Articoli categoria Social Media

Solo l’1% dei Fan interagisce con i Brand

30 gennaio 2012Social Media

Shhhhhhhhhhh! Non ditelo ai resp mktg dei principali Brand che pensano di poter fare a meno della pubblicità   perchè a gratis hanno fatto  1 mln di fan (e pensano di  avere 1 mln di clienti).  ;-)

 

Slightly more than 1% of fans of the biggest brands on Facebook are actually engaging with the brands, according to a study from the Ehrenberg-Bass Institute, an Australia-based marketing think tank that counts Procter & GambleCoca-Cola and other major advertisers as its supporters.

To get to these findings, the researchers used one of Facebook’s own metrics, People Talking About This, the awkwardly-named running count of likes, posts, comments, tags, shares and other ways a user of the social network can interact with branded pages. It was unveiled last fall as a way of giving advertisers a sharper look at at the level of activity on their pages.

http://adage.com/article/digital/study-1-facebook-fans-engage-brands/232351/

 

La pula su Facebook [Paranoia]

4 aprile 2011Social Media

- INTERCETTAZIONI: PROCURATORE BARI, MEGLIO PLACES E FACEBOOK…
(ANSA)
-’Le intercettazioni sono uno strumento investigativo importante ma oramai tecnologicamente superato’. Lo ha detto il procuratore capo di Bari, Antonio Laudati, parlando con i giornalisti a margine del convegno nazionale ‘Comunicare in sicurezza’ organizzato a Bari dal Co.re.com Puglia. ‘Basta considerare – ha proseguito Laudati – che Facebook ha fatto un nuovo plugin che e’ places con la geolocalizzazione e quindi oggi combinandolo con googleearth e’ possibile localizzare qualsiasi persona in ogni parte del mondo senza forma di autorizzazione giudiziaria’.

Laudati ha citato ‘qualche processo fatto qui a Bari’ tramite investigazioni su Facebook: Chiara Brandonisio, abbiamo identificato l’assassino attraverso Facebook per le sue chat; abbiamo revocato gli arresti domiciliari a un detenuto che ha condiviso foto di una festa di compleanno a casa sua; per il processo di Altamura abbiamo localizzato il covo dove si nascondevano i killer attraverso Facebook, perche’ chattavano su Facebook. Adesso una nuova frontiera e’ lo spaccio di stupefacenti’.

Pensateci bene quanto twittate e sharate e fate i ganzi con le ragazze su FB.  :D

AOL Masterplan

21 febbraio 2011Social Media

Molti lo avranno già visto, ma lo pubblico per chi se lo è perso.

Pare sia stato trafugato (o forse è stato fatto uscire di proposito) il piano di AOL con obbiettivi, metodi, organizzazione per i prossimi mesi (18 mega PDF).

La cosa molto interessante  a mio avviso è il processo di valutazione preventiva del valore pubblicitario di un contenuto, ed il sistema che smista in base ai trend i contenuti da produrre alla rete dei freelance. AOL lavora sulla quantità… l’obbiettivo è di stare sui 50.000 contenuti al mese (parliamo di 1600 articoli al giorno…..) e per dare un senso a questa macchina  cerca di dare uno standard a tutte le sue strutture che ad oggi operano in autonomia.

Dubito che alcuni di quei tool possano funzionare davvero, ma rimane molto interessante da studiare per prendere spunti.

Seguici, e dai seguici!

19 gennaio 2011Social Media

Forse si sta esagerando….(segnalato da massimo di dotcoma):

Io penso sopratutto alle chiamate che tutti questi widgettini fanno, portanto a rallentare inevitabilmente il tempo di caricamento….

La stellare valutazione di Facebook e le IPO private

9 gennaio 2011Social Media

Tutti hanno parlato della notizia della valutazione da 50 mld per FB. In realtà erano mesi che su secondary market le azioni giravano a questo prezzo (anzi pure qualcosa di più).

La vera notizia è però un’altra: ormai  molte net-aziende USA preferiscono decisamente fare un “placement” privato di pacchetti per evitare la IPO. Goldman Sachs  sta piazzando (in una settimana!) per i suoi clienti un pacchetto da 1,5 mld di dollari in azioni FB, e pare che la domanda sia altissima. Anche Goupon dopo aver rifiutato la proposta di acquisto di Google, in poche settimane ha recuperato quasi 1 mld di dollari nel mercato. E poi Twitter, zynga…

Molti invocano la SEC (commissione controllo borsa) perchè questo collocamento di azioni FB nel mercato avviene senza le regole delle normali IPO. E per esempio non ci sono le informazioni basilari sui financials dell’azienda.  Non si sa quanto fattura realmente, quanti utili fa, con quale composizione. E’ insomma una operazione opaca è poco trasparente nei confronti del mercato.

Il motivo di queste “IPO private” è evidente: assenza di informazione sui financials, grande campagna stampa, poco tempo per decidere, e molti quindi comprano ad occhi chiusi. Cosi con una diluizione minima gli investitori iniziali escono facendo multipli incredibili.  Ma se oggi uno compra a 50 mld di valutazione, come minimo tra un pò di anni si aspetta di uscire a 80-100. Tutto questo è compatibile con il business di FB ?

Riguardo alla valutazione l’unico dato che filtra è che il fatturato di FB dovrebbe essere intorno ai 1,5 mld di dollari (altri dicono poco sotto i 2), in raddoppio rispetto ai 700 mln dell’anno prima. Ma sembra che il grosso della crescita sia derivante dal nuovo sistema di credits (la moneta virtuale) che sono una componente nuova rispetto all’anno precedente, e questo limiterebbe di parecchio la crescita della componente ads.

A 5 anni (ormai 6) dalla fondazione e con 600mln di iscritti non sembra un grande risultato rispetto per esempio alle revenues  di altri giganti come Google, che  ha lo stesso traffico e la stessa audience di FB.  C’è un rapporto di 1:15 tra i ricavi di google e FB .

Ma si controbatte che Google ha raggiunto i 2 mld di revenues dopo 5 anni di attività (2003) e quindi FB è perfettamente in linea con con questo track. Questa è l’argomentazione principale per giustificare i 50mld di valutazione.

Secondo me è profondamente errato parametrare il quinquiennio 1998-2003 (google) con il quinquiennio 2005-2010 (FB), per l’ovvia ragione che nel secondo quinquiennio gli utenti internet sono molto ma molti di più e il mercato adv è enorme rispetto a prima. Quindi il track non può essere uguale.

Ma d’altra parte questo grafico parla chiaro :

(Grafico da SAI)

Un Ads su google contestuale con la KW ricercata ha un valore davvero importante perchè è una pubblicità che molto spesso si mette nel mezzo tra l’utente e l’acquisto di qualcosa. Un Ads su Facebook  invece può avere una contestualità solo demografica, ma mentre guardo le foto di una amica non sono certo predisposto a comprare un viaggio come lo sono mentre cerco su Google una last minute. Quindi la differenza di valore c’è…e parecchia.

Questo si riflette nel grafico di cui sopra dove si vede chiaramente che al vertice sta chi ha il carrello e-commerce, a metà sta chi si pone nel momento della ricerca, poi chi vende branding  (display), ed infine il social network che ha la resa per utente piu bassa.

Con questa situazione è davvero difficile pensare, a meno di stravolgimenti del prodotto, che Facebook possa arrivare nel futuro ad avere revenues pari a google.  Il mercato degli ads è quello che è, mentre i credits sono sicuramente una miniera d’oro (sopratutto perchè sono margine puro) ma gli utenti non crescono all’infinito, sono già 600 milioni…e quando si arriva al miliardo c’è la saturazione dato che poi comincia la parte di mondo che durante il giorno ha il problema di trovare da  mangiare e non di socializzare in rete.

Alla fine della trasparenza nei confronti degli investitori interessa poco, credo però, che una azienda come FB che ha ormai il database del mondo, dovrebbe essere una public company per altri motivi. Essere trasparente nei numeri e negli obbiettivi e confrontarsi con il mercato tutti i giorni (come google) garantirebbe molto di più  infatti  i 600 mln di utenti che hanno affidato tutti i dati della loro vita, tra cui mio malgrado ci sono anche io.

5 prediction sul mercato mobile 2011 (da SAI)

20 dicembre 2010Social Media

Cinque  “predictions” sul  mercato Mobile da parte di Jamie Hall sul SAI. Le prime 2 sono davvero in controtendenza rispetto alla vulgata corrente, e molto interessanti per me:

1. The mobile browser is the new black. HTML is back and it’s the new app.
Una prediction in controtendenza con l’ascesa delle APP (se ne parlava anche qui “App vs Browser”). Il motivo indicato  è quello dell’utilizzo ormai imminente di HTML5  che permetterà  di gestire animazioni, video, graphic UI, con grande facilità.  Ma sopratutto sarà standard tra le varie piattaforme (android, iOS, etc) e quindi comodo per gli sviluppatori da produrre (lo fai una volta per tutti).
2. Mobile social gaming will expand beyond Apps into the browser.
E’ una conseguenza della prima prediction: l’attuale  frammentazione delle piattaforme mobile e la loro incomunicabilità non permette di giocare con gli amici. Solo il browser gaming lo permette, e quindi lì è il futuro, anche  nel mobile.
3 . 2011 – The year of in-content mobile commerce
Forse il 2011 sarà l’anno giusto per le valute virtuali spesi e gestiti da telefono mobile. Di sicuro anche qua in Europa le valute virtuali e i sitemi di micropagamenti sono una delle cose piu calde presso i fondi di investimento, e le iniziative sono molte.

4. Cuadrados Cuatro? Latinos will define the next great U.S. mobile service
Non è una grande predictions, sono anni che tutte le telco e le aziende di cosidetti VAS sono sbarcate in america latina per spremere il limone.

5. Google’s biggest competitor won’t be Apple, it will be Google
Hall sostiene che nonostante tutto Android nel 2011 vincerà su Apple, perchè Android è distribuito da più produttori hardware e non è chiuso come iOS. Ma la frammentazione è a sua volta un potenziale pericolo anche per google, ed inoltre  google  fatica ormai a seguire tutti i filoni che sta aprendo. E aggiungo io, la politica delle acquisizioni non funziona più perche molte start-up non si fanno comprare (vedi Yelp, o Groupon), oppure se si fanno comprare parte dopo poco l’esedo degli exec verso altre aziende o nuove startup.

Come comprare la blogosfera

13 luglio 2010Social Media

Ecco una delle varie mail che mi sono arrivate di recente:

Sono Fabrizio, Biz Developer  e Community Manager presso PromoDigital, società partner del gruppo Wikio, il più grande aggregatore ed indicizzatore di Blog.
Prima di tutto volevo complimentarmi per il tuo blog : ) è davvero ben curato ed interessante. Ti spiego in breve di cosa ci occupiamo: il nostro scopo è mettere in relazione i bloggers con le aziende selezionando i blog che riteniamo più interessanti e realizzando innovative campagne di passaparola online su brand, prodotti o iniziative (sarai tu a scegliere le campagne a cui partecipare e verrai remunerato per ogni articolo che pubblicherai).
Visto che gestisci un blog e dato che in questi giorni stiamo partendo con campagne per Ob, Huggies , Adidas (sta per partire una grintosissima campagna per i tifosi milanisti ricca di sorprese), Colgate , Akuel, Nina Senicar costumi ,Be-total (spesso inviamo prodotti in prova)… mi piacerebbe invitarti a partecipare alle iniziative della nostra community!
http://promodigital.ebuzzing.com/membre/?inscrit=1&devenez=buzz&lang=it.
I blogger che come te parteciperanno alle campagne tramite la stesura di un semplice post  riceveranno un compenso (mediamente si parte da un minimo di 40Euro per ogni articolo pubblicato anche se ufficialmente nelle faq abbiamo indicato un prezzo minore per evitare che chiunque si iscriva alla nostra piattaforma).
In realtà non finisce qui…sarai tu,solo quando lo vorrai, accedendo alla nostra piattaforma, a selezionare la campagna più adatta allo stile del tuo blog …A volte si tratta di provare un prodotto/servizio e di commentarlo, altre volte di parlare di un’iniziativa di found raising, di un concorso o semplicemente di pubblicare un video.
Per qualsiasi tipo di informazione consulta questo link:
http://www.promodigital.it/it/commons/14/faq.html
Se invece desideri informazioni circa il codice etico a cui ci atteniamo saldamente nella gestione delle campagne:
http://www.wommi.it/codice-etico/
Spero davvero ti unisca a noi e dia il tuo contributo per avviare questa piccola rivoluzione dell’advertising  ;)
Se hai bisogno di supporto tecnico non esitare a contattarmi scrivendo a: network@promodigital.it.
Credo sia tutto per ora,
Ti auguro una serena giornata.

Questa cd. “rivoluzione dell’advertising”  determina una pratica che a mio avviso è scorretta a poco trasparente per svariati motivi.
Infatti un editore quando pubblica un publiredazionale deve specificare che il contenuto è un redazionale sponsorizzato, e questo a garanzia dell’utente che deve sapere se quel contenuto è realmente sviluppato dalla redazione è semplicemente “comprato” da un advertiser. Certo il confine è labile: pubblicare un video di uno spot o raccontare l’esistenza di una concorso non è come fare una marketta, ma sicuramente molti “advertiser” (chiamiamoli così) vorranno le markette.

In questo caso non c’è più nessun obbligo o controllo ed il lettore può credere che il post sia genuino (=vero) mentre è prezzolato (=falso).

E’ poi pratica molto scorretta nei confronti di google perché di fatto genera un gran numero di link  che sono indotti e pagati, andando ad alterare il page rank.  In generale è un Buzz quasi completamente indotto.

Un tempo si scriveva per passione, e chi leggeva sapeva che il contenuto del blog era autentico e senza secondi fini. Ma la rete ha perso la verginità da tempo, e di recente anche i blogger.

Ma sicuramente queste considerazioni oggi nel 2010 sono (come diceva totò)  solo …bazzeccole, quisquilie, pinzellacchere.  :)

La difficile coesistenza dei social network

7 gennaio 2010Social Media

I dati comparati sui principali social network  da parte delle principali tre firme (Compete, comScore e Quantcast) danno un giudizio abbastanza concordante. E cioè :

  • MySpace è in calo
  • Twitter dopo grande crescita è flat ormai da molti mesi
  • Facebook continua la sua crescita

Questo dimostra che – cosa ovvia- non possono coesistere piu social network, a livelli elevati. Gli utenti alla fine ne scelgono uno e tendono ad usare solo quello.
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Facebook arriva all’apice. E adesso ?

19 maggio 2009Social Media

Sono un bel pò di mesi che mi guardo il grafico della crescita di Facebook. Davvero impressionante, sopratutto i mesi autunnali, dove la crescita è stata incredibile. Crescita connaturata al sistema stesso, ma anche aiutata -e non  poco-  da molti media italiani (es. repubblica) che ne parlavano un giorno si ed l’altro si. Ricordo ancora nel giorno del crollo mondiale delle borse ad ottobre, quando sembrava che il mondo stesse finendo, la seconda notizia di repubblica era una intervista al fondatore di Facebook a cui repubblica chiedeva come uscire dalla crisi (?!).

In tutti i casi, siamo arrivati dove immaginavo: 11 milioni di utenti unici (metà utenza internet), e da fine febbraio la crescita si è fermata.

utenti-unici-facebook.gif

Andamento utenti unici fonte nielsen

Ma il dato che mi incuriosisce è l’utilizzo del mezzo.  Tutti e 10 milioni continueranno ad usarlo 4-5 ore al mese, oppure una quota di utenti passata la novità si stancherà ? Leggi tutto l’articolo

Sul CTR di Facebook

26 maggio 2008Social Media

Alberto Mucignat mi segnala un post di Bob Gilbreath sul CTR di Facebook.

Ne avevo scritto anche io nel  luglio dell’anno scorso  pubblicando (tratto da un blog USA) un report di una campagna che mostrava risultati di CTR molto bassi.  Un primo ed evidente motivo  di ciò sono anche le posizioni un pò “marginali” dell’adv in Facebook: in basso a sinistra, sempre piccole e poco impattanti. Leggi tutto l’articolo

8 previsioni per il 2008

2 gennaio 2008Advertising, Facebook, Google, News Corp, Social Media, yahoo

Mi cimento anche io in alcune previsioni su tendenze per il 2008. Per chi si ricorderà…… appuntamento a gennaio 2009 per la resa dei conti!!

1) Yahoo-MSN-AOL
Sicuramente nel 2008 qualcosa accadrà e due di queste aziende si fonderanno. Google sta spazzando via tutti, e la cosa più logica (anche per il mercato) è una fusione MSN-YAHOO che permetterebbe di avere un player che possa contrastare Google nella search (2008 potrebbe finire 30% della combinata vs 65% di Google), Il mercato è ricco ed è da scemi non fare una cosa del genere. Agli editori ed operatori permetterebbe una scelta tra due giganti che oggi non c’è. Insomma un dupolio è meglio di un monopolio, e se lo richiede il mercato loro lo faranno.

2) Google
Crescerà ancora del 50%, con il titolo che potrebbe arrivare a 800-900$. Ma potrebbe essere l’inzio di una fase di rallentamento con la mkt share al 90% in europa e mercato USA vicino alla maturità. Inizierà – non presso gli utenti ma presso gli editori – una seria e pubblica riflessione sullo strapotere di Google. Inoltre usciranno alcuni motori di ricerca di nuova generazione. Sicuramente rallentamento della corsa.

3) Video e Youtube
E’ probabile che perda la causa con Viacom, e che debba pagare un bel conto. Credo che il business miliardario sull’ADV nei video sarà molto più piccolo del previsto, e i ritardi del lancio in questi anni lo dimostrano. Avere spot nei video amatoriali e in video senza copyright non è una cosa che piace al grosso degli investitori. Al contrario inizieranno ad avere successo specie in USA i servizi delle Major che vendono video con serie TV e film. I “detentori dei contenuti” piano piano capiranno che è da coglioni lasciare i propri contenuti su Youtube ed è preferibile venderseli per contro proprio (ovvio, se è roba che tira). Chi ha il contenuto vince, e quindi per il business Hulu up, Youtube e Joost down.

4 ) Mercato Italiano
L’Adv on line crescerà del 30%. Ormai il mercato non è piu minuscolo e gli editori tradizionali stanno scendendo in campo (Condè nast, Mondadori, LaStampa, RCS, Sole) con acquisizioni importanti (blogo, blogosfere, splinder, automobili). Dopo la prima ondata le richieste delle prede rimaste si sono fatte sempre più alte, e i vecchi editori si domandano se non abbia senso investire tutti quei soldi in progetti nuovi. Nel 2008 salvo qualche sorpresa prevedo che i vecchi editori non trovando prede a prezzo umano riverseranno su nuovi progetti digitali un sacco di soldi. Così molti che non venderanno nel 2008, nel 2009 si mangeranno le mani.

5) Myspace
Anche se è tamarro e meno figo di FB (almeno per tutti i blogger) rimane popolare presso la gente normale. Cresce in tutti i paesi e compensa la stasi negli USA. A differenza di FB apre in tutto il mondo e sopratutto vende ADV con valori decenti. La raccolta 2008 viene stimata intorno ai 800 mln che non sono granchè rispetto al prezzo pagato da Murdoch ma sempre cifre importanti rispetto a FB. Ovvio che Myspace rimarrà nel 2008 leader nel traffico e leader nella raccolta adv tra i social network.

6) Facebook
FB ha avuto il suo momento di massima gloria dal lancio della piattaforma “app” in aprile sino allo sputtanamento di beacon in novembre. Sei mesi tondi tondi di gloria assoluta. Il 2008 sarà un anno “normale” e quindi pericoloso perchè si torna sulla terra. Ma a mio avviso non sarà il 2008 l’anno cruciale: il modello di business ancora non c’è, e i soldi in cassa sono ancora abbondanti. La valutazione è troppo alta ed è difficile che qualcuno entri, e la IPO è impraticabile senza un fatturato decente. Quindi tutto rimandato al 2009 che sarà l’anno della verità: o c’è il modello di business con tanto fatturato da giustificare IPO (difficile), oppure serviranno ancora soldi, ma a quella valutazione nessuno li metterà. Una valutazione inferiore è impensabile, e quindi l’unica strada – la più probabile – è quella di una acquisizione. Di Microsoft. Ed appare chiaro perchè MS ha investito cosi poco ad una valutazione così alta.

7) Bubble 2.0
La bolla c’è ma non scoppierà di botto. I VC (=venture capital) continuano a buttare valanghe di soldi dentro nuove start-up e questo sostiene il sistema. Ma è probabile che tanti siti inizieranno a chiudere. I VC non possono andare oltre il 3° round e se una roba non gira la si chiude. Ormai i siti al terzo round sono una valanga e le chisure cominciano ad esserci. Sulle difficoltà un esempio su tutti è Tecnorati. Il 2008 sarà un anno di scrematura, rimangono vivi solo quelli che hanno idee nuove (primo round) oppure chi ha un modello sostenibile.

8 ) Questo blog
Prevedo che questo blog rimarrà bannato da google anche per il 2008. Prevedo quindi che inizierò a parlare meglio di google da domani. :D

Social Network Advertising

14 dicembre 2007Adv chart, Facebook, News Corp, Social Media

090118.gifE-marketer ha pubblicato un interessante articolo sull’andamento della spesa advertising nei social network USA. Nel post si legge che nel 2007 l’advertising speso nei social network americani è stato di 920 mln di dollari (più 300 nel resto del mondo) pari al 5% del mercato adv. Il 70% di questo va a Facebook e Myspace: sembra quindi un ottimo risultato. Ma come osservano a SiliconAlleyInsider (anche loro sono abbastanza contrarian) entrambe i social network hanno dei contratti di minimo garantito che non hanno nulla a che vedere con il mercato e rispondono solo a logiche finanziarie. Facebook ha un contratto sino al 2011 con Microsoft che gli garantisce un minimo garantito annuo di circa 75-100 mln di $, mentre Myspace ha un contratto triennale con Google con un garantito di 900 mln di $ e quindi 300 mln annui. La logica dietro questi accordi sta solo nell’accaparrarsi una esclusiva per togliere di mezzo l’odiato concorrente. Quindi ricapitolando dei 900 mln di dollari quasi la metà sono accordi-fuffa, e solo 230 mln sono raccolti effettivamente (e direttamente) dai due giganti. Insomma un magro risultato rispetto all’enorme traffico che hanno. Parliamo di cifre intorno all 1-2% del mercato ADV per i due primi player. Siti con una copertura ed una audience superiore a metà della popolazione USA.

Gli spender sembrano continuare a privilegiare il classico display ads in mezzo ai contenuti ed ovviamente il search mediante keywords. Non sarà forse che i social network come Facebook sono più “software di socializzazione” che dei classici media? Facendo un discorso molto riduttivo potremmo dire che sono l’evoluzione della nostra posta elettronica, rubrica, scambio foto. Piu interattive, più fighe, ed on line.

Comprereste banner dentro Eudora o Outlook Express? :D

I fattori per monetizzare i social network

1 dicembre 2007Facebook, Social Media

Negli ultimi mesi si parla sempre di più di social network, e della enorme mole di dati personali che hanno sugli utenti. Utilizzando le normali metriche (cpm, impression) questi siti dovrebbero essere delle incredibili macchine da soldi.
Ma i social network stanno davvero guadagnando un sacco di soldi?
Da buon contrarian esaminerò alcune problematiche dei social network :

  1. Il probema del CTR: è inversamente proporzionale al coinvilgimento
  2. Non confondere interesse con intento
  3. Il magazzino banner non è omogeneo ma è piramidale
  4. I contenuti (quando ci sono) sono UGC e non controllati

1. CTR e Engagement
I social network sono strutturati per generare un alto numero di pagine viste: la maggior parte degli utenti non fa altro che cliccare, cliccare, cliccare da un profilo all’altro. Sistemi di feed e notifiche ti spigono a fare login molte volte al giorno. Questo si chiama “Engagement” ovvero coinvolgimento, ed è la forza dei social network, che infatti non hanno bisogno di avere traffico da google o da adv. Ma questo porta uno svantaggio: tanto più il sito ha pagine viste (e pagine viste dagli stessi utenti) e tanto piu il clicktrought (CTR) si abbassa.

picture-2.png

Ecco uno ottimo diagramma tratto da un articolo di MikeOnAds. Questa questione dell’engagement (o coinvolgimento) che si correla negativamente alla clickthrough rate è ben documentata ed avviene in tutti i network. I siti social hanno anche 40-50 pagine viste ad utente a sessione contro una media di 5-10 dei siti tradizionali. Lo schema di cui sopra si spiega in vari modi: se un utente vede 20 volte la stessa pubblicità ma può cliccare solo una volta è ovvio il tasso di click si abbassa.
Ed anche se uno avesse 40 pubblicità nella sua sessione tutte diverse, è verosimile che un utente in una sessione dove è molto “coinvolto” potrà cliccare poco altrimenti uscirebbe dalla sua navigazione cosi interessante.
I siti social hanno quindi un diverso rapporto tra utenti unici e media di pagine viste, cosa che abbassa il CTR e quindi inevitabilmente abbassa il valore della inventory. Leggi tutto l’articolo

La valutazione di Blogosfere

29 novembre 2007Advertising, Social Media

Leggo nel DailyNet i dati della acquisizione del 30% da parte del gruppo Sole24ore del sito Blogosfere.it. Il sole compra il 30% a 770k, valutando quindi l’azienda 2,5 mln.

Commento: la valutazione e le modalità sono identiche a quella usate da Dada per Blogo.it. C’è da dire però che Blogo faceva all’epoca della acquisizione almeno 400k annue di fatturato mentre Blogosfere ha chiuso il 2006 con 33k euro.

La valutazione è quindi stratosferica dal punti di vista economico. Ma in verità un network che fa un milione di utenti unici (nielsen) su contenuti propri, è comunque un qualcosa che ha un valore a prescindere dal fatturato. Ed un grande gruppo che si sta quotando può sicuramente spendere cifre del genere. Insomma secondo me il sole ha fatto un buon acquisto.

Ma è Montemagno ad avere fatto il colpo, non tanto nella prima valutazione, ma nella valutazione del successivo acquisto del 100%. Il diritto di opzione, una volta redatto il bilancio relativo al 2008, prevede una opzione di acquisto con un prezzo compreso nella forchetta di 3,5 milioni e 15 milioni di euro. Leggi tutto l’articolo

Come monetizzare l’UGC

25 novembre 2007Google, Social Media

Gli UGC (user generated content = contenuti generati dagli utenti) sono apparentemente uno strumento fantastico per ogni editore piccolo o grande. Gli utenti, senza farti spendere soldi, ti riempiono il sito di contenuti freschi e molto cool.
E dopo, tu editore starai lì senza far nulla a guardare i soldi dell’ADV che entrano a palate. Molti credono a questa favola ma le cose sono un pò più complicate.
La monetizzazione dei siti UGC (e dei social network) sono un grande tema di cui si parla poco: tra i tanti esempi, possiamo citare quello del padrone di internet, ovvero Google.
Google ha comprato anni fa ORKUT un social network con oltre 30 milioni di iscritti molto popolare in Brasile e negli USA, e ad Agosto hanno deciso finalmente di sperimentare pubblicità inserendo Adsense dentro il sito.

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Traffico social network USA

14 settembre 2007Facebook, Mktg chart, News Corp, Social Media

Nielsen//NetRatings ha rilasciato un report sul traffico dei social network, blogs, e siti video. In questo report si vede come Facebook sia cresciuto in un anno del 117% mentre MySpace è crescito solo del 23%.

nielson chart

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Quale modello di business per Youtube?

1 agosto 2007Google, Social Media

youtube.gifYoutube fa davvero un traffico enorme ed è ormai una tappa obbligata per ogni internauta. Ma che dire dei ricavi di questa azienda? Ancora oggi dalla sua nascita (3 anni fa) non è presente adv in nessun tipo. Eppure perche non mettere adv prima della partenza del video o accanto?

Non è solo un problema nei confronti degli utenti che potrebbero scappare se il sito si riempisse di adv. Il problema è che Youtube-google non sono proprietari della gran parte dei contenuti che girano sul sito. Il gigante VIACOM ha intrapreso una causa da 1 mld di dollari contro youtube per violazione del copyright. Sono infatti centinaia di migliaia i video e i contenuti di loro proprietà che sono stati inseriti dentro Youtube. E come è possibile che ci possa vendere sopra adv ? Leggi tutto l’articolo

MySpace is bigger than Facebook!

20 luglio 2007Company, Facebook, News Corp, Social Media

Ormai è guerra tra gli uffici stampa e i PR di Myspace e Facebook.Da qualche mese non si parla altro che di Facebook e dalle parti di Mysapce si sono un pò incazzati perche effettivamente sono ancora molto piu grandi del rivale.

Utilizzando i dati di comScore (per quello che valgono) risulta ancora che :

    1. Gli utenti MySpace visitano il sito con una frequenza maggiore del 20% rispetto agli user di Facebook

    2.Gli user Myspace spendono 10 minuti in piu ogni mese sul sito rispetto agli user facebook

    3. MySpace ha 3 volte piu minuti sul sito rispetto a facebook

    4. MySpace ha 3 volte piu visitatori nel giorno medio rispetto a facebook

    5. Con 70 milioni di utenti unici attivi è il sito leader e più trafficato in USA

    6. Almeno 1/4 degli americani ha usato Myspace nell’ultimo mese.


E’ indubbio che Myspace è maggiormente “media” rispetto a Facebook che è solo un social software. Su Myspace ci sono forum, video, musica e questo rende il social network piu “ricco” di contenuti.

Facebook però cresce con un ritmo doppio a quello di Myspace, ormai siamo quasi al 3% a settimana.

Si tratterà di vedere se questa enrome base utenti che Facebook sta creando rimarrà fedele utilizzando ogni mese il sito.

Fonti per i dati Mashable e ComScore

Risultati campagne su Facebook

15 luglio 2007Adv chart, Advertising, Company, Facebook, Social Media

Il CFO di Facebook ha dichiarato che i ricavi saranno per il 2007 pari a 150 mln di dollari. Tutto farebbe pensare quindi che sia una macchina da guerra per l’adv. Non tutti la pensano così. Alcuni responsabili acquisti dei centri media USA sostengono che la rete sociale nata per gli universitari abbia pessime performance. Infatti gli utenti sembrano essere troppo occupati a scambiarsi reciprocamente messaggi per mostrare particolare interesse per la pubblicità. I membri di Facebook sembrano indifferenti persino alla propaganda dei film destinati alla loro fascia d’età.

Ecco un report di un centro media con una giornata tipo (febbraio 2007)

facebook-campaigns-1.jpg

Myspace pare abbia un CTR medio dello 0,10% che è indubbiamente sotto la media ma rimane comunque più del doppio rispetto a Facebook. Insomma, con questi dati sarà molto difficile vendere a CPM.

A mio avviso le ragioni per le quali ci sono queste pessime performance sono che :

  • L’utente naviga mediamente 100 pagine a sessione e questo abbassa drammaticamente il tasso di ctr.
  • L’adv è posizionato in aree della pagina decisamente marginali.
  • La pagina più vista è quella dei profili personali, e manca quindi qualsiasi forma di contestualità con il contenuto.

La strada per monetizzare i social network è ancora molto lunga.

Fonti :  ValleyWag

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