Da una decina di giorni è online la beta version di Liquida.it. Liquida vuole diventare un sito dove si troverà il meglio della rete italiana a partire proprio dai blog. Parte quindi come un aggregatore ma con sofisticati algoritmi ed alcun isistemi che sono ancora in testing riuscirà a filtrare le migliori cose prodotte dai blogger e pubblicarle in vari canali tematici. I contenuti dei blog pervengono a Liquida tramite feed RSS e spidering a seguito dell’inserimento di un blog da parte della redazione di Liquida o della sua segnalazione da parte dell’autore. Da quel momento i post vengono automaticamente classificati, “taggati” e resi fruibili agli utenti. Sono già numerosissimi i contenuti presenti nel motore e una ricerca per TAG fornisce già oggi ottimi risultati. Tra i fondatori del sito ci sono Andrea Santagata (ex direttore mktg Virgilio) e Fabio Cabula (tra i fondatori di splinder) a cui va il mio augurio per questa bella iniziativa.
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Alcuni mesi fa se ne aveva avuto il sentore e ne avevo parlato in un precedente post. Adesso i dati di nielsen confermano la frenata della crescita dell’Adv nel primo semestre 2008. Alcuni mezzi (come la free press) ed alcune televisioni (come MTV) vanno addirittura in negativo sull’anno precedente. Riguardo ad Internet il tasso di crescita da Maggio in poi ha avuto un brusco rallentamento portandosi ad un misero +15%. Quindi nell’arco di sei mesi si è passati da una crescita del 40% ad una crescita del 15%, e adesso vedremo i dati dell’estate. In tutti i casi agli altri media va molto peggio: la carta (mensili e quotidiani) è quella che soffre di più in questo momento.
Credo che piu che la crisi economica il problema sia la stretta sulla liquidità. Nel 2003-2004 con il PIL fermo l’adv (in tutti i mezzi) continuava comunque a crescere con ritmi importanti.
Esce oggi in versione pre-beta un nuovo tool di ricerca cooperativa chiamato YouRank. Ho avuto la fortuna di partecipare, anche se marginalmente, allo sviluppo di questo interessante progetto. E’ un progetto tutto italiano con un brevetto in pending e su cui sono stati spesi 18 mesi di lavoro di un team di prim’ordine. YouRank è una extension del browser (attualmente funziona solo con firefox) che registra la navigazione dell’utente salvando in locale le informazioni relative ai migliori siti trovati in seguito alle ricerche effettuate. Leggi tutto l’articolo
Ottime notizie da LinkedIn: Kevin Eyres, LinkedIn’s managing director per l’Europa ha detto a IDG che il social network per il lavoro riesce a vendere ADV a 75$ CPM in USA e circa 50$ CPM in UK.
Il motivo è tutto nella utenza : età media 40 anni e 100.000$ di reddito medio. Ottima notizia mentre i CPM in tutto il mondo sono il calo.
Alberto Mucignat mi segnala un post di Bob Gilbreath sul CTR di Facebook.
Ne avevo scritto anche io nel luglio dell’anno scorso pubblicando (tratto da un blog USA) un report di una campagna che mostrava risultati di CTR molto bassi. Un primo ed evidente motivo di ciò sono anche le posizioni un pò “marginali” dell’adv in Facebook: in basso a sinistra, sempre piccole e poco impattanti. Leggi tutto l’articolo
Sono usciti i numeri Nielsen sull’andamento ADV on line del primo trimestre. Al di là dell’aggregato trimestrale, la cosa preoccupante è la scomposizione mensile :
Mese Fatt Y/Y
Gen. 18.562 33,8%
Feb. 23.034 31,9%
Mar. 28.737 25,7%
Come si vede si sta passando da un generico +40% del 2007 ad un progressivo 33% di gennaio, poi 31% di febbraio ed un +25% di marzo. I segnali che sento in giro su aprile sono pessimi, e l’outlook su maggio e giugno non è buono. Alcune concessionarie sono sul +15%.
Intendiamoci: con un +25% Internet è sempre in crescita….ma sembrano i primi segnali di una reale battuta d’arresto. Alcuni grossi editori tradizionali hanno tagliato del 50% le tariffe delle pagine ed hanno raddoppiato il numero delle pagine. C’è una guerra tra i mezzi pubblicitari in una situazione economica stagnante, e questo sta mettendo fine alla grande crescita di internet in questi ultimi tre anni.
Nel frattempo Google ha fatto un’altra ottima trimestrale, anche se nelle pieghe dei numeri si vede come in USA la crescita sia ferma, e tutta la crescita sia in UK e resto del mondo.
Stanno circolando alcuni rumors.
Due grandi portali italiani (non i primi due) pare che da alcuni mesi stiano facendo il giro delle sette chiese (ovvero dei grandi editori) per vendere. Non parlo ovviamente di Tiscali, la cui vendita è cosa pubblica.
Il momento di mercato non è il massimo, ma rimane propizio. Molti editori non hanno una grossa presenza web, e mentre l’ADV cartaceo è in crisi, il modo migliore di investire rimane oggi internet.
Quindi quelli che bussano alla loro porta trovano tappeti rossi, quando non sono gli stessi editori a bussare agli internettiani.
Fino ad oggi però non si è concluso nulla. Lo schema è sempre lo stesso: chi si presenta talvolta
rappresenta una realtà molto più rosea di quello che è, chiedendo quindi cifre molto importanti.
Questo alletta molto il compratore. Quando però si vedono i conti, le cose sono un un pò diverse, ad allora l’affare sfuma.
Ma non è escluso che alla fine nei prossimi mesi qualcosa si chiuda.
Piu volte in questi mesi ci sono state discussioni sulla reale consistenza del mercato internet italiano.
Circolano cifre abbastanza elevate (GM diceva 700mln nel 2007) e cifre piu piccole. La cosa sembra di poco conto ma invece è importantissima per tutti gli operatori.
Alcune domande fondamentali come “Quanto valgo io rispetto al mercato?” “Cresco come più o meno del mercato?” “Se apro una start-up quanti ricavi potrà fare?” sono dipendenti dalla consistenza del mercato stesso.
Ad oggi le cifre ufficiali le forniscono IAB e Nielsen che analizzano i dati forniti dalle principali concessionarie.
Ora, la cosa che mi ha colpito è stata vedere un anno fa – mentre preparavo i dati per un cda in cui doveveo dire la nostra quota di mercato – il tabulato relativo al tutto il 2006 delle prime cento aziende spender italiani di advertising. Queste cento aziende spendono circa 3,7 mld di euro pari quasi alla metà di tutto l’Adv italiano. Per capirci, parliamo dei Ferrero, Fiat, Telecom e cosi via.
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Che succede ad Adsense?
Molti siti, anche importanti, si sono sempre piu affidati ai ricavi del popolare programma di Google. Ma da un anno a questa parte le cose non vanno molto bene.
Qui sotto un grafico di mia elaborazione sui dati degli ultimi 12 mesi con il ricavo medio netto a click da vari siti abbastanza grandi di cui ho i dati.
Come si vede c’è una evidente parabola discendente. Quindi, non solo non c’è nessuna crescita, ma il click viene pagato sempre meno all’editore, per circa un -15% negli ultimi 12 mesi. A questo si somma il crollo del dollaro che negli ultimi 12 mesi ha perso ormai circa il 15% sull’euro, e come tutti sanno Google paga gli editori in dollari ma ma si fa pagare in euro dagli inserzionisti ( be furby….
).
Il mix delle due cose è micidiale e dai miei conti approssimati si parla di un -28%. Ovviamente se uno aumenta le posizioni, e le ingrandisce puo avere un Ecpm in crescita, ma questo non è un modo per fare un raffronto sensato. L’unico modo è vedere il ricavo netto a click che è l’unica variabile indipendente. Leggi tutto l’articolo
Ainio ha avuto la copertina di Prima Comunicazione. Spero che non me ne vogliano gli amici di Prima se linko un pdf in cui si possono leggere le 5 pagine. L’intervista non è piaciuta a tutti: Paolo su Monolog.it mette in risalto una frase in cui legge una logica padronale d’altri tempi. Io sono parte in causa e quindi mi astengo da ogni giudizio.
La cosa che credo dovrebbe interessare a tutti è il tentativo di costruire un internet player puro italiano. E’ un tentativo che secondo me è molto importante e che fa bene a tutto il mercato. E’ importante sopratutto per evitare che il mercato in Italia sia SOLO in mano a corporation USA o in mano a TELCO che usano i portali per vendere adsl. Io credo che ci meritiamo di meglio!!
Ci risiamo: ciclicamente qualche vecchio rincoglionito parla in TV di internet senza sapere di cosa sta parlando, e la blogosfera reagisce con stupore e sdegno facendo partire appelli e lettere come questa :
Oggetto: Lettera aperta su Blog, Internet e mass media
Egregio Dott. Vespa,
Internet raggiunge nel mondo oltre un miliardo di utenti e in Italia circa 24 milioni di persone. Ogni giorno nascono circa 120.000 blog, per un totale di oltre 100 milioni di blog in tutto il mondo. Nel solo 2007, 44 milioni di persone si sono avvicinate con un ruolo partecipativo al più grande fenomeno sociale, culturale e democratico della storia recente (segue …..)
Sveglia, siamo nel 2008! Ormai tutti in tutto il mondo usano internet per fare tutto. Internet è una industria che da lavoro a milioni di persone, è sotto gli occhi di tutti. E noi oggi, con una lettera, dovremmo affannarci a spiegare a Vespa cosa è un blog e cosa è un social network….. …..sperando che capisca?!
E’ come cercare di spiegare ad un cavernicolo il principio della termodinamica: se ha freddo diamogli una coperta, ma lasciamo stare le spiegazioni inutili. E’ sopra le sue possibiltà.
Queste lettere andavano bene nel 1998 quando dovevamo spiegare al mondo che internet era una cosa utile per la società e non un gioco da ragazzini. Oggi dobbiamo al contrario teorizzare il digital divide (nei paesi industrializzati) : se non capisci (o non vuoi capire) internet allora devi essere emarginato.
Io per esempio da anni non intrattengo più rapporti di affari con chi non sa utilizzare le e-mail o chi se le fa leggere e stampare dalla segretaria. Se tutti facessimo così, molta gente sarebbe costretta a studiare prima di parlare. Ignoriamo i cavernicoli e lasciamo che alla televisione dicano ciò che vogliono.
Tanto fra qualche anno non ci saranno più nè loro, nè la televisione.
….se la tua azienda fosse in procinto di essere comprata da questo signore ?
ti daresti da fare di BRUTTO per trovare soluzioni alternative, anche chiamando a google
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Questa settimana ha visto numerosi ed interessanti eventi. L’opa su Yahoo lanciata da Microsoft, i brutti dati di Google, i dati preoccupanti sulla recessione.
Ma anche nella nostra piccola italia è successa una cosa a mio avviso interessante. Mercoledì mattina presso la Terrazza Martini, Paolo Ainio ha incontrato una selezione di giornalisti “internet” e alcuni responsabili delle principali centrali media italiane.
Oggetto dell’incontro era presentare Banzai. Io ero presente in quanto amministratore delegato di Gruppo SMG che è un pezzo di banzai, ed essendo stata una presentazione ristretta vorrei raccontare cosa è successo. Leggi tutto l’articolo
Poche ore prima della mega offerta di Microsoft per Yahoo! sono usciti i dati del Q4 di Google. Era nell’aria il rallentamento, ed in molti lo avevamo segnalato nei mesi scorsi.
Sentiamo ogni giorno notizie di acquisizioni negli States. Ma quale è la situazione in italia ?
Con questo post vorrei fare il punto delle situazione elencando le acquisizioni di società italiane negli ultimi due anni
Lo specchietto riepilogativo è ovviamente parziale perchè molti dati sono sconosciuti, e molti dati sono approssimati. Chiunque abbia cose da aggiungere me lo segnali che le aggiungo. Grazie!
| Periodo | Preda | Predatore | Valutaz 100% | Fatturato preda | EBITDA preda | Multipl | U.unici niels. | Quota transata |
| Gennaio 2006 | Studenti.it | Ainio | 2,4 mln | 2 mln | 290k | 8 volte ebitda | 1,2 mln | 70% |
| Giugno 2006 | Sems | Fullsix | 896k | nd | nd | 8 volte ebitda | nd | 70% |
| Luglio 2006 | Bow | Dmail Group | 2,1 mln | nd | nd | 7 volte ebitda | nd | 51% con opzione per 100% |
| Ottobre 2006 | Splinder | Dada | 5 mln | 100k | 0 | 50 volte fatturato | 1,2mln | 100% |
| Dicembre 2006 | Casa.it | Murdoch | 9 mln | nd | nd | nd | 700k | 90% |
| Autunno 2006 | Oroscopi.com | Conde nast | nd | nd | nd | nd | 400k | 100% |
| Febbraio 2007 | Blogo | Dada | 2,4 mln | 400k | 50 | 45 volte ebitda | 1,8 mln | 30% |
| Marzo 2007 | Automobili.com | RCS | 2 mln | nd | nd | nd | 1 mln | 100% |
| Marzo 2007 | ADvance | NetBooster | 1,8 mln + ern out | nd | nd | 7 volte ebitda | 1 mln | 100% |
| Giugno 2007 | Blogosfere | Sole24 | 2,4 mln | 50k | 0 | 50 volte fatturato | 1 mln | 30% |
| Ottobre 2007 | Mymovies | IBS | 2 mln | 400k | 100k | 20 volte ebitda | 1,5 mln | 60% |
| Ottobre 2007 | Excite | GoADV (Ascani) | 2,725 mln | nd | nd | 9 volte ebitda | 1,2 mln | 100% |
| Dicembre 2007 | Soldionline | Ainio | nd | nd | nd | nd | 300k | 60% |
| Dicembre 2007 | castlerock.it | Multiplayer | nd | nd | nd | nd | 250k | 100% |
Grazie a Paolo per le segnalazioni
Cosa ci dice questo specchietto? Ci sono alcuni acquisizione sensate fatte a valori interesanti ma sempre rispondenti alla realtà. Ci sono state poi alcune acquisizioni con valutazioni da bolla.
Ad esempio, se si guardano solo i valori economici si vede come le acquisizioni di Splider e Blogo siano decisamente esagerate. Parliamo di multipli superiori a google. Ma se si guarda l’operazione di DADA nel suo insieme, considerando quindi il traffico che producono i due siti e considerando sopratutto la grande liquidità disponibile (proveniente dal ricco business delle suonerie) l’operazione risulta meno assurda.
E’ evidente come le operazioni a multipli da silicon valley sono state fatte da grandi editori e da società quotate, e sono eventi abbastanza isolati (in effetti solo 2-3 in due anni). La motivazione sta nel fatto che devono entrare nel settore perche sono indietro, oppure perche (in quanto quotate) devono “raccontare” qualcosa al mercato. E quindi il valore da bilancio è molto relativo.
Che succederà nel 2008?
I grandi gruppi editoriali sono molto indietro nel digitale (Mondadori e La Stampa in primis mentre RCS e Espresso sono messi molto meglio) e ci sono ancora delle prede in giro.
Così, da voci di corridoio, sappiamo di offerte molto alte, anche da 10-20 mln di euro per le prede più interessanti.
Offerte rifiutate dagli editori web: alcuni perchè sono convinti di valere più di google, mentre altri (i più saggi) perchè hanno paura di vedere la propria azienda devastata dagli acquirenti.
Cosi gli editori tradizionali valutano se abbia senso spendere cifre così interessanti per comprare (qualcosa che non comprendono), o se non sia meglio comprarsi le professionalità nel mercato e fare le cose per conto proprio. Grandi quantità di denaro si riverseranno sul mercato per il 2008, e se le prede non si fanno comprare dovranno organizzarsi per reggere l’urto del denaro. Che comporterà più concorrenza e professionalità più costose. Insomma, il giocattolino chiamato internet, anche in italia sta piano piano diventando una industria.
Alla fine credo che non ci saranno tante operazioni stellari nel 2008.
Questo con grande disappunto dello scrivente (ed immagino dei lettori) perchè il nostro diletto preferito è spettegolare sui nuovi ricchi e sui prezzi-pazzi che pagano i vecchi editori tradizionali.
In tutti i casi, ci sarà da divertirsi!
Come fare un business plan e stimare i ricavi dalla pubblicità
12 gennaio 2008Adv chart, Advertising
Tra natale e la befana c’è uno dei momenti piu delicati dell’anno: devo fare il business plan. Ormai è il nono anno che lo faccio ed è un persorso che si ripete con i suoi rituali vecchi e nuovi. Partiamo con una analisi approfondita dell’anno in corso, analizziamo i principali driver per l’anno venturo, poi durante le pseudo-vacanze di natale si buttano giu le bozze delle varie unità, poi io metto tutto insieme e vedo il risultato finale. Ne conseguono 6 fogli excel intrecciati con un totale di 15.000 celle di calcolo. Da lì, a seconda delgli obbiettivi del nuovo anno, si parte con le correzioni, che poi vogliono dire scelte. La delicatezza infatti è dovuta al fatto che in quella settimana cruciale si decidono stipendi, assunzioni, licenziamenti, investimenti, e una volta messi nel budget poi è difficile scostarsi.
Stimare i ricavi dalla pubblicità
Tralasciando i vari metodi che usiamo (sarebbe lungo e noioso) mi soffermo sui sistemi che si possono adottare per stimare i ricavi da pubblicità on line. Ci sono sistemi diversi che partono da assunzioni diverse e quindi possono dare risultati MOLTO diversi.
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8 previsioni per il 2008
2 gennaio 2008Advertising, Facebook, Google, News Corp, Social Media, yahooMi cimento anche io in alcune previsioni su tendenze per il 2008. Per chi si ricorderà…… appuntamento a gennaio 2009 per la resa dei conti!!
1) Yahoo-MSN-AOL
Sicuramente nel 2008 qualcosa accadrà e due di queste aziende si fonderanno. Google sta spazzando via tutti, e la cosa più logica (anche per il mercato) è una fusione MSN-YAHOO che permetterebbe di avere un player che possa contrastare Google nella search (2008 potrebbe finire 30% della combinata vs 65% di Google), Il mercato è ricco ed è da scemi non fare una cosa del genere. Agli editori ed operatori permetterebbe una scelta tra due giganti che oggi non c’è. Insomma un dupolio è meglio di un monopolio, e se lo richiede il mercato loro lo faranno.
2) Google
Crescerà ancora del 50%, con il titolo che potrebbe arrivare a 800-900$. Ma potrebbe essere l’inzio di una fase di rallentamento con la mkt share al 90% in europa e mercato USA vicino alla maturità. Inizierà – non presso gli utenti ma presso gli editori – una seria e pubblica riflessione sullo strapotere di Google. Inoltre usciranno alcuni motori di ricerca di nuova generazione. Sicuramente rallentamento della corsa.
3) Video e Youtube
E’ probabile che perda la causa con Viacom, e che debba pagare un bel conto. Credo che il business miliardario sull’ADV nei video sarà molto più piccolo del previsto, e i ritardi del lancio in questi anni lo dimostrano. Avere spot nei video amatoriali e in video senza copyright non è una cosa che piace al grosso degli investitori. Al contrario inizieranno ad avere successo specie in USA i servizi delle Major che vendono video con serie TV e film. I “detentori dei contenuti” piano piano capiranno che è da coglioni lasciare i propri contenuti su Youtube ed è preferibile venderseli per contro proprio (ovvio, se è roba che tira). Chi ha il contenuto vince, e quindi per il business Hulu up, Youtube e Joost down.
4 ) Mercato Italiano
L’Adv on line crescerà del 30%. Ormai il mercato non è piu minuscolo e gli editori tradizionali stanno scendendo in campo (Condè nast, Mondadori, LaStampa, RCS, Sole) con acquisizioni importanti (blogo, blogosfere, splinder, automobili). Dopo la prima ondata le richieste delle prede rimaste si sono fatte sempre più alte, e i vecchi editori si domandano se non abbia senso investire tutti quei soldi in progetti nuovi. Nel 2008 salvo qualche sorpresa prevedo che i vecchi editori non trovando prede a prezzo umano riverseranno su nuovi progetti digitali un sacco di soldi. Così molti che non venderanno nel 2008, nel 2009 si mangeranno le mani.
5) Myspace
Anche se è tamarro e meno figo di FB (almeno per tutti i blogger) rimane popolare presso la gente normale. Cresce in tutti i paesi e compensa la stasi negli USA. A differenza di FB apre in tutto il mondo e sopratutto vende ADV con valori decenti. La raccolta 2008 viene stimata intorno ai 800 mln che non sono granchè rispetto al prezzo pagato da Murdoch ma sempre cifre importanti rispetto a FB. Ovvio che Myspace rimarrà nel 2008 leader nel traffico e leader nella raccolta adv tra i social network.
6) Facebook
FB ha avuto il suo momento di massima gloria dal lancio della piattaforma “app” in aprile sino allo sputtanamento di beacon in novembre. Sei mesi tondi tondi di gloria assoluta. Il 2008 sarà un anno “normale” e quindi pericoloso perchè si torna sulla terra. Ma a mio avviso non sarà il 2008 l’anno cruciale: il modello di business ancora non c’è, e i soldi in cassa sono ancora abbondanti. La valutazione è troppo alta ed è difficile che qualcuno entri, e la IPO è impraticabile senza un fatturato decente. Quindi tutto rimandato al 2009 che sarà l’anno della verità: o c’è il modello di business con tanto fatturato da giustificare IPO (difficile), oppure serviranno ancora soldi, ma a quella valutazione nessuno li metterà. Una valutazione inferiore è impensabile, e quindi l’unica strada – la più probabile – è quella di una acquisizione. Di Microsoft. Ed appare chiaro perchè MS ha investito cosi poco ad una valutazione così alta.
7) Bubble 2.0
La bolla c’è ma non scoppierà di botto. I VC (=venture capital) continuano a buttare valanghe di soldi dentro nuove start-up e questo sostiene il sistema. Ma è probabile che tanti siti inizieranno a chiudere. I VC non possono andare oltre il 3° round e se una roba non gira la si chiude. Ormai i siti al terzo round sono una valanga e le chisure cominciano ad esserci. Sulle difficoltà un esempio su tutti è Tecnorati. Il 2008 sarà un anno di scrematura, rimangono vivi solo quelli che hanno idee nuove (primo round) oppure chi ha un modello sostenibile.
8 ) Questo blog
Prevedo che questo blog rimarrà bannato da google anche per il 2008. Prevedo quindi che inizierò a parlare meglio di google da domani. ![]()
Hitwise ha rilasciato i dati del mercato search in USA per novembre. Come si vede dal grafico Google avanza del 4% in un anno, mentre tutti gli altri sono stabili e Microsoft è in calo. Sembra quindi che la guerra della search anche in USA stia piano piano finendo. In Europa non è mai iniziata visto che Google in molti paesi (tra cui Francia ed Italia) è al 90%.
Alcuni analisti prevedono che Google arriverà negli USA all’80% entro qualche anno lasciando le briciole per gli altri, e nessuno sembra in grado di fermare questa avanzata. Cosa comporterà per i consumatori, per i competitor e sopratutto per i conti di Google? Leggi tutto l’articolo
E-marketer ha pubblicato un interessante articolo sull’andamento della spesa advertising nei social network USA. Nel post si legge che nel 2007 l’advertising speso nei social network americani è stato di 920 mln di dollari (più 300 nel resto del mondo) pari al 5% del mercato adv. Il 70% di questo va a Facebook e Myspace: sembra quindi un ottimo risultato. Ma come osservano a SiliconAlleyInsider (anche loro sono abbastanza contrarian) entrambe i social network hanno dei contratti di minimo garantito che non hanno nulla a che vedere con il mercato e rispondono solo a logiche finanziarie. Facebook ha un contratto sino al 2011 con Microsoft che gli garantisce un minimo garantito annuo di circa 75-100 mln di $, mentre Myspace ha un contratto triennale con Google con un garantito di 900 mln di $ e quindi 300 mln annui. La logica dietro questi accordi sta solo nell’accaparrarsi una esclusiva per togliere di mezzo l’odiato concorrente. Quindi ricapitolando dei 900 mln di dollari quasi la metà sono accordi-fuffa, e solo 230 mln sono raccolti effettivamente (e direttamente) dai due giganti. Insomma un magro risultato rispetto all’enorme traffico che hanno. Parliamo di cifre intorno all 1-2% del mercato ADV per i due primi player. Siti con una copertura ed una audience superiore a metà della popolazione USA.
Gli spender sembrano continuare a privilegiare il classico display ads in mezzo ai contenuti ed ovviamente il search mediante keywords. Non sarà forse che i social network come Facebook sono più “software di socializzazione” che dei classici media? Facendo un discorso molto riduttivo potremmo dire che sono l’evoluzione della nostra posta elettronica, rubrica, scambio foto. Piu interattive, più fighe, ed on line.
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In questi ultimi mesi sono almeno una decina gli editori ed amici che mi dicono “Io vorrei capire perchè nielsen ce l’ha proprio con me e perchè mi dimezza gli utenti unici…”
Amici tranquillizzatevi, è una cosa normale che accade a tutti, non c’è un accanimento verso un solo sito. Ogni sistema in realtà prende dati diversi ed in maniera diversa e quindi è perfettamente normale che i risultati siano differenti.
Vorrei contribuire a chiarire la spinosa faccenda analizzando i vari sistemi e spiegando a mio avviso il motivo delle discrepanze. Prendo in considerazione: Nielsen, Analytics, Alexa, Log del webserver, Adserver.
1. Nielsen
E basato su un panel di 15.000 persone, scelto con un criterio rappresentativo della popolazione italiana, a cui viene installato un software di rilevazione che traccia la navigazione. La navigazione di questi 15.000 viene quindi memorizzata e rappresenta poi la navigazione dei 20 milioni di users italiani. E’ un sistema molto preciso perchè riesce a nettare in maniera perfetta gli utenti unici intesi come % di share sul totale dei navigatori. E’ buono per comparare e per i trend. E’ un sistema meno preciso sul calcolo di pagine viste e su numeri assoluti, ed ovviamente piu i siti sono piccoli e piu diventa men preciso.
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