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Mappa del mercato display 2009

17 novembre 2009Advertising

mappa-mercato-adv-2009.gif

A distanza di due anni dal mio post dove cercavo di disegnare la mappa del mercato display italiano, provo a pubblicare un aggiornamento al 2009. A differenza dell’altra tabella dove una buona parte dei dati nasceva da analisi del bilancio 2006 delle aziende, questa è fatta sull’anno in corso, quindi basata solo sui “pare che..”.

I dati non tengono conto del mercato search, ma assommano tutto il resto. Il mercato  “non search” simato da nielsen per il 2009 è di circa 240 mln di euro (gli ultimi 3 mesi dell’anno sono una mia proiezione con la crescita media del 2009).

Quindi la tabella sembra coincidere abbastanza bene con i dati nielsen a differenza dell’altra volta.

Ci sono ovviamente moltissime cose da capire: una di questa è questo enorme fatturato presunto di SeatPG ( si narra di più di 100 mln) che ovviamente qui non è considerato (e che forse non è da considerare display). Molti editori hanno inoltre incapsulati nei loro ricavi anche una parte di search  difficile da stimare. Zanox e Tradedoubler e CPX sono considerati in “altri”: la difficoltà della stima nasce anche dal fatto che una parte dei loro banner sono poi “rivenduti” nell’invenduto delle altre concessionarie con il rischio di contare il fatturato due volte.

CONSIDERAZIONI: Non c’è ancora nessun fenomeno di concentrazione, ma anzi gli attori  sono in aumento e c’è una certa frammentazione. I primi cinque player di mangiano appena il 50% del totale, mentre in una situazione di concentrazione dovrebbe essere l’80%. I player che stanno crescendo piu della media sono MSN, e sopratutto Libero (grazie ai favolosi xxxxxx  del xx% che retrocede). In questi tempi di crisi pare vada bene anche Manzoni ed in generale i quotidiani (websystem, rcs).

Tra gli affaticati c’è Leonardo/Intelia che pare sotto ristrutturazione dopo l’addio di Valente, e TiscaliADV con la perdita della concessione di ANSA e di Davide Mondo. Anche  Conde nast è in ristrutturazione.

Tra gli emergenti, oltre ovviamente a Banzai, c’è la nuova concessionaria “MediaMond” che unisce mondadori e mediaset che potrà sicuramente crescere sopra la media visto il grande valore inespresso che c’è dentro.

Probabilmente molti dati sono errati, mandate le vostre stime   grazie!!!

Se gli editori si incazzano….(robots.txt rulez!).

11 novembre 2009Advertising

Partiamo da una notizia di attualità e facciamo un pò di FantaInternet!

rupert.jpegSembra che questa volta Rupert Murdoch faccia sul serio.  L’annuncio che potrebbe togliere i siti di news corp dall’indice di Google ha suscitato l’ilarità di molti (“ahahah non vediamo l’ora!”) e la rispota piccata di Google (“faccia pure!”).  Il problema che solleva Rupert è basilare: la gente che da google (tramite google news o tramite il search) arriva sulle news non si fidelizza minimamente al mezzo dell’editore ma di fatto si fidelizza a google, che per l’utente medio ormai coincide con internet. Così nessuno passa più dalle homepages, e i siti degli editori diventano appendici del search engine. Il problema è noto da tempo ma la risposta sembra un pò azzardata.

In realtà il magnate non è l’ultimo scemo: prendendo ad esempio il WSJ da alcuni  calcoli sembra che  l’uscita da Google peserebbe un -25% di traffico ma solo un -15% di ricavi in meno.  Ricavi che potrebbero essere compensati da forme di abbonamento a contenuti premium.

Se il saldo fosse a zero alla fine Rupert non perderebbe nulla, mentre Google perderebbe un pò di contenuti ed alcuni utenti non trovando più certi contenuti forse tornerebbero direttamente nella home del WSJ. Certo Google potrà sostituire i contenuti di Murdoch agevolmente.

Ma……che succederebbe se un certo numero di editori si mettesse d’accordo per fare la stessa cosa che ha fatto Murdoch? La cosa potrebbe essere meno impossibile di quanto si creda.

Prendiamo il mercato italiano: se tutti gli editori FIEG se ne andassero da google in blocco mettendo un bel NO INDEX nel proprio Robot.txt  l’indice di Google avrebbe una bella botta  in termini di minor ricchezza. Su google news  le uniche cose che uscirebbero sarebbero solo  bloggetti e sitolini, il servizio ne riceverebbe una botta micidiale. Anche il search avrebbe un impatto importante.

Se gli editori tradizionali si trascinassero dietro qualche altro operatore in concorrenza con Google (grandi portali, MSN) potrebbe essere un bel problema per G. L’utenza non troverebbe piu tante cose nel suo indice e inizierebbe a cercare in altre fonti, o tornerebbe a bookmarkarsi i siti.

Gli editori non lo sanno, ma in realtà tengono Google per le palle. Google vince e regna perchè oggi tutti sono contro tutti. Ma se uno più coraggiso comincia…..e se poi molti seguono…..

Andamento mercato pubblicitario internet – dati settembre

10 novembre 2009Advertising

grafico-andamento-mercato-adv-2009.jpgDopo la fiammata primaverile sembra che il mercato sia tornato in negativo. Settembre, in genere un buon mese, ma è in flessione Y/Y. Continua l’errata (secondo me) rilevazione del mercato dem dato a settembre a -42% con poco meno di 1 milione di euro, chiaramente impossibile.

La crescita  tendenziale annua è intorno al 5%, ma se in autunno continua il calo ci avvicineremo allo zero.

Gossip Gossip, Here!

9 novembre 2009blogging

Molti lettori del blog pubblicano gossip di mercato e notizie interessanti in fondo a dei post che non c’entrano granchè. Ho pensato quindi di tenere un post fisso sull’argomento “gossip” così da avere uno spazio sempre aggiornato, ed avere una bella icona in tutto il sito per ricordarsi del post. Ovviamente faccio affidamento all’intelligenza dei lettori:  se sono cose delicate non mettiamo nomi e cognomi. Grazie!  Nota : i gossip recenti sono in fondo alla lista….

Repubblica critica lo IAB!

3 novembre 2009Advertising

Andrea di Stefano dalle pagine di Repubblica critica lo IAB forum. Ecco cosa dice:

Peccato che, tra i tanti che hanno sicuramente “fatto la storia di Internet” in Italia, in questa edizione di Iab Forum manchino alcuni dei protagonisti della produzione di contenuti digitali. Gli editori, per esempio. Salvo un paio di interventi, l’intero panorama del Forum è appannaggio di operatori della pubblicità e soprattutto dei grandi operatori internazionali come Google, Yahoo e Microsoft.

Intervento davvero curioso.  In effetti  sono anni ed anni che anche io mi domando come mai Repubblica e Manzoni non sia mai presente allo IAB Forum. Forse sono 10 anni che aspettano di essere invitati allo IAB. Così  stanno lì nel loro ufficio a domandarsi tristemente “ma ci inviteranno quest’anno? ma perchè non ci vogliono?” senza sapere che basta richiedere la partecipazione, e magari essere sponsor per avere un bel posto posto nel palco.

Di Stefano dovrebbe sapere poi che  IAB, che è un acronimo inglese, vuol dire “International Advertising Bureau” e quindi è normale che parli principalmente di pubblicità. Forse è per questo che ci sono tutte le concessionarie e non gli editori.  E manca Manzoni….

Ma non sazio, continua la sua polemica:

Nessuno spazio viene dato a due azioni che stanno attirando l’interesse di tutto il mondo sull’Italia: l’apertura di un’indagine dell’Antitrust su eventuali abusi di posizione dominante da parte di Google e la creazione di un consorzio di editori – il Premium Publisher Network – per la gestione in proprio della pubblicità testuale a performance, che vede come quasi monopolista proprio Google.

Qui si raggiunge il ridicolo. Pensare la nascita del PPN stia “attirando l’interesse di tutto il mondo sull’italia” è un pò da mitomani, essendo peraltro notizia di quasi un anno fa. Ma sopratutto,  se di questa ENORME innovazione vuoi che se ne parli allo IAB, è sufficiente mettere mano al portafoglio e prendersi uno stand (magari accanto a google) e spiegare al mercato come funziona. Come fanno tutti. Se non lo fai, è ovvio che nessuno ti “caga” e poi a fine anno raccogli si è no 300k euro, cifra che google fa in 10 minuti.

Se ci sono problemi economici, l’anno prossimo facciamo tutti insieme una colletta per avervi con noi a IAB. Ci duole tremendamente vedervi così soli ed arrabbiati.

Gossip: Acquisizione in vista per BrownEditore

19 ottobre 2009blogging

Le mie fonti informative mi dicono che  BrownEditore (editore di finanzaonline.com) società posseduta dal gruppo AMENDUNI (acciaio) ha chiuso l’acquisizione  del sito Borse.it.

Sempre le mie fonti mi parlano di un valore interessante rispetto al giro di affari della società. L’obbiettivo della acquisizione credo sia quello di creare un network di siti dedicati alla finanza ed alle news economiche. nei prossimi giorni uscirà un comunicato ufficiale e ne sapremo di più. Complimenti al CEO Salvatore Pugliese, che talvolta ha commentato questo blog!

Post riparatorio

19 ottobre 2009blogging

La settimana scorsa avevo criticato lo IAB per aver mandato un documento (scritto dalla agenzia di public affairs) dove veniva spiegato il lodo Alfano e c’erano numerosi (ed inappropriati) commenti sulla situazione politica.  Forse ho dato la sensazione di pensare che IAB sia una associazione inutile. In realtà pur criticando IAB ogni tanto, io penso che sia molto utile. Infatti nel bene o nel male è l’unica associazione/entità che in Italia si è data da fare in questi dieci anni per sviluppare la cultura della rete presso il mondo della pubblicità, e presso il mondo istituzionale.  E in Italia siamo così indietro che è ancora molto utile il lavoro che IAB svolge e svolgerà. Leggi tutto l’articolo

La molletta del PD

16 ottobre 2009Advertising

molletta-pd.jpg Il Pd torna in campagna sul web. La cosa è positiva nella speranza che tutti i partiti a breve utilizzino maggiormente la rete per comunicare, non solo per le elezioni. Anche la nostra agenzia Prodigi era stata chiamata per la creatività e pianificazione, ma quando ci hanno detto che la creatività web doveva ricalcare i manifesti con la molletta abbiamo declinato l’invito, dato che non ci sarebbe stato nessun lavoro creativo.

Infatti, questa campagna, creata da una primaria agenzia internazionale, è a mio avviso davvero sbagliata. Per prima cosa lo slogan “Fai vedere che ci tieni” contiene implicitamente l’affermazione che tieni poco. Ma per salvare la faccia devi fare vedere (agli altri e a te stesso) che ci tieni.  E’ l’implicito riconoscimento di un rituale (primarie) che è diventato stanco e poco entusiasmante, ma che “devi fare vedere agli altri” che funziona ancora. E’ un messaggio drammaticamente perdente e rinuciatario. Leggi tutto l’articolo

Chi pagherà per i contenuti? Alcune idee.

15 ottobre 2009blogging

Mentre Google sta preparando la piattaforma per permettere ai publisher di far pagare i contenuti, una indagine in UK dice che il  74% degli utenti, se il loro sito di news preferito mettesse i contenuti a pagamento,  non pagherebbe per leggere le notizie. Piuttosto o passerebbero ad un nuovo sito o limiterebbero la loro lettura ai titoli gratuiti (8% degli intervistati).

Solo un 5% metterebbe mano alla carta di credito. La ricerca è stata condotta dalla Harris Interactive per conto della PaidContentUK (su panel rappresentativo di di 1188 adulti). I più propensi a pagare? Quelli tra 16-24 anni, l’upper class o coloro supportati da sussidi statali. Leggi tutto l’articolo

Andamento mercato adv, aggiornamento agosto.

13 ottobre 2009Advertising

Gen.   39.130    1,6%
Feb.    42.643    6,1%
Mar.    51.135    3,0%
Apr.    52.088    16,5%
Mag.   54.606    12,3%
Giu.    54.000    9,3%
Lug.   41.425     2,2%
Ago.   30.792    -1,7%

Con segno meno di agosto il dato annuale per adesso si porta a a +6,6%. Dividendo il dato sui vari strumenti ci sono alcune cose strane: le Dem ad esempio risultano in calo del 28% anno su anno e questo credo perchè molti operatori non sono censiti da Nielsen. Infatti per quello che ne vedo io il mercato è sempre vivo e vegeto e non certo ridotto di un terzo. Per il resto come sempre il kw va meglio del display. Anche il performance sembra dai dati a crescita zero, altra cosa strana.

I tre clienti di un sito web

12 ottobre 2009blogging

Ogni azienda quando progetta un prodotto ha sempre in mente le esigenze del consumatore che lo comprerà: con del marketing alle spalle e un pò di studio è relativamente facile progettare qualcosa che potrà avere successo.

Per chi edita i siti web la faccenda è decisamente piu complicata. Infatti non esiste un solo cliente, ma ne esistono ben TRE. E per rendere il tutto più difficile i clienti hanno esigenze diverse, e spesso opposte tra di loro.

Il cliente per il quale si produce il sito è infatti l’utente che lo navigherà. Ma l’utente lo naviga gratis…..ed in  realtà il cliente che lo compra per davvero  (pagando la propria presenza) è l’advertiser.  Recentemente si è auto-invitato un nuovo convitato: il motore di ricerca che, interponendosi tra l’editore e  l’utente, diventa un meta-utente che porta la grande parte di traffico.

La grande difficoltà di questo lavoro sta quindi nel fatto che si devono accontentare tutti e tre i clienti,  se si vuole fare un sito di successo (e per successo si intende un successo anche economico). Se si trattasse di accontentare solo i TRE clienti, il gioco sarebbe difficile ma non impossibile. In realtà -come dicevo poco sopra- esistono  numerosissimi esempi di conflitto tra i TRE clienti.

Eccone alcuni esempi:

ADV:  L’Utente privilegia i siti con poco ADV e con ADV poco invasivo. L’Advertiser invece vuole ADV invasivo e sopra il contenuto (“altrimenti non funziona”), vuole inoltre molto adv per pagina. Google non tollera alcuni formati adv invasivi (pop-up ed overlayer), ma però privilegia i siti che usano il suo ADV testuale invasivo mischiato al contenuto.

Struttura del sito: L’Advertiser compra i siti come fossero delle riviste e giustamente vuole sempre la “copertina”, ovvero la homepage. Google porta tutti gli utenti nelle pagine interne facendo saltare la homepage, che quindi  ha sempre meno traffico. L’Utente finale non usa più le homepage perchè ormai google è la sua meta-homepage.

Contenuto: Google privilegia i siti che hanno tantissimi contenuti aggiornatissimi, e quindi brevi e poco approfonditi. Gli utenti molto spesso invece cercano accuratezza e approfondimento. L’advertiser in genere non si cura della qualità del contenuto, è sempre fermo alla homepage  ;)

UGC: L’ugc è molto apprezzato da Google, ed in parte anche dagli utenti perche porta contenuti freschi e sempre aggiornati ( e gratisse!). In realtà nonostante i proclami è poco apprezzato dagli advertiser specialmente quando i contenuti non sono filtrati.

SEO:  Per essere presenti in Google si è costretti ad investire un sacco di tempo ed energie nel seguire le regole SEO di Google cambiando quindi struttura, titoli, articoli.  E conflitto anche qui: ad esempio un tool in ajax che visualizza i contenuti on demand è utilissimo per l’utente che non ricarica la pagina ma è negativo per google perche non la spidera.

Grafica: L’Advertiser vuole spesso un sito molto bello graficamente, pieno di flash e di immagini. Google penalizza i siti pesanti e flash non è facilmente spiderabile.

Insomma, potrei continuare per ore ed ore ad elencare i conflitti tra i TRE clienti che rendono questo lavoro così stimolante e simpaticamente difficile.

Per risolvere la cosa proporrei che i TRE clienti si vedano una sera a cena e si mettano d’accordo su come noi artigiani del web dobbiamo fare i siti, e poi ci diano quanto deciso per iscritto.

Facciamo una colletta per pagare questa cena?

Lo IAB mi spiega il lodo alfano!

9 ottobre 2009Advertising

Stamattina, qualità di socio,  nella posta ho trovato la seguente comunicazione dello dello IAB :

Caro Socio,

ti inviamo in allegato un documento di approfondimento predisposto dalla nostra agenzia di public affaires FB Associati in merito alla decisione della Corte Costituzionale sul c.d. Lodo Alfano sperando che ti sia utile per meglio interpretare lo scenario che si sta delineando.

Ecco il link al documento, per chi se lo vuole leggere.

Così grazie allo IAB scopro che “Il primo dato di fatto è che, attualmente, non esiste – né nel centro-destra né nel centro-sinistra o nella società civile – un candidato in grado di sostituire a breve (in termini di consensi e appoggio politico) il Presidente Berlusconi“.  Sempre grazie allo IAB scopro questa dirompente novità : “il Partito Democratico è infatti ancora alle prese con la definizione della propria identità, della linea politica e del proprio Segretario (prevista a fine mese).”

In effetti ero cosi gobbo e chino sul mio banco di lavoro, a montare e smontare siti, che non mi ero accorto  di queste profonde novità…..

Magrini superconsulente….

9 ottobre 2009Advertising

La notizia è già nota da qualche giorno : Magrini sarà “consulente esclusivo” del gruppo RCS per sviluppare internet. Mi interessa molto  l’opinione dei lettori del blog….

Da parte mia posso dire: grande stima per Magrini,   sicuramente porterà ottime idee in RCS e farà bene il ruolo di evangelizzatore. Ma mi domando…..sono sufficienti le idee? Forse il problema lì dentro è di struttura e di gestione, e forse di riconversione. RCS è nel regno dei contenuti, del display, dei giornalisti……. siamo sicuri che chi viene dal mondo Google possa dare un contributo?

Aspetto con ansia i commenti di Carletto e Gibbo   :)

84% degli utenti non clicca nei banner. E allora?

7 ottobre 2009Advertising

Comscore ha pubblicato una interessante ricerca da cui risulta che negli ultimi due anni si è dimezzato il numero di utenti che cliccano nei banner display in un dato mese. Si è passati dal 32% al 16%, e questo vuol dire che l’84%  non clicca nei banner.

Questo significa che le campagne display sono inutili?  Forse in Italia, ma non negli USA dove ComScore dice:

“comScore has conducted more than 200 client studies demonstrating that online display ads generate significant lift in brand site visitation, trademark search, and both online and offline sales among those Internet users who were exposed to the online ad campaigns – whether they clicked on the ad or not. These results, compiled in comScore’s influential “Whither the Click?” white paper, were reported in the June 2009 issue of the Journal of Advertising Research.”

Ma è interessante vedere cosa dice il capo della struttura di ricerca di STARCOM (centro media) :

A click means nothing, earns no revenue and creates no brand equity. Your online advertising has some goal – and it’s certainly not to generate clicks,” said Starcom USA SVP/Director, Research & Analytics John Lowell. “You want people to visit your website, seek more information, purchase a product, become a lead, keep your brand top of mind, learn something new, feel differently – the list goes on. Regardless of whether the consumer clicked on an ad or not, the key is to determine how that ad unit influenced them to think, feel or do something they wouldn’t have done otherwise.”

Quindi se i banner sono poco cliccati rispetto a campagne performance o search, non vuol dire che non funzionino.  Ma ovviamente che per valutarle servono differenti metriche, non certo il CTR.  Questo anche perchè sono differenti strumenti pubblicitari.
Purtoppo credo che  in Italia ci arriveremo tra 5 anni…….  :(

approfondisci : la ricerca Comscore  /  Articolo AD.AGE

Medioevo

30 settembre 2009Advertising

In Gran Bretagna la raccolta pubblicitaria su Internet ha superato quella sulla televisione. (The Wall Street Journal Europe p. 8).

In Italia la spesa adv internet è circa 10 volte minore rispetto alla televisione.  Questa cosa avrà forse una qualche connessione con la qualità della nostra democrazia?

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