Le tante piccole aquisizioni di Google.
Un importante VC statunitense ha confessato al Business Insider (chiedendo anonimato) che in questo momento Google sta trattando in contemporanea per l’acquisto di TRE dei suoi investimenti. Se un solo VC dice questo c’è da giurare che in questo momento google ha almeno 10-15 trattative aperte.
Questo fa capire quanta brama ci sia da parte di Google di “spazzolare” dal mercato tutte le buone idee, evitando che diventino troppo grosse, e quindi non più comprabili come è successo con Fb, twitter, Yelp. Non credo quindi ci sia un dilemma “make or buy” che in questo momento è piu sul buy. Credo sia una vasta operazione volta a sopratutto a togliere di mezzo potenziali concorrenti del futuro.
Questo lo si capisce dalla fine che spesso fanno queste acquisizioni: un articolo del BI riportava pochi giorni fa pareri di vari clienti (e successivamente di dipendenti) di Doubleclick che dicevano che Google sta distruggendo l’azienda. L’acquisizione ormai è datata e oggi pare evidente che è forse servita sopratutto a togliere la preda ad altri predatori.
Il size su cui si muove Google è adesso piu piccolo: questo forse è dovuto ai limiti dell’antitrust americano, e sopratutto alla fuga di cervelli di cui ormai è vittima Google. Per citare l’esempio Feedburner: il fondatore e ceo dopo l’aquisizione da parte di G. è rimasto un pò e poi se ne è andato in twitter, non trovando in G. un adeguato spazio alle sue ambizioni. Molti altri talenti preferiscono mollare google per avventurarsi in startup.
Con tante piccole acquisizioni quindi google riesce a portarsi in casa menti nuove (ed interi team) e a legarle a se per dei periodi di tempo. Tutto questo comportamento denota però una mentalità sempre più da monopolista, che non sempre è una mentalità vincente.





febbraio 3rd, 2010 at 11:42 am
Condivido, ne scrivevo qui
http://blog.quintarelli.it/blog/2009/05/verso-la-fine-dellegemonia-culturale-di-google-.html
febbraio 3rd, 2010 at 4:31 pm
Luca dixit…”il fondatore e ceo dopo l’aquisizione da parte di G. è rimasto un pò e poi se ne è andato in twitter, non trovando in G. un adeguato spazio alle sue ambizioni. Molti altri talenti preferiscono mollare google per avventurarsi in startup”. Non so perchè, ma questa storia mi ricorda quella di una persona, fondatore di una startup divenuta presto una dotcom di successo che, appunto, dopo l’acquisizione da parte di un importante gruppo italiano con un nome di un augurio giapponese, ha salutato tutti ed è tornato in garage a partorire nuove start up…