Qualche giorno fa ho sentito in televisione la notizia della scoperta dell’acqua sulla Luna. Ho voluto provare l’efficienza di Google e Google news. Il risultato è stato davvero “drammatico”, almeno per me. Leggi tutto l’articolo
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Pubblico questo dato sull’andamento dei ricavi a click di adsense dal 2005 ad oggi. La base sono una serie di siti grossi e rappresentativi (mondo smg). Nota importante: siccome le posizioni adsense cambiano nel tempo, l’unico moto per capire l’andamento reale è calcolare il ricavo netto a click (ricavo del giorno diviso numero di click del giorno). Tale valore rappresenta il valore al quale Google vende i click (a cui andrà aggiunta la sua percentuale, che pare oscilli perlomeno sul 20-30%).
Questo inverno, in piena crisi, si è raggiunto il picco minimo arrivando ad una media di 0,03 euro a click contro una media del 2005 che oscillava intorno al 0,12 euro a click. Come più volte segnalato questo vero CROLLO non è dipendente dalla crisi (o perlomeno non solo) ma dal fatto che l’offerta di impression è aumentata molto più velocemente della domanda di click causando un crollo del prezzo. La cosa è dovuta anche al particolare sistema di Google del Bid. Chiaro che, anche per un editore che raddoppia il traffico, in questo periodo i guadagni si sono dimezzati.
Recentemente si assiste ad una stabilizzazione dei ricavi ed un ritorno in area 0,05 dove credo rimarremo a lungo.
Google ha reso noto venerdì i dati del trimestre. Per il sempre più monopolista del web la recessione è ormai alle spalle: ricavi pari a 4,38 miliardi di dollari, in rialzo dell’8,4%, battendo le attese degli analisti che in media avevano indicato ricavi pari a 4,25 miliardi. Il Ceo Eric Schmidt ha detto che la società “ha la fiducia per essere ottimista” ed ha aggiunto che Google investirà nell’acquisizione di piccole aziende che hanno tecnologie interessanti per la ricerca e la pubblicità. Si parla di una o due acquisizioni l’anno per i prossimi anni.
Nell’ultimo trimestre il numero di click pagati di Google è salito del 14%. Unica nota negativa il prezzo medio di ogni click è sceso del 6%. (cosa che farà poco felici gli editori che usano google!)
In definitiva, tornano ad aumentare i clienti e gli investimenti ma il magazzino aumenta sempre di piu. E quindi si abbassa il prezzo medio a click.
Google sta studiando, con l’associazione degli editori USA, un sistema di micropagamenti per abbonamento e per pay-per-read pensato per l’acquisto delle news dei giornali. Ecco alcune caratteristiche:
-Unico punto dove iscriversi e gestire tutte le iscrizioni ai vari mezzi. Iscrizione semplice e pannello per gestire tutte le sottoscrizioni.
-Grande flessibilità nel confezionamento dei pacchetti. Cosi ci sarà l’accesso mensile al sito, ma anche solo ad una sezione o una selezione.
-Modalità di abbonamento, ma anche modalità pay-per-read. Quindi se uno vuole leggere una certa intervista e non è abbonato paga 0,10 e la legge. E viene addebitato nel suo conto.
Pochi giorni fa osservavamo come fosse assurdo per l’antitrust mettere sotto indagine Google italy Srl, dato che è solo una scatola vuota. Con un tempismo poco italiano, l’AGCOM ha esteso l’indagine a Google inc. Ottimo…..la cosa si fa davvero gustosa. L’argomentazione è sempre sciocca (google news è un servizio erogato da google inc), ma l’importante è il risultato.
(ASCA) – Roma, 4 set – L’Antitrust che ha gia’ aperto una indagine su Google Italia per verificare l’eventuale posizione dominante e distorsiva della concorrenza da parte della societa’, ha esteso l’indagine anche alla capogruppo Usa, Google Inc.
Una decisione motivata dagli elementi raccolti nella prima indagine dove emerge, secondo l’Authority, che ”il servizio ‘Google News Italia’ sia gestito dalla societa’ ‘Google Inc’, pertanto, continua l’Antistrust, si e’ reso ”necessario ampliare soggettivamente l’istruttoria in corso anche nei confronti della societa’ Google Inc”. Ora Google ha trenta giorni per chiedere di essere sentita dall’Antitrust.
La decisione dell’antitrust di aprire una istruttoria contro google è decisamente una notizia dirompente in un paese come l’italia, dove chi è forte in genere non viene mai toccato e chi è debole viene schiacciato. Il promotore è la FIEG, che in effetti non è debole, ma forse è ormai un ex-forte, e quindi è parecchio incazzata.
Riassunto:
La FIEG ha denunciato Google a fine luglio, per via del servizio google news. La motivazione chiave è che, a dire degli editori, Google “prende” le notizie e poi le presenta riorganizzandole come gli pare senza fornire informazioni relativamente al sistema di ranking.
In sostanza agli editori della fieg girano i coglioni perchè su google news Gennarino.org esce spesso prima del Corriere della sera.
Interessante articolo sul Financial Times, relativamente al crollo dei profitti della News Corp di Murdoch.
- News Corp chiude il trimestre con una perdita di 200mln di dollari contro un utile di 1,1 mld dello stesso periodo di anno precedente.
- Il grosso della perdita deriva dal settore internet. Myspace ha tagliato oltre 700 posti di lavoro.
- Murdoch sostiene che tutti i contenuti giornalistici di News Corp dovranno essere messi a pagamento. I contenuti gratis non stanno in piedi e darli gratis svaluta il lavoro dei giornalisti.
Mio commento: Che Myspace fosse stato pagato troppo e che i socialnetwork siano difficili da monetizzare…posso dire di averlo detto in termpi non sospetti. La cosa interessante è questo refrain che sentiamo anche in Italia sui contenuti Pay. Da una parte io credo che sia VERO quello che dice Murdoch : a mio avviso il connubio tra il padrone di internet (Google) che dirige il traffico, il mondo del nanopublishng e micro-blogging (e simili) che produce semi-monnezza-informativa, e la crisi economica che toglie fiato agli editori che hanno redazioni vere produce una crisi della qualità delle notizie in rete che FA SPAVENTO. Il tutto condito in un mondo dove i giornali e i settimanali di carta chiudono tutti i giorni.
D’altra parte la ricetta di Murdoch, come dei DeBenedetti nostrani…..mi fa sorridere. Solo pochissime testate al mondo potranno vivere di abbonamento: la qualità dovrà essere altissima per giustificare e convincere la gente a pagare, e solo siti e riviste di nicchia, non facilmente replicabili, potranno farcela. Pensare di mettere a pagamento l’informazione di massa (quotidiani e siti per tutti) è demenziale: si lascerebbe spazio alla concorrenza che avrebbe campo libero e si andrebbe verso l’autodistruzione.
Il punto è un’altro: come portare piu ADV dalla Tv alla rete? Come convincere gli advertiser a non mettere i loro soldi in siti e circuiti di basso valore qualitativo? Come alzare i costi a contatto e garantire performance per i clienti?
E sopratutto: come produrre cose di qualità senza avere redazioni faraoniche, uffici in tutto il mondo e gente strapagata? Perchè se tu hai 2000 persone ed uffici in tutto il mondo, e gente pagata 500k annue….. per fare un sito, è ovvio che alla fine la cosa non regge.
“…a recent report by Credit Suisse that suggested that YouTube was on track to take in $240 million in ad revenue in 2009, against operating costs of $711 million, for a net shortfall of just over $470 million”
Dopo quasi 5 anni dalla fondazione, Youtube ha 240 milioni di ricavi e 711 milioni di costi operativi, con una perdita secca sulla gestione per quasi mezzo miliardi di dollari. Chiaramente Google può ancora sostenere questa situazione, visto che la perdita è meno di un dodicesimo dei suoi utili……..ma per quanto?
Procter & Gamble spende negli USA più di 300 mln di dollari in ADV per i suoi prodotti (pari quanto a tutto il mercato display italiano). Facebook ha quanto mai bisogno di ADV in questo momento, dato che deve dimostrare ai suoi investitori che hanno messo i soldi – alla astronomica valutazione di 15 billions-, che ha un modello di business solido.
Ted McConnell, responsabile adv on line di P&G dice : “I really don’t want to buy any more banner ads on Facebook. I have a reaction to [Facebook] as a consumer advocate and an advertiser: What in heaven’s name made you think you could monetize the real estate in which somebody is breaking up with their girlfriend?”
Ma la parte interessante della dichiarazione non è questa. McConnel dice che le applicazioni brandizzate possono funzionare ma rifiuta decisamente l’idea che Facebook sia un “media” :
“Chi dice che è un Media? Un Media è qualcosa che puoi comprare e vendere. Il Media ha un magazzino di spazi. Il Media ha spazi invenduti. Qui [in FB] gli utenti non generano un media, ma ci vengono per parlare con qualcun’altro. Così, a me sembra un pò arrogante……noi ci introduciamo nelle loro conversazioni, nei loro pensieri e sentimenti, e cerchiamo di monetizzarli.” Leggi tutto l’articolo
Annunci di licenziamenti sono ormai all’ordine del giorno anche nel settore internet. Oggi leggo che Google annuncia 100 licenziamenti tra i “recruiters” (grazie gabriele). Ormai la crisi colpisce anche la regina delle web-company che sino a sei mesi fa assumeva a “mani basse”. E’ un segno dei nuovi tempi che ci attendono….
Pare che Facebook abbia fatto una proposta di acquisto a Twitter per 500 mln di dollari. E pare che twitter abbia rifiutato senza pensarci più di tanto. Pare strano per una azienda (twitter) che ancora non macina un dollaro rifiutare una roba del genere in mezzo a questa crisi economica.
Ma hanno fatto bene in realtà. FB pagava non in cash ma con le sue azioni che sono STRA-valutate, ovvero con una valutazione di 15billions. I soci di Twitter si sarebbero trovato con un misero 3% di FB, in una azienda piu grande e piu figa, ma che ancora deve trovare il suo business model.
E poi a twitter si sono appena presi 100 mln da venture capital (ma che ci faranno con tutti sti soldi questi americani….)
approfondimenti su SAI
Grande scalpore per l’uscita improvvisa del browser di Google, moltissimi pensano che Google a breve avrà fette enormi del mercato dei browser. Ma a che percentuale di mercato arriverà Chrome?
Sono aperte le scommesse.
Dopo il primo giorno, nel nostro network era allo 0,05%. Io scommetto che a dicembre sarà in Italia tra il 2% e il 5% al massimo, e dopo si fermerà salvo Google non decida spingerlo per davvero.
Io l’ho provato : veloce è veloce, e pure snello. Ma ho decine di add-on di firefox, history, plugin, e sopratutto sono abituato al vecchio caro grigio che mi ricorda Netscape. Chrome mi sembra un browser FisherPrice con quei colori orrendi. Dopo 5 minuti l’ho spento.
Io credo che tutti gli utenti nerd che hanno sposato la causa di Firefox continueranno a sposarla anche se Chrome è qualche millisecondo piu veloce. Gli utenti di Explorer non sanno neanche cosa è un Browser e per Google non sarà facile spiegarglielo.
Cambiare Browser è come cambiare materasso: non ci sono vantaggi evidenti e può venire un pericoloso mal di schiena!
Una delle domande che si fanno gli azionisti di Google è quale sarà il nuovo super-business quando la search avrà finito il suo ciclo di crescita.
Saranno i video o il mobile? Alcuni parlano del vecchio display advertising……ma nella pagina principale di Google! Quanto varrebbe infatti un bel banner nella homepage di Google che vedono TUTTI ? Leggi tutto l’articolo
Comscore ha pubblicato i dati sul mercato search USA.
- Google guadagna ancora quote di mercato: 61.6% delle search USA, in crescita dal 59.8% in Marzo. Google cresce del 31% year-over-year.
- Tutti gli altri perdono quote: Yahoo perde un’altro punto secco, al 20.4%. Lentamente ma inesorabilmente il volume delle query di Yahoo scende verso lo zero. Microsoft nel frattempo perde quote ma guadagna qualcosa anno su anno. Ask giu al 4.3%. AOL giù al 4.6%. Leggi tutto l’articolo
Leggo oggi sul dailynet questo articolo relativo all’andamento del fatturato nei primi mesi del 2008 con dati FCP-Assointernet:
La cosa che salta all’occhio è che il keyword advertising viene rilevato a -5% !!!!
La cosa è di rilievo perchè il KW advertising ha chiuso nel 2007 secondo IAB con un +57%, e quindi un -5% segnerebbe una clamorosa battuta d’arresto.
Se fosse vero (e se fosse così anche in altri paesi) alla prossima trimestrale, Google avrà un tracollo.
Oppure questi dati sono fasulli.
Qualche lettore del blog ha dei riscontri in merito ?







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