gossip riesce ad arrivare fino alla possibile cifra economica?
dicembre 21st, 2010 at 10:02 pm
ora capisco perchè il team di GOADV qualche settimana fa si aggirava negli ufficio di via Solferino (sede RCS)
dicembre 21st, 2010 at 10:20 pm
Topo Gigio mi dice che Banzai è in trattative avanzate per acquisire Blogo!
dicembre 22nd, 2010 at 10:18 am
Gigietto, sei rimasto indietro di qualche mese. Carletto è sulla giusta strada, gli avvoltoi volano in via solferino.
dicembre 22nd, 2010 at 10:59 am
Visto che siamo in tema, allora posso dire con (quasi) certezza che IsayBlog (l’unico competitor alla pari di Blogo), sta ricevendo pressioni da almeno un paio di player molto grandi. Sempre più interesse verso la produzione di contenuti a quanto pare…
dicembre 22nd, 2010 at 4:14 pm
Be’ paragonare un Made for Adsense a Blogo rendera’ sicuramnete felici i Nagnocavallos
dicembre 22nd, 2010 at 6:38 pm
ricapitolando questi sono i blognetwork più grossi, non in classifica, secondo la nielsen – classifica passatami free dalla mia spia in himedia
blogo.it
blogosfere.it
blogpublishing.it
isayblog.com
nanopress.it
oneblog.it
non mi sembra aver visto altri blog che aggregati formino un network.
tre considerazioni:
- molto forte quello di tuttogratis, non pensavo!
- non conoscevo blogpublishing, ottimi domini
- ma quanti network ci sono in italia !?!?
molto forte quello di
dicembre 23rd, 2010 at 9:08 am
Se vuoi ti posso completare il quadro con il nostro network: http://www.magazineblognetwork.it che ha ben 2 record. Forse è il più grande (con nome di dominio propri) con più di 100 blog tematici, poi credo detenga il record delle visite più basse!!
Mi fa piacere comunque ci sia interesse per questi network. Qualcuno aveva decretato troppo presto la morte dei network di blog.
Comunque ora mi viene in mente forse l’ultimo tentativo serio di realizzare un network di blog:
http://www.fanpage.it
Son partiti 6 mesi fa, quindi con logiche di integrazione social molto spinte. Proprio da Facebook riescono ad attivare molte visite. Molto interessante!|
dicembre 23rd, 2010 at 11:30 am
Altro network di Blog: http://irisblog.it/
Pubblicità gestita da 20below
dicembre 24th, 2010 at 10:37 am
i nagnocavallos (neologismo che mi piace
) sono felici di tutti questi network, la competizione spinge a migliorarsi. Non c’è molto da stupirsi sul numero di network italiani, in spagna da anni ce ne sono almeno una quindicina di cui 2-3 molto forti.
dicembre 24th, 2010 at 12:39 pm
Altro network di siti/blog: http://www.iplaza.it
Info su http://adv.iplaza.it/
dicembre 24th, 2010 at 5:23 pm
si espande il network di Repubblica…a breve altri arrivi (uno molto interessante nell’area video..)
dicembre 27th, 2010 at 12:21 pm
Per quel che ne so, quello video non è in esclusiva
dicembre 27th, 2010 at 4:24 pm
Qualcuno ha notizie di chi sarà la nuova concessionaria di ebay?
dicembre 27th, 2010 at 4:54 pm
si ma lo sarà da febbraio
Per Ebay provo a indagare…
dicembre 28th, 2010 at 3:21 pm
e Subito.it invece dov’è finito?
dicembre 29th, 2010 at 12:12 pm
si vende da solo con una struttura interna
dicembre 29th, 2010 at 12:44 pm
A breve uscirà sul mercato un nuovo network fatto di siti già esistenti su internet da anni, che ingloberà un traffico di circa 4 milioni di utenti unici. Sarà una sopresa e non sarà un classico conglomerato di blog che lasciano il tempo che trovano, ma sarà un network con contenuti veri ed affermati, nel settore dell’entertainment.
dicembre 29th, 2010 at 10:33 pm
in arrivo altro giornale on line
a Gennaio arriva Linkiesta
dicembre 30th, 2010 at 10:12 am
a proposito della cessione di DADA, segnalo questo stralcio di comunicato RCS a margine della seduta del CdA in cui è stato approvato il bilancio dei primi 9 mesi del 2010: “…“Nel terzo trimestre 2010 si confermano i segnali di attenuazione del trend economico negativo”, si legge nel documento redatto dal CdA di Rcs MediaGroup al termine della seduta in cui è stato approvato il bilancio dei primi tre trimestri dell’anno, e pubblicato sul sito del gruppo.
“Tuttavia – prosegue il documento – non si evidenzia ancora una chiara inversione di tendenza, permanendo l’incertezza e la scarsa visibilità del quadro macroeconomico”. Che, tradotto in soldoni, vuol dire che nonostante i miglioramenti sensibili sul piano economico e della raccolta pubblicitaria, l’azienda dovrà continuare a tener d’occhio i bilanci e, magari, tagliare la spese sostenute in alcuni settori, definiti non core. Lo ha detto lo stesso Antonello Perricone, amministratore delegato del Gruppo, additando il gruppo Dada e i quotidiani free press come possibili candidati alla cessione.”
E’ curioso rilevare come lo stesso asset possa rappresentare un ramo secco da estirpare per uno e un’opportunità da cogliere al volo per qualcun altro, tenendo conto che venditore e potenziali acquirenti operano nello stesso business.
dicembre 30th, 2010 at 11:06 am
visto che siamo a fine anno e vanno di moda le previsioni, ecco quelle di Simply per il 2011:
“Felice Anno Nuovo da Simply.com
Gentile ,
L’anno che sta per terminare ha segnato una svolta irreversibile, l’ennesima, nel mondo della pubblicità digitale. Lo sviluppo delle tecnologie di ottimizzazione associate ad una incredibile capacità di calcolo, hanno permesso la progettazione di piattaforme per l’advertising on-line potentissime e per la prima volta alla portata di tutti.
Non ci sarà più spazio per chi compra e vende semplici banner pubblicitari senza un sistema intelligente che sceglie come e dove pianificarli. Non ci sarà più spazio per pannelli che non fanno del “tempo reale” la loro prerogativa di base. La complessità del mercato ed il numero di nuovi attori, sarà tale che la distanza tra la domanda (advertiser) e l’offerta (publisher) sarà molto ampia con il rischio di vedere ridotti i margini economici.
Il numero di Ad Network e DSP (Demand Side Platform) continuerà a crescere, alzando il livello tecnologico e creando un nuovo ecosistema in cui tutti noi dovremo imparare a muoverci.
Gli Editori, venderanno sempre più traffico su basi “non-garantite” a revenue share, ma con sistemi di ottimizzazione molto avanzati. Solo i migliori, con traffico sicuro e di qualità, potranno aspirare ad elevati eCPM e per far questo si affideranno a piattaforme sicure, avanzate e semplici.
Le Agenzie e Centri Media, cambieranno sempre di più il loro modo di acquistare, utilizzeranno piattaforme di buying intelligenti per essere supportati nelle decisioni e per avere la qualità e la sicurezza del traffico di cui gli investitori hanno bisogno.
Gli Investitori dovranno selezionare attentamente dove comprare click e audience. La qualità degli editori e buone performance saranno garantite soltanto dalle piattaforme più affidabili. In forte incremento sarà il numero di aziende che inizieranno a comprare traffico display in modo autonomo, direttamente on-line.
In questo scenario Simply.com sarà sempre più centrale anche nel 2011. Simply ha come target essere una piattaforma di advertising rivolta agli editori per offrire un rendimento ed una qualità superiore. Il tutto con una interfaccia intuitiva, semplice ed immediatamente operativa. Per gli investitori Simply, offre il suo traffico, portato da oltre 13.000 editori, qualificati, selezionati e manualmente pre-approvati con un mix di tecnologie di targeting che permettono di ottenere il massimo rendimento per il denaro investito. Yield, Behavioural, Contextual, Cluster, sono alcuni degli algoritimi sviluppati e brevettati dal Simply Labs in questi anni.
Il 2011 riserverà anche una grandissima novità, entro Marzo vedrà la luce Simply V3.0, la nuova piattaforma sia per publisher e advertiser, tutta in Real Time (RTB) con tantissime novità che renderanno ancora più semplice guadagnare e investire on-line.
Infine, Simply Labs continuerà a seguirvi con i suoi Market Report Trimestrali che segnano lo stato dell’arte di questo fantastico mondo digitale.
Mille motivi per stare assieme a cui vogliamo aggiungere questo nostro progetto rivolto alla costruzione del Consolata Ikonda Hospital a Makete in Tanzania. Simply investirà nel vostro traffico e nelle vostre campagne per offrire una speranza concreta in una delle zone più povere del nostro pianeta.
Crediamo nella tecnologia che migliora la vita. Di tutti.
Auguri di buon anno,
dicembre 30th, 2010 at 11:13 am
a proposito del lancio de Linkiesta, segnalto da Carletto, cito questo post pubblicato sul blog di Nicola Mattina:
“Un gruppo di professionisti, manager ed imprenditori (Anna Maria Artoni, Alessandro Balp, Fabio Coppola, Pietro Fioruzzi, Kathryn Fink, Marco Pescarmona, Alfredo Scotti, Andrea Tavecchio e Guido Roberto Vitale) stanno promuovendo l’iniziativa, mentre Jacopo Tondelli (già Corriere della Sera) e Jacopo Barigazzi (già Newsweek) sono i promotori del team giornalistico che sarà composto da 10 “trenta-quarantenni ex di primarie testate” e da 5/6 giornalisti con una fortissima carriera alle spalle.
Ciascuno dei promotori ha chiamato un gruppo di “amici” (professionisti, manager ed imprenditori) per realizzare questo progetto – con quote che vanno dai 10.000 ai 50.000 euro e con delle regole tipiche del venture capital nello Statuto. La società Linkiesta sarà una SpA revisionata da PWC ed i Soci comunicati secondo legge al ROC, quindi una tipica operazione “di mercato”. Una vera start up.
Sul lato editoriale – approfondimenti ed inchieste – su temi sociali, politici ed economici. Lo spirito analizzare i fatti e raccontarli, mettendo in prospettiva le cose. Analisi ed opinioni di collaboratori esterni su temi delicati e specialistici. No al gossip. Attenzione forte per la versione iPad e per le immagini a supporto del lavoro redazionale (infografiche, video, foto).
La versione beta del sito sarà on line a gennaio, la versione definitiva e l’app iPad in primavera.”
dicembre 30th, 2010 at 12:59 pm
X MM si può avere, anche in privato, qualche info in più?
dicembre 30th, 2010 at 2:16 pm
@MM: puoi dare qualche news in più a tutti? Grazie
gennaio 4th, 2011 at 5:40 pm
un paio di rumors al volo
Ebay: stanno facendo gara per scelta concessionaria
mentre state leggendo questo post stanno decideno il vincitore
Mediamond: qualche acquisizione di nuovi siti. A breve news
Walstreeitalia verso Manzoni (ancora da confermare)
gennaio 4th, 2011 at 9:31 pm
carletto meglio di dagospia! =)
gennaio 5th, 2011 at 4:54 pm
Luca non hai mai pensato di trasferire questa sezione su uno strumento più appropriato? Potrebbe essere interessante…
gennaio 5th, 2011 at 5:34 pm
nasce il polo dell’informazione
IL Giornale+Panorama+tgcom tutti assieme con Mediamond
gennaio 5th, 2011 at 6:09 pm
@Carletto: inizio di anno strepitoso per Arcus che, se la news è confermata, dopo Affaritaliani perde anche Il Giornale…..
In ogni caso era ovvio che, prima o poi, ci sarebbe stata la “reunion” dei siti Mediaset/Mondadori sotto la cappella di Mediamond
gennaio 5th, 2011 at 6:31 pm
Direi: nasce l’informazione del polo…e sotto la “cappella” non è male come visione.
è la befana!
gennaio 5th, 2011 at 6:49 pm
Le “reunion” potrebbe essere possibile ma secondo me se Arcus dovesse cedere ilgiornale prenderà qualche altra cosa di importante. Dopotutto Arcus e Mediamond sono gemellate!
gennaio 5th, 2011 at 9:23 pm
sì, prenderà Google secondo me
gennaio 7th, 2011 at 9:38 am
è curioso il fatto che, nonostante dal 1 gennaio, Affaritaliani sia passato in toto, raccolta compresa, a Libero, riuslti ancora in portfolio ad Arcus, almeno nel sito di quest’ultima.
gennaio 7th, 2011 at 2:54 pm
buon anno a tutti! qualcuno può fornire i numeri reali di utenza di Liquida e il meccanismo monetario con cui coinvolgono i blogger e utilizzano i loro contenuti? girano rumors di sovrastima dei risultati ottenuti negli ultimi due anni …
gennaio 7th, 2011 at 4:25 pm
@Peter: dagli ultimi dati Audiweb di ottobre gli utenti per giorno medio di Liquida:
Utenti unici: 183.848 Pagine Viste: 455.000 Tempo per utente: 1.19
Il meccanismo monetario con il quale coinvolgono dei blog che hanno dei requisiti minimi è questo:
http://network.liquida.it/
Il resto dei blog iscritti beneficia soltanto di visibilità e possibilità di avere traffico di ritorno.
gennaio 8th, 2011 at 2:53 am
@Giuseppe: grazie, i numeri ufficiali li conoscevo già chiedevo se qualcuno sapeva quelli reali … pare ci sia stata una super valutazione e qualche trucchetto al momento dell’accordo con Vodafone
http://blog.liquida.it/2010/12/annunciata-la-partnership-fra-liquida-e-vodafone/
gennaio 10th, 2011 at 11:11 am
grazie Carletto per le news su Ebay….è troppo sapere chi c’è in gara vero ??
gennaio 12th, 2011 at 12:53 pm
MYSPACE CHIUDE IN ITALIA (R.I.P)
x Giuseppe: saranno le solite…
gennaio 12th, 2011 at 1:25 pm
qualcuno sa se Mediamond paga un minimo garantito a Fastweb?
gennaio 12th, 2011 at 1:27 pm
brutte news anche per Dahlia, visto che chiude, ma probabile ghiotta occasione per Sky per comprarla ed entrare prepotentemente nel digitale terrestre
gennaio 12th, 2011 at 2:48 pm
Telecom sempre e solo progetti vincenti eh…
gennaio 12th, 2011 at 3:06 pm
Carletto, Myspace, in Italia, ha chiuso a giugno 2009…
gennaio 12th, 2011 at 4:58 pm
@grandissima Viv
! Carletto touchè…. 
gennaio 12th, 2011 at 5:23 pm
credo che intendesse non come concessionaria ma:
http://punto-informatico.it/3068475/PI/News/passione-myspace-nuovi-tagli-al-personale.aspx
gennaio 12th, 2011 at 5:31 pm
@Omonimo: Myspace ha chiuso, in Italia, TOTALMENTE a giugno 2009. Il sito è in nostra concessione (.Fox) e c’è, nel nostro team, qualcuno che ci lavora per la parte dei contenuti italiani più gli eventi speciali. Ma come attività in più rispetto ad altre. Per cui, davvero, qualsiasi cosa stiano scrivendo giornalisti poco informati, non è vero. Vera la notizia dei licenziamenti, ma non tocca l’Italia, visto che non esiste più nessuno che abbia un contratto con Myspace, appunto, da giugno del 2009.
gennaio 12th, 2011 at 6:08 pm
Se non si era capito… laVIV è passata in FOX
gennaio 12th, 2011 at 6:09 pm
AHAHAHAH! Pensavo ormai fosse cosa nota a tutti.
gennaio 12th, 2011 at 9:29 pm
@Sisso: Confermo noi di Subito.it abbiamo deciso di “venderci da soli”
Ringrazio Google Alert per avermi rimandato a questo topic e ne approfitto per salutare chi lo popola.
gennaio 13th, 2011 at 9:52 am
automobile.it a Webads come testimoniato dal daily net e non solo. Se tanto mi da tanto e-bay…
gennaio 13th, 2011 at 9:54 am
QN esce da websystem ?!
Collegato alla notizia di un nuovo network inizio 2011 ???
gennaio 17th, 2011 at 5:24 pm
Reuters – 17/01/2011 17:13:54
Dada, controllata da Rcs, ha sottoscritto gli accordi per la cessione del 100% del capitale di E-Box srl, titolare del network di blog Blogo, per 6 milioni di euro.
Lo comunicano le due società in due note separate.
Dada precisa che la cessione genererà una plusvalenza per il gruppo di 2 milioni e che il prezzo fissato verrà versato al closing dell’operazione previsto per febbraio. Una parte di tale ammontare verrà depositata in escrow “a servizio delle consuete dichiarazioni e garanzie”.
Il comunicato precisa che nell’esercizio 2010 E-box prevede ricavi per circa 2,1 milioni di euro e un Ebitda negativo per 0,3 milioni circa.
Populis è una società di produzione di contenuti on demand multilingua.
gennaio 17th, 2011 at 5:30 pm
noo peccato. blogo diventerà un aggregatore di arbitraggio, peccato. tutto ciò che passa per ascani and co fa quella fine.. blogo era un bel gioiellino.
gennaio 18th, 2011 at 10:03 am
EBITDA di blogo negativo ??
“Dada (DA.MI), coerentemente con l’annunciata strategia di focalizzazione sull’attività caratteristica, ha ceduto per 6 mln eu E-Box (ricavi per 2,1 mln eu e Ebitda per -0,3 mln eu stimati nell’esercizio) società titolare del network di blog verticali Blogo” (da websim)
gennaio 18th, 2011 at 10:23 am
Presumo che con Blogo passi di mano anche (nella vendita) Splinder (comprata ai tempi d’oro a 4,5 Milioni, se non sbaglio, da Dada) che era stata messa in pancia di recente in Blogo. C’è da capire con che modalità era stata messa dentro. Comunque nel conto complessivo (comprendendo l’esborso dei 4,5 milioni di Splinder) la plusvalenza sbandierata di 2 e passa milioni non la vedo. Ma forse mi sbaglio…
gennaio 18th, 2011 at 12:59 pm
@Giuseppe, se compri splinder per 5 mln molti anni fa, poi lo svaluti nei bilanci successi mettendo a valore zero, nel bilancio dopo hai comunque una plusvalenza. Rimane chiaro che il giro per dada è a zero
gennaio 18th, 2011 at 4:50 pm
@Luca: occhio che Splinder non è passato nella transazione con Populis. Il prezzo è per sola Blogo.
gennaio 18th, 2011 at 5:17 pm
E’ “strana” questa operazione di dada, visto che non comprendo bene il suo “core business” a questo punto. Noto che si sta espandendo a livello pubblicitario con Simply e la Musica, eppure non ha sfruttato questi milioni di utenti del network blogo per guadagnarli i 2 milioni in pubblicità in un anno. Forse ufficiosamente si è capito finalmente che questi blog sono sostanzialmente dei duplicatori di contenuti e che nella sostanza non producono nulla, infatti dalla mia esperienza il blog ha poco valore come advertising.
gennaio 18th, 2011 at 9:54 pm
avevo visto giusto…
ps ancora nessuna news per nuova concessionaria EBay.
gennaio 19th, 2011 at 9:26 am
@Marco: “…Forse ufficiosamente si è capito finalmente che questi blog sono sostanzialmente dei duplicatori di contenuti e che nella sostanza non producono nulla, infatti dalla mia esperienza il blog ha poco valore come advertising.”, Che dire… meglio tardi che mai!
gennaio 19th, 2011 at 9:08 pm
@Magno: colpa mia l’errore su Splinder. Avevo dato per scontato che passasse di mano con Blogo. Quindi vi era stato solo affidato in rianimazione??
Fra l’altro mi sa che ci siamo ritrovati a chiacchierare di blog proprio qualche mese fa allo stesso tavolo ad una cena a Merano!
gennaio 19th, 2011 at 10:20 pm
@giuseppe: si ci era stato affidato ma torna in Dada. Mi sa che avevi parlato con Francesco, mio fratello
gennaio 22nd, 2011 at 9:57 pm
@Magno: e per Softblog? che si fa?
gennaio 24th, 2011 at 9:02 am
@carletto: softblog sta bene, non preoccuparti
gennaio 25th, 2011 at 2:02 pm
ottimo..
ps tutti in attesa per comunicazione Ebay
gennaio 25th, 2011 at 3:59 pm
Scusate una domanda: qualcuno sa dirmi chi vende Avantjob? Mi interesserebbe soprattutto per le dem.
Grazie
gennaio 26th, 2011 at 9:25 am
ciao a tutti, una richiesta; per caso sapete chi si occupa di marketing per IBS ? avete un suo contatto nel caso?
Grazie
MF
gennaio 26th, 2011 at 12:12 pm
sinceramente non capisco perchè si usi questo blog per domande da “servizio 12″, del tipo “chi vende cosa”. Ad esempio, nel caso del post di Mr Kind, non è chiaro perchè la domanda venga posta in questo blog, anzichè, banalmente, consultare il “contattaci” del sito in questione. Qualcuno, forse, cerca una facile pubblicità gratuita sfruttando un mezzo così diffuso tra gli “addetti ai lavori” come questo spazio che, gentilmente, Luca ci concede? Pensare male è peccato, certo, ma spesso ci si azzecca….
gennaio 26th, 2011 at 12:28 pm
Ciao Gibbo, in realtà no; si usa ANCHE questa sezione proprio per avere degli insight.
o contatti più appropriati rispetto al centralino, per facilitare il lavoro di tutti.
lato mio, la richiesta di IBS, non ci sono contatti e scrivendo, ovviamente non mi rispondono.
aspetto cmq la sentenza di Luca a riguardo
gennaio 26th, 2011 at 12:55 pm
@Marco F: sarà che, facendo il commerciale da 26 anni, quindi da molto prima dell’avvento del web, mi sono sempre “sbattuto” da solo per trovare i contatti che cercavo, ma questo link, http://it.linkedin.com/in/ebincoletto, semplicemente reperito in meno di 2 minuti con una stupidissima ricerca googoliana, è la dimostrazione che ci sono canali più adatti a queste riecerche, rispetto alla sezione “Gossip” del blog di Luca
Poi, per me, fate come vi pare. 
gennaio 26th, 2011 at 3:18 pm
@Gibbo: Grazie, vedi che alla fine qno mi ha aiutato! a parte gli scherzi, ho capito il tuo punto.
gennaio 26th, 2011 at 3:35 pm
Ciao Gibbo, ovviamente oltre a questo blog ho attivato altri canali (anch’io so fare il mio lavoro e non sono un commerciale!) e infatti alla fine sono riuscito a reperire l’informazione richiesta.
Premesso che non credo di dover dare giustificazioni ma mi piacerebbe capire cosa esattamente non ti era chiaro della mia domanda? E cosa intendevi per “pubblicità gratuita”? Avevo bisogno semplicemente di un contatto tutto qui
gennaio 28th, 2011 at 5:56 pm
Nasce Webperformance dalla divisione Performance di Banzai Advertising
19/1/2011
La nuova società, diretta sempre da Alessandro Scartezzini localizzata nella sede di Trento, si presenta sul mercato con servizi innovativi e inedite modalità di acquisto della pubblicità online che prevedono sempre un rapporto diretto tra investimento pubblicitario e risultati ottenuti.
Webperformance è lo spin off della Divisione Advertising, Performance di Banzai Advertising, di cui eredita personale ed attività. Paolo Ainio (nella foto) è presidente e amministratore delegato di Banzai.
La nuova società si presenta sul mercato con servizi innovativi e inedite modalità di acquisto della pubblicità online che prevedono sempre un rapporto diretto tra investimento pubblicitario e risultati ottenuti.
La società continuerà ad essere diretta da Alessandro Scartezzini e la maggioranza del personale sarà localizzato nella sede di Trento.
DV
gennaio 31st, 2011 at 2:56 pm
Anche gli attuali clienti potranno usufruire dell’offerta
Fastweb-Sky, accordo strategico
Offerta commerciale comune
Tve internet insieme. Tentativo di aumentare quote di mercato offrendo servizi di alto livello a prezzi accessibili
Anche gli attuali clienti potranno usufruire dell’offerta
Fastweb-Sky, accordo strategico
Offerta commerciale comune
Tve internet insieme. Tentativo di aumentare quote di mercato offrendo servizi di alto livello a prezzi accessibili
Il magnate australiano, proprietario di Sky, Rupert Murdoch (Ansa)
MILANO – Sky Italia e Fastweb starebbero per siglare un accordo per combinare l’offerta televisiva via satellite di Sky con i servizi internet a banda larga e telefonia fissa di Fastweb. Un accordo strategico-commerciale, che consentirebbe ad entrambi gli operatori non solo di offrire servizi di alto livello ad un prezzo accessibile, ma in prospettiva di combinare due infrastrutture tecnologicamente all’avanguardia per sfruttare le potenzialità della banda larga e sviluppare servizi che integrano tv e internet. Anche gli attuali clienti potranno usufruire dell’offerta.
febbraio 2nd, 2011 at 6:03 pm
@Carletto: logica reazione al rallentamento imposto (guarda caso…) dal governo alla gara per il dividendo interno del digitale terrestre, ovviamente a danno anzitutto di Sky. Ma, soprattutto, strategico potenziamento di Sky in un settore della tv digitale, quello di una vera IPTV, dove Rai e Mediaset sono ancora indietro. Quindi, se nel digitale terrestre, il duopolio italiano sta frenando (e non poco), l’ingresso di nuovi competitors, nella IP Tv l’accordo Sky – Fastweb potrebbe dare il fischio di inizio ad una partita (interessantissima) ed ancora tutta da giocare. Sperem!
febbraio 4th, 2011 at 10:20 am
New Corp conferma la vendita di MySpace
http://www.key4biz.it/News/2011/02/03/Net_economy/News_Corp_Rupert_Murdoch_social_network_MySpace_facebook_rete_sociale_contenuti_musicali.html
febbraio 4th, 2011 at 10:25 am
E RCS conferma la vendita di DADA…
Websim – 04/02/2011
Dada sale del 7,6% a 4,73 euro. Gli acquisti sono probabilmente da ricondurre alle indiscrezioni di MF sulla decisione del socio di maggioranza Rcs Mediagroup di vendere la sua quota pari al 50,7%. A seguito del cambio di proprietà è previsto il lancio dell’Opa obbligatoria.
Il quotidiano scrive che alla società Internet sarebbero interessati il fondo Clessidra, il fondo Carlyle ed a altre società media, a curare l’operazione dovrebbe essere Mediobanca.
Dada è da tempo in un cono d’ombra, il titolo perde da inizio anno il 3% e nel 2010 ha segnato un ribasso del 16%, un calo analogo a quello registrato nel 2009. Ai prezzi attuali capitalizza 76 milioni di euro.
febbraio 4th, 2011 at 11:49 am
Scusate, non è proprio un gossip, diciamo più un pettegolezzo: ma cosa fate di solito quando a fronte di un ordine firmato, di una erogazione della campagna e di conseguente fattura, dopo oltre 9 mesi scrivete per risollecitare il pagamento e vi viene risposto:
“mi spiace ma non posso fare altro che inoltrare nuovamente la Sua richiesta all’amministrazione che comunque ci legge già in copia e sollecitare il pagamento della fattura”
P.S.: e si tratta pure di cifre sotto i 1000 euro!!!
febbraio 4th, 2011 at 1:18 pm
Snipers: lettera dell’avvocato e decreto ingiuntivo, ma per quella cifra non vale certo la pena
febbraio 4th, 2011 at 2:15 pm
si smette di fare campagne pubblicitarie per il cliente. Soprattutto per quella cifra.
altrimenti: come Luca
febbraio 4th, 2011 at 2:43 pm
@ Omonimo: è proprio lì il problema, fosse un cliente direct non mi porrei nemmeno la questione, ci stà che alcuni ti diano buca.
Ma quando si tratta di una agenzia che si definisce sul suo scintillante sito una “…. media agency” allora la cosa mi lascia più perplesso!
E per questo che mi sono permesso questo commento qui sul blog di Luca, cioè considero il fatto che quando una tale risposta arriva da un operatore di settore la cosa non sia magari una NOTIZIA, ma sicuramente fa riflettere….
febbraio 4th, 2011 at 5:23 pm
@snipers: l’unica magra consolazione potrebbe essere quella di sapere che sei in allegra e numerosa compagnia
oltretutto per cifre ben superiori alla tua (diciamo, nel complesso, di circa 200 volte) e da parte di tre famosissimi operatori di telecomunicazioni (clienti diretti, per carità…)!
Da parte mia, dopo anni di battaglie legali per recuperare crediti, spesso e volentieri rimettendoci pure le spese legali, da qualche anno ho deciso che, arnato di santa pazienza, lascio fare… ormai non sollevito neanche più, tanto (mi dico…) prima o poi ci pagheranno…. c’est la vie…
febbraio 4th, 2011 at 6:49 pm
Bah io preferisco non averci a che fare, infatti sulle tempistiche di pagamento sono molto severo (vedi Adsense), paga meno, ma sei sicuro che paga… da quando ho iniziato 10 anni fa ho sempre evitato programmi di affiliazione o agenzie che pagavano con dicitura “90 giorni data fine mese fattura” non è serio, soprattutto quando sei “socio” al 50%, ho basato il tutto su questo, pochi fornitori (possibilmente stranieri), ma buoni… e sinceramente mi trovo meglio così, al posto di rovinarsi il fegato, meglio guadagnare meno e stare meglio…
febbraio 5th, 2011 at 11:40 am
snipers: se è un’agenzia ci sono due opzioni a) se hai un accordo commerciale con loro sospendi quelli che possono essere le retrocessioni di dn b) trova il contatto del cliente e chiamalo, spesso si scopre che la campagna il cliente l’ha già pagata all’agenzia ed in quel caso si ha qualche arma in più per sollecitare l’agenzia (rischio figuraccia col cliente, maggior certezza di poter comunque ottenere il rimborso della somma dovuta e delle spese legali).
febbraio 5th, 2011 at 1:00 pm
@snipers: un buon avvocato ti ottiene la somma in poche settimane (si va dal giudice di pace) e il rimborso delle sue spese legati + gli interessi di mora.
Mi spiego meglio: in poco tempo ti fai dare dal cliente i soldi per pagare l’avvocato integralmente + gli interessi.
Però deve essere un avvocato smart.
Oggi per somme sotto i 5k si passa dal Giudice di Pace e ti garantisco che se hai un qualcosa di firmato (scritto bene, eh) la procedura è snellissima… molto più snella per piccoli crediti che per grandi.
febbraio 6th, 2011 at 9:03 pm
io in trattativa per abbassare i prezzi dico sempre..pochi, maledetti e subito..
febbraio 7th, 2011 at 12:03 pm
@Orest: sinceramente sari più cauto nelle previsoni, dal momento che, il cliente in questione potrebbe comunque contestare la somma dinnanzi al giudice di pace (inventandosi una qualunque supercazzola), con conseguente slittamento dei tempi e, soprattutto, con eventuale decisione sfavorevole (per l’editore) del GdP.
Va, poi, correttamente ricordato che è sempre possibile impugnare le decisioni dei GdP dinnanzi alla Corte di Cassazione, anche se ovviamente potrebbe non valerne la pena.
Ma, più in generale, credo che sia utile tenere a mente un vecchio detto che, saggiamente, afferma “Non basta aver ragione, occore anche trovare chi te la da”.
febbraio 7th, 2011 at 2:09 pm
Aol compra Huffington Post per 315 milioni
http://www.repubblica.it/tecnologia/2011/02/07/news/aol_compra_huffington_post-12153887/?ref=HREC1-8
direi che il ritorno di AOL nell’informazione online è senza dubbio confermato….
febbraio 7th, 2011 at 2:50 pm
Riprendo la questione pagamenti attesi per mesi.
E se invece a farvi aspettare 5-6 mesi (oltre i 90 giorni fine mese ovviamente) è un Centro Media?
Uno di quei 5-6 big che sicuramente ha la liquidità per pagare ma aspetta in ogni caso che il cliente saldi?
Avvocato?
E se il cm vi dice più o meno chiaramente che se si intraprende un’azione legale ci si può scordare qualunque nuova campagna da lì in avanti?
che si fa?
e se questo cm è il 25% del vostro fatturato annuale?
è evidente che questo sia il problema più comune per qualunque editore/piccola concessionaria, e vorrei capire voi come vi regolate.
Dove fissate l’asticella oltre la quale non aspettate e avviate comunque un’azione legale per il recupero del credito?
febbraio 8th, 2011 at 9:56 am
@Todo
In questo caso:
1) Calcola una % “finanziaria” di incremento delle quotazioni (ma davvero, oggettiva e basata sulla tua esperienza) al CM su tutto quello che fai per loro come si fa(ceva) per le gare di fornitura della P.A.
2) …se non ce la fai a incidere sulle regole esogene di questo mercato urge una riflessione sul modello di business e sull’opportunità di rimanerci dentro (lo so, è brutto, ma non si può sempre fare tutto e se non ti conviene vai oltre)
febbraio 8th, 2011 at 10:01 am
@Gibbo
Io di opposizioni al GdP ne ho vista solo una nella mia vita. Ovvio che un buon avvocato ti dice di presentare non solo le fatture ma i titoli che dimostrino l’erogazione della fornitura.
In quel senso serve un avvocato valido.
Se presenti i titoli e qualcuno fa opposizione immotivata il GdP lo brasa volentieri.
Anche perché, se hai i titoli, non vedo perché non dovrebbero darti ragione.
Il sistema si basa sul terrore di non farcela ma quasi sempre – se hai effettivamente fatto il lavoro e hai qualche prova scritta – non vedo come si possa dimostrare il contrario.
PS: come prove bastano anche le mail al GdP. Soprattutto se ne hai una in cui il tuo cliente ammette di doverti pagare perché hai erogato il servizio.
Suvvia, non pensiamo che tutto il sistema sia malato più di quanto già lo è.
febbraio 8th, 2011 at 11:34 am
@Todo: mi sono convinto, dopo anni di testate contro il muro, che tranne casi estremi e a meno che tu non abbia deciso di chiudere definitivamente con un determinato cliente, la soluzione legale non è mai la soluzione, alle lunga, premiante. Tra i nostri clienti ci sono ottimi pagatori, mediocri pagatori e pessimi pagatori, ma preferisco lavorare con tutti, piuttosto che avere cause con qualcuno. Ripeto: a meno che tu non dia per potenzialmente irrecuperabili i soldi che ti vengono, ma allora siamo in presenza di una contraddizione in termini, perhè a quel punto a maggior ragione non ha senso un’azione legale.
@Oreste: personalmente ho visto ben più di una oppisizione al GdP ma, in ogni caso, tutto quello
che può fare un GdP è concedere un decreto ingiuntivo, al massimo provvisoriamente esecuitivo(ma non succede quasi mai, proprio perchè parlando di piccole somme non viene considerato reale il rischio di insolvenza), a cui il debitore ha facoltà di opporsi nei 40 giorni successivi alla notifica (la quale avviene anche 60 giorni dopo la pronuncia del GdP), con conseguente nuova udienza nei successivi 90 – 180 giorni (dipende dai Tribunali) e a quel punto, anche ammesso e non concesso che il nuovo Giudice conceda l’esecutività, il creditore non può fare altro che chiedere un pignoramento, al limite anche presso terzi, con i tempi conseguenti (circa 4 mesi a Milano); infine, nel caso i pignoramnenti risultassero negativi (tra l’altro il debitore può sempre opporsi al pignoramento), il creditore può chiedere un atto di precetto (tempo necessario, ad esempio, a Milano, circa 6 mesi) a cui, ovviamente, il debitore può opporsi, anche solo per semplici difetti formali. Alla fine di tutto questo iter, che verosmilmente porta via non meno di 12 – 18 mesi, se il creditore è ancora con un pugno di mosche in mano, non gli resta null’altro da fare che mettere a perdita la somma vantata (dato che sotto i 30.ooo euro non è più ammesso il fallimento), ma che è comunque un modo per recuperarla. Morale: sotto i 5 – 10.000 euro (ma oserie dire fino ai 30.000 euro previsti come soglia minima per l’istanza fallimentare), nel 90% dei casi, conviene fare solo due cose: attendere e sperare di essere pagati, oppure mettere direttamente a perdita la somma. Almeno così la vedo io, dopo aver inutilmente crecato per anni di farmi pagare…
febbraio 8th, 2011 at 3:07 pm
Insomma inseriamo già nei nostri business plan una % di incassi che non vedremo mai… ha un chè di ironico.
Io sono nel settore adv da poco rispetto a voi.
Non ci sono mai state iniziative concordate tra editori/concessionarie per “alzare la testa” rispetto a queste insolvenze dei cm?
Per quanto utopica la cosa mi pare l’unica leva per modificare di un po’ la forza contrattuale… non è mai esistito nulla del genere?
@Oreste:
“Calcola una % “finanziaria” di incremento delle quotazioni (ma davvero, oggettiva e basata sulla tua esperienza) al CM su tutto quello che fai per loro come si fa(ceva) per le gare di fornitura della P.A.”
non ti seguo…
febbraio 9th, 2011 at 8:15 am
@Todo: una % riferita alla voce “perdite su crediti”, in realtà, ogni saggio imprenditore dovrebbe comunque prevederla nel redigere il bilancio previsionale….
febbraio 9th, 2011 at 3:32 pm
chissà quali sono le promesse non mantenute e le acquisizioni non di successo della parte web
http://affaritaliani.libero.it/mediatech/il_sole_24_ore090211.html
febbraio 9th, 2011 at 4:23 pm
E’ un pò vecchia come cosa, ma mi era rimasta impressa questa mossa del sole:
http://replay.waybackmachine.org/20030619174954/http://www.salutebenessere.tv/salutebenessere/servlet/sb.contatti?page=chi
febbraio 9th, 2011 at 6:38 pm
E’ nata una nuova concessionaria verticale specializzata sulla musica
http://www.areaconcerti.net/onstageweb-com/
febbraio 10th, 2011 at 6:24 pm
e questi testi sono regolari? come procede il magico mondo di sing ring?
febbraio 11th, 2011 at 11:09 am
Bolle again
http://www.repubblica.it/tecnologia/2011/02/10/news/nuova_bolla_web-12296755/?ref=HREC1-8
febbraio 11th, 2011 at 5:45 pm
e Barberis se ne va, sbattendo la porta….
http://www.corriere.it/economia/11_febbraio_11/dada-buongiorno-rcs_9f42d9cc-35f1-11e0-8fcc-00144f486ba6.shtml
febbraio 13th, 2011 at 9:14 am
qui qualche reazione
http://gianlucadettori.nova100.ilsole24ore.com/2011/02/paolo-barberis-lascia-dada-w-dada-w-paolo.html
febbraio 15th, 2011 at 9:35 am
Ma Matrix è la concessionaria di Meetic?
febbraio 15th, 2011 at 4:36 pm
si
febbraio 16th, 2011 at 9:52 pm
Kataweb (Il portale del gruppo Espresso valutato solo qualche anno fa i 6.000 miliardi delle vecchie lire) cambia posizionamennto e si butta nel gossip e nel mondo dello spettacolo. Entro fine mese restilying del sito
p.s. ma chi fece ste valutazioni?
http://archiviostorico.corriere.it/2000/settembre/21/Kataweb_quotazione_Borsa_entro_anno_co_0_00092111884.shtml
febbraio 17th, 2011 at 9:48 am
Chi mette gli asset a bilancio…
febbraio 17th, 2011 at 11:07 am
vogliamo nomi e cognomi!!!
febbraio 17th, 2011 at 3:21 pm
@carletto: perchè consideri così ridicola ed esagerata una valutazione di Kataweb, oltretutto di qualche anno fa, di 3mil di euro? non mi sembra poi la fine del mondo, anche solo a guardare le valutazioni di alcuni “sitarelli” (in confronto a Kataweb, al suo passato ed al suo potenziale), passati di mano negli ultimi anni. Oppure hai qualche motivo, che noi non conosciamo, per affermare che certamente Kataweb non vale quella cifra..?
febbraio 17th, 2011 at 3:23 pm
@carletto: ERRATA CORRIGE, ok, mi ero perso qualche zero…. 6.000 miliardini… ok, ci siamo… allora concordo
febbraio 17th, 2011 at 5:07 pm
c’è una piccola differenza….se la matematica non è opinione
febbraio 18th, 2011 at 8:28 am
Big G a tutta birra (chi lo ferma più?…)
http://www.repubblica.it/tecnologia/2011/02/17/news/google_nuove_funzioni_e_grandi_manovre_social_-12574078/?ref=HREC1-1
febbraio 21st, 2011 at 1:39 pm
che bella Home Page del corriere di oggi….chissà quanti click
febbraio 21st, 2011 at 2:39 pm
Meglio quella di Repubblica?
febbraio 21st, 2011 at 4:37 pm
@Carletto ti riferisci alla modella di Intimissimi o al cadavere con l’inguine insanguinato….?
febbraio 21st, 2011 at 4:43 pm
La prima che hai detto…
febbraio 24th, 2011 at 11:33 am
MUZU.tv ha scelto WebAds come concessionaria in esclusiva per la gestione dei propri spazi pubblicitari!
MUZU.tv é il sito di video musicali con il piú vasto catalogo di contenuti in Europa grazie a numerosi accordi con le principali major discografiche. Il sito attrae ogni mese piú di un milione di utenti unici e consente di guardare, creare e condividere playlist video. Un ulteriore accesso di due, tre milioni di utenti verso MUZU.tv é garantito dal suo network di distribuzione di contenuti musicali che include i maggiori editori di giornali, emittenti televisive, siti di social networking e siti ufficiali degli artisti. MUZU.tv prevede una condivisione dei ricavi pubblicitari con i proprietari dei contenuti video.
febbraio 27th, 2011 at 3:04 pm
tutti alla festa di Manzoni
febbraio 28th, 2011 at 9:14 am
Carlè, beato a te che stai sempre a festeggià.
febbraio 28th, 2011 at 2:22 pm
ma se settimana scorsa sei stato avvistato alla festa di un nuovo portale donne…
febbraio 28th, 2011 at 5:43 pm
Luca e Carletto: allora beati voi….
marzo 2nd, 2011 at 1:39 pm
secondo l’AGCOM, l’informazione sul web non sfonda ed è all’ultimo posto tra i media utilizzati dagli italiani in cerca di news http://www.newslinet.it/notizie/gli-italiani-e-l-informazione-internet-non-sfonda-ma-erode-la-credibilita-delle-fonti-tradiz
a me sembrano dati poco credibili….
marzo 2nd, 2011 at 2:47 pm
Ma c’è qualcuno che crede a queste cose? Stanno a difendere la stampa che sta morendo e i bisonti che la popolano.
marzo 2nd, 2011 at 7:10 pm
@Marco
L’ho letta pure io… son cascato dalle risate!
I bisonti stanno per diventare dei teneri manzi che verranno spolpati fino all’osso.
Oggi RCS ha rilasciato i nuovi restyling di “A” – “OGGI” – “STYLE” e un altro che non ricordo. Ero già per terra dalle risate a metà telefonata.
Quanti soldi pubblici gettati al vento.
Li dessero a noi, no Lani?
marzo 4th, 2011 at 9:48 am
@Claudio, quando nel 2025 non ci sarà piu internet i nostri governanti si accorgeranno di internet e forse faranno qualche legge.
marzo 4th, 2011 at 10:16 am
Ma sapete i dati di chiusura delle concessionarie on line relative al 2010?
marzo 4th, 2011 at 2:09 pm
@Luca bah la mia preoccupazione è invece diversa, che i politicanti purtroppo si sono accorti di Internet e stanno facendo “qualche” legge, ma per remare contro la rete, non per invogliarla. 10 anni fa pregavo affinché i boss della politica non si accorgessero di questo grande mezzo, ma purtroppo è finita, e penso che per il 2025 in Italia esisteranno poche aziende che potranno fare soldi liberamente su Internet, solo un paio di nomi noti.
marzo 4th, 2011 at 6:37 pm
qualcuno sa chi è a capo di microsoft advertising adesso?
marzo 7th, 2011 at 9:10 am
@meriann: Giorgio Gabrielli è il nuovo Sales Director
marzo 7th, 2011 at 2:59 pm
Perform Group compra goal.com (e pare che non sarà l’unica operazione, specie in Italia)
Ultim’ora – Perform group compra il network Goal.comShare/Bookmark
Perform Group rafforza la propria presenza sul mercato online italiano. La società britannica operativa nei media sportivi digitali ha recentemente acquisito il sito di informazione calcistica Goal.com, che nel mese di gennaio è stato visitato da oltre 19 milioni di utenti unici.
Perform ha rilevato il 100% della community fondata da Gian Luigi Longinotti-Buitoni da un consorzio di investitori che includeva anche la Bessemer Venture Partners, ma non sono state rese pubbliche le cifre dell’operazione.
Perform, nata nel 2007 della fusione tra Premium TV e Inform Group, è specializzata nella distribuzione dei diritti di oltre 40 manifestazioni sportive su differenti piattaforme digitali. Goal.com si andra’ a integrare agli altri servizi offerti come l’agenzia di video news Omniready, il sito di live streaming Livesport.tv e il widget di highlights sportive ePlayer.
Proprio l’ePlayer è sbarcato quest’anno sul sito Repubblica.it. Il quotidiano onine del gruppo Espresso si va ad aggiungere ad un ampio portafoglio di clienti, che comprende anche le versioni online de Il Giornale, Leggo e il Messaggero oltre a siti per appassionati come calciomercato.it . Anche il sito del quotidiano più amato dagli italiani, la Gazzetta dello sport, utilizza i contenuti internazionali di Perform.
Secondi i dati Comscore, le clip di Perform, che fanno vedere – tra le altre cose – i gol e le interviste della Serie A e le immagini Nba, nel mese di gennaio sono state viste da oltre 2 milioni e 700mila utenti unici. Cifre che fanno dell’ePlayer il numero uno in Italia nei video di sport, staccando di molto un concorrente agguerrito e di prestigio come gazzetta.it
In assoluto, nella classifica generale dei video più guardati dagli utenti internet, Perform risulta al nono posto, superata solo dai colossi Facebook e Megavideo, ma davanti ad alcuni siti per maggiorenni (vedi tabella).
Oltre all’ePlayer, Perform è partita da poche settimane in Italia con un altro prodotto, Watch&Bet, che offre oltre 8mila eventi di calcio e tennis all’anno commentati in italiano per diversi siti di scommesse, tra cui Bet365 (scommettiamo365) e Betfair.
La società inglese ha impressionato anche dal punto di vista finanziario. Il gruppo, che vede nel proprio capitale anche la Access del miliardario russo Len Blavatnik, ha fatturato nel 2009 oltre 48 milioni di sterline l’anno, in crescita del 71% rispetto all’anno precedente. Secondo quanto riportato dall’agenzia Reuters lo scorso novembre nei prossimi mesi si prevede pure la quotazione in Borsa.
In Inghilterra Perform, che gestisce il sito della Premier League, ha fatto parlare di se’ nell’ottobre del 2009, in occasione della partita Ucraina-Inghilterra, valida per le qualificazioni ai mondiali sudafricani. E’ stata la prima volta, infatti, che una gara della nazionale inglese è stata trasmessa in esclusiva in streaming su Internet , nel caso particolare attraverso la piattaforma di scommesse online Bet365.
Da quello storico evento Perform – che ha oltre 450 dipendenti – è cresciuta molto acquisendo anche diversi brand dell’informazione sportiva online come Sportal.au e il sito di statistiche calcistiche (risultati, formazioni, ecc.) Soccerway.com.
Oltre ai servizi sopracitati, Perform è stata la prima azienda nei digital media a fornire alla Premiership i servizi di Internet tv, clipping e sales media: tra i suoi clienti figura pure il sito del Chelsea e di 82 squadre appartenenti alla Footaball Association.
marzo 7th, 2011 at 6:39 pm
ma Goal ha 19 milioni di utenti unici? Sure?
marzo 7th, 2011 at 8:03 pm
@marco
Ma arriva dal web?
Magari sono io poco informata, ma il nome mi e nuovo
marzo 7th, 2011 at 9:46 pm
@meriann: arriva da Mondadori. ma che ti serve? Te lo devi sposar??
ps domani TGCOM Restyling…
marzo 8th, 2011 at 4:32 pm
@Carletto: ognuno dichiara glu u.u. che gli servono….
comunque, quella di Perform, che somma l’acquisizione di Sportal (Australia) a Goal.com, mi sembra un’evidente strategia di “ingrassamento del maiale prima della sagra del porcello” (leggi vendita di Perform), specie se si confermeranno attendibili le voci su altre, imminenti, acquisizioni sia in Italia che allestero, sempre tra i siti di news sportive.
@Meriann: arriva da Mondadori e pare che sia la prima mossa di una “rivoluzione”, anche strategica, in casa MSoft Adv in Italia (e non solo), staremo a vedere
marzo 10th, 2011 at 4:48 pm
@Lani ti informo che CronacaQui, giornale locale su Torino e Milano. Di sicuro l’avrai visto in giro, ha un sito che fa ORRORE… Beh per farla breve
3.760.000 euro di contributi…
Bah?
Giusto per fare un esempio calzante ai danari gettati..
Al zalut
marzo 10th, 2011 at 5:39 pm
Riporto alcune parti di un articolo di Websim su Yoox: io quando leggo di valutazioni pari a 47 volte gli utili rimango sempre abbastanza perplesso e mi viene subito in mente la bolla della New Economy…voi cosa ne pensate?
YOOX Il gioiellino è salito abbastanza
Websim – 10/03/2011 17:24:51
[...]
Nel corso del 2010 Yoox è salita in Borsa dell’84% ed è arrivata a trattare 47 volte gli utili previsti da Mediobanca per il 2011, una valutazione che si legittima solo presupponendo il mantenimento dei tassi di crescita del 2010 anche nei prossimi anni. [...]
Per legittimare questi multipli serve anche una buona dose di appeal speculativo, l’arrivo di un’offerta generosa come quella con cui Lvmh si è aggiudicata pochi giorni fa il controllo di Bulgari. Il colosso francese del lusso ha messo sul tavolo una cifra pari a 44 volte gli utili che Bulgari dovrebbe fare nel 2011.
[...]
Yoox prevede di riuscire ad aprire ogni anno tra i cinque ed i sei nuovi siti di e-commerce monobrand in modo da arrivare a 50 online store in gestione alla fine del 2015.
[...]
marzo 11th, 2011 at 4:30 pm
Silvia Angeloni è il nuovo Marketing Director di lastminute.com Italia
Giovedí 10.03.2011 12:40
lastminute.com annuncia la nuova nomina di Silvia Angeloni a Marketing Director per la filiale italiana.
Laureata in Economia e Commercio presso l’Università Bicocca di Milano, 33 anni, Silvia Angeloni ha iniziato il suo percorso professionale in ambito media (in Starcom e Mindshare) occupandosi di pianificazione pubblicitaria classica e online, esperienze che le consentono di maturare una profonda conoscenza delle dinamiche dell’advertising.
Successivamente si specializza nel marketing digitale, assumendo la carica di Marketing Analyst presso ING Direct e, in seguito, quella di Head of Online Marketing in Expedia. Qui consolida la sua esperienza nel settore travel, gestendo gli investimenti dell’online advertising in allineamento con le strategie degli altri mercati europei.
Prima di approdare in lastminute.com, Silvia Angeloni ha ricoperto l’incarico di Head of Online&Trade Marketing per RCS Digital a partire dal 2009. Alla guida di un team composto da cinque persone, è responsabile di tutte le attività in ambito ricerche, crm e online marketing: dal SEM al SEO, dal display advertising ai programmi di affiliazione.
lastminute.com rafforza dunque la propria struttura di vertice. Nel nuovo incarico Silvia Angeloni, rispondendo direttamente all’amministratore delegato, si occuperà di sviluppare le strategie e le attività legate al brand lastminute.com, con l’obiettivo di elaborare le politiche di marketing e media per l’azienda, assicurando il coordinamento con l’head quarter di Londra.
‘Fare parte del team di lastminute.com è un onore e una grande sfida professionale. – ha commentato Silvia Angeloni – La società possiede un know-how eccellente e siamo pronti a sviluppare le attività del 2011 grazie ad un piano strategico molto focalizzato sulla massimizzazione del ritorno sugli investimenti.’
marzo 11th, 2011 at 10:02 pm
Perform sta per quotarsi al LSE
marzo 14th, 2011 at 12:00 pm
E chi sarebbero?
marzo 14th, 2011 at 12:21 pm
@Carletto ti sei perso qualche post precedente…..
marzo 14th, 2011 at 12:22 pm
… il post 815 per la precisione
marzo 14th, 2011 at 2:20 pm
Dal 01 Aprile eBay passa in concessione ad H-Media!
marzo 14th, 2011 at 2:27 pm
@Advinsider: allora l’indiscrezione trova conferma…. si sanno i dettagli economici (= minimo garantito)?
marzo 14th, 2011 at 2:42 pm
Purtroppo questi dettagli non li conosco
marzo 14th, 2011 at 3:09 pm
nessun minimo garantito…non è nel business model di ebay
marzo 14th, 2011 at 3:18 pm
Anche a me non risulta il minimo garantito. Mi risulta, però, una revenue share elevata.
marzo 14th, 2011 at 4:21 pm
yesss
marzo 14th, 2011 at 4:35 pm
(ANSA) – MILANO, 14 MAR – Dada (la società di servizi digitali via web e telefonino del gruppo Rcs) archivia il 2010 con una perdita a 17,5 milioni di euro (-353% rispetto a un utile di 6,9 milioni del 2009). Lo rileva una nota che evidenzia ricavi in lieve calo a 151,5 milioni (-2%). Il margine operativo lordo è a 14,6 milioni (-28%) con una incidenza sui ricavi del 9,7%. Il risultato operativo è negativo per 11,9 milioni.
PEG/ S57 QBXX
marzo 14th, 2011 at 5:35 pm
Grazie
marzo 14th, 2011 at 5:59 pm
MANZONI concessionaria DI LaMiaAria.it
marzo 15th, 2011 at 10:05 am
@Vega: per molto elevata cosa intendi…?
marzo 15th, 2011 at 11:42 am
Ricordo una cosa tipo 70/30.
marzo 15th, 2011 at 12:07 pm
Mah di società “online” italiane ce n’è qualcuna in attivo?
Vedo solo perdite su perdite
marzo 15th, 2011 at 3:52 pm
@Sisso: cosa intendi per società “online” italiane ?
marzo 15th, 2011 at 3:56 pm
Che fanno dell’online la loro attività principale.
Libero lo metto come in attivo…ma le altre?
marzo 15th, 2011 at 6:21 pm
@Sisso: occorre distinguere le business unit dalle capogruppo, tipo msn da microsoft o tiscali.it da tiscali o, anora, repubblica.it dal gruppo l’espresso: se le guardiamo così, a mio avviso e per i numeri che posso conoscere, sono pochi quelli che perdono seccamente sull’online
marzo 16th, 2011 at 12:12 pm
Gruppo L’Espresso: bene radio e tv, ma è internet a tirare la volata
Confermando la tendenza evidenziata dai dati del primo semestre, i conti 2010 del gruppo editoriale di Carlo De Benedetti sono in netta ripresa, con un utile netto di 50,1 milioni di euro contro i 5,8 dell’anno precedente.
Dopo l’annuncio, il titolo ha preso il volo in borsa. E pensare che la crisi del 2009 aveva colpito duramente, con un calo generalizzato di diffusione, fatturato e raccolta pubblicitaria, quest’ultima decisamente in picchiata. Proprio negli ultimi mesi del 2009 aveva cominciato a dispiegarsi il piano di ristrutturazione, con due parole d’ordine: ridurre i costi e puntare decisamente sull’online. Il primo imperativo si è tradotto tra l’altro in una drastica riduzione del personale, pari a circa il 10% in un anno. Il secondo invece ha prodotto la radicale riprogettazione di tutta la presenza del gruppo sul web, da Repubblica.it a L’Espresso passando per Deejay. La presenza dell’advertising su tutti i siti è stata intensificata e resa decisamente più evidente, suscitando reazioni non sempre entusiastiche tra i lettori “storici”, ma i risultati non si sono fatti attendere: la raccolta pubblicitaria su internet è aumentata di una percentuale superiore al 20%. Anche radio e TV hanno fatto segnare risultati positivi (rispettivamente +7,7% e +4,5%), con una performance del comparto sat, coi prodotti myDeejay, Onda latina e Sky Music, aumentata del 28,8% e con il notevole successo di Deejay TV che si è affermata rapidamente. La stampa, invece, è risultata ancora in calo (-4,3%), sia sui quotidiani che sui periodici. “La flessione dei quotidiani, in particolare, è dovuta principalmente all’andamento negativo della pubblicità locale e rubricata (-5,7%), direttamente riconducibile alle persistenti difficoltà economiche che hanno interessato il mondo delle piccole imprese e attività; la pubblicità nazionale si è attestata su valori simili a quelli dell’esercizio precedente”, recita il comunicato ufficiale. Sulla base degli ultimi dati pubblicati da ADS ed Audipress, La Repubblica si conferma però come il primo quotidiano italiano d’informazione sia per numero di copie vendute in edicola che per numero di lettori. “Le vendite in edicola hanno registrato una flessione dell’1,2% rispetto all’anno precedente, laddove il mercato dei quotidiani (ADS a novembre) ha perso il 5,7%; inoltre, a fronte di un numero totale di lettori di quotidiani sostanzialmente stabile (-0,1%), i lettori medi giornalieri de la Repubblica sono risultati in crescita in corso d’anno (+2,5%), raggiungendo i 3,3 milioni (Audipress 2010/III) e portando il vantaggio sul secondo quotidiano a più del 10%”, spiega la nota del gruppo. “L’Espresso registra una diffusione in calo del 2,8% rispetto all’esercizio precedente (ADS a novembre), mentre il mercato ha perso il 3,3%, e mantiene 2,5 milioni di lettori medi settimanali – precisa il comunicato del gruppo multimediale – Infine, la diffusione dei quotidiani locali del Gruppo mostra una flessione del 3% riconducibile al contesto di crisi economica; il calo risulta comunque significativamente più contenuto del mercato ed i risultati della rilevazione Audipress confermano un numero di lettori medi giornalieri pari ad oltre 3,3 milioni. I ricavi pubblicitari, €528,4mn, hanno registrato una crescita del 6,3% rispetto al 2009″. Per il 2011 le previsioni rispettano la medesima tendenza: sempre meno carta e sempre più rete, con i media di broadcasting che continuano in ogni caso a rappresentare, almeno in Italia, un mercato da presidiare
http://www.newslinet.it/notizie/gruppo-l-espresso-bene-radio-e-tv-ma-e-internet-a-tirare-la-volata
marzo 18th, 2011 at 10:07 pm
Luca Di Cesare, dopo la laurea in ingegneria delle telecomunicazioni, ha iniziato la sua carriera in Enidata. Affascinato dalle enormi potenzialità di internet, nel 2000 fonda Dooyoo.it. Nel 2002 diventa Business Development Manager di Vivacity.it (Gruppo Unicredit). Nel 2003 entra in Doubleclick International con il ruolo di Sales Director Italia consolidando la sua expertise legata alla consulenza strategica, al marketing online e alla web usability. Nel 2009 fonda iWikiPhone.com, il social network dedicato agli utenti di iPhone. Nel febbraio 2011, coglie una nuova sfida professionale e diventa Managing Director Italia di smartclip.
marzo 22nd, 2011 at 12:52 pm
ma chi vende adv su skype?
marzo 22nd, 2011 at 9:56 pm
Groupon Italia cerca personale
Dear Carl*
I am currently working for Groupon and am looking for managerial profiles to join the Italian HQ in the Milan and Rome offices.
Please find a generic job description below and please do not hesitate to forward my contact details to anyone who could be interested.
Thanks
Regards
Vera
Job Description
Groupon is officially the fastest growing internet company in history and the first to reach $1 billion in sales in only seventeen months since its inception. Featured on the front cover of Forbes magazine and listed in TIME’s Top 50 Websites, we are committed to helping small to medium sized businesses gain exposure while giving consumers a better deal, thus Groupon (www.groupon.it) is the fastest growing internet company. As the market leader in the collective buying industry, our mission is to give our subscribers the opportunity to explore new experiences and check out the best venues in their city, while bringing fresh customers to our local business partners.
Groupon is active in 29 countries and more than 230 cities worldwide and maximizes the customer flow for small to medium sized businesses by providing them with affluent customers via direct marketing.
Groupon Italy is looking for Top Management in Milan to help run their sales and operations teams.
We are looking for very apt, talented, ambitious people with a strong interest in entrepreneurship to join our Milan-based management team.
Responsibilities include but not limited to:
Develop and execute regional management strategies aimed at exceeding financial targets
Autonomously run your regional portfolio and make all executive decisions directly effecting its success
Effectively manage, train and communicate KPI’s to regional teams
Uniquely identify emerging trends within each region whilst applying this knowledge to leverage sales
Acquire in-depth knowledge about key industry performance indicators
Required skills:
• Masters degree, MBA, or similar
• Three years work experience, preferably in Venture Capital firms, investment banking, start-ups or business consulting
• Proven experience in achieving and over exceeding onset targets
• Excellent communication skills; must have a fluent English & Italian and other European languages are considered a plus
• Strong working knowledge of emerging Internet trends
• Impeccable interpersonal and social skills, positive attitude, energetic approach and self-motivation are all essential
marzo 23rd, 2011 at 9:08 am
per la serie “L’apoteosi dell’arroganza” (notare, di seguito, la frase “…La quota di ricavi che Lei riceverà sarà determinata da Google a sua discrezione. I pagamenti saranno calcolati esclusivamente sulla base dei registri tenuti da Google…”)
ps: e meno male che almeno i saluti sono cordiali…
Gentile publisher,
Le scriviamo per informarla che i Termini e condizioni di AdSense, validi per il suo account, saranno modificati a breve. I Termini aggiornati saranno validi a partire da domani, 22 marzo 2011; potrà consultarli all’indirizzo …. I Termini aggiornati sostituiranno quelli che si trovano al seguente indirizzo: …..
Queste modifiche sono state effettuate in seguito alla decisione di Google del maggio 2010 di rendere pubblica la quota di compartecipazione alle entrate dei prodotti AdSense per i contenuti e AdSense per la ricerca (al seguente indirizzo: ….. Per chiarezza, abbiamo evidenziato le modifiche di seguito.
L’articolo 12.1(d) è stato modificato nella forma seguente:
(d) altri eventi verificatisi in connessione con la visualizzazione degli Annunci sulla/e Sua/e Proprietà. La quota di ricavi che Lei riceverà sarà determinata da Google a sua discrezione. I pagamenti saranno calcolati esclusivamente sulla base dei registri tenuti da Google.
Per qualsiasi domanda relativa al prodotto, saremo lieti di risponderle sul nostro Forum:……
Cordiali saluti,
Il team di Google AdSense
marzo 23rd, 2011 at 9:10 am
a breve scorporo di Libero.it da WIND, con creazione di newco ad hoc
marzo 23rd, 2011 at 10:54 am
Non apevo che Populis (ex go-adv) aveva dato in concessione tutto a RCS….
Nn capisco però perchè RCS ha venduto BLOGO per riprenderselo in concessione. Cmq Ancora complimenti a Populis
———-
Importante accordo di affiliation tra RCS Pubblicità e Populis per la gestione dell’advertising sulle piattaforme di Excite, Blogosfere e Blogo.
Populis è una delle digital media company a maggiore crescita in Europa, fondata da due partner italiani – Luca Ascani e Salvatore Esposito – ed è il player europeo di riferimento nella produzione di contenuti on demand.
Excite, pioniere nell’editoria online, pubblica migliaia di articoli al giorno con uno stile editoriale unico e fresco; conta oltre undici milioni di utenti unici al mese worldwide
Blogosfere è uno dei più referenziati network italiani di blog professionali curati dai principali esperti del settore. Il network organizza iniziative legate a eventi importanti e cattura l’attenzione dei media grazie alla credibilità che i singoli blogger hanno conquistato sul campo.
Blogo rappresenta il principale network italiano di blog tematici che si caratterizza per il tono colloquiale, i contenuti verticali unici sempre aggiornati e una grafica leggera e frizzante. I diversi blog offrono agli utenti un aggiornamento costante sui loro temi preferiti.
Per RCS Pubblicità, prima per fatturato online tra gli editori italiani, l’accordo rappresenta una svolta strategica nella propria offerta digitale. La ricchezza dei contenuti informativi del network di Populis troverà infatti una piena integrazione con i media brand di RCS.
marzo 23rd, 2011 at 12:50 pm
RCS fattura più di Manzoni? quanto fattura? 20 ?
marzo 23rd, 2011 at 11:53 pm
RCS 2010 avrà chiuso tutto l’online a 45 minimo
marzo 25th, 2011 at 1:35 pm
Confermo il dato di claudio, parlano di quasi 50M
marzo 25th, 2011 at 9:49 pm
e Manzoni? e LIBERO? Dai Luca fai un recap!
marzo 28th, 2011 at 3:21 pm
Come si calcola lo spending su web che arriva da Nielsen?
aprile 5th, 2011 at 10:35 am
CityNews raccoglie 3,3 mln di euro per aprire 40 testate on line http://www.citynews.it/azienda/comunicati/citynews-raccoglie-3-mln-euro.html
aprile 5th, 2011 at 11:44 am
Luca, chi ti ha dato la notizia? sei sicuro sia vera?

aprile 6th, 2011 at 9:04 pm
Michele Rossi in publikompass
aprile 6th, 2011 at 9:38 pm
@ carletto
Michele Rossi in Class non Publikompass
aprile 7th, 2011 at 10:05 am
si hai ragione..chiedo venia
aprile 8th, 2011 at 4:21 pm
da Virgilio matrix verso ING Direct per
aprile 10th, 2011 at 10:43 pm
Scusate se intervengo qui, ma non volevo “sporcare” altri post: ho finito di vedere or ora Report, vado a memoria ma sbaglio di poco: intervistato l’AD di lettera43 ha detto che fanno 140.000 unici al giorno con 600.000 pagine viste!!!! E hanno chiuso i primi 3 mesi dell’anno con 650.000 euro di pubblicità.
Ma come fanno???:
http://trends.google.com/websites?q=lettera43.it%2C+ilpost.it%2C+ilfattoquotidiano.it%2C+telefonino.net&geo=all&date=all&sort=0
aprile 11th, 2011 at 8:13 am
Diciamo che hanno dei rapporti “privilegiati” con molti clienti….in virtù dei quali riescono a bypassare spesso e volentieri i CM
Detto ciò questi dati colgono di sorpresa anche me!
aprile 11th, 2011 at 9:15 am
@Snipers: sì, ed io sono appena tornato da un meraviglioso weekend su Marte, passando per Plutone…. hotel vista mare e tempo splendido….
aprile 11th, 2011 at 11:20 am
I dati di Lettera43 sono assolutamente reali, purtroppo.
Se hai i contatti giusti trovi ancora i clienti che ti danno i 30-50k l’anno per amicizia o per scambio di favori mentre magari pianificano il resto del mercato a cpc 0,1.
Presentare i dati in questo modo ovviamente è una coltellata nella schiena a tutti i volenterosi che poi provano a gestire siti con valori simili di utenza e non vedono arrivare nemmeno un centesimo di quei soldi. Ma se hai Arpe tra gli investitori , per citarne uno, già la metà di quel fatturato è garantita in automatico.
L’effort di Manzoni che in generale sembra stia lavorando molto bene è solo la ciliegina sulla torta
aprile 11th, 2011 at 12:01 pm
@Gibbo: non ti credo, ora su Marte sono fuori stagione e gli hotel sono tutti chiusi
@Omonimo: ma quello che a me stupisce di più non è tanto il fatturato che come dici tu si può anche fare (si ma 650k in tre mesi, mah? piuttosto ilfattoquotidiano ha più sinceramente ammesso che fanno 900k e che con numeri anche minori un libero.it fa 10 volte tanto)…. quello che mi ha fatto specie è il dichiarare 140.000 unici al giorno!!!!!
Qui non ci sono amici che tengano, e se google non sbaglia mi pare impossibile che facciano questi numeri, per quello ho linkato il trends for website: se avete un sito di cui conoscete le metriche e lo paragonate a lettera43 i suoi 140.000 unici (browser, lasciamo poi stare le teste uniche) mi paiono una sparata un pò esagerata.
Secondo me sono sui 60-70.000… ad essere di manica larga… e con questo non voglio togliere nulla alla bontà editoriale, solo che quando si fanno propri i valori di un nuovo giornalismo libero, autonomo, trasparente ed indipendente e poi si mente sui numeri uniformandosi in questa pratica al resto del mercato… beh è giusto farglielo rilevare, no?
aprile 11th, 2011 at 12:23 pm
Confermato per il 25 aprile, lo spin off di Libero.it e di tutte le attività web di WIND.
aprile 11th, 2011 at 12:48 pm
Comscore, per Lettera43, dà 838.000 UU a dicembre.
aprile 11th, 2011 at 1:30 pm
@Vega: senza togliere nulla a Lettera 43 e con tutto il rispetto, ma non prendiamoci in giro, su…..
aprile 11th, 2011 at 1:53 pm
Ho visto anch’io Report e il paragone tra IlFatto e Lettera43 mi ha lasciato un po’ perplesso…
A parte i numeri (che anche secondo me sembrano un po’ gonfiati per Lettera43.it) mi è sembrato improprio accostarli sul piano dell’indipendenza editoriale: il Fatto ha un editore puro senza altri interessi industriali (oltre ai soci-giornalisti) mentre Lettera43.it ha come soci finanziatori Arpe, Moratti,ecc…
Potranno anche dire che loro se ne fregano e scrivono tutto di tutti ma se si cerca nell’archivio di Lettera43 ci sono un paio di articoli da 10 righe su Saras…quando le cronache (anche giudiziarie) degli ultimi mesi hanno fornito molti spunti.
Se sei completamente dipendente dalla pubblicità a mio avviso non sarai mai completamente libero. IlFatto lo può fare perchè genera ricavi su vendite in edicola e abbonamenti, Lettera43 a mio parere non lo può fare (sia per i soci finanziatori che per il modello di business).
@Snipers: il dato del Fatto di 900k di raccolta pubblicitaria si riferiva a TUTTA la raccolta, ovvero includeva anche il dato sul giornale cartaceo: il paragone era infatti con la versione cartacea di Libero (non con il sito Libero.it).
aprile 11th, 2011 at 2:27 pm
@Adriano: si scusa intendevo quello, cioè la somma della raccolta pubblicitaria tra carta e web; e ovviamente non intendevo libero.it ma libero il giornale (libero-news.it).
Considerato il tutto mi pare che ilfattoquotidiano sia una realtà considerevole, soprattutto perchè in un momento di crisi per la carta ha saputo mettere in piedi un modello di business che si poggia sia sull’Adv che sugli abbonamenti dei lettori.
A questo punto ti quoto in pieno Adriano:
“Ho visto anch’io Report e il paragone tra IlFatto e Lettera43 mi ha lasciato un po’ perplesso…”
aprile 11th, 2011 at 4:08 pm
@ Adriano
Anche la dipendenza dai lettori ha le sue controindicazioni. Toni scandalistici e urlati per esempio…
aprile 11th, 2011 at 4:49 pm
Audiweb da 395k uu a lettera43 a gennaio 2011
aprile 11th, 2011 at 5:44 pm
…accidenti..650.000euro di pubblicità in 3 mesi..complimenti !!!
…se Sesini…avesse venduto cosi’ bene anche Telefonino.net quando se e occupava in Matrix…..
aprile 11th, 2011 at 5:45 pm
Ragazzi..parliamoci chiaro…gli utenti unici si possono gonfiare come si vuole e lo sapete bene.
Dovete guardare altri indicatori, come le PAGINE VISTE per UV per capire la qualità di un sito: google adplanner dice 120k/day a lettera43 con 1,9M di PAGINE VISTE al mese!!!
.
Audiweb non è infallibile: alcuni siti censiti audiweb su adplanner sono 100 posizioni più sotto
PARTYPOKER fa 4 milioni di unici su audiweb: ma vi pare?
Il problema è che in Italia funziona così e basta.
Infatti gli stranieri scappano dal nostro paese.
aprile 11th, 2011 at 6:45 pm
Scusa Sisso, lasciamo pure stare audiweb, ma 120k utenti al giorno fanno almeno 2,6 milioni di pagine viste al mese (ho fatto un banale x 22 giorni utili togliendo quindi i we)!
A meno che ci siano utenti che fanno un numero di pagine viste negativo?!
Quindi è ancora peggio, vuol dire che hanno rimbalzi altissimi perchè su un quotidiano mi aspetterei almeno 2 pagine viste…
Rimango della mia idea: dicendo che hanno 140.000 di unici al giorno hanno peccato di ingenuità, soprattutto per una realtà che parte dal web e conosce le sue metriche.
aprile 11th, 2011 at 10:13 pm
Scusate ma il dato “vendibile” è il dato censuario, anche perché come tutti noi sappiamo è l’unico realmente vicino per natura al dato adserver. Sugli u.u. si possono chiaramente dichiarare dati poco allineati, anche se poco ci vuole a ricavare un dato realistico.
Il dato dichiarato a report ieri sera era pari a 140k u.u. e, sentita in amicizia la redazione, in realtà quello è il dato delle visite, u.u. sono verosimilmente circa 120k.
Le pagine sviluppate da un quotidiano normalmente sono non inferiori a 5 o 6 medie, di conseguenza almeno 600/700k al giorno: ne hanno da censuario una media di 800k.
Non parliamo di cifre abnormi: ci stanno. Circa 15 mio pagine al mese: ci stanno anche queste. Non sono cifre improponibili con spese di sem sufficientemente elevate per i primi 3 anni (se ne era già parlato: 5 mio euro di cash da zero sono un bell’inizio). I clienti amici a cui assicurare impression a prezzi di mercato fanno poi la raccolta dichiarata…
Insomma: di cosa ci stiamo stupendo? In Italia le lobbies contano eccome: anche questo mercato troverà l’assetto principe in pochi interlocutori alternativi alle raccolte mass market di player dai numeri abnormi (fb, msn, yahoo!, youtube, etc..). Poi player verticali target oriented, poi coda lunga infinita in cui tutti potranno recuperare le spese… Ma non certo fare milioni di euro.
La questione è: in quanto tempo? Il tempo necessario a modificare gli assetti aziendali di quei player che possono concentrare le attenzioni degli investitori. Quindi Mondadori, Manzoni, RCS in primis. 3/5 anni? Plausibile.
aprile 12th, 2011 at 9:02 am
La mia idea, corroborata da dichiarazioni degli stessi fondatori del sito e da altri comunicati stampa, e che Lettera43 in questa prima fase investa massicciamente in traffico a pagamento da Adwords (il post dell’agenzia che li segue http://ego.emilianocarlucci.com/autopromo-lettera43-con-youniversal-media)
Per raggiungere i numeri che si sono impegnati a fare, in così poco tempo tra l’altro, ha bisogno di un “boost” di crescita che solo Google Adwords, al momento e credo anche nei prossimi anni, può dare. Le SERP hanno bisogno di tempo per dare risultati significativi.
Se hanno un alto tasso di rimbalzo è probabilmente un problema di prodotto che stenta a catturare l’utenza a CPC di Google, che di solito è molto proattiva. In questi casi la soluzione è solitamente quella di “inzeppare” le pagine di gallery fotografiche
Se riescono ad acquistare click a 0,03 o addirittura a 0,02 con 20mila euro al mese hai tra 700mila e 1 milione di visitatori sul sito.
aprile 12th, 2011 at 9:21 am
Nielsen Netratings (che non mente) da a Lettera43 circa 340k unici a marzo, ed al IlPost qualcosa meno.
Confermo che lettera43 ha da gennaio un contratto con la struttura di carlucci (ex goadv) che compra traffico per gli editori. 600k euro di raccolta visti i nomi in campo ci stanno tutti, alla fine sono una decina di marchette da 50k.
aprile 12th, 2011 at 9:37 am
@ GolaRaffreddata
Nielsen non mente ma certamente “edulcora” i numeri. Ormai è invalsa la tendenza ad accorpare domini altrui sotto i propri brand. Basta una letterina dell’editore del sito accorpato e via, improvvise fiammate di traffico su property fino ad allora anemiche, con buona pace della trasparenza tra editore/concessionaria e investitore/centro media. Poi si va su altre fonti (Adplanner, Comscore ecc.) e si ritrovano tutt’altri numeri. Non è il caso di Lettera43.
aprile 12th, 2011 at 10:29 am
ecco come compra traffico…goadv…quindi sono UV finti.
aprile 12th, 2011 at 10:50 am
@ Sisso
Perché li definisci “finti”? Se la campagna Adwords è ben fatta ricevi utenza molto proattiva e interessata all’argomento. Se il sito è interessante e l’esperienza di navigazione coinvolgente, è buon gioco fidelizzare una parte di quel traffico. Google Adwords è uno strumento formidabile e versatile che molti editori cominciano a utilizzare con buoni risultati.
aprile 12th, 2011 at 11:22 am
“PARTYPOKER fa 4 milioni di unici su audiweb: ma vi pare?”
Secondo me ne fa di più, semplicemente alcuni censitori puliscono i dati in base ai referrals
aprile 12th, 2011 at 11:54 am
“Google Adwords è uno strumento formidabile e versatile che molti editori cominciano a utilizzare con buoni risultati”
e che poi quando smettono di usare adwords si ritrovano punto a capo!
Si, editori che vedono lungo… fino alla punta del naso!
Scusa 30330 ma parlare di adwords come fonte di traffico per editori lo trovo un controsenso: adwords va bene per un evento, un prodotto, una iniziativa, un lancio, ma se PRODUCI CONTENUTI e questi invece di avere un risultato organico li devi far salire a suo di adwords, forse c’è qualcosa di sbagliato nel definirti editore…. diciamo che fai marketing, arbitraggio, ecc.ecc.ecc.
aprile 12th, 2011 at 12:02 pm
credo che la discussione si stia, inutilmente, focalizzando sui dati, veri, presunti o fasulli di Lettera 43, come se (nel caso) fosse l’unica ad avere dati, diciamo solo curiosi…., sia in AW che in Nielsen, ecc.
Sicuramente, così come facciamo – chi più chi meno – tutti quanti, cercheranno di trovare il modo (più o meno trasparente) per avere, da subito, dati più che buoni per attrarre investitori, pubblicitari e non, e ci sta: non vedo particolari motivi di scandalo.
aprile 12th, 2011 at 1:39 pm
Se ci sta…ci sta….
aprile 12th, 2011 at 2:12 pm
@ Snipers
Grazie per l’intervento ma l’arbitraggio è un conto e utilizzare Adwords per spingere alcune sezioni editoriali o contenuti che nelle SERP faticano a trovare spazio, è un altro conto. Tra l’altro, non sempre ma spesso, il risultato organico non premia il contenuto migliore e un editore che approccia un nuovo argomento, arrivando per ultimo, non troverebbe spazio nelle SERP, spesso monopolizzate da logiche algoritmiche legate alla storicità del dominio ed ai link in ingresso. Ti pongo un quesito: che differenza c’è tra 1.000 euro spesi per fare “link builing” (o molti di più per pagare un SEO) o altrettanti spesi in Adwords? Non è sempre un modo proattivo per ottenere traffico, indirettamente tramite SERP o direttamente tramite pubblicità? Se è econonomicamente sostenibile, cosa non scontata in advertising a CPM, a mio umile avviso è un’opzione che editori illuminati (e pragmatici) non dovrebbero negarsi aprioristicamente.
aprile 13th, 2011 at 5:29 pm
30330 ha colto appieno il senso dell’attività di search marketing per gli editori. E’ semplicemente un modo per raggiungere visibilità in tempi brevi e su pagine mirate, con l’obiettivo di:
- massimizzare le pagine viste e creare engagement
o
- acquisire traffico ritornando parzialmente o totalmente dell’investimento attraverso un mix di display + contestuale + lead generation (tutto rigorosamente valutato in base all’eCPM)
o
- fare margine attraverso presenza pubblicitaria abbastanza aggressiva e molto border line.
Possiamo anche chiamarlo arbitraggio (e il terzo caso sicuramente lo è), ma lo definireste tale se l’utente cliccasse su un annuncio (testuale o immagine) dopo aver visto 5-6 pagine?
aprile 14th, 2011 at 11:49 pm
Il portale leonardo passa a triboo
aprile 15th, 2011 at 8:51 am
Seat PG si aspetta di chiudere il 2011 con una crescita del 20% dei ricavi da Internet, sono stati 266 milioni di euro nel 2010. Parlando nel corso di una conferenza tenutasi ieri, l’amministratore delegato Alberto Cappellini, ha affermato che i pacchetti multimediali dovrebbero arrivare a 180.000, 70.000 in più dell’anno scorso.
aprile 15th, 2011 at 5:19 pm
Ma che super pianificazione TIm oggi.. avrà speso 1.000.000 di euro solo oggi..
aprile 19th, 2011 at 11:44 am
Dada ha firmato il contratto definitivo con Buongiorno per la cessione del 100% di Dada.Net per un ammontare di 28,5 milioni di euro cash oltre alla posizione netta consolidata di Dada.net alla data del closing, che dovrebbe essere contenuta entro i 5,5 milioni.
Dada ha già concordato con Sony Music Entertainment il riacquisto del 13% di Dada.net che non possedeva per 7,2 milioni cash.
aprile 19th, 2011 at 7:08 pm
IMHO Da Adwords arrivano utenti VERI, bisogna solo saper utilizzare lo strumento e avere KPI chiare come obiettivo.
E poi scusate ma quale sarebbe l’utenza “vera” quella di Libero, Virgilio e Tiscali che “costringono” gli utenti utonti a passare dalla loro HP e ad avere un servizio di email inefficiente?
Oppure i portali alla Leonardo che mettono sotto il loro cappello un po’ di siti a casaccio che hanno traffico?
Oppure Banzai che fa gran parte del traffico con Altervista (…..) e siti di ecommerce?
Vogliamo parlare di MSN e le zozzate che fa con Explorer?
aprile 19th, 2011 at 8:33 pm
Boh: ottimo intervento. Tutti piuttosto penosi questi ‘big player’, ad iniziare da Banzai e Leonardo
aprile 20th, 2011 at 8:18 am
Boh: osservazione corretta ma, consentimi, non particolarmente originale: nel senso che è arcinoto che i grandi portali compresi i quotidiani (vedi il caso di repubblica.it), ovviamente non solo quelli italiani, da sempre usano vari metodi (sostanzialmente, va detto, tutti legittimi) per aumentare il proprio traffico, ma sinceramente non ci trovo nulla di scandaloso, alzi la mano chi si chiama fuori da queste pratiche!
Mi pare, quindi, un po’ forzato definire, ad esempio, accusare MSN di fare “zozzate con Explorer”! suvvia….
aprile 20th, 2011 at 9:14 am
@Marco: si magari è esagerato, pero’ penso che il discorso di boh sia riferito a Google adwords come modo di acquisire traffico. Sicuramente un utente che arriva da Adwords è più interessante a livello pubblicitario, sia questo brand o performance che un utente che è ‘costretto’ a vedere il banner per accedere alla mail….
aprile 20th, 2011 at 9:54 am
Beh che un bel po’ del traffico dei portali generalisti sia dato dalle webmail è noto.
Si vede su Audiweb?
Per il resto sono principalmente aggregatori di news con time spent e pagine viste per visita molto basse.
Forse questi sono gli indicatori veri della qualità di un sito.
aprile 20th, 2011 at 1:58 pm
@Sisso
certo che si vede da Audiweb.
Audiweb View più recente:
Channel Utenti Quota % su totale
Libero Messaging 7.060 58%
Windows Live Hotmail 6.523 39%
Virgilio Mail 4.402 32%
Yahoo! Mail 2.906 21%
aprile 21st, 2011 at 8:51 am
“boh” mi trovi d’accordo. Anche se non sarei così tranchant con Banzai come nell’intervento successivo, che è vero che fa gran parte del suo traffico con Altervista (hosting di siti gratuito) e e-commerce, ma ha anche imposto siti editoriali come PianetaDonna (anche se lì, credo una parte di traffico significativa potrebbe essere aggregata con siti di terze parti, tipo http://www.cucinare.meglio.it/ …), Giallozeffarano, Cookaround e quell’ottimo servizio che è Liquida. Insomma, tutt’altro spessore rispetto a Leonardo.
aprile 26th, 2011 at 3:38 pm
Nel febbraio del 2009 Banzai aveva 8,64 milioni di UU. 5,83 senza Altervista, che portava quindi un contributo del 33% sulla reach. Nel febbraio del 2011 Banzai ha 12,35 milioni di UU, 10,03 senza Altervista che porta, quindi, un contributo del 19%.
In due anni siamo cresciuti del 46% (con Altervista) e del 72% (senza Altervista).
Altervista è un gioiello nel campo del free-hosting con ormai circa 1,3 milioni di siti ospitati sulla piattaforma.
Un sottoinsieme di poche migliaia di siti, di buon livello, fa parte dell’ offerta pubblicitaria di Banzai e contribuisce ai nostri ricavi complessivi per poco meno del 2%.
aprile 26th, 2011 at 10:08 pm
le migliaia di siti sotto altervista sono di buon livello? beh, se questo è il metro di giudizio immagino che un aggregatore tipo liquida sia il progetto innovativo del secolo…
aprile 27th, 2011 at 8:56 am
Ainio, che ammiro per essersi esposto personalmente, credo intendesse che dei milioni di siti “hostati” da Altervista, solo alcuni sono stati selezionati per la vendita ADV “premium”. Assolutamente comprensibile.
A me Liquida sembra un ottimo servizio. Sarà pure un “aggregatore” ma è realizzato molto bene. Non mi vengono in mente altri player nazionali che avrebbero avuto la spinta innovativa per farlo. Sembra semplice, aggrego un po’ di blog e via, ma non lo è affatto. Essendo un prodotto completamente Banzai (mentre altri sono evoluzioni di gestioni editoriali precedenti, vedi i siti nati dall’intuizione di Lani o di chi sta dietro Altervista) uscito dal cappello di Santagata, secondo me è quello che meglio rispecchia la filosofia del gruppo.
Poi che ci sia un po’ di ingegneria statistica sui dati aggregati di traffico fa parte di questo mercato e di un po’ tutti i protagonisti, grandi e piccoli, che lo popolano.
aprile 27th, 2011 at 10:10 am
@luca : vedi che su Altervista c’è pure spinoza (http://alter.spinoza.it ) e non mi dire che non è di qualità!
aprile 27th, 2011 at 5:04 pm
Quoto 30330: all’italica maniera, quando si espone uno con un nome importante si prende la palla al balzo per estrapolare un frase e dargli contro, come se criticare un “personaggio famoso” automaticamente soddisfi il propio ego…
Mi complimento con Ainio per quanto negli anni ha saputo fare e soprattutto per metterci la faccia in prima persona come in questo caso.
P.s.: ho incontrato Ainio una sola volta nella vita e non ho condiviso i suoi progetti, per cui non sono nè un suo collaboratore né un suo socio né un suo fan, ma ciononostante credo si debba sempre “dare a Cesare quel che è di Cesare”.
aprile 27th, 2011 at 6:55 pm
mi sembra molto più all’italica maniera, evitare di sottolineare una frase ridicola solo perchè ‘si espone uno con un nome importante’.
su altervista ci sono sicuramente lodevoli eccezioni, ma sappiamo tutti benissimo quale sia il livello medio.
poi se vogliamo parlare di liquida, come aggregatore è veramente di livello unico (senza ironia), ma pur sempre di aggregatore si tratta. in questo caso credo che sarà direttamente google a farci capire cosa significa qualità di un sito web… mi pare che la versione inglese (si veda google trends) sia già stata ben colpita… grazie al panda update e ai successivi aggiornamenti che andranno tutti nella stessa direzione.
aprile 27th, 2011 at 10:08 pm
“Frase ridicola”: ecco quello che intendevo: ma si parla così tra persone che scrivono sul blog di Luca?!
“su altervista ci sono sicuramente lodevoli eccezioni”: praticamente dici la stessa cosa di Ainio, che ha detto che su 1 milione di siti, qualche migliaio sono accettabili. Ossia uno o due o tre su mille.
“ma sappiamo tutti benissimo quale sia il livello medio.”: no, io non so qual è il livello medio, forse tu hai dati, ma a me non interessano manco: io deduco solo che anche su facebook il livello medio non è alto, tuttavia non sono ancora riuscito a beccare Facciadazukkermberga per dirgli che è ridicolo.
“poi se vogliamo parlare di liquida, come aggregatore è veramente di livello unico (senza ironia), ma pur sempre di aggregatore si tratta”: qui sono concorde con te al 100%, ed infatti invece di dargli del ridicolo era a mio avviso più interessante cercare di far dire ad Ainio cosa pensa (siamo in gossip no?) sul futuro degli aggregatori e dei “panda update”, visto che novità del genere sono difficilmente prevedibili quando si fa un BP e possono incidere in modo serio su un progetto.
aprile 28th, 2011 at 2:40 pm
In effetti “Panda” sarà la prova del fuoco per Liquida. Senza voler fare paralleli forzati (e iettatori…), per esempio un servizio come Wikio.com (http://www.guardian.co.uk/technology/pda/2011/apr/13/google-panda-uk-update-winners-losers) con l’update ha perso il 96% (!) del traffico.
aprile 28th, 2011 at 4:02 pm
ascani sta tremando
aprile 28th, 2011 at 4:15 pm
Non credo che stia tremando visto che il suo modello principale non è il posizionamento naturale…
aprile 28th, 2011 at 8:43 pm
no..e Populis che fa? Migliori-Offerte? Gomeo? pizze a domicilio?
aprile 29th, 2011 at 9:04 am
nessuno di quei siti è posizionato prendono solo traffico dal kw advertising. Gomeo cmq se lo ricorda Garibaldi credo…
aprile 29th, 2011 at 9:11 am
Secondo me ha ragione “Massimo”, Populis per ciò che attiene l’arbitraggio “hard” (che poi è il suo core business) fa leva su campagne CPC, principalmente su Google Adwords. Molto difficile raggiungere i loro “siti” da SERP. Per esempio l’acquisto di un network come Blogosfere (ancora da capire cosa se ne faranno di Blogo, ma forse la stesa cosa) è giustificato da robe di questo genere: http://viaggi-2011.blogosfere.it Ovviamente qui arrivi solo da Adwords.
aprile 29th, 2011 at 9:17 am
strano che non abbiano messo a fare arbitraggio anche Blogo…cmq fa fatturato e asset in attesa del compratore
aprile 29th, 2011 at 9:36 am
intanto una buona fetta di web italiano è down per un incendio nella server farm di aruba
aprile 29th, 2011 at 4:25 pm
…e Sky.it passa in concessione a WebSystem
aprile 29th, 2011 at 4:55 pm
Mentre Popcorn Tv, prima in concessione a Sky Pubblicità, passa in .Fox
aprile 29th, 2011 at 9:20 pm
wow POPCORN…Vado subito
maggio 1st, 2011 at 8:22 pm
Approfitto dell’intervento di Paolo Ainio per dare anche io un contributo di chiarezza.
Il traffico generato da SEM rappresenta per Populis in Italia meno del 5% del traffico complessivo. I nostri network principali (excite, blogo e blogosfere) hanno una consistente percentuale di utenza fidelizzata e quindi di traffico diretto (oltre il 25% del traffico totale) e molto successo sia su SEO che sui social networks.
Dire che il SEM sia il nostro core business credo sia a dir poco una forzatura, piuttosto direi che il nostro know-how in quell’area rappresenta un importante vantaggio competitivo, che credo sarebbe molto utile a chiunque si occupi come noi di produzione, distribuzione e monetizzazione di contenuti digitali. Il SEM infatti non è solo uno strumento di business e di generazione di traffico, ma anche (direi soprattutto) una straordinaria fonte di dati.
maggio 3rd, 2011 at 9:16 am
Salvatore, grazie dell’intervento.
Riguardo l’imminente introduzione di “Panda”, pensate che alcuni dei vostri prodotti possano subire contraccolpi? Avete avuto modo di valutarne l’impatto in altri paesi di lingua anglosassone dove è stato già introdotto e siete presenti?
maggio 3rd, 2011 at 8:18 pm
@30330 Ovviamente attendiamo tutti con attenzione e ansia l’arrivo di Panda sulle altre lingue, del resto ci piaccia o no viviamo in una googlecrazia
. Se guardiamo a quello che è successo sull’inglese non siamo particolarmente preoccupati. I siti maggiormente colpiti in modo negativo sono stati aggregatori, shopping comparison, siti di “how to do everything” oppure piattaforme di contenuti senza alcun controllo editoriale. E i nostri network principali non ricadono in queste categorie.
P.s. Sulla lingua inglese non abbiamo visto un impatto ne’ positivo né negativo.
maggio 3rd, 2011 at 8:29 pm
Il panda in Italia dovrebbe arrivare tra fine maggio e i primi di giugno…
maggio 4th, 2011 at 5:40 pm
a proposito di Panda, che ha già sollevato un vespaio e, soprattutto, critiche nel confronti di Big G, dal momento che, curiosamente, i siti di proprietà di G sono stati premiati da Panda a scapito dei concorrenti, resta a mio avviso molto importante attendere la pronuncia della commissione europea che, sacrosantemente, ha avviato un’indagine dopo le denunce presentate dai siti che si sono visti fortemente danneggiate da Panda tra cui, altra coincidenza…., soprattutto quelli riconducibili a Microsoft.
maggio 4th, 2011 at 6:04 pm
Spin off da Wind per Libero.it
Libero.it non finirà in mano ai russi di Vimpelcom e si rivoluziona: mira a dominare il mercato italiano della pubblicità e a diversificare i ricavi offrendo servizi cloud computing. Oggi rinasce infatti come Libero Srl, azienda separata da Wind, da cui ha quindi appena ultimato lo spin off.
Il portale con la più vasta community italiana (12 milioni di visitatori mensili, 8,3 milioni di account mail), nato nel 1999, adesso va verso nuova vita, quindi, potendo contare anche sulle infrastrutture dei cinque data center di Itnet. Anche questo internet service provider si è separato da Wind e, con Libero, resterà nelle mani del magnate egiziano Naguib Sawiris. Da marzo invece, com’è noto, Vimpelcom controlla il 100 per cento di Wind (per 6,5 miliardi di dollari), con cui forma la quinta più grande compagnia di telefonia mobile mondiale.
La sfida per Libero è adesso di giocare senza Wind, ma invece di pensare alla difesa passa all’attacco. La concessionaria Libero Advertising cavalca la prevista crescita del mercato italiano per aumentare non solo i ricavi ma anche la propria quota di mercato. Ci proverà facendo leva sui propri utenti, sulla sinergia con Inet, ma anche su ulteriori mosse strategiche. Costruirà infatti un network di siti in grado di raccogliere un’ampia audience. Adesso circa il 45 per cento degli utenti internet italiani usa Libero, contro l’80 per cento di Google e Facebook. Libero Srl lancerà servizi al consumatore e alle aziende basati su tecnologie di “cloud computing”, sfruttando l’infrastruttura di Inet.
maggio 5th, 2011 at 8:02 am
@Carletto: sì, notizia già anticiopata su questo blog circa 20 giorni fa. Tra poche ore presentazione a Milano
maggio 6th, 2011 at 9:14 am
Non mi sembra che Libero abbia tutto questo know-how editoriale per rilanciare. Sono stati bravi a posizionarsi a suo tempo sui servizi, ed infatti vivono soprattutto di rendita da Webmail con grandi benefici sull’EBITDA, ma non mi sembra che abbiano mai fatto nulla di memorabile sul piano editoriale.
Hanno cassa per fare acquisizioni? Sempre che poi ci siano rimasto qualcosa da acquistare…
maggio 6th, 2011 at 1:27 pm
@30330: in realtà mi sembra che la politica editoriale di Libero sia non solo chiara ma, risultati alla mano, anche fruttuosa. I canali mi sembrano ben fatti e in grado di reggere egregiamente la concorrenza anche di vortals allnews. Casomai è il layout ad essere un po’ datato, ma i contenuti mi sembrano buoni. Per quanto riguarda la cassa non credo che sia un problema (non lo è mai stata, figuriamoci adesso che Sawiris, furbamente, si è tenuto il meglio di Wind) e, per il resto, si sa che il mondo è metà da venedere e metà da comprare!! Ma penso che l’obiettivo non sia acquistare quanto aggregare partners e so che le trattative con molti di esse sono avviate da tempo.
maggio 7th, 2011 at 9:46 am
Il network di Populis vive di solo SEM, chiunque può verificare che
non sono posizionati nell’organico mentre per qualsiasi ricerca
occupano almeno 3o 4 posizioni adwords, in più le poche pagine
indicizzate (io non ne ho mai viste ma ci saranno sicuramente) di
sicuro non sono ottimizzate per l’arbitraggio e quindi avranno un
impatto quasi nullo sul fatturato, quindi Panda non cambierà di una
virgola le loro entrate. Se hanno veramente intenzione di vendere,
come qualcuno ha supposto, secondo me il compratore dovrà considerare
che il valore della società non è certo nei siti del network ma negli
ottimi contratti commerciali e nel know how che serve per fare
arbitraggio a quei livelli. Fermo restando che se un giorno google
decide di fermare questo tipo di business sul SEM tutto si ferma e il
fatturato scende a 0.
Google ha introdotto il nuovo algoritmo proprio per eliminare dai loro
risultati tutti questi siti di contenuti low quality (e basta leggere
con attenzione i contenuti dei siti arbitragisti per verificare che
sono di bassa qualità) però continua a proporli nei link sponsorizzati
che in teoria dovrebbero essere maggiormente di qualità! Questo mi fa
pensare che uno degli obiettivi inconfessabili di questo algoritmo sia
quello di portare sul sem le varie content farm e quindi tirare acqua
al proprio mulino guadagnandoci 2 volte: col primo click sul sito
arbitagista e il secondo sul sito inserzionista (e se l’inserzionista
è un altro arbitragista il ciclo si ripete).
maggio 7th, 2011 at 8:12 pm
@ F. Berardinelli: perdonami ma dopo l’acquisizione di Blogo e di Blogosfere come puoi dire che non hanno posizionamento in organico????
maggio 8th, 2011 at 9:15 am
@Luca Lani
l’ho spiegato, un po’ ce l’hanno sicuramente (non so quanto, secondo me poco) ma il punto è che da quei posizionamenti naturali arriva ben poca monetizzazione perché i link sponsorizzati sono ridotti ai minimi termini. prova a confrontare una pagina posizionata con una dedicata all’arbitraggio che trovi su adwords. ergo una eventuale penalizzazione non avrà certo effetti catastrofici nel loro caso.
maggio 8th, 2011 at 8:58 pm
@F.Berardinelli: mi spiace ma sei completamente fuori strada, soprattutto riguardo l’intenzione di vendere…se ci incontriamo saro’ felice di spiegarti perche’, qui sarei troppo lungo.
@Luca: ti ringrazio, hai dimenticato Excite
maggio 9th, 2011 at 8:00 am
qualcuno sa spiegarmi in che modo Panda deciderà se un contenuto è di “qualità”? e se il criterio principale sarà “l’originalità” (nel senso di unicità), come si comporterà, ad esempio, con ANSA, i cui contenuti, senza dubbio di qualità, sono ripetuti migliaia di volte su altrettanti siti? Grazie
maggio 9th, 2011 at 11:38 am
Succoso articolo su l’Espresso di questa settimana; tema “Huffington Post all’italiana”. Alcuni stralci:
- “Dagospia nel 2009 ha incassato 538 mila euro con un utile di 113 mila euro”
- Quando hanno dichiarato (Lettera43, nda), a 100 giorni dal lancio, di avere 130 mila utenti unici al dì. «Che film hanno visto?», ha twittato all’epoca un giornalista del sito concorrente “Linkiesta”. Secondo Audiweb, ad esempio, a gennaio i visitatori unici di “Lettera43” erano 22 mila al giorno. Il punto è che per leggere e confrontare certi dati bisogna capire quale metrica è stata adottata. «Sono i numeri con cui la nostra concessionaria vende la pubblicità», taglia corto Madron: «Chiaramente abbiamo investito molto per il posizionamento del sito».
- Quando si parla di numeri, Sofri (ilpost, Nda) non vuole dire niente. Qualche punto fermo tuttavia c’è: i dati Audiweb di gennaio indicano circa 28 mila utenti unici e 131 mila pagine viste al giorno. Come si traduce finanziariamente questo dato? Qui si entra nel regno delle congetture perché ci sono molte variabili in gioco: ipotizzando quattro milioni di pagine viste al mese moltiplicate per un cpm (costo per mille impression, uno degli indicatori con cui si vende la pubblicità on line) pari a cinque euro, in teoria la testata potrebbe fatturare circa 200 mila euro all’anno.
- In termini numerici puntano (Linkiesta, nda) a un obiettivo abbordabile: 25 mila utenti unici al giorno entro un anno. Il modello di business de “Linkiesta” mescola pubblicità e abbonamenti, prevedendo per il futuro alcuni contenuti a pagamento.
maggio 9th, 2011 at 3:06 pm
E’ assolutamente certo che Lettera43 sta investendo (pardon, spendendo) vagonate di soldi per acquistare traffico e, spero per loro, qualche risultato dovrà pur darlo. Peccato che, come sanno tutti (o quasi) quelli che producono news per il web, il traffico che arriva dai motori sia, ripeto, almeno per i siti di news, assolutamente di basso valore perchè è un traffico a fidelizzazione prossima allo zero, con la conseguenza di dover mantenere pressochè costante nel tempo la spesa (se non ad incrementarla) con le conseguenze finanziare del caso.
maggio 10th, 2011 at 3:39 am
ilpost in gennaio era in effetti vicino ai 30mila unici, ora vedo che ha perso parecchio, in aprile era poco sotto ai 20mila.
lettera43 era ben sotto il post a gennaio, ma ora è molto sopra, vicino ai 50mila unici. ma è vero che è tutto traffico ‘comprato’, mi chiedo come possano reggere con questo modello.
linkiesta impossibile da stimare essendo troppo basso il traffico
maggio 10th, 2011 at 8:12 am
Non sono un BIG, faccio 150 mila unici al giorno, mi sostengo, sono soddisfatto, ho una decina di persone che lavorano con me, la mia vita è tranquilla, ma non sono FAMOSO. Forse è quest’ultimo il prezzo che viene pagato, sembrare allettanti e vendere del fumo. Infatti il fumo è la prima materia di scambio tra i BIG commerciali e della finanza.
Qui secondo me il discorso è complesso ma nello stesso tempo semplice, possiamo metterci a discutere quanto vogliamo sul perché e sul per come. Ma fino a quando ci saranno elementi che non hanno a che fare con l’operatività di un’azienda parlare e discutere per capire certi meccanismi è pressocché inutile.
maggio 10th, 2011 at 10:03 am
Caro MarcoG, come non darti ragione!!!
Mi sento molto vicino a te, un pò per gli utenti (e non traffico comprato!!!) ma soprattutto perchè nessuno mi viene a intervistare per farmi passare in TV a dire almeno numeri REALI (non che poi ci tenga personalmente, anzi mi tengo stretta la mia “vita traquilla”).
Invece i veri big (il minuscolo è d’obblogo) li puoi vedere che sparano dei numeri inesistenti a platee che tanto non sanno nemmeno la differenza tra unici e pagine viste…. e finchè va bene anche agli sponsor (o a chi gestisce i loro budget… vedi DN ecc.) che hanno il loro tornaconto… “buona camicia a tutti”!
maggio 10th, 2011 at 10:04 am
MarcoG, non ho capito il senso del tuo commento.
maggio 10th, 2011 at 10:25 am
Scusate ma è noto dalla notte dei tempi che 30k utenti su un sito di news valgono molto piu di 30k utenti su un sito di ricette o di trucchi di videogames. Non esprimo un giudizio di merito, per me tutto ha lo stesso valore, ma per il mercato pubblicitario no. Quindi è inutile lagnarsi, scrivete libri, fondate un quotidiano, ed andate in tv… ed anche voi averete il trafilo su l’espresso, altrimenti godetevi i vostri utenti in pace.
maggio 10th, 2011 at 11:00 am
@Luca: sarà anche noto dalla notte dei tempi, ma allora quelli della mia concessionaria devono tutti essere nati prima, perchè non mi sembra che considerino più i miei utenti (di news) rispetto allo stesso numero di utenti di altri siti (non news).
Anticipo già la tua lapidaria risposta “Caro Gibbo, cambia concessionaria!”.
Ci sto seriamente pensando….
maggio 10th, 2011 at 12:09 pm
Scusa Luca, ma io mica me la prendo se un sito di news che fa 30k utenti fattura di più di me! Sono felice per loro e non contesto il loro valore, ci mancherebbe altro (mi spiace solo che non ci sia anche Gibbo tra questi
).
Quello che contesto è che con 30k unici vai a dire che ne hai 140.000 in TV… e poi si scopre che la fonte dei dati è la stima censuaria fornita dalla loro concessionaria di pubblicità: vedi commento del giornalista di report in http://www.marco-esposito.it/2011/04/lettera-43-e-i-suoi-141mila-visitatori.html
Insomma capiscimi bene, non ho il dente avvelenato perchè non vado in tv, ma solo sul fatto che per chi opera in questo settore non è possibile che si confondano (stranamente a vantaggio) utenti unici con accessi e poi si parli dall’alto come si fosse un genio dell’online!!!!!!
maggio 10th, 2011 at 2:08 pm
ciao Luca, mi dispiace il tuo tono polemico, ma la mia e la risposta di Snippers non erano focalizzati sulla qualità degli utenti, che secondo me è anche piuttosto relativa e soggettiva, perché nella teoria potresti anche avere ragione tu, ma nei fatti è diverso.
La mia opinione è sul fumo che si costruisce intorno a dei numerini, perché siamo sinceri, i miei o quelli di Snipers, sono numerini, figuriamoci quelli di un giornale di news on line che ci manca pure che con 30mila utenti unici al giorno si quota al NASDAQ
sarà invidia, forse… fatto sta che io c’ero 10 anni fa e spero di esserci anche tra altri 10 anni, chi invece vende fumo, boh…
PS: il mio non è un discorso contro nessuno, è giusto un’analisi pura e cruda, giusto per chiarire
maggio 10th, 2011 at 2:39 pm
@marco Mi hai frainteso, non volevo essere polemico, ma solo realista. I giornali parlano e si eccitano dei giornali, è un mondo che si parla addosso. E’ pieno di convegni, esperti, articoli, sul giornalismo informazione e destino dei media. Bello o brutto funziona così. Anche pubblitariamente l’utente su un quotidiano rende 5 cpm, lo stesos utente su un sito di ricette 1 cpm, lo stesso utente su un un blog 0,4 cpm. Il contesto conta, piaccia o non piaccia. ciao!
@snipers : le bugie hanno le gambe corte, con le copie cartacee puoi sbomballare i numeri ed inventarli, con il web no. Alla fine la cosa ti si ritorce contro. Quindi pazienta sul greto del fiume…
maggio 10th, 2011 at 4:20 pm
Luca ti do ragione, sicuramente hai approfondito meglio di me il settore delle news. L’unica cosa su cui ho forti dubbi invece sono i CPM, almeno per l’esperienza che mi riguarda. Il CPM di un sito di ricette o di qualsiasi altro sito fortemente verticale e di qualità si “può” aggirare tranquillamente sui 4/5 CPM.
maggio 10th, 2011 at 9:05 pm
MARCO G
Ma che dici????? io da un sito di ricette pago a cpc (ecp a 0,5), altro che CPM
maggio 10th, 2011 at 9:07 pm
confermo che pago di + sui siti di news (3-4 cpm)
maggio 10th, 2011 at 9:43 pm
Infatti ho detto “potrebbe”
sicuramente non è questa la sede opportuna per analizzare ed approfondire !?
maggio 11th, 2011 at 8:28 am
@MarcoG: e perchè mai non sarebbe questa la sede? anzi, l’argomento mi sembra molto interessante…no no…approfondiamo pure e, quindi, per quanto mi riguarda (a parte la battuta sulla notte dei tempi e sulla mia concessionaria, di qualche post fa), confermo che, in generale, la sensazione è che le news siano pagate meglio delle “ricette”. D’altra parte credo che le motivazioni siano abbastanza evidenti: maggiore fedeltà degli utenti, alto percentuale di ritorno sul sito (che apparentemente contrasta con la filosofia di premiare gli utenti unici, ma che a mio avviso, invece, ha un altissimo valore aggiunto), maggior tempo di permamenza sul sito, maggior numero di pagine viste, ecc
maggio 11th, 2011 at 8:57 am
€ 1,00 CINEMA
€ 1,00 DONNE
€ 0,80 GIOCHI
€ 1,20 GREEN
€ 1,20 MOTORI
€ 0,80 MUSICA
€ 0,80 NOTIZIE
€ 0,80 SPORT
€ 1,10 TECNOLOGIA
€ 1,10 VIAGGI
Questi sono i CPM applicati ai blog di piccole dimensioni da parte di Virgilio Banner. Evidentemente c’è una differenziazione fra i vari argomenti. Se c’è per ii siti piccoli figuriamo per i “grandi”
maggio 11th, 2011 at 2:36 pm
@Gibbo potrei approfondire non c’è problema, ma io ho dei forti dubbi sul fatto che i siti di news abbiano un valore maggiore “REALE” rispetto alle “Ricette = DONNA” soprattutto in questo particolare periodo. A meno che si tratta di utenza fidelizzata, che non arriva dai motori di ricerca. Vedi progetti tipo il fatto quotidiano che sicuramente ha una fidelizzazione più studiata rispetto a lettera43 che io personalmente nemmeno conoscevo
Non ho dati empirici su cui basarmi, ho solo la mia esperienza, i siti di NEWS, come ci elenca qui Gianluca, non sono né meglio né peggio di altri settori, tutto POI sfalza i nostri discorsi il commerciale/concessionaria, che se ti sa vendere non c’è limiti al CPM
maggio 14th, 2011 at 10:18 pm
Audiweb/ Libero batte Virgilio ed è leader fra i portali italiani. Giornali online, il Corriere incalza Repubblica, Affaritaliani numero uno del web
Sabato 14.05.2011 15:40
Audiweb/ A marzo quasi 26 milioni di italiani su internet, crescono del 10% in un anno le connessioni a casa
I dati Audiweb di marzo confermano la leadership di Libero fra i portali italiani. Se i numeri più consistenti sono registrati infatti da Microsoft (4,7 milioni di utenti unici e quasi 55 milioni di page view), va ricordato che il colosso di Redmond aggrega i dati relativi al portale Msn con quelli del motore di ricerca Bing (ancora lontano da Google ma comunque in crescita) e dei servizi Windows Live, fra i quali figura l’utilizzatissimo Messenger.
Il solo portale Libero, invece, ha registrato 2,9 milioni di utenti unici e oltre 76 milioni di page view, ben al di sopra del concorrente Virgilio che ha totalizzato 2,8 milioni di utenti unici e 44,2 milioni di page view. Segue Yahoo! con 2,4 milioni di utenti unici e 39,6 milioni di page view.
Confrontando i dati delle testate di informazione online, emerge come Repubblica.it mantenga la leadership ma senta il fiato sul collo del Corriere.it: il quotidiano online di De Bendetti conta a marzo 1,5 milioni di utenti unici e 14,8 milioni di page view, numeri ai quali il concorrente di Rcs oppone 1,3 milioni di utenti unici e 14,4 milioni di page view.
Affaritaliani.it è terza, ma prima fra le testate che non godono del “traino” del quotidiano cartaceo e del relativo brand storico, con 941mila utenti unici e oltre 10 milioni di page view. Dati ben più importanti di quelli di testate dalal grande tradizione come La Stampa (331mila utenti unici e 2,2 milioni di page view), Il Sole 24 Ore (325mila utenti unici e 1,9 milioni di page view) o il Quotidiano Libero (142mila utenti unici e 474mila page view). E superiori anche a quelli della principale agenzia di stampa italiana, l’Ansa, che a marzo ha totalizzato 452mila utenti unici e 3,2 milioni di page view.
Non decollano le iniziative editoriali nate e cresciute in tempi recenti su internet: Lettera 43, ad esempio, non va oltre il 27mila utenti unici e le 133mila page view, così come Il Post di Luca Sofri che registra 23mila utenti unici e 139mila page view. Non brillanti i dati de ilfattoquotidiano.it (282.000 utenti unici e 1,6 milioni di pageview), ben lontani dalle performances del cugino cartaceo.
Interessante notare come Current, ritenuta una delle piattaforme più innovative nel panorama editoriale mondiale (promossa dall’ex vicepresidente statunitense Al Gore), sul web italiano faccia segnare numeri tutt’altro che da capogiro: poco più di 2.400 utenti unici e 9mila page view. Per innovare l’informazione ci vorrebbe ben altro.
maggio 16th, 2011 at 7:50 am
@Carletto: vabbè, onore al merito ad Affaritaliani, ma bisogna anche dire che non avrà il traino cartaceo, ma certamente senza il traino di Libero i numeri non sarebbero questi…
maggio 16th, 2011 at 7:52 am
meno male che abbiamo dedicato paginate di post ad “fenomeno” Lettera43, per poi sentirci dire da Audiweb (come in realtà molti di noi avevano immaginato) che non va oltre i 27 unici e le 133 pagine: quindi delle due l’una… (lascio a voi trarre le conclusioni)
maggio 16th, 2011 at 8:38 am
AffariItaliani senza il “traino” di Libero ha già dato prova di sè. I risultati (sia di traffico che di raccolta) dell’esperienza solitaria, durata dopo poco più di un anno, hanno riportato il giornale nelle acque tranquille di Libero che, a quanto ne so io, garantisce traffico elevato da home page di portale e minimi garantiti ADV.
maggio 16th, 2011 at 9:33 am
@30330: in realtà AI è andato avanti da solo per un periodo più lungo, ma non c’è dubbio che senza Libero i numeri (utenti unici, pagine viste e fatturato) erano drasticamente e drammaticamente crollati, quindi il ritorno “a casa” era una scelta assolutamente obbligata per evitare la chiusura.
Questo, comunque, è la dimostrazione che certi matrimoni tra piccoli editori e grandi portali, rendono quasi impossibile un eventuale, successivo, divorzio, perchè è evidente che il redirect innesca un meccanismo infernale, dal quale è poi praticamente impossibile uscire se non a caro prezzo.
maggio 16th, 2011 at 9:40 am
a proposito del ritorno (dopo 3 anni, non dopo 1) di Affari Italiani in Libero.it, mi permetto di segnalare i commenti alla relativa news apparsa su PrimaOnline, perchè danno un quadro più chiaro della situazione e dei reali motivi che l’hanno determinata, ciao a tutti http://www.primaonline.it/2010/12/20/87533/affaritaliani-torna-su-liberoit/
maggio 16th, 2011 at 11:59 am
se è vero che Affari Italiani ha ottenuto un minimo garantito di circa 2 milioni, bhè…. chi ha fatto l’affare, tra i due, mi sembra evidente
Tra l’altro, pur con tutto il rispetto, non mi sembra che sia il miglior service esistente, specie a quel prezzo
maggio 19th, 2011 at 5:17 pm
LinkedIn quotata oggi a Wall Street: prezzo dell’IPO 45$
Prezzo di apertura: 80$
Prezzo attuale: 110$ + 140%
Valutazione attuale: 10 miliardi di $….è tornata la bolla!
maggio 19th, 2011 at 5:23 pm
Websim – 17/05/2011
Nel primo trimestre del 2011 il mercato della pubblicità in Italia ha registrato un ribasso del 3,2% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
Per la televisione il calo è del 2,9%: Mediaset -1,3% e Rai -8,8%.
Carta stampata: -5,9%.
Internet +15%.
maggio 19th, 2011 at 9:34 pm
E-COMMERCE MANAGER – SETTORE TURISMO
RIF. 1169-net
Cliente: importante Gruppo Editoriale
Contenuti della posizione: il/la titolare della posizione sarà il Responsabile Commerciale di un nuovo portale web nell’ambito del turismo e si occuperà delle seguenti attività: - Contribuire alla ideazione e al rinnovo delle offerte del catalogo prodotti/servizi; - Mantenere costanti rapporti con i fornitori; - Analizzare le performance del sito/catalogo e attivare conseguenti ottimizzazioni di prodotto e di processo d’acquisto; - Gestire l’ online store/shopping cart al fine di massimizzare le conversioni; - Monitorare gli obiettivi e i testing sul sito per una costante ottimizzazione delle conversioni ; - Gestione delle relazioni e delle negoziazioni con i tour operator e i partner di prodotto al fine di massimizzare le vendite.
Requisiti: il/la candidato/a che stiamo cercando è preferibilmente in possesso di diploma di Laurea, ha un’ampia conoscenza del mondo dei viaggi/turismo e almeno 4-5 anni di esperienza nell’ambito dell’eCommerce. Si considerano requisiti fondamentali le capacità di analisi, organizzative e di problem solving. Completa il profilo la buona padronanza della lingua inglese.
Sede: Milano
maggio 20th, 2011 at 5:43 pm
so che questo argomento è, in generale, un po’ off topic, ma credo sia ugualmente significativo:
Sky & Current Tv:
Caro amico, cara amica, grazie per la sua email.
A Sky Italia abbiamo stima per Current TV e per Al Gore. Per questo motivo lo scorso 13 maggio abbiamo fatto al suo socio, Joel Hyatt, un’offerta per continuare ad avere Current per altri tre anni su Sky (vedi allegato). Non corrisponde dunque affatto al vero che Sky abbia deciso unilateralmente di cancellare il canale.
Purtroppo, Joel ha deciso di non accettare la nostra offerta e ha chiesto invece di avere il doppio di quanto Current percepisce attualmente, una cifra che arriva ad essere vicina a 10 milioni di dollari. Si tratta di una richiesta decisamente troppo alta, specie in relazione alle recenti performance del canale. Al Gore ha diffuso dati assolutamente inesatti sull’audience del canale, sostenendo che un abbonato di Sky su due guarda Current una volta la settimana. La realtà, purtroppo, è assai diversa: i dati Auditel dicono che solo un abbonato di Sky su 25 ha guardato Current almeno per 10 minuti in una settimana nel corso del 2011. Lo share del canale è dello 0,03% su media giornaliera e dello 0,02% in prima serata con una media giornaliera di 2.959 telespettatori, come rilevato da Auditel nel 2011. Si tratta di dati in calo del 20% sulla media giornaliera e addirittura del 40% in prima serata, se comparati al 2010. Se il canale avesse raggiunto l’obiettivo di 4500 telespettatori medi giornalieri, concordato nel contratto, la partnership sarebbe stata rinnovata automaticamente per ulteriori due anni.
Quanto al resto, sono sciocchezze: ho dovuto cercare su Google il nome di Keith Olbermann perché non sapevo chi fosse. La decisione di non rinnovare il contratto con Current quindi non è dovuta ad alcuna cospirazione politica: si tratta semplicemente di una trattativa economica, che ho gestito io con la mia squadra in Italia. Non ho mai parlato con Rupert Murdoch di nessuno di questi temi. E Silvio Berlusconi non ha mai promesso a Sky nessuna frequenza digitale terrestre se ci fossimo liberati di Al Gore. Sfortunatamente Al Gore in Italia non è così rilevante.
Come dimostra la nostra proposta, abbiamo fatto l’offerta più adeguata per il rinnovo del contratto con il canale. Se Al Gore è così convinto del successo di Current non dovrebbe avere alcun problema a trovare risorse finanziarie, dal momento che una televisione di successo si porta dietro anche maggiori introiti pubblicitari. Sia Al che Joel sono operatori molto esperti del settore della tv via cavo negli Stati Uniti. Tutto ciò rappresenta una pratica negoziale consolidata negli Stati Uniti.
Dunque se davvero desidera che Current Tv rimanga in Italia, scriva a Joel Hyatt a hyatt@current.com e gli chieda – con la stessa determinazione con cui ha scritto a me – di accettare la nostra offerta, come hanno fatto tantissimi suoi colleghi editori, e noi saremo molto felici di avere Current TV su Sky per altri tre anni.
Cordialmente,
Tom Mockridge
(ps: questa è la proposta di Sky a Current, allegata alla mail inviata agli abbonati, ovviamente censurata nei numeri…) http://www.key4biz.it/files/000168/00016877.pdf

giugno 1st, 2011 at 11:41 am
mi permetto di segnalare l’ottimo colpo messo a segno dall’agenzia Tm News (ex Ap Com), vale a dire un accordo di licenza con CNN International, il primo di questo genere in Italia, che consente a TM News di ampliare l’offerta di servizi multimediali e, contemporaneamente, l’emittente all-news del gruppo Turner potrà avvalersi di contenuti video italiani di TM News per le produzioni di CNN.
Dopo il “divorzio” da AP, credo che questo sia un’ottima risposta
complimenti ancora
giugno 3rd, 2011 at 10:33 am
Buongiorno acquista Dada.net, trattativa conclusa:
(Il Sole 24 Ore Radiocor) – Milano, 31 mag – Dada ha perfezionato la cessione a Buongiorno dell’intero capitale sociale di Dada.net. Dada ha quindi incassato un importo complessivo di 32,86 milioni. L’operazione, si legge in un a nota, rappresenta un ulteriore e fondamentale passaggio della gia’ annunciata strategia di Dada di razionalizzazione del proprio portafoglio di attivita’. L’operazione consentira’ inoltre a Dada sia di ridurre in modo significativo l’indebitamento finanziario consolidato sia di focalizzare piu’ efficacemente le proprie risorse finanziare e manageriali
giugno 5th, 2011 at 11:16 pm
@Gibbo. Non è propriamente vero. Cnn tentò già – sul web – di inserirsi nel mercato italiano qualche anno fa, con una Cnn Italia et similia. L’esperienza fu fallimentare; prima con L’Espresso, poi in partnership con Sole24Ore. Il sito chiuse dopo 3 anni (se non vado errato); entrate pubblicitarie – e lettori – ben al di sotto delle aspettative. Aspetterei a dire che si tratta di “un ottimo colpo”. La stessa redazione con Vinci fu chiusa.
giugno 13th, 2011 at 9:19 pm
chi viene a Genova con Google
giugno 14th, 2011 at 8:41 am
che vita che fai carletto, sempre a magnare sempre a divertirti a spese delle concessionarie, beato a te!
giugno 14th, 2011 at 11:03 am
trattasi di semplici benefits dovuto allo stress del settore on line
tu ci sei Luca?
giugno 16th, 2011 at 9:03 am
Io faccio parte di quella categoria che lavora sempre, d’altra parte qualcuno dovrà pur fare questo PIL..o no?
giugno 16th, 2011 at 8:53 pm
Grande Luca!! aggiornaci un po’ sul business
giugno 20th, 2011 at 8:53 pm
siamo tutti noi ad andare..i migliori del web…quelli dei centri media
giugno 22nd, 2011 at 8:14 am
Dagospia che finisce nelle intercettazioni dell’affaire Bisignani, ne vogliamo parlare? Secondo le intercettazioni avrebbe ottenuto pianificazioni di 100mila euro annuali da parti di ENI per ragioni di opportunità non meglio precisate (non sembra per ragioni di mercato o performance particolari). Ed io che ho pure rimproverato la mia rete vendita: “com’è possibile che non arrivate a quel budget!”. Ma la vera domanda che mi tormenta è (sempre se fosse vero): avrà pagato DN al CM anche per questo ipotetico petit cadeau?
giugno 22nd, 2011 at 9:38 am
@30330: ma perchè? forse Dagospia è l’unico a beneficiare di budget “forzati”??? suvvia… non facciamo i finti tonti!!
giugno 22nd, 2011 at 9:48 am
@Marco ti assicuro ci sono anche centri media dove i budget non vengono forzati ne indirizzati, dove la responsabilità delle over è in mano a una persona sola e le persone che pianificano quotidianamente non hanno idea delle concessionarie con cui ci sono accordi e quali siano gli obiettivi.
giugno 22nd, 2011 at 10:58 am
@30330 Eh già. Mi toccherà invitare in pizzeria Scaroni. Qualcuno ha il numero di telefono? O gli chiedo l’amicizia su Facebook?
giugno 22nd, 2011 at 10:59 am
Intendevo rispondere a @Marco
giugno 22nd, 2011 at 11:46 am
Bulug, se le over sono in mano ad una persona sola come fa poi lei a spingere di più le concessionarie? va di nascosto a cambiare i piani media?
Se c’è una persona che gestisce le over c’è anche un fenomeno più o meno sfacciato di adeguamento degli investimenti agli accordi commerciali.
Detto questo credo che marco parlasse di budget forzati in generale, dal direttore marketing che vuole premiare il sito del proprio compagno di corso di laurea al capo di un centro media che magari ha lavorato in una concessionarla e tende a chiedere al team di inserirla molto spesso apprezzandola.
poi la casistica in questione: ci sono cose per cui un ente pubblico o una azienda privata non possono fare risultare pagamenti, allora perchè non comprare a caso un po’ di pubblicità facendo transitare del denaro in maniera apparentemente pulita?
giugno 24th, 2011 at 9:34 am
@omonimo: non mi riferivo SOLO ai budget SPUDORATAMENTE forzati dai direttori marketing verso siti di loro amici, parenti e/o conoscenti in genere, ma ai budget dirottati verso le concessionarie che pagano i migliori DN e, soprattutto le migliori over, verso quei siti di news politicamente amici e/o che è meglio tenersi buoni, eccetera eccetera eccetera…. ci vogliamo davvero prendere in giro tra di noi???
Poi, è ovvio e ci mancherebbe altro, ci sono ANCHE i budget “genuini” e quelli puliti, certo. Però non facciamo finta di stupirci/scandalizzarci solo perchè ora si scopre che a Dagospia sono arrivati 100k eurini da ENI, così, giusto per l’aria che tira diciamo…
giugno 26th, 2011 at 5:12 pm
Rispetto agli ultimi commenti pubblicati, da diversi postatori, mi sembra il caso di dire che per quanto secondo alcuni puristi siano opinabili, DN e over commission sono sistemi leciti regolati da contratti fatti alla luce del sole. E’ un meccanismo di retribuzione delle agenzie che vale in un regime tendente al “fee zero”, che molti clienti conoscono e molti altri sono in grado di immaginare. E’ lecito che l’agenzia indirizzi gli investimenti dove ottiene i migliori ricavi, purché questo non vada a sfavore del cliente. Credo sia lavoro dei responsabili di divisione dettare le priorità degli investimenti, sempre senza forzare la mano ai planner (diciamo che l’indicazione dev’essere che a parità di target / prodotto editoriale, dev’essere favorito quello con il miglior accordo). Un responsabile che non fa anche questo mestiere è secondo me in difetto; non sta facendo completamente il suo dovere.
In tutte le agenzie dove ho lavorato, sono sempre arrivate indicazioni sistematiche o occasionali sull’inserimento di qualche sito in pianificazione, a volte come richieste esplicite, altre volte come raccomandazioni. E’ meglio secondo me essere chiari con i collaboratori rispetto alle priorità piuttosto che dare indicazioni caso per caso; queste ultime fanno pensare che le indicazioni non siano motivate da migliori accordi a livello di agenzia ma, peggio, da intrecci a livello personale.
giugno 27th, 2011 at 10:29 am
@ Percussionist: rimango allibito, anche perché sono un inguaribile idealista, ma ancora non riesco a digerire queste cose: e non è che avere il coraggio di scriverle sia una gran cosa, a me pare tanto di leggere quelle interviste dove il politico di turno con due incarichi dice senza alcuna vergogna: “Non è illegale per cui faccio il sindaco e l’assessore Regionale”!
Bene Percussionist, io prendo atto di quanto dici e poi sono cinico abbastanza da non cadere dalla sedia, ma se davvero è tutto così normale e professionale (“alla luce del sole” dei clienti ho qualche dubbio… perdonami se non riesco a crederti in pieno), credo che allora i clienti dovrebbero essere informati “nel contratto” di quanto del loro budget rimane attaccato al CM con questi giochetti.
Viceversa finchè avete un cartello forte sieta tranquilli, quando poi qualcuno con un pò di strategia di comunicazione e di forza dei numeri vi farà la guerra, rischiate di avere ben poco da offrire come valore aggiunto rispetto ad un network automatizzato… o meglio i vostri planner sapranno quali sono le conce che hanno i DN più alti ma avranno messo in secondo piano il loro lavoro principale: PIANIFICARE, una scienza non proprio basata sui DN!
giugno 27th, 2011 at 4:13 pm
Non credo che qualcuno pensi che i clienti non sanno come funziona…evidentemente sta bene anche a loro.
giugno 28th, 2011 at 8:55 am
@Sisso: non è proprio così, comunque….

Diciamo che il coltello ha un manico solo e, di solito, ce l’hanno in mano i CM
giugno 28th, 2011 at 10:25 am
“Confesso – ha detto Scaroni – che gli investimenti pubblicitari non li faccio io direttamente, ma i nostri uffici, la nostra direzione Comunicazione. Ma mi sono informato: gli investimenti che facciamo su Dagospia, quelle cifre di cui si parla, fanno parte degli investimenti che facciamo sul web”.
“Gli investimenti per Dagospia – ha spiegato Scaroni – sono al decimo posto, non e’ certo un investimento per noi importante, ne’ prioritario. Il costo per contatto per Dagospia e’ un costo molto efficiente, relativamente basso. Tutti i discorsi in merito all’efficienza di questa nostra pubblicita’, mi pare che non abbiano nessuna ragione d’essere”.
Scaroni inoltre ha aggiunto: “Per fare pubblicita’ su Dagospia noi utilizziamo ‘Il Sole 24 ore’, il rappresentante in esclusiva della pubblicita’. Il fatto che sia ‘Il Sole 24 ore’ mi da’ la garanzia di un’attivita’ pubblicitaria seria”.
Fonte: AGI
giugno 28th, 2011 at 2:31 pm
“Il costo per contatto per Dagospia e’ un costo molto efficiente, relativamente basso.”
Eh sì, vorrei proprio vederlo il CPM realizzato da quei 100’000 euro…
Comunque perle di comicità involontaria in queste poche righe…
giugno 29th, 2011 at 7:20 pm
Convention Google alla grande!!
giugno 29th, 2011 at 7:24 pm
Ma il loopy? Ha ancora senso? Secondo me se ne può fare serenamente a meno!
giugno 29th, 2011 at 9:29 pm
“Convention Google alla grande!!”
Una analisi che ci aiuta a capire meglio il mondo dei CentroMediaBoys….
giugno 30th, 2011 at 8:32 am
quoto Snipers
giugno 30th, 2011 at 8:33 am
@Centro Media Boy: puoi condividere con noi, comuni sfigati che non hanno avuto l’onore ed il privilegio di poter partecipare all’evento che ti ha così entusiasmato, la meravigliosa esperienza? Grazie in anticipo…
giugno 30th, 2011 at 5:02 pm
Secondo me l’affermazione di CENTRO MEDIA BOY aveva un tono un po’ goliardico
In ogni caso hanno presentato i nuovi prodotti che lancereanno (ricerca tramite voce, nuovi formati rich media per YOUTUBE) e lo scenario prossimo (Mobile, diffusione di android) ribadendo che utente rimane sempre al centro delle loro attività (ovviamente qualcuno di voi potrà non esser contrario).
E poi un po’ di sano divertimento e networking (almeno io ho fatto così)
Carletto
luglio 4th, 2011 at 10:38 am
http://www.linkiesta.it/eni-ed-enel-si-trovano-meglio-con-publitalia
luglio 5th, 2011 at 6:22 am
Migrazione da Tiscali a Yahoo
luglio 5th, 2011 at 10:53 am
“Centro Media Boy Ha detto:
Migrazione da Tiscali a Yahoo”
Ci rinuncio….
luglio 5th, 2011 at 12:44 pm
confermo; a Yahoo italia stanni assumendo come dei dannati.. e pare paghino pure bbene
luglio 5th, 2011 at 5:19 pm
e chi sarebbero i transfughi in uscita da Tiscali?
luglio 6th, 2011 at 12:16 am
Una grossa testata giornalistica online è in trattativa per l’acquisizione di una quota della piattaforma editoriale daonews.com
luglio 6th, 2011 at 9:51 am
Restyling in vista per excite
luglio 6th, 2011 at 5:17 pm
“Il mercato pubblicitario è al palo, le prospettive di crescita per la fine dell’anno sono poche e in buona parte affidate agli investimenti su Internet.
E’ quanto è emerso nel corso dell’assemblea dell’Upa, (Unione pubblicità italiana), associazione che raccoglie le imprese che investono in pubblicità.
“La pubblicità è ferma vista la stagnazione dell’economia, che sta frenando i consumi” ha detto Lorenzo Sassoli De Bianchi, presidente Upa.
Secondo Sassoli De Bianchi, “una crescita zero nel 2011 sarebbe un risultato positivo”, visto che a “fine ad aprile il mercato era ancora in calo”.
Per la fine del 2011 Upa vede un calo del 3% degli investimenti pubblicitari sui quotidiani e del 2,5% sui periodici.
Le previsioni sono per una contrazione dell’ 1,5% degli investimenti sulla televisione, che tuttavia mantiene saldamente il primato nella distribuzione della torta.
Radio e cinema dovrebbero chiudere il 2011 con un calo del 7% degli investimenti, mentre l’outdoor subirebbe una riduzione del 5%.
Unico mezzo in controtendenza è internet, su cui per la fine dell’anno gli investimenti dovrebbero salire del 18%, compensando in buona parte il calo degli altri comparti.
Sempre secondo le stime di Upa, complessivamente gli investimenti pubblicitari nel 2011 dovrebbero ammontare a poco meno di 9,3 miliardi di euro.
La televisione dovrebbe raccogliere poco più di 4,8 miliardi di euro, seguita dai quotidiani con 1,2 miliardi e subito dopo da Internet, con 1,1 miliardi. Seguono i periodici, con 875 milioni e poi l’outdoor e la radio, rispettivamente con 588 e 554 milioni. Fanalino di coda il cinema , con 58 milioni.
Dal lato degli investitori, a fronte di una tenuta dell’alimentare e dell’auto, secondo Sassoli De Bianchi, si assisterà a una “frenata degli operatori delle telecomunicazioni”.
OTTIME NOTIZIE PER IL WEB!!!
Se cresce del 18% con il mercato in stagnazione figuriamoci quando ci sarà la ripresa…
luglio 6th, 2011 at 9:08 pm
ma questi dati non contengono la search di Google?
corretto^?
luglio 8th, 2011 at 3:05 pm
Nuovo Formato Masthead Gazzetta.it:
lunedì 11 luglio sarà online la Nuova Gazzetta.it e questo formato – mutuato da Youtube – rappresenta una grande novità. Lo vendiamo in HP e in tutte le sezioni
luglio 8th, 2011 at 3:53 pm
fino ad oggi tutti i restyling di gazzetta ne hanno decisamente peggiorato la navigabilità, staremo a vedere questo
luglio 8th, 2011 at 5:31 pm
Binaghi in Mindshare? simpatico
luglio 8th, 2011 at 5:35 pm
Roberto Binaghi ha deciso di tornare a lavorare nel mondo dei centri media che aveva lasciato nel 2009, quando era amministratore delegato di Omd, per andare in Manzoni con l’incarico di vice direttore generale con delega al marketing strategico, al multimedia, al digitale e del coordinamento tra la concessionaria e le divisioni operative del Gruppo Espresso per la gestione dei progetti editoriali. Binaghi, che è anche presidente di Iab Italia, diventerà amministratore delegato di Mindshare (gruppo Wpp) al posto di Carlo Momigliano.
luglio 9th, 2011 at 4:02 pm
durato poco…il magico mondo dei centri media attira tutti..
chissà se mantiene carica
luglio 9th, 2011 at 4:50 pm
Quello di Roberto in Mindshare è un gran ritorno. (http://corrieredelveneto.corriere.it/veneto/notizie/cronaca/2011/15-giugno-2011/crac-epolis-denunciato-rigotti-maxievasione-9-milioni-euro-190872806545.shtml può essere una motivazione?)
luglio 12th, 2011 at 12:18 pm
Voi che ci lavorate: Rcs potrebbe permettersi uno che controlla l’engine che fa apparire le pubblicità.
http://imagehosting.me/show-image.php?id=0273515523756b468e1dd65f37b91e74
luglio 12th, 2011 at 12:20 pm
Voi che ci lavorate: Rcs potrebbe permettersi uno che controlla l’engine che fa apparire le pubblicità.
http://bit.ly/r5u3T4
luglio 12th, 2011 at 1:19 pm
Paghi 25€ CPM mica per nulla…
luglio 13th, 2011 at 9:56 pm
pagareeeee
luglio 14th, 2011 at 6:30 am
stanno per arrivare gli inviti alla convention Tiscali…are u ready?
luglio 14th, 2011 at 9:34 am
in arrivo grande operazione di mondadori che si compra………ve lo dico tra qualche giorno
luglio 14th, 2011 at 10:17 am
Corriere? Repubblica? RAITRE????
scusate l’OT, è colpa del caldo…
luglio 14th, 2011 at 10:39 am
Ma perchè, Mondadori ha ancora soldi da spendere dopo i 560 milioni che deve sborsare a CIR?
Comunque la butto lì: si compra IBS? O Libero?
luglio 14th, 2011 at 12:34 pm
Potrebbe comprarsi BSkyB
luglio 14th, 2011 at 1:22 pm
@Adriano: Mondadori interessata a Libero.it? e a che scopo? a mio avviso sarebbe un disastro (anzitutto per Libero)!
luglio 14th, 2011 at 1:38 pm
@Marco: sì, non avrebbe molto senso dal punto di vista industriale…però è l’unica grossa preda che mi sia venuta in mente che sia in vendita al momento…
L’ho sparata grossa? “In arrivo GRANDE operazione”…mica si compreranno Dagospia!
luglio 14th, 2011 at 1:44 pm
virgilio
luglio 14th, 2011 at 2:42 pm
Banzai? Dada? Buongiorno?
luglio 14th, 2011 at 3:25 pm
@Adriano: perchè sei così sicuro che Libero.it sia in vendita? Certo, come mi hanno sempre insegnato, il mondo è metà da vendere e metà da comprare, ma mi sembra che, almeno da quel che mi risulta, a Libero non ci sia tutta questa fretta di vendere, anzi
luglio 14th, 2011 at 3:30 pm
io dico Tuttogratis. unica preda reale dopo che Populis s’è comprato tutto in Italia. Banzai c’è tropo ecommerce per essere appetibile, ma magari mi sbaglio
luglio 14th, 2011 at 4:16 pm
più che Tuttogratis avevo sentito voci riguardanti Isayblog, ne sapete qualcosa?
luglio 14th, 2011 at 4:51 pm
Isayblog? Che è?
luglio 14th, 2011 at 4:55 pm
@Gibbo: non so, girano voci da quasi un anno su Libero…
luglio 15th, 2011 at 8:16 am
@Adriano: se è per quello girano voci, quotidiane, praticamente su tutti. Poi ci sono i fatti. Sawiris, a mio parere, con la vendita di WIND ai russi e lo scorporo, guarda caso, di Libero, ha portato a casa i classici due piccioni con una fava: si è liberato dei fardello (e dei debiti) di WIND e si è tenuto la gallina dalle uova d’oro (Libero). Poi, come già detto, il mondo intero è in vendita, ma di solito, quando non ci sono affanni finanziari (e in questo caso non ci sono), si valuta l’offerta, in generale, migliore non soltanto dal punto di vista economico. Una proposta di Mondadori (che certamente può sempre arrivare), non mi sembrerebbe la più logica, sia per l’una che per l’altra parte. E non dimentichiamoci che Libero ha i numeri e, quindi, la forza, di reggere benissimo da solo il mercato, senza necessità, quanto meno impellente, di “soci” o nuovi padroni. Poi, ovviamente, sarò smentito dai fatti, magari già domattina…
luglio 15th, 2011 at 11:05 am
Sisso ci sei vicino. Uno dei tre, fonte certa, trattative quasi concluse.
luglio 15th, 2011 at 11:10 am
Prede (editoriali) di media stazza ancora libere sul mercato:
Tuttogratis (7-9 mln di fatturato?)
Multiplayer (2/3 mln di fatturato?)
Html (5/6 mln fatturato?)
…..
Non me ne vengono in mentre altre. Il mercato si è evidentemente polarizzato negli ultimi anni.
luglio 15th, 2011 at 11:10 am
Voto Banzai!
luglio 15th, 2011 at 11:12 am
Io sapevo di Banzai…
Comunque:
News Corporation nomina Tom Mockridge
Chief Executive Officer di News International
Londra, 15 Luglio 2011 – News Corporation annuncia oggi la nomina di Tom Mockridge ad Amministratore Delegato di News International.
Tom Mockridge assumera` questo ruolo con effetto immediato in seguito alle dimissioni di Rebekah Brooks.
Tom Mockridge arriva da Sky Italia di cui e` stato l’Amministratore Delegato sin dal suo lancio nel 2003. Mockridge era anche Chief Executive, European Television di News Corporation, coordinando le attivita’ televisive di News Corporation in Europa eccetto quelle in Gran Bretagna.
Laura Cioli, Chief Operating Officer, e Domenico Labianca, Chief Finance Officer, assumeranno ad interim le responsabilita` di Tom Mockridge in Sky Italia riportando a James Murdoch, Deputy Chief Operating Officer e Chairman and CEO, International, News Corporation.
Prima di guidare Sky Italia, Tom Mockridge e’ stato Chief Executive in Nuova Zelanda della societa` quotata Independent Newspapers e Chairman di Sky New Zealand. In precedenza aveva svolto diversi ruoli in Star Group Limited ed era stato per tre anni CEO di Foxtel, la pay TV australiana di News Corporation.
Tom Mockridge e` entrato in News Corporation nel Gennaio 1991, lavorando per Ken Cowley, Chairman e Chief Executive della societa’ australiana editrice di giornali News Limited. In precedenza aveva lavorato come portavoce per il Governo Australiano.
Tom Mockridge ha cominciato la sua carriera come giornalista in Nuova Zelanda ed oggi e` anche un membro del consiglio di amministrazione di BSkyB e un membro del Supervisory Board di Sky Deutschland.
James Murdoch, Deputy Chief Operating Officer e Chairman and CEO, International, News Corporation, ha dichiarato: “Tom e` un manager straordinario, con un’ esperienza unica nelle nostre aziende che si occupano di giornalismo e televisione. Ha dimostrato di essere un leader di grande successo a Sky Italia, dove sotto la sua guida l`azienda e` cresciuta diventando una delle pay-tv di maggior successo in tutto il mondo, raggiungendo quasi 5 milioni di abbonati e creando canali come SKYTG24, il canale all-news che e` diventato il punto di riferimento per il giornalismo indipendente in Italia. Sono convinto che Tom sia la persona giusta per guidare l’azienda verso un futuro migliore”.
luglio 15th, 2011 at 11:17 am
Pare, o comunque gira voce da inizio anno che Banzai si quoti a fine anno (con oltre il 2% delle azioni Lani lo auspicherà fortemente
), ma ancora non si vedono passi ufficiali. Pare che già tempo fa si stava per chiudere un’operazione Dada/Banzai, poi naufragata. Ora che Dada ha venduto il pezzo pregiato (Blogo) a Populis, cosa porterebbe in dote? Splinder?
luglio 15th, 2011 at 11:32 am
Ma scusate, mi sono perso un pezzo…Dada non è appena stata acquistata da Buongiorno?
luglio 16th, 2011 at 1:42 am
Anche io voto per Banzai
luglio 16th, 2011 at 7:48 pm
libero.it si sposa con Seat PG?
luglio 17th, 2011 at 10:29 am
Vega: sei sempre la meglio informata
Sisso: indovini bene
Mondadori dice in giro che da entro qualche mese venderà tutto il network banzai, quindi o lo prende in concessione o si compra tutto. Ho trovato diverse conferme….
luglio 18th, 2011 at 8:41 am
Proprio ora che Banzai Advertising comincia a macinare, la affondano? Pare che, anche grazie al video Ads made in GroupM, stiano superando il budget dell’anno, portando margini alla holding che, come ormai chiaro pure ai sassi, fa volumi con l’ecommerce e profitti con il media.
luglio 18th, 2011 at 9:05 am
Che belli i video ads di GroupM…stanno tenendo in piedi concessionarie che probabilmente non starebbero in piedi.
luglio 18th, 2011 at 11:24 am
a me risulta che gli utili non li vedano ancora neanche col binocolo, però non lo so per certo.
luglio 19th, 2011 at 5:23 pm
ma quanto diavolo costano sti video?
o meglio quanto li fanno li pagare ai clienti? 30 cpm?
luglio 19th, 2011 at 10:08 pm
Non mi è chiarissimo il valore aggiunto per Banzai, da un’operazione di acquisizione da parte di Mondadori.
E’ vero che Banzai ha ormai un’anima editoriale (forte su un target che è coerente con l’offerta Mondadori; quello femminile); è anche vero che la stessa Banzai ha in pancia una divisione ecommerce che non c’entra molto con Mondadori.
Probabilmente, l’unica possibilità è che Mondadori voglia Banzai per presidiare un segmento su cui è indietro, ma che la tenga separata dall’editoria tradizionale, creando una newco. su misura, per non mescolare le cose e lasciare indipendenza a Banzai stessa.
luglio 20th, 2011 at 8:51 am
Credo che il CPM dei video ADS di GroupM sia tra 15 e 20 euro lordi concessionaria. Immagino anche che riducano di almeno del 15/20% le pagine viste per visita, per cui a conti fatti il loro valore andrebbe ulteriormente nettizzato.
Pare, però, che le pianificazioni arrivino senza neanche una proposta a botte di 30/40k, Audiweb (e accordi quadro) alla mano.
Non ho idea di cosa voglia fare Mondadori. Li vedo molto indietro rispetto ad altri competitor sul digitale, per cui in qualche modo si devono muovere. In questi casi gli editori tradizionali tentano, a volte riuscendoci a volte no, di uscire dall’impasse acquistando sul mercato. So anche che l’editoria tradizionale è appesantita dai contratti esosi dei giornalisti professionisti (e da sindacalizzazione aggressiva), che non mancano di fare ostruzionismo sul digitale (tipo farsi pagare di più per scrivere anche per il Web). Per cui, se l’operazione Mondadori/Banzai avesse un qualche fondamento, per il gruppo di Segrate sarebbe molto meglio lasciare separate le cose, in modo da sfruttare i più bassi costi redazionali della gioisa macchina da traffico di Ainio.
luglio 20th, 2011 at 1:42 pm
Mondadori ha preso in squadra Vittorio Veltroni per digitalizzare azienda
luglio 20th, 2011 at 2:52 pm
Io non credo proprio che Libero sia in vendita…au contraire so che cercano una bella acquisizione col botto…e che Banzai sia “FOR SALE” ormai è il segreto di Pulcinella…ma chi ha vinto gli awards di ViteMedia?
luglio 20th, 2011 at 3:03 pm
@Carletto: ah…bhè…allora….. (ciao Vittorio!)
luglio 20th, 2011 at 3:14 pm
Gruppo Mondadori: nasce la Direzione Digital affidata a Vittorio Veltroni (09/07/2010)
A partire dal prossimo primo settembre verrà costituita la Direzione Digital del Gruppo Mondadori: la nuova area di responsabilità sarà affidata a Vittorio Veltroni, che riporterà direttamente al Vice Presidente e Amministratore Delegato Maurizio Costa
A partire dal prossimo primo settembre verrà costituita la Direzione Digital del Gruppo Mondadori: la nuova area di responsabilità sarà affidata a Vittorio Veltroni, che riporterà direttamente al Vice Presidente e Amministratore Delegato Maurizio Costa.
La direzione neo-costituita ha la missione di dare nuovo impulso e sviluppo alle attività digitali di Mondadori. Due le direttrici su cui si muoverà. Da un lato, la valorizzazione – attraverso la tecnologia, i siti e le nuove piattaforme digitali – degli asset fondanti della casa editrice: brand, contenuti, autori, comunità di lettori, advertiser, in stretto collegamento con le attività tradizionali. Dall’altro, il direttore generale Vittorio Veltroni – nato a Roma, 40 anni, laurea in Filosofia alla Columbia University di New York e dottorato in Scienze Sociali e Politiche all’Università di Cambridge – dovrà individuare tutte le possibili
luglio 20th, 2011 at 3:23 pm
nuovo acquisto in expedia (arriva da banca on line)
luglio 20th, 2011 at 3:24 pm
Notiziona!!! http://www.mondadori.it/Governance/Management/Persone/Vittorio-Veltroni
luglio 20th, 2011 at 4:05 pm
Scusate, ma sono scema io, oppure state riportando una notizia di circa 1 anno fa?! E’ un anno che Veltroni è alla guida della Direzione Digital… Carletto, il comunicato che hai copiato è, infatti, datato 9 luglio 2010…
Aiuto, cosa non sto capendo?!?
luglio 20th, 2011 at 5:08 pm
si confermo che si tratta di un comunicato del 2010 (infatti ho lasciato la data). Il mio copia e incolla era legato alla notizia che Mondadori *forse* stia valutando acquisto di banzai.
legato questo rumors all’ingresso di Veltroni in mondadori un anno fa
luglio 21st, 2011 at 8:29 am
in effetti VV è in Mondadori dall’agosto 2010, in uscita da Vodafone e, prima ancora, socio di Goallars
luglio 25th, 2011 at 9:17 am
mondadori non solo su banzai… (tutta questione di femminili)
luglio 25th, 2011 at 11:39 pm
banzai – mondadori: si firma il 29 luglio
luglio 26th, 2011 at 1:56 pm
festa tuttogratis *posticipata* a settembre…crolla un mito…
luglio 26th, 2011 at 4:45 pm
ma scusate invece nessuno di voi sa nulla della nuova organizzazione di Microsoft? sia lato concessionaria che lato cliente c’è un giro di poltrone ma ufficialmente non hanno comunicato ancora nulla
grazie
luglio 27th, 2011 at 8:49 am
@Clara: lato concessionaria mi risulta che Giorgio Gabrielli sia saldamente al timone e non mi sembrano immninenti dei cambiamenti, anche perchè è un uomo sul quale MSoft sta puntando molto per un forte riposizionamento. Casomai ci saranno cambiamenti, ma riguardanti più la strttura stessa del portale MSN, che sostanzialmente si sta avviando verso radicali cambiamenti di strategia editoriale.
luglio 27th, 2011 at 11:02 am
Ammazza! Questo blog è più informato della Stasi degli anni ruggenti della DDR. Si sa anche a che ora firmeranno Banzai/Mondadori e se Ainio sarà vestito di grigio o di blu?
luglio 27th, 2011 at 11:33 am
mah, sinceramente mi sembra più vera la gioconda di giotto che la trattativa tra mondadori e banzai. Comunque stiamo a vedere
luglio 27th, 2011 at 1:54 pm
ma chi fa il recap dell’accordo BANZAI MONDADORI?
luglio 27th, 2011 at 2:21 pm
Nessuno lo può fare, perchè non c’è nessun accordo!
luglio 27th, 2011 at 3:06 pm
IL matrominio dell’anno, quello in cui Ainio doveva vestirsi di grigio (rigorosamente) è saltato all’improvviso! Oibò!
luglio 27th, 2011 at 5:51 pm
NON RISULTA NESSUNA TRATTATIVA TRA MONDADORI E BANZAI. ANCHE PERCHE’ MONDADORI E’ UN’AZIENDA QUOTATA, BISOGNA STARE UN PO’ PIU’ ATTENTINI A QUEL CHE SI DICE E SI SCRIVE.
luglio 28th, 2011 at 8:08 am
golaraffreddata…golaguarita….manca solo “gola profonda” e siamo a posto
luglio 28th, 2011 at 10:37 am
Che tenerezza questi commenti…sono curiosa di capire se almeno una delle persone che dichiara certe cose si sia mai seduta ad un tavolo che conta…
Questo mercato sembra un paesino dell’entroterra siculo dei primi del ’900, con tutto il rispetto per i siciliani.
Sono i fenomeni che lavorano in questo piccolo mondo il vero male del web.
luglio 28th, 2011 at 1:06 pm
Bing…bagng! :
http://www.repubblica.it/tecnologia/2011/07/27/news/microsoft_e_il_caso_bing_voci_sulla_vendita_del_motore_di_ricerca-19700703/?ref=HRERO-1
luglio 29th, 2011 at 8:39 am
@gola profonda: addirittura “il vero male del Web”. Esagerata! Va be’ che dai “tavoli che contano”, probabilmente dall’entroterra di San Francisco, noi mortali siamo visti come formichine che si affannano a trasportare briciole di pane, ma va sempre tenuto a mente che: questo è blog, nello specifico un post “gossipparo”, si scrive dietro anonimato, nessuno viene maltrattato.
luglio 29th, 2011 at 10:41 am
@gola guarita
guarda che erano proprio quelli di mondadori che se ne andavano in giro a dire che presto avrebbero avuto in portafoglio alcuni siti di Banzai….
luglio 30th, 2011 at 4:31 pm
ma ti riferisci a Mondadori o Mediamond?
luglio 30th, 2011 at 11:06 pm
Mediamond
agosto 1st, 2011 at 10:30 am
allora oggi chiedo a Davide
agosto 1st, 2011 at 3:11 pm
Festa tuttogratis annullata per questo motivo? https://www.google.com/adplanner/planning/site_profile?hl=it#siteDetails?uid=dominio%253Atuttogratis.it&geo=001&lp=true
agosto 1st, 2011 at 3:28 pm
No perché l’anno scorso a una festa spettacolare che pagano di tasca loro ci sono stati planner che si sono presentati con 17 amici da imbucare, perché alla fine – anche per parentele – ci sono quasi più concessionari che centri media / clienti.. Insomma si erano un po’ rotti di essere 3 volte buoni
agosto 1st, 2011 at 5:50 pm
a settembre fanno evento ad hoc (con ingresso limitato)
agosto 2nd, 2011 at 11:18 am
Carletto,
che ti ha detto Davide?
settembre 1st, 2011 at 2:29 pm
chi va alla convention tiscali in Sardegna?
settembre 1st, 2011 at 3:54 pm
Wikio diventa ebuzzing con fund raising da 17M€ e valutazione oltre i 100M€
WOW!
http://www.pubblicitaitalia.it/news/Creativita–Marketing/Aziende/gruppo-wikio-diventa-ebuzzing-e-ottiene-investimenti-per-17-milioni-di-euro_01090248.aspx
settembre 6th, 2011 at 10:43 am
Comunicata ufficialmente partnership tra Edizioni Master e Libero…vorrei aprire discussione: il futuro dell’online ritenete che sarà più orientato verso grossi poli concentrici multi funzione (e milioni di UU), oppure una segmentazione ancora maggioe che gioverà alla verticalità (e quindi alla polverizzazione dell’offerta)?
settembre 7th, 2011 at 10:33 am
Google mangierà quasi tutto…
settembre 7th, 2011 at 10:38 am
Carol Bartz’s Memo to All Employees: I’ve Just Been Fired
settembre 7th, 2011 at 12:50 pm
@Carletto: attenzione a magiar tutto, perchè poi, con l’indigestione, si richia di dar di stomaco…..
settembre 7th, 2011 at 1:04 pm
La scorsa settimana DG é giunta ad un accordo con Limelight, annunciando quindi l’acquisizione di Eyewonder.
Siamo felicissimi delle opportunitá che questa mossa strategica offrirá ai nostri clienti. Come fornitori leader nel campo dell’ad delivery e management solution sui mezzi televisivi e online, DG rappresenta il partner ideale per consentire al business di Eyewonder di fare un balzo in avanti.
Insieme, DG e Eyewonder diventeranno un unico punto di riferimento per la creazione e la distribuzione di pubblicita’ e il monitoraggio di campagne multi-piattaforma.
DG in breve
DG (NASDAQ: DGIT), in origine conosciuta come DG FastChannel, ha una posizione forte nella gestione della pubblicitá televisiva, fornendo soluzioni tecnologiche innovative all’industria pubblicitaria, a quella delle telecomunicazioni e all’editoria. Negli ultimi 12 anni DG ha sistematicamente rivoluzionato il delivery della pubblicita’ televisiva, portandola dal delivery manuale di cassette e via email ad un sistema completamente digitalizzato, dispiegando le piu’ avanzate tecnologie satellitari e internet. Piu’ propriamente DG é il principale provider di servizi media digitali per l’industria pubblicitaria, per l’entertainment e per quella televisiva. Fondata nel 1991, l’azienda ha piu’ di 1550 impiegati con uffici dislocati in tutti gli Stati Uniti, a Toronto e Londra.
DG é diventata velocemente leader globale nel campo della tecnologia per la pubblicita’ online con l’acquisizione di Unicast, MediaMind e ora Eyewonder.
Cosa significa l’acquisizione per i clienti Eyewonder
Un servizio piú forte per te e per i tuoi clienti
• DG é ben conosciuta per l’attenzione al servizio che ha gia’ garantito in passato il delivery della grande maggioranza di campagne tv in Nord America
• Con il sostegno di DG, dei suoi servizi affermati nel mondo e del suo team di supporto, ci impegniamo a mantenere e a migliorare il livello di servizio che sappiamo essere critico nel vostro business come nel nostro.
Piú innovazione e scelte creative
• DG intende incorporare Eyewonder nella sua divisione online, recentemente creata attraverso l’acquisizione di MediaMind, ed é impegnata in costanti investimenti di lungo periodo per l’innovazione, lo sviluppo e la promozione delle nostre principali soluzioni nel campo della pubblicita’ digitale
• Le soluzioni di Eyewonder verranno integrate con l’offerta di advertising online di DG poiche’ lavoriamo con le agenzie e gli editori partner globalmente. Il beneficio che le agenzie e gli inserzionisti trarranno da questo si manifestera’ con innovazioni all’avanguardia, esperienza a livello globale e con i piú impattanti formati creativi per tutti gli editori di spicco nel mondo.
Strategia di espansione globale
• Insieme, DG e Eyewonder offrono una copertura maggiore attraverso una powerhouse globale
• DG gia’ serve migliaia di inserzionisti e agenzie attraverso un servizio globale coprendo praticamente ogni mercato al mondo.
Un partner forte e indipendente
• In un mondo dove i dati sono l’asset principale di agenzie, inserzionisti ed editori, la nostra neutralitá continua ad essere il punto di differenziazione piú importante.
• La nostra strategia indipendente e’ amplificata dall’unione delle forze con DG. Siamo ora parte di una powerhouse di tecnologia pubblicitaria indipendente, tutti insieme tesi a fornire la piattaforma piú affidabile e scalabile del mercato
Guardando Avanti – una visione tangibile per una vera convergenza media
• Dopo l’unione tra DG e Eyewonder, la gestione anche in TV di pubblicita’ piú targettizzabili, misurabili e ottimizzabili – capacitá prese in prestito dal mondo dell’advertising online – e’ ora possibile. Insieme siamo impegnati per rendere reale la convergenza TV/Online.
• Per la prima volta alle agenzie e ai loro inserzionisti verrá offerta un’unica soluzione, assolutamente efficiente, funzionale e senza eguali, per poter gestire il traffico online e TV attraverso un solo partner globale.
• Il business combinato significa un accesso ai dati senza precedenti, offrendo la possibilita’ di una profonda conoscenza del comportamento dell’utente tra tutti i mezzi globalmente, e di far leva su insights unici nel percorso della conversione.
Il nostro impegno nei vostri confronti.
Soprattutto rimaniamo pienamente impegnati nei confronti del vostro business. Vi promettiamo di andare avanti ad ascoltare le vostre richieste per creare prodotti e offrire servizi che incontrino le vostre esigenze. Questo e’ il nostro impegno e focus primario.
Come sempre, vi ringrazio per il vostro business e il vostro supporto ad Eyewonder. Per un futuro molto emozionante insieme.
Rob Perdue
Chief Operating Officer
settembre 8th, 2011 at 9:41 pm
Google acquisisce Zagat, gran bel colpo!!!
Zagat é perfettamente in linea con la filosofia dei servizi google e gli fa fare un bel salto avanti in termini di qualità dei contenuti.
Mi chiedo se su Places continueranno a pubblicare le recensioni di ristoranti e locali provenienti da altri siti/guide…
Essere nel contempo piattaforma ed editore (anche se di contenuti UGC) gli compprterá sicuramente qualche conflitto, esterno ma anche interno.
http://www.huffingtonpost.com/2011/09/08/google-buys-zagat_n_953863.html
settembre 15th, 2011 at 3:50 pm
Populis acquisisce Mokono
http://eu.techcrunch.com/2011/09/15/populis-acquires-germanys-largest-blog-network-mokono-for-e8-2-million/
settembre 16th, 2011 at 1:03 pm
IMMEDIAPRESS) Populis: Populis acquisisce mokono, il più grande blog network tedesco, per 8,2 milioni di euro MILANO, September 15, 2011 /PRNewswire/ — Dopo le recenti acquisizioni di Blogo e Blogosfere, il Gruppo Populis amplia ulteriormente il proprio network annettendo una delle più importanti realtà europee del settore.
L’accordo prevede l’acquisizione di tutto il blog network di mokono (che comprende blog del calibro di http://www.blog.co.uk e http://www.blog.de): gli oltre 700.000 blog, presenti in 13 Paesi europei e in Canada, entrano a far parte del Gruppo e portano in dote al network di Populis più di 14 milioni di visitatori unici mensili.
L’operazione accresce il portfolio di competenze di Populis, fondamentali per una media company di nuova generazione. L’esperienza consolidata di Populis nella produzione di contenuti, nel search e nella disseminazione di contenuti social su vasta scala, unita alla soluzione allo stato dell’arte di mokono per l’advertising – che permette agli investitori pubblicitari di creare campagne di successo nel mondo digitale – costituiscono per il Gruppo un vantaggio competitivo unico in Europa.Attraverso l’acquisizione di mokono Populis può ora disporre di una piattaforma all’avanguardia per il social advertising, la prima in Europa in grado di proporre agli inserzionisti un unico accesso a una vasta gamma di soluzioni premium totalmente personalizzabili, come il social ads, la disseminazione di video o le recensioni di prodotto sul network di mokono e sui portali affiliati.
Il potenziamento della piattaforma di advertising online e la crescita del pubblico di riferimento offriranno a inserzionisti pubblicitari, brand ed editori una soluzione sempre più qualificata e variegata attraverso il network di Populis.Vasco Sommer-Nunes e Florian Wilken, co-fondatori e Managing Director di mokono, continueranno a gestire le attività dell’azienda e lo staff dal quartier generale di Berlino.
Tra i finanziatori di mokono è presente Burda Digital Ventures (BDV), la società di investimenti di Burda Digital che deteneva dal 2007 una quota di minoranza della società. “Il team di mokono ha sviluppato con successo un modello di business innovativo per i media digitali”, conclude Harald Ebrecht della società di venture capital Action Capital Partners che ha gestito l’investimento per conto di BDV. “Abbiamo lavorato con piacere con mokono e ci auguriamo per loro un grande futuro all’interno del network di Populis”.
Populis è tra le digital media companies in più forte crescita in Europa (GP Bullhound Media Momentum 2011) e leader europeo nella produzione di contenuti multilingue on demand. Fondato nel 2004, il Gruppo ogni mese produce, distribuisce e monetizza oltre 35.000 contenuti di alto interesse in 8 lingue per un dinamico network di 550 siti di proprietà, inclusi Excite Europe, Better Deals e Nanopublishing. I media di proprietà generano oltre 26 milioni di utenti unici al mese (Fonte: Comscore Gennaio 2011).
Populis è una società paneuropea con un team di oltre 150 collaboratori distribuiti negli uffici in Italia e in Irlanda, ed è operativa nel Regno Unito, Germania, Olanda, Francia, Italia, Spagna, Svezia, Stati Uniti, Australia, Russia e Brasile. http://www.populis.com per maggiori informazioni:
settembre 20th, 2011 at 2:16 pm
Direttamente dalla presentazione di Yahoo video Network
Yahoo soffia il canale VEVO a Youtube (dal punto di vista della vendita degli spazi adv on line) e lancio ufficialmente il network Video
settembre 20th, 2011 at 5:24 pm
Online, da ieri, la nuova HP di Libero.it
settembre 20th, 2011 at 10:18 pm
Bella….75% advertising.
Il sogno di ogni sales
settembre 22nd, 2011 at 2:45 pm
Ho visto qualche gg il grande capo dell’area digital di Mondadori.
sulla sua scrivania ho visto qualche fascicolo con la scritta “comprare siti web”..
nel cestino c’era quello di Banzai..
settembre 22nd, 2011 at 2:47 pm
@carletto

e tu cosa hai fatto?
hai rimpiazzato il fascicolo Banzai con quello della tua Azienda?
settembre 22nd, 2011 at 4:27 pm
Paglicci saluta WEBSYSTEM
settembre 22nd, 2011 at 5:59 pm
Ora capisco!
Sono giorni che continua a chiamarmi!
Grazie Socialista Doc!
settembre 22nd, 2011 at 8:14 pm
….e dove va, Paglicci ??
settembre 22nd, 2011 at 8:15 pm
ah….e Bonanno saluta Publikompass
settembre 23rd, 2011 at 7:50 am
Altro manovra editoriale: Sportal.it, credo da ieri, va in redirect su Msn.it di cui, a tutti gli effetti, diventa il canale sportivo ufficiale
settembre 23rd, 2011 at 5:02 pm
A qualcun altro è arrivata voce di un possibile blocco degli investimenti Adwords, che Google avrebbe inflitto ad un notissimo (con respiro internazionale) operatore di arbitraggio italiano? A me hanno detto che da qualche giorno gli avrebbero chiuso tutti gli account, segandogli il profittevole ramo sul quale erano seduti, con conseguente panico. Mi sembra un’ipotesi troppo “forte” per essere vera, non fosse altro per quanto perderebbe lo stesso Google. Quindi sono il primo ad avere forti dubbi. Ne sapete qualcosa?
settembre 23rd, 2011 at 5:36 pm
Se Google si fa paladino della qualità l’arbitraggio è la prima cosa che deve eliminare.
ma se han bloccato gli account è perchè hanno esagerato.
settembre 24th, 2011 at 10:41 am
chi viene a Londra ad evento Doubleclick?
settembre 26th, 2011 at 1:07 pm
Yahoo in vendita
http://www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2011-09-26/yahoo-vendita-libera-jerry-120316.shtml?uuid=AaRlye7D
settembre 27th, 2011 at 8:43 am
Yahoo in vendita? Lo compra Banzai! Ainio è stato visto navigare l’home page del noto portale, segno inequivocabile di una prossima acquisizione
settembre 28th, 2011 at 10:15 pm
esiste una classifica semi-ufficiale di quanto fatturano le prime 10 concessionarie italiane? carletto ci illumini?
settembre 30th, 2011 at 11:28 am
Bonanno è ora in POPOLIS (ma forse questa era già risaputa)
@Marco: ci dovrei lavorare un po’…ma forse Luca ci può aiutare…
settembre 30th, 2011 at 11:42 am
ci provo (senza valori per ora)
1)Libero
2)Virgilio-Matrix
3)MSN
4)tiscali
5)YAHOO
6)Mediamond
7)banzai
settembre 30th, 2011 at 12:02 pm
però vi posso dare questi dati
TOP SPENDER ON LINE
DATI NIELSEN
Period: 01/01/2011 – 31/07/2011
Discount The Nielsen Company –
NMR Weighting Factors (gen 2006 to nov 2010)
MEDIA MARKET SPA CURNO BG
CERCASSICURAZIONI.IT SRL MI
CASA.IT SRL TREVISO
WIND TELECOMUNIC.SPA ROMA
KING.COM ITALIA SRL MILANO
SKY ITALIA SRL MILANO
VODAFONE IT.SPA CORSICO
SEAT PAGINE GIALLE SPA MILANO
ING DIRECT MILANO
FASTWEB SPA MILANO
VOLKSWAGEN GROUP IT.SPA VERONA
MICROSOFT SRL SEGRATE MI
FIAT DIV.FIAT AUTO TORINO
TELECOM ITALIA SPA ROMA
FINDOMESTIC BANCA SPA FIRENZE
ARUBA SPA SOCI AR
PROCTER & GAMBLE SPA ROMA
KRAFT FOODS ITALIA SRL MILANO
ASSICURAZIONE.IT SPA MILANO
FOTOONLINE SRL RAVENNA
settembre 30th, 2011 at 12:34 pm
certo che quella di Bonanno in PK è stata davvero una fugace apparizione….
settembre 30th, 2011 at 4:02 pm
Farmaco vietato offresi”: e i giudici sequestrano una sezione di Alfemminile.com
Leggi il resto: http://www.linkiesta.it/alfemminile-forma-salute-benessere#ixzz1ZRrNa8Zh
http://www.linkiesta.it/alfemminile-forma-salute-benessere
settembre 30th, 2011 at 4:57 pm
Rcs prende a bordo Kelko e Populis fa la sua concessionaria
ottobre 1st, 2011 at 4:07 pm
Carletto…. Dimentichi Repubblica e Corriere. Inoltre se sono in ordine Libero viene dopo Virgilio e Msn e Yahoo viene sicuramente prima di Tiscali
ottobre 3rd, 2011 at 5:19 pm
@Clint: avevo tralasciato corriere e repubblica
quindi
VIRGILIO
LIBERO
MSN
YAHOO
TISCALI
Corretto?
ottobre 4th, 2011 at 8:21 am
scusate, ma messi così, senza cifre e/o dati comparabaili , che senso ha? oltretutto, oggettivamente, le concessionarie in questione non mi sembrano nemmeno troppo paragonabili tra di loro, in primo luogo perchè non lo sono molti dei portali che rappresentano, diversi per strategia editoriale, business plan, etc.
ottobre 4th, 2011 at 10:14 am
Provo ad ipotizzare una classifica: alcuni dati sono stati reperiti su varie fonti (bilanci, interviste, ecc…) mentre altri li ho ipotizzati prendendo spunto dal post di Luca http://www.lucalani.com/blogging/advertising/mappa-del-mercato-display-2009 ipotizzando un +50% anno su anno (in linea col mercato).
Concessionaria Fatturato 2010
Matrix/Iopubblicità 60 milioni
Libero.it 55 milioni
MSN 50 milioni
Manzoni 36 milioni
RCS 30 milioni
Sole24Ore 26 milioni
Yahoo! Italia 22 milioni
Tiscali 18 milioni
Banzai adv 14 milioni
Leonardo ADV 10 milioni
Tgadv 10 milioni
TAG advertising 6 milioni
ottobre 4th, 2011 at 11:14 am
Mediamond 26 milioni
ottobre 4th, 2011 at 11:15 am
Mi dicono che la LOCAL di Matrix (iopubblicità) sta soffrendo quest’anno mentre va bene l’area grandi clienti
ottobre 4th, 2011 at 12:30 pm
Adriano:
ipotizzando un +50% in linea con il mercato ??????????????
ma magari!!!!
ottobre 4th, 2011 at 12:36 pm
ma anche quest’anno Manzoni e RCS non ci saranno allo IAB? quindi come al solito ci aspetta la consueta vagonata di merda spalmata sull’evento?
ottobre 4th, 2011 at 1:13 pm
Clint:
se guardi il post di 2 anni fa di Luca alcune concessionarie hanno fatto anche meglio di un +50% da 2009 a 2010: Leonardo è passata 5mil a 10mil (includendo Triboo), Banzai da 7/9mil a 14mil, Libero da 26/28mil a 55mil…
ottobre 4th, 2011 at 2:04 pm
Facile capire se i numeri son gonfiati: quanto è stato l’investimento digital senza search nel 2010?
E’ coerente con i numeri soprariportati?
ottobre 4th, 2011 at 3:27 pm
Nel 2010 secondo i dati dell’Osservatorio FCP-Assointernet. Infatti, il fatturato della pubblicità online in Italia ha superato i 700 milioni di euro, raggiungendo i 704 milioni di euro circa.
Pubblicità sui Motori di ricerca: 341 milioni di euro circa
Display Advertising: 326 milioni di euro circa
Affiliate Marketing: 37 milioni di euro circa
Le concessionarie che dichiarano i propri dati all’Osservatorio FCP- Assointernet sono:
Advit; Arcus; Banzai; Buongiorno; ClassPubblicità; Dada; Ed. Condé Nast ; Finelco; Hachette Rusconi; HI Media; Leonardo ADV; Manzoni; Matrix; Mediamond; Microsoft MSN.IT; Publikompass; Publitalia; Rcs; Reed Business; Sky Pubblicità; Sipra; SPE; SPM; Sportnetwork; Tag Advertising; TGADV; Tiscali; WebAds; Websystem Il sole 24 Ore; Wind Libero Advertising; Yahoo!Italia.
ottobre 4th, 2011 at 3:30 pm
Mi sa che ho sovrastimato qualche concessionaria…ma come ripeto alcuni dati sono più o meno ufficiali (Matrix, Libero, Leonardo, Banzai, TGadv, TAG) altri sono ipotesi…se qualcuno ha dati più precisi aggiorniamo la classifica!
ottobre 5th, 2011 at 9:03 am
Da Tiscali in su i valori sono MOLTO sbagliati. Sia in alto per alcune che in basso per altre. Magari il totale torna, lo spaccato no
ottobre 5th, 2011 at 10:47 am
@Plasson: se hai dati più precisi, dacceli…. anche se, personalmente, ribadisco che trovo quanto meno improprio paragonare concessionarie così diverse tra loro, ma tant’è
piuttosto vorrei segnalare questo articolo http://www.emarketer.com/Article.aspx?R=1008620:
sui banner si clicca sempre meno, addirittura una buona fetta degli utenti afferma di non vederli nemmeno…
i banner sono morti? w i banner!
ottobre 5th, 2011 at 11:58 am
Classifica aggiornata:
1) Matrix/Iopubblicità 60 milioni
DADA (ricavi pubblicitari) 22,9 milioni
2) Libero.it 55 milioni
3) MSN 50 milioni
4) Manzoni 37,3 milioni
5) RCS 35,6 milioni
6) Mediamond 26 milioni
7) Sole24Ore 26 milioni
9) Yahoo! Italia 22 milioni
10) Tiscali 18 milioni
11) Banzai adv 14 milioni
12) Leonardo ADV 10 milioni
13) Tgadv 10 milioni
14) TAG advertising 6 milioni
Ho dedotto i dati su Manzoni dal bilancio 2010 dell’Espresso, mentre su RCS e Dada ho prelevato i dati dal bilancio 2010 di RCS MediaGroup. Mi mancano dati su Matrix, MSN, Sole24Ore, Yahoo e Tiscali.
ottobre 5th, 2011 at 12:44 pm
allora, visto questo che vogliamo mettere tutte le concessionarie nello stesso paniere, perchè non considerare anche Google?? Non fa raccolta?
ottobre 5th, 2011 at 12:45 pm
mi sembra che manchi anche Hi Media ;-D
ottobre 5th, 2011 at 1:04 pm
sullo stesso piano…
ottobre 5th, 2011 at 2:16 pm
Comunque non tornano i conti, la somma fa già 393milioni e mancano ancora alcune concessionarie medio-piccole. Se tutto il mercato display nel 2010 ha davvero fatto 326milioni significa che alcune sono molto sovrastimate!
Libero.it che ha fatto 55milioni l’ho letto su un articolo di Italia Oggi. Forse MSN è un po’ sopravvalutata…DADA probabilmente conta tutto il network (anche siti esteri), chissà quanto contribuisce la parte italiana…
ottobre 5th, 2011 at 2:35 pm
CityNews compra Lecce Prima, qui il comunicato:
http://it.pressu.com/CityNews-partecipata-Banzai-annuncia-lacquisizione-di-LeccePrima.htm
ottobre 5th, 2011 at 5:33 pm
scusate link corretto http://it.pressu.com/CityNews-annuncia-lacquisizione-di-LeccePrima.htm
ottobre 5th, 2011 at 9:12 pm
ne mancano ne mancano…
@sara: chiaro che non posso e non voglio dare i dati precisi
SEAT PG (>100 mio)
Hi media
Condé NAst
Trade Doubler
Zanox
tra i 10 e i 20 mio ciascuno (non in ordine cmq)
Dada quest’anno perde parecchio
Matrix (incluso search e cmq troppo alto)
Libero (incluso search e cmq veramnte veramente alto)
MSN (compreso pdct placement e altre att.tà non display “classiche”) cmq in difficoltà
Mediamond (molto meno)
Il sole24ore (abbastanza meno)
Yahoo! e Tiscali ok ma search inclusa
Sono mischiati ricavi display/performance e search
Senza contare
Facebook
Google
entrambi comunque non dichiaranti FCP, né dichiaranti in Italia, quindi solo stimabili
Parlo sempre di valori net net
ottobre 6th, 2011 at 9:19 am
d’accordo su tutti i punti con plasson
ottobre 6th, 2011 at 8:29 pm
quindi tutti allo IAB
ottobre 7th, 2011 at 3:56 pm
leggetivi questa, siamo veramente oltre ogni immaginazione…. http://www.repubblica.it/cronaca/2011/10/07/news/moncler_oscurare-22862347/?ref=HREC1-8
ottobre 7th, 2011 at 10:27 pm
Qualità e innovazioni sono i driver che in questo ultimo bienno hanno contraddistinto la crescita di Tiscali:Adv. La concessionaria di Tiscali, sotto la guida di Massimo Crotti, si appresta a chiudere il 2011 con una forte crescita organica. “Nel primo semestre 2011 – ha affermato il manager – abbiamo registrato una crescita del 33% del fatturato sull’analogo periodo del 2010. Un incremento triplo rispetto alla media del mercato dell’online. L’aspettativa ora è chiudere l’anno consolidando questa crescita. Per ora possiamo dire che agosto e settembre sono stati positivi. Per il 2012 l’obiettivo è legare un quarto del nostro fatturato a progetti innovativi”. Nel 2010 la divisione ‘Media & Vas’ di Tiscali, che comprende e coincide in gran parte con i risultati della concessionaria, ha chiuso con un fatturato di 16,2 milioni di euro (7.5 milioni nel primo semestre), mentre nel primo semestre del 2011 la struttura ha già raggiunto i 10 milioni. Gli ottimi risultati, che hanno consentito al gruppo di rafforzare il team con l’ingresso di nuove figure professionali, hanno portato due nuovi editori a scegliere Tiscali:Adv. Si tratta di De Agostini Passion (nuovo portale di De Agostini Editore dedicato al mondo ‘partworks’) e del Gruppo Mediapason (Telelombardia, Antenna 3, etc). “Una dimostrazione del fatto – ha sottolineato Crotti – che veniamo riconosciuti come gli interlocutori più qualificati per accompagnare l’ingresso di editori tradizionali nel mondo della comunicazione digital. Una strategia di ‘integrazione’ che ha avuto riflessi positivi per l’Unità ad esempio che, in controtendenza rispetto ai risultati della stampa quotidiana, è riuscita sotto la nostra gestione a mettere un segno più anche alla raccolta pubblicitaria del cartaceo”. Intanto nell’ultimo semestre la concessionaria ha registrato una forte crescita sia del numero delle campagne (+48%) sia della base clienti (+25%) del proprio network di siti. A questi si aggiungono un incremento del 19,8% delle visite e del 18,28% dei visitatori ricorrenti per i portali gestiti pubblicitariamente da Tiscali:Adv, con gli utenti unici passati dagli 8,4 milioni del 2009 a oltre 11 nel 2011. “Sono numeri – ha detto Crotti – che sono indicativi dello stato di salute di una concessionaria e che ci spingono a continuare a investire in innovazione. E innovazione per noi significa lavorare principalmente allo sviluppo di tre aree strategiche: mobile, video e progetti speciali. Quest’ultima in particolare rappresenta una dei fattori che più ci caratterizzano rispetto ai competitor”.
ottobre 8th, 2011 at 5:51 pm
Il performance marketing di Quisma da oggi è in Italia
Set 16th, 2011 | Di Altri | Categoria: Primo Piano
QUISMA, l’agenzia di performance marketing internazionale Made in Germany e leader in Europa, apre la propria sede italiana a Milano. Sale così a dieci il numero di sedi per QUISMA che negli ultimi due anni registra una crescita esponenziale in un segmento di mercato in espansione con incrementi a doppia cifra. Ilaria Zampori, con una consolidata esperienza nella pubblicità online in società multinazionali, guida il lancio in Italia in qualità di Direttore Generale.
Fondata nel 2001 a Monaco da Ronald Paul e Norman Nötzold, QUISMA dal 2007 entra a far parte di GroupM, la società leader a livello mondiale nel settore degli investimenti media e parte del gruppo WPP, dando seguito alla strategia del gruppo di potenziare le proprie competenze in ambito digitale. La matrice tedesca ne caratterizza l’approccio che sa coniugare rigore e creatività, precisione e innovazione con una forte attenzione ai risultati concreti e misurabili.
Focus dell’agenzia è lo sviluppo di tecnologie di ultima generazione per una gestione più attuale delle campagne pubblicitarie. QUISMA ha realizzato una tecnologia proprietaria che combina un sofisticato ad server che gestisce mensilmente diversi miliardi di ad impression con un potente monitoraggio multi-canale utile per valutare quale tra le soluzioni pianificate sia la più performante. La soluzione include un’interfaccia specifica per il real time bidding e il retargeting dinamico.
Numerosi i riconoscimenti ricevuti da QUISMA a livello internazionale quali il “Seal of E-Excellence” per il Marketing Innovativo, ottenuto per tre anni consecutivi o il “Top Red Herring 100 Europe Award” che premia le 100 aziende tecnologiche più promettenti in Europa. A soli 10 anni dalla fondazione, QUISMA gode dunque di un ampio riconoscimento testimoniato dal proliferare delle sedi Europee – in Germania (Monaco, Düsseldorf, Francoforte), Austria (Vienna), Svizzera (Zurigo), Olanda (Amsterdam), Polonia (Varsavia), Spagna (Madrid), Francia (Parigi), Italia (Milano).
QUISMA offre servizi di consulenza a 360° per lo sviluppo di campagne di marketing online e in Italia focalizza la sua attività sui servizi più innovativi in 3 macro aree principali: Performance Display Advertising, Affiliate Marketing e Ottimizzazione, (declinata in Conversion Optimization e Marketing Intelligence). Un focus dunque molto forte sull’area della Performance che in questi momenti di crisi le aziende stanno privilegiando, in particolar modo in Italia.
Cos’è il Performance Marketing
Il Performance Marketing è coinvolgimento ed efficacia, un processo di misurazione e continuo perfezionamento attraverso tutti i canali. Il focus si sposta dal raggiungimento del target di riferimento alla crescita effettiva del numero di clienti. Ciò significa che non si acquistano più solo “impression”, ma “risultati” concreti siano essi traffico, richieste di informazioni, download, abbonamenti o acquisti.
“Il lancio in Italia è un passo che carezzavamo da tempo. Non soltanto perché – insieme alla Spagna – inaugura una nuova presenza del nostro brand anche nel Sud Europa, ma anche e soprattutto perché l’Italia rappresenta per noi un mercato ad altissimo potenziale di crescita per quanto riguarda gli investimenti pubblicitari” dichiara Ronald Paul, CEO di QUISMA, “Ilaria Zampori, che abbiamo scelto per guidare la nostra attività in Italia, possiede tutte le caratteristiche, sia da un punto di vista professionale che personale, in linea con il profilo di QUISMA: Il suo know-how sul mercato della pubblicità online, nonché la sua esperienza in ambiti sia locali che internazionali, ci ha da subito convinti per rappresentare al meglio la missione della nostra azienda”.
“Lanciare il marchio QUISMA in Italia rappresenta per me un’entusiasmante sfida”, afferma Ilaria Zampori, Direttore Generale di QUISMA Italy, “Grazie alla consolidata esperienza maturata a livello internazionale, QUISMA saprà posizionarsi quale partner autorevole e innovativo di riferimento per i brand che vorranno potenziare in maniera efficace, concreta e redditizia la propria visibilità online”.
ottobre 10th, 2011 at 8:37 am
Per favore, facciamo buon uso di questo post che riguarda esclusivamente i “gossip”; per i comunicati stampa c’è già DailyNet…
ottobre 11th, 2011 at 2:04 pm
Per la serie “mi si nota di più se vengo e me ne sto in disparte o se non vengo per niente?”, quest’anno spicca la defezione di TG|Adv allo IAB forum.
Che finalmente qualcuno si sia reso conto che IAB Forum è un evento pressoché inutile perché manca l’ingrediente principale: i clienti? In compenso, va ammesso che la deriva gastronomica degli ultimi anni permette di assaggiare prosciutto e formaggio (Triboo), Sushi (Banzai) e, ne ho usufruito l’anno scorso, pinte di birra (Zanox, mi pare).
Ne riparliamo post-digestion… ehm… volevo dire Post-IAB Forum
ottobre 11th, 2011 at 2:11 pm
x la serie la pubblicità on line in Italia si basa sugli happy hour ?!
ottobre 11th, 2011 at 3:20 pm
bhè…che lo IAB Forum, evento autorefenziale da manuale, non serva assolutamente a nulla, in questo blog lo si cerca di dire da tempo…
Finalmente (forse) il pensiero comincia ad essere virale e condiviso… ;-D
ottobre 11th, 2011 at 3:33 pm
IAB = Inutility Access Business
ottobre 11th, 2011 at 3:48 pm
Ma sono l’unica che farà 2 gg a IAB coi propri clienti? Io vedo invece un’interesse da parte clienti sempre crescente.. Mi sono sparata ore al tel a selezionare i workshop coi miei clienti… Non sono cosí negativa
ottobre 11th, 2011 at 4:24 pm
@Bulug: dì la verità… ti occupi del bar del Forum, eh??

(solo così puoi dire di aver avuto clienti allo IAB con i quali, per giunta, hai fatto affari!!)
ottobre 11th, 2011 at 5:09 pm
http://www.audiencerate.com
ottobre 11th, 2011 at 9:17 pm
Beh dai l’incontro di domani con Arianna la tiranna…
ottobre 13th, 2011 at 8:46 am
Qualche impressione da IAB Forum 2011.
Lo stand di Libero più spiazzante delle opere di Cattalan: uno spazio chiuso al pubblico con perimetro di vetro, all’interno un tizio con maschera a gas che tira vernice su un muro. E’ un mio limite: non capisco l’arte (e forse neanche alcuni account di Libero, costretti a girovagare per lo IAB senza fissa dimora). Premio Coraggio 2011.
Prosegue il gigantismo di Banzai, che quest’anno replica il rullo da sushi bar 2009 e, crepi l’avarizia, una sorta di agorà dove potrebbe trovare posto un ramo del Parlamento. Premio “ce l’ho più lungo” 2011.
All’opposto Websystem che quest’anno riduce lo spazio e si defila nelle corsie interne. Premio austerità 2011.
VirgilioADV… ehm… Niumedia … ehm… Matrix torna in grande spolvero e piazza i suoi 100 mq al centro della scena. Premio “ritorno al passato” 2011.
LeonardoADV (Triboo) giustamente orgogliosa del proprio passato, replica posizione e affettatrice. Almeno quest’anno hanno evitato il pour porrie di incomprensibili attività che svolgono e si sono concentrati sull’ADV. Premio Slow food 2011.
Sobria comunicazione di Advit, ormai lanciatissima, che semplicemente non si sente “seconda a nessuno”. Premio umiltà 2011.
ottobre 13th, 2011 at 8:05 pm
Commenti su IAB, anche relativi a quanto detto in questa sede rispetto all’utilità dell’evento: i clienti ci sono stati, però non benissimo rappresentati. Le figure che hanno davvero in mano i portafogli aziendali e le figure in grado di inserire il digitale nelle strategie di marketing, si sono viste sporadicamente. In giro un sacco di agenzie (per una concessionaria questi sono i clienti, soprattutto)…però per incontrare un’agenzia non c’è certo bisogno di IAB (e se un commerciale ha bisogno di IAB per riuscire ad incontrarla, meglio che cambi mestiere). L’utilità per il new business è stata quindi relativa…è stata un’occasione per seminare qualcosa, ma non un’occasione di quelle insostituibili da altre (magari più informali, meno autorefereziali, più economiche). Rimane quindi da vedere se c’è stata un’utilità in senso allargato, nell’ottica di far parlare di questo mercato ancora emergente. Questo è stato un’obbiettivo raggiunto, ma il contenuto non è stato il massimo. E’ vero che si bucano i media con pochi numeri d’effetto…però tra addetti ai lavori non ci si può limitare a parlare di crescita del peso % del digitale sulla torta pubblicitaria…una torta che si sta contraendo. Limitante anche parlare solo dei paid media quando la catena del valore della comunicazione digitale va ben oltre, includendo ambiti come la produzione di contenuti…la consulenza…la tecnologia, che sugli altri mezzi hanno molta meno rilevanza.
ottobre 13th, 2011 at 9:02 pm
stand nuovo di Yahoo e Google
ottobre 14th, 2011 at 8:30 am
@Percussionist: ma lo IAB Forum non è, o non dovrebbe essere, la “fiera” delle concessionarie e/o delle agenzie/centri media, ma di tutti gli operatori del web, editori (grandi e piccoli!), fornitori di contenuti, fornitori di servizi tecnici (streaming, apps, ecc).
Quando dico che non ci sono i clienti, mi riferisco soprattutto a questi soggetti che, partecipando allo IF non trovano, in massima parte, interlocutori interessanti per sviluppare il loro business.
Troppe volte, credo, ci limitaimo (anche in questo ed altri blog simili a questo) a identificare il web solo con i centri media, le agenzie e le concessionarie: certo, so perfettamente che, al momento, buona parte del bsuiness online “gira” sul perno dell’adv e, quindi, tutto questo è importante.
Ma non c’èe solo la pubblicità online:
ci sono centinaia di piccoli editori, centinaia se non migliaia di professionisti (editor, webmaster, seo specialist, ecc), decine di società che offrono servizi fondamentali al web (fornitori di contenuti, fornitori di servizi tecnici, ecc) che, oggettivamente, sono da troppo tempo considerati delle comparse rispetto ad un palcoscenico riservato, spesso e purtroppo, solo ai soliti noti, ai big (….) e, comunque, al solito Circo Burman….
Forse serve davvero uno IAB Forum edizione 3.0…..
ottobre 14th, 2011 at 8:58 am
servirebbe un IAB BTB
Responsabili mkt web incontrano aziende e professionisti con incontri mirati
ottobre 14th, 2011 at 10:38 am
Io sono rimasto stupefatto dallo stand di Libero, davvero ancora non ci credo. Per il resto, è stato per me uno degli IAB piu utili mai fatto in termini di accordi e contatti portati a casa.
ottobre 14th, 2011 at 11:54 am
Certo che Internet NON è solo pubblicità, ma…
IAB = Internet Advertising Bureau
(Adv, non Operators)
Il vero limite è che finché i workshop non la pianteranno di essere al 90% autopromozioni e al 9,9% numeri ‘eclatanti’ ma già sentiti mille volte (proprio quelli che ‘bucano’ i media), i clienti e i decisori saranno assai poco invogliati a seguire contenuti che già si sorbiscono in qualunque altra presentazione commerciale
IMHO, ovviamente

ottobre 14th, 2011 at 1:10 pm
@Sara; sono d’accordo te…infatti parlavo anche di fattore limitante nel parlare solo di paid media (ovvero investimenti pubblicitari) quando la catena del valore della comunicazione digitale comprende anche altri tipi di servizi e di conseguenza altri attori oltre ad agenzie e concessionarie. Bisogna però anche ricordarsi cosa significa la sigla IAB: Interactive Advertising Bureau. Poi l’associazione ha tra i soci anche realtà che non si occupano di adv in senso stretto…però è chiaro da quale lato della bilancia è spostata l’attenzione.
ottobre 14th, 2011 at 1:15 pm
Tanto per togliere ogni dubbio:
I A B – Internet ADVERTISING Bureau
Concordo che è stata un’occasione ricca di potenziali opportunità
E concordo anche io che lo stand di Libero è stato imbarazzante…
ottobre 14th, 2011 at 2:05 pm
Come Luca, ho visto tanta gente e FINALMENTE mi è sembrata un pò meno la fiera dell’autocongratulazione e dell’automagnificazione. Personalmente ho fatto buon business e mi è sembrata un buon punto di contatto tra tutte le realtà del settore.
Mi è ancora un pò oscuro l’approccio di molti espositori più orientato al retail e poco al business.
Mi è dispiaciuto vedere i vari account di libero girar intorno allo stand anche loro totalmente stralunati da una scelta di comunicazione francamente imbarazzante, inutile e soprattutto generatrice di grandissima scomodità.
ottobre 14th, 2011 at 4:17 pm
Ma che casino c’era? Non si riusciva a parlare!
Poi troppe cose interessanti fatte contemporaneamente.
Al di là della possibilità dei contatti, quelli cerco di portarli avanti con calma e non nel caos dove il livello l’attenzione è molto basso, il fatto che ci fosse una auto-celebrazione così alta mi ha deluso molto.
Disarmante l’intervento di alcuni big che hanno dato più versioni sullo stesso tema nelle interviste.
Boh sarò io che sono per le cose tangibili, forse troppo.
ottobre 17th, 2011 at 8:56 am
http://oas.repubblica.it/0/OasDefault/Tarta_ott11_RplRo_MRec_171011/Tartaruga_Avviso_ott11_300x100.gif
gran banner
ottobre 17th, 2011 at 12:58 pm
Beh Carletto tu lo sai vero che per farti un banner decente la più misera agenzia creativa ti stacca un bel 300/400 euro? Più dazi vari.
In pratica ti costa di più il banner che la sua esposizione.
In ogni caso magari eviatre di farselo fare dal vicino di casa sarebbe stato meglio
ottobre 17th, 2011 at 4:12 pm
ciao luca, ti chiedo una cosa quando parli dello stand di Libero che ti ha “stupefatto” cosa intendi? bene o male?
ottobre 17th, 2011 at 10:21 pm
A me molto negativamente, perchè era totalmente chiuso con nessuno dentro e fuori, e poi vuoto con quegli schizzi insignificanti (working progress). Poteva aver senso se il primo giorno era così e poi il secondo giorno si svelava qualcosa e si “apriva”. Insomma io l’ho visto sempre vuoto, ma proprio vuoto, e questo non è mai bello. Quindi un grande autogol comunicativo.
ottobre 20th, 2011 at 5:13 pm
ciao, qualcuno ha news sulle “scherzetto” che google ha fatto a populis? hanno ancora gli account bloccati?
ottobre 21st, 2011 at 8:22 am
@Fabrizio: a me continuano ad arrivare conferme attendibili sulla chiusura degli account e conseguente prosciugamento di quella “vena” di business per Populis.
ottobre 21st, 2011 at 8:53 am
… sul mercato un brand di viaggi gay on line….pare che il segmento dei viaggi gay sia una manna…maggiore capacità di spesa…ecc ecc…
ottobre 21st, 2011 at 8:55 am
certamente non un debutto dei migliori per Bonanno….
ottobre 21st, 2011 at 9:07 am
Scusate ma che “scherzetto”? Son curioso come una talpa
ottobre 21st, 2011 at 9:46 am
secondo me tutto a favore di Bonanno…conoscendolo potrebbe essere andato a Dublino e convinto Google a fare quello che ha fatto!!!!

tra l’altro sembra stia mettendo insieme un team di grande impatto
ottobre 21st, 2011 at 9:55 am
Confermo, a quanto ne so visto i continui tira e molla, Populis ha rotto gli indugi e ha chiuso l’arbitraggio. In italia puntano tutto sul lancio della concessionaria
ottobre 21st, 2011 at 10:21 am
@boh: “…In italia puntano tutto sul lancio della concessionaria..”. Auguri allora….
ottobre 21st, 2011 at 11:19 am
Bonanno..il piccolo grande uomo con tanta voglia di rifarsi
ottobre 21st, 2011 at 8:15 pm
Tornando allo IAB direi ottimo evento in termini di stand e workshop, male la conduzione della plenaria. Layla manca, nulla da aggiungere.
Tra gli stand “utili” per il livello di contatti quello di Google, Contactlab, Sportnetwork e websystem del sole 24 ore. Toh, anche Banzai e Mediamond.
Ho letto i premi sanciti da qualcuno qui dentro: fin quando premieremo simpaticamente quelli di triboo credo che lo IAB forum rischi di rimanere kermesse da fotomodelle e rampanti giovanotti.
Musica a palla (peraltro vietata per cui non capisco come mai nessuno abbia denunciato la cosa….che ci sia commistione tra organizzatori e fotomodelle??!), tanto fumo e niente arrosto.
ottobre 22nd, 2011 at 4:42 pm
il 2012 sarà l’anno di populis http://www.populis.com/about/management
ottobre 24th, 2011 at 9:01 am
L’arbitraggio è cosa completamente diversa dalla vendita display, da molti punti di vista.
L’immenso know-how sul SEM maturato da Populis solo in minima parte potrà essere speso su prodotti editoriali venduti a display (neanche la vendita a CPM premium riesce a sostenere grandi flussi di traffico dal SEM).
La scalabilità del business è molto ridimensionata (se l’arbitraggio ha permesso la rapida internazionalizzazione del business, la vendita display riporta il tutto a livello di mercato locale).
Populis è l’ultima arrivata su un mercato già molto competitivo, con property editoriali tutto sommato modeste, a parte un paio di blog di Blogo (ma almeno fa traffico). Exite avrebbe bisogno di un grande rilancio e comunque si troverebbe a competere con enormi portali generalisti. Blogosfere non ha autorevolezza editoriale, somma poco coerente di blog personali e di scarsa qualità.
Dal punto di vista finanziario, l’arbitraggio paga a 30 giorni e il display tra 120 e 150 giorni (mentre i costi, quasi tutti di personale, sono mensilizzati). Populis non sarà più la “cash machine” di un tempo.
Ascani, che ammiro per ciò che ha fatto, ha fondato la sua fortuna imprenditoriale prima su un’agenzia a performance e poi sull’arbitraggio. Non è mai stato un editore né ha mai venduto pubblicità display. La sua azienda dovrà colmare velocemente queste lacune se vorrà essere competitiva.
Smessi i panni della Cassandra, applaudo l’ingresso di un nuovo soggetto su questo piccolo mercato e faccio il mio in bocca al lupo!
ottobre 24th, 2011 at 9:05 am
Quoto completamente @30330
ottobre 24th, 2011 at 12:19 pm
@30330 il tuo ragionamento sembra filare però in realtà c’è qualcosa che non torna. ad esempio le “properties editoriali” di cui parli non sembrano essere così modeste come dici tu visto che leggendo il dailynet di oggi (pag.8) si presentano come terzo sito di informazione dopo repubblica.it e corriere.it (dati audiweb).
che ne dite?
ottobre 24th, 2011 at 12:31 pm
ah scusami…un appunto sul tuo ragionamento finanziario. E di questo invece me ne intendo. Si tratta di un ragionamento assai banale e sbagliato nella sua forma.
Non c’è alcuna differenza tra un pagamento a 30gg o a 120gg se non ovviamento nei primi 90/120 giorni. Dove evidentemente occorre avere cassa per anticipare i costi. Dopodichè il cash flow è invariato ed è continuativo in entrambi i casi.
Quindi la domanda giusta potrebbe essere: Populis avrà le risorse finanziarie per poter anticipare i primi 4 mesi di questa nuova attività???
Forse si….
visto che va in giro per l’Europa ad acquistare in cash Aziende nel settore media/digitale (vedi ultima acquisizione Mokono in Germania per 8,2 milioni di euro).
ottobre 24th, 2011 at 12:50 pm
@Clint: “le “properties editoriali” di cui parli non sembrano essere così modeste come dici tu visto che leggendo il dailynet di oggi (pag.8) si presentano come terzo sito di informazione dopo repubblica.it e corriere.it (dati audiweb)….”
Ma per piacere, su!!! Con tutto il rispetto per Populis ed i suoi siti/blog, ma non prendiamoci per i fondelli (AW o non AW…)!!
ottobre 24th, 2011 at 2:12 pm
Ribadisco di non fidarsi di dati stitiscici….gli UV sul web si comprano un tanto al kilo.
ottobre 24th, 2011 at 2:51 pm
sapete, avete ragione. avevo dimenticato per un momento che ci troviamo nell’area gossip.
E quindi non ho capito che anche le tematiche serie le affrontate con modalità gossip.
@ Sisso: gli UV sul web si compreranno anche un tanto al chilo (ma questo lo fanno tutti !!!!!!) ma i dati Audiweb sono basati su campione…quindi non c’è nessuna attinenza con quello che hai detto.
Ah già….ma siamo sull’area gossip…che sciocca!
ottobre 24th, 2011 at 4:34 pm
@clint: su campione? ma il rilevamento dei dati censuari non è fatto via software?
ottobre 24th, 2011 at 4:38 pm
Sisso, certo che avviene via software la raccolta dei dati. Ma su un campione rappresentativo della popolazione…
ottobre 24th, 2011 at 5:27 pm
@clint: ripeto che Blogo è un ottimo network di nanopublishing (il migliore in Italia, non ho dubbi) ma che, a quanto ne so, DadaADV valorizzava circa 2 milioni di euro l’anno. Blogosfere è un network passato di mano tre volte, composto da blog monoautore senza alcuna valenza editoriale (se non assolutamente casuale; che poi quando il blog funzione l’autore se ne va e ne fonda uno tutto suo). Excite, vecchia gloria della “niu’ economy”, non ha appeal sugli investitori e andrebbe completamente riposizionato. Con questi prodotti editoriali, anche lavorando bene, la nuova concessionaria difficilmente supererà i 4 milioni di fatturato ADV a regime. Posizionandosi in questo modo tra le tante altre piccole concessionarie. Un posizionamento “modesto” e non così scontato.
La struttura di vendita è completamente nuova, a partire dal management; senza uno storico su clienti e CM, in un mercato in cui il grado di competizione (anche e soprattutto sui DN) è ormai fortissimo, con prodotti, lo ripeto, che i CM non stanno aspettando con ansia.
Sull’aspetto finanziario mi permetto di dissentire dalla tua visione “basta-aspettare-e-tutto-si-sistema”. Se prendi dei siti in concessione devi decidere se fare da banca/concessionaria, assumendoti l’onere finanziario dei CM che ritardano, o far “tirare il collo” agli editori, con conseguenti malumori. Le eventuali nuove sperimentazioni editoriali, di solito in perdita nei primi anni, scontano anche i ritardi dei pagamenti aggravando ulteriormente la situazione patrimoniale. Senza contare che con i “chiari di luna” di questo periodo, c’è il rischio concreto di perdite su crediti. Potrei elencare altri 100 altri motivi per cui è meglio essere pagati prima che dopo
Oggi ho letto il loro comunicato che ho trovato allo stesso tempo aggressivo (10 milioni il primo anno e terzi dopo i giganti delle news) e rinunciatario (“ancora dobbiamo decidere se prendere concessioni”). Un mezzo passo falso comunicativo, secondo me.
ottobre 25th, 2011 at 9:00 am
devo riquotare, assolutamente, @30330
davvero difficile dargli torto….
ottobre 25th, 2011 at 9:15 am
aggiungo, non per portare jella ma solo per la cronaca che, oltretutto, alcuni dei canali di Blogo tra i più performanti, potrebbero presto avere seri problemi di copyright fotografici (in generale, va detto che alcuni blog spesso attingono a fotografie protette da chilometri di diritti: situazione “tollerata” finchè il blog resta amatoriale, ma giustamente intollerabile se poi sfocia nella concorrenza sleale nei confronti di chi, al contrario, le foto le strapaga), con relative cause risarcitorie: ma a prescindere dalle cause, la questione sarà che per poter alimentare certi canali (cronaca, sport, motori e gossip, tanto per fare qualche esempio), i costi saranno ben diversi da quelli attuali (se si vorranno comunque arricchire le news con le foto), oppure si andrà inevitabilmente verso un progressivo impoverimento della qualità dei contenuti (già oggi, sinceramente, non paragonabili a quelli dei portali di informazione “per mestiere”)
ottobre 25th, 2011 at 12:31 pm
Sembrerebbe da questo blog che questa novità di Populis dia fastidio a molti, vuol dire che la novità è meno piccola e che faccia più paura ai competitors di quanto vogliate farci credere
ottobre 25th, 2011 at 12:34 pm
Eh si Terropolis!
SuperLOL con avvitamento
ottobre 25th, 2011 at 1:30 pm
@boh: si sta solo commentando la notizia, come è accaduto in 1000 altre occasioni (e come, spero, accadrà ancora). Poi, inevitabilmente, escono considerazioni sull’oggetto della notizia stessa, sul suo business, ecc. Ma, allora, se uno vuole evitare che se ne parli, dovrebbe anzitutto evitare i comunicati stampa.
ottobre 25th, 2011 at 2:28 pm
aspettiamo un commento da Luca Ascani e Walter Bonanno(che leggono questi post con attenzione)
ottobre 25th, 2011 at 2:31 pm
E il commento sarà questo: http://1.bp.blogspot.com/-8KJjoK39l9g/TohV6NPL-lI/AAAAAAAAIMk/Pes4hbV6bCI/s1600/nah%2521.jpg
Scusate ma è troppo indicato visto il flame
ottobre 25th, 2011 at 2:35 pm
Ah prima che Luca Lani mi banni a vita, si scherza Né!
ottobre 25th, 2011 at 2:38 pm
L’ultimo poi torno in miniera:
Anne Sinclair alla guida di HP France, speriamo che ci dica delle chicche sul marito!
62 anni la signora. Boh ma sono solo io che ci vedrei volentieri gente più giovane in certe posizioni?
ottobre 25th, 2011 at 2:40 pm
@boh: chi sta in questo mondo da tempo ne ha vissute talmente tante da non prendere paura neanche se fossero i Visitors ha creare una concessionaria.
Non dovrei scriverlo, ma se proprio cerchi un retropensiero dietro quello che ho scritto, ti suggerisco il sottile sadismo di chi, maniche rimboccate e fronte grondante sudore, per anni ha visto nell’arbitraggio la chimera del guadagno facile e che ora pregusta la scena di un ex ballerino di danza classica, in tutù e calzamaglia, che scende nell’arena dei gladiatori, sporchi e sudati.
Al netto di questa mia tara mentale, ribadisco il mio sincero in bocca al lupo a Terropolis, come qualcuno l’ha chiamata
ottobre 25th, 2011 at 3:06 pm
senza contare che quando si afferma di essere il terzo polo d’informazione e, modestamente…, “…la prima e autorevole fonte di informazione partecipata e indipendente nello scenario Web italiano”, ce la si va un po’ a cercare…
ottobre 25th, 2011 at 3:14 pm
http://www.dagospia.com/rubrica-2/media_e_tv/microsoft-gym-corre-sul-filo-della-rete-e-degli-mms-il-cartello-che-nella-31347.htm
ottobre 25th, 2011 at 3:45 pm
@30330 troppo divertente il tuo ultimo commento
))
ottobre 25th, 2011 at 3:56 pm
ma l’ex ballerino in tutù e calzamaglia sarebbe Luca Ascani??
vedi che alla fine mi hai fatto ridere….
ottobre 25th, 2011 at 4:03 pm
@30330: quando leggo i tuoi commenti, mi trovo sempre d’accordo.
Prima o poi scoprirò chi sei
ottobre 25th, 2011 at 5:18 pm
@clint: mi sono fatto prendere la mano dalle iperboli! Ho avuto l’onore (sul serio) di incrociare un giovanissimo Ascani già dai tempi di Buycentral. Ho grande rispetto di lui personalmente e ammirazione per i suoi successi imprenditoriali. Inoltre ho sempre sentito parlare bene della sua azienda da chi l’ha vissuta da dentro, magari uscendone dopo qualche tempo per fondarne una propria (che di solito è un segno di vitalità). La sfida di cambiare volto a Populis in così poco tempo è ambiziosa e “disperata”, quindi eccitante, forse soltanto un po’ tardiva (gli eventi sono precipitati prima del previsto?). Per il resto ribadisco i miei dubbi.
ottobre 25th, 2011 at 6:38 pm
io credo che il problema dell’Italia e degli italiani rimanga la resistenza al cambiamento.
tutto ciò che è nuovo spaventa (tranne che non sia fatto da chi italiano non è…ma questa è un’altra storia)
l’altro problema degli italiani è che vogliono fare tutti gli allenatori, e via con i giudizi !!
salvo che poi che sono altri ad andare in campo e ad allenare la squadra e soprattutto a giocarsi la partita.
io non so cosa stiano combinando…lo sapranno Ascani, Bonanno e immagino altri coinvolti nel progetto.
Però, evviva il coraggio, perchè di questo si tratta, evviva l’intraprendenza, perchè di questo si tratta.
il risultato si vedrà e devo anche dirti che tutto sommato non mi interessa nemmeno molto.
qualcuno ha detto: la differenza tra una buona idea e una no, è la sua attuazione.
ciao, adesso torno alle idee…..
ottobre 25th, 2011 at 9:21 pm
Luca Lani: a questo punta intervista Ascani/Esposito/Bonanno
ottobre 26th, 2011 at 10:51 am
Amici, per cortesia…questa specie di forum è per i gossip di mercato. Sta diventando monotematico su Populis, non mi costringete a chiudere tutto. Inoltre se molte critiche sono legittime intravedo una certa invidia per il successo (che in parte è indubbio) di Luca Ascani. Vedremo a gennaio come si comprta questa nuova concessionaria. Per adesso cambiamo argomento?
ottobre 26th, 2011 at 10:57 am
Parto io a cambiare argomento: Non c’è più la mezza stagione!
Colpo di alleggerimento
Scherzi a parte.
Voci di corridoio dicono che RCS venda/chiuda la free press. Inoltre in ottica di alleggerimento della struttura faccia una bella mietitura a gennaio di molti AD. Questa scelta, quella di troncare gli AD, sarebbe dettata dall’inglobamento di molte aree esterne e contrazione della catena di società che ora sono confluite tutte sotto RSC Media Group.
Da gennaio CV a manetta
ottobre 26th, 2011 at 1:09 pm
L’ultimo ingresso nel network di tg|adv in ordine di tempo è Davidemaggio.it, l’occhio indiscreto più autorevole della critica tv e la penna non convenzionale per eccellenza che offre ai propri lettori curiosità, anticipazioni ed indiscrezioni su tutto ciò che riguarda il mondo televisivo. Il sito offre un modo di fare informazione alternativo e non filtrato, riconosciuto come una voce senza censura che cerca di svelare e raccontare quello che i giornali tradizionali non scrivono e che gli ha valso grande notorietà tra gli internauti appassionati di tv. On line da 5 anni, Davidemaggio.it (800.000 utenti unici e 9.000.000 impression al mese, fonte Dart, Settembre 2011) si è posizionato nel tempo come fonte autorevole di contenuti inediti. La redazione è formata da esperti tv e professionisti specializzati in grado di essere una presenza fissa dietro le quinte di tutti i programmi tv realizzando interviste esclusive, scoop, e imperdibili fotogallery. Inoltre Davidemaggio.it ha visto la collaborazione editoriale di alcune ‘guest star’ d’eccezione come: l’ex Presidente della Camera dei Deputati, Irene Pivetti. Nel corso degli anni i più importanti artisti del panorama televisivo italiano hanno rilasciato interviste a Davidemaggio.it e, grazie all’iniziativa ‘DM live’, gli utenti hanno la possibilità di intervistare direttamente i protagonisti della tv via chat.
ottobre 26th, 2011 at 1:18 pm
mi sembra che, spesso, il concetto di utenti unici sia (a prescindere dalla fonte dichiarata) molto simile ad un’opinione personale, dal momento che tutti ne dichiarano centinaia di migliaia, se non milioni, al mese
ottobre 26th, 2011 at 3:59 pm
Fonte Dart?
oh maronna
ottobre 26th, 2011 at 4:01 pm
Come direbbe l’Ing Cane (Fabio De Luigi):”Mille Mille, numeri che fanno girare la testa”
Poi magari sono tutti spy da 0,03 secondi netti. Gente che approfondisce bene gli argomenti.
ottobre 26th, 2011 at 4:45 pm
Per i trafficker in ascolto: Dart fornisce anche gli utenti unici?
Da sempre TG|Adv utilizza il concetto di impression per ingigantire “l’ombra sul muro” dei suoi siti in concessione. Il risultato è la confusione (probabilmente voluta) nel lettore poco smaliziato.
ottobre 26th, 2011 at 5:50 pm
Gossip tecnologico:
allo studio un nuovo rivoluzionario metodo (un linguaggio di programmazione che gli abitanti di un’isola sull’atlantico che abitano in torri di 300 metri chiamano Javascript) che tramite un comando detto “refresh” è in grado di moltiplicare non già le pagine viste ma gli utenti unici.
Se qualcuno scopre che in italia lo usiamo già da tempo potremmo essere un caso di studio!
Non so se sono riuscito a strappare un mezzo sorriso a qualche veteroeditore, perché a pensarci bene mi rattrista molto che chi FA WEB in modo “industriale” dia numeri basati su certe metriche.
Sapete già chi quoto vero, quindi evito?
ottobre 26th, 2011 at 9:12 pm
Dart non da utenti unici, al massimo può dare gli unique browsers (basati su cookie), il che vuol dire dover abbattere il dato almeno di un 20/30% a causa di cancellazione cookies e navigazione da diversi pc (pc di casa, pc del lavoro).
ottobre 27th, 2011 at 11:11 am
quali portali ne fanno uso?
Virgilio sicuramente…
ottobre 27th, 2011 at 1:28 pm
Quelli di news anche, tutti, nessuno escluso
ottobre 27th, 2011 at 2:40 pm
@Sisso: mi spiace, ma proprio tutti tutti quelli di news no….
ottobre 27th, 2011 at 2:57 pm
Quoto Mattia,
anche sul mio giornale ho vietato il refresch. MI sta talmente sulle balle che quando il gruppo di programmatori l’aveva installato sulla piattaforma li ho massacrati di riunioni per farglielo togliere.
Un conto è metterlo come strumento se pubblichi delle cose nuove che poi vanno in home, o nella pagina che stai leggendo, un altro e metterlo per far paginate finte. Tanto il CTR torna sempre a galla. Il refresh lo considero molto più dannoso che funzionale, distorce il mercato. Piuttosto si segano i listini a botte di sconti. Iniziare a dare dei dati reali al mercato, che ora inizia in modo serio ad affrontare Web Adv, non sarebbe male.
ottobre 27th, 2011 at 3:55 pm
chapeau ad Allegro
ottobre 27th, 2011 at 4:28 pm
attenzione, però, a non far confusione: per i siti di news, oggettivamente, il refresh è quasi indispensabile, proprio per come sono impostati e, a dire il vero, non ci vedo nulla di male.
Credo anche, ma qui si aprirebbe un’altra spinosa questione e poi temo di ripetermi perchè devo averlo già detto qualche milione di volte, che anche il concetto di banner “incollato” alla pagina sia, non solo preistorico, ma anche privo di reale utilità anche per l’inserzionista.
Sono arciconvinto, infatti, dopo averlo sperimentato per anni sulla mia pellaccia dura, che non sia affato vero che il refresh abbassi, almeno considerevolmente, il CTR: la verità è che il CTR sta crollando per conto suo (da tempo), refresh o non refresh.
Penso, anzi, che il fatto che i banner cambino mentre un visitatore sta leggendo una news, possa solo far bene all’adv, certamente ne aumenta l’impatto visivo (nel senso che almeno il lettore si accorge che c’è anche la pubblicità, sennò c’è il serio rischio che nonla veda proprio…).
Altro discorso, casomai, è la frequenza di refresh: ci sono siti che arrivano, spudoratamente, a meno di 90 secondi e questo, concordo, non può essere giustificato se non con la palese intenzione di pompare le pagine e le impression.
Ma un “sano” refresh tra i 3 e i 5 minuti (e, attenzione, non necessariamente anche dell’adv, ma anche solo delle pagine), credo sia normale e (sempre parlando di siti di news), inevitabile ed assolutamente condivisibile
ottobre 27th, 2011 at 4:54 pm
Il ctr esprime un tasso %. Come tale dipende da quantità che si muovono da tempo a diverse velocità: volume di pagine generate, prezzi in discesa (e quindi più volumi venduti), utenti in crescita ma a tassi inferiori (e l’OTC è legato agli utenti, mica alle imps!!!) senza contare l’aumento della quantità di formati su singola pagina: l’OTC per singola pagina è sempre e comunque pari a 1…Senza contare overlay et similaria dove in caso sale.
I click generati dagli utenti, per la verità, secondo me stanno aumentando, quindi migliora la confidenza a cliccare sull’adv, è la variabile usata, il CTR appunto che è obsoleta, come anche l’”impression”: che senso ha su una pagina dove ci sono 5 o 6 formati pubblicitari diversi e diversi inserzionisti?
ottobre 27th, 2011 at 5:05 pm
da oggi Repubblica Tv si rinnova, cambia denominazione in REPUBBLICA VIDEO
ottobre 27th, 2011 at 5:20 pm
Gibbo non concordo il cliente medio sulla media/piccola/micro impresa o almeno non concordo da qui ai prossimi 15 anni, ovvero al cambio generazionale quasi completo delle aziende dette sopra. Il mercato dell ADV per la parte locale e media, dove per locale intendo anche: volantino, gonfalone, biglietto in bianca senza il volta lasciato nella maniglia dell’auto, adesivi sui semafori, micro banner su micro siti eccetera, mercato vastissimo con un valore molto alto. Quel tipo di mercato è abituato a ritorni precisi, in percentuale, di sostanza. Il cliente tipo fa questo conto: tot volantini = tot ritorno. Perciò facendo web refresh appoggi un dato molto alto ad un ritorno molto basso, e qui il danno orami è stato fatto, quindi il cliente tenderà sempre a sottovalutare: il mezzo, l’impatto e lo scopo.
Il refresh è messo dagli editori di peso e dai siti di news perché una volta i giornali venivano sfogliati tutti ed erano 98 pagine (circa 30 di locale) ergo come minimo 200 soggetti adv. Ora che la profondità di visita è di 8 pagine; quando dall’altra parte il lettore è attento, ha tempo, lo convogli, lo fai perdere in giro e bla bla bla, si arriva subito al punto che 8 pagine per 6 adv non fa 200. Quindi i furbetti della tipografia cassaintegrata fanno il ragionamento di tot pagine + top brand + top contenuti + top che ti top e alla fine presentano preventivi da far cascare in terra anche uno con il portafoglio gonfio. Solo che poi quelli con il portafoglio gonfio guardano la prestazione della campagna e dicono: “ma brutto bastard.. pezz.. di merd… mi hai fregat… ma li mortacc… tua e di tuo nonn…
E ci perdiamo tutti, ma proprio tutti.
E’ un po’ come mettere il cd di vasco rossi nel corsera, che operazione è? Vendi il cd o vendi la rispettabilità della testata? Fai cassa con i collaterali per avere maggior grano o fai le promozioni per avere maggior copie? E’ un plus o no? Rischi di affossare o di premiare il lettore? So che tu hai ben presente che orami i giornali hanno fatto pure la raccolta delle enciclopedie sui colori delle trapunte ungheresi.
Ah un dato da notare è che la media/piccola/micro impresa in Italia è diffusissima. Proprio adesso che si poteva portarli su mezzi seri a prezzi abbordabili si torna a bomba indietro a fare il conto delle pagine viste ecc. Sarebbe meglio allungare i tempi di esposizione piuttosto che contrarre le campagne in poco tempo e fingere di avere milioni di pagine lette.
Tanto i top spender sempre top spender rimarranno, o no? Si rischia ti non far approfittare molte aziende di mezzi molto apprezzati. Il locale nel web non esiste più, il nazionale nemmeno, evitiamo almeno la dispersione imposta dalle politiche dell’impression a tutti i costi.
Boh
ottobre 28th, 2011 at 5:05 pm
tutti a vender la tv di santoro
novembre 1st, 2011 at 11:52 am
in arrivo gli uffici a Milano di Amazon
novembre 1st, 2011 at 2:10 pm
pare che facebook italia assuma ancora, sempre commerciali
novembre 1st, 2011 at 2:14 pm
In compenso si vocifera che City (freepress) venga tumulato il 31.12.11
novembre 1st, 2011 at 5:57 pm
ecco chi cerca FB
Corporate Communications (1)
Head of Policy (Italy)
Sales International (2)
Client Partner (Milan)
International Client Partner (Milan)
novembre 2nd, 2011 at 11:24 am
Un particolare ringraziamento a Scaccomatto…buona giornata a tutti
novembre 2nd, 2011 at 6:18 pm
Migrazione da Yahoo a Libero
novembre 3rd, 2011 at 9:40 am
@Carletto: migrazione “umana”?
novembre 3rd, 2011 at 4:17 pm
yes
novembre 3rd, 2011 at 4:47 pm
addirittura migrazione….quante persone andranno?
novembre 3rd, 2011 at 6:41 pm
più che altro sarebbe interessante capire in quali ruoli, dal momento che quelli manageriali ed editoriali siano, al momento, ottimamente coperti e quelli adv sales idem…
novembre 4th, 2011 at 4:03 pm
@Sara: aspetta qualche settimana e vedrai
novembre 4th, 2011 at 4:04 pm
City non chiude, viene rilevata da altri imprenditori
novembre 4th, 2011 at 4:19 pm
@ Carletto.
Leggo terrà solo Roma e Milano (a quanto ho sentito)
Epolis (chiuso, presunto fallimento)
City (dopo i gravi problemi in RCS anche se ceduto credo non avrà lunga vita, non è mai stato posizionato bene ed ha pure perso la distribuzione in MM.)
Vedremo
Di base aver lanciato 5 testate free press su Milano per me è stato uno sbaglio gravissimo. Oltretutto in RCS avevano lanciato anche Corriere Anteprima ridicola anticipazione dei contenuti del quotidiano che sarebbe uscito il giorno dopo in edicola.
L’ho sempre detto che i grandi editori italiani sono dei dilettanti. (oltre al fatto che prendono un botto di soldi pubblici per fare dei prodotti molto scadenti)
novembre 4th, 2011 at 5:31 pm
Dovrebbero togliere i contributi…così si lascia il campo a chi sa fare il lavoro.
novembre 4th, 2011 at 8:06 pm
@Layla: è la verità.
…ma si sa, essere scevri da ogni partigianeria è cosa praticamente impossibile.
Sui contenuti dello IAB direi che spulciando in rete ho ritrovato la fonte delle slide di Ippolito e mi dispiace che non abbia utilizzato alcune slide ancora più interessanti su certi fenomeni (tipo che i siti di informazione, ad esempio, stanno crescendo a scapito dei portali generalisti
A proposito di dati censuari (ma c’è ancora chi crede che Google Analytics possa essere usata per attivare transazioni di acquisto seri di spazi pubblicitari? …ma quand’è che maturerà questo mercato), nei centri media ormai si adotta il nastro Audiweb. Non c’è alternativa se si vuole offrire un dato super-partes e davvero comparabile tra i diversi editori.
Credo infine che il target, i GRPweb, gli indici di concentrazione, torneranno presto ad indicare la strada maestra per le pianificazioni. Anche Youtube e Facebook dovranno dotarsi di una certificazione super-partes altrimenti alla lunga il gioco non reggerà.
novembre 9th, 2011 at 11:49 am
… Banzai compra http://www.giornalettismo.com … lo fondono con ilpost.it ?
novembre 9th, 2011 at 2:07 pm
@Scaccomatto: Audiweb sarebbe, parole tue, “…un dato super-partes e davvero comparabile tra i diversi editori.”???
Fantastico!!!
E’ sempre piacevole leggere cose che sollevano il morale!!!
Anche perchè, di questi tempi, le battute di spirito, latitano….
novembre 9th, 2011 at 10:44 pm
@Mattia: ribadisco, super-partes… se poi a te non piace perchè il tuo sitarello è fuori dal sistema il problema è tuo… per il resto dimostra il contrario.
Se ti piace ridere c’è un modo più semplice: guardati allo specchio
novembre 9th, 2011 at 11:05 pm
Super partes come Audipress!
Audipress non fa un rilascio serio dal 2007.
Oltre al fatto che molti siti non risultano in audiweb, parlo di siti seri non sitarelli o sitini. Senza troppo prendere in giro Mattia (che non ha bisogno di essere difeso però di fronte a certe eresie)
Ad esempio il circuito di Lani non è inserito giusto per fare un piccolo esempio. Poi magari e una scelta di Luca non metterlo per motivi di gioventù delle piattaforme ma visto che raccoglie milioni di utenti unici mese..
novembre 10th, 2011 at 9:49 am
Con i prezzi di Audiweb per entrare nei nastri di pianificazione, anch’io sinceramente faccio fatica a definirlo super partes.
novembre 10th, 2011 at 11:19 am
@Scaccomatto: il mio “sitarello” scondo AW, fa quasi 1,8 milioni di u.u. e, come vedi, non avrei apparentemente nessun motivo di lamentarmi

Ma, essendo ormai disincantato, continuo a pensare e, quindi, a sostenere, che AW non sia esattamente come tu lo hai “lucidato”.
Infine ti ringrazio per il gustoso invito a guardarmi allo specchio e, conseguementemente, mettermi a ridere: ci proverò, magari funziona, ma nel frattempo ho appeso il tuo post, sempre in bagno, ma per un altro uso…
novembre 10th, 2011 at 11:22 am
Ragazzi, che si fa?!? Vi porto il righello per misurare chi ce l’ha più lungo? O volete fare una più normale gara a chi sputa più lontano?

novembre 10th, 2011 at 11:32 am
Contrordine
City in RCS anche nel 2012. (bah?)
P.S. io proporrei una gara di rutti
novembre 10th, 2011 at 12:02 pm
@LaViv: il righello??? il decametro vorrai dire….
novembre 10th, 2011 at 12:13 pm
@Gibbo: voi dell’interwebz siete tutti megalomani…
novembre 10th, 2011 at 1:22 pm
@LaViv: no, anzi, fin troppo modesti…
novembre 10th, 2011 at 7:13 pm
Ma è possibile che CorriereMilano distribuisca 260mila impression giorno?
Giusto per sapere.
novembre 10th, 2011 at 10:15 pm
quanti utenti unici dichiarano?
novembre 11th, 2011 at 10:23 am
Lettera43 viene buttata fuori da manzoni.
novembre 11th, 2011 at 10:59 am
@GolaRaffreddata: proprio buttata fuori? neanche la cortesia di accompagnarla alla porta?
in ogni caso dev’essere un gran brutto colpo per Sesini allora, visto che ne era il dir marketing, prima di approdare a Lettera 43 ;-D
novembre 11th, 2011 at 5:25 pm
@centromediaboy
Boh? (dici che è troppo approssimativa come risposta?)
novembre 11th, 2011 at 7:41 pm
Trovato dato, 137mila.
Visto così ci può stare anche il 260mila.
Certo che 137mila gg medio… alla faccia!
novembre 12th, 2011 at 12:32 am
Rispondo a Mattia, Allegro e Vega.
Per super-partes intendo innanzitutto che la ricerca è condotta da un istituto super-partes, cioè Nielsen, i cui dati sono i medesimi contenuti nel vecchio Netview e che tutto il mercato ha sempre adottato.
A questo sono stati agganciati ulteriori dati, quelli provenienti dagli strumenti di analisi traffico censuari, allo scopo di migliorare ulteriormente il valore quantitativo di utenti e pagine.
In cosa tutto questo non risulterebbe ancora super-partes?
Siamo in un paese dove ormai tutto è ritenuto corrotto e corruttibile, frutto di complotti e di poteri forti. Ma basta, veniamone fuori da questi meccanismi mentali!
Vogliamo parlare del costo? da quanto mi risulta, è proporzionale all’audience registrata dal sito.
Lecito ritenerla troppo cara e potrei essere d’accordo, ma anche in questo caso cosa c’entra rispetto al super-partes o meno?
Mattia, visto che non voglio entrare in ulteriore polemica con te (ma ti prego di rispettare sempre per primo gli interlocutori…rileggiti come ti sei rivolto nei confronti di una persona che manco conosci e che ha espresso semplicemente un’opinione), mi spieghi ora perchè Audiweb per te sarebbe di parte? E poi quale? Un’idea chiara ce l’avrai visto come ti sei espresso sul tema.
Infine ho letto qualcuno parlare di Audipress….concordo perfettamente sulla sua inefficienza. Ogni confronto con Audiweb è di fatto però impossibile: una è una stima sulla lettura media di periodici e quotidiani basata su un campione rappresentativo della popolazione e a cui vengono poste domande sulle abitudini (ognuno a quel punto dice quello che ricorda non ciò che realmente può aver fatto).
Audiweb si basa su un panel “meterizzato” che registra puntualmente tutta la navigazione in rete da parte del panelista. Come si possano confrontare due ricerche del genere rimane a questo punto un mistero… tant’è, fa tutto schifo perchè in Italia è tutta merda e politica!!!
novembre 12th, 2011 at 10:29 pm
quante belle skin di Mediolanum su Home Page di Corriere/Sole/Repubblica in questi gg….con Silvio che se ne va
novembre 18th, 2011 at 3:47 pm
Giusto perché gossip su di me non ce ne sono mai (sarà perché ho un brutto carattere?!), ne produco uno io: oggi per me ultimo giorno in .Fox. Da lunedì, nuova avventura.
novembre 18th, 2011 at 4:26 pm
@La Viv: ehilà! super gossip allora!!
e dove vai?? su…orami ce lo puoi dire… 
novembre 18th, 2011 at 5:02 pm
Dai dai?!? Dove dove?!?
novembre 18th, 2011 at 5:14 pm
@La Viv
In bocca al lupo! (visto che vai via dalla Volpe…
)
novembre 21st, 2011 at 10:11 am
@laviv
weborama?
novembre 21st, 2011 at 10:13 am
Zippo, quindi ti ho nella mia lista di contatti di Linkedin.

Sì, da oggi sono in Weborama come Media Connection Manager.
novembre 21st, 2011 at 2:45 pm
e cosa vuol dire Media Connection Manager?
novembre 21st, 2011 at 9:50 pm
@Carletto: posso usare la chiamata a casa?!?
novembre 22nd, 2011 at 8:33 pm
http://www.iabseminar.it/iabseminar2011-seconda-edizione/
novembre 22nd, 2011 at 10:43 pm
Alla fine eccoli qui, tutti i noti, o presunti tali, dell’adv ad inciuciare come delle vecchie comari da borgo. Per la serie: come volevasi dimostrare.
novembre 23rd, 2011 at 10:04 am
@Punto della situazione: a cosa ti riferisci? allo Iab Seminar?
novembre 23rd, 2011 at 10:09 am
Luca scusami se cito un post apparso su un altro blog (ma so che non sei geloso
), ma quello pubblicato questa mattina sul sito del Tagliaerbe mi sembra così “forte” (e assolutamente condivisibile, almeno per me!) che lo propongo anche ai frequentatori di questo blog, nel caso volessero trarne qualche spunto di discussione.

http://blog.tagliaerbe.com/2011/11/quando-esplodera-la-pubblicita-online-forse-mai.html
novembre 23rd, 2011 at 1:22 pm
Ho letto il pezzo Carletto.
Certo che se continuiamo fissarci sul fatto che le tendenze, gli I LIKE, i SN, ecc., sono e saranno l’evoluzione del posizionamento su di un nuovo media come internet siamo messi proprio male. Evolviamoci per favore.
novembre 23rd, 2011 at 3:05 pm
@ Gibbo figuriamoci…sono un grande amico del Tagliaerbe
novembre 23rd, 2011 at 3:19 pm
Letto articolo, nulla di che.
Il problema vero è che fino a ieri con un monopolio televisivo (o duopolio) i prezzi in TV erano alti per definizione, mentre adesso che i canali cominciano a moltiplicarsi le cose stanno cambiando (carta stampata sta morendo di questo sistema).
Sul web fino ad ora i clienti hanno potuto pagare poco e giustamente lo hanno fatto.
I CM ora usano il DR come arma commerciale ma sbagliano perchè si stanno tagliando le gambe da soli (e infatti creano i video popup a grp).
Es: ora vanno di moda i conti bancari. ci sono 10 banche in campagna contemporaneamente che fanno di tutto per avere CPL bassi. Secondo voi saranno tutti in grado di fare volumi? No.
Il tutto col tempo si armonizzerà, gli editori faranno cartello ed il CPL sparirà dai piani. Magari quello che si otterrà è che il CPM di editori adesso considerati Premium scenderà a fronte di un aumento graduale del CPM di base.
novembre 23rd, 2011 at 3:46 pm
@Allegro
a quale pezzo ti riferisci?
novembre 23rd, 2011 at 3:48 pm
Sisso ma pensare che sia tutto da rifare no? Credere che l’utente medio sia stanco della pubblicità riprodotta su di un mezzo nuovo con tecniche vecchie no? Credere che gli spazi privati siano realmente spazi privati no? Chiedersi perché l’ingaggio con il lettore non funziona mettendo online la stessa creatività usata per le affissioni no? In buona sostanza valutare un nuovo media per nuovo e non un nuovo media come mezzo per ADV. Ma avete fatto caso a dove finiscono le campagna ADsense anche di grandi clienti? (su siti porno, su siti di gamble, su forum dove si parla male del prodotto di quell’azienda e ti ci trovi il banner di quel prodotto)
Il cliente deve capire, prima di fare investimenti in adv, che internet è un posto per tutti e non un nuovo spazio per fare ADV alle masse inermi. Ma avete sentito di quella nota marca d’abbigliamento che ha fatto sequestrare 550 domini? (poi dissequestrati) E di quell’autore denunciato per aver fatto critiche su un’azienda di prodotti omeopatici?
Ecco questo è la realtà: le aziende credono che la rete debba parlare bene di loro, non cercano ingaggi seri con il lettore, non trovano spazi per approfondire le loro problematiche legate al prodotti, ecc.
Quando internet sarà finalmente una piattaforma matura, quando molto del pattume sarà scomparso, quando l’anonimato sarà un ricordo, quando l’adv sarà mirato a capire perché un cliente è scontento e non perché quel cliente non ha cliccato il banner; ecco quel giorno tireremo tutti un sospiro di sollievo.
Gli old media hanno creato un popolo di efficienti calcolatrici (marketing manager) di resa/beneficio/costo/gpr/cpc/ctr/I.C./roi/zoi/puf/paf/bof che finivano tutti in un’unica descrizione SLURP! Ora che tutto è misurabile, nella realtà della rete, si rendono conto che le caxxate che hanno detto finora non stanno in piedi. Generalizzo, ovviamente, qui noi siamo tutti geni
novembre 23rd, 2011 at 3:49 pm
“gli editori faranno cartello”
questo sarebbe l’evoluzione del web
a questo punto vi meritate accordi a low cpc e cpa…altro che CPM PREMIUM e altre super cazzole
novembre 23rd, 2011 at 3:49 pm
Carletto al pezzo che hai postato (tagliaerbe) sul fatto che ADV /Internet = tutti morti di fame che falliranno perché nessuno ci crede e non funziona.
novembre 23rd, 2011 at 4:10 pm
@Allegro: veramente il pezzo di Tagliaerbe l’ho postato io, non Carletto… ;-D
novembre 23rd, 2011 at 4:13 pm
mi permetto, solo per praticità, di riportare il post citato da Gibbo e visibile sul blog di Tagliarbe, così lo si può commentare meglio
Quando esploderà la pubblicità online? Forse mai
23 nov
Postato da Tagliaerbe
Soldi nella pubblicità online
E’ tempo di affrontare la realtà e di ammettere che Internet, come strumento di branding, fa schifo. So che questa affermazione può sembrare irritante, ma inizio a credere che Internet non sia il media giusto, allo stato attuale, per sviluppare un brand. Fidatevi, il business non potrà esplodere se i soldi che girano in TV non inizieranno a spostarsi online, e sembra che la pubblicità sul web sia destinata a divenire da un lato il più grande media della storia basato sulla direct response, e dall’altro la più grande delusione possibile per chi fa branding. E ciò non dovrebbe sorprendere nessuno.
Una delle prime cose che si imparano nel media buying e nel marketing è che ogni singolo media ha la sua value proposition, i suoi obiettivi e i suoi valori, che rendono ogni mezzo di comunicazione diversamente efficace nelle varie aree del marketing. Gli spot televisivi aiutano il brand a creare un impatto emotivo nei confronti del pubblico, mentre le riviste sono l’ambiente ideale per le immagini e fotografie di grandi formati. Direct response marketing, direct mail, directory advertising (=Pagine Gialle) e telemarketing sono invece strumenti utili a generare l’immediata richiesta di un prodotto o servizio. E’ vero che molti di questi mezzi sono efficaci su entrambi i livelli ma ogni media, solitamente, eccelle in una sola disciplina.
In questo scenario, che ruolo occupa il marketing online? Sappiamo che è uno strumento fantastico per la direct response. Google AdWords ha rimpiazzato le Pagine Gialle e la lead generation si è spostata da direct mail e telemarketing ai banner e all’email. L’online ha decimato i vecchi media nell’ambito della direct response.
Ma perché non accade la stessa cosa quando si parla della creazione/costruzione di un marchio, ovvero di brand building? La risposta è che gli attuali formati pubblicitari online sono totalmente inefficaci rispetto a quelli TV, perlomeno quando si tratta di creare una connessione emotiva col pubblico. E se non sono così efficaci, perché dovrebbero riuscire a togliere i soldi dei brand dalla TV? I soldi dovrebbero spostarsi solo perché le persone passano più tempo online?
In un recente studio condotto da World Federation of Advertisers e Millward Brown è emerso che la maggior parte dei marketer prevede di investire di più sui social media, anche se solo il 23% pensa che ciò sia efficace. Se questa è la verità, e credo lo sia, significa che gli investimenti sull’online non cresceranno ancora per molto. Gli investimenti pubblicitari sono un “gioco a somma zero”, e la TV ha ancora un sacco di spazi da poter vendere. La logica del “seguire dove si sposta l’utente” è un argomento troppo debole per riuscire a spostare online budget significativi.
Ma cosa può fare chi opera online per invertire la tendenza? Innanzitutto partire dall’idea che Internet è efficace per fare brand building, a causa dei bassi costi degli spazi pubblicitari. Se un brand del settore CPG (Consumer Packaged Goods) vuole integrare una campagna pubblicitaria puntando ad un target mirato e specifico, gli annunci display hanno un’ottima efficacia.
Un’altro vantaggio dell’online è quello delle potenziali interazioni, che i marketer possono sfruttare per creare una connessione con gli utenti. Questo è un vantaggio competitivo che va sfruttato, anche se rimane piccolo quando comparato all’impatto di uno spot televisivo. Gli annunci pubblicitari online non riescono ancora ad avvicinarsi ad uno spot TV da 30 secondi, nel quale il brand riesce a trasmettere un messaggio e a generare una risposta emotiva. Se gli editori online vogliono competere con la TV per questi budget, devono concentrarsi sul migliorare i formati pubblicitari, rendendoli più grandi, più interattivi e più coinvolgenti. E inoltre devono diminuire il numero di annunci su ogni singola pagina, aumentando il valore per ogni singola impression dell’inserzionista (vedi ad esempio il Project Devil di Aol).
La verità è che ad oggi non c’è ancora un mezzo pubblicitario efficace sia dal punto di vista del branding che di quello della direct response, nemmeno online. I soldi dei brand si sposteranno online quando Internet e la TV si uniranno e gli spot da 30 secondi saranno disponibili sul web. Ma quando succederà parleremo ancora di pubblicità online, o di una versione “leggermente migliorata” della TV?
novembre 23rd, 2011 at 4:19 pm
Gibbo son già sui ceci e mi sto facendo frustare dal mio collega.
Chiedo umilmente perdono, ahi ohi, per lo sbaglio, uhi ahio, la prossima volta cercherò di fare più attenzione, ahi ohio! Oh il collega pesta come un fabbro!
novembre 23rd, 2011 at 4:22 pm
@Allegro: i tuoi gusti sadomaso sono discutibili, ma ovviamente siamo in un Paese libero & libertino, quindi fai pure…
Ho voluto precisare solo perchè ho visto che Carletto era un po’ smarrito, dato che non capiva a cosa ti riferissi
novembre 23rd, 2011 at 5:34 pm
@SARA: Mi riferisco a questo blog!!!!!
ma andate a lavorare!
novembre 23rd, 2011 at 5:39 pm
Don’t feed the troll.
novembre 23rd, 2011 at 6:59 pm
grazie Gibbo
un paio di update al volo
1) c’è sempre fermento a casa Libero, si parla di acquisizione
2)chiude Splinder (notizia ufficiale)
3)carine le mucche regalate da Virgilio….
novembre 23rd, 2011 at 7:07 pm
2)Complimenti a DADA…
1) comprano o comprati?
novembre 23rd, 2011 at 8:35 pm
ora vorrebbero comprare, in passato (con uscita di wind) potevano esser comprati (SKY-MEDIASET/MONDADORI) ma è cosa passata
novembre 24th, 2011 at 12:31 am
E chi vogliono comprare? i siti di edmaster?
novembre 24th, 2011 at 9:05 am
@Carletto: a proposito di Libero, ti risulta che l’acquisizione sia rivolta a siti di news, magari già loro partners per i contenuti del portale?
Oppure tutt’altra cosa?
novembre 24th, 2011 at 10:03 am
Carletto, non è cosa così passata, sicuramente meno probabile, ma non passata.
novembre 24th, 2011 at 11:34 am
@Omonimo: sinceramente, considerata la nuova e ambiziosa strategia editoriale e gli ancora (e sempre) ottimi risultati economici la vedo anch’io, per ora, meno probabile anche se, ovviamente, un bel bocconcino come Libero, caso estremamente raro specie di questi tempi, farà certamente gola a molti.
@Carletto: mi associo a Sara, sbottonati un po’ su!
novembre 24th, 2011 at 4:28 pm
Tornando al discorso branding forse ha ragione il post.
Oggi ho visto un sito che contiene in home page, contemporaneamente:
skin, 2 mpu, floorAd più altri box vari
tutti rigorosamente di marchi competitor tra loro.
Secondo voi è fare branding?
novembre 24th, 2011 at 5:38 pm
xSisso: dimmi che differenza c’è in una rivista di condenast che ha più pagine di pubblicità che editoriali e tutte più o meno dello stesso settore?
Oppure nello stesso break pubblicitario delle reti mediaset in cui vedi Wind, Vodafone e Telecom???
novembre 24th, 2011 at 5:44 pm
allora…
Sisso lavora in un centro media
clint è un editore
mi sembra una scena vista già tante tante tante volte…
alla fine, purtroppo, vince sempre il centro media…
novembre 24th, 2011 at 5:46 pm
Nessuna, e questo dimostra che stiamo prendendo il peggio degli altri media.
Inoltre c’è un dettaglio: il floorad copre l’mpu e metà skin (sul mio monitor). Io da cliente dico che questo sito da me non avrà mai nemmeno un euro.
novembre 24th, 2011 at 6:15 pm
xclint e sisso (colpo al cerchio e colpo alla botte…
)
grande, grandissima differenza: il contenuto pubblicitario delle pagine di condenast E’ di per sé stesso contenuto editoriale, il lettore – lettrice in verità – vuole pretende desidera quel tipo di adv. Quindi engagement anche del lettore, response e costruzione di brand awareness. Vedremo tutti nei prossimi anni la capacità di quel tipo di carta di tornare fuori se le proposte saranno integrate in modo intelligente on/off. Non tutta la carta è morta, solo quella buona per il pesce…
Altra questione è la cianfrusaglia che vedo da anni sulle pagine web: lo dico e lo propongo con successo da più di un anno, per iniziare a fare branding online dobbiamo considerare le singole pagine per un’unico cliente. Aumento del riempimento “a valore” (aumento del OTS)e abbassamento dell’invenduto senza andare a deprimere il prezzo di ciascuna posizione adv.
Certo c’è il rovescio della medaglia: meno copertura (se non ho 5 campagne per pagina ho chiaramente meno possibilità di copertura), e dunque esigenza di creare più pagine per singolo user, e quindi migliorare il contenuto per trattenerlo di più ed essere più efficace sui meccanismi di fidelizzazione e retention, e quindi il mero SEM o SEA non bastano più.
A ben vedere: saranno proprio tutti “rovesci” della medaglia o forse anche online c’è bisogno con questo modello di una “editorialità” seria?
novembre 24th, 2011 at 6:28 pm
x Sisso: sull’ultimo punto sono assolutamente d’accordo con te…;-)
novembre 24th, 2011 at 6:29 pm
plasson…..
)
peccato che non stiamo parlando di engagement ma di …..BRANDING
novembre 24th, 2011 at 6:30 pm
finalmente ho trovato casa!!!!dopo anni che giro a zonzo in giro per il web senza trovare un blog per me veramente stimolante e super verticale in quello che faccio ahimè troppe ore al giorno;:-)))eccolo qua…sembra perfetto!
complimenti a Luca…stupendo…interessantissimo..
Bravi tutti…adesso anche io comincerò a parlarne in giro!!
novembre 24th, 2011 at 6:31 pm
Plasson hai riassunto alla perfezione il mio pensiero.
Ci sono editori con sezioni tematiche che fanno 10.000 UV al giorno che sono strapieni di ADV e altri più gradicelli che non riescono a vendere le impression perchè son fuori dal giro giusto.
C’est la vie….italica vie!
novembre 24th, 2011 at 8:29 pm
LIBERO quest’anno chiude a 60 milioni di euro di raccolta con 20 milioni di margine
novembre 24th, 2011 at 9:43 pm
Speriamo che le email tengano….
novembre 24th, 2011 at 9:44 pm
@clint già da anni si parla di engagement in ricerche le più varie per valutare le chiavi della costruzione di ba o di bv => discorsi interessanti ma mi sembrano off topic se vogliamo apriamo la questione anche per capire quanto – e quanto davvero!!! – può fare il digitale partendo dal presupposto che è interattivo.
@carletto anche il mio gatto c’ha le ali e respira sott’acqua…
Ci sono i fatturati FCP e più o meno si sanno i volumi di fatturato. Se fai i conti di tutti i dichiaranti vedrai che sulla cifra che hai detto qualcun altro non ci sta dentro…
novembre 24th, 2011 at 9:55 pm
Sul secondo punto sono d’accordo con Plasson.
60 mln Libero???
Non parliamo di numeri in liberta’!
30 mln di Adv… E gli altri 30??
novembre 24th, 2011 at 10:02 pm
Sul primo punto sono ancora d’accordo con te.
)
Con l’engagement si costruisce la BA.
Pero’ hai dimenticato di aggiungere che per costruire la BA ci sono dinamiche molto più importanti ed efficaci dell’engagement.
Ed e’ di questo di cui stavo parlando.
Plasson dai che alla fine non stiamo dicendo cose molto diverse
novembre 24th, 2011 at 10:23 pm
@Sisso; da persona che ha vissuto entrambe le prospettive (agenzie e poi editore / concessionaria nel ruolo marketing, quindi il ruolo di coloro che fanno i prodotti pubblicitari e valutano quanto devono costare) ti dico che il problema qualità esiste e non è ignorato; razionalizzare l’adv con un solo formato in pagina è necessario per la qualità della comunicazione e anche per la qualità del mezzo (naturalmente e sopratutto a beneficio dell’utente finale, cioè colui che è anche il ricettore di tutti gli investimenti pubblicitari). Ciò che manca però è una domanda che, al di là di proclami di puro buon senso, sia disponibile a pagare la qualità…a sostenere un CPM adeguato ad un formato unico in pagina, con visibilità esclusiva. Detto altrimenti, si dice una cosa ma con il portafogli il più delle volte se ne fa un’altra.
novembre 25th, 2011 at 7:02 am
@clint certamente ma infatti il resto del post era su questioni piatte come numero posizioni etc… L’Engagement se vuoi è ancora più avanti delle mere azioni da compiere per iniziare un percorso di efficace esposizione pubblicitaria – efficace in chiave BRAND è ovvio
novembre 25th, 2011 at 9:13 am
@Plasson: a me, per Libero, risultano gli stessi numeri che ha fornito Carletto, margine compreso e, oltretutto, con prospettive di forte miglioramento (del margine) per il 2012
novembre 25th, 2011 at 9:56 am
@Percussionist: giusto, dovremmo prendere qualche frase dei nostri post e scriverci un manifesto di intelligenza digitale.
@Sara: se includiamo la monetizzazione non diretta (adsense, adneotowrk, etc etc) secondo me ci arriviamo a 60 mln
novembre 26th, 2011 at 9:59 am
Wikio chiude e mette tutto su ebuzzing e Liquida che fa? Panda rulez
novembre 26th, 2011 at 1:36 pm
Settimana ricca di eventi per clienti e agenzie
Facebook boot camp
Google
che ne dite?
novembre 28th, 2011 at 11:51 am
Splinder va da banzai
novembre 28th, 2011 at 12:29 pm
@Carletto, sicuro?
http://tech.fanpage.it/dada-rifiuta-l-offerta-di-banzai-splinder-chiudera-al-100/
novembre 28th, 2011 at 2:41 pm
azz..toppato….(o almeno non ero aggiornato)
chiedo venia
novembre 29th, 2011 at 9:15 am
Da oggi l’indirizzo del sito di Libero diventa liberoquotidiano.it
novembre 29th, 2011 at 11:57 am
ma alla fine la fuga da Yahoo a Libero c’è stata?
novembre 29th, 2011 at 12:55 pm
Ma alla fine questo Q4 sta andando bene o male? Sento gente sotto di parecchio rispetto alle previsioni.
novembre 29th, 2011 at 4:15 pm
In Italia viene lanciata la filiale di LINKEDIN
In bocca al lupo al team
http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2011-11-29/linkedin-apre-prima-sede-134956.shtml?uuid=AagcVjPE
novembre 30th, 2011 at 5:43 pm
attendiamo che rispondano i signori di Libero domani
novembre 30th, 2011 at 6:25 pm
Specificate di quale Libero parlate: c’e’ un po’ di confusione
)
dicembre 1st, 2011 at 9:05 am
@Clint: il Libero che ha messo online il nuovo sito è il quotidiano cartaceo
dicembre 1st, 2011 at 2:38 pm
ma che succede in Google (Italia)?
riorganizzazione……
dicembre 2nd, 2011 at 6:07 pm
avete visto la nuova versione di Google News, con a destra la colonna degli editori?
dicembre 2nd, 2011 at 6:23 pm
@Mattia: sì, a mio modesto parere è confusionaria e, nella sostanza, molto peggio della versione precedente
dicembre 2nd, 2011 at 6:43 pm
Qualora dall’esame del feed RSS risultasse che non rispetta le nostre linee guida, potremmo disattivarlo nel nostro sistema. Inoltre, in base alle nostre valutazioni della qualità e ai commenti degli utenti, potremmo esaminare di nuovo o disattivare automaticamente il tuo feed RSS in qualsiasi momento…….
Per la serie: io sò io e voi non siete un….
Peggio della Birmania
dicembre 4th, 2011 at 11:51 pm
qualcuno conosce chi è andato a lavorare a Linkedin? che figure cercano che voi sappiate?
dicembre 5th, 2011 at 12:32 pm
Banzai si fà un giornale:
http://www.giornalettismo.com/archives/175215/giornalettismo-e-banzai-insieme-per-crescere/
dicembre 6th, 2011 at 3:30 pm
Mondadori spegne Easy Shop (con risposta di Vittorio Veltroni)
http://www.economiaweb.it/mondadori-spegne-easy-shop/
dicembre 7th, 2011 at 6:24 pm
Matrix è in vendita, hanno scorporato le società, preparato tutto per la vendita. Se la prende mondadori?
dicembre 7th, 2011 at 6:55 pm
bomba?
dicembre 8th, 2011 at 8:18 pm
Se e’ per questo continua a girare dossier di Libero srl.
dicembre 12th, 2011 at 2:55 pm
Ma secondo voi un sito così:
309.372 Visite
264.862 Visitatori
514.176 Visualizzazioni di pagina
1,66 Pagine/Visita
71,46% Frequenza di rimbalzo
00:01:12 Tempo medio sul sito
Quanto può valere a CPM? 90% di visite su Milano & provincia
dicembre 12th, 2011 at 3:47 pm
tra 0,1€ e 25€ cpm
I dati che hai postato sono necessari ma non sufficienti a fare una valutazione
dicembre 12th, 2011 at 3:55 pm
@Omonimo hai ragione pure tu. Sorry mi è rimasto nella tastiera il prodotto
Trattasi di quotidiano online di news sulla città, per ora fa un CTR medio dello 0,10.
Target 50/50 Uomini-Donne età 18/55 per 80% dei contatti
dicembre 12th, 2011 at 6:07 pm
ADSENSE (messo bene)
Retargeting con Criteo e altri partner
e riesci a fare 2 euro cpm
se poi hai anche una newsletter ci piazzi link a cpc
dicembre 12th, 2011 at 6:14 pm
Bounce rate 71% + 1,6 pagine media per visita =
traffico di bassissima qualitrà o seo based.
dicembre 12th, 2011 at 6:16 pm
dopo lettera43.it, di cui non ho mai capito il significato, oggi mi sono imbattuto su notizie.it e dai like su fb ai vari post mi sembra anche abbastanza letto.
che futuro ha l’editoria online? non mi è chiaro. a cosa servono tutte queste testate *identiche?*
dicembre 12th, 2011 at 6:28 pm
Grazie Carlettoweb
@sisso il dato è nella media di settore forse poco più basso, considera che ci sto lavorando per aumentare l’ingaggio e compagina bella. In ogni caso il traffico genera al momento un CTR 0,10% dove ero prima non arrivava allo 0,02 con un prodotto leader in news
dicembre 12th, 2011 at 6:32 pm
@Sisso: sono molto curioso rispetto alla tua considerazione, ossia
Bounce rate 71% + 1,6 pagine media per visita = traffico bassa qualità
Ma come consideri il tempo medio di 1,12 minuti?
Cioè se si prepara un sito da toccata e fuga ok, ma se uno ha una pagina che contiene ciò che l’utente cercava e si legge la notizia per 1 minuto, tu comunque consideri quel sito poco performante?
Mi interessa veramente capire cosa pensate in merito a questo aspetto, ossia Ok i rimbalzi alti se scendono è sempre un bene, ma alle volte non possono essere indice di sito ben fatto che offre subito (leggi indicizza) la pagina giusta invece di farti navigare tra titoli e sottotitoli invitanti solo per alzare il numero di pv?
dicembre 12th, 2011 at 6:35 pm
soprattutto: quei dati sono relativi a un mese? o a che periodo?
dicembre 12th, 2011 at 6:36 pm
Ecco il mio prodotto non fa navigare a vuoto e manda subito al contenuto cercato, altro dato che non avevo scritto.
dicembre 12th, 2011 at 6:52 pm
Per dire questo è il giorno medio di City (fonte audiweb)
City 18.381UU 81.000PV 01:46
Se conti che un UU fa 4 PV in 1,46 minuti.
In effetti è un conto interessante
dicembre 14th, 2011 at 5:56 pm
@stiui se la domanda è rivolta a me il periodo è Mese.
dicembre 14th, 2011 at 8:19 pm
scusate ma nessuno accenna o commenta notizia apparsa su sole24ore di Libero srl che acquista Matrix?
mahhhh
dicembre 14th, 2011 at 10:26 pm
Sawiris ha sfogliato il dossier…il problema sono gli elevati costi di struttura di matrix (400 persone) che azzerano il margine
dicembre 15th, 2011 at 12:13 am
libero e matrix insieme è come 1+1=1,2 max. troppo generalista, si sovrapporrebbero 2 customer base ad alto tasso di accounting mail, nulla di veramente qualitativo da vendere
cmq sia telecom è ufficiale, sbologna le attività online: non genera margine interessante e non è core-biz
fine dell’epopea dei portali che dovevano distruggere la concezione dell’informazione giornalistica.
dicembre 15th, 2011 at 12:47 am
@scaccomatto: questa sintesi la tengo e la incornicio
dicembre 15th, 2011 at 12:56 am
Quindi chi compra Matrix?

dicembre 15th, 2011 at 10:18 am
@Scaccomatto: non concordo con la tua tesi. Al contrario, secondo me, Libero + Virgilio (ma con gestione da parte dello staff di Libero!) non darebbe 2, ma almeno 3!
Il problema, semmai, si inizierebbe a porre seriamente per MSN e Yahoo! (portali italiani ovviamente)
dicembre 15th, 2011 at 10:19 am
La nuova veste di corriere.it? Hanno cambiato la barra di navigazione… chissà che summit per farla
dicembre 15th, 2011 at 11:33 am
non vorrei essere un dipendente di Matrix…appena arriva l’egiziano dimezza l’organico in 20 minuti
dicembre 15th, 2011 at 1:11 pm
io credo che si stia preparando un bel colpo di scena…
PS_ Sawiris l’organico lo fa a fette e prima ancora di arrivare. Wind docet
dicembre 15th, 2011 at 1:28 pm
se fossimo in un paese normale, degli asset cosi’ farebbero gola a dei private equity tipo Silver Lake e creerebbero un asset in due anni per poi quotarlo. il fatto è che gli US investor fuggono l’Europa e in particolare l’Italia e quelli italiani non capiscono nulla di digital. un gran peccato perché potrebbe essere una 1Bn company in max 24 mesi.
dicembre 15th, 2011 at 2:30 pm
Dato che i due portali vivono grazie all’email…sono imperi basati sull’effimero.
Libero sta acquisendo contenuti…basterà?
dicembre 15th, 2011 at 6:19 pm
Libero e i contenuti..2 mondi agli estremi…
dicembre 15th, 2011 at 6:21 pm
Carletto non fare l’invidioso…..il mondo va al contrario. Chi punta sulla qualità in Italia perde!
dicembre 15th, 2011 at 6:23 pm
ma che è sto spam?
Apriamo i cancelletti sull’Innovazione.
15 Dic 2011
Con la Campagna “Apriamo i cancelletti” parte la comunicazione del Forum Digitale, dove il 7 febbraio a piazza Affari si concentreranno i principali player del settore, nello stesso tempo, nello stesso luogo e con i medesimi obiettivi: fare network, creare opportunità di business, sostenere con gli Opinion Leader la crescita dell’economia digitale.
La campagna stampa e out-door, nata dall’estro creativo di Brand Portal, Creative Partner di Comunicazione Italiana, strizza l’occhio ai social network. Incentrata sul tema della “condivisione”, fa eco alle opportunità che offre la rete e tutto il mondo digital.
Il Forum Digitale infatti apre la porta dell’Innovazione, partendo dallo scambio e dal confronto di chi la vive e la condivide.
Nell’era del word of mouth e dell’always on, del proximity marketing e della mobile economy, emergere nei mercati globali, sempre più interconnessi e competitivi, diventa una necessità. Un bisogno per le aziende, le istituzioni, i brand che esse stesse rappresentano e che propongono ad un pubblico sempre più attento. Composto da individui che dialogano e conversano, determinandone la reputazione ed il loro stesso ciclo di vita.
dicembre 15th, 2011 at 6:27 pm
@carletto: ma rrivano tutti a te??
dicembre 20th, 2011 at 12:17 pm
Mondadori inizia a far pagare il flop di Easy Shop ai manager scelti da Veltroni per questa bella iniziativa.
Di solito si inizia a far saltare le teste più in alto, qui si è deciso di iniziare appena sotto….
http://www.economiaweb.it/mondadori-saltano-i-primi-due-manager/
dicembre 20th, 2011 at 3:57 pm
Sky rinuncia all’immobiliare online
di La Redazione di EconomiaWeb.it
L’emittente di Murdoch cede a Rea il 30,65 di casa.it, un business in cui era entrata nel 2006.
Sky Italia esce dal mercato dell’immobiliare online. Rea Europe ha infatti acquisito la totalità del portale casa.it, comprando il 30,6% delle azioni dall’emittente di Murdoch. La società era stata acquisita da Sky e dall’australiana realestate.com.au Limited nel dicembre del 2006.
UN’OPERAZIONE DA 7 MILIONI DI DOLLARI USA. L’acquisizione è stata portata a termine nella notte tra giovedì 15 e venerdì 16 dicembre, per un valore totale di 7 milioni di dollari americani. «casa.it è un investimento strategico per Rea – ha commentato l’amministratore delegato del gruppo, Greg Ellis – con un eccellente potenziale, dovuto alla numerosa popolazione italiana e alla continua crescita della diffusione e dell’uso di internet. Dato che Sky Italia vuole concentrarsi sul suo core business, la televisione, siamo molto felici di avere avuto l’opportunità di acquisire le azioni restanti di casa.it».
dicembre 20th, 2011 at 4:29 pm
Non ho capito se Sky ci ha perso o guadagnato nell’affaire Casa.it: nel dicembre 2006 aveva acquistato il 90% del sito per 9 milioni di euro.
Ora hanno venduto il 30% a 7 milioni di dollari? Oppure tutta la società è stata valutata 7 milioni?
dicembre 29th, 2011 at 3:33 pm
Qualcuno sa quali sono state le modalità di acquisizione di Giornalettismo da parte di Banzai ed eventualmente due numeri e cifre?
gennaio 9th, 2012 at 5:21 pm
gossip: Tuangon chiude
gennaio 9th, 2012 at 10:04 pm
ne sentiremo la mancanza…. ma qualche news sui vari siti di coupon e vendite private che operano in Italia??? che si dice?
gennaio 10th, 2012 at 12:39 pm
Parliamo di cose serie…gennaio come butta?
Tutti a girarsi i pollici?
CM e Concessionarie come siete messi?
gennaio 10th, 2012 at 3:19 pm
Notizia un pò vecchia ma non troppo pubblicizzata… Triboo si pappa http://www.hrw.it/
gennaio 13th, 2012 at 3:22 pm
scusate ma allroa libero si compra matrix o no?
gennaio 13th, 2012 at 3:45 pm
@MasXan: magari…..
gennaio 17th, 2012 at 2:27 pm
Gennaio-Ottobre 2011
“INTERNET
(senza Search)”
MEDIA MARKET SPA CURNO BG
CERCASSICURAZIONI.IT SRL MI
WIND TELECOMUNIC.SPA ROMA
CASA.IT SRL TREVISO
SKY ITALIA SRL MILANO
SEAT PAGINE GIALLE SPA MILANO
VODAFONE IT.SPA CORSICO
PROCTER & GAMBLE SPA ROMA
VOLKSWAGEN GROUP IT.SPA VERONA
FASTWEB SPA MILANO
gennaio 17th, 2012 at 2:36 pm
Ne ho seguiti 3 su 10….ho vinto qualche cosa?!
gennaio 17th, 2012 at 5:50 pm
e chi hai seguito??
gennaio 17th, 2012 at 5:50 pm
http://affaritaliani.libero.it/entertainment/scalo_76_affondano_lucilla_rostagno221009_mm_156135_mmc_1.html
wow che contenuti!!
gennaio 18th, 2012 at 9:35 am
Triboo comunica l’avvenuta acquisizione del portale Leonardo.it. L’accordo è stato formalizzato lo scorso 27 dicembre 2011, per un controvalore di 12 milioni di euro. Con l’acquisto del portale Leonardo, che aggrega verticalmente oltre 120 testate web, Triboo completa l’assetto del comparto editoriale del gruppo, integrandolo in modo sinergico con la concessionaria di pubblicità LeonardoADV.
Per il 2012 Triboo ha programmato investimenti per ulteriori 12 milioni di euro finalizzati all’internazionalizzazione della divisione e-commerce, che prevede dopo l’apertura della sede americana di Atlanta, l’inizio delle attività operative a Honk Kong e Shanghai, e l’ulteriore rafforzamento del network editoriale.
gennaio 18th, 2012 at 10:21 am
C’è un oggetto misterioso, o che almeno sembra tale dalla postazione non privilegiata della mia “bottega artigianale”, che solca i cieli del Web italiano: Triboo. Non è un gossip ma notizia degli ultimi giorni che abbia acquisito il portale Leonardo.it per 12 milioni di euro.
L’attenzione su questo gruppo, le cui similitudini con Banzai sono evidenti, si amplifica a IAB Forum 2009, quando piazza uno stand faraonico al centro dell’arena. La prima cosa che mi chiesi fu: “ma chi sono questi qua?”. Da una breve ricerca mi parve chiaro che fossero quelli di DVD.it……. DVD.it?!
Oggi scrivono che “il fatturato del gruppo è cresciuto dai 23 milioni di euro del 2009, ai circa 50 milioni di euro del 2011″. Ad ottobre dichiaravano di chiudere il 2011 a “60 milioni di euro”. Possibile che si sono persi per strada 10 milioni in due mesi?
Loro comunicati stampa rintracciabili in Rete parlavano di 23 milioni di fatturato 2009, ma anche, nello stesso anno, di 28 milioni.
A parte queste “piccole” incongruenze, qualcuno sa spiegarmi con parole semplici qual è il reale peso di questo player sul mercato on line?
gennaio 18th, 2012 at 11:21 am
in realtà mi sembra che l’integrazione con Leonardo fosse pienamente attiva già dal 2009 e, pertanto, l’acquisizione del portale (12 milioni di euro, possibile??!!??) mi sembra solo un atto formale che nulla toglie e nulla aggiunge allo stato delle cose
gennaio 18th, 2012 at 11:36 am
Ho sentito parlare anche di 15 milioni, ma la società Triboo si è anche sobbarcata i pagamenti/debiti degli ultimi mesi degli editori. Inoltre mi risulta che Triboo (o chi per essa) stia spazzolando/acquistando quote societarie minime dagli editori, sicuramente isayblog
gennaio 18th, 2012 at 12:16 pm
Riporto la seguente news:
Dimissioni importanti per Yahoo!: il cofondatore, Jerry Yang, ha lasciato «il suo incarico nel consiglio di amministrazione e in tutte le altre funzioni», si legge in un comunicato apparso sul sito della società.
DICIASSETTE ANNI FA LA NASCITA DEL PORTALE. «È arrivato il momento per me di seguire altri interessi», è stato l’unico commento di Yang, che aveva fondato il portale internet insieme a David Filo quasi 17 anni fa.
IL TITOLO SALE DEL 4%. IN VISTA ALTRI ADDII. Nel 2008 Yang si era opposto alla proposta di acquisto di Microsoft. Dal gennaio 2009 il manager, che possiede il 3,6% del gruppo, era stato sostituito alla direzione generale, mantenendo comunque una forte influenza sulle scelte del gruppo. Dopo le dimissioni di Yang, le azioni di Yahoo! hanno guadagnato il 4%. Secondo la rete televisiva americana Cnbc a breve ci potrebbero essere nuove dimissioni
gennaio 19th, 2012 at 12:09 pm
Nasce Huffington Post Italia
joint venture col Gruppo Espresso
Accordo con uno dei più importanti siti web americani di informazione, che conta sulla collaborazione di oltre ventimila blogger. Al via anche le edizioni francese e spagnola
ROMA – Gruppo Espresso e Huffington Post Media Group annunciano l’accordo
per la costituzione di una joint venture per il lancio de L’Huffington Post Italia, edizione italiana di
The Huffington Post, uno dei più importanti siti web americani di informazione. La partnership
nasce dall’unione della potente piattaforma dell’Huffington Post 1 con l’autorevolezza del Gruppo
Espresso.
La joint venture sta iniziando la selezione di un team editoriale in preparazione del lancio del nuovo
sito, che avverrà nel 2012. L’annuncio congiunto viene dato da Arianna Huffington, Presidente e direttore di The Huffington Post Media Group, e da Monica Mondardini, Amministratore delegato di Gruppo Editoriale
L’Espresso.
[...]
http://www.repubblica.it/tecnologia/2012/01/19/news/nasce_huffington_post_italia_joint_venture_col_gruppo_espresso-28406480/
gennaio 19th, 2012 at 12:11 pm
Attendiamo con impazienza di capire se prevarrà “l’autorevolezza del Gruppo
Espresso” o la forza numerica degli autori un tot a quintale di HuffPo…
gennaio 19th, 2012 at 12:30 pm
toppata colossale di Lettera43, ripresa da molti siti, che aveva dato per certo l’accordo con RCS dopo il NO del Gruppo L’Espresso… complimenti
gennaio 19th, 2012 at 12:53 pm
Vediamo come andrà a finire in iTAGLIA. Già mi vedo i giornalisti in sommossa
gennaio 19th, 2012 at 1:17 pm
i retroscena dell’accordo tra HP e L’Espresso, secondo il sito “Economia Web”:
L’Espresso sfila l’Huffington a Rcs
di Chiara Merico
Gara vinta sul filo di lana. L’editoriale ha accettato di dare vita a una joint venture paritetica. Sul punto, invece, via Solferino si era rifiutata.
Una società paritetica dove gli americani facciano sentire la loro voce tanto quanto gli italiani. È questo che ha fatto la differenza per Arianna Huffington nella scelta di un partner italiano. Ed è per questo che Editoriale Espresso diventa l’editore del Post made in Italy.
Le trattative sono state chiuse nella serata di mercoledì di 18 gennaio, dopo che erano state rotte quelle con il gruppo Rizzoli Corriere della Sera (Rcs) che, secondo quanto riferito da Economiaweb.it, era in pole position ma avrebbe voluto pesare di più nel controllo societario.
IL NODO DEL CONTROLLO. Uno dei maggiori ostacoli al negoziato con via Solferino riguardava infatti proprio la determinazione del controllo della società, e di conseguenza della linea editoriale del nuovo prodotto.
Per questo, sul filo di lana il Gruppo Editoriale l’Espresso si è aggiudicato la trattativa, e come confermano fonti del gruppo sentite da Economiaweb.it, il management già da venerdì 20 genaio si metterà al lavoro per la ricerca di un direttore e per formare la redazione in vista del lancio della versione italiana di Huffington Post, previsto entro la fine del 2012.
PARTNERSHIP STRATEGICA. Il Gruppo L’Espresso ha motivato la scelta con l’opportunità di avere un partner di grande competenza e forza sulle piattaforme tecnologiche, che sono alla base dello sviluppo e del successo nel business digitale.
Huffington Post, fondato nel 2005, debutterà lunedì prossimo, 23 gennaio, con la versione in lingua francese, Le Huffington Post, con la direzione di Anne Sinclair, giornalista di grido e moglie dell’ex direttore del Fondo monetario internazionale Dominique Strauss-Kahn.
gennaio 19th, 2012 at 4:19 pm
E la lobby dei giornalisti che dice? Avete già reazioni fresche?
gennaio 19th, 2012 at 6:18 pm
ma l’Arianna (tutta panna) vuole blog a costo zero anche da noi?
gennaio 19th, 2012 at 7:10 pm
Carletto non vuole il blog a costo Zero, vuole i blogger a costo zero. Lei darà la sua incredibile, infinita, grandissima, sottovalutata, immensa, stima!
Tutti a correre da Arianna che ti da visibilità ergo 89453769035867 blogger a scrivere contenuti = 458972340968735406897 visite dal mondo dell’organico = ADV… il resto è storia. Poi in Italia con le manie di protagonismo avranno la coda.. a scapito della qualità. Prevedo querele a pioggia e qui in Italia oscurano e menano molto peggio che in USA, povero gruppo espresso e poveri rilettori
gennaio 19th, 2012 at 7:12 pm
Sisso i giornalisti se la ridono, loro sono pagati (quelli che hanno un contratto), tutti gli altri (i precari) si fottano, tanto mica è un problema della casta.
gennaio 20th, 2012 at 4:51 pm
quali sono i giornali online più letti? (a parte le costole dei cartacei come rep.it, corriere.it, la stampa.it, ecc…)
gennaio 22nd, 2012 at 5:19 pm
Libero News (anche se chiamarlo giornale mi sembra eccessivo..)
LaStampa.it
Sole 24ore
domani in ufficio recupero
gennaio 23rd, 2012 at 10:14 am
tra gli “indipendenti”:
fanpage.it in primis
notizie.it
giornalettismo (anche se ora non è più indipendente)
e poi ci sono quelli che aggregati fanno tanto tipo:
blogo/blogosfere, citynews di luca, isayblog
gennaio 23rd, 2012 at 11:07 am
con tutto il rispetto, ma annoverare fanpage.it tra i giornali (intesi, immagino, come quotidiani a tutti gli effetti) mi sembra un po’ una forzatura….
gennaio 23rd, 2012 at 11:14 am
Si vero
ma è effettivamente è una realtà “editoriale” che pesa nel nostro piccolo paese, fanno davvero tanti UV
gennaio 23rd, 2012 at 11:19 am
sara, perchè dici che fanpage non è annoverabile tra i giornali?
gennaio 23rd, 2012 at 12:08 pm
Dai…fanpage un giornale!!!!
Adesso capisco come mai i clienti investono a caso.
Gli esperti del web, cioè noi, non sappiamo neanche cosa stiamo comprando!
gennaio 23rd, 2012 at 12:11 pm
scusa sisso mi dici la differenza tra fanpage e blogo? a livello di “professionalità” o a livello di “reputazione”
specifico non lavoro per fanpage ne per blogo.
gennaio 23rd, 2012 at 12:58 pm
Nessuna.Tutti e due fanno i copia, rimescola, ed incolla dei contenuti.
gennaio 23rd, 2012 at 2:26 pm
@Marco Yak: Marco, Sisso ha risposto per me (vedi il suo post n. 1378)
gennaio 23rd, 2012 at 2:29 pm
c’è qualcuno che, oltre al calo del CPC di G, ha notato l’impennata degli insoluti e dei (mega) ritardi di pagamento? O sono l’unico…?
gennaio 23rd, 2012 at 2:38 pm
Mattia
Io
gennaio 24th, 2012 at 9:31 am
Sul tema insoluti ancora nulla di drammatico. Piccole cose, fisiologiche anche in tempi normali. Tra il 2010 ed il 2011 il tempo medio di incasso è aumentato di circa il 10%, nonostante la militarizzazione della nostra “Moral suasion” amministrativa.
gennaio 24th, 2012 at 10:26 am
@Mattia: nel nostro caso (forniamo contenuti), più che l’aumento di insoluti, abbiamo notato un’ulteriore dilatazione dei termini di pagamento che, a partire dal secondo semestre 2011, si stanno assestando, mediamente, sui 180 giorni (abbondanti), dai 120 – 130 precedenti.
Questo, naturalmente, comporta tutta una serie di effetti (negativi) a a cascata, primo fra tutti il fatto che le banche, notoriamente, scontano fatture con scadenza max a 120 giorni e, quindi, di colpo, l’80% del nostro portafolio è diventato “non anticipabile” con ovvie ripercussioni sulla liquidità aziendale.
Tieni presente che lavoriamo solo con i cosiddetti (o presunti tali…) “Top Clients”, grandi e grandisime aziende, ma nonostante ciò la situazione è questa…sigh..sigh… MA TENIAMO DURO!!
gennaio 24th, 2012 at 11:53 am
Se parliamo di Fanpage c’è anche Attualissimo.it (che si basa sullo stesso modello) di IsayBlog, nato da pochissimi mesi ma sembra faccia tra le 150mila e le 350mila uniche al giorno.
gennaio 24th, 2012 at 1:43 pm
per City è game over.
http://www.economiaweb.it/city-chiude-a-fine-febbraio/
City chiude a fine febbraio
Destino incerto per 17 redattori. Il direttore, Bruno Angelico e il suo vice, Antonio Di Rosa, invece, verranno accompagnati al pensionamento.
Fatale è stato il calo dei fatturati pubblicitari: dopo 11 anni Rcs ha deciso di chiudere il quotidiano free press City. Nei primi nove mesi del 2011, le entrate pubblicitarie (essenziali per un giornale free press) sono scese del 28%.
L’annuncio è arrivato dal comitato di redazione (cdr) del
giornale: «La Rcs Mediagroup (Rizzoli Corriere della Sera), che possiede al 100% City Italia Spa, getta la spugna nel comparto free press. Ci è stato comunicato che l’editore ha deciso la sospensione, entro febbraio 2012, di tutte le pubblicazioni del quotidiano City, attualmente diffuso in otto città: Milano, Torino, Bologna, Genova, Firenze, Roma, Napoli, Bari. Le ragioni addotte dalla Rcs», continua la rappresentanza sindacale, «sono di carattere economico legate al calo dei fatturati pubblicitari».
Al momento non c’è una data precisa per la fine delle pubblicazioni. L’azienda ha fatto sapere ai lavoratori che cesseranno a «fine febbraio».
I 5 TAGLI NON SONO SERVITI. «Per contrastare tale fenomeno», prosegue la nota, «nell’ultimo anno questo cdr e la redazione hanno responsabilmente accettato un doloroso piano di tagli, imposto dall’azienda, che ha portato anche alla fuoriuscita di cinque redattori, con un impatto considerevole su un corpo redazionale che prima della cura dimagrante contava 24 unità».
CITY È IL SESTO QUOTIDIANO PIÙ LETTO D’ITALIA. «Paradossalmente, malgrado un vistoso calo di investimenti, proprio nel 2011 il gradimento è ulteriormente cresciuto arrivando ad un totale di 1.786.000 lettori, che ha fatto di City il sesto quotidiano più letto d’Italia. In questi 11 anni di vita i giornalisti di City hanno fatto il loro lavoro con professionalità, competenza, passione e senso di responsabilità, in un percorso di crescita professionale tangibile come, ad esempio, il lavoro su più piattaforme».
IL CDR CHIEDE LA RICOLLOCAZIONE DI 19 GIORNALISTI. «Ora, quanto meno, ci aspettiamo e chiediamo con forza che la Rcs, primo gruppo editoriale italiano, si assuma le proprie responsabilità», conclude il cdr, «e tuteli il lavoro dei 19 giornalisti della redazione, dei collaboratori e dei poligrafici di City, con la piena ricollocazione di tutti i colleghi all’interno delle testate del gruppo». In realtà, per il direttore Bruno Angelico e per il suo vice, Antonio Di Rosa, l’azienda ha già previsyto l’accompagnamento alla pensione. Dunque, il destino in ballo è quello dei restanti 17 giornalisti. La possibilità che Rcs riuscisse a conquistare la versione italiana dell’Huffington Post avrebbe potuto rappresentare una soluzione. E forse non è un caso che la notizia della chiusura di City sia arrivata solo due giorni dopo l’ufficializzazione della joint venture paritetica tra Arianna Huffington e il gruppo L’Espresso.
gennaio 24th, 2012 at 1:57 pm
Allegro 1 – Carletto 0
Ho sbagliato di 2 mesi
Può essere però che qualcuno sia intenzionato a prenderlo
gennaio 24th, 2012 at 2:23 pm
segnalazione interessante (credo)
Libero all’assalto della cloud/ Sawiris acquisisce il controllo della californiana Joyent
Martedì, 24 gennaio 2012 – 13:59:00
Dopo avere spostato Libero sotto Weather II, finanziaria che controlla direttamente, Naguib Sawiris punta sul cloud grazie a Joyent, la società californiana fondata da Jason Hoffman che propone negli Stati Uniti un’offerta di cloud pubblico, in diretta concorrenza con Amazon. Weather II, con il 38% circa, diventa il più grande azionista di Joyent, seguito da Telefonica Digital, il braccio operativo per gli investimenti dell’operatore spagnolo (azionista anche di Telecom che peraltro offre un servizio simile alle grandi aziende in Italia), Intel e Dell, investitori storici di Hoffman. Il fund raising complessivo di Joyent in Europa è stato di 85 milioni di dollari. Con questa operazione Sawiris entra nel settore del cloud computing, con cui le aziende non avranno più bisogno di data server.
L’operazione è stata conclusa con la consulenza del fondo di private equity di Sawiris, Accelero Capital, di cui è co-ceo Khaled Bichara, che ha appena lasciato i vertici di Wind e che lunedì a Roma ha parlato di altre operazioni all’orizzonte. “Questo con Joyent è solo il primo stadio di un progetto più complesso e stiamo già pensando ad altre mosse”.
“Libero, che ha stretto un accordo con Joyent già da novembre e che ha già iniziato il passaggio al cloud risparmia il 50% dei costi”, ha fatto i conti Antonio Converti, CEO del portale italiano. Il punto di forza del modello creato da Sawiris sta nella formula global più local. Amazon è il player più importante del settore ma le normative europee prevedono che, soprattutto per i dati sensibili, le informazioni debbano risiedere localmente.
gennaio 24th, 2012 at 5:49 pm
A proposito di Attualissimo.it ho intervistato pochi giorni fa Angelo di Veroli, uno dei fondatori di ISayBlog. Zitti zitti e senza tanti clamori hanno costruito una realtà che macina numeri e fatturati (a 6 zeri!). Ecco cosa dice di Attualissimo.
“Oltre all’editoria online abbiamo un altra dorsale che è formata dalla
divisione Web Agency. Stiamo puntando molto in questo settore in
quanto ci sta dando molte soddisfazioni. Oltre ai classici lavori di
realizzazione siti ed e-commerce ci stiamo specializzando in gestione
di corporate blog e fornitura di contenuti. Inoltre ci stiamo muovendo
sempre di più verso i social network che a mio avviso sono ancora
appetibili in Italia. Per questo abbiamo creato un nuovo portale
d’informazione, Attualissimo.it, che sfrutta al massimo la potenza di
Facebook. Nato da 4 mesi raggiunge anche picchi di 300.000 visite
uniche al giorno.”
L’intervista completa la trovate qui: http://startupblognetwork.it/2012/01/isayblog-intervista-angelo-di-veroli/
Prossimamente l’intervista a Luca Lani e alla sua CityNews???
gennaio 24th, 2012 at 5:54 pm
Si diciamo che Attualissimo.it è sotto leonardo che è sotto triboo ecc ecc non è che in 4 mesi da zero in garage si sono fatti il prodottone mirabolante… suvvia
gennaio 24th, 2012 at 6:08 pm
Lo stesso utente unico lo contano il 30 siti diversi…mah
gennaio 24th, 2012 at 6:51 pm
Notizie.it e attualissimo.it non mi pare facciano chissà quali visite. Al top (cartacei e soci a parte) ci sono dagospia.com e fanpage.it.
gennaio 24th, 2012 at 10:40 pm
Bravo Allegro

gennaio 24th, 2012 at 11:04 pm
Mi diverte molto chi fa le interviste, ma soprattutto chi le usa per diffondere dei numeri lievitati alla grande. Sul sito di ISayBlog si legge da anni che gli utenti unici sono 9 milioni, eppure escludendo il nuovo attualissimo, che solo lui ne potrebbe fare 9, mi risulta che tutto il network arriverebbe a malapena a 2 milioni o sbaglio
!? Capisco che esagerando si può vendere di tutto, però ci sono dei limiti…
gennaio 25th, 2012 at 12:36 am
@MarX
Hai ragione. C’è gente in giro che spara grosse cifre. Anche Lettera43 mi pare l’abbia fatto parecchie volte. Eppure ci sono dati disponibili per tutti sul web che parlano chiaro. E parla chiaro anche qualche (raro) buon articolo (che andrebbe però aggiornato). Comunque, a quanto pare questo attualissimo.it (che fino a ieri nemmeno conoscevo) mi sembra inconsistente, sia come visite che come idea.
gennaio 25th, 2012 at 7:56 am
Mi sento chiamato in causa visto che Attualissimo è un progetto che seguo personalmente dall’inizio. Attualissimo è nato da circa 4 mesi e fa dalle 150k alle 300k uniche al giorno oramai da un po’. Non mi sembra comunque che l’abbiamo sbandierato ai 4 venti come fa continuamente pubblicando gli Analytics su Facebook. Se escludiamo l’intervista di Angelo (di cui non ero a conoscenza), abbiamo lavorato in sordina.
Aspettatevi una crescita comunque
@Allegro: Triboo/Leonardo ci fa da concessionaria, sono bravissimi, ma riguardo alla promozione facciamo tutto da soli.
@marX: hai ragione, quelle statistiche sarebbe ora di aggiornarle
Se ci fai caso nella lista blog ce ne sono circa la metà, tra cui non Attualissimo. E comunque Attualissimo difficilmente fa 300k, generalmente si attesta sulle 200/250k. Il picco è 370 ed è di 1 mese fa.
@sisso: ripeto, non sbandieriamo ciò che facciamo, anzi, abbiamo inserito sul sito quante visite facevamo all’epoca, e quelle sono rimaste (sul sito, nella realtà sono aumentate di molto).
@scusate il disturbo: forse non pare a te
Ne riparleremo quando ti “parerà” 
Ps: comunque da queste parti è pieno di fenomeni (ovviamente senza nome
gennaio 25th, 2012 at 7:58 am
*come fa Fanpage (l’ho scordato nella prima parte)
gennaio 25th, 2012 at 10:18 am
ma al massimo ci piazza gli adsense o le campagne CPC
gennaio 25th, 2012 at 12:13 pm
Dati attualisimo secondo adplanner:
Unique visitors (estimated cookies)
1.3M
Unique visitors (users)
470K
Reach
0.0%
Page views
2.4M
Total visits
1.3M
Avg visits per cookie
0.97
Avg time on site
4:30
Completamente inconsistente mi sembra esagerato
gennaio 25th, 2012 at 12:47 pm
1,3 UV e 2,4 PV al mese.
Tradotto vuol gire gente che ci va sopra per caso…o sbaglio?
gennaio 25th, 2012 at 12:49 pm
Complimenti a David per averci messo la faccia.
Grazie, offre sicuramente qualità alla parte gossippara, un po’ cazzara, e tanto invidiosa di questo blog!
gennaio 25th, 2012 at 2:46 pm
Non è questione di gelosia, io riporto dei dati veri, e se volete posto anche qualche screenshot di analytics. Volete il picco di 370mila (ho verificato ora e sono esattamente 364k, 15 Dicembre)? Ma ad esempio Giovedì/Venerdì scorsi eravamo sulle 300mila (screenshot??), ieri giornata nella norma con 200mila. Devo dire la verità, nel week end siamo ancora molto bassi (100mila), ma ci stiamo organizzando.
Le stats di Adplanner, sebbene come dica Gianluca non siano inconsistenti, non possono essere attendibili, anche perchè la crescita “vertiginosa” è recente ed il sito molto giovane per essere tracciato degnamente.
Fare visite non significa fare necessariamente qualità (anche se stiamo migliorando e miglioreremo ancora), ed Attualissimo di certo non è scritto da firme prestigiose.
Si basa sui socials (in particolare Facebook), e da questi riceve gran parte delle visite (ed è ovvio che punti sulla curiosità della nostra fanbase di diversi milioni di unità). Ma stiamo crescendo anche sui motori e su Gnews.
E’ anche molto tenero il modo in cui qualcuno pensa ci possa infastidire l’atteggiamento distruttivo nei nostri confronti
Potete mettere in discussione il nostro operato, le nostre cifre, la nostra simpatia, l’importante è che siamo noi ad esserne soddisfatti (a parte questa mini-intervista di Angelo, generalmente non ci esponiamo).
ps: Complimenti all’Italia che con nome e cognome si finge contenta delle start-up/aziende di successo nostrane, e che con un nickname si dimostra acida/invidiosa/polemica (vi consiglio di limitarvi alle info ed alle cifre, tralasciando le polemiche, sareste più credibili). Perdonatemi l’uscita, capisco che qui si usa nascondersi ed in alcuni casi è necessario, ma io sono nuovo e non ci sono abituato
gennaio 25th, 2012 at 3:04 pm
David fatti una cazzo di risata 1 volta nella vita dai! Mamma mia che permaloso!
gennaio 25th, 2012 at 3:08 pm
Allegro Ha detto:
gennaio 24th, 2012 at 5:54 pm
Si diciamo che Attualissimo.it è sotto leonardo che è sotto triboo ecc ecc non è che in 4 mesi da zero in garage si sono fatti il prodottone mirabolante… suvvia
Ahahahhahahahhahahahahah
Fatto
gennaio 25th, 2012 at 3:10 pm
Vabbeh bravo – sei il più meglio -
gennaio 25th, 2012 at 3:13 pm
@David: sinceramente? ci avrai anche messo la faccia, come dice Sisso (che poi, però, denigra questo blog – e chi vis crive – nonostante a lui come a tutti noi, ha sempre consentito di esprimere liberamente pensieri ed opinioni, ma tant’è…), ma non mi pare che ce ne fosse particolarmente bisogno, ne mi sembra un gesto eroico.
Ho riletto i post in cui è stato citato Attualissimo e, sinceramente, mi sembrano solo libere e legittime opinioni, nessuna offesa o mancanza di rispetto per il vostro lavoro e, men che meno, nessuna invidia (bella questa!!)
Il fatto poi, che molti di noi scrivano in questo (e altri) blog utilizzando dei nickname non mi pare scandaloso, qual’è il problema? (scagli la prima pietra chi è senza peccato!), quindi credo che il “PS” del tuo ultimo post possa essere rispedito al mittente.
Concordo, invece, su una cosa che hai detto e ti do atto di averla riconosciuta: “…Fare visite non significa fare necessariamente qualità..”, vero, verissimo…
gennaio 25th, 2012 at 5:01 pm
A me pare che la qualità tra i vari giornali e siti di informazione nati e cresciuti sul web la faccia solo Linkiesta (preciso che non alcun rapporto con il sito). Parlo da semplice osservatore e lettore. Fanno giornalismo, niente di eclatante. Ma ovviamente se si sceglie la qualità e l’autorevolezza il traffico va a farsi friggere. E’ per questo che sono in tanti a superare agevolmente Linkiesta. Per quanto riguarda gli altri concorrenti… il mito delle visite e dei clic fa scadere nel gossip, nei trucchi seo, in futili contenuti e in un po’ di pilu…
gennaio 25th, 2012 at 5:20 pm
“… il mito delle visite e dei clic fa scadere nel gossip, nei trucchi seo, in futili contenuti e in un po’ di pilu…” mi viene spontaneo quotare precisando che non è questione di persone o professionalità, di chi è più serio o più figo, ma del meccanismo perverso che questa visione del “traffico” porta con sè. Inoltre tale deriva è tanto più accentuata quanto meno radicata è una vera identità editoriale. Se, con malcelato orgoglio, si afferma di produrre “1000 contenuti al giorno ovvero 30.000 al mese”, sulle tematiche più disparate aggiungo, è palese che non si è di fronte ad un editore nel senso tradizionale del termine, ma ad una realtà che nel tempo è stata definita prima “nanopublishing” e poi “content farm” e che, grazie al neologismo coniato dai commenti di questo blog, gli storici definiranno “Pilupublishing”.
gennaio 25th, 2012 at 5:26 pm
Quoto anch’io. Mi piace “pilupublishing”!
Ma chi sono gli editori del web che rinunciano al “content farm” e al “pilupublishing”?
E chi è che fa più traffico di tutti rinunciando al “content farm” e al “pilupublishing”?
gennaio 25th, 2012 at 5:44 pm
Intendiamoci, è complicato fare Pilupublishing, in tanti ci hanno provato ma pochissimi ci sono riusciti. Molti di quelli che ci sono riusciti e oggi raccolgono i frutti sono stati ampiamente citati in questi commenti.
Non va confusa l’attenzione al SEO, sacrosanta per ogni editore, con l’ossessione del SEO, che solo quando applicata in modo scientifico e con le giuste professionalità può dare risultati significativi. I casi di successo in questo senso, almeno in Italia, si contano sulle dita di una mano.
gennaio 25th, 2012 at 5:48 pm
Come non quotare i fessi (noi) che non sanno fare un bel SEO di niente… e ci abbiamo messo 10 anni a tirar su 150k di unici al giorno?
Eccheccivoleva, compri un pò di utenti fb qui, fai un pò di seo di là, condisci con abbondante AdSense, mischi tutto con un pò di calcio&pilu et voilà, le visite sono servite.
Scusa David, non prenderla come una critica al progetto o alla persona, ma ad un sistema. Il mondo và così e voi siete stati bravi perché in pochi mesi avete fatto un prodotto che sfrutta tutto ciò che c’è di sfruttabile oggi per fare traffico.
Però io ti chiedo: i vostri post da dove nascono? Da giornalismo sul campo o da redattori/blogger che scrivono pezzi a tutto spiano?
Perché personalemnte il secondo caso è l’equivalente di una content, ed io ogni giorno mi batto internamente per evitare di scadere nella creazione di contenuti un tanto al mucchio ma con bei titoli accattivanti… insomma sono io che sbaglio candeggio e bisogna fare gossip per fare numeri in pochi mesi?
E allora sia, ma mi chiedo: se il plus che l’editore/brand ci mette è poco a livello di qualità, come ci si protegge poi dai cloni che, converrai con me, sono relativamente facili da lanciare?
Non si corre il rischio, a breve, di avere una miriade di testate che fanno traffico mordi e fuggi con ricavi destinati a scendere (perché suddivisi tra troppi competitor).
Non so, forse sono sempre fuori tempo, ma non riesco a vedere questi progetti come di “lungo respiro”, e forse in questo senso è stata usata da altri la parola “inconsistente”.
Comuque di solito io ci azzecco poco, quindi tutto continuerà a gonfie vele, in bocca al lupo!
gennaio 25th, 2012 at 6:24 pm
@Sara, ho risposto così perchè si mettevano in dubbio le nostre cifre (forse non hai letto), e si diceva le nostre visite fossero inconsistenti. Per quanto riguarda l’invidia, ovviamente non era riferita a quella verso di noi, che non mi sembrava ci fosse (semmai un pò di sufficienza), parlavo in generale (riguardo il tenore dei commenti su questo post).
@Snipers, non posso che darti ragione, e me ne dispiaccio. Pensi che fare giornalismo serio da noi paghi (lo so che per te è una domanda retorica)? Non ce lo possiamo permettere. Purtroppo l’adv non ci da ciò che ci serve per fare le inchiestone, e non credo sia un problema solamente nostro. Dici bene quando parli di sistema, ma nel sistema dovresti contemplare anche questi lati del problema. Non so tu, ma noi non abbiamo voluto sovvenzioni editoriali e non abbiamo una multinazionale che ci finanzia. Ci siamo messi le mani in tasca, abbiamo tirato fuori 2€ e con quelle abbiamo cercato di costruire qualcosa. E senza aiuti non puoi fare troppa filosofia, a meno che non voglia rimanere senza lavoro.
E invece sono fiero di poter dare possibilità a centinaia di ragazzi di collaborare con noi. E questo credimi, mi ripaga più di qualsiasi adv.
Ma, se il palato fine vuole il contenuto di qualità, il palato meno fine vuole un contenuto più accessibile. Chi dice che non glie lo si possa dare? Ce li vedi gli utenti di Facebook a leggere Linkiesta? No, e allora ci pensano i siti come Attualissimo. E’ così scabroso? Linkiesta è Mozart ed Attualissimo la Pausini. A me non piace la Pausini, ma ai concerti fa il pienone
Capitolo concorrenza: anche qui mi trovi d’accordo. Troppe testate, troppi siti, ma cosa vuoi fare? Il tempo dirà la sua. Moriranno in tanti? Va bene così, è il mercato.
Crepi il lupo.
Inconsistenti? Esistiamo da poco, è normale, quando siamo nati con ISayblog ci prendevano per matti perchè esistevano già Blogo e Blogosfere. Ci dissero che eravamo inconsistenti e che saremmo morti nel giro di qualche mese. Ne riparliamo tra un po’ per Attualissimo (e per gli altri progetti inconsistenti che stanno arrivando)?
gennaio 25th, 2012 at 8:42 pm
A proposito di Attualissimo, approfitto della disponibilità di David Di Titoli per una domanda. Nelle pagine del sito compaiono alcune pubblicità Zanox. Nel codice osservo qualcosa che non capisco: prima del codice normale, c’è sempre un iframe delle dimensioni 1 x 1 pixel. Quello prima dell’immagine Edison ad esempio è: .
Ora, l’indirizzo http://ad.zanox.com/tpv/?17379775C1632335471T rimanda al sito Edison.
Sembra che in questo modo ogni visitatore di Attualissimo visiti anche il sito Edison. La mia domanda è: nel mio pannello di controllo Zanox vedo solo il codice normale, voi quindi avete un accordo particolare con Zanox? Sarei interessato anch’io a questa modalità e mi chiedevo quali sono i requisiti.
Grazie per la disponibilità.
Marco
gennaio 26th, 2012 at 12:25 am
@30330
Quali sono gli esempi che si contano sulle dita di una mano?
gennaio 26th, 2012 at 9:25 am
@Marco Benetti: Non mi occupo personalmente dell’Adv ma posso dirti che è il codice fornitoci dal nostro account. Se hai necessità di avere qualche informazione in più contattaci privatamente.
Saluti.
gennaio 26th, 2012 at 9:55 am
@…scusate il disturbo…
Blogo. E’ stato il primo nanopublisher italiano di successo. Ha dilapidato un grande potenziale con scelte discutibili (intreccio societario, poi rivelatosi soffocante, con Dada). Un peccato. Le prospettive Populis, dal punto di vista del consolidamento editoriale, non sono rosee.
Nanopress. Network di blog seo-oriented di Tuttogratis, nato sulla scia dell’affermazione di Blogo. Crescita imponente per un paio d’anni e sostanziale tenuta nonostante tutto negli anni successivi. Ha permesso a TGADV di compensare l’evidente declino del portale Tuttogratis. Per un periodo, almeno in termini di comunicazione istituzionale, hanno tentato di darsi un profilo giornalistico, ma non penso ci siano riusciti.
IsayBlog. Ne ha parlato uno dei responsabili in questi stessi commenti. Un network cresciuto inizialmente intorno a Geekissimo con la volontà dichiarata, fin da subito, di emulare e superare Blogo. E’ vero che c’è un po’ di sufficienza nei loro confronti. A mio parere il forte intreccio con LeonardoADV ne nasconde il potenziale al mercato (dati aggregati sotto Leonardo su Nielsen e mancanza di comunicazione specifica).
Poi c’è il più volte citato Fanpage che rispetto agli altri punta molto sul social media marketing ed in misura minore sul SEO (sembra che Panda lo abbia danneggiato fino ad un certo punto, visto il peso della fonte Facebook).
Non si possono non citare gli aggregatori alla Liquida o Jobrapido.
gennaio 26th, 2012 at 10:36 am
@ Snipers #1410
Mah giornalisti ed editori hanno solitamente la tendenza a sentirsi “in missione per conto di dio”, e sbagliano, ma in qualche raro caso difendono qualcosa che – magari per pochi – avrà sempre senso. Gli altri sono imprenditori, più o meno bravi, fanno il loro lavoro di portare soldi a casa.
Un bel giorno però, quando i computer inizieranno a masticare di semantica, quei contenuti si scriveranno da soli e Cozzolino e David – massimo rispetto per il loro lavoro da imprenditori, ribadisco – dovranno trovare un nuovo filone in cui esercitarsi. Quel giorno ci sarà – magari per pochi – ancora bisogno di qualità. E magari quel giorno, quei pochi, la qualità saranno pronti a pagarla.
Questo per dire che parlare di qualità in riferimento a questi progetti è fuorviante. Sono due binari paralleli, e se devo prevedere quale finisce prima, dico che non è quello della qualità (sono un inguaribile ottimista).
Quindi se credi nella qualità, conosci la strada. Ma non “rosicare” (lo dico con simpatia, rosico pure io) se gli altri fanno più unici e più soldi. Se è quello è il tuo obiettivo, metti la freccia e cambia corsia.
gennaio 26th, 2012 at 12:21 pm
@David: a proposito di blog e nickname, ti segnalo questo interessante post del Taglia (so che Luca non ha nulla in contrario
)
http://blog.tagliaerbe.com/2012/01/pseudonimi-commenti.html
gennaio 26th, 2012 at 12:42 pm
Approposito di TagliaBlog: so che lo venderebbe. Secondo voi che valore ha?
@Alessio: quoto tutto, o quasi. I social stanno cambiando l’informazione online (ahimè), e non credo che morirà la non qualità.
@Sara: Non ho nulla contro i nickname, e nel mio intervento ammetto che in alcuni casi siano necessari (credi io non li usi?). Diciamo che in alcuni casi li si utilizza da codardi.
Puoi almeno rivelarci se sei un uomo? Ahahha
gennaio 26th, 2012 at 12:55 pm
chiedilo al Taglia, di tanto in tanto si fa vedere.
ovviamente tutto dipende dai numeri che ha.
UU? Pv? fatturato? utile?
gennaio 26th, 2012 at 1:26 pm
Pretendere di usare il nome vero nei commenti è un po’ come pretendere che la gente vada in giro con una targhetta con su scritto nome e cognome. Alcuni luoghi di dibattito sono più simili ad un bar dove solitamente non ci si scambia le carte d’identità per fare commenti alle notizie del giorno.
gennaio 26th, 2012 at 1:53 pm
@Tekkaman : ritengo sia molto difficile valutare un blog come il mio basandosi solo sui numeri (che, lo dico senza mezze misure, sono ridicoli se rapportati a tante altre realtà italiane).
Il problema è che non è un blog nato con lo scopo di fare fatturato e utile, e non è mai stato scritto per piacere alla massa.
E’ un blog di nicchia, con il suo pubblico affezionato (circa 5.000 iscritti al feed), che tratta di temi verticali. Viene premiato più dai like/retweet e dalle “classifiche spannometriche” (vedi Blogbabel o Alexa) che dai numeri veri e propri.
A mio parere è come un pezzo da collezione che può essere valutato – e acquistato al giusto prezzo – solo da un buon antiquario, e non dal buyer di un supermercato
gennaio 26th, 2012 at 1:59 pm
Taglia, mi fa piacere il tuo intervento. Concordo con te, ma i numeri in un modo o nell’altro fanno parte del “corredo” di valutazione.
Sicuramente il peso emozionale/fidelity/awareness ha il suo perchè. Ma poi scusami, quel blog esiste ed ha valore perchè sei TU a scriverlo. Ti impegneresti comunque a svilupparlo ed a portarlo avanti? Perchè altrimenti, chi lo acquista, rischia di trovarsi un sacco di riso bucato sul fondo…chicco dopo chicco…perde tutto il valore (è un complimento a te, non una critica).
gennaio 26th, 2012 at 2:45 pm
mi risulta che non sia solo il blog del Taglia ad essere in vendita (ammesso che lo sia, vero Taglia?
), la truppa dei siti e blog in vendita si sta allungando ogni giorno.
Sicuramente, almeno per la quais totalità dei blog, vale il discorso che sono ultra personalizzati sul fondatore, il blog del Taglia vale zero senza di lui, come vale zero, ad esempio, il blog di Luca senza Luca.
Discorso differente per i siti che, oggettivamente, possono passare di mano senza minimamente intaccare l’audience, anzi spesso si assiste al processo contrario.
Il problema, casomai, è che, curiosamente (viste le dimensioni che ha assunto il mercato del web), non esistono società specializzate nella compravendita non già di semplici domini (vedi Sedo e simili), bensì di vere e proprie realtà imprenditoriali online, non credete che sia un vuoto da colmare?
gennaio 26th, 2012 at 2:48 pm
@Mattia
sempre disponibile a valutare acquisto di siti e/o operazioni anche di seeding…
concordo con te che i blog “personali” senza il fondatore, valgono poco o niente.
gennaio 26th, 2012 at 2:50 pm
@Tekkaman : secondo me avrebbe comunque un senso per certe realtà che operano nel web marketing, o comunque per qualcuno che vuole acquistare un “cameo”.
Di certo la transizione andrebbe fatta per bene…
gennaio 26th, 2012 at 3:19 pm
Ne ho acquistati e venduti vari di siti, uno degli ultimi investimenti è stato un blog con oltre 1,2 milioni di utenti unici integrato con un sito di 800 mila utenti. L’accordo di base era che l’acquisto si sarebbe concluso solo con l’assunzione della persona che lo ha sempre gestito.
gennaio 26th, 2012 at 3:24 pm
@Mattia : vero, c’è un vuoto da colmare, per ora la compra-vendita di siti (in Italia) avviene giusto in qualche forum.
Il problema è che le proposte che girano, fra domande e offerta, sono davvero da mercato del pesce…
gennaio 26th, 2012 at 3:26 pm
@Salvatore / MarX : ma giusto per curiosità, un blog tipo il mio (con o senza di me), quanto potrebbe valere (a vostro parere)?
gennaio 26th, 2012 at 3:38 pm
Quali sono state le compravendite più rilevanti di blog negli ultimi tempi?
gennaio 26th, 2012 at 3:42 pm
come ti dicevo in privato, purtroppo, le cifre di UU e pv servono per stabilire un ritorno dell’investimento. Un blog come il tuo vive di una valorizzazione che è più legata al tuo valore di cessione affettivo che altro. E’ correttissimo quanto tu dici riguardo l’estimatore e l’antiquario.
Il brand è difficilmente valutabile perchè legato indissolubilmente a te, per la rete il Taglia sei tu…ed il tagliablog è e sarà sempre la tua creatura. Poi, se trovi qualcuno interessato a farsi un nome in ambito seo/sem/adv credo che un prezzo di cessione di 30k possa non esser ingiustificato. My humble opinion
gennaio 26th, 2012 at 3:50 pm
@…scusate il disturbo…: in Italia credo solo Blogo.it e Blogosfere.it, ora parte di Populis.
Di singoli blog venduti non ne sono a conoscenza…
gennaio 26th, 2012 at 3:58 pm
@Tagliaerbe ma i dati sono questi di Alexa ? http://www.alexa.com/siteinfo/tagliaerbe.com non mi sembrano pochi come utenti… purtroppo la valutazione di un sito non è semplice e secondo me è molto soggettiva.
Attualmente sono in ballo su vendite ed acquisizioni, e vi dico che la valutazione è veramente difficile, non la si fa su due piedi, ci vogliono mesi, soprattutto quando i domini si reggono sul SEO. 1 anno fa feci un’acquisto che nelle mie mani si è rivalutato x10 volte (ho già richiesta di acquisto) e sono sicuro che in mano di un’azienda più grossa ne varrebbe ulteriori 10.
Morale della favola, nel tuo caso non sarebbero in tanti (forse) a volerlo comprare il tuo sito e per questo il valore sarebbe sicuramente irrisorio rispetto al valore affettivo. Cosa che ti consiglierei è magari darlo in gestione con un ricavo iniziale ed un ricavo mensile, magari da consulente…
gennaio 26th, 2012 at 4:10 pm
@…scusate il disturbo…
network nanopublishing.com, fonti certe, ho conosciuto i fondatori per una campagna umanitaria del mio ufficio stampa, 1.000.000 uv/month a 200.000 eur
circa 2/3 anni fa preso da Populis
gennaio 26th, 2012 at 4:24 pm
ritengo che la valutazione di un sito non possa limitarsi a visite e unici: credo, piuttosto, che vada valutata anzitutto la sua storia, il suo brand, il settore in cui opera, il suo staff (dirigenziale e gestionale), le possibilità di sviluppo ma soprattutto, come per ogni altra compravendita di attività, alla fine la vera differenza per la definizione del prezzo, la fa la tipologia del potenziale acquirente.
Mi spiego:
esistono, sostanzialmente, due tipi di acquirenti e, precisamente, quelli interessati esclusivamente ad un investimento private equity, società o privati), ma senza mire di gestione e quelli, al contrario, interessati a quel sito perchè lo vedono assolutamente strategico e sinergico con la loro attività e/o con i siti che ssi già possiedono e/o gestiscono.
E’ evidente, quindi, che le due valutazioni potranno essere anche fortemente dissimili tra loro, dato che nel primo caso i potenziali investitori se non troveranmno soddisfazione alla loro offerta (che difficilmente saranno disposti ad aumentare) chiuderanno il dossier e dirigeranno i loro interessi altrove, mentre i secondi, quelli interessati a quello specifico sito (e non ad altri!) per ragioni strategiche (ad esempio inglobare un concorrente oppure sottrarre qel sito proprio ad un competitor che con esso si rafforzerebbe a loro discapito ecc), rende la trattativa più “elastica” con possibilità di valutazioni economiche anche (ben) al di sopra dei valori medi di mercato.
Concordo, comunque (lo dissi in questo blog già qualche anno fa) che il mercato delle compravendite (SERIE!) di siti, sia oggi completamente non presidiato e lasciato a sè stesso, grande peccato e grande errore!!
gennaio 26th, 2012 at 8:41 pm
Il TagliaBlog non ha prezzo, per tutto il resto c’é mastercard!

gennaio 26th, 2012 at 8:48 pm
Visto che l’intervista ad Angelo di Veroli che ho postato qui ha scatenato un bel po’ di sana discussione provo a ripetere l’operazione con una intervista (spero non dispiaccia a Luca) al mitico Antonio Tombolini (chi si ricorda di Esperya.com acquisita dal Gruppo L’Espresso e poi chiusa)che ci parla della sua nuova avventura nel mondo dell’Editoria (Simplicissimus Book Farm). Antonio è uno abituato a metterci la faccia e ci snocciola non solo i suoi fatturati:
2009: 80mila euro;
2010: 400mila euro;
2011: 900mila euro.
Stimati 2012: 2,5 milioni euro
Ma anche le sue previsioni da qui a 3 anni:
“Non mi piace l’abuso dell’espressione “vogliamo diventare leader…” che sa di retorica trita e ritrita. Vogliamo che quello che sappiamo fare, e che riteniamo di fare bene come finora il mercato sta dimostrando, possa raggiungere nuovi mercati e conquistarsi nuovi clienti in misura molto significativa. Tradotto in numeri pensiamo di poter realisticamente puntare, facendo leva sui tassi di crescita del mercato e sulla internazionalizzazione della nostra offerta, ad un fatturato di 100-150 milioni di Euro entro il 2015.”
Per me il mondo dell’editoria digitale è un mondo molto enigmatico, pieno di potenzialità ma dove pochi ancora hanno la certezza di come si faccia a fare dei fatturati.
Cosa ne pensate?
L’intervista integrale la trovate qui:
http://startupblognetwork.it/2012/01/simplicissimus-book-farm-intervista-ad-antonio-tombolini/
gennaio 29th, 2012 at 11:58 am
ma Barlclays sta potenzionando il web?
gennaio 29th, 2012 at 5:29 pm
Qualcuno ha qualche indiscrezione su chi siano le due societa’, oltre a Libero, che stanno trattando con Telecom pef Matrix?
gennaio 30th, 2012 at 9:50 am
Mondadori
gennaio 30th, 2012 at 10:07 am
non ditemi che l’altra è la “solita” Banzai…

comunque mi risulta che Sawiris sia più che deciso a portarsi a casa Virgilio e, oggettivamente, sarebbe un botto.
Stiamo a vedere
gennaio 30th, 2012 at 11:56 am
certo che sommando Libero e Virgilio si arriverebbe a 6,5 milioni di unici al giorno e oltre 124milioni di pagine viste (che fatto una cifra impressionante di impression…) non male!
Ci credo che qualcuno tema questo scenario, ma penso che alla fine Sawiris, risolto il vero problema dell’affare e cioè i dipendenti di Matrix, riuscirà nell’intento.
E a quel punto ne vedremo delle belle
gennaio 30th, 2012 at 11:59 am
se è vero, com’è vero, che ad ogni azione corrisponde una reazione, se dovesse concretizzarsi questo scenario si scatenerebbe un finomondo tale che niente, nel web italiano, sarebbe più come prima (ma almeno ci sarà un po’ di movimento in questo sonnolente mondo
)
gennaio 30th, 2012 at 12:42 pm
L’unico acquirente sostenibile a livello strategico sarebbe Mondadori
Opinione personale è ovvio
gennaio 30th, 2012 at 1:39 pm
Stefano maruzzi lascia Google; idee per il successore ?
gennaio 30th, 2012 at 1:52 pm
questa è una bomba, la scorsa volta ci misero 3 mesi per scegliere il successore di Magrini
gennaio 30th, 2012 at 3:12 pm
@Plasson: posso chiederti perchè sostieni che Mondadori sarebbe l’unico acquirente strategico di Virgilio?
gennaio 30th, 2012 at 11:37 pm
@sara: non ho chiaramente le info sufficienti e quindi provo un po’ come al bar… Ma in fondo vale lo stesso, o no?
Le due realtà sono davvero molto molto simili: nascono dai vecchi principi isp provider portal, sviluppano mail db vastissimi, prima algoritmi proprietari search ora google dipendenti, poco contenuto verticale di spessore, cercano ora entrambi un modello alternativo, IC e penetrazioni simili (libero un po’ più femminile), difficoltà a produrre servizi a valore aggiunto per l’utente (ormai i colossi internazionali sono difficilmente contrastabili, se pensiamo agli Skype di Msn o i FB o i Twitter and so on…), il modello glocal fondamentalmente fallito (sia da Seat PG che da Telecom stessa), insomma se li sommi cosa ottieni? 1+1 in questo caso rischia di fare 1,5… E non parliamo di iptv vi prego: siamo seri.
Perché dico Mondadori dunque. Beh è indubbio che un indirizzo certo dei prossimi 3/5 anni per editori tradizionali sia la digitalizzazione delle brand offline (branded sites): costa farli, posizionarli, farli accettare e scegliere dall’utenza. Cosa meglio quindi per una realtà con tale quantità di testate offline, senza un modello di community, senza una grande struttura editoriale di produzione digitale, ma con buona disponibilità di investimento, una grande capacità di intercettazione di notizie anche esclusive, una esigenza indubbia di ricostituzione digitale della propria forza giornalistica. Senza contare gli effetti – positivi se ben indirizzati – della democratizzazione dei contenuti delle testate sul digital in termini di richiamo sull’edicola e degli sviluppi su tablet/mobile. Senza contare l’ultimo input dei portali di mettere un cappello branded alle proprie sezioni o canali verticali (fateci caso
) )
Insomma da fuori mi sembrerebbe decisamente più opportuno un interesse strategico di Mondadori piuttosto che di un concorrente diretto. Il rischio per Mondadori? Che nel frattempo il modello cambi ulteriormente e che prevalga un modello di “branded social media”: modello glammedia per intendersi.
Niente vieta di pensare che possa essere una via di mezzo in realtà, un po’ come se unissimo virtualmente repubblica e huffpost per dare un’idea su fatti recenti: alta qualità ben miscelata a post a basso costo su cui prevedere una validazione centrale per far “salire” il contenuto di valore tra i mille postati. Insomma quello che chiamo social borderò… E dunque Matrix potrebbe essere comunque una buona scelta.
Pareri e pensieri personali è ovvio. Davvero a sto giro non so nulla (mi ha buttato l’esca un collega!!!)
gennaio 31st, 2012 at 11:05 am
@Plasson: la tua teoria è certamente plausbile ma, ancor di più e, sostanzialmente per gli stessi motivi, ritengo invece ancor più palusibile che Virgilio finisca a Sawiris.
Mi sembra strano, invece, che proprio dinnanzi ad una ipotesi di questo tipo che, senza dubbio, sconvolegerebbe gli equilibri web italiani con una foza dirompente, perchè darebbe vita ad un colosso di proprorzioni mai viste prima in Italia con tutte le conseguenze del caso, ci sia un sostanziale immobilismo (almeno per quanto è dato a sapere) dell’altro grande player, cioè MSN che, di fatto, è quello, tra i big, che rischia di più, avendo un business model sostanzialmente sovrapponibile a Libero e Virgilio.
Vuoi vedere che, sotto sotto, in quel di Peschiera Borromeo stanno, invece, coccolando il coniglio in attesa di tirarlo fuori dal cilindro?
gennaio 31st, 2012 at 5:02 pm
Fonti “Finance Milano” dicono che Sawiris non sia per nulla interessato a Virgilio e sia invece proiettato ad altri obiettivi (1 potrebbe essere: riprendersi WIND dai Russi)
gennaio 31st, 2012 at 5:40 pm
da twitter :RT @Luca_Ascani DLD connection: talking with Sawiris: he’s not going to sell Libero, is not going to buy Virgilio, he wants to buy back Wind !
gennaio 31st, 2012 at 5:49 pm
@Clint: sarà…. ma altrettante fonti mi dicono che, al contrario, sta ancora stappando bottiglie magnum di champagne millesimato per festaggiare la vendita di WIND
gennaio 31st, 2012 at 6:00 pm
1.Giacobbe Ha detto:
Giacobbe-novembre 9th, 2009 at 3:41 pm
Non se se sia un gossip vero e proprio, ma pare che la sempreverde presidentissima dello IAB l’anno prossimo possa mollare l’incarico. Pare voglia posizionarsi in RCS, anche se voci maligne dicono che l’arrivo di magrini abbia scombinato i piani.
Alla fine molti detrattori la rimpiangeranno..
ci sono capitata ora
duqnue era vero che volevo mollare l’incarico, era falso che puntavo a RCS
e se molti detrattori mi hanno rimpianto non puo’ che farmi piacere (non sapevo di avere molti detrattori …ma c’est la vie…un caro saluto a tutti
febbraio 7th, 2012 at 3:02 pm
Populis si espande in Brasile.
http://www.ilsole24ore.com/art/tecnologie/2012-02-07/populis-acquisice-portale-brasile-130721.shtml?uuid=AaREeLoE
febbraio 9th, 2012 at 8:08 am
Ma della Bontempi in Conde non se ne parla?
febbraio 9th, 2012 at 9:31 am
@Scaccomatto: forse perché essendo ufficiale, non è più un gossip.
febbraio 9th, 2012 at 1:21 pm
bisognava parlarne prima…in effetti poco gossip qui
febbraio 9th, 2012 at 1:22 pm
lancio 3 temi:
Elezioni IAB
Maruzzi: dove va?
Google: chi ci va?
febbraio 9th, 2012 at 2:54 pm
Elezioni IAB: rendetemi edotta, chi si candida?
febbraio 9th, 2012 at 4:17 pm
Zaverio Bettonagli (Adstream Italia), Walter Bonanno (Populis), Dario Caiazzo (Ebuzzing), Marco Caradonna (Simple Agency), Davide Corcione (Yahoo! Italia), Luca Daher (Hi-media), Amedeo Guffanti (77Agency), Luca Gurrieri (A. Manzoni&C.), Salvatore Ippolito (Libero), Vittorio Lorenzoni (TradeDoubler), Daniele Mancini (Casa.it), Michele Marzan (Zanox), Maurizio Mazzanti (E3), Luca Paglicci (IlSole24Ore WebSystem), Cristina Pianura (TAG Advertising), Gabriele Ronchini (4wMarketPlace), Salvatore Sagone (ADC Group), Alessandro Scartezzini (Webperformance), Nereo Sciutto (Webranking), Valentina Tranquilli (Neomobile), Chiara Ugozzoli (Danone), Simona Zanette (Alfemminile)
febbraio 9th, 2012 at 4:43 pm
ecco elenco candidati IAB
Sono 22 i candidati che si sfideranno per gli 11 posti in consiglio: tra gli 11 eletti sarà poi scelto il nuovo presidente dell’associazione, attualmente guidata dal presidente vicario Salvatore Ippolito, per il biennio 2012-2013. Ecco di seguito l’elenco dei candidati: Zaverio Bettonagli (Adstream Italia), Walter Bonanno (Populis), Dario Caiazzo (Ebuzzing), Marco Caradonna (Simple Agency), Davide Corcione (Yahoo! Italia), Luca Daher (Hi-media), Amedeo Guffanti (77Agency), Luca Gurrieri (A. Manzoni&C.), Salvatore Ippolito (Libero), Vittorio Lorenzoni (TradeDoubler), Daniele Mancini (Casa.it), Michele Marzan (Zanox), Maurizio Mazzanti (E3), Luca Paglicci (IlSole24Ore WebSystem), Cristina Pianura (TAG Advertising), Gabriele Ronchini (4wMarketPlace), Salvatore Sagone (ADC Group), Alessandro Scartezzini (Webperformance), Nereo Sciutto (Webranking), Valentina Tranquilli (Neomobile), Chiara Ugozzoli (Danone), Simona Zanette (Alfemminile). Le elezioni avranno luogo durante la prossima assemblea dei soci Iab che si terrà il 15 febbraio presso l’Hotel Westin Palace di Milano.
febbraio 9th, 2012 at 4:44 pm
Maruzzi va a far start up di Huffington post
Google: ci vado io (però non devo avere accesso a mensa altrimenti ingrasso..)
febbraio 10th, 2012 at 9:10 am
Maruzzi ci può stare, eccome! Legarsi però al Gruppo Espresso … mmmmmm …. vabbè, diciamo che ci potrebbe anche stare. Certo che è un bel passaggio…dal performance al brand puro (altrimenti come cazzo fa a stare in piedi un sito del genere?)
In Google però ci vado io e prometto solennemente di mangiare ogni giorno in mensa
febbraio 10th, 2012 at 9:36 am
forse vivo su un altro pianeta, ma sinceramente non ho mai capito tutto questo “interesse” per lo IAB (e per chi compone il suo board)….
febbraio 10th, 2012 at 10:50 am
non è un gossip, ma solo un’idea che mi è balenata, probabilmnete assurda: è se Maruzzi, invece, finisse in Mediaset che, da quel che mi risulta, sta decisamente riorganizzando tutta la parte web (in cui ha inserito anche il dossier Virgilio…)?
Attenzione: sto proprio parlando di Mediaset, non di Mondadori..
febbraio 10th, 2012 at 6:48 pm
@Sara: vi su un altro pianeta
febbraio 11th, 2012 at 2:04 pm
campagna Chebanca in partenza
febbraio 14th, 2012 at 11:54 pm
Ma fanno solo performance?
O i soldi li usano oltre che per fare quegli spot fenomenali anche per fare branding sul web?
febbraio 15th, 2012 at 11:00 am
a chi ti riferisci? Chebanca?
febbraio 15th, 2012 at 2:37 pm
IAB Italia, nell’ambito dell’Assemblea Generale dei soci, annuncia l’elezione del nuovo Consiglio Direttivo, che resterà in carica nel biennio 2012-2013. I nominativi dei nuovi componenti del Consiglio sono stati resi noti nella tarda mattinata di oggi:
1. Walter Bonanno – Populis
2. Marco Caradonna – Simple Agency
3. Amedeo Guffanti – 77Agency
4. Luca Gurrieri – A. Manzoni&C.
5. Salvatore Ippolito – Libero
6. Daniele Mancini – Casa.it
7. Michele Marzan – Zanox
8. Luca Paglicci – IlSole24Ore WebSystem
9. Cristina Pianura – TAG Advertising
10. Nereo Sciutto – Webranking
11. Simona Zanette – Alfemminile
Il Consiglio Direttivo procederà alla nomina del nuovo Presidente, tra gli 11 membri eletti oggi.
febbraio 15th, 2012 at 3:08 pm
nuovo coniglio direttivo
1. Walter Bonanno – Populis
2. Marco Caradonna – Simple Agency
3. Amedeo Guffanti – 77Agency
4. Luca Gurrieri – A. Manzoni&C.
5. Salvatore Ippolito – Libero
6. Daniele Mancini – Casa.it
7. Michele Marzan – Zanox
8. Luca Paglicci – IlSole24Ore WebSystem
9. Cristina Pianura – TAG Advertising
10. Nereo Sciutto – Webranking
11. Simona Zanette – Alfemminile
non è un gossip, ma adesso si può dare vita
febbraio 15th, 2012 at 3:20 pm
presidente (quello che fa poi la presentazione allo IAB..)??
febbraio 15th, 2012 at 3:37 pm
@Carelttoweb: Si loro
@tutti: ma IAB serve? Perchè ho la percezione che sia riconosciuto solo dai concessionari/editori nel loro sottobosco di attività.
febbraio 15th, 2012 at 4:36 pm
come tutte le Associazioni, serve solo se vi partecipi e ti lasci coinvolgere.
febbraio 15th, 2012 at 4:42 pm
ma la “Mappa dei centri media” non se la fila più nessuno?
febbraio 15th, 2012 at 10:55 pm
che info ti servono?
febbraio 16th, 2012 at 9:40 am
Da mie fonti il consiglio direttivo è a maggioranza (6 su 11) per Zanette (Alfemminile) presidente.
Dopo due anni ri-cambia tutto. Il tandem Binaghi-Ippolito lascia in eredità diversi malumori (nell’ultimo periodo sembra ci siano più soci in uscita che in entrata), in particolare al primo dei due alcuni soci rimproverano di essere stato assente. Se la precedente presidenza era una sorta di “normalizzazione”, con l’arrivo dei grandi dopo la lunga stagione di Pavone (che ha reso importante l’associazione), i medio-piccoli stavolta si sono organizzati per tempo e sembra si siano ripresi il consiglio direttivo.
Da quanto ne so la formula IAB Forum è fortemente criticata da gran parte dei consiglieri.
Ma sono pur sempre gossip …
febbraio 16th, 2012 at 12:03 pm
@30330 non so se effettivamente ci sia questa maggioranza di cui parli ma su tutto il resto concordo.
Aggiungo però che c’è stato molto malumore anche sul secondo e che la formula IAB Forum è fortemente criticata anche dai soci
febbraio 16th, 2012 at 12:17 pm
dico solo che tra gli eletti non c’è nessuno che faccia parte di una multinazionale, tipo yahoo, facebook o google e nemmeno microsoft.
febbraio 16th, 2012 at 12:47 pm
Non proprio: Alfemminile e Zanox lo sono, entrambe legate al gruppo editoriale Axel Springer che è tra i più grossi d’Europa e vale 4-5 volte il gruppo l’Espresso per intenderci. Facebook non è associata, Google era nel consiglio e non è si è candidata, senza mai dimenticare che ha interesse nel mercato italiano quanto basta per prendere soldi e non restituire nè informazioni nè tasse. Discorso a parte per Yahoo che si è candidata e non è stata eletta.
febbraio 16th, 2012 at 1:01 pm
quoto omonimo all’ennesima potenza
febbraio 21st, 2012 at 2:06 pm
tutte faccie nuove insomma… mi pare che le posizioni ormai facciano gola solo ai piccoli che giocano a fare i grandi
dove sono i grandi gruppi? fatta eccezione per Libero e Manzoni
Per quanto riguarda le ipotesi Mediaset/Mondadori sul possibile acquisto di Vrigilio, non pensate che la botta da 560mio di€ data alla cassaforte di famiglia li metta al momento fuori gioco? Più probabile che DeBenedetti con il portafoglio bello gonfio decida di fare investimenti anche per consolidare la sua predominanza sulle News On-line, oltre all’operazione HP che secondo me in Italia ha forti possibilità di fare un buco nell’acqua!
febbraio 22nd, 2012 at 3:44 pm
continua l’esodo da FOX
febbraio 23rd, 2012 at 10:03 am
Ieri sera eletta Zanette presidente e Caradonna vicepresidente IAB.
febbraio 23rd, 2012 at 10:24 am
@30330: finalmente un consiglio direttivo IAB e un presidente che rappresentano meno del 10% del mercato adv! Ci voleva proprio! Un progetto sostenuto dal trio PAVONEPOSSGASPERINI che portera’ l’unica associazione indipendente alla rovina programmata!
febbraio 23rd, 2012 at 12:17 pm
@Carletto: in che senso da Fox, intendi .Fox ? chi va via?
febbraio 23rd, 2012 at 3:56 pm
da .fox verso un prestigioso centro media
febbraio 23rd, 2012 at 4:46 pm
dietro le quinte IAB.
Gurrieri e il gruppo Manzoni hanno fato carte false per farlo eleggere presidente arrivando a minacciare i consiglieri con tagli di contratti e di farli fuori dal mercato…
Tanto accanimento perché erano sicuri di vincere, senza sapere che 6 su 11 consiglieri erano eletti in gruppo già con l’obiettivo di avere la Zanette presidente. IAB non conterà pure tanto, ma per qualche grande gruppo sembra di si…
febbraio 23rd, 2012 at 4:47 pm
Per la cronaca di voti Gurrieri ne ha presi solo 4 su 11, 6 la Zanette e uno si è autovotato.
febbraio 23rd, 2012 at 5:43 pm
peccato, non hanno pace. hanno avuto turnover altissimo recentemente . amen
febbraio 23rd, 2012 at 7:12 pm
Scusate, come sempre mi intrometto per fare il bastian contrario. Mi sembra che 4 dimissioni in 2 anni, non possano definirsi “turnover altissimo”, ma magari sono io che sbaglio.
Alla fine, hanno cambiato 2 media buyer, hanno sostituito un venditore e, adesso, ne perdono un altro. Entrambi, per altro, hanno fatto “il salto”, non hanno cambiato per pari ruolo: il primo è direttore commerciale e la seconda, appunto, va in un centro media.
Sono io che non ci vedo nulla di strano?
febbraio 23rd, 2012 at 8:13 pm
perdona Viv, pensavo io fossero state di più, ma come detto, mi confondo o mi hanno confuso loro nei vari incontri
meglio cosi, mi sono simpatici, e quindi.. lunga vita a Fox!
febbraio 23rd, 2012 at 8:53 pm
Non c’è nulla da perdonare, ci mancherebbe. La mia defezione, in realtà, credo sia stata la più eclatante che hanno avuto da quando sono nati. E non certo per colpa loro.
febbraio 24th, 2012 at 12:53 am
Iab servirebbe come il pane se ricominciasse a produrre qualcosa di utile per il mercato. Che non è solo il Forum e i seminar del cazo. Hanno smesso di produrre direttive e regole. Hanno smesso di tutelare una crescita regolamentata del mercato. Ognuno lì dentro cerca solo di fare del gran propagandismo di se stesso e stessa. Meno male che ci sono ancora aziende spendibili dentro. Sole 24 ore mi sembra una garanzia, così come Manzoni. Comunque che sconforto vedere i grandi gruppi centri media fuori per “cartello”.
La Pavone sarà felice per come sono andate le cose.
febbraio 24th, 2012 at 9:09 am
IAB: 1-1.”ci” siamo presi una rivincita
febbraio 24th, 2012 at 9:23 am
@La Viv dixit: “…la mia defezione, in realtà, credo sia stata la più eclatante…”, la solita modesta
febbraio 24th, 2012 at 9:45 am
@nontuttisannoche: il precedente consiglio che percentuale di mercato copriva?
@Mario: e come pensava Manzoni di far fuori concorrenti dal mercato? Con il voodoo?
La dice lunga sul “delirio di onnipotenza” di alcuni “grandi”, il fatto che in questa occasione hanno pensato di vincere a mani basse senza rendersi conto che gli altri si erano organizzati da mesi. Se Manzoni, ancora l’altro ieri, era certa di vincere è anche perchè non legge i commenti di questo post >:-)
febbraio 24th, 2012 at 10:06 am
@nontuttisannoche in un mercato dove il 40% degli investimenti è di google il 10% non è così male neh!
febbraio 24th, 2012 at 10:41 am
@nontuttisannoche: Il fatto che tu metta insieme i nomi di Pavone, Poss, Gasperini come possibili orchestratori vuol dire che conosci solo superficialmente, se le conosci, quelle tre persone e Simona Zanette. Il giorno che vedremo qualcosa organizzato da Pavone Poss e Gasperini insieme Google deciderà di pagare le tasse in Italia e dichiarerà i fatturati di ogni prodotto in ogni country mentre le centrali media smetteranno di chiedere le over.
Se si considerano le autoesclusioni delle centrali media e di google questo direttivo rappresenta il mercato al meglio di quanto si poteva fare e la coesione che c’è tra molti dei consiglieri per me porterà risultati tangibili in misura maggiore rispetto al passato, inoltre segnalerei che per essere eletta Simona Zanette è riuscita a coinvolgere 70-80 soci di IAB mentre i Gurrieri di turno sono sempre stati votati da GroupM + massimo altri 15 soci. Quanto si rappresenta il mercato si misura anche con la partecipazione attiva di chi ne fa parte e non solo col righello nel bagno della scuola.
Per lavorare bene certo ci sarà bisogno della collaborazione di tutti da Google a GroupM ma sono fiducioso che la professionalità di chi li rappresenta non tradirà le attese dell’associazione e del mercato rifacendosi alla tradizione internazionale che vuole queste aziende sempre molto impegnate nello sviluppo dell’internet advertising attraverso le associazioni come IAB. Questo direttivo può portare IAB italia ad avere l’utilità e l’efficacia che ha in paesi come US & UK ma anche come la Spagna. Lasciamo lavorare le persone e se chiamati diamo il nostro contributo, qui il punto non è se io ho il 13% di quota di mercato e Tizio il 2% o se io ho il 13,5% e Tizio l’1,5%, il punto è che il mercato deve valere almeno il 30-40% in più ed i benefici ricadrebbero a cascata su tutti gli attori.
febbraio 24th, 2012 at 11:10 am
32 minuti di applausi per l’intervento di omonimo…
febbraio 24th, 2012 at 11:38 am
Mi accodo agli applausi
febbraio 24th, 2012 at 12:11 pm
@Omonimo: chapeau! Interventi come il tuo, mi fanno ben sperare che, sempre più, i vari “nontuttisannoche” rimarranno segregati nelle loro piccole stanze dei bottoni e lasceranno spazio, finalmente, a chi ha voglia davvero di fare.
@Gibbo: sono rimasta 1 anno. In questo senso, la mia uscita è stata “eclatante”. Ed era comunque paragonata alle altre 2 defezioni, non certo in senso assoluto. Anche perché, tenendo conto che non mi hanno sostituita, direi che di danno non ne ho fatto poi granché.
febbraio 24th, 2012 at 2:11 pm
Non sono d’accordo con omonimo. Negli altri paesi IAB è una società INDIPENDENTE che promuove il web nelle aziende e finanziata dagli operatori. In Italia IAB sono gli operatori stessi e questo fa sì che difficilmente riescano a distinguere i loro ruoli. L’ultimo IAB forum è stata una noia mortale… i clienti sono stufi di sentire le aziende che parlano di sè stesse e dei loro prodotti. Si parla di web 2.0 e poi si sale sul palco ognuno a tirare acqua al suo mulino. “Il mio prtale ad esempio è cresciuto di più”, “io ho fatto le migliori performance”, “io sono leader di questo o quello” ecc…
Stimo moltissimo Simona che secondo me è una delle persone più preparate su questo mercato, ma per come è struttrato oggi lo IAB non serve a nulla.
Ciliegina sulla torta: cosa c’entrava William Hill con lo stand allo IAB? a dimostrare che se paghi ci puoi essere, anche se non sei socio, non sei italiano e sei semplicemente un buyer.
febbraio 24th, 2012 at 4:19 pm
applausi applausi applausi
febbraio 24th, 2012 at 6:26 pm
Ma lo IAB Forum lo riformeranno o rimarrà ancora un evento assolutamente inutile a tutti (tranne che a Fiera Milano che ci fa il grano?)
febbraio 24th, 2012 at 6:45 pm
come previsto…?
Huffington Post: Stefano Maruzzi, ex Google Italia, alla guida dell’edizione italiana?
Negli ultimi giorni circola con insistenza la notizia che sarebbe proprio l’ex Country Manager di Google Italia a guidare l’edizione italiana del sito di informazione più seguito negli Stati Uniti.
[Stefano Maruzzi]
Media – Da quando è stato annunciato che ad aprile avremo un’edizione italiana dell’Huffington Post, grazie a un accordo con il Gruppo L’Espresso, in molti hanno cominciato a chiedersi chi sarebbe stato chiamato alla guida di quello che negli Stati Uniti è ormai il primo sito di informazione (Leggi Articolo Key4biz). Sarà Stefano Maruzzi?
L’Huffington ha acquistato notevole importanza nel volgere di poco tempo ed è diventato punto di riferimento del mondo politico internazionale. Ben si comprende l’importanza di sapere chi verrà messo a capo della divisione italiana.
Negli ultimi giorni circola con insistenza negli alti livelli della rete italiana il nome di Stefano Maruzzi.
Secondo alcuni, questo potrebbe spiegare la sua recente e improvvisa uscita da Google Italia dove ricopriva l’incarico di Country Manager, anche se l’azienda aveva fatto sapere che la decisione era legata a “problemi personali e di famiglia”.
Un ritorno alla sua originale vocazione editoriale? Se la notizia fosse confermata sarebbe così. Del resto, Maruzzi nel suo blog sottolinea chiaramente che “il settore media è fortemente esposto ai cambiamenti nei comportamenti dei consumatori e alle innovazioni tecnologiche ed è su questo settore che intendo concentrare la mia attenzione”.
L’Huffington è stato fondato da Arianna Huffington nel 2005 che lo ha poi venduto lo scorso marzo alla web company Aol per oltre 300 milioni di dollari. Il gruppo ha, quindi, iniziato la sua espansione al di fuori degli Stati Uniti lanciando edizioni in Canada lo scorso maggio, in Gran Bretagna a luglio, in Francia a gennaio (Leggi Articolo Key4biz) mentre la Spagna dovrà aspettare il mese prossimo.
Oggi il sito conta oltre 20.000 blogger – politici, celebrità, accademici, opinionisti – che intervengono in tempo reale su molte notizie della giornata. Tra di loro Nora Ephron, Larry Page, Bernard-Henri Levy, Bill Maher, Robert Redford, Madonna, Alec Baldwin, Scarlett Johansson, Bill Gates e Charlie Rose. L’Huffington Post ha 36 milioni di visitatori unici al mese (comScore dicembre 2011).
Raffaella Natale
24 Febbraio 2012 – notizia 208729
© 2002-2012 Key4biz
http://www.key4biz.it/News/2012/02/24/Contenuti/Huffington_post_l_espresso_Arianna_Huffington_Stefano_Maruzzi_google_208729.html
febbraio 29th, 2012 at 12:35 pm
quoto parzialmente:
son d’accordo con Scaccomatto: Hanno smesso di produrre direttive e regole. Hanno smesso di tutelare una crescita regolamentata del mercato. Ognuno lì dentro cerca solo di fare del gran propagandismo di se stesso e stessa.
sono abbastanza scettico su quello che dice omonimo, ovvero che questo direttivo abbia più possibilità di altri… ma concordo su: Lasciamo lavorare le persone e se chiamati diamo il nostro contributo, qui il punto … è che il mercato deve valere almeno il 30-40% in più ed i benefici ricadrebbero a cascata su tutti gli attori.
ma soprattutto concordo con Cattivik:
Negli altri paesi IAB è una società INDIPENDENTE che promuove il web nelle aziende e finanziata dagli operatori. In Italia IAB sono gli operatori stessi e questo fa sì che difficilmente riescano a distinguere i loro ruoli
Per questo rimane il dubbio sulle capacità dei singoli.
Direi che qualcuno è più affezionato di altri agli odierni componenti del consiglio IAB, e qualcuno meno, ma è un andazzo tipicamente italiota; e non nascondiamoci dietro ad un dito, il mercato in Italia è maggiormente drogato che nel resto d’Europa, schiavo di una qualità editoriale media minore (non parlo di solo digital) e di un controllo e di una pressione delle CM maggiore, (oltre il continuo ricatto dei budget televisivi) ed ha una propensione tutta nazionale a muoversi per conoscenze, che generano interessi tali da distrarre dai propri impegni. Esattamente come in ogni altro campo. Si è così interessati al guadagno che anche chi deve fare le regole pensa al lucro.
c’è professionalità, spesso sprecata. E nel digital non riusciamo a giocarci un’occasione diversa, ancora possibile da catturare
Vediamo se qualcuno ha il coraggio di cambiare le cose, o l’interesse a farlo.
Ci vorrebbe la stessa etica lavorativa che mette in campo un chirurgo che deve salvare un bambino. Proviamo a fara una giornata con questa mente?
marzo 1st, 2012 at 9:21 am
Fino a quando tutti accetteranno il metodo delle tangenti legalizzate in questo mondo, ma come in altri, nulla potrà cambiare. Fino a quando il responsabile di un CM va a sciare con un responsabile di una concessionaria, tra regalini e quant’altro, nulla potrà cambiare.
marzo 1st, 2012 at 10:25 am
Il mondo è relazionale, è giusto che sia così e non potrebbe essere altrimenti. Il vero problema dei CM è un altro.
Tanto lavoro, pochi margini, poco tempo = non riesco a fare tutto quello che potrei e devo campare pure io.
marzo 1st, 2012 at 10:31 am
@MarX
impara a sciare!!
marzo 1st, 2012 at 10:52 am
Nulla da dire sul mondo relazionale, ma non ci si deve meravigliare se esistono mondi editoriali di alta qualità fuori da questi circuiti, solo questo !
marzo 1st, 2012 at 10:55 am
Ah beh sicuro…ma sono i clienti che si devono scegliare…mica i CM.
marzo 1st, 2012 at 10:56 am
Ah beh sicuro…ma sono i clienti che si devono svegliare…mica i CM.
marzo 1st, 2012 at 1:15 pm
@MarX: scusami, potresti ricordarmi i “mondi editoriali di alta qualità” che, secondo te, sarebbero “fuori da questi circuiti”? Ci ho pensato a lungo, ma non riesco a ricordarmene nessuno, probabilmente un momento di amnesia passeggera….
marzo 7th, 2012 at 11:51 am
Ma Virgilio Banner è completamente morto? Nessuna risposta alle email, nessuna approvazione di nuovi siti, sono “work in progress” da una vita ormai. Virgilio ha abbandonato il progetto?
marzo 7th, 2012 at 12:42 pm
cos’è Virgilio banner?! O_ò
Come sono ignorante!
marzo 7th, 2012 at 3:01 pm
Se vendono Virgilio un motivo ci sarà….vogliono fare troppe cose….non ce la fa google a mantenere 10 prodotti in vita……
marzo 7th, 2012 at 5:02 pm
Fedele Confalonieri dixit: “…È fondamentale che l’Italia affronti con urgenza una normativa efficace al riguardo» considerando anche la presenza di «realtà globali alla Google», il cui fatturato pubblicitario in Italia «supera un miliardo. Le regole devono valere per tutti».”
Non male come affondo!
http://www.corriere.it/economia/12_marzo_07/mediaset-licenziamenti-confalonieri_c69a92d0-6868-11e1-864f-609f02e90fa8.shtml
marzo 7th, 2012 at 5:55 pm
Ma come, solo una settimana fa sognavo la grande alleanza…
http://www.blitzquotidiano.it/economia/mediaset-andreani-e-lora-del-balzo-nel-web-1139042/
marzo 7th, 2012 at 6:19 pm
Confalonieri ha ragione…le regole purtroppo non valgono per tutti allo stesso modo, tra tasse, copyright e controllo i giganti del web ci marciano.
e
le
frequenze
?
marzo 8th, 2012 at 11:00 am
Se Andreani riesce davvero riversare parte del tempo “liberato” della potente forza vendita Publitalia su un prodotto come YouTube&Co il mercato della Display Internet nel 2012 triplicherà!
Sraemo in grado di gestirlo?
marzo 8th, 2012 at 2:42 pm
attendiamo esito visita della finanza @google italia (roba vecchia)
magari gli fanno pagar un po’ di tasse (visto il momento…)
marzo 8th, 2012 at 5:30 pm
@Carletto: se ti riferisci all’indagine della procura di Milano, già nel 2010 il pm Carlo Nocerino ha chiesto l’archiviazione del procedimento
marzo 9th, 2012 at 11:21 am
non sapevo dell’archiviazione ma magari visto il momento delle ns casse pubbliche…
marzo 9th, 2012 at 11:43 am
@Carletto: attenzione, ho detto che il PM Carlo Nocerino l’ha chiesta (già nel 2010), ma non so se l’ha poi ottenuta
marzo 12th, 2012 at 4:52 pm
Scott Jovine avvistato in groupM
marzo 13th, 2012 at 10:29 am
Da DailyNet: Dada fa 80M di fatturato….crescono bene i servizi peeplo e savenkeep. Eh? Ma cos’è sta roba? Ridateci Barberis
marzo 14th, 2012 at 11:11 am
finalmente un sano duello, vecchio stile!
Yahoo, parte la causa contro Facebook
di Chiara Albanese
Il colosso di Internet si è affidato allo studio Quinn Emmanuel che ha già battuto il social network nella causa per ConnectU. Violati 10 brevetti.
Dalle parole ai fatti. Dopo avere gettato un’ombra sul processo di quotazione record del social network Facebook, minacciando un’azione legale per la violazione di 10 brevetti, il colosso internet Yahoo ha deciso di fare sul serio e ha presentato ieri presso il tribunale di San Jose, California, i documenti per far partire la causa.
L’oggetto di quella che si preannuncia come una delle maggiori battaglie nel settore social media, riguarda gli strumenti di proprietà intellettuale registrati da Yahoo per proteggere i propri meccanismi di pagamento e di pubblicità online.
I BREVETTI VIOLATI RIGUARDANO SISTEMI ANTI CLICK FRAUD. Al cuore della contesa ci sono i brevetti registrati dal portale sui sistemi di marketing via Internet, sviluppati per limitare la cosiddetta “click fraud”, qundi l’aumento delle visite a una pagina attraverso meccanismi automatizzati, che ha conseguenze sul costo di una campagna pubblicitaria sul sito.
Altri due brevetti infranti sarebbero invece relativi alla tecnologia che permette l’interazione tra gli utenti del social network.
Una strategia che segue di pochi mesi l’annuncio della nomina di Scott Thomson, ex numero uno del sistema di pagamenti online PayPal, come chief executive.
YAHOO SI AFFIDA A QUINN EMANUEL. Nella causa, Yahoo è seguita dallo studio legale Quinn Emanuel Urquhart & Sullivan, firm di Los Angeles che sta sviluppando una competenza specifica nel settore del diritto digitale.
Lo studio ha infatti già seguito Google e alcune aziende sviluppatrici di sistemi Android in cause smili, e conta tra i propri clienti il social network Zynga.
Lo studio Quinn Emmanuel, inoltre, con Facebook ha già fatto i conti in passato. Quinn Emanuel ha infatti assistito i fratelli Winklevoss nella causa intentanta contro Mark Zuckerberg, che avrebbe preso spunto per creare Facebook dal sito da ConnectU, il portale creato dai gemelli durante il periodo di studio a Harvard.
Una causa vinta dallo studio, riuscito a ottenere un risarcimento di 13 milioni di per i fratelli Winklevoss.
ZUCKERBERG POTREBBE ESSERE DIFESO DA COOLEY GODWIN KRONISH. Ancora ignoto invece il nome del consulente di Facebook, che secondo indiscrezioni di stampa si affiderá al consulente Cooley Godwin Kronish, che ha giá seguito il gruppo in alcuni contenziosi.
Infine, sul fronte Facebook versus Yahoo, un ruolo fondamentale é giocato dal fattore temporale. Facebook è attualmente impegnata nel processo di quotazione (annunciato il due febbraio), che la rende maggiormente vulnerabile nell’affrontare una battaglia in Tribunale.
Al momento, secondo quanto emerge dal database del Governo americano, Yahoo ha registrato 3.300 brevetti, a fronte dei 160 di Facebook.
http://www.economiaweb.it/yahoo-parte-la-causa-contro-facebook/
marzo 15th, 2012 at 4:20 pm
“Listening room”???? Ma che è? Fonoteca?
marzo 21st, 2012 at 8:05 pm
Sembra essere in uscita da Triboo uno dei 3 fondatori
marzo 22nd, 2012 at 11:56 am
Ma Banzai che prima doveva esser comprata da Mondadori…poi sembrava addirittura interessata all’acquisto di Virgilio…nessuno sa nulla?
marzo 22nd, 2012 at 2:14 pm
prova a chiamare Ainio…di solito risponde
marzo 22nd, 2012 at 2:18 pm
considerando che Triboo è una spa unipersonale…mi viene difficile immaginare che molli uno dei TRE soci fondatori.
marzo 22nd, 2012 at 2:19 pm
…Ero curioso, da amici che ci lavoro recentemente avevo sentito diversi malumori…
marzo 22nd, 2012 at 11:01 pm
Son finiti i soldi per molti…
marzo 23rd, 2012 at 3:58 pm
I fondatori di Triboo Spa erano 3: Corno – Loberti – Sfiligoi. E’ rimasto solo più Corno
marzo 24th, 2012 at 1:45 pm
Breaking News:
Vittorio Veltroni & Mondadori: GAME OVER….
Veltroni, fuori da Mondadori il 31 marzo
In una nota, il gruppo editoriale comunica che il manager ha deciso di dedicarsi a un’attività imprenditoriale.
Vittorio Veltroni, direttore generale Digital, ha deciso di lasciare il Gruppo Mondadori il 31 marzo prossimo. A dicembre scorso, a poco più di un anno dal via, la divisione guidata da Veltroni aveva dovuto già fare i conti con una razionalizzazione, nonostante avesse incrementato del 48% i propri fatturati, da attività dirette e indirette, rispetto allo stesso periodo del 2010.
LA RAZIONALIZZAZIONE DELLA STRUTTURA DECISA A DICEMBRE. I vertici aziendali avevano deciso di sopprimere l’unità di Marketing monitoring e analysis, quella di Business development e quella di Social marketing. Al posto di queste funzioni veniva istituita l’unità Marketing, affidata ad interim allo stesso Veltroni, nella quale sono stati fatti confluire il data base clienti e il customer relationship management (Crm). L’unità Marketing si è così affiancata alle due già esistenti (Properties e Vas Mobile, E-commerce e tecnologie digitali).
VELTRONI SI METTERÀ IN PROPRIO. Veltroni, si apprende da una nota di Mondadori, ha deciso di intraprendere un’attività imprenditoriale. La direzione Digital manterrà una funzione centrale di sviluppo di competenze e di prodotti a supporto delle direzioni di business e di presidio del marketing, delle tecnologie digitali e del CRM.
http://www.economiaweb.it/veltroni-fuori-da-mondadori-il-31-marzo/
marzo 24th, 2012 at 5:25 pm
Secondo me il posto di Veltroni lo prende direttamente Davide Mondo
marzo 28th, 2012 at 3:14 pm
pare nuovi tagli a yahoo entro pasqua
marzo 28th, 2012 at 4:01 pm
poi prendono veltroni?
marzo 28th, 2012 at 5:42 pm
@gola raffreddata: è difficile che Mondo prenda il posto di Veltroni, ha un profilo troppo diverso da quello richiesto da un’azienda che deve mutare per mettersi al passo. Mondo è molto commerciale e poco strategico e di visione. Hai mai visto un guizzo di TiscaliAdv quando era lui a guidarla? e in Mediamond? Poi deve cambiare la tendenza a mettere commerciali in posizioni dirigenziali di questo tipo, altrimenti non usciremo dal solito piccolo mercato con poco respiro. Ci vuole standing
marzo 28th, 2012 at 9:15 pm
Walter Veltroni a Mondadori al posto del cugino Vittorio
marzo 30th, 2012 at 12:51 pm
Esce da Youniversalmedia Pasquale Silvi (uno dei 4 soci fondatori). L’ho visto ieri che faceva da moderatore allo Zanox Experts Day .
marzo 30th, 2012 at 1:41 pm
Dovrebbero prendere qualcuno che lavori in multinazionali di prodotto e non puramente di sales….altrimenti è dura rinnovarsi.
In italia di persone di prodotto sul digital penso ce ne siano massimo 5…
aprile 2nd, 2012 at 9:36 am
Silvi si è messo in proprio…
aprile 2nd, 2012 at 11:50 am
chi ha parlato allo ZANOX DAY? che hanno raccontato?
aprile 2nd, 2012 at 3:29 pm
sito davvero intelligente. Bravo.
aprile 2nd, 2012 at 7:38 pm
chi???
aprile 3rd, 2012 at 5:59 pm
Quanto vale un sito da un milione di utenti unici attivi al mese?
aprile 5th, 2012 at 12:48 pm
ecco la mail arrivata oggi al team YAHOO
Yahoos –
Today we are restructuring Yahoo! to give ourselves the opportunity to compete and win in our core business. The changes we’re announcing today will put our customers first, allow us to move fast, and to get stuff done. The outcome of these changes will be a smaller, nimbler, more profitable Yahoo! better equipped to innovate as fast as our customers and our industry require.
Over the last 60 days, we’ve fundamentally re-thought every part of our business and we will continue to actively consider all options that allow Yahoo! to put maximum effort where we can succeed. As part of this process, I believe we have to focus to win in a select group of core businesses globally:
Core Media and Communications: Our content, media, and communications experiences must be best in class. That includes getting today’s core properties right and innovating on a next generation of great product experiences across all screens.∙
Platforms: We must make our core platforms and systems a genuine strength for Yahoo! – platforms that we can really leverage to support our massive scale, drive the deepest personalization, and boost speed to market.∙
Data: Our massive data sets must become a genuine competitive advantage for Yahoo!. We have to unlock the value in our data to allow us to really understand our 700 million users, encourage and win their engagement and trust, leverage everything they do with us to more fully personalize their experiences, and to give our advertisers the immediate insights they are rightfully demanding.
We are intensifying our efforts on our core businesses and redeploying resources to our most urgent priorities. Our goal is to get back to our core purpose – putting our users and advertisers first – and we are moving aggressively to achieve that goal.
Unfortunately, reaching that goal requires the tough decision to eliminate jobs, which means losing colleagues and parting with friends. Today, we will begin the process of informing employees about these changes. As part of that effort, approximately 2,000 people will be notified of job elimination or a phased transition. We value our people and for those who will be leaving, we thank you for all you have contributed to Yahoo!. We will treat all of our people with dignity and respect, providing resources to help manage through their transition.
Change is never easy. But the time has come to move Yahoo! forward aggressively with increased focus and accountability. Our values have always been about treating all Yahoos with dignity and respect, and today is a day to embrace those values. This is an amazing company with exceptionally talented people and I know we will all do our best to encourage each other through this difficult period of transition.
Scott
aprile 5th, 2012 at 1:02 pm
Caro Carletto, bella la lettera di Yah.
Come di rito le grandi aziende utilizzano sempre al stessa formula ovvero: siete la nostra risorsa ma per fare dividendi vi dobbiamo licenziare, non pensate di essere stati inutili ma purtroppo gli errori che abbiamo fatto noi manager li pagate voi, cercheremo di cacciarvi con dignità anche perché altrimenti cacciano noi, non pensate che mentre il mercato si evolveva non non abbiamo fatto nulla eravamo sui siti d’asta a comprare il servizio di piatti per la casa di campagna, non valutate le nostre scelte come scelte facili perché probabilmente è più facile di pensare a nuove strategie di mercato, ecc.
Le solite lettere che non si assumono responsabilità ma scaricano i problemi, le solite grandi manovre. A pagare tanto sono sempre gli stessi.
Che ridicolo sistema d’impresa
aprile 6th, 2012 at 5:56 pm
@writer: posta così la domanda non ha risposta. È come chiedere “quali saranno i 6 numeri vincenti al Superenalotto?”
aprile 6th, 2012 at 6:02 pm
@writer puoi calcolare 1€ per utente e vai sul sicuro
aprile 6th, 2012 at 6:05 pm
Writer fai il conto come fa FB, 1 utente = 100$. Poi quoti in borsa
aprile 6th, 2012 at 6:10 pm
@writer: ironia a parte, davvero non c’è risposta alla tua domanda. Dipende cosa definisci tu per “utenti attivi” (è un sito UGC?), di cosa si occupa, e soprattutto: quante vale da vendere o dal punto di vista adv?
aprile 7th, 2012 at 1:18 pm
@writer: mediamente, le ultime operazioni si sono concluse quando la valutazione complessiva del sito è arrivata a circa 1€ per utente unico, ma non mi è chiaro cosa intendi per utenti unici “attivi”.
Ma è evidente che la valutazione di un sito passa da una serie molto lunga di fattori che, naturalmente, aldilà degli utenti unici, incidono sulla valutazione complessiva.
aprile 7th, 2012 at 1:21 pm
ps: a proposito Luca, quand’è che attiverai anche una bella sezione di compravendita di siti?
In effetti è veramente un buco che va colmato
aprile 9th, 2012 at 9:24 am
leggete questo annuncio
JUNIOR WEB MARKETING&ORGANIZATION
Descrizione Annuncio
Il nostro cliente è una primaria realtà in crescita nella vendita di soggiorni studio all’estero e vacanze studio di gruppo per ragazzi, corsi di lingue per adulti e formazione linguistica.
Ci ha incaricato di ricercare un Junior Web Marketing che si occupi anche del coordinamento dell’ufficio (web mkt o segretaria del BOSS??)
Descrizione: Il candidato, rispondendo direttamente al Direttore Generale della società, si occuperà in primo luogo di coordinare le attività inerenti al sito web aziendale ed in particolare :
- curare il popolamento per tutti i prodotti (data entry)
- politiche di web marketing (??)
- aggiornamento contenuti (web content)
- aggiornamento banner & creazione newsletter in coordinamento con il product manager (anche un po’ grafico, certo..)
- analisi statistiche e aggiornamento database contatti (anche un po’ analista ovviamente…)
- social media strategy (non può mancare ovviamente mezzo kg di social media strategy come se fosse antani)
Inoltre il candidato si occuperà di coordinare le attività di gestione ed organizzazione dei viaggi studio supportando l’AD sia nelle trattative con i fornitori sia nelle mansioni organizzative legate al viaggio (buyer , organizzatore, agenzia viaggi,)
Profilo ricercato: Il candidato ricercato è un brillante laureato, guidato dalla passione per il mondo web ed in cerca di un’opportunità di crescita.
Si ricercano persone con un’elevata capacità di organizzazione e precisione ed esperienza maturata in attitivà di coordinamento e webmarketing.
La conoscenza fluente della lingua inglese sarà una caratteristica fondamentale in un percorso di crescita all’interno della struttura . finalizzata all’affiancamente dell’Amministratore Delegato nelle trattative con i fornitori esteri.
L’inquadramento e la retribuzione sarà commisurata all’esperienza del candidato. (800 euro mese??)
aprile 9th, 2012 at 3:50 pm
Sono quasi pronta a scommettere che sia Erc Euroeduca a ricercare quella figura…
aprile 10th, 2012 at 9:00 am
@writer, prova a darci qualche dato in più, così è come gettare la monetina in aria e sperare che cada di taglio.
aprile 10th, 2012 at 11:10 pm
@carletto. Chiunque lavora in questo settore e anche a livelli intermedi (non solo a livello di tirocinante) sa che in Italia le nozze coi fichi secchi sono la regola. A fianco di quello che dovrebbe essere il lavoro per cui vieni pagato (e che riesci a fare sul serio per, se va bene, il 20% del tuo tempo), ti viene chiesto o sei obbligato a fare, non essendoci altre persone per farlo, anche controllo fatture, data entry, sistemarti il pc quando non riesci a stampare, farti un giro in DART perché sei sicuro che la persona deputata sta facendo tutto fuorché guardare la tua campagna, inseguire fornitori a cui vorresti dare soldi in cambio di servizi ma che – a quanto pare – non li vogliono, fare facchinaggio di brochure quando ci sono le fiere e – se hai avanzato tempo – dare una lustratina ai pomelli delle porte.
Meglio un annuncio che fa capire che devi essere disponibile a fare un po’ di tutto o meglio un annuncio che ti fa credere che ti occuperai di comunicazione quando la realtà è comunque che per l’80% del tuo tempo farai un lavoro da segretaria? Ovviamente, nessuna delle due cose: meglio un mercato serio.
aprile 11th, 2012 at 3:52 pm
ecco la mail arrivata in VIA SPADOLINI oggi
Yahoos –
It’s time for Yahoo! to move forward, and fast. And as we do, I want every one of us to keep one thing top of mind: what we do is about our customers, not about us. For Yahoo! to win in our core business, every one of us must put our customers first. Specifically, we must focus all we do on the users who trust us to give them personalized content and communications, and the advertisers who want to connect with our users. To be very clear, our highest priority is winning in our core business and that will earn us the right to pursue new growth opportunities.
To accomplish that we’re establishing a new leadership structure, organizing all of our activities around Yahoo!’s customers. Effective May 1, Yahoo! will operate in three groups — Consumer, Regions and Technology — all supported by our established Corporate teams. Each of the three groups will be charged with delivering the best customer experiences and have very clear accountability for getting results.
Our new Consumer group will be all about creating great, engaging user experiences. Our geographic Regions will serve our advertisers and agencies and be accountable for all Yahoo! revenue. Our Technology teams will provide the advanced infrastructure, technology and science to enable our Consumer group and the Regions to deliver our best products and experiences into market, at scale, and fast.
Consumer
Our success is determined by how well we engage consumers and give them fun and informative experiences that they feel were designed just for them, on all screens. Our Consumer group will include three units — Media, Connections, and Commerce — and each will provide users the uniquely relevant and personalized content and services they expect and deserve, leveraging Yahoo!’s vast consumer interest data. We will redouble our focus on Yahoo!’s competitive advantage — our core, owned and operated (O&O) consumer properties. And importantly, we are bringing dedicated product engineering resources into each unit, much closer to our users.
• Media Our online media presence has long been our company’s clearest competitive advantage. Our Media group, led by Ross Levinsohn, will include all our media businesses globally with our marquee properties at the forefront: Homepage, News, Finance, Sports, and Entertainment. We will bring top design and engineering talent and differentiated technology — like Yahoo!’s Publishing Platform (YPP) — into close partnership with content producers and editors. Ross and his team will continue to drive real differentiation into our leading media experiences, including everything from our original coverage of breaking news events to tentpole events like the Royal Wedding and the upcoming Olympics and US Elections.
• Connections will be led by Shashi Seth, and include consumer businesses that connect and inform our users including Search, Communications and Social properties such as Mail, Messenger, Flickr, Answers, and more. The highest priority for Shashi and his team will be to think well beyond how users search, communicate and share online today. The Connections team is charged with fundamentally re-imagining how we design and deliver the next generation of these foundational Yahoo! experiences.
• Commerce We will renew our focus on commerce, and I expect this newly created team to play a critical role in Yahoo!’s future growth. Our Commerce teams will build on Yahoo!’s massive reach and strong consumer relationships, but their charter will go beyond traditional ecommerce. The focus of this team will be driving higher ROI for advertisers and agencies that reach users on Yahoo! by closing the loop for them between user interests, advertiser spend, consumer intent, and purchase behavior. The foundation of the new Commerce group will be Autos, Shopping, Travel, Jobs, Personals and Real Estate. We expect to name the leadership of this business unit shortly.
Regions
Advertisers and agencies are the primary customers and focus for each of our three regions. Our regional sales teams will be the advocate and voice for our advertising customers: listening to them and driving their needs into the products we develop. Regional sales must bring urgency and tenacious sales execution to all we do for advertisers. In addition, these teams will leverage our unique and vast data resources to position Yahoo! as the place to connect with users and generate the best, measurable ROI on their ad spend.
• Americas will be led by Rich Riley, who led the team responsible for extraordinary strides in EMEA in recent years putting the region on a path of consistent engagement and revenue growth, as well as meaningful market share and profit gains. Rich will be moving from Europe to our New York office soon.
• APAC, which includes many of our fastest-growing countries and strongest consumer products, will continue under the exceptional leadership of Rose Tsou.
• EMEA will be led on an interim basis by Christophe Parcot, EMEA’s regional sales leader, as we commence the search for a new leader for the region.
Americas, EMEA, and APAC will be fully accountable for Yahoo!’s revenue in their respective regions. I expect our Regional leaders and teams to work in very close collaboration with Ross and our other Consumer group leaders to fully align their goals for revenue and engagement as well as their execution, keeping our users and advertisers top of mind.
Technology
Our Consumer group and the Regions will continue to be supported by some of the most talented technology professionals in the industry, providing the advanced platforms and technology that allow Yahoo! to deliver great customer products.
• Core Platforms, led by Mark Morrissey, will provide the foundational platforms, technology, and research to enable great customer products and leverage Yahoo!’s vast data stores to enable deep personalization and optimized monetization. Mark’s teams will lead Apt, RMX, User Data & Analytics, our content optimization relevance engine (CORE), Yahoo! Labs and other key technology functions.
• Central Technology will continue to be led by David Dibble and include our data center and service engineering efforts, as well as our cloud infrastructure teams.
Yahoo! has made real progress in building modern, scalable platforms and infrastructure, but to move at the rapid pace our customers and our industry require we need more than scalable technology. This is among the most important changes we’re making: we must bring some of our best product designers and engineers much, much closer to consumer needs and demands. Many of our top engineers will continue building on our foundation platforms and technology to continue to drive speed and scale. But to ensure we really know and can serve our customers, we’ll also deploy top design and engineering talent into our Consumer business units, directly supporting our users’ favorite Yahoo! products to ensure we move much faster and meet customer needs with every product we deliver.
Corporate
Our major corporate functions will continue to support these new groups. Finance, Legal, and HR will remain under the strong leadership of CFO Tim Morse, General Counsel Mike Callahan, and Chief HR Officer David Windley, respectively. As we search for a Chief Marketing Officer, Penny Baldwin will serve as interim leader for the Corporate Marketing and Communications teams. John Kremer will lead a newly-created Transformation team that will ensure full implementation of and accountability for our restructuring and related organizational changes.
Chief Product Officer Blake Irving has decided to leave Yahoo! and will work closely with the new leaders over the next several weeks to ensure a smooth transition. He has made a tremendous contribution to the advancement of Yahoo!’s product strategy and execution over the last two years and I know you will join me in wishing him all the best in the future.
You will hear more from our business leaders about their plans to move each of these groups forward in the coming days and weeks. As we look to Yahoo!’s future, all of us must remember to always keep our customers first in everything we do. Ultimately, only our customers will decide whether we win or lose in the market.
I look forward to speaking with you at our All Hands Tuesday. If you have questions before we meet, please check Backyard for information and answers. If you don’t see the answers you need, please post questions on Backyard, or you may email questions directly to the leadership team.
Scott
aprile 12th, 2012 at 2:26 pm
Allora Virgilio + Libero è fatta?
aprile 12th, 2012 at 6:36 pm
Ciao a tutti. Sono del settore ma scopro solo oggi questo fantastico punto d’incontro.
Provo a chiedervi subito un consiglio, vediamo se qualcuno mi risponde…
C’è in giro qualche buon sito in cerca di una buona concessionaria?
aprile 15th, 2012 at 10:25 am
Nonostante il mio parere contrario – ahahhahahah!!! – si è fatta.
Sawiris buy Matrix. Chi fa il Neo della situazione non lo so.
aprile 16th, 2012 at 9:51 am
Plasson…dacce li dettagli…
aprile 16th, 2012 at 9:59 am
ho parlato ad un aperitivo venerdì con un personaggio dietro a notizie.it e so che sono in contatto con populis engage, banzai e webads ma che comunque si stanno guardando intorno
aprile 16th, 2012 at 2:25 pm
@Plasson: ma dici sul serio? a me non risulta o, almeno, non mi risulta l’ufficialità, tu che conferme hai?
aprile 17th, 2012 at 8:02 am
Jobrapido, la start up italiana finisce agli inglesi
La società di ricerca lavoro fondata da Vito Lomele acquistata
da DMGT, il gruppo che possiede il tabloid Daily Mail
Il logo di Job Rapido
MILANO- Tutti gli startupper italiani oggi guardano a lui, Vito Lomele, da poche ore neo multimilionario. Come anticipato dal Corriere della Sera, DMGT, il gruppo editoriale che controlla il secondo quotidiano inglese per numero di copie, il tabloid Daily Mail, ha acquistato la sua creatura Jobrapido per 30 milioni di euro. La società è il secondo database mondiale per il job recruiting online, una sorta di google di settore che cattura e riordina le informazioni ad uso e consumo di chi cerca lavoro: categoria che certo non manca in circolazione. Jobrapido opera in 50 paesi diversi e nel 2011 è stato visitato da 660 milioni di utenti. Solo lo scorso marzo ha avuto 32 milioni di visitatori unici. Dunque, il prezzo non stupisce.
Continua qui: http://www.corriere.it/economia/12_aprile_16/jobrapido-acquisizione-lomele-sideri_bf16a75e-87eb-11e1-99d7-92f741eee01c.shtml
aprile 17th, 2012 at 8:23 am
Cosa ne pensate di questa nuova moda degli startupper ? Aldilà delle persone serie come Luca Lani noto che ci sono molti cantastorie in questo settore che incitano molto allo startupper come moda, ho letto post o interventi (soprattutto su corriere.it, per non parlare di wired) dal sapore “politico” e fatti di tante speranze come se fosse la soluzione ai problemi dell’Italia…
aldilà della serietà del settore in cui credo molto e da cui siamo partiti in molti, penso però che negli ultimi tempi si portino troppo sul palmo della mano alcuni esempi di persone che hanno solo “startuppato” ma che nella sostanza hanno solo creato posti di lavoro con soldi altrui ed hanno società da tanti anni che chiamano startup solo per recuperare soldi da qualche disperato in cerca della nuova Google o Facebook italiana.
Mi chiedo quindi se questi imPRENDITORI siano provenienti dalla scuola di quei famosi PRENDITORI che fanno di tutto per accaparrarsi finanziamenti di stato costruendo le solite cattedrali nel “deserto”.
aprile 18th, 2012 at 4:30 pm
ho sentito che la quotazione di Banzai in borsa è alle porte…..so che ci avevano pensato qualche anno fa. In effetti può essere arrivato il momento
aprile 18th, 2012 at 4:37 pm
Estratto:
«L’editoria cartacea attraversa una fase di crisi ma non è un malato terminale – commenta il presidente Fieg Giulio Anselmi nell’introduzione al rapporto -. Sono oltre 22 milioni le persone che ogni giorno leggono quotidiani, quasi 33 milioni i lettori di periodici, circa sei milioni gli utenti di siti web dei quotidiani». Insomma numeri «di una forza straordinaria» che ha bisogno di «manutenzione sul fronte della qualità e della capacità di rispondere alle esigenze dei cittadini».
Ahahahahahahahahaahahhahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahah 33mio di lettori ahahahahahahahhahahahahahhahahhahahah
ehmm scusate.
Fonte corriere: http://www.corriere.it/economia/12_aprile_18/editoria-rapporto-fieg_9be7ff22-893e-11e1-a8e9-f84c50c7f614.shtml
aprile 18th, 2012 at 4:56 pm
@ Claudio
))))
Ma guarda che è vero, basta moltiplicare le copie effettivamente vendute per un numero spropositato di lettori x copia e ottieni 22, 33 milioni di lettori
aprile 18th, 2012 at 5:18 pm
@Fernando,
ahahahahah MILLE MILIONI, numeri che fanno giare la testa! (Fabio De Luigi, Ing Cane, YOUTUBE e fatevi 4 risate)
Si in pratica i conti li fanno considerando che le copie che vedi al bar vengono lette da: gli avventori, i passanti (beh non vuoi inserire nel conto quelli che vedono il titolo dalla vetrina), chi si occupa della raccolta carta, chi smista la carta, chi distribuisce le copie, tutti i passanti che passavano davanti all’edicola prima che la copia venisse comprata (anche gli automobilisti che sfrecciavano davanti all’edicola), gli operai che stampano le copie, quelli che pensano che avrebbero dovuto comprare il giornale (dichiarazione d’intento), quelli che hanno visto lo spot in TV di quel giornale finisce nel conto della lettura media, la rassegna stampa TV (eh beh che fai la levi?), mettiamoci pure il senzatetto che poverino si copre e intanto fa il sudoku, tutti quelli che passano vicino al senzatetto che guardano il senzatetto vengono distratti dalla sezione ECONOMIA, eccetera. Potrei andare avanti all’infinito.
Poi vai dal CM quello che ti chiede i DN….. che mondo bizzarro!
aprile 19th, 2012 at 4:48 pm
Junior Web Advertising Product Manager
Tiscali – Milan Area, Italy
Job Description
Cerchiamo per la nostra sede di Milano un Junior Product Manager da inserire nel team di Trade Marketing della concessionaria pubblicitaria di Tiscali per la gestione dei prodotti e l’analisi e lo sviluppo di progetti advertising per i siti web appartenenti al Network (Tiscali, L’unità, ilMeteo, Skuola, Ansa, l’Internazionale, DeAgostini Passion,Telelombardia).
La persona si occuperà delle seguenti principali attività:
supporto alla forza vendita attraverso l’aggiornamento e lo sviluppo di presentazioni dei prodotti;
controllo delle campagne e verifica delle performance dei formati;
banchmarking e monitoraggio dei competitors;
aggiornamento dei mediakit dei siti appartenenti al Network, produzione di case studies e del materiale utile alla pubblicazione on line.
Desired Skills & Experience
E’ richiesta una buona padronanza del pacchetto Office (Excel e Powerpoint), nonchè una buona conoscenza delle tecnologie Internet e dei media online, con particolare riguardo a tutte le novità riguardanti il mondo web.
Sono apprezzate eventuali conoscenze di software grafici (photoshop) e di strumenti di analisi web (Webtrends, AudiwebView).
E’ richiesta una spiccata abilità di comunicazione e di problem solving, capacità di gestire tempistiche e scadenze con precisione, forte orientamento al risulato.
Sede di lavoro: Milano
Tipo di contratto: contratto a progetto.
Company Description
Tiscali ADV è una delle principali e più storiche concessionarie pubblicitarie del panorama web italiano. Si pone come uno dei principali interlocutori del mercato della comunicazione online, studiando per il cliente le soluzioni più efficaci e seguendo il progetto dall’ideazione alla verifica dei risult
aprile 20th, 2012 at 5:08 pm
non so a che livello di partnership ma da oggi vedo header di banzai su notizie.it
aprile 20th, 2012 at 5:16 pm
certo che notizie.it è piuttosto nebbioso, proprietà inglese, nessuna Admin noto….
aprile 21st, 2012 at 9:15 am
Notizie.it è di Massimiliano Squillace e Nicola Di Campoli
aprile 21st, 2012 at 1:02 pm
grazie @boh, evidentemente sono molto riservati…
aprile 21st, 2012 at 1:19 pm
Visto che c’è curiosità si risponde

Claudio ha dovuto chiudere Aqualung perché Starcom – Mediavest internazionale non voleva più che esternalizzassimo il digital essendo il primo gruppo Digital al mondo.
Quindi – vista l’esperienza di Claudio e la crescente centralità di internet anche in Italia- è stata creata una posizione che non esisteva prima: Starcom – Mediavest Digital Director .
Sara (io!!) rimane a capo del Digital in Starcom anzichè rispondere al direttore generale di Starcom Milano – Boaz Rosenberg – risponde a Claudio.
Ad maiora
aprile 23rd, 2012 at 4:24 pm
Su linkiesta noto spesso pubblicità del settore alimentare, mi chiedo se il mulinobianco sia consapevole di come funziona la pubblicità on line. Perché ci si lamenta che le cose in Italia non funzionano quando poi le lobby servono solamente a rovinare il mercato ed a portare gli investimenti solo sui siti di amici di amici.
aprile 23rd, 2012 at 4:49 pm
“primo gruppo Digital al mondo” – in italia dove vi posizionate?
aprile 23rd, 2012 at 5:44 pm
http://www.milanofinanza.it/news/dettaglio_news.asp?id=201204231621512797&chkAgenzie=TMFI&sez=news&testo&titolo=Sawiris+pronto+a+conquistare+Matrix,+nasce+un+nuovo+polo+internet
aprile 23rd, 2012 at 7:26 pm
Al mondo siamo i primi come “vivaki” grazie a zog, Starcom, mediavest, Vivaki Nerve Center, razorfish e digitas. In Italia non ho idea sinceramente.. A occhio direi terzo ma pronta a essere smentita!
aprile 23rd, 2012 at 11:35 pm
Sara, in Italia fai parte di un gruppo che pensa ancora a foraggiare soldi ai padroni delle grandi tv. Non siete nessuno sul digital e quando vi si chiede quanto crescete ogni volta dite flat. Magari con Calzolari ora qualcosa accade…basta che parli a Muraglia e che quest’ultimo si accorga che le audience esistono anche sul Web. Più faticose raggiungerle in termini di massa, ma con un buon lavoro di pianificazione ce la potete fare anche voi.
A proposito, come si chiama la vostra piattaforma di Video adv? V-Video?
aprile 25th, 2012 at 1:04 pm
Proviamo a stimare Google e Facebook 2011?
Google search = tra 350 e 400 mln Euro
Google youtube = tra 50 e 60 mln Euro
FB sponsered link = tra 30 e 40 mln Euro
Oltre a questi mega-player quali concessionarie/attori mancano nelle rilevazioni dei ricavi pubblicitari FCP?
Dichiaranti FCP:
Adsolution
Advit
Arcus
Banzai
Buongiorno
Class Pubb
CRM
Condè Nast
Edimotive
Finelco
Hearst
Hi Media
Leonardo adv
Libero adv
Manzoni
Matrix-Niumedia
Mediamond
Microsoft adv
PK
Publitalia
RCS
Reed Business
Seat
Sipra
Sky Pubb
Spe
Spm
Sportnetwork
Subito.it
Tag ADV
TGADV
Tiscali adv
Tradedoubler (concessionaria?)
Webads
Websystem 24 ORE
Yahoo
A me vengono in mente:
Cairo
Videoclick
Smartclick
Dada adv
zanox
???
aprile 25th, 2012 at 4:15 pm
A me vengono in mente…
1) Zona Cinema http://www.zonacinema.it/
2) Talks MEdia http://www.talksmedia.it/
2) Criteo http://www.criteo.com/
4) Netaddiction http://netaddiction.it/
5) Weborama http://weborama.com/2/
aprile 27th, 2012 at 2:51 am
Populis
eBuzzung (fa una cosa un pò diversa ma è sempre budget drenato dal media web
bravo Gianluca, Talks media non lo avevo mai sentito…
maggio 4th, 2012 at 9:09 am
Virgilio cambia http://www.ilpost.it/2012/05/03/virgilio-cambia-proprieta/ . Sarà ancora LIBERO ?
maggio 4th, 2012 at 2:29 pm
certo è che, insieme, Libero e Virgilio, aldilà di eventuali aree di sovrapposizione, generano una massa critica mai vista fino ad ora in Italia, secondo me ne vedremo delle belle
maggio 4th, 2012 at 2:32 pm
credo che sia l’operazione più interessante e importante almeno degli ultimi 5 anni, grande Sawiris, un po’ di novità!
maggio 4th, 2012 at 2:38 pm
Libero + Virgilio, dati AW alla mano, farebbero poco meno di 20mil di u.u. al mese, una strage!
Se non sbaglio, verrebbero subito dopo Google e FB, ma diverse lunghezze davanti ai competitor più prossimi.
Bel colpo, non c’è che dire!
maggio 4th, 2012 at 4:53 pm
Cosa c’è di bello in un’azieda italiana comprata da una estera? Negli ultimi anni a libero/infostrada hanno lasciato a casa 700 persone. Boh non capisco?
Certo che le colpe sono anche di matrix e soci però che tristezza
maggio 4th, 2012 at 6:00 pm
@allegro- negli ultimi anni Wind ha lasciato a casa/spinto fuori + di 2000 persone
maggio 5th, 2012 at 1:56 pm
@Allegro: la mia era una considerazione sull’impatto complessivo dell’operazione e resto dell’avviso che, ad oggi, sia di portata eccezionale e che, probabilmente, avrà un impatto molto forte nel panorama web italiano.
Non capisco, però, la tua osservazione circa la presunta “italianità” di Matrix: premesso che ho sempre considerato patetico, poco pratico e per niente utile l’argomento “nazionalità dei soci”, perchè credo che conti di più la sede dell’azienda e il suo mercato di riferimento, mi sembra che Matrix, oggi in pancia al 100% a Telecom, sia già, di fatto, in mani straniere, visto che, a sua volta, Telecom Italia, tramite Telco, è controllata dalla spagnola Telefonica.
maggio 7th, 2012 at 8:35 am
Mattia dico solo che è triste vedere un paese come l’Italia, che è stato precursore di queste nuove tecnologie, vedi Olivetti, precipitare in fondo alle classifiche.
Per la grande fusione/acquisto, vuota di contenuti, sarà un grande bacino. Si sa che ora in rete sono i numeri che fanno la qualità e non il contrario.
Per il personale lavorante? Pazienza, il futuro sarà esternalizzare tutto a discapito di qualsiasi forma sociale.
Telecom e Telco sono compartecipate a vicenda, se vai a vedere bene le quote, e a chi risalgono le stesse, vedrai che assurdi giri di stock ci sono, sai benissimo perché o fanno.
La mia non vuole in ogni caso essere una polemica politica o cosa varie, solo una triste constatazione.
Ciao
maggio 7th, 2012 at 9:30 am
Anche LA7 in vendita…. Telecom si libera di tutto!
maggio 7th, 2012 at 3:56 pm
@Allegro: mah…resto dell’idea che non sia poi così triste, anzi!
maggio 7th, 2012 at 10:57 pm
Mediaset se li pappa tutti e due (virgilio e libero)? … e mettiamoci pure questa…
http://www.tvdigitaldivide.it/2012/05/05/internet-mediaset-su-libero-it-e-virgilio-it/
maggio 8th, 2012 at 8:54 am
@a: mah…. Mediaset (comprendendo Mondadori) ha, fino ad ora, dimostrato poca attitudine al web ma, certamente, mai dire mai…
Credo, però, che se la somma di Libero e Virgilio, opportunamente gestita, potrebbe non dare 2 ma, certamente, almeno 1,5, la somma di TGCom 24 + Libero + Virgilio, anzichè dare 3, arriverebbe, secondo me, con molta fatica a 1,5: troppo simili e troppo sovrapponibili, cannibalizzazione quasi inevitale.
maggio 8th, 2012 at 11:53 am
non credo che ne a Libero ne a Mediaset siano così sprovveduti da non sapere, non capire e, soprattutto, non prevedere che la semplice “fusione” di 2 portali, ancora peggio di 3, tutto sommato molto simili tra loro e quindi a forte rischio sovrapposizione, sarebbe un’operazione distruttiva!
Credo, piuttosto, che il collocamento dei 2 (o anche 3 in questo caso) brand, dotto un’unica porprietà, con le conseguenti economie di scala lasciando, tuttavia, assolutamente “indipendeti” editorialmente le testate, puntando unicamente a catalizzare i tre bacini pubblicitari in un’unica strategia commerciale, sarebbe l’operazione vincente.
Che, ricordiamolo, proprio Mediaset ha già fruttuosamente sperimentato quanto ha messo sotto la sua ala Canale 5, Rete 4 e Italia 1.
maggio 8th, 2012 at 2:04 pm
Di Zanox ceh mi dite?
-.-
maggio 8th, 2012 at 10:07 pm
Fuffa + fuffa + fuffa24 = fuffa
maggio 9th, 2012 at 1:28 am
a parte la fusione libero e virgilio, tutto il resto bufale colossali. de borttoli l’ha cacciata lì per fare solo un po’ di caos a regola d’arte.
la7 piuttosto è solo un avvertimento, nulla di serio.
la fusione dei due portali è la presa d’atto definitiva che il tempo è finito per questo tipo di siti. libero prolunga la sua esistenza assorbendo il competitor.
viceversa okkio all’accordo google con mediaset e publitalia…. lavori in corso.
maggio 9th, 2012 at 8:41 am
Triboo nel primo Q1 ha fatto + il 50 %. Fatturato o revenue ?
maggio 9th, 2012 at 9:00 am
@scaccomatto:
perdonami, ma su quali basi sostieni che nella vendita di La7 non c’è nulla di serio? Tra l’altro, se non erro, proprio oggi l’assemblea della società ha all’OdG lo scorporo delle attività editoriali da quelle infrastrutturali che, in soldini, significa il via libera alla vendita della tv.
Per quanto riguarda la fusione tra Libero e Virgilio, credo anche io che quella dell’ulteriore fusione con TgCom sia più una butade che un’ipotesi reale e sensata, ma non sono d’accordo sul fatto che questo significhi la fine di questi portali: penso, invece, che significhi (finalmente) la maturità del mercato.
maggio 9th, 2012 at 2:56 pm
La vendita di La7 è la conseguenza inevitabile della decisione di Telecom di liberarsi di tutto quanto non è core business, e se hanno deciso di vendere Matrix allora cosa tenere a fare TI Media che peraltro produce prevalentemente debiti ? Per mera opportunità di visibilità politica di Telecom ? Mah…
Piuttosto quello che mi sorprende è che Telecom abbia deciso di vendere Matrix proprio a Sawiris che ha dichiarato urbi et orbi che più che il mercato dell’adv gli interessa il mercato dei servizi cloud. Ora, questo non è il business di Telecom ? Avrei capito la vendita ad un editore come De Benedettti o Mediaset, decisamente meno ad un competitor diretto di Telecom quale è Sawiris.
Proprio per questo non mi sembra poi così buttata nell’aria l’idea che Sawiris dopo aver comprato Matrix rivenda poi a Mediaset Virgilio e/o Libero, perchè il vero core dell’operazione non tanto l’adv quanto il konw how per posizionarsi più fortemente nel mercato IT.
PS
Girano voci, fonte autorevole centro media pare, che un importantissimo manager di Libero, della direzione commerciale ( e chi vuole capire ha capito ) stia facendo colloqui.
E’una bufala o c’è del vero ?
maggio 9th, 2012 at 9:31 pm
@ Sara: quale sarebbe il portale di Mediaset?
io credo che una partnership Mediaset/Mondadori con un grosso portale che possa prevedere una economia di scala nella creazione di contenuti potrebbe essere una buona opportunità (più che non due portali insieme)
Detto questo secondo me Mediaset cerca una partnership commerciale, non una acquisizione. Ricordatevi che pochi mesi fa hanno sborsato circa 600 milioni di Euro al Gruppo de Benedetti e che dalle ultime dichiarazioni di Publitalia anche la TV quet’anno non va alla grande. Non mi pare il momento migliore per spendere qualche dozzina di milioni, mentre sia Sawiris che De Benedetti (v. sopra) hanno un bel gruzzoletto da investire
maggio 9th, 2012 at 9:38 pm
@ Sisso: se tutto è fuffa quali sono i siti o portali che valgano? secondo quali criteri?
Io non amo i portali ma secondo Nilesen fuffa+fuffa+fuffa24 fanno più di 20 milioni di utenti netti (Gruppo Mondadori escluso).
Sarà anche fuffa ma tutti insieme secondo me fatturano oltre 100 miloni l’anno (considerando che 1+1+1 fa poco più di 2 se le stime di questo blog sono corrette)
maggio 10th, 2012 at 8:23 am
@Cattivik: in realtà De Bortoli ha parlato apertamente di un interesse di Mediaset di acquisire Libero+Virgilio per unirli al TgCom che, di fatto, con sportmediaset.it, è al momento l’unico vero portale di Cologno.
In questo senso, a mio parere (e non solo mio, da quanto ho sentito da molti colleghi in questi giorni), l’operazione appare poco credibile perchè, platealmente, abbastanza suicida e, sena dubbio, Mediaset può avere molti limiti, ma non è sprovveduta.
maggio 10th, 2012 at 10:51 pm
x info a virgilio sono partite denunce penali contro ignoti per truffa e appropiazione indebita.
settimana prossima sarà organizzata una prima forma di protesta di tre ore dei lavoratori di Matrix per capire le reali intenzioni di un’azienda che è un carrozzone e che sawiris vorrà certamente alleggerire in caso di vendita…
maggio 10th, 2012 at 11:46 pm
@sara, perchè lo so. punto. qui si fa gossip ma non è richiesto di fornire spiegazioni per ogni affermazione.
cmq è vero che telecom vuole disfarsi di tutto ciò che riguarda editoria e che de benedetti ha un sacco di soldi da investire.
ma 2+2 non sempre in finanza fa 4. vedremo, magari hai ragione tu.
sulla fusione dei due portalonacci, se tu mi parli di maturità di mercato a fronte di questa fusione mi sembri un po’, come dire, retrò. i portali in tutti i paesi stanno scomparendo. pure yahoo! sta tramontando. msn sta in piedi solo perchè Microsoft è ancor pur sempre praticamente monopolista di sistema operativo per computer.
guardati intorno, i grandi editori televisivi stanno muovendo le truppe verso internet. quelli stampa stanno ammettendo solennemente che è arrivato il momento di calare la foliazione e dedicarsi solo alla produzione online (il grande Ferruccio De Ciuffis).
Secondo te se fossero state, anche in prospettiva, queste grandi fucine di denaro, Telecom e Wind si sarebbero disfatte di Virgilio e Libero rispettivamente? Prova a leggerla così: fino a quando i media off permettevano di reggere la baracca, ok, i portali potevano co-esistere. Ora che l’unico trend potenziale di crescita è legato all’online, i poteri forti hanno evidenziato un potenziale scontro tra telefonia (colossi che dei valori pubblicitari se ne facevano un kaiser) ed editoria, cioè il famoso quarto potere. Et voilà… disfatevene, please!
La prossima vittima sono tutti i sistemi cookie based grazie alle lobby che stanno per spazzare il loro utilizzo sotto le mentite spoglie di una legge sulla privacy a livello europeo che poco c’entrava in realtà con i cookie. Ma tant’è. E allora si parlerà solo di GRP, di nastro di pianificazione, di target. Spariranno centinaia di sanguisughe che hanno vissuto alle spalle di chi fa contenuti, abbassando progressivamente sempre di più i cpm e, anzi, trasformando il mercato pubblicitario in un suq incasinatissimo e con sempre meno valore .
Il vento del cambiamento in realtà porterà alla fina alla restaurazione. E non sempre questo significa male. Guardate in Grecia cosa sta accadendo senza più nessun controllo! 7% un partito con la svastica. Quando un paese improvvisamente si impoverisce e rimane senza pluralità di voci (giornali e canali tv sono letteralmente decimati in Grecia) ecco che il terreno diventa fertile per chi, attraverso una propaganda nazionalistica, promette ricchezza e ripresa. Attenzione.
Qui si gioca col fuoco.Editoria-pubblicità-sostegno economico della democrazia.Ripeto, attenzione seria sul problema.
maggio 11th, 2012 at 8:30 am
@scaccomatto: lo scenario che prefiguri, con la poderosa discecsa in campo dei “poteri forti” che, in poco tempo, spazzeranno via tutti gli altri, mi sembra oggettivamente un po’ fantasiosa e poco probabile.
Tu dici che i portali tradizionali sono in crisi, probabilmente ineluttabile e definitiva: forse è in crisi il modello originario (che, infatti, ha ormai qualche lustro sulle spalle), ma credo che sarà sufficiente qualche aggiustamento e qualche adattamento per restare leader per ancora molto tempo.
D’altra parte ci vuole un po’ di sforzo di fantasia per dichiarare già morte delle realtà, come Libero, Virgilio e MSN che, piaccia o no, restano i leader assoluti del mercato!!
Se, come dici tu, la loro morte fosse veramente imminente, come potrebbe, prima, non passare da un drastico calo di gradimento da parte degli utenti?
Non mi sembra, dati alla mano, che questa tendenza non solo sia in atto, ma che sia anche solo accennata: Libero, Virgilio e MSN restano saldamente primi, e da anni, nelle classifiche di traffico.
Grazie alle mail? Grazie a Messenger?
Forse, e allora? Che problema c’è?
In realtà non credo che sia solo questo.
Prendi, ad esempio, MSN (premetto che non lavoro a MSN e che non ho nemmeno particolare simpatia per l’universo MSoft): è fuor di dubbio che, almeno da 4 o 5 anni, il portale abbia fatto enormi passi avanti in termini di qualità complessiva dei contenuti che, a mio modesto parare, non ha nulla, ma proprio nulla, da invidiare a quelli delle versioni online degli editori “puri” o, meglio, tradizionali.
Stesso ragionamento per Libero che, mi sembra, sta facendo grandi sforzi e grandi investimenti per migliorare e arricchire i propri contenuti.
Idem, infine, per Virgilio, forse quello maggiormente in ritardo di innovazione tra i tre, ma che, da quanto mi risulta, proprio in vista della cessione, ha in cantiere grandi ed importanti rinnovamenti contenutistici.
Mi sembra, insomma, che il quadro che ci viene dai portali, sia tutt’altro che fosco: poi, come detto, è naturale ed auspicabile che si rinnovino, ma dubito fortemente che la decisione dei vari Repubblica, Corriere ecc di puntare sempre più sul web, potrà definitivamente scalzarli.
Sempre che, beninteso, i “poteri forti”, come li chiami tu, non decidano di comprarli per toglierli di torno (MSN escluso, ovviamente), ma questa sarebbe un’altra storia….
maggio 11th, 2012 at 11:09 am
@todo fatturato=revenues
maggio 11th, 2012 at 12:41 pm
x vs nfo a virgilio (matrix) sono partite denunce penali contro ignoti per truffa e appropiazione indebita da parte dell’amministratore delegato, ci sono porcherie da far rizzare i capelli….
Settimana prossima sarà organizzata una prima forma di protesta di tre ore dei lavoratori di Matrix per capire le reali intenzioni di un’azienda che è un carrozzone e che sawiris vorrà certamente alleggerire in caso di vendita…
maggio 11th, 2012 at 3:24 pm
@Zingaro Ha detto:
aprile 12th, 2012 at 6:36 pm
Ciao a tutti. Sono del settore ma scopro solo oggi questo fantastico punto d’incontro.
Provo a chiedervi subito un consiglio, vediamo se qualcuno mi risponde…
C’è in giro qualche buon sito in cerca di una buona concessionaria?
IO!
maggio 11th, 2012 at 11:18 pm
@mattia…. la tua precisa analisi in termini quantitativi non pone nessuna attenzione agli aspetti qualitativi. Ma certo che i portali hanno ancora audience: chi di noi non si è creato almeno un account su libero-virgilio-hotmail? e gmail? parli di poderosi investimenti in futuro su virgilio: forse ti è sfuggito che virgilio è stato assorbito da libero e l’unico asset strategico ritenuto tale era la customer base di account e-mail. Tutto il resto del mio discorso lo hai evidentemente stralciato perchè sicuramente un po’ noioso e, in un certo senso, pessimista. Hai ragione, mettiamo la testa nella sabbia e facciamo come le tre scimmiette: non vedo, non sento, non parlo. MSN? scusa, ma che ha di tanto interessante un portale del genere se non il fatto di avere dei browser che ancora oggi tentano di portarti lì sopra per induzione automatica e non volontà espressa? Ilpost.it lo hai mai consultato? facci un giro e pensa al lavoro che c’è dietro ad un sito del genere e poi vatti a rivedere MSN.
maggio 12th, 2012 at 2:18 pm
@scaccomatto… la tua seconda parte del commento è senz’altro condivisibile, la differenza la fa probabilmente il fatto che dietro a un portale tradizionale ci sia una compagnia di telecomunicazioni che offre connessione e servizi di posta elettronica annessi o un’azienda di software che ha un sistema operativo e offre servizi tra cui la mail.
Sui portali mi sento più vicino a quanto sostiene Mattia Premetto che non lavoro con nessuno di essi, mi sembra però che continuino ad avere una marcia in più rispetto a molti editori tradizionali siano sempre lì, sebbene chi lavora per case editrici, motori di ricerca o social network li dia da qualche anno in via di estinzione.
Mi sembra che tu non abbia menzionato Tiscali, che ha una bella squadra e delle belle idee, e neppure Yahoo!, che malgrado tagli e difficoltà ha un ottimo prodotto e rimane l’ultimo Internet player puro.
MSN non ha traffico da Windows da anni, e da quando l’unione europea gli ha giustamente fatto causa, e tantomeno dal browser, per lo stesso motivo. La stessa cosa sul browser la si potrebbe poi dire di Google, su cui nessuno mai si lamenta, chissà perchè. Da qualche anno, come dice Mattia, MSN è cambiata molto, ci lavorano giornalisti e persone in gamba, come a Tiscali. Davvero, guardalo più attentamente.
Virgilio rappresenta il web italiano, non che questo voglia dire molto, ma l’augurio è che non debba soffrire l’ennesima rivoluzione come in passato. E’ passato dall’interfaccia a uovo al cambio di sesso in Alice, alle cessioni continue tra aziende, spero che venga rivalutato. Libero è scesa spesso a compromessi a livello di prodotto, ma grazie alle azzeccate scelte di business resta il più visitato.
Sono d’accordo con te, il Post è un ottimo prodotto, così come quello di altri editori online, che possono piacere o meno, come Lettera 43.
Farei però attenzione a come stanno evolvendo i portali o quello che diventerà di essi, scommetterei più su alcuni di loro che su altri player che sono sulla cresta dell’onda
maggio 12th, 2012 at 9:52 pm
@scaccomatto
E’ inquietante quel che è stato scritto: lei si preoccupa del 7% in Grecia a chi ha la svastica e poi parla candidamente di controllo dell’informazione (e dei relativi introiti pubblicitari, oltre che manipolazioni delle menti) da parte di quelli che lei stesso chiama “poteri forti”…
Purtroppo, sull’indirizzo che si sta cercando di dare per l’informazione e l’editoria online, credo abbia tristemente ragione. Resta la flebile speranza che l’invasione dei “democratici poteri forti” dell’editoria tradizionale (sconfitti, peraltro, dalla realtà), resti un ignobile tentativo.
maggio 14th, 2012 at 6:38 pm
@tutti
scusate, ma cosa è successo a Nicola Silvestri?
maggio 16th, 2012 at 8:11 am
Finalmente qualcuno che se ne accorge…..
http://www.corriere.it/notizie-ultima-ora/Economia/sospende-pubblicita-Facebook-non-sono-efficaci/16-05-2012/1-A_001567010.shtml
maggio 16th, 2012 at 10:52 am
@Fulminacci,
se è per questo Ford ha già risposto per le rime dicendo che a loro funziona benissimo e basta avere una strategia di comunicazione per farlo funzionare. Stoccatina niente male, non valuto un mezzo in base al giudizio di un singolo cliente, ci sono pregi e difetti in ogni faccia dell’offerta ma anche della domanda.
maggio 16th, 2012 at 12:06 pm
@omonimo
si dice che per 1 cliente che dichiari una insoddisfazione ce ne siano, per la medesima ragione, 1.000 scontenti che abbiano già agito silenziosamente in merito. Nella fattispecie ce ne sono diversi (sicuramente meno “importanti” rispetto a GM) che, per quanto riguarda FB, hanno già compiuto scelte analoghe…..
Vabbè…
maggio 16th, 2012 at 3:36 pm
@omonimio: sicuramente…ma anche il modello GRP scalare ha avuto in passato più di una voce (attendibile) critica…a mio modesto parere GM (che vuole cmq fare anche da trend setter) ha i suoi buoni motivi: la semplice ratio che fa si che le pagine Azienda (a pagamento) non registrano perfomances migliori delle pagine free…
http://marketingelementsblog.com/2012/05/gm-giving-up-facebook-ads/
Poi, ovvio che ogni azienda abbia le sue peculiartià comunicativve e nel mix ci sarà chi da più o meno peso a determinati tools, ma io rimango dell’idea che, in termini di raccolta, sarà una bella bolla… ne parla anche il buon Lani in HP con un articolo molto esaustivo e, soprattutto, con numeri alla mano!!!
maggio 26th, 2012 at 12:59 am
Pietro Scott
jovane nuovo AD RCS
maggio 28th, 2012 at 4:03 pm
adesso sarà interessante capire chi andrà a MSoft a sostituire Jovane
maggio 31st, 2012 at 10:12 am
Allo studio un piano per fondere Publitalia e Mondadori Pubblicità
giugno 1st, 2012 at 8:51 pm
Per me e’ più interessante capire cosa avviene in RCS.
Ovvero: riuscirà a trasformare l’azienda oppure si lascerà trasformare lui oppure pari e patta e lascia dopo 6 mesi?
giugno 4th, 2012 at 8:22 am
@Clint
Al 10 febbraio 2010, l’azionariato di RCS MediaGroup S.p.A.1, aggiornato secondo le comunicazioni pervenute alla Consob, è così composto:
Mediobanca S.p.A. – 14,209%
Giovanni Agnelli & C. S.A.p.A., tramite Fiat – 10,497%
Giuseppe Rotelli – 7,546%, tramite Pandette Finanziaria S.r.l.
Efiparind BV della famiglia Pesenti – 7,748%, di cui:
tramite Franco Tosi S.r.l. – 5,133%
tramite Italcementi S.p.A. – 2,332%
tramite Societé de Participation Financière Italmobiliare S.A. – 0.283%
Dorint Holding S.A. della famiglia Della Valle – 5,499%
Premafin Finanziaria S.p.A. della famiglia Ligresti – 5,461%, di cui:
tramite Fondiaria Sai S.p.A. – 2,242%
tramite Milano Assicurazioni – 1,712%
tramite Sainternational S.A. – 1,406%
tramite Saifin S.p.A. – 0,094%
tramite Siat S.p.A. – 0,007%
Pirelli & C S.p.A rappresentata da Marco Tronchetti Provera – 5,166%
Si.To. Financiere S.A. – 5,140%; tramite Partecipazioni Editoriali S.r.l. (famiglia Toti)
Gruppo Benetton – 5,100%; tramite Edizione S.r.l.
Intesa Sanpaolo – 5,065%, di cui:
direttamente – 5,051%
tramite Banco di Napoli S.p.A – 0,009%
tramite Banca IMI S.p.A. – 0,005%
Assicurazioni Generali – 3,957%, di cui:
tramite Generali Vie S.A. – 3,894%
tramite INA Assitalia S.p.A. – 0,043%
tramite Toro Assicurazioni – 0,020%
Banco Popolare – 3,634%
Gruppo UBS – 3,522%; tramite Ubs Fiduciaria S.p.A.
Gruppo Merloni rappresentato da Francesco Merloni – 2,090% tramite Merloni Invest S.p.A.
Sinpar Società di Investimenti e Partecipazioni S.p.A., finanziaria della Famiglia Lucchini – 2,060%
Cosa dovrebbe fare? Giusto per capire che tipo di influenze può avere verso un azionariato di questo tipo.
Starà lì a tagliare e rivettare il salvabile.
giugno 4th, 2012 at 8:37 am
Te piacerebbe che fosse cosi.
Rassegniamoci alla mediocrità…ma de che?!
Un amm del ha delle deleghe appunto.
Potenzialmente potrebbe fare.
In un altro paese Rcs sarebbe fallito da mo’ visto il suo coefficiente di indebitamento rispetto al fatturato.
(al netto del fatto che la quasi totalità degli editori stampa quotidiani fallirebbero se non avessero i finanziamenti pubblici).
Hanno scelto lui. Già mi sembra una buona notizia.
Come dicevo adesso e’ interessante vedere cosa succede.
Magari e’ l’inizio di un trend…;-)
giugno 4th, 2012 at 8:42 am
Ah scusa dimenticavo.
Inoltre in Rcs e aziende affini il vero ostacolo non e’ l’azionarato ma sono i giornalisti…
giugno 4th, 2012 at 8:52 am
@ Clint
Scusa mi piacerebbe perché? Il Corriere non è l’azienda ma sono i contenuti (detta in modo molto grossolano). RCS non fa prodotti fa informazione (dovrebbe) . l’AD non si occuperà dei contenuti ma del contenitore. Quindi messa a fuoco la missione di Corriere il nuovissimo AD cosa dovrebbe fare che non abbiano già provato a fare?
I finanziamenti pubblici non gli fanno un baffo a RCS, giovano in piccolissima parte al funzionamento della macchina. Per altri editori più piccoli magari si ma in RCS 30mio all’anno sono davvero una briciola.
Bella notizia perché? Ha una lunga esperienza in prodotti editoriali di respiro nazionale che stano faticosamente traghettandosi on line? Non mi pare.
In ogni caso vediamo.
Per la mia breve esperienza in quel gruppo, solo 12 anni, dubito fortemente che gli daranno carta bianca. Ved Mediobanca cosa ha fatto giovedì con uno dei suo AD
Considera che all’ultima riunione, RCS, non hanno nemmeno accettato la condizione, dettata dal vecchi AD, di ricapitalizzare il titolo. Titolo che in borsa ha perso negli ultimi 10 anni parecchi euro.
giugno 4th, 2012 at 8:58 am
Dopo il governo di tecnici arriva l’AD tecnico
oppure anche Jovane ha qualche sponsor tra gli azionisiti?
giugno 4th, 2012 at 9:13 am
Visto che hai 12 anni di esperienza in Rcs immagino ci sarai stato quando e’ arrivato Colao.
Emblematico.
I
giugno 4th, 2012 at 9:25 am
Ci sono aziende editoriali in Europa che stanno uscendo dalla crisi della carta innovando ed innovando e fanno comunque fatica in paesi pià digitalizzati.
RCS sono anni che è bloccata dalle lotte intestine di dirigenti e azionisti che vogliono controllare il “potere”: vedrete che quando il potere diminuirà comincerà a correre…ma sarà troppo tardi.
giugno 4th, 2012 at 9:44 am
@Clint
Colao è arrivato dopo il figlio di Romiti e il brevissimo passaggio di Tatò. Tu sai vero dov’è ora Colao? Intendo il ruolo che ricopre ora Colao
Poi dire che i giornalisti sono i problemi di un giornale, vabbeh!
@Cattivik
Bah… credo nella volontà da parte di RCS di rinnovasi, il mio dubbio sono le sono le scelte che potrà fare. Dopo le 12mila volte che gli azionisti gli daranno il picche si adeguerà come tutti gli altri.
@Sisso
Quando diminuirà il potere in RCS vorrà dire che Corriere, che è l’unico prodotto trainate, infatti la periodica non vedono l’ora di venderla, sarà considerato come un giornaletto.
giugno 4th, 2012 at 10:29 am
Si certo, appunto.
E’ ceo di Vodafone (non Italia, mondo!!….)
Uno dei pochissimo manager italiani a capo di un’azienda internazionale.
E secondo te non sarebbe stato capace di guidare RCS??
Perchè secondo te un ceo di quel genere non sarebbe in grado di guidare un’azienda nell’ambito dell’editoria?
Pensiero vecchio!!!
E infatti….
Il fatto è che era troppo avanti e per questo non è stato messo nelle condizioni di lavorare.
proprio dai giornalisti che sono la categoria più avversa al cambiamento e all’innovazione.
Fino a pochissimi anni fa c’erano ancora giornalisti che pensavano che internet fosse una moda e che sarebbe passata presto.
e oggi la maggior parte dei giornalisti non scrivono sul web perchè secondo loro sarebbe lesivo della loro professionalità.
RCS ha dovuto vendere blogosfere.it perchè costretta dai giornalisti che lo vedevano come un concorrente che peraltro abbassava la qualità dell’editore, etc, etc….
ma sai di cosa stai parlando???
Vediamo quel che farà…
vediamo se lascerà il management
vediamo chi arriverà
vediamo se cambierà il prodotto ipad (scandaloso che sia praticamente uno sfogliatore)
vediamo se e come riorganizzerà
vediamo….
sono solo curioso
posso essere curioso??
giugno 4th, 2012 at 10:41 am
@Clint
Ma rilassati, mamma mia che astio.
Non mi arrabbio io che ho pure delle azioni di RCS ti devi arrabbiare tu? Bah?
IO so perfettamente di cosa parlo e non stavo prendendo i PRODOTTI di RCS ma bensì le STRATEGIE di RCS. Hai un solo esempio di successo di RCS negli ultimi 20 anni?
Torno a ripeterti che in RCS non solo i GIORNALISTI il problema. Poi vedila come vuoi tu.
giugno 4th, 2012 at 11:24 am
morale, chi arriva in MSoft al posto di Jovane?
giugno 4th, 2012 at 6:08 pm
Astio?
No dai, mi dispiace….
Giustamente qualcuno mi ha fatto notare che Rcs aveva blogo e non blogosfere.
Blogosfere era del sole24ore
Appunto….;-))
giugno 4th, 2012 at 6:58 pm
@Mattia
adesso mi informo e te lo dico…;-)
giugno 6th, 2012 at 8:04 am
FB o non FB, questo il problema
(dal sole24ore di oggi)
….
I fautori di Fb sottolineano l’enorme esercito di utenti, oltre 900 milioni al mondo, che garantisce alla società una vantaggiosa posizione “monopolistica” per innovare e acquisire tecnologia.
I detrattori temono che la società non riesca affatto in questa operazione, quantomeno non in tempo utile in un universo online dai cambiamenti sempre più veloci: le entrate, avvertono, stanno frenando, la pubblicità non basta e il crescente accesso mobile è meno redditizio. Un sondaggio Reuters-Ipsos ha trovato che il 34% degli utenti Facebook in sei mesi ha ridotto il tempo passato sul social network mentre il 20% l’ha aumentato; 4 utenti su 5 non hanno mai acquistato prodotti o servizi in seguito a raccomandazioni o pubblicità sul network, mettendo in dubbio l’efficacia del marketing sulle sue pagine. E il 44% boccia il collocamento, affermando che ha peggiorato la sua opinione della società. I recenti piani di espandere l’audience permettendo formalmente ai bambini sotto i 13 anni di usare il social network, infine, hanno scatenato proteste politiche: la task force del Congresso sulla privacy ha chiesto chiarimenti al ceo Zuckerberg.
…..
giugno 8th, 2012 at 7:17 pm
In MS Quintarelli?
giugno 11th, 2012 at 9:51 am
qualcuno ha qualche aggiornamento a proposito della vendita di Virgilio?
giugno 11th, 2012 at 10:49 am
Quanto ha perso FB nel giro di “12 minuti” dalla quotazione?!?
Dove sono tutti quelli dei “ma che dite?!?” o “bah…siete old style FB spaccherà il NYSE” (perchè hanno avuto anche la brillante idea di dribblare il Nasdaq!)…una bolla, per quanto frutto di un’idea eccellente..forse DELLA IDEA del nuovo millenio, rimane sempre e comunque volatile e aleatoria…nevvero?!? 
giugno 11th, 2012 at 10:53 am
scusate correggo refuso: è in Nasdaq ma miravano al NYSE proprio per evitare le forti oscillazioni dell HT tipiche del Nasdaq…chiedo venia!
giugno 11th, 2012 at 10:54 am
@Mattia
Voci contrastanti: chi dice che la vendita a Libero si sia “raffreddata” per vari motivi e chi dice che il closing sia imminente (tra questa e la prossima settimana)…
giugno 11th, 2012 at 10:59 am
Viralità online: quello che fanno gli “influencer” dei SN oggi. Web Adv in declino?
(Commento di un certo geruzzgi all’articolo “Beppe Grillo scrive al Financial Times”)
Casaleggio Associati, oltre ad utilizzare Grillo e Travaglio come “frontmen” e a gestire moltissimi siti su internet, è ormai entrata nell’azionariato di alcuni quotidiani. Mediante l’associata i-Side ha l’incarico di gestire la pre-moderazione dei commenti che gli ignari lettori pensano di postare sugli stessi quotidiani. L’i-Side è una società di “viral marketing” che, gestendo un gruppo di “influencer” o “persuader”, cerca di orientare i consumatori verso l’acquisto di un prodotto oppure verso l’approvazione di determinate idee. E’ proprio quello che sta attuando mediante la gestione di gruppi di “influencer” che, con diversi nickname, invadono i siti dei giornali di commenti favorevoli alle idee da sponsorizzare. La cosa che meraviglia è che i veri simpatizzanti del Movimento 5 Stelle (non gli “influencer” che si fingono tali, ma sono soltanto dei prezzolati) che sono per lo più ragazzi con un livello culturale piuttosto alto non si sono ancora accorti dell’inganno.
giugno 13th, 2012 at 11:57 am
@clint
Veramente le voci che girano, voci provenienti da fonti interne sia Matrix che Libero, non sono affatto contrastanti ma vanno tutte in direzione dell’interruzione o quanto meno raffreddamento della trattativa.
Il bilancio 2011 di Matrix con il non lieve Ebitda negativo pare abbia creato uno stallo non lieve rispetto all’accordo economico che sembrava essere raggiunto.
Certo , la volontà di Telecom resta quella di cedere tutti gli assett media, quindi anche Matrix, ma adesso le condizioni economiche della trattativa sono decisamente mutate. Bisogna vedere cosa accadrà
giugno 14th, 2012 at 7:48 am
Quindi…..confermato Vaccarono in Google??!
giugno 14th, 2012 at 8:44 am
@morentz
Grazie per l’aggiornamento!!
giugno 14th, 2012 at 11:27 am
@morentz: accadrà, versomilmente, che i piani di esternalizzazione di buona parte della produzione, saranno decisamente accelerati con i conseguenti tagli di personale e, quindi, di costi
giugno 14th, 2012 at 5:37 pm
@clint: si confermato.
giugno 14th, 2012 at 6:35 pm
Fabio Vaccarono in Google dopo Starcom, RCS, Manzoni…?
Ussignur
giugno 19th, 2012 at 9:08 pm
Ciao a tutti,
mi sono letto tutto d’un fiato tutti i post e devo dire che ci sono interventi veramente importanti e di spessore. Dopo il solito incontro interno di oggi dove ho a che fare con gente che non sa cosa è il ctr (direttori clienti btw), ho ritrovato un po’ di serenità.
Posso chiedervi un input per un benchmark banale? Per un lancio di un sito stile privalia/saldiprivati etc (ancora??? eh si…) un cpl medio (nome, cognome e mail) a quanto può arrivare? I dati che ho vanno da 1€ a 7€ ma è un range troppo ampio. Adwords e FB a cpc i principali mezzi, affiliation (boh, vedremo) e magari un po’ di RTB visto che sembra che vada di moda anche qui.
A buon rendere!
giugno 20th, 2012 at 4:45 pm
I leader di mercato stanno pagando dai 2 ai 3 euro. Un nuovo entrante non avendo brand riconosciuto credo che debba stare almeno sopra questo livello. Se interessa noi li generiamo prevalentemente con attività di DEM e Online Adv.
giugno 20th, 2012 at 4:47 pm
Correggo per Online adv volevo scrive In-game adv…sorry
giugno 21st, 2012 at 2:16 pm
@Alessandro
cosa intendi per in game adv?
Grazie
giugno 22nd, 2012 at 9:38 am
a me non risulta che la trattativa tra Libero e Telecom, per l’acquisizione di Virgilio, si sia raffreddata più di tanto. Sono in corso normali aggiustamenti, dopo i dati di bilancio. Pare confermato, anzi, un recentissimo meeting tra qualche alto dirigente HR di Libero con l’ad di Matrix, evidentemente non per parlare del clima….
giugno 22nd, 2012 at 9:41 am
in effetti il vero nodo della trattativa è risaputo essere la voce dipendenti che, in Virgilio, ah ancora dimensioni notevoli. Tra l’altro Virgilio è ancora uno dei pochi portali italiani, forse l’unico, a stipendiare una redazione interna per la produzione in-house dei contenuti, mentre Libero, da tempo, ha esternalizzato tutto, con evidenti risparmi in termini di costi ed altrettanto evidente snellimento della struttura
giugno 22nd, 2012 at 4:51 pm
quindi allora le voci sono “contrastanti”…;-)
giugno 22nd, 2012 at 4:53 pm
In Microsoft:
Candiani sembra destinata a salire al posto di Scott Jovane
giugno 22nd, 2012 at 4:55 pm
In Manzoni:
si parla di Ghedini che salga al posto di Vaccarono
giugno 23rd, 2012 at 12:37 pm
la Candiani??? Really??
giugno 23rd, 2012 at 1:13 pm
Sembra…
giugno 28th, 2012 at 4:39 pm
sapete chi è il centro media di Berni?
grazie
giugno 30th, 2012 at 9:14 am
berni quello dei sottaceti?
giugno 30th, 2012 at 9:15 am
ma ZALANDO paga solo a click o sales?
luglio 2nd, 2012 at 12:00 pm
Zalando a noi paga solo il sale
luglio 2nd, 2012 at 12:17 pm
Anche a noi Zalando paga solo a sale.
luglio 3rd, 2012 at 8:36 am
@ Carletto, Allegro, LaViv… Mi date un idea di quanto pesano mensilmente le revenue di Zalando? ne vale veramente la pena?
luglio 3rd, 2012 at 8:47 am
Per quanto ci riguarda, non pesano: sono a 0. Ma c’è da dire che, essendo il mio un network in costruzione e con poca inventory, non gli sto dando grande traffico: lavorando sull’audience speravo che funzionasse anche con piccole quantità, ma così evidentemente non è.
Inoltre, oltre al problema che non è possibile implementare pixel di tracciamento sul loro sito, quindi l’ottimizzazione non esiste, c’è anche da dire che lo vedo veramente ovunque. Ho paura che con una saturazione così alta, le performances per chi, come me, ha prodotti “di nicchia”, siano inevitabilmente basse…
luglio 3rd, 2012 at 9:10 am
A proposito di saturazione, da utenti, oltre che da professionisti, non trovate che il retargeting stia veramente dilagando? ovviamente per sua natura uno, se lo vede, lo vede spesso
ma mi pare che stia monopolizzando gli spazi a performance ovunque…
luglio 3rd, 2012 at 9:36 am
continuiamo pure ad assecondare i clienti furbetti ed arrogantelli che chiedono, anzi pretendono, di pagare solo a sale….facciamoci pure del male da soli….
luglio 3rd, 2012 at 9:39 am
@carletto: si berni quello dei sottaceti, l’ho visto in campagna
luglio 3rd, 2012 at 9:41 am
@Sara: non è certamente il mio caso. Da noi sono anni che sono tassativamente rispedite al mittente tutte le proposte che non siano, quanto meno, in CPM.
Vade retro, pay per performance!!!
luglio 3rd, 2012 at 10:19 am
@sara: sono pienamente d’accordo con te.
Come se valesse solo il banner cliccato o che porta ad una vendita. E tutto il branding che si fa con i banner non cliccati?
Internet ha un futuro se, a più livelli, si entra tutti nell’ottica di far pagare competenze, contenuti, ossia tutto il valore che viene creato, sia lato utenti che aziende.
luglio 3rd, 2012 at 1:10 pm
Per esperienza personale, per sperimentare, per valutare, abbiamo montato dei banner di Zalando. Dopo 1 mese e oltre 1.800.000 impression il risultato è stato più che deludente. Nello stesso portale di affiliazione abbiamo preso altre compagne con famosi Brand e proposte anche allettanti; sarà che gli italiani non hanno un euro in tasca ma con oltre 3 milioni di impression non siamo andati oltre i 150 euro. Abbiamo tolto tutto piuttosto mettiamo auto-promozione dei canali interni. Ripeto era un esperimento che non ha soddisfatto per nulla nessuno: noi per primi. Concordo che i marchi che girano sono comunque una pubblicità quindi non vedo perché non debba essere retribuita. In pratica è come chi fa volantini per la pubblicità di certo li paga non aspetta che gli stessi abbiano un ritorno e su quello tira la media per poi pagare: creativi, stampa, distribuzione. (prendo l’esempio dei volantini così e libero dalla veicolazione su testata/radio/tv)
Forse in un prossimo futuro con una rete più matura si inizierà a scegliere canali che hanno una reale portata e si inizierà a pagarli per quanto valgono. Forse quando in molti smetteranno di comprare traffico. Forse se si iniziasse davvero a fare una sana campagna di informazione da parte degli organi preposti alla distribuzione di notizie del web, sul web, per il web.
Troppe cose ci sarebbero da dire.
In ogni caso da noi da subito abbiamo segato le campagne a prestazione.
luglio 3rd, 2012 at 1:39 pm
Una qualsiasi testata risulta vincente se si fa leggere bene aumentando costantemente il numero dei suoi lettori e delle pagine sfogliate.
Se si vuole andare ancora più in dettaglio questi due fattori sono altrettanto validi per valutare, andando a ritroso, l’apprezzamento o meno di Sezioni, di Aree, Rubriche o, ancora più in dettaglio, di singole “firme”.
Come dire che (finalmente) il lavoro giornalistico così come la bontà di una testata è valutata dalle pagine viste che diventano la cartina tornasole della “produzione editoriale”.
Il CPM è dunque legato alla produttività editoriale.
Invece il pay per performance è un vero e proprio furto di ricavi certi (=CPM) che vengono tolti alla testata in nome di ricavi probabili che non possono, per la loro ambiguità di risultato, pagare i costi editoriali.
Fintantochè esisteranno Agenzie che proporranno il pay per performance, tutto il castello della remunerazione delle testate non potrà stare in piedi se non, come avviene oggi, pagando meno di 4 euro a pezzo pubblicato che è un insulto alla specializzazione e professionalità.
luglio 3rd, 2012 at 1:45 pm
Ci si stupisce che il mercato sia immaturo e non ci si stupisce che chi è dentro questo mercato lo è ancor di più. Dalla mia esperienza decennale nella pubblicità/editoria online con i miei siti mai ho avuto a che fare con chi pagava per performance, è una cosa che culturalmente non ho mai accettato, so che i tradedoubler della situazione si rivolgono anche a siti che fanno 3 visite al giorno, tanto alla fine cosa costa a loro ? Leggere di ciò ancora oggi è una “delusione”
luglio 3rd, 2012 at 2:39 pm
Il Pay Per Performance è un modello commerciale.
Il problema sorge quando il modello commerciale è applicato erroneamente ad uno strumento a cui non può competere un simile modello.
Pensare di “estrarre” delle vendite dirette da uno strumento di Display, e quindi remunerarlo di conseguenza, è pura follia.
La Display ha evidentemente delle componenti di visibilità e di costruzione di equity di marca che non possono essere ridotte e banalizzate nella generazione di vendite immediate.
Se proprio volessimo estremizzare un modello di performance per la Display dovremmo parlare di Pay Per Branding… ma qui entrerebbero in gioco elementi come formato, creatività, affollamento ecc. ecc.
Dunque il problema è la confusione generale che spesso fanno molti attori del mercato, confondendo un obiettivo con un modello commerciale e utilizzando ovviamente il formato sbagliato!
Le campagne di “branding” puntano principalmente ad obiettivi di notorietà e equity di marca, devono usare formati Display di elevato impatto pianificate in logica reach & frequency sul giusto target. Il modello commerciale non può negare il riconoscimento di un costo per contatto.
Le campagne di “Direct Response” continueranno ad esistere, ma hanno obiettivi molto diversi legati alla call-to-action e dunque all’ottenimento della conversione immediata. Devono utilizzare per lo più strumenti di Direct (search, dem, text link, ecc. ecc.). I modelli commerciali “pay per” sono logici nel momento in cui diventano un’opportunità di maggior guadagno.
E’ ormai evidente che chi usa strumenti Display remunerandoli a pay-per-performance sta volontariamente forzando la mano per ottenere visibilità gratuita o, peggio ancora, sta facendo un grosso regalo al Cliente (la visibilità), senza neanche farglielo notare.
Di omaggi ne abbiamo fatti fin troppi nel passato… ora se proprio vogliamo farli, quantomeno diciamolo al Cliente!
luglio 3rd, 2012 at 2:42 pm
Caradonna santo subito!
luglio 3rd, 2012 at 2:52 pm
@Allegro ma non troppo
se proprio vuoi fare un test di “vendita” con Zalando prova a non usare un banner!
Crea un piccola vetrina/box HTML con uno spazio dedicato in primo scoll.
Facci ruotare all’interno alcuni dei brand più noti venduti da Zalando (Converse, Geox, Adidas ecc.) mettendo possibilmente il taglio prezzo con la % di sconto.
In questo modo sfrutti la notorietà di brand molto noti a tuo favore e non viceversa.
Enfatizza la call-to-action con link html e bottone, con strilli del tipo “ultimi pezzi rimasti” ecc.
Possibilmente cerca di ruotare dinamicamente i prodotti in modo che ad ogni refresh si carichi un prodotto diverso (meglio ancora se riesci a far vedere i modelli da Uomo agli ometti e quelli da Donna alle femminucce).
E ovviamente inserisci il brand Zalando solo se ritieni che sia un’opportunità e aumenti l’attrazione per l’utente (personalmente non credo aggiunga molto in questa fase dato che non è molto noto…)
Prova a girare un altro mese con 1.800.000 impression in questo modo e poi facci sapere se hai ancora ottenuto solo 150€ di ricavi.
Si accettano scommesse
luglio 3rd, 2012 at 2:55 pm
Si però Marco sai cosa ti dice il cliente, e parlo di brand internazionali di tutti i tipi, quando gli dici che la sua campagna rende bene ma non si tramuta in vendita? Ci dispiace ma su determinati prodotti (PRODOTTI) non posizioniamo campagne dirette, bla bla bla, in ogni caso la ringraziamo della visibilità che ci offre e bla bla bla, ma non le diamo un euro, e bla bla bla. E io il banner lo tronco e lo vendo all’outlet in cambio merce faccio due conti con il barter e ci ricavo di più. Il mercato ADV on line fa pena e sembra che nessuno voglia fare nulla per migliorarlo.
luglio 3rd, 2012 at 3:00 pm
Sicuro le vetrine col feed aumentano le conversioni, ma direi che l’accordo è ok se:
- mi riconosci qualcosa di fisso, magari per l’esclusiva settoriale
- facciamo un accordo di lungo periodo
- compri un po’ di banner a cpm, anche stracciato
Sennò il rischio imprenditoriale è 100% del sito comunque!!!!
Se hai potere contrattuale perchè la tua audience interessa può funzionare…ma finchè ci sono siti che accettano l’elemosina con un pay per sell i vari zalando avranno alternative, magari di minore qualità, per continuare ad avere adv gratis…
luglio 3rd, 2012 at 3:14 pm
@eterodosso
Mi hai tolto i font dalla tastiera!
luglio 3rd, 2012 at 3:20 pm
@ allegro: eheheh, anche io ho condiviso le tue precedenti. Diciamo che accordi come quello che descrivo ne ho fatti un po’, e tutto sommato soddisfacenti (rinnovati per più anni), quindi li ritengo un buon compromesso. Guadagni meno che a vendere lo stesso spazio a cpm, ma hai una partnership che ti dà un po’ ogni mese su cui costruire fatturato più premium.
Però, ripeto: specie in tempi di crisi temo che il fenomeno, anzichè diminuire, aumenterà….avvitando la crisi su sè stessa per gli editori internet.
Comunque: pensiamo anche cosa succederebbe ai vari player situati in posizioni intermedia tra inserzionisti e editori nella catena di valore del performance display se per un giorno tutti gli editori/siti ecc ecc rifiutassero in blocco formule pure performance…
luglio 3rd, 2012 at 3:23 pm
@marcocaradonna Nulla da dire sulla tua strategia, a questo punto 150€ dovrebbe anticiparle il cliente che vuole il pay per performance solo per la spesa di mettere su il tutto, perché poi tra i tempi di pagamento dilatati e quant’altro è più la spesa che il resto
luglio 3rd, 2012 at 3:56 pm
Non entro nel merito della discussione, sottoscrivo l’idea dell’accordo a lungo termine come formula remunerativa interessante per campagne pagate a revenue(anche se Zalando sembra un po’ restio ad accordi di questo genere… e lavorando a performance direi che è naturale!), consiglio solo di provare un po’ ad insistere con Zalando… un low CPM c’è chi riesce a strapparlo!
luglio 3rd, 2012 at 4:00 pm
Non entro nel merito della discussione, condivido l’idea dell’accordo a lungo termine come formula di remunerazione interessante per campagne pagate a revenue (anche se Zalando è un po’ restio ad accordi di questo genere… e lavorando a performance mi sembra naturale!), consiglio solo di provare a spingere un po’ con Zalando, c’è chi una campagna a low CPM riesce a strapparla!
luglio 3rd, 2012 at 4:33 pm
box o banner (sperimentati, ovviamente, negli anni, entrambi), mi sono fatto la convinzione, granitica, che le vendite a sale vanno bene per i masochisti e i kamikaze, non per chi cerca di campare di fatturato pubblicitario.
Diceva il saggio: pagare moneta, vedere cammello!
Il resto sta a zero (come le revenues di Zelando….)
luglio 3rd, 2012 at 5:00 pm
Tutti DIRECT-scettici da queste parti?! Io sono di diverso avviso ma chi mi conosce sa che sono di parte
luglio 3rd, 2012 at 7:16 pm
Diciamo così: io quelli che pretendono di “comprare” a sale gli metto il pepe dove dico io!!!
)))
È si un modello commerciale per carità: ma se vuoi fare Adv così allora mi dai una % del capitale della società e mi assumo il rischio… Commerciale appunto!
Usare poi la leva della capacità attrattiva dei brand in vendita è la dimostrazione che la brand equity/value etc serve eccome!!
Per quanto tempo ancora brand importanti asseconderanno sconti alla stregua di mettere merci in vendita nei mercatini di piazza?!? Cose già accadute nel mondo “reale” che non possono che portare alle medesime conseguenze anche sul digital
luglio 3rd, 2012 at 7:25 pm
Occhio, @Marco Caradonna non difende il performance tout court, nè tantomeno se portato attraverso campagne display, al contrario, sostiene che il performance è un modello commerciale perfettamente legittimo e potenzialmente redditizio, oltre che “etico” (ed è indubitabile) quando portato attraverso con altri strumenti rispetto alla display :link, key word adv, affiliazioni varie e integrazioni, come un feed xml ottimizzato come quello che descrive: se proprio bisogna fare, mi permetto di leggere tra le righe, almeno va fatto con criterio….
luglio 4th, 2012 at 7:26 am
@eterodosso: portavoce ufficiale di Caradonna o interprete del suo pensiero?
luglio 4th, 2012 at 7:43 am
ehehe…nessuno dei due: dico solo di leggere con attenzione l’intervento, che distingue sottilmente tra performance come modello commerciale e display a performance, che “non gli piace” ….ed essendo l’opinione di uno che di cose in questo campo ne ha fatte tante questo qualcosa vuol dire….
luglio 4th, 2012 at 8:24 am
Tutte belle parole, ma alla fine allora perchè una marea di siti sono pieni di banner di Zalando? ma davvero c’è qualcuno che pensa di fare soldi in revenue sulla vendita di scarpe?
Abbiate il coraggio, se proprio volete rischiare, di togliere il brand Zalando (o chi per esso) da tutte le creatività, altrimenti state facendo un enorme regalo al Zalando della situazione ed un discreto danno a voi stessi e al mercato
luglio 4th, 2012 at 9:20 am
Fino a quando il mercato del BRANDING CPM è in mano a pochi siti che si ciucciano il 90% dei banner, lasciando che la coda lunga litighi per prendersi i CPA migliori non ne usciremo.
I centri media per prendere i budget continuano a dire ai clienti che gli fanno vendere le auto online a CPA (è una estremizzazione) e questo alla fine li obbliga a tirare il collo agli editori.
Se sommiamo che in Italia il CR% è ridicolo rispetto ad altri mercati siamo alla frutta.
IL VERO PROBLEMA e’ LA BOTTOM LINE a 0,20CPM….
luglio 4th, 2012 at 9:45 am
Rimpiango i planner dei CM quando erano specializzati sul “digitale”: c’era più professionalità (e meno concentrazione di spending sulle solite testate).
Allora il planner faceva veramente il consulente al cliente. La successiva decisione dei CM di avere planner a 360° su tutti i tipi di media (con lo scopo di abbassarne i costi sui ricavi gestiti) ha grandemente favorito le solite testate senza considerare il deviante oppio taglia-alternative:i DN.
luglio 4th, 2012 at 9:50 am
Ma che rimpianti….ci sono concessionarie stampa/tv in pellegrinaggio perchè stanno perdendo milioni e milioni e pensi che un editore digitale anche con i DN al 70% riesca a prendersi budget?
Lasciamo che google di prenda tutto…olè
luglio 4th, 2012 at 10:00 am
@sisso
Hai ragione e aggiungo che solitamente quando il mercato con i suoi ricavi non riesce a remunerare intermediari distributivi, il canale si accorcia…..
luglio 4th, 2012 at 11:18 am
Beh già diversi editori adesso si muovono in modo totalmente indipendente…tanto con i CM in mezzo prendono le briciole…e allora tanto vale farli incazzare ed andare dai clienti direttamente. Pochi euro ma buoni.
Ma non voglio demonizzare i CM che all’estero lavorano decisamente meglio….è il sistema italia che sta saltando e Google si mangia tutto.
D’altra parte google monetizza i contenuti di altri…i grandi player dovrebbero allearsi e togliersi dall’indicizzazione di google.
Perdono un pò di traffico nel breve…ma alla lunga sui contenuti editoriali validi recuperano il valore.
luglio 4th, 2012 at 11:36 am
Conosco editori che erano al 95% dei ricavi attraverso i CM nel lontano anno 2000 ed ora fanno tutto direttamente con i clienti senza alcun CM di mezzo nè ovviamente DN da pagare (che all’estero non esistono proprio…anzi sono proibiti in molti paesi)
luglio 4th, 2012 at 2:16 pm
Sapete quale è la cosa che mi fa più incazzare? E’ che quando dopo 18 mila telefonate, 138 mila appuntamenti, 64 mila proposte, alla fine il cliente si degna di farti il favore, e ti pianifica, la pubblicità funziona! Funziona anche bene e dopo rinnova pure tutto contento. Mi domando: com’è possibile che si debba fare tutta questa fatica a convincere un cliente, un centro media, un’agenzia, che la testata ha del valore aggiunto che non si trova in grandi editori? Ci sono in giro decine di siti bellissimi con dati veri, possibilità di analisi di target pressoché immediate, visite vere, eccetera, eppure vieni snobbato che manco la peste!
Sarà che essendo stato per qualche tempo all’estero pensavo che le cose fossero migliorate ma qui davvero o hai gli amici o non ti si fila nessuno, che cosa terribile.
luglio 4th, 2012 at 5:11 pm
Funziona? in base a cosa lo puoi dire?
luglio 4th, 2012 at 11:13 pm
@Gianmarco: per in-game adv intendo la pubblicità/sponsor che trovi nei principali social games (farmville, cityville, ecc.)
luglio 5th, 2012 at 10:46 am
Sparare miliardi di impression a Zalando o a chi per lui senza criterio sicuramente non serve a niente per l’editore, i banner di Zalando sono ovunque semplicemente perchè dopo aver visto miliardi di spot in televisione molti editori grandi e piccoli pensano di poter in qualche modo lucrare per magia in un settore che in Italia resta ancora molto piccolo e difficile da sfruttare.
Questo ovviamente non vuol dire che il pay per performance non funzioni in assoluto, semplicemente è un modello che richiede lavoro e ottimizzazione e non può essere venduto un tot al kg come spesso accade alla tabellare.
Ci sono piccoli network costruiti apposta per sfruttare questo tipo di modello che solo da me incassano mediamente 1k-3k/mese, e senza fare miliardi di impression (anche perchè gli spazi non sono costruiti per generare impression ma per massimizzare i CR).
Sinceramente mi fa sorridere chi si lamenta perchè qualcuno vuole comprare solo a pay per performance. Non corrisponde al tuo modello commerciale? Non vendergli spazi, nessuno ti sta obbligando.
Io non compro a CPM, i grandi editori italiani non vogliono lavorare con me, non c’è problema, nessuno mi obbliga a comprare come nessuno sta obbligando loro a vendermi qualcosa.
Il bello del mercato online sta proprio nella flessibilità e nella possibilità di scegliere. Se poi qualcuno non riesce a vendere spazi a nessuno forse è il caso che inizi a chiedersi se quegli spazi sono appetibili per un buyer che non guarda più solamente il numero di impression e il numero di click. Il mercato si sta evolvendo, i clienti si stanno evolvendo, chi non è capace di evolversi e pretende di vendere ancora spazi a caso, o comprare semplicemente portando come risultati gli utenti unici che è stato capace di portare su un sito semplicemente rimarrà tagliato fuori.
luglio 6th, 2012 at 9:19 am
Sara Buluggiu to Head up VivaKi Nerve Center Italy
Milan, July 6th, 2012 – Vivaki’s dedicated R&D entity, the VivaKi Nerve Center (VNC), today announces the appointment of Sara Buluggiu to the newly created position of VivaKi Nerve Center Lead in Italy. Buluggiu, who currently heads up Starcom’s Digital team, is a very well respected member of the online ecosystem. She will make the transition to the Nerve Center in July and will work closely with Marco Bertozzi, Executive Managing Director, EMEA for the VivaKi Nerve Center.
The VNC is the world’s largest research and development center, dedicated to creating new technologies and approaches that connect Clients’ brands with their audiences in scaleable, efficient and compelling ways. Shared by the entire VivaKi network, the VNC focuses on three key pillars: proprietary products and global platforms, industry-leading partnerships, thought leadership and innovation. In Italy, the VNC works specifically with ZenithOptimedia, Starcom and MediaVest.
In her new role, Buluggiu will have direct responsibility for the evolution and on-going product development of the VNC offering in the Italian market. The VNC team is a global team and Buluggiu will work closely with the extensive resources based in UK and US.
Bertozzi comments: “The VivaKi Nerve Center has expanded rapidly over the last couple of years and it is always exciting to introduce a new market offering. We look forward to working more with Sara and the Italian VivaKi agencies.”
Sara has vast experience in the digital arena having carved out a successful career spanning over 13 years in the online advertising industry. Prior to joining Starcom, she was Media Manager at Vizeum where she was responsible for the media strategy and planning across all clients including Peugeot, Dell and various domestic clients. Prior to this, Sara worked at Isobar as Media Supervisor and was responsible for performance and branding campaigns in automotive, beauty and technology clients
Sara moved to Starcom in 2010 and has worked across multiple clients including Procter & Gamble, The Coca Cola Company, Samsung, ABInbev and Honda.
The VivaKi Nerve Center has expanded rapidly over the last couple of years and can be proud to introduce a new, exciting market offering. VNC looks forward to working more with Sara and Italian VivaKi agencies.
luglio 6th, 2012 at 9:20 am
Marco, nel suo intervento, ha spiegato PERFETTAMENTE ciò che qui, molti, non vogliono capire. Il modello commerciale può variare da sito a sito, ma ovviamente, deve variare anche il modo di gestire i budget. Ho lavorato nel Direct per un sacco di anni e, posso garantire, se ottimizzato e gestito con criterio, non uccide gli editori permettendo, al Cliente, di raggiungere ugualmente i suoi obiettivi. E’ solo che non è una cosa che chiunque può fare: se fatta male, rischia di essere un boomerang.
Ognuno dovrebbe, secondo me, lavorare seriamente sul suo prodotto, evitando dove possibile di fossilizzarsi e demonizzare tutto ciò che non capisce o, forse, semplicemente non si adatta al suo modello di business. Esistono tanti clienti e tanti editori: sono certa che ci sia spazio per tutti…
luglio 6th, 2012 at 9:23 am
@Allegromanontroppo: non so se può consolarti eh… Ma non basta comunque avere amici per lavorare…
luglio 6th, 2012 at 10:08 am
@laViv: consentimi, ma non è detto che siamo NOI a non capire…
Quando tu, ad esempio, piazzavi le campagne Sky proponendo pagamenti in performance, dovresti ricordare che hai ricevuto alcuni “sì”, ma anche tanti “no, grazie” (tra i quali quello del sottoscritto).
Molti di noi, successivamente, hanno avuto modo di confrontarsi con colleghi che, al contrario, avevano accettato le campagne in PPP e, a naso, non ricordi commenti particolarmente entusiastici.
Al contrario, nel bene o nel male, il tuo cliente aveva comunque ricevuto milioni di impression pressoché gratuite.
Quindi, forse hai ragione tu a dire che il direct non uccide gli editori (fortunatamente ci vuol ben altro!), ma certo non li aiuta!
Diciamo che, di fatto, il Direct è un contratto assolutamente sbilanciato a favore, sempre e comunque, del cliente.
Accetto scommesse sul fatto che esista qualcuno che riesce a dimostrare il contrario.
luglio 6th, 2012 at 11:03 am
@Mattia: al netto del fatto che MAI mi verrebbe da portare Sky come best practice, per tantissimi motivi, c’è però da dire che, ogni volta che abbiamo provato a spiegare ai Publishers che non servivano montagne di impressions “random”, ma piuttosto spazi “ad hoc”, la risposta è, quasi sempre, stata “Eh, ma no, non si può fare!”
Il gioco delle parti funziona così: il cliente cerca di massimizzare il ROI, il Publisher cerca di portarsi a casa la pagnotta. E non mi sembra di aver mai ucciso qualcuno se, alle mie richieste, mi rispondeva: “no, grazie”.
Per capirci, Mattia: attualmente sto lavorando per costruire un network sull’invenduto. Anche quando non ci sono alternative, molto Publisher mi rispondo che no, piuttosto lasciano lo spazio invenduto, ma a cpm bassi non lo vendono. Sono scelte: io sono dell’idea che, piuttosto che niente, a volte sia meglio il piuttosto. Nel resto d’Europa, ad esempio, i miei colleghi fanno moltissima fatica in meno a trovare inventory. E la piattaforma e il modello sono identici ai nostri. Se in Italia c’è un problema di mentalità, posso garantirtelo, questo abbraccia tutti gli ambiti, non solo quello dei CM o dei Clienti.
luglio 6th, 2012 at 11:12 am
Gli spazi adhoc finiscono, mica ne puoi mettere 100 da 1k mensile.
Dai siamo realisti sono impression regalate, e parlo da cliente.
luglio 6th, 2012 at 11:22 am
@Sisso: ma perché, TUTTI i clienti fanno direct adesso? No, ma fatemi capire… Non tutti gli spazi servono al Direct: non tutti gli editori performano allo stesso modo. Non tutti i clienti possono fare direct. Partiamo dall’ABC della pianificazione, che ne dite?
E scusate se sono polemica eh, ma qui c’è sempre questo bisogno di fare schieramenti: i buoni da una parte, i cattivi nell’angolo. E no, non credo che questo serva a far crescere il mercato ma, soprattutto, la cultura. Se fatto male, il direct sono impressions regalate, certo. Lo stiamo dicendo da tempo. Ma se fatto bene, potrebbe dare invece insperati eCpm che si avvicinano molto a quelli “premium”… “Il direct: per molti, ma non per tutti!”
luglio 6th, 2012 at 11:41 am
Il cliente che fa Direct, crede nel venditore (account) non nel progetto (editore)… se l’editore deve perderci tempo per massimizzare il risultato del cliente Direct, allora quel lavoro deve essere remunerato e poi si può parlare si PPP… l’investimento ed il rischio imprenditoriale deve essere al 50% su entrambi, non al 100% su di uno…
luglio 6th, 2012 at 11:51 am
Uhm… Temo di non aver capito.
Cosa vuol dire che il cliente non crede nel progetto? Il cliente fa il cliente. Perché dovrebbe credere nel progetto? E concordo sul fatto che il rischio debba essere al 50%: si può prevedere infatti di acquistare a CPM e poi, tenere monitorato il ROI e ottimizzare così il piano. Se funzioni, andiamo avanti, se non funzioni, ti spengo. E tu Editore fai la stessa cosa: se l’eCPM globale ti soddisfa, tieni vivo il cliente. Se diventa anti economico, chiudi i rubinetti. Fare Direct non è un normale rapporto “fornitore/cliente”: diventa fondamentale lavorare in ottica di partnership. La flessibilità, da parte di tutti gli attori, è fondamentale.
Ma poi, insisto: nessuno è obbligato a fare cose che non ritiene siano remunerative per il proprio modello di business. Ma questo non significa che il direct sia “sbagliato” tout court. E’ solo questo che contesto, niente altro.
luglio 6th, 2012 at 12:27 pm
#LaViv: perchè tutti (o, meglio, quasi tutti, fortunatamente!) fanno direct??? bhè, la risposta non è certamente difficile: perchè è il modo migliore, specie in tempi di crisi e di conseguenti tagli ai budget, di ottenere (tanta) pubblicità GRATIS!
Perché, se vale il tuo ragionamento del “piuttosto di niente, meglio piuttosto”, questo vale anche per i cari Clienti che, con la scusa del pay per performance, sanno di ottenere quantità industriali di adv sostanzialmente gratis.
luglio 6th, 2012 at 12:31 pm
e i centri media per marginare chiedono DN più alti…morale morte degli editori!
luglio 6th, 2012 at 1:09 pm
Interessante questione: mi chiedo però chi decide per il cliente quando, quanto e dove spendere per fare brand e quando e dove spendere per fare vendita diretta.
Mi pare che prendendo l’esempio di Zalando, sulla TV non credo che paghi in base al venduto.
Quindi non contesto che ci possa essere il modello DIRECT, ma che qualcuno – solitamente il CM, più di rado il cliente – mi equipari a un sito di qualità ben peggiore di una trasmissione televisiva, e mi appiattisce verso il basso della generalità del web.
Insomma non chiedo la remunerazione della TV, ma che almeno non sia considerato alla stessa stregua di una campagna sul “geocities” dei nostri tempi!
Concordo infatti che se ho un’utenza di un certo tipo, che rimane un certo minutaggio e con soglie di attenzione alta, non mi si può raccontare che “non mi interessa il branding” quando faccio qualche milione di unici…. suvvia almeno non siamo ipocriti!
Questo modello funziona bene con chi lo sa fare anche proprio grazie a tutti coloro che lo subiscono e che generano BRANDING a gratis che qualcuno poi riesce a monetizzare. Io credo di non saperlo monetizzare e quindi cerco di evitarlo.
Se non sbaglio, molto tempo fa ricordo di aver discusso proprio con LaViv che se il livello di consapevolezza di Conce+CM+Editori non si eleva, i colossi degli automatismi mangeranno sempre più mercato a Conce e CM… e per gli editori non è detto che sia un bene o un male: come c’è chi sa fare direct guadagnando…
Ma i grandi gruppi editoriali con le proprie concessionarie mi pare abbiano iniziato a guardare un pò più in là, e il potere/valore dei CM potrebbe venire ridimensionato se si lavora bene sul cliente…
Sui DN poi… ma quand’è che la finiamo?! volete tirarvi la corda al collo fino all’ultimo respiro? Mi sembra una pratica da Agenzia delle Entrate… e in tempi di crisi non fa molto branding!
luglio 6th, 2012 at 1:28 pm
@Snipers: non ricordo di aver discusso con te di questo, ma forse perché non so chi sei…
Manca la cultura! Il problema, secondo me, è tutto sempre lì…
luglio 6th, 2012 at 1:39 pm
@ La Viv: Faccio anche io un pò il polemico… visto la tua decennale esperienza che vanti in Direct, com’è che con Zalando non hai incassato 1€ ma solo regalato impression?
Il direct funziona in un media mix, provate a spegenre tutta la display e Google e fare solo Direct. Gli editori che Venditorediscarpeonline dice incassare da 1k a 3K al mese godono del fatto che il brand che promuovono è supportato anche da attività tabellari (magari non remunerate giustametne) su altri siti.
I clienti devono dividere i budget display da quelli di direct, ma i due devono coesistere ed il compito delle agenzie, secondo me, è quello di indirizzare i clienti verso un giusto mix sfruttando bene la coda lunga del web. Molti clienti ci riescono egregiamente (alcuni citati anche qui)
luglio 6th, 2012 at 2:08 pm
Discussione interessante, e mi pare nessuno sia in cattiva fede.
Il mercato definisce i ruoli, certo, nessuno vuole vietare il performance, che, torno a dire, ha il suo modello (che però non è quello dei banner tot court, e ricito Caradonna).
Diciamo solo che più cresce la quota di adv a performance in giro meno campano gli editori, in particolare chi ha giornalisti retribuiti.
C’è anche chi sta facendo un sacco di traffico solo usando social media e contenuti gossippari scopiazzati, però non sarebbe il massimo leggere di Sara Tommasi su altri 500 siti (anche se qui il discorso si farebbe ancora più lungo)
Cultura vuol dire tante cose: anche spiegare a coloro che svendono il mercato che certe impressions è meglio destinarle a enti no profit, perchè altrimenti si danneggia tutto il settore.
Vuol dire anche distinguere tra “network nati appositamente per vendere scarpe” (che off line sarebbero distributori, o centri commerciali, o tutt’al più house organ) e editori di contenuti, che pagano giornalisti, buoni o cattivi a seconda delle possibilità.
Vuol dire spiegare ai clienti (e molti CM lo fanno) che non possono fare TV e Stampa per fare branding delegando ad internet solamente di raccogliere i frutti dei miliardi spesi su altri mezzi. Anche su internet ci sono “luoghi” dove fare awareness e luoghi dove raccogliere.
Il dato di fatto mi pare, e qui chiedo il vostro parere, è che oggi chi esiste con una testata solo on line, per quanto bravo a vendersi, per quanto con un target interessante:
a) al massimo sopravvive
b) ha sempre maggiore difficoltà ad andare da centri media e clienti -a parte i 4-5 grandissimi che stanno monopolizzando il mercato- perchè vi sono 800 intermediari che vanno a proporgli qualcosa che costa un decimo.
Forse tutto il problema si può ridurre alle tariffe medie del CPM, che se valutare sul ROI sono (credo) sempre o quasi troppo alti per i clienti, se valutati sul conto economico dell’editore, sono sempre o quasi troppo bassi.
Chiudo con una richiesta terminologica: chiamiamo i DN con la parola appropriata, ossia “PIZZO” o “TANGENTE”…tra l’altro è un concetto italianissimo, non vedo perchè usare un inglesismo fintamente ricercato.
luglio 6th, 2012 at 2:16 pm
@Cattivik: fai pure il polemico, ci mancherebbe! Però, oltre al fatto che non vanto nessuna esperienza, il mio post a proposito di Zalando ha già la risposta alla tua domanda: “Per quanto ci riguarda, non pesano: sono a 0. Ma c’è da dire che, essendo il mio un network in costruzione e con poca inventory, non gli sto dando grande traffico: lavorando sull’audience speravo che funzionasse anche con piccole quantità, ma così evidentemente non è.
Inoltre, oltre al problema che non è possibile implementare pixel di tracciamento sul loro sito, quindi l’ottimizzazione non esiste, c’è anche da dire che lo vedo veramente ovunque. Ho paura che con una saturazione così alta, le performances per chi, come me, ha prodotti “di nicchia”, siano inevitabilmente basse…”
@Etorodosso: DN non sta per diritti di negoziazione? E non sono né un pizzo né una tangente: vengono regolarmente emesse fatture, quindi… Che poi siano sbagliati gestiti così, concordo pienamente…
luglio 6th, 2012 at 2:47 pm
@ la viv: certo, mi riferisco a “over(commission)”…:-)…ed è qualcosa di odioso anche perchè spesso non incide nemmeno realmente sulle campagne in arrivo da quel cm.
Il fatto che siano regolarmente fatturate vuol dire poco, se non da un punto di vista puramente formale…sarebbe interessante invece sapere che ne pensano gli amati clienti del CM…;-)
cmq sui dn si registra una sostanziale condanna in questo forum, per fortuna….
luglio 6th, 2012 at 2:51 pm
@Eterodosso: moltissimi clienti sanno perfettamente di questo sistema. E ne approfittano, allegramente, o pagando fee irrisori al CM o, ancora, facendosi ridare i DN dal centro media. Perché non dimentichiamoci questo “dettaglio”: quando ricevevo i piani dal mio Internazionale e vedevo i fee che venivano pagati dai loro clienti, tutti a 2 cifre, mi veniva lo sconforto. Ecco cosa intendo anche per cultura… Nessuno è innocente in questo mercato…
luglio 6th, 2012 at 4:15 pm
Il gioco al ribasso dei CPM è cominciato da quando è iniziato il Pay per Perfomance (PpP) e dalla crescente offerta di spazi di tantissimi siti (neo)nati in pochi anni.
Il PpP è partito dai motori di ricerca per poi approdare in Italia a delle Agenzie che ne hanno fatto da pionieri.
Gli “offerenti” spazi (editori e concessinarie) ai CM sono oggi diventati talmente numerosi che i planner potrebbero permettersi di fare scegliere bene ma invece propongono i soli(ti) editori/concessionari aderenti al sistema dei DN.
Oggi tutti questi discorsi vengono ulteriormente “tritati” :
1. dai vari Social Network (di cui nessun responsabile di marketing si sente di potere rinunciare – “c’ero anch’io” …. – ma con miserabili risultati sotto il profilo della remunerazione)
2. le cosiddette “comandate” dai quei clienti (=tutti) che non vogliono non esserci sui titolati quotidiani online(ma questo è un fenomeno che c’è sempre stato)
3. il famoso motore di ricerca che è sul mercato con dei prezzi da fare gridare vendetta al cielo, aiutato ulteriormente dalla finanza che non va a fargli visita perchè la fatturazione viene fatta in Irlanda. Di questi ultimi tempi abbiamo assistito a ispezioni e accertamenti fiscali per molto meno…
Concordo assolutamente con tutti coloro che giustamente vedono chiaro nel sostenere che gli editori, senza la remunerazione dei CPM, non possono stare a galla facilmente e, se vanno percaso ad aderire a sistemi di qualsivoglia specie (quand’anche fatti bene) di PpP, “aprono” la possibilità che i clienti passino dai CPM ai PpP con enormi perdite di ricavi.
“Perchè devo pagare per pagine sfogliate quando posso pagare solo se ci sono risultati?”
Amen
luglio 7th, 2012 at 11:12 am
Io parlo da editore, premetto.
Con alcuni di voi collaboro attivamente e nutro profonda stima e rispetto.
Dal mio punto di vista, posso dire che solo un sistema equilibrato win win (cliente, concessionaria, editore) alla lunga va avanti.
In una condizione diversa tira tira la corda si spezza in un punto.
Puoi fare l’affare del momento, ma in ognuno dei tre ruoli, se vuoi puntare al futuro devi offrire e ricevere il “giusto”.
Tornando al vostro discorso:
Vi siete chiesti come mai oggi spuntano concessionarie come i funghi?
Ragazzini di 19 anni che mettono in difficoltà concessionarie autorevoli.
Editori costretti ad inventarsi un lavoro che non spetta loro, puntando alle aggregazioni e vendite in blocco.
L’ago della bilancia che punta verso un solo lato, mette in moto molti meccanismi che forse non si notano nell’immediato.
Mi sento quotidianamento con molti editori e ci ritroviamo spesso agli eventi di alcune concessionarie.
Ed il clima attuale non è dei migliori.
Dal mio canto ho sempre avuto un rapporto di sinergia con le agenzie che hanno rispettato il mio operato, hanno valorizzato il servizio offerto ed hanno ricevuto in cambio anche molta flessibilità su campagne a “ricavi zero”, con la grande differenza di una consapevolezza iniziale di tale risultato e di messa a bilancio con altre campagne “redditizie”.
Come per dire una mano lava l’altra, due lavano la faccia.
luglio 8th, 2012 at 3:05 pm
Avendo fondato un’azienda incentrata sulla performance anche nel nome voglio dare un contributo a questa interessante discussione. Come ha già richiamato Caradonna chi vive sulla performance utilizza delle strategie ben diverse da quelle utilizate nelle normali pianificazioni. Pur avendo un network che genera circa 350 mln di impression banner al mese ben pochi dei miei clienti a performance trovano posto sui banner. Utilizziamo altri strumenti più adatti al direct, in primis DEM, ingame adv e per i banner soprattutto il retargeting. Display e performance sono due modalità di acquisto di pubblicità che hanno finalità molto diverse non alternative ma complementari. Molti dei nostri clienti a performance acquistano anche display a CPM.
Una grande differenza tra il mercato PPP e quello display è che nel primo vi è una forte competizione dal lato della domanda (si fanno girare solo i clienti che forniscono la remunerazione migliore) mentre sul mercato display colpa o merito dei CM la formazione del prezzo è molto opaca. Cambierà tutto quando anche in Italia si affermeranno definitivamente le piattaforme di Real Time Bidding. Dalla nostra esperienza l’incrocio in tempo reale di domanda e offerta comporta una formazione del prezzo trasparente e molto differente dai CPM che girano attualmente con i CM. Questo penalizzerà gli editori? Non credo proprio. Chi avrà la qualità editoriale eccellente con un brand rioconosciuto riceverà una domanda maggiore di traffico con un adeguamento dei prezzi verso l’alto. Gli unici che rischiano veramente sono gli editori nel mezzo del guado che dovranno evolvere o adeguarsi a dei cpm più bassi di quelli attuali. Per chi volesse saperne di più sul modello a performace ho scritto un free ebook che trovate sul mio sito.
luglio 9th, 2012 at 8:08 pm
Solita fuffa/roba vecchia…le performance stanno in piedi con le “concessionarie” dei 19enni che fanno DEM con indirizzi presi in qualche modo, o che usano bot che sparano cookies a casaccio.
Poi ovviamente c’è il motore che ciuccia tutto e non da i DN…
Mercato malato..andiamo tutti a zappare che è meglio
luglio 10th, 2012 at 10:52 pm
Ho sempre creduto, e il mercato continua a dimostrarlo, che il professionista del mondo digital abbia una maggior competenza e vicinanza al business rispetto al comunicatore proveniente dal mondo della comunicazione classica.
Questo nonostante il riemergere della comunicazione misurata in GRP anche nel nostro ambito, il cui ritorno sul business è solitamente conseguenza più del lavoro concreto del marketing di prodotto e delle strategie di vendita che dell’efficacia della pubblicità in sé.
In questo scenario, ben venga Google quando inventa strumenti efficaci, così come chiunque altro è in grado di farlo e di costruirci sopra un business, anche se non paga over commission.
Ben vengano anche tutti gli sforzi di business e fantasia, come quelli di Marco Caradonna, mirati a incorporare nella comunicazione anche una parte di strategie di vendita e inventando nuovi format; la comunicazione che torna ad essere studiata per vendere…quasi incredibile.
Per quanto riguarda le scarse performance di molte attività pagate a click o a conversione, penso sia anche responsabilità degli editori che, per monetizzare il più possibile le pagine, le hanno riempite di formati standard che poi rimangono invenduti e vengono messi a reddito in modalità indiscriminate. Ho imparato che quando un editore sta offrendo invenduto a cpc o cpm basso, quasi sempre non ti sta dando un servizio utile dato che non ha alcun modo di ottimizzare la campagna in base agli obiettivi di vendita. Semplicemente mira a fatturare il più possibile.
Argomenti quali l’attribuzione della conversione e la misurazione dell’effetto combinato di esposizioni dell’utente a diverse attività online, vengono ignorati o disapplicati, anche se conosciuti, dalla quasi totalità degli editori.
Penso invece sia interessante il lavoro degli intermediari che acquistano l’invenduto dagli editori per trasformarlo in un prodotto valido (cosa che in partenza non è). Il retargeting non è certo un tema nuovo e player come Criteo (per dire il primo che mi viene in mente, ce ne sono altri e in ogni caso non lavoro per Criteo) fanno esattamente questo. Riescono ad aggiungere valore all’inventory, la dove in origine non c’era.
Secondo me il futuro è questo e avremo presto un’ampia diffusione di funzionalità mutuate dall’ambito “tech/ad server” anche nelle attività di comunicazione misurate in GRP, per ottimizzare reach di un target specifico e frequenza, diminuendo lo spreco di denaro. Anche in questo caso a fare il mercato non saranno i singoli editori, ognuno con il loro bacino da monetizzare, ma player che saranno in grado di applicare alle inventory, trasversalmente su più editori, un valore aggiunto (ad es. (targeting, frequency cap a livello di campagna e non di singolo sito, tracking indipendente dagli editori) che non c’è se si acquista direttamente alla fonte .
Saluti a tutti.
luglio 11th, 2012 at 7:45 pm
mi risulta che anche il famoso motore (che ha sede in corso Europa a Milano) riconosca qualche DN ai centri media (se pianificano display su youtube
magari la forma sono impression omaggio ma qualcosa sta cambiando.
a voi risulta
luglio 11th, 2012 at 7:50 pm
@LaViv bella la battuta sul fatto che se fatturate non sono tangenti le DN, da qui la si può dire lunga sul fatto della cultura (ignorante) italica ed europea che sta affondando, fatta di corruzione a qualsiasi livello, orizzontale e verticale. D’altronde sicuramente c’è qualcuno che penserà che non è corruzione il fatto di avere dei vantaggi sol perché si è amici di amici, anche questa è corruzione sottile, o mi sbaglio ? Si dirà che le lobby sono legali, e chi sta parlando di illegalità, perché come dicevo è una questione culturale insita. Per il resto, non lamentatevi del fatto che il mercato sia marcio e ammalato.
luglio 11th, 2012 at 9:51 pm
@carletto
Google paga i dn da anni.
Anche sulla search (big spender)
luglio 12th, 2012 at 10:01 am
Qualcuno mi spiega la polemica comparsa oggi sul Daily Media che coinvolge TBWA-UniversalMcCann_Poste?
Fee troppo basso e autolesionista? Conosco centri media che su alcuni clienti prendono un terzo di quello richiesto da McCann…e su investimenti di un certo calibro sembra convenire comunque (almeno questo è quanto sostengono i vari “Head of” giustificando team sottostaffati, sputi di sangue e insoddisfazione generale in azienda).
Cosa c’è veramente dietro questa disputa? Qualcuno sa qualcosa?
luglio 13th, 2012 at 4:08 pm
@Mario Imbianchino: non permetterti di mettermi in bocca parole che non ho detto. Ho solo detto che non sono illegali. Se poi non conosci la differenza fra “illegale” e “immorale”, credo che lo Zingarelli potrà esserti di aiuto.
luglio 13th, 2012 at 5:16 pm
@Mario Imbianchino e @LaViv: d’accordo che fa caldo per tutti, ma non credo sia il caso di esagerare con insinuazioni (inutili) e risentimenti (esagerati). Dai, fate i bravi, su….
luglio 13th, 2012 at 5:20 pm
@LaViv la mia non voleva essere un’insinuazione e non ti volevo mettere in bocca nessuna parola, diciamo che ho capito male e ti chiedo scusa, per galanteria
luglio 16th, 2012 at 8:30 am
@Gibbo: ci ho pensato un po’ prima di rispondere… Anch’io mi sono chiesta se fosse, effettivamente, il caldo ad avermi fatto provare quel fastidiosissimo risentimento. Ma poi mi sono anche data una risposta: io mi firmo con il mio nome. Chi mi conosce già (dal vivo, intendo), non ha avuto certo problemi a capire chi fossi. Chi non mi conosce, può tranquillamente chiedere a chiunque e, prima o poi, qualcuno gli risponderà e gli spiegherà chi sono. Gli altri, la maggior parte, invece si nasconde dietro a un nick. E questo, quindi, credo sia il vero motivo per cui me la sono presa tanto. Come già successo un’altra volta, per altro… Ho scelto di essere “esposta”, scelta tutta mia… Ma credo che sia necessario da parte di tutti, fare attenzione ai toni che si usano: a maggior ragione se scrivi in completo anonimato…
luglio 17th, 2012 at 9:59 pm
@Chip & Chop ho letto Daily Media e la diatriba riguarda il fee, esageratamente basso a parere di Y&R che McCann avrebbe applicato per vincere la gara, tant’è che Y&R avrebbe avuto un punteggio tecnico (sulla qualità del lavoro presentato) superiore a McCann ma quest’ultima avrebbe vinto grazie a un punteggio migliore sul fee (più basso degli altri concorrenti, a parte Saatchi). Questo è ciò che si dice nell’articolo. Viene però fuori anche un altro dato, forse meno evidenziato ma altrettanto interessante per capire il (mal)funzionamento di certe gare: la maggior parte delle agenzie in gara ha presentato un’offerta con lo stesso fee del 3,6% (vado a memoria, spero di non sbagliare). Tutte con lo stesso fee quindi, tranne McCann e Saatchi che hanno presentato un fee più basso.
luglio 19th, 2012 at 3:22 pm
http://blog.adci.it/?p=4513
Si aprano le danze!
luglio 20th, 2012 at 11:54 am
http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/07/20/pubblicita-prezzi-a-terra-tutti-giu-per-terra/299130/
Ullalla ne parlano pure qua!
luglio 20th, 2012 at 12:49 pm
Sembra che sia passata a Populis Engage la gestione de Il Fatto Quotidiano… e’ finita MyAds…
luglio 27th, 2012 at 10:10 am
Il Fatto Quotidiano_ uno dei migliori prodotti giornalistici on line.
lato media però, non facilissimo.
A prescindere se è vero bel colpo a Populis Engage
luglio 31st, 2012 at 1:47 pm
oggi aperitivo al Bobino
Offre Yahoo..
agosto 3rd, 2012 at 4:14 pm
11 settembre ti invitiamo a partecipare al Workshop dedicato a Yahoo! e Microsoft Search Alliance che si terrà in data 11 settembre 2012.
Sarà un’ottima occasione per scoprire le ultime novità sull’arrivo di Yahoo! e Microsoft Search Alliance in Italia e richiedere maggiori informazioni direttamente agli esperti del team di Yahoo! e Microsoft Search Alliance.
L’evento si aprirà con una colazione nei nostri uffici, seguita da una presentazione e da una sessione di domande e risposte.
certo che la data scelta…
agosto 9th, 2012 at 2:07 pm
Libero Srl, società che gestisce il portale Web Libero.it e le attività dell’Internet Service Provider ITnet, annuncia l’acquisizione di Matrix S.p.A, società controllata al 100% dal Gruppo Telecom Italia.
L’acquisizione di Matrix è pari a un valore di 88 milioni di Euro. In particolare, l’operazione prevede l’acquisizione del portale Virgilio, delle concessionarie di pubblicità Niumidia ADV e del servizio di informazioni 1254.
http://www.channelcity.it/news/13987/virgilio-passa-a-libero-it.html
agosto 9th, 2012 at 2:44 pm
E’ ufficiale l’acquisto di Matrix da parte di Libero, come ampiamente discusso da mesi.
http://www.assodigitale.it/2012/08/09/libero-acquisisce-matrix-incluse-le-attivita-di-virgilio-per-e88-milioni/
Cosa cambierà per il mercato, secondo voi?
agosto 10th, 2012 at 2:46 pm
a dispetto di ciò che pensa qualcuno, anche tra i frequentatori di questo blog, credo che sia un’operazione assolutamente eccezionale e che, inevitabilmente, sposterà molti equilibri del panorama web italiano.
Si tratta, casomai, di capire come reagiranno gli altri big player (MSN in testa).
Non ci resta che attendere.
agosto 10th, 2012 at 3:58 pm
per ora si parla molto dei 300 esuberi
non credo che ci possano essere reazioni (acquisizioni altri siti)da parte di MSN e Yahoo in quanto non in linea con la loro mission
Mi risulta che in RCS stiano cercando di fare acquisizioni. Anche in Mondadori ci hanno provato (ma ora non ci credo più)
agosto 11th, 2012 at 8:26 am
ma il Buon Vergori rimane?
agosto 12th, 2012 at 3:29 pm
@Carletto: certamente Virgilio credo che sarà “alleggerito”, ma penso che ciò avverrà soprattutto sul lato editori