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Solo l’1% dei Fan interagisce con i Brand

30 gennaio 2012Social Media

Shhhhhhhhhhh! Non ditelo ai resp mktg dei principali Brand che pensano di poter fare a meno della pubblicità   perchè a gratis hanno fatto  1 mln di fan (e pensano di  avere 1 mln di clienti).  ;-)

 

Slightly more than 1% of fans of the biggest brands on Facebook are actually engaging with the brands, according to a study from the Ehrenberg-Bass Institute, an Australia-based marketing think tank that counts Procter & GambleCoca-Cola and other major advertisers as its supporters.

To get to these findings, the researchers used one of Facebook’s own metrics, People Talking About This, the awkwardly-named running count of likes, posts, comments, tags, shares and other ways a user of the social network can interact with branded pages. It was unveiled last fall as a way of giving advertisers a sharper look at at the level of activity on their pages.

http://adage.com/article/digital/study-1-facebook-fans-engage-brands/232351/

 

Il Magico mondo delle aggregazioni

1 dicembre 2011Advertising

Avete fretta di crescere nelle classifiche con pochi investimenti?  La soluzione è semplice, ed ormai la usano un pò tutti.  Basta aggregare siti esterni sotto il proprio brand.
Il sistema funziona così: basta una barretta di qualche pixel in cima all’header  con il logo del “network” e basta una comunicazione a Nielsen, ed il gioco è fatto. Il sito messo “sotto” porta il suo traffico al sito sopra che così schizza nelle statistiche (audiweb compreso).
Non è quindi  necessario che ci sia una acquisizione della proprietà o una omogeneità di prodotto. Gli inventori di questo sistema sono quelli di Leonardo, sistema che poi è stato adottato da molti.

Questo sistema ha di positivo che permette a tanti siti piccoli di stare sotto a siti più importanti e beneficiare della raccolta pubblicitaria. Per gli editori il beneficio è quello di veder crescere i magazzini e gli utenti. Ma che dire degli investitori?
Quanti sono coscienti che comprando una pianificazione in un brand famoso in cima alle classifiche poi finiscono in tanti altri siti diversi per grafica, linea editoriale, qualità?
I CM che pianificano in questi brand che sono in realtà network, fanno un controllo per verificare che la roba “messa sotto” sia di qualità e coerente con il mezzo comprato?

Che succede se il cliente compra tramite CM un Brand famoso e conosciuto e poi per caso vede il suo banner in un qualche strano sitarello amatoriale pieno di adv verso i casinò o tette e culi? Potrei fare molti screenshot in merito….. (non li faccio perchè non è carino)

Qualche settimana fa mentre guardavo la posizione di Citynews nel principale sistema di rilevazione del traffico (perlomeno quello che usano i cm) mi sono imbattuto in un proliferare di queste aggregazioni anche da parte di editori tradizionali. Alcune hanno un senso editoriale e sono positive, altre a mio avviso sono un pò “approssimate”, lascio giudicare a voi quali sono buone e quali meno.

Vediamo alcuni casi, partendo proprio dalle news:

La Stampa.it
3,1 mln utenti unici mese  (quasi raddoppiata)
In realtà oltre il 35% del traffico è di medicitalia.it che è diventato il canale “salute” del quotidiano.

Quotidiano.net
4,2 mln utenti unici (wow!! prima era appena sul milione)

ma in realtà…

31% da hwupgrade
25% da prontoimprese
13% da it.dicios.com
2%  da motorionline
4%  da avmagazine

In poche parole, solo il 35% del totale sono effettivamente i quotidiani del gruppo (Nazione, resto carlino, giorno)

Spostandoci sul target Donna

Donna Moderna
1,8 mln utenti unici  (me lo ricordavo a 800k unici)
di cui il 45% in realtà è 3bmeteo.com….un sito di meteo….

Prendo un brand Banzai per non sembrare parziale

Pianetadonna
3,6 mln utenti unici  (quasi leader)
Composta da girlpower, pianetamamma, cookaround e mypersonaltrainer, oltre che da pianetadonna.it

Sui grandi portali possiamo vedere che anche LIBERO.it in realtà ha dentro di se vari siti cui, www.misya.info, forum.telefonino.net, punto-informatico.it, turistipercaso (ovvero tutto il network masteradv)

Anche Virgilio mette sotto il suo brand ogni cosa, per cercare di avanzare  nella sua battaglia contro libero per la leadership. Dentro il brand Virgilio quindi è presente telecomitalia.it, areaclienti187, email.it, vendiauto.com, buonissimo.org etc.  E’ normale direte voi telecom italia deve stare dentro virgilio.  Attenzione, non parliamo di property, allora sarebbe normale mettere tutto il mondo telecom. Qui parliamo del Brand Virgilio, che poi viene pianificato dai clienti e dai CM come portale.
E la classifica e la posizione del portale  in realtà  è quella che è perche dentro c’è anche il sito del costumer care 187

Di leonardo.it abbiamo detto, sono loro gli inventori. Il traffico diretto del portale non c’è… tutto il portale è interamente composto da una miriade di siti. I più importanti in temrini di traffico sono :
www.angolotesti.it
www.icitta.it
freeforumzone.leonardo.it
www.testimania.com
notizieincredibili.scuolazoo.com
iocazzeggio.scuolazoo.com
www.pianetacellulare.it
it.ewrite.us
www.rnbjunk.com
www.newnotizie.it
www.gingerandtomato.com
cronologia.leonardo.it
www.geekissimo.com
www.cellularmagazine.it
…..e tanti altri

Insomma, tutto sommato w le aggregazioni che fanno felici tutti…. per adesso.
La mia speranza è però che i CM comincino a selezionare le aggregazioni in base alla qualità e non solo in base al ranking nelle classifiche.
E l’altra speranza è che nel frattempo i clienti non si accorgano di dove finiscono certe pianificazioni.  :-)

Classifica concessionarie

11 ottobre 2011Advertising

Nei gossip molti sollecitavano una classifica delle concessionarie per fatturato. Se si parla solo di display per me il quadro è grosso modo questo:

Matrix (compreso IOpub)   50

Libero 45

MSN   45-50

Manzoni 35-40

RCS        30-35

Mediamond 17-18

Yahoo 18-19

Sole 17-18

Banzai 15-16

Tiscali 15

Hi-media 11-12

Leonardo 10-11

Tgadv  6-7

Tag-adv  5

 

Google nella parte display?

Facebook?

Conde Nast ?

Dada ?

AdvIt ?

PK ?

(….)

 

Poi c’è il performance tra cui spiccano  TradeDoubler e Zanox che come minimo superano i 10-20 mln.

 

Edizioni Master sotto Libero

2 settembre 2011Advertising

http://punto-informatico.it/3257431/PI/Note/nota-edizioni-master-piu-libero.aspx

Accordo commerciale, vende tutto LiberoAdv, i siti master (presumo) avranno la toolbar libero.

In cambio un minimo garantito cospicuo.  La concessionaria di master chiaramente chiude (o quasi).

 

ViteMedia

6 giugno 2011blogging

Vota il tuo account preferito! :)

20 maggio 2011Advertising

Riporto questa divertente iniziativa di Vitemedia

Vitemedia.it, il blog che con le proprie strisce umoristiche prende affettuosamente in giro il mondo dei centri media e delle concessionarie, ha deciso di dare ai migliori account/agenti/planner un riconoscimento “ufficiale”.
Da oggi, sul sito (http://vitemedia.it/?page_id=23) si potranno votare gli account/planner/funzionari preferiti in termini di efficienza e competenza… il tutto nello stile ViteMedia.
Ormai i nostri fumetti settimanali sono diventati un appuntamento fisso per il mondo della pubblicità e ci è sembrato giusto premiare la fonte della nostra ispirazione, cioè chi lavora in questo settore
dice Chiara Quintili, da poco Responsabile Sales e Marketing di Shockdom, la casa editrice che pubblica Vitemedia.
I vincitori saranno premiati durante il prossimo “loopy hour” di giugno, l’appuntamento informale del mondo digital.
Con Barbara Bontempi, che organizza il loopy ci siamo trovati subito d’accordo  sul carattere easy del premio e sulla filosofia del prendersi in giro” aggiunge Lucio Staiano, fondatore di Shockdom “quindi associare la premiazione al loopy è stato immediato
La prima fase dei Vitemedia Awards è appena iniziata e il tutto si concluderà a giugno.

La pula su Facebook [Paranoia]

4 aprile 2011Social Media

- INTERCETTAZIONI: PROCURATORE BARI, MEGLIO PLACES E FACEBOOK…
(ANSA)
-’Le intercettazioni sono uno strumento investigativo importante ma oramai tecnologicamente superato’. Lo ha detto il procuratore capo di Bari, Antonio Laudati, parlando con i giornalisti a margine del convegno nazionale ‘Comunicare in sicurezza’ organizzato a Bari dal Co.re.com Puglia. ‘Basta considerare – ha proseguito Laudati – che Facebook ha fatto un nuovo plugin che e’ places con la geolocalizzazione e quindi oggi combinandolo con googleearth e’ possibile localizzare qualsiasi persona in ogni parte del mondo senza forma di autorizzazione giudiziaria’.

Laudati ha citato ‘qualche processo fatto qui a Bari’ tramite investigazioni su Facebook: Chiara Brandonisio, abbiamo identificato l’assassino attraverso Facebook per le sue chat; abbiamo revocato gli arresti domiciliari a un detenuto che ha condiviso foto di una festa di compleanno a casa sua; per il processo di Altamura abbiamo localizzato il covo dove si nascondevano i killer attraverso Facebook, perche’ chattavano su Facebook. Adesso una nuova frontiera e’ lo spaccio di stupefacenti’.

Pensateci bene quanto twittate e sharate e fate i ganzi con le ragazze su FB.  :D

AOL Masterplan

21 febbraio 2011Social Media

Molti lo avranno già visto, ma lo pubblico per chi se lo è perso.

Pare sia stato trafugato (o forse è stato fatto uscire di proposito) il piano di AOL con obbiettivi, metodi, organizzazione per i prossimi mesi (18 mega PDF).

La cosa molto interessante  a mio avviso è il processo di valutazione preventiva del valore pubblicitario di un contenuto, ed il sistema che smista in base ai trend i contenuti da produrre alla rete dei freelance. AOL lavora sulla quantità… l’obbiettivo è di stare sui 50.000 contenuti al mese (parliamo di 1600 articoli al giorno…..) e per dare un senso a questa macchina  cerca di dare uno standard a tutte le sue strutture che ad oggi operano in autonomia.

Dubito che alcuni di quei tool possano funzionare davvero, ma rimane molto interessante da studiare per prendere spunti.

Seguici, e dai seguici!

19 gennaio 2011Social Media

Forse si sta esagerando….(segnalato da massimo di dotcoma):

Io penso sopratutto alle chiamate che tutti questi widgettini fanno, portanto a rallentare inevitabilmente il tempo di caricamento….

La stellare valutazione di Facebook e le IPO private

9 gennaio 2011Social Media

Tutti hanno parlato della notizia della valutazione da 50 mld per FB. In realtà erano mesi che su secondary market le azioni giravano a questo prezzo (anzi pure qualcosa di più).

La vera notizia è però un’altra: ormai  molte net-aziende USA preferiscono decisamente fare un “placement” privato di pacchetti per evitare la IPO. Goldman Sachs  sta piazzando (in una settimana!) per i suoi clienti un pacchetto da 1,5 mld di dollari in azioni FB, e pare che la domanda sia altissima. Anche Goupon dopo aver rifiutato la proposta di acquisto di Google, in poche settimane ha recuperato quasi 1 mld di dollari nel mercato. E poi Twitter, zynga…

Molti invocano la SEC (commissione controllo borsa) perchè questo collocamento di azioni FB nel mercato avviene senza le regole delle normali IPO. E per esempio non ci sono le informazioni basilari sui financials dell’azienda.  Non si sa quanto fattura realmente, quanti utili fa, con quale composizione. E’ insomma una operazione opaca è poco trasparente nei confronti del mercato.

Il motivo di queste “IPO private” è evidente: assenza di informazione sui financials, grande campagna stampa, poco tempo per decidere, e molti quindi comprano ad occhi chiusi. Cosi con una diluizione minima gli investitori iniziali escono facendo multipli incredibili.  Ma se oggi uno compra a 50 mld di valutazione, come minimo tra un pò di anni si aspetta di uscire a 80-100. Tutto questo è compatibile con il business di FB ?

Riguardo alla valutazione l’unico dato che filtra è che il fatturato di FB dovrebbe essere intorno ai 1,5 mld di dollari (altri dicono poco sotto i 2), in raddoppio rispetto ai 700 mln dell’anno prima. Ma sembra che il grosso della crescita sia derivante dal nuovo sistema di credits (la moneta virtuale) che sono una componente nuova rispetto all’anno precedente, e questo limiterebbe di parecchio la crescita della componente ads.

A 5 anni (ormai 6) dalla fondazione e con 600mln di iscritti non sembra un grande risultato rispetto per esempio alle revenues  di altri giganti come Google, che  ha lo stesso traffico e la stessa audience di FB.  C’è un rapporto di 1:15 tra i ricavi di google e FB .

Ma si controbatte che Google ha raggiunto i 2 mld di revenues dopo 5 anni di attività (2003) e quindi FB è perfettamente in linea con con questo track. Questa è l’argomentazione principale per giustificare i 50mld di valutazione.

Secondo me è profondamente errato parametrare il quinquiennio 1998-2003 (google) con il quinquiennio 2005-2010 (FB), per l’ovvia ragione che nel secondo quinquiennio gli utenti internet sono molto ma molti di più e il mercato adv è enorme rispetto a prima. Quindi il track non può essere uguale.

Ma d’altra parte questo grafico parla chiaro :

(Grafico da SAI)

Un Ads su google contestuale con la KW ricercata ha un valore davvero importante perchè è una pubblicità che molto spesso si mette nel mezzo tra l’utente e l’acquisto di qualcosa. Un Ads su Facebook  invece può avere una contestualità solo demografica, ma mentre guardo le foto di una amica non sono certo predisposto a comprare un viaggio come lo sono mentre cerco su Google una last minute. Quindi la differenza di valore c’è…e parecchia.

Questo si riflette nel grafico di cui sopra dove si vede chiaramente che al vertice sta chi ha il carrello e-commerce, a metà sta chi si pone nel momento della ricerca, poi chi vende branding  (display), ed infine il social network che ha la resa per utente piu bassa.

Con questa situazione è davvero difficile pensare, a meno di stravolgimenti del prodotto, che Facebook possa arrivare nel futuro ad avere revenues pari a google.  Il mercato degli ads è quello che è, mentre i credits sono sicuramente una miniera d’oro (sopratutto perchè sono margine puro) ma gli utenti non crescono all’infinito, sono già 600 milioni…e quando si arriva al miliardo c’è la saturazione dato che poi comincia la parte di mondo che durante il giorno ha il problema di trovare da  mangiare e non di socializzare in rete.

Alla fine della trasparenza nei confronti degli investitori interessa poco, credo però, che una azienda come FB che ha ormai il database del mondo, dovrebbe essere una public company per altri motivi. Essere trasparente nei numeri e negli obbiettivi e confrontarsi con il mercato tutti i giorni (come google) garantirebbe molto di più  infatti  i 600 mln di utenti che hanno affidato tutti i dati della loro vita, tra cui mio malgrado ci sono anche io.

5 prediction sul mercato mobile 2011 (da SAI)

20 dicembre 2010Social Media

Cinque  “predictions” sul  mercato Mobile da parte di Jamie Hall sul SAI. Le prime 2 sono davvero in controtendenza rispetto alla vulgata corrente, e molto interessanti per me:

1. The mobile browser is the new black. HTML is back and it’s the new app.
Una prediction in controtendenza con l’ascesa delle APP (se ne parlava anche qui “App vs Browser”). Il motivo indicato  è quello dell’utilizzo ormai imminente di HTML5  che permetterà  di gestire animazioni, video, graphic UI, con grande facilità.  Ma sopratutto sarà standard tra le varie piattaforme (android, iOS, etc) e quindi comodo per gli sviluppatori da produrre (lo fai una volta per tutti).
2. Mobile social gaming will expand beyond Apps into the browser.
E’ una conseguenza della prima prediction: l’attuale  frammentazione delle piattaforme mobile e la loro incomunicabilità non permette di giocare con gli amici. Solo il browser gaming lo permette, e quindi lì è il futuro, anche  nel mobile.
3 . 2011 – The year of in-content mobile commerce
Forse il 2011 sarà l’anno giusto per le valute virtuali spesi e gestiti da telefono mobile. Di sicuro anche qua in Europa le valute virtuali e i sitemi di micropagamenti sono una delle cose piu calde presso i fondi di investimento, e le iniziative sono molte.

4. Cuadrados Cuatro? Latinos will define the next great U.S. mobile service
Non è una grande predictions, sono anni che tutte le telco e le aziende di cosidetti VAS sono sbarcate in america latina per spremere il limone.

5. Google’s biggest competitor won’t be Apple, it will be Google
Hall sostiene che nonostante tutto Android nel 2011 vincerà su Apple, perchè Android è distribuito da più produttori hardware e non è chiuso come iOS. Ma la frammentazione è a sua volta un potenziale pericolo anche per google, ed inoltre  google  fatica ormai a seguire tutti i filoni che sta aprendo. E aggiungo io, la politica delle acquisizioni non funziona più perche molte start-up non si fanno comprare (vedi Yelp, o Groupon), oppure se si fanno comprare parte dopo poco l’esedo degli exec verso altre aziende o nuove startup.

Alto impatto

13 dicembre 2010Advertising

Sfondo, striscia alta, 2 manchette, pop-up sopra il contenuto, pushbar, e Box 300×250. Tutto in una unica pagina. Forse potrà essere efficace con alcuni, ma a me come utente mi fa girare davvero le palle, davvero eccessivo.  Forse era meglio Belen ;)

Enel VS Fattoquotidiano

25 ottobre 2010Advertising

Se segnalazione di un lettore del blog che lavora in una importante concessionaria segnalo questa interessante vicenda di cui ha parlato anche Prima Comunicazione alcuni giorni fa.  IlFattoquotidiano con un articolo critica ENEL  e l’ufficio stampa manda una lettera dicendo che non compreranno piu spazi pubblicitari. Il fattoquotidiano con il suo proverbiale “tatto”  spiattella la  notizia online  dicendo che “non si piegheranno ai voleri di lorsignori“.

L’amico che lavora nella concessionaria mi dice che ENEL ha tolto una pianificazione  anche  da un loro sito, e mi dice che sa di un altro sito a cui è stata tolta la pianificazione alla stessa maniera, quindi pare essere una pratica non isolata.

E’ chiaro che la pratica di usare le pianificazioni come strumento per orientare la linea dei mezzi di informazioni  è una cosa orrenda. Ma è altrettanto evidente  che direttamente o indirettamente è una cosa che esiste da sempre.

Quando un cliente compra un mezzo lo deve apprezzare, ed in un certo senso ne sposa anche la linea.  Capita spesso che i clienti si lamentano dei commenti degli utenti che criticano, di sezioni con tette e culi, di presenza di concorrenti, o di grafica che non è gradita. La concessionaria o l’editore ascoltano sempre il feedback del cliente ed è inevitabile correggere, perlomeno in parte, la linea per rispondere alle esigenze dell’advertiser. In questo caso si è forse andati oltre,  sindacando su una opinione di un giornalista, è non è bello per un gruppo come ENEL.

Però questi del Fattoquotidano sembrano  delle vergini che camminano nude  in un bosco di lupi. Se scrivi che ENEL ha già organizzato la piu grande fregatura della storia:

“Sarebbe davvero sorprendente che a undici anni da quella che è passata alla storia come una delle più solenni fregature per il “parco buoi” della Borsa, per di più organizzata dallo Stato, il gruppo elettrico, che è ancora controllato dal ministero dell’Economia, tentasse il bis.”

…E’ evidente che ENEL si incazza e ti toglie dalla pianificazione.  Insomma gli stai dando dei truffatori, in maniera peraltro sguaiata. Se poi spiattelli on line la lettera dell’ufficio stampa rendendo tutto pubblico…..i vari investitori metteranno un bel crocione sopra di te.

Per adesso se lo possono permettere visto il loro ottimo bilancio in utile, ma non so quanto le vergini potranno continuare a stare tranquille in mezzo ai lupi.

Mappa dei centri media italiani

8 settembre 2010Advertising

Mentre molti di voi account stavano ad ingozzarsi agli aperitivi di rientro oppure cazzeggiavano su Facebook rimpiangendo le vacanze, il sottoscritto ha pensato di fare un regalo a tutti: la mappa dei centri media e dei clienti in italia! Infatti nella pagina dei gossip, gossippiamo sempre di nomi e cognomi di planner e di clienti che passano da CM a CM. Questa mappa ( e ringrazio il capo di una conc.  nome in codice Tito Pullo per i dati base) servirà quindi per tenere traccia dei movimenti nel mondo dei CM, e servirà a molti sales PIGRI per i quali ho messo addirittura un piccolo search.
La mappa originaria con i singoli planner per ogni singolo cliente ed il numero di interno…. col cavolo che ve la regalo, prima vediamo se contribuite. Per contribuire : 1) sharate su facebook e segnalate a TUTTI i vostri amici di concessionarie e CM questo post  2) Segnalate sempre tramite i commenti errori (saranno parecchi) e modifiche 3) condividete le vostre informazioni, che non fa mai male. Buon lavoro!

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Mercato ADV Mobile: riflessioni ed esempi

27 luglio 2010Advertising

Tutte le indagini (ma sopratutto l’evidenza) confermano il fatto che il traffico web  da smartphone è in crescita pazzesca superando ogni aspettativa degli analisti. Addirittura è previsto che un quarto delle search verrà fatto entro qualche anno da mobile.

Ma i soldi per adesso sembrano farli sopratutto le telefoniche ed i produttori di hardware.

L’ADV in particolare è molto molto indietro, nonostante il traffico sia ormai elevatissimo. Anche nel search, che è il mercato più redditizio, a fronte di una stima del 20-25% di search fatte da mobile si stima un  mercato adv search USA solo 2-3 mld di dollari. La Display di fatto non esiste.

Le stime italiane sull’ADV mobile confermano da anni questa stasi, di un mercato che non è mai partito. Siamo di fronte ad un semplice ritardo degli Advertiser oppure c’è una ragione strutturale?

La domanda è importante perchè da parte degli editori siamo in una fase di delirio e di corsa per essere presenti in ogni device, per poi sbandierarlo ai clienti tramite  la propria  concessionaria.  Visti gli scarsi ritorni da adv sembra quasi un investimento di mkgt del tipo “ci sono tutti ci devo essere anche io”. Leggi tutto l’articolo

Come comprare la blogosfera

13 luglio 2010Social Media

Ecco una delle varie mail che mi sono arrivate di recente:

Sono Fabrizio, Biz Developer  e Community Manager presso PromoDigital, società partner del gruppo Wikio, il più grande aggregatore ed indicizzatore di Blog.
Prima di tutto volevo complimentarmi per il tuo blog : ) è davvero ben curato ed interessante. Ti spiego in breve di cosa ci occupiamo: il nostro scopo è mettere in relazione i bloggers con le aziende selezionando i blog che riteniamo più interessanti e realizzando innovative campagne di passaparola online su brand, prodotti o iniziative (sarai tu a scegliere le campagne a cui partecipare e verrai remunerato per ogni articolo che pubblicherai).
Visto che gestisci un blog e dato che in questi giorni stiamo partendo con campagne per Ob, Huggies , Adidas (sta per partire una grintosissima campagna per i tifosi milanisti ricca di sorprese), Colgate , Akuel, Nina Senicar costumi ,Be-total (spesso inviamo prodotti in prova)… mi piacerebbe invitarti a partecipare alle iniziative della nostra community!
http://promodigital.ebuzzing.com/membre/?inscrit=1&devenez=buzz&lang=it.
I blogger che come te parteciperanno alle campagne tramite la stesura di un semplice post  riceveranno un compenso (mediamente si parte da un minimo di 40Euro per ogni articolo pubblicato anche se ufficialmente nelle faq abbiamo indicato un prezzo minore per evitare che chiunque si iscriva alla nostra piattaforma).
In realtà non finisce qui…sarai tu,solo quando lo vorrai, accedendo alla nostra piattaforma, a selezionare la campagna più adatta allo stile del tuo blog …A volte si tratta di provare un prodotto/servizio e di commentarlo, altre volte di parlare di un’iniziativa di found raising, di un concorso o semplicemente di pubblicare un video.
Per qualsiasi tipo di informazione consulta questo link:
http://www.promodigital.it/it/commons/14/faq.html
Se invece desideri informazioni circa il codice etico a cui ci atteniamo saldamente nella gestione delle campagne:
http://www.wommi.it/codice-etico/
Spero davvero ti unisca a noi e dia il tuo contributo per avviare questa piccola rivoluzione dell’advertising  ;)
Se hai bisogno di supporto tecnico non esitare a contattarmi scrivendo a: network@promodigital.it.
Credo sia tutto per ora,
Ti auguro una serena giornata.

Questa cd. “rivoluzione dell’advertising”  determina una pratica che a mio avviso è scorretta a poco trasparente per svariati motivi.
Infatti un editore quando pubblica un publiredazionale deve specificare che il contenuto è un redazionale sponsorizzato, e questo a garanzia dell’utente che deve sapere se quel contenuto è realmente sviluppato dalla redazione è semplicemente “comprato” da un advertiser. Certo il confine è labile: pubblicare un video di uno spot o raccontare l’esistenza di una concorso non è come fare una marketta, ma sicuramente molti “advertiser” (chiamiamoli così) vorranno le markette.

In questo caso non c’è più nessun obbligo o controllo ed il lettore può credere che il post sia genuino (=vero) mentre è prezzolato (=falso).

E’ poi pratica molto scorretta nei confronti di google perché di fatto genera un gran numero di link  che sono indotti e pagati, andando ad alterare il page rank.  In generale è un Buzz quasi completamente indotto.

Un tempo si scriveva per passione, e chi leggeva sapeva che il contenuto del blog era autentico e senza secondi fini. Ma la rete ha perso la verginità da tempo, e di recente anche i blogger.

Ma sicuramente queste considerazioni oggi nel 2010 sono (come diceva totò)  solo …bazzeccole, quisquilie, pinzellacchere.  :)

Esempio di piano Media

6 luglio 2010Advertising

Spero di fare cosa gradita ad alcuni lettori del blog pubblicando un Piano Media (vero!). E’ uno dei vari piani che ho interecettato negli anni, questo risale ad un paio di anni fa: si tratta di un grosso brand che lanciava un prodotto a target giovane, e la campagna durava circa 2 mesi. Si tratta di un bel budget, quasi 300.000 euro.

Ovviamente ho tolto tutti i riferimenti al brand ed al cliente ed al CM, credo però sia interessante vedere come un budget di quella portata viene ripartito tra i vari operatori e le dinamiche di prezzo. Interessante vedere anche chi pratica le politiche di omaggio e chi no, ed il prezzo medio.

Scarica il Piano Media

Ps. se qualche lettore anonimamente volesse mandare qualche documento o informazione, per condividerlo… ne saremmo lieti! Sennò sono sempre e solo io…. :)

Un pò di click

1 luglio 2010Advertising

L’amico Massimo su “Dotcoma” scrive :

Oggi su una email normale su GMail, tema Milano e politica, ho trovato ben tre pubblicità di concorsi del cazzo, di Muller, Bosch e Shell. Eccoli, gli inserzionisti mass market che i banner sognano da 10+ anni e che non sono mai riusciti ad avere e che non avranno mai.

Bhe ovviamente ha ragione da vendere. Ma che dire però della efficacia e del “senso”  di questa presenza web di questi marchi ? Come si vede anche dalla sua reazione è una pubblicità abbastanza insensata visto che è totalmente fuori contesto, in mezzo a delle mail personali, con una efficacia davvero dubbia.

Ma sappiamo tutti cosa c’è dietro: non c’è nessuna logica di marketing,  nessun obbiettivo di redemption, nessuna vera strategia. Quelle marche investono due spicci sul web ed al responsabile digitale basta avere un pò di gente sul sito, e quindi il modo migliore e piu immediato  è comprare un pò di “click qua e là” a 0,03 euro. Google che ormai ha i suoi adsense in tutto il web, ha un magazzino quasi infinito, e quindi  permette di comprare a questi prezzi. Ed ovviamente riempie la sua webmail di annunci senza neanche preoccuparsi di contestualizzare, tanto ormai si è capito che ai clienti non interessa, perchè nessuno controlla (o può controllare) le redemption….

Le marche sono contente perche i loro 3 spicci danno qualche risultato tangibile  e Google è contenta perchè fa i soldi a palate.  Forse Massimo non è molto contento (ed io pure),  ma siamo solo due. :)

Arbitraggio: come fare milioni di euro usando google

14 giugno 2010Advertising

In un post di qualche settimana fa si era parlato di Arbitraggio. Ho pensato fosse utile spiegare a chi non conosce questa pratica il funzionamento ed i risultati, anche perchè si parla di decine e decine di milioni di euro che vanno nel bilancio di google e degli operatori che lo praticano.    Per spiegare bene il meccanismo  ho chiesto una mano a Claudio Zamboni,  Ex industry leader Entertainment & Telco Google It,  ed attuale CEO di Digital ReveNew. In fondo alla breve intervista ho caricato alcuni screenshot con un esempio.

LL:  Ciao Claudio. Ci spieghi cosa è l’arbitraggio?

Come in finanza o nella economia “fisica” il concetto di arbitraggio individua una pratica di marginazione attraverso l’acquisto e la rivendita di prodotti o servizi per i quali esiste una differenza di prezzo nelle due fasi, in ambito digitale si intende un modello di business applicato da molte aziende, che hanno generato enormi profitti in pochi anni, attraverso lo sviluppo di un markup tra l’acquisto di un click sui motori di ricerca e la sua rivendita ad altri inserzionisti. Nella fattispecie, il processo si articola in questo modo.

Un’azienda (l’arbitraggista) acquista traffico dai motori di ricerca sotto forma di click (cioè di persone che cliccano sulle inserzioni pubblicitarie che sui motori prendono la forma di link sponsorizzati) e veicola questo traffico su pagine di atterraggio, tecnicamente chiamate landing page, sulle quali sono presenti contenuti editoriali ed altre pubblicità, per lo più sotto forma di altri link testuali sponsorizzati.
I link sponsorizzati sono presenti su queste pagine grazie a modalità di affiliazione con gli stessi motori di ricerca, che distribuiscono i text ads anche su network di siti esterni (ad esempio Google Adsense).
Nel momento in cui il costo unitario di acquisto dei clic è minore del costo di vendita della pubblicità sulle landing pages, allora si sviluppa margine positivo.
Il fenomeno dell’arbitraggio esplode questo meccanismo. Leggi tutto l’articolo

Iab forum Roma

26 maggio 2010Advertising

Sullo Iab forum mi associo al commento critico di Mauro Lupi. L’affermazione di Romani sul “digitale terrestre” che sarebbe propedeutico per internet da sola basta a fare cascare le braccia. D’altra parte ogni tentativo di confronto tra la  “riserva indiana” con questo mondo politico non può che finire male. Divertente anche il confronto con alcuni big spender (es P&G) che non sanno neanche spiegare perche non investono in rete. Insomma un pò lo stesso film che vediamo da dieci anni.

Lo scenario romano era davvero bello… c’era un sole stupendo!

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