Articoli categoria Google

Brusco calo cpc di Google

23 gennaio 2012Google

Interessante grafico con andamento del volume (magazzino impression) e del prezzo a click del sistema adv  di Google.

Come si vede il prezzo registra un  aumento costante con una media del 5% a trimestre da due anni a questa parte, mentre il magazzino cresce più velocemente, intorno al 15%. Negli ultimi due Q il magazzino è cresciuto molto di più  (28%  e 34%) e questo ha portato ad un brusco abbassamento del prezzo con un -8%, forse complice anche la crisi.

 

Io come editore registro una media di 0,15 euro a click in leggero calo da inizio 2011, e quindi trovo conferme di questo grafico.

fonte (SAI)

Il segreto dell’algoritmo di google

23 gennaio 2012Google

sono………..gli umani!

Google assolda schiere di umani pagati 14 dollari all’ora per dare il punteggio di qualità al suo indice, e così corregge l’algoritmo, che evidentemente dopo 14 anni di sviluppo, ancora non funziona bene.

Gli umani sono però ricercati da aziende in subappalto, e devono passare severi test, e possono lavorare massimo 20 ore alla settimana….;)

da SAI

Panda ipocrita?

1 dicembre 2011Google

Negli stessi mesi in cui  Panda falcidiava molto siti, alcuni anche buoni, libero è partito con 247, il suo aggregatore. Risultato: 17 mln di url indicizzate in Google…… http://www.google.it/search?q=site%3A247.libero.it&hl=it

Da zero a 1,650 milioni di utenti unici in una manciata di mesi.

 

Le pagine aggregate sono di qualità molto discutibile.  http://247.libero.it/dsearch/costituzione+italiana/ Qua, dove dovrebbero esserci notizie relative alla costituzione mi esce ad esempio la notizia che il il Circolo della Stampa ‘Pollino-Sibaritide’ conferma Cosimo Bruno come presidente. Nell’articolo di parla della “costituzione” del circolo della stampa e di Federazione della stampa  “italiana”.

Mi sfugge davvero come google possa permettere che 17 milioni di pagine come questa siano indicizzate e sopratutto come sia possibile che ci porta 1,6 milioni di persone.

Stai a vedere che Panda non è un algoritmo ma è solo un ingegnere che mette a mano  “0″  oppure un “1″  in un database?

Se quel grafico non cambia rapidamente credo che google non abbia più nessuna credibilità nel parlare di qualità della serp e nel dare indicazioni agli editori su come fare o non fare il loro mestiere.

Apple disintermedia Google (SAI)

30 settembre 2011Google

Interessantissimo articolo su SAI dove si racconta del nuovo assistant vocale dell’iphone IOS5 che permetterà di fare delle ricerche di qualsiasi tipo con la voce. Quindi si potrà ad esempio  fissare un appuntamento nel calendario dicendo “fissa appuntamento con Gigi venerdi ore 12 in piazza garibaldi”. Poi però ci sarà l’integrazione con le mappe e con il browser, e uno potrà domandare “come arrivo a piazza garibaldi?”. Sino ad arrivare a domandare  “ristoranti in zona garibaldi”.  Il sistema ricercherà magari su google fornendo i risultati a voce,.

L’articolo segnala come a regime questa modalità mette un “layer” tra l’utente e google, per cui sarà  “l’assistant” a trovare le cose e non piu google (anche se l’assistant userà google). L’utente avrà la percezione di trovare le cose con l’assistant senza sapere quale è il “motore” che sta sotto.

Questa è forse l’insidia peggiore che può arrivare a google…..

link: http://www.businessinsider.com/apple-google-mobile-search-2011-9

Google e la comprensione delle immagini

26 settembre 2011Google

Mi sono imbattuto qui. Google ha rilasciato questa incredibile funzionalità che permette di caricare una immagine,  e lui ne restituisce il significato. Ai più non sfuggirà che questo è un’altro passo verso una super-intelligenza artificiale che tutto comprende. Questo cervello mondiale è alimentato da centinaia di milioni di piccoli uomini (ovvero noi)  che ogni giorno classificano, taggano, socializziano,  milioni di elementi divenendo dei piccoli neuroni di questo megacervello. Questi miliardi di informazioni cominciano ad essere messe insieme, e questo cervello comincia da solo a fare dei collegamenti.  Ho fatto varie prove ed alcune sono stupefacenti. Leggi tutto l’articolo

Tabella siti colpiti da Panda

23 agosto 2011Google

Pubblico questa tabella presa da questo sito tedesco (searchmetrics) dove vengono elencati i siti che sono stati probabilmente colpiti da panda.  L’ordine dei siti è per numero di  visite perse.  Non si capisce però da dove prendano i dati e se siano davvero attendibili. Per la varietà e la tipologia di siti mi sa tanto di una penalizzazione manuale rispetto ad una algoritmica, anche perche se da una parte viene colpito Wikio, non si capisce perche non deve essere colpito Intopic che grosso modo fa lo stesso mestiere.

DomainAktuellVorwocheVeränderungProzent
liquida.it550.5031.173.602-623.099-53,09
wikio.it224.504579.087-354.583-61,23
ciao.it330.107622.941-292.834-47,01
tuttogratis.it465.814698.916-233.102-33,35
fanpage.it130.248205.774-75.526-36,70
twenga.it96.798168.527-71.729-42,56
paesionline.it73.873145.393-71.520-49,19
pourfemme.it51.299121.816-70.517-57,89
pianetatech.it13.79178.349-64.558-82,40
n-jobs.it40.691105.196-64.505-61,32
tecnocino.it22.88187.222-64.341-73,77
gli-esperti.it12.59469.962-57.368-82,00
ilbloggatore.com20.99778.166-57.169-73,14
dooyoo.it28.79785.443-56.646-66,30
techassistance.it13.01068.674-55.664-81,06
romaexplorer.it47.244102.855-55.611-54,07
televisionando.it49.567103.146-53.579-51,94
geekissimo.com67.176116.160-48.984-42,17
webmasterpoint.org16.54065.115-48.575-74,60
shoppydoo.it74.208122.506-48.298-39,43
cylex.it16.18162.092-45.911-73,94
videodivertentiepazzi.it49.90391.563-41.660-45,50
webbando.com17.34658.590-41.244-70,39
gratis360.it14.75155.551-40.800-73,45
mobileblog.it37.13277.864-40.732-52,31
saperlo.it28.81869.032-40.214-58,25
webnews.it17.95657.698-39.742-68,88
tecnozoom.it42.61379.898-37.285-46,67
elettroaffari.it27.00663.860-36.854-57,71
italiasw.com8.87145.662-36.791-80,57
travelblog.it19.61755.929-36.312-64,93
dgmag.it12.93646.876-33.940-72,40
wickedin.it27.43758.850-31.413-53,38
onlinetutorial.it21.58050.663-29.083-57,40
pagineprezzi.it10.96639.585-28.619-72,30
assistenza-clienti.it22.36250.681-28.319-55,88
paperblog.com7.70635.885-28.179-78,53
allaguida.it20.82948.970-28.141-57,47
motori.it16.38144.334-27.953-63,05
gekissimo.net20.81547.190-26.375-55,89
diredonna.it9.52335.371-25.848-73,08
hotfrog.it29.96355.653-25.690-46,16
blogbabel.com6.91132.549-25.638-78,77
mondoinformatico.info8.60333.645-25.042-74,43
donkiz.it10.20433.506-23.302-69,55
vostrisoldi.it10.88334.078-23.195-68,06
guidaconsumatore.com15.37938.551-23.172-60,11
alatest.it10.19433.048-22.854-69,15
antag.it6.18228.874-22.692-78,59
diggita.it11.14233.796-22.654-67,03
annunciasubito.com30121.916-21.615-98,63
donnaclick.it14.61136.215-21.604-59,65
metello.com15.96837.568-21.600-57,50
lachiacchiera.it9.62630.541-20.915-68,48
navigaweb.net21.10140.909-19.808-48,42
inerboristeria.com20.64340.394-19.751-48,90
mooseek.com16.18835.740-19.552-54,71
iochiamo.com6.42325.666-19.243-74,97
zapster.it9.88029.019-19.139-65,95
medicinalive.com14.08033.025-18.945-57,37
webutation.net8.71727.011-18.294-67,73
gioxx.org1.10619.378-18.272-94,29
guadagnorisparmiando.com9.53827.642-18.104-65,49
hamstersoft.com8.03225.938-17.906-69,03
ciaoblog.net82818.566-17.738-95,54
shopmania.it12.09529.714-17.619-59,30
viaggioin.com9.87527.168-17.293-63,65
motortravel.it6.04323.102-17.059-73,84
veraclasse.it3.61320.493-16.880-82,37
aziende.it8.63725.456-16.819-66,07
italia-news.it7.63924.183-16.544-68,41
emagister.it8.50620.728-12.222-58,96
wn.com1.7899.642-7.853-81,45
tripwolf.com2.1679.247-7.080-76,57

Google paga il 2% di tasse in Europa (Don’t be Evil)

8 novembre 2010Google

Riporto in calce un interessante (ed incredibile)  articolo di Bloomberg, che spiega come Google di fatto non paghi le tasse in Europa. Difatti in tutti i mercati NON-US google paga appena il 2,4%. Il sistema in parole povere funziona così : tutto il mercato NON US  fa capo all’Irlanda (scelta perche ha le tasse piu basse di tutti) e poi una sussidiaria di Google (che detiene i diritti di utilizzo dei brevetti o servizi) che ha sede  alle Bermuda si fa pagare dall’Irlanda le royalties miliardarie per rivendere i servizi. Dei 12 mld che passano dall’irlanda  5,6 vanno alle bermuda, quindi tutto il margine. Il risultato è che le società europee sono tutte senza utili, e quindi non pagano le tasse ai vari stati.

Questo comporta due ordini di problemi:

Il primo di carattere di correttezza nei confronti del mercato. L’utile di Google è balzato del 26% ed il titolo è ormai schizzato a 620 dollari dai 400 di questa estate. Gli utili stellari sono quindi finti, dato che per metà del business non ci sono tasse.  Alcuni analisti dicono che con questo trucco il prezzo è almeno 100$ sopra quella che dovrebbe essere. Questo è scorretto nei confronti delle altre company hi-tech che magari invece le tasse le pagano.

Il secondo è di ordine morale (e in teoria legale). Google fa 12 mld di dollari tramite un paese europeo, ed ha sedi uffici e dipendenti in tutti i paesi europei. Per fare i suoi 12 mld di dollari  utilizza le infrastrutture tecnologiche messe a disposizione dagli stati. I suoi dipendenti portano i figli all’asilo contruito dallo stato, i suoi commerciali che vanno in giro a vendere adv, vanno su autostrade fatte dallo stato. Ma il contributo che Google da alla collettività è ZERO. Quindi è una logica parassitaria decisamente riprovevole dal punto di vista morale.

Cosa c’è di piu EVIL di questo?

L’Unione Europea che ha fatto il culo a Microsoft per anni, dovrebbe occuparsi di questa marea di soldi che sparisce. Non è un caso che in US Google le tasse le paghi, eccome. Forse il motto dovrebbe essere sostituito in “Dont be Evil…in USA“.

p.s. Anche Facebook pare stia creando un sistema simile triangolando tra Ireland e Isole Cayman.

p.s.s interessante video segnalato da SAL  http://www.youtube.com/watch?v=InFNedaNq6s

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Niente piu search

22 giugno 2010Google

Carlo Poss, presidente Fcp-Assointernet, segnala che “questo mese non è stato possibile accertare il dato relativo alla “Search” a causa di una mancanza di informazioni da parte di Google che non è disponibile a fornire i suoi dati. Nel passato si è cercato di ovviare a questo limite effettuando una stima dei valori della ‘search’ di Google. Poiché questo metodo ci è stato segnalato essere impreciso e poiché lo Statuto FCP-Assointernet prevede che i dati dell’Osservatorio Fcp-Assointernet siano relativi alle dichiarazioni puntuali degli Associati dichiaranti per offrire un valido termine di paragone a ciascun Associato, si è deciso di sospendere la pubblicazione del dato di tipologia ‘search’ in attesa di trovare una modalità che consenta di accertare il fatturato totale anche di questa tipologia senza incorrere in valutazioni errate o arbitrari“.

-> Pare che google sino a pochi mesi fa cooperasse informalmente validando i numeri del mercato. Da inizio anno pare che abbiano smesso ed infatti i numeri si sono fatti “ballerini”. Di certo se Google smette di comunicare i numeri, vuol dire che non sono più esaltanti.

Agcom mette sotto indagine Adsense

12 marzo 2010Google

Segnalato da Carletto via repubblica.

L’Autority in seno alla indagine su google news ha messo sott’occhio anche Adsense. Ecco cosa scrivono :

“Nei contratti conclusi dagli editori per l’affiliazione al programma AdSense, la percentuale ad essi spettante è definita senza che Google fornisca elementi utili a verificare la determinazione dei corrispettivi effettivamente percepiti”, si legge nella delibera dell’Agcm del 3 marzo. “Inoltre”, è scritto nel provvedimento, “gli utenti AdSense ricevono come corrispettivo somme determinate da Google di volta in volta a sua assoluta discrezione; Google non assume alcun obbligo di comunicare come tale quota sia calcolata; i pagamenti sono calcolati esclusivamente sulla base dei registri tenuti da Google; e Google può modificare in qualsiasi momento la struttura di determinazione dei prezzi e/o dei pagamenti a sua esclusiva discrezione”.

:D

Il Google WC ;)

16 febbraio 2010Google

Che spasso!!:D
(segnalato da E.Toro)

Le tante piccole aquisizioni di Google.

2 febbraio 2010blogging, Google

Un importante VC  statunitense ha confessato al Business Insider (chiedendo anonimato) che  in questo momento  Google sta trattando in contemporanea per l’acquisto di TRE dei suoi investimenti. Se un solo VC dice questo c’è da giurare che in questo momento google ha almeno 10-15 trattative aperte.

Questo fa capire quanta brama ci sia da parte di Google   di “spazzolare” dal mercato tutte le buone idee, evitando che diventino troppo grosse,  e quindi non più comprabili come è successo con Fb, twitter, Yelp.  Non credo quindi ci sia  un   dilemma “make or buy” che in questo momento è piu sul buy. Credo sia una vasta operazione volta a sopratutto a togliere di mezzo potenziali  concorrenti del futuro.

Questo lo si capisce dalla fine che spesso fanno queste acquisizioni: un articolo del BI riportava pochi giorni fa pareri di vari clienti (e successivamente di dipendenti) di Doubleclick che dicevano che Google sta distruggendo l’azienda. L’acquisizione ormai è datata e oggi pare evidente che è forse servita sopratutto a togliere la preda ad altri predatori.

Il size su cui si muove Google è adesso piu piccolo: questo forse  è dovuto ai limiti dell’antitrust americano, e sopratutto alla fuga di cervelli di cui ormai è vittima Google. Per citare l’esempio Feedburner: il fondatore e ceo dopo l’aquisizione da parte di G. è rimasto un pò e poi se ne è andato in twitter, non trovando in G. un adeguato spazio alle sue ambizioni. Molti altri talenti preferiscono mollare google per avventurarsi in startup.

Con tante piccole acquisizioni quindi google riesce a portarsi in casa menti nuove (ed interi team) e a legarle a se per dei periodi di tempo. Tutto questo comportamento denota però una mentalità sempre più da monopolista, che non sempre è una mentalità vincente.

Sempre piu query, sempre meno traffico

12 gennaio 2010Google

Google (ed anche Bing) stanno lavorando alacremente per rispondere alle query con informazioni dirette, senza che l’utente lasci il motore. La cosa esiste da tempo ma adesso sta esplodendo in tutti i campi e trasforma la natura del motore di ricerca, che piano piano diventa anche editore, e da hub che smista traffico diventa pagina di partenza e di termine.

Questo vuol dire essenzialmente più query per il motore ma meno traffico per gli editori (e meno soldi). Alcuni di essi che vivevano (basti pensare al meteo) essendo ai primi posti della serp, potrebbero avere un contraccolpo importante.

Ecco una lista di esempi: Leggi tutto l’articolo

Google Tax

7 gennaio 2010Google

La Francia sta pensando di introdurre una Google Tax….

The proposals made to support content creation will require about 50 million euros of financing in 2010, then 35 to 40 million a year in 2011 and 2012, and this is where the Google tax, as coined by Toubon, would come in. The recommendation to tax Google and other internet giants such as “Microsoft, AOL, Yahoo or Facebook” reflects complaints from online news outlets and cultural sites that these companies make much of their advertising revenue from using content without the owners’ permission,

Certo che  se lo viene a sapere il Berlusca c’è il caso che per la prima volta lo vediamo in prima linea ad alzare le tasse (agli odiati nemici del web)    :D
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Chrome: google inizia a fare sul serio

4 gennaio 2010Google

 Una personalizzazione del Corriere della Sera significa che  Google ha deciso di fare sul serio. Questo è branding.

chrome1.png

Dai dati in mio possesso, il trend di crescita del browser google negli ultimi mesi è costante, ed è arrivato in alcuni siti al 6%. Fortunatamente pare che ad essere intaccato sia solo Explorer, con Firefox che non perde quote, ed anzi avanza verso il 25% (dal 20% di anno precedente).

Se Google padrone del web mi fa paura potete immaginare che impressione mi faccia Google padrone del mio Desktop.

Yelp, trattativa saltata con google

28 dicembre 2009Google

Logo yelpGrazie a dio qualcosa va storto anche a loro. La trattativa per l’acquisizione di Yelp a 500 mln di dollari è saltata a causa di un uso spregiudicato della stampa che a Google non è piaciuto. “Non facciamo trattative a mezzo stampa” hanno detto, chiudendo la trattativa, dopo che la controparte aveva fatto (appositamente) trapelare particolari riservati ai giornali.

Dapprima si  era pensato ad una controfferta per 750 mln da parte di un nuovo pretendente, ma  poi è venuto fuori qualcosa di diverso.  La parola magica che ha fatto saltare tutto è …..IPO!

Twitter (e FB) insegnano: quando si ha qualcosa di grosso in mano, negli USA si possono trovare senza problemi 150-200 mln da fondi ed investitori, e con un pò di pazienza si arriva al break even, senza bisogno di vendere tutto. Twitter che sino a qualche mese fa ancora si domandava su quale era il suo modello di business, in poche settimane ha risolto tutto : 30mln da google e bing per accedere ai propri dati “real time”….ed il break even è raggiunto.

Così a Yelp  avranno pensato di farsi “prezzare” da google, per poi fare saltare tutto così da quotarsi come una delle cose HOT del 2010. Confesso che ho goduto. Serve un web multipolare e servono aziende autonome che possano contrastare il monopolio in arrivo, e salvare la rete.

Fast food content

14 dicembre 2009Google

image_supersizeme.jpg Ultimamente si fa un gran parlare della crisi degli old media. Molte testate web e blogs deridono e criticano  le sparate degli editori tradizionali contro aggregatori e blog.

Ma mentre questi “nuovi editori” fanno un gran parlare della morte della editoria tradizionale  non si rendono conto della grande minaccia che sta arrivando all’orizzonte. La crescita incontenibile del “fast food content”. Già qualche anno fa, dai tempi in cui si parlava di “nanopublishing” la cosa mi sembrò pericolosa, e successivamente con l’esplosione del fenomeno si è palesata. Un recente articolo di Techcrunch  mi ha dimostrato che non sono il solo a pensarla così.

Il problema non è quello di aggregatori o finti blog che prendono una parte dei contenuti e poi mettono un link alla fonte originaria. Infatti portano comunque traffico e fanno link building. Il problema non è neanche nella copia di un contenuto e nella violazione del diritto di autore, dato che google grossomodo riesce a capire la fonte originaria.

Il problema è piuttosto nel fatto che esistono ormai decine e decine di migliaia di siti, con degli umani dietro, che di mestiere leggono  contenuti e li riscrivono scopiazzando sciattamente e malamente cambiando ed invertendo qualche frase.

Così per una notizia originale, artigianale, e prodotta con 2-3 ore di lavoro e di ricerca, dopo poche ore a partire da questa ce ne sono almeno altre 100  scopiazzate e prodotte in 10 minuti, a cui poi seguono  altre 1000 tra aggregatori, catalogatori e finti blog,  tutte fatte senza lavoro.

Techcrunch non lo dice, ma la colpa principale è di Google, che davanti ad 1 contenuto vero ed artigianale, e 100 copie sciatte, e 1000 url farlocche di aggregatori NON fa differenza. Non vuole, o non riesce. Leggi tutto l’articolo

L’Acqua sulla luna, e l’efficienza di Google

19 novembre 2009Google

Qualche giorno fa  ho sentito in televisione la notizia della scoperta dell’acqua sulla Luna. Ho voluto provare l’efficienza di Google  e Google news. Il risultato è stato davvero “drammatico”, almeno per me. Leggi tutto l’articolo

Andamento dei ricavi adsense dal 2005 ad oggi

9 novembre 2009Google

Pubblico questo dato sull’andamento dei ricavi a click di adsense dal 2005 ad oggi. La base sono una serie di siti grossi e rappresentativi  (mondo smg). Nota importante: siccome le posizioni adsense cambiano nel tempo, l’unico moto per capire l’andamento reale è calcolare il ricavo netto a click (ricavo del giorno diviso numero di click del giorno). Tale valore rappresenta il valore al quale Google vende i click (a cui andrà aggiunta la sua percentuale, che pare oscilli perlomeno sul 20-30%).

andamento ricavi adsense dal 2005 ad oggi

Questo inverno, in piena crisi, si è raggiunto il picco minimo arrivando ad una media di 0,03  euro a click contro una media del 2005  che oscillava intorno al 0,12 euro a click. Come più volte segnalato questo vero CROLLO non è dipendente dalla crisi (o perlomeno non solo) ma dal  fatto che l’offerta di impression è aumentata molto più velocemente della domanda di click causando un crollo del prezzo. La cosa è dovuta anche al particolare sistema di Google del Bid. Chiaro che, anche per un editore che raddoppia il traffico, in questo periodo i guadagni si sono dimezzati.

Recentemente si assiste ad una stabilizzazione dei ricavi ed un ritorno in area 0,05 dove credo rimarremo a lungo.

Recessione finita per Google

19 ottobre 2009Google

Google ha reso noto venerdì i dati del trimestre. Per il sempre più monopolista del web la recessione è ormai alle spalle: ricavi pari a 4,38 miliardi di dollari, in rialzo dell’8,4%, battendo le attese degli analisti che in media avevano indicato ricavi pari a 4,25 miliardi. Il Ceo Eric Schmidt ha detto che la società “ha la fiducia per essere ottimista” ed ha aggiunto che  Google investirà nell’acquisizione di piccole aziende che hanno tecnologie interessanti per la ricerca e la pubblicità. Si parla di una o due acquisizioni l’anno per i prossimi anni.

Nell’ultimo trimestre il numero di click pagati di Google è salito del 14%. Unica nota negativa il prezzo medio di ogni click è sceso del 6%. (cosa che farà poco felici gli editori che usano google!)

In definitiva, tornano ad aumentare i clienti e gli investimenti ma  il magazzino aumenta sempre di piu. E quindi si abbassa il prezzo medio a click.

Google prepara i micropagamenti. Basterà a salvare i giornali?

10 settembre 2009Google

Google sta studiando, con l’associazione degli editori USA, un sistema di micropagamenti per abbonamento e per pay-per-read  pensato per l’acquisto delle news dei giornali. Ecco alcune caratteristiche:

-Unico punto dove iscriversi e gestire tutte le iscrizioni ai vari mezzi. Iscrizione semplice e pannello per gestire tutte le sottoscrizioni.

-Grande flessibilità nel confezionamento dei  pacchetti. Cosi ci sarà l’accesso mensile al sito, ma anche solo ad una sezione o una selezione.

-Modalità di abbonamento, ma anche modalità pay-per-read. Quindi se uno vuole leggere una certa intervista e non è abbonato paga 0,10 e la legge.  E viene addebitato nel suo conto.

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