Articoli categoria Adv chart

I banner funzionano. Una ricerca di ComScore

8 marzo 2010Adv chart

Il numero di utenti che cliccano mediamente nei banner è da anni in drastico calo. Qua segnalavo una ricerca di Comscore nella quale si evidenzia come ormai l’85% degli utenti nell’arco di un mese non clicca mai in un banner.

Gli utenti non cliccano, ma questo indica che le campagne passano inosservate e non hanno nessun effetto ?

Pubblico alcuni stralci di una interessantissima indagine di ComScore (e Starcom) nella quale si misura l’efficacia delle campagne Display. Sono esaminate 139 campagne display on line  tra tutte le varietà di industrie (Retail &Apparel, Travel, CPG & Restaurant, Finance, Automotive, Consumer Electronics & Software and Media &Entertainment)  e i risultati sono grossomodo uguali in tutte le industry.

La sintesi è che dopo una campagna display si evidenziano i seguenti  positivi effetti:

  • Più visite nel sito dell’advertiser ( differenza del 46% nelle 4 settimane successive)
  • La possibilità che il consumatore faccia una ricerca in un motore usando il Brand dell’advertiser aumenta del 38% nelle 4 settimane successive.
  • La possibilità che il consumatore acquisti on-line il brand pubblicizzato aumenta del 27% medio nel periodo
  • La possibilità che il consumatore acquisti nei negozi offline  il brand pubblicizzato dall’advertiser aumenta del 17% medio nel periodo

Ecco alcune tabelle con i dati più significativi (il link alla ricerca a fondo articolo)

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Dati e andamento Adv on line 2009

17 febbraio 2010Adv chart

Ho fatto questa tabella riassuntiva dei dati adv 2009 (basati sui dati FCP-Assointernet, elaborazione Nielsen). Se trovate inesattezze segnalate pure.

mercato pubblicità on line italia, grafici e tendenze

Commenti:

Nel cataclisma dell’adv in generale l’adv digitale è l’unico segmento che si salva rimanendo in positivo. La batosta si abbatte sopratutto su Periodici (-28%) e Affissioni (-25%). Essendo i manifesti e le pagine nei periodi presenti,  credo che la botta sia sia manifestata con un drastico abbassamento dei prezzi (cosa rilevante per gli altri mezzi).

La buona notizia è che internet arriva quasi al 7% del totale, anche se questo è dovuto al crollo (parliamo di piu di un miliardo di euro in meno)  dell’adv, e siccome internet ha retto ha accresciuto il suo peso % con maggiore facilità.

Riguardo all’online, nielsen continua a rilevare una decrescita importante delle DEM (-27%) che però non ha riscontro nella realtà dato che tutti gli operatori hanno trend in pari o in crescita moderata, ed anche i prezzi tengono bene.

Il Search cresce dell’11% arrivando al 55% del totale del digitale, mentre il display cresce del 4,5%, riducendo il suo peso nel totale al 29%, con 170 mln di euro circa.

Il Display insieme alle DEM, che sono ciò che rimane agli editori per vivere,  sono briciole rispetto al mercato adv generale, il peso è del 2-2,5%.  Questa è la somma da considerare come base per tentare di fare una mappa del mercato display,

L’andamento mensile 2009 (grafico a sx) denota una ottima primavera dopo “l’inverno nucleare”, ma di nuovo una stasi con numeri anche in negativo nell’estate, ed una moderata ripresa negli ultimi due mesi.

I primi mesi del 2010 secondo alcuni operatori sono incoraggianti e il trend -per adesso- sembra simile a quello degli ultimi mesi 2009.  Sperando che qualche stato europeo non faccia default…

Andamento mercato adv on line, dati di luglio

2 ottobre 2008Adv chart

Il rilevamento nielsen di luglio porta la crescita del mercato ADV a +7,5% su anno precedente. Avevo parlato alcuni mesi fa di una possibile frenata e mi pare di averci (purtoppo azzeccato). Il grafico qui sotto è eloquente:

Andamento mercato adv

Ovviamente è normale che i tassi di crescita dell’adv on line tendano ad abbassarsi mano mano che l’adv on line conquista una fetta sempre maggiore del media mix. Ma un “crollo” dal +40% al +7%  in sei mesi si spiega solo con una crisi del mercato. Ormai è evidente ed infatti (adesso)  nessuno lo nega più.

Rumors di operatori e centri media non fa presagire nulla di buono per i prossimi mesi, pare che si rischi di arrivare ad una crescita piatta, vicina allo zero.

Credo che la crisi di liquidità mondiale, sia il fattore scatenante di questa curva calante per l’adv on line. Il denaro è caro, e la liquidità scarseggia, le aziende possono rischiare meno, e quindi investono meno in adv. In questa situazione fanno spavento i numeri di alcuni media tradizionali: i periodici e le affissioni fanno -10%, i quotidiani -5%, cinema  -20%,  radio in negativo,  tv satellitare in negativo. Si salva solo la tv che (per ovvie ragioni evidenti a tutti) riesce a non perdere budget.

Negli USA i toni sono decisamente apocalittici: Marc Andreessen (creatore netscape) parla di “inverno nucleare” in arrivo per le dot.com e si torna a parlare della bolla del web 2.0.

In questa situazione di fuggi fuggi, con prezzi che calano, e i vari media che si fanno la guerra per strapparsi gli ultimi budget, direi che un 7% di crescita per internet è del tutto soddisfacente. Dobbiamo sperare in una chiusura di anno che non ci porti al segno negativo, con un obbiettivo realistico di 300 mln per il display che vorrebbe dire circa il 3-3,5% del mercato adv.

eCPM medi degli ad-network negli Usa

4 giugno 2008Adv chart

Ho trovato un interessante post in un blog statunitense che riporta una ricerca di Pubmatic AdIndex relativamente ai cpm medi dei network adv. Sembra che la crisi della economia USA stia avendo un peso con un calo del consistente dei CPM medi negli ultimi mesi.

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Google aumenta ancora le query, Yahoo sempre più giù

4 giugno 2008Adv chart, Google

Comscore ha pubblicato i dati sul mercato search USA.

  • Google guadagna ancora quote di mercato: 61.6% delle search USA, in crescita dal 59.8% in Marzo. Google cresce del 31% year-over-year.
  • Tutti gli altri perdono quote: Yahoo perde un’altro punto secco, al 20.4%. Lentamente ma inesorabilmente il volume delle query di Yahoo scende verso lo zero. Microsoft nel frattempo perde quote ma guadagna qualcosa anno su anno. Ask giu al 4.3%. AOL giù al 4.6%. Leggi tutto l’articolo

Diamo i numeri…

23 maggio 2008Adv chart

nielsen_logo.jpg

Dopo essermi preso un pò di secchiate di mxxx da molti lettori ed operatori del settore nel precendente post sulla reale consistenza del mercato adv italiano, torno a parlarne per l’ultima volta. IAB ha dichiarato  che il 2008 vedrà internet al 7% sul totale dell’adv. Non voglio sembrare un matto fissato, ma oggi mi sono passate sotto il naso delle statistiche che mi fanno venire dubbi.

Nielsen pubblica da mesi un bellissimo mensile chiamato “360″ in cui parla di ADV con numeri e scenari, e dentro ci mette dei dorsi con interessanti report e sopratutto con numeri veri e calcolati con i dati delle aziende e con un sistema di monitoraggio preciso. Il pdf dell’inserto dell’ultimo mese è anche scaricabile da internet.

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Scheda scomposizione fatturato USA

15 maggio 2008Adv chart

Mercato USA : scomposizione mercato ADV e confronto 2007

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Kw advertising -5% ?

9 aprile 2008Adv chart, Google

Leggo oggi sul dailynet questo articolo relativo all’andamento del fatturato nei primi mesi del 2008 con dati FCP-Assointernet:

nmercatop.jpg

La cosa che salta all’occhio è che il keyword advertising viene rilevato a -5% !!!!

La cosa è di rilievo perchè il KW advertising ha chiuso nel 2007 secondo IAB con un +57%, e quindi un -5% segnerebbe una clamorosa battuta d’arresto.

Se fosse vero (e se fosse così anche in altri paesi) alla prossima trimestrale, Google avrà un tracollo.

Oppure questi dati sono fasulli.
Qualche lettore del blog ha dei riscontri in merito ?

Ma quanto è grande questo mercato adv ?

18 marzo 2008Adv chart, Advertising

Piu volte in questi mesi ci sono state discussioni sulla reale consistenza del mercato internet italiano.
Circolano cifre abbastanza elevate (GM diceva 700mln nel 2007) e cifre piu piccole. La cosa sembra di poco conto ma invece è importantissima per tutti gli operatori.
Alcune domande fondamentali come “Quanto valgo io rispetto al mercato?” “Cresco come più o meno del mercato?” “Se apro una start-up quanti ricavi potrà fare?” sono dipendenti dalla consistenza del mercato stesso.

Ad oggi le cifre ufficiali le forniscono IAB e Nielsen che analizzano i dati forniti dalle principali concessionarie.
Ora, la cosa che mi ha colpito è stata vedere un anno fa – mentre preparavo i dati per un cda in cui doveveo dire la nostra quota di mercato – il tabulato relativo al tutto il 2006 delle prime cento aziende spender italiani di advertising. Queste cento aziende spendono circa 3,7 mld di euro pari quasi alla metà di tutto l’Adv italiano. Per capirci, parliamo dei Ferrero, Fiat, Telecom e cosi via.
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Adsense: i ricavi vanno giù

16 marzo 2008Adv chart, Advertising, Google

Che succede ad Adsense?
Molti siti, anche importanti, si sono sempre piu affidati ai ricavi del popolare programma di Google. Ma da un anno a questa parte le cose non vanno molto bene.

Qui sotto un grafico di mia elaborazione sui dati degli ultimi 12 mesi con il ricavo medio netto a click da vari siti abbastanza grandi di cui ho i dati.

adsense.jpg

Come si vede c’è una evidente parabola discendente. Quindi, non solo non c’è nessuna crescita, ma il click viene pagato sempre meno all’editore, per circa un -15% negli ultimi 12 mesi. A questo si somma il crollo del dollaro che negli ultimi 12 mesi ha perso ormai circa il 15% sull’euro, e come tutti sanno Google paga gli editori in dollari ma ma si fa pagare in euro dagli inserzionisti ( be furby…. :D ).

Il mix delle due cose è micidiale e dai miei conti approssimati si parla di un -28%. Ovviamente se uno aumenta le posizioni, e le ingrandisce puo avere un Ecpm in crescita, ma questo non è un modo per fare un raffronto sensato. L’unico modo è vedere il ricavo netto a click che è l’unica variabile indipendente. Leggi tutto l’articolo

Google buca i risultati del Q4

3 febbraio 2008Adv chart, Advertising, Google

Poche ore prima della mega offerta di Microsoft per Yahoo! sono usciti i dati del Q4 di Google. Era nell’aria il rallentamento, ed in molti lo avevamo segnalato nei mesi scorsi.

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Come fare un business plan e stimare i ricavi dalla pubblicità

12 gennaio 2008Adv chart, Advertising

charts.jpgTra natale e la befana c’è uno dei momenti piu delicati dell’anno: devo fare il business plan. Ormai è il nono anno che lo faccio ed è un persorso che si ripete con i suoi rituali vecchi e nuovi. Partiamo con una analisi approfondita dell’anno in corso, analizziamo i principali driver per l’anno venturo, poi durante le pseudo-vacanze di natale si buttano giu le bozze delle varie unità, poi io metto tutto insieme e vedo il risultato finale. Ne conseguono 6 fogli excel intrecciati con un totale di 15.000 celle di calcolo. Da lì, a seconda delgli obbiettivi del nuovo anno, si parte con le correzioni, che poi vogliono dire scelte. La delicatezza infatti è dovuta al fatto che in quella settimana cruciale si decidono stipendi, assunzioni, licenziamenti, investimenti, e una volta messi nel budget poi è difficile scostarsi.

Stimare i ricavi dalla pubblicità
Tralasciando i vari metodi che usiamo (sarebbe lungo e noioso) mi soffermo sui sistemi che si possono adottare per stimare i ricavi da pubblicità on line. Ci sono sistemi diversi che partono da assunzioni diverse e quindi possono dare risultati MOLTO diversi.
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La guerra del search : uno scenario

16 dicembre 2007Adv chart, Advertising, Google, yahoo

hitwise.jpg

Hitwise ha rilasciato i dati del mercato search in USA per novembre. Come si vede dal grafico Google avanza del 4% in un anno, mentre tutti gli altri sono stabili e Microsoft è in calo. Sembra quindi che la guerra della search anche in USA stia piano piano finendo. In Europa non è mai iniziata visto che Google in molti paesi (tra cui Francia ed Italia) è al 90%.

Alcuni analisti prevedono che Google arriverà negli USA all’80% entro qualche anno lasciando le briciole per gli altri, e nessuno sembra in grado di fermare questa avanzata. Cosa comporterà per i consumatori, per i competitor e sopratutto per i conti di Google? Leggi tutto l’articolo

Social Network Advertising

14 dicembre 2007Adv chart, Facebook, News Corp, Social Media

090118.gifE-marketer ha pubblicato un interessante articolo sull’andamento della spesa advertising nei social network USA. Nel post si legge che nel 2007 l’advertising speso nei social network americani è stato di 920 mln di dollari (più 300 nel resto del mondo) pari al 5% del mercato adv. Il 70% di questo va a Facebook e Myspace: sembra quindi un ottimo risultato. Ma come osservano a SiliconAlleyInsider (anche loro sono abbastanza contrarian) entrambe i social network hanno dei contratti di minimo garantito che non hanno nulla a che vedere con il mercato e rispondono solo a logiche finanziarie. Facebook ha un contratto sino al 2011 con Microsoft che gli garantisce un minimo garantito annuo di circa 75-100 mln di $, mentre Myspace ha un contratto triennale con Google con un garantito di 900 mln di $ e quindi 300 mln annui. La logica dietro questi accordi sta solo nell’accaparrarsi una esclusiva per togliere di mezzo l’odiato concorrente. Quindi ricapitolando dei 900 mln di dollari quasi la metà sono accordi-fuffa, e solo 230 mln sono raccolti effettivamente (e direttamente) dai due giganti. Insomma un magro risultato rispetto all’enorme traffico che hanno. Parliamo di cifre intorno all 1-2% del mercato ADV per i due primi player. Siti con una copertura ed una audience superiore a metà della popolazione USA.

Gli spender sembrano continuare a privilegiare il classico display ads in mezzo ai contenuti ed ovviamente il search mediante keywords. Non sarà forse che i social network come Facebook sono più “software di socializzazione” che dei classici media? Facendo un discorso molto riduttivo potremmo dire che sono l’evoluzione della nostra posta elettronica, rubrica, scambio foto. Piu interattive, più fighe, ed on line.

Comprereste banner dentro Eudora o Outlook Express? :D

“Ma perché Nielsen mi odia” ?

6 dicembre 2007Adv chart, Advertising, Mktg chart

In questi ultimi mesi sono almeno una decina gli editori ed amici che mi dicono “Io vorrei capire perchè nielsen ce l’ha proprio con me e perchè mi dimezza gli utenti unici…”
Amici tranquillizzatevi, è una cosa normale che accade a tutti, non c’è un accanimento verso un solo sito. Ogni sistema in realtà prende dati diversi ed in maniera diversa e quindi è perfettamente normale che i risultati siano differenti.

Vorrei contribuire a chiarire la spinosa faccenda analizzando i vari sistemi e spiegando a mio avviso il motivo delle discrepanze. Prendo in considerazione: Nielsen, Analytics, Alexa, Log del webserver, Adserver.

1. Nielsen
E basato su un panel di 15.000 persone, scelto con un criterio rappresentativo della popolazione italiana, a cui viene installato un software di rilevazione che traccia la navigazione. La navigazione di questi 15.000 viene quindi memorizzata e rappresenta poi la navigazione dei 20 milioni di users italiani. E’ un sistema molto preciso perchè riesce a nettare in maniera perfetta gli utenti unici intesi come % di share sul totale dei navigatori. E’ buono per comparare e per i trend. E’ un sistema meno preciso sul calcolo di pagine viste e su numeri assoluti, ed ovviamente piu i siti sono piccoli e piu diventa men preciso.
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