Una delle domande che si fanno gli azionisti di Google è quale sarà il nuovo super-business quando la search avrà finito il suo ciclo di crescita.
Saranno i video o il mobile? Alcuni parlano del vecchio display advertising……ma nella pagina principale di Google! Quanto varrebbe infatti un bel banner nella homepage di Google che vedono TUTTI ? Leggi tutto l’articolo
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Comscore ha pubblicato i dati sul mercato search USA.
- Google guadagna ancora quote di mercato: 61.6% delle search USA, in crescita dal 59.8% in Marzo. Google cresce del 31% year-over-year.
- Tutti gli altri perdono quote: Yahoo perde un’altro punto secco, al 20.4%. Lentamente ma inesorabilmente il volume delle query di Yahoo scende verso lo zero. Microsoft nel frattempo perde quote ma guadagna qualcosa anno su anno. Ask giu al 4.3%. AOL giù al 4.6%. Leggi tutto l’articolo
Leggo oggi sul dailynet questo articolo relativo all’andamento del fatturato nei primi mesi del 2008 con dati FCP-Assointernet:
La cosa che salta all’occhio è che il keyword advertising viene rilevato a -5% !!!!
La cosa è di rilievo perchè il KW advertising ha chiuso nel 2007 secondo IAB con un +57%, e quindi un -5% segnerebbe una clamorosa battuta d’arresto.
Se fosse vero (e se fosse così anche in altri paesi) alla prossima trimestrale, Google avrà un tracollo.
Oppure questi dati sono fasulli.
Qualche lettore del blog ha dei riscontri in merito ?
Che succede ad Adsense?
Molti siti, anche importanti, si sono sempre piu affidati ai ricavi del popolare programma di Google. Ma da un anno a questa parte le cose non vanno molto bene.
Qui sotto un grafico di mia elaborazione sui dati degli ultimi 12 mesi con il ricavo medio netto a click da vari siti abbastanza grandi di cui ho i dati.
Come si vede c’è una evidente parabola discendente. Quindi, non solo non c’è nessuna crescita, ma il click viene pagato sempre meno all’editore, per circa un -15% negli ultimi 12 mesi. A questo si somma il crollo del dollaro che negli ultimi 12 mesi ha perso ormai circa il 15% sull’euro, e come tutti sanno Google paga gli editori in dollari ma ma si fa pagare in euro dagli inserzionisti ( be furby….
).
Il mix delle due cose è micidiale e dai miei conti approssimati si parla di un -28%. Ovviamente se uno aumenta le posizioni, e le ingrandisce puo avere un Ecpm in crescita, ma questo non è un modo per fare un raffronto sensato. L’unico modo è vedere il ricavo netto a click che è l’unica variabile indipendente. Leggi tutto l’articolo
La notizia è passata in sordina, sia nella stampa che nella blogosfera. E’ vero che siamo un paese di evasori abituati alla evasione…ma è paradossale che solo IlGiornale se ne sia occupato (proprio loro?).
Avevo già segnalato qualche mese fa, a seguito di analisi sui bilanci di google italia , che solo “tre spiccioli” rimangono in italia ed ovviamente la società era tenuta in pareggio. Le tasse non le paga, e i soldini fatti in italia se ne vanno in irlanda.
Ora la finanza dice che Google ha avuto ricavi in Italia in questi anni per 257 milioni di euro (interessante dato che non avevamo) e che ha EVASO ben 50 milioni.
Ma non solo: è stata presentata una denuncia alla procura della repubblica di Milano per “esterovestizione” ovvero una attività economica svolta in italia che viene “vestita” come attività estera con la finalità di non pagare le tasse in italia.
La mia domanda è: perchè tutti gli operatori italiani internet pagano le loro tasse, mentre questi signori non pagano una lira ? Non è forse concorrenza sleale?
Quanti asili si possono fare con 50 milioni di euro ?
Don’t be evil…
be furby.
….se la tua azienda fosse in procinto di essere comprata da questo signore ?
ti daresti da fare di BRUTTO per trovare soluzioni alternative, anche chiamando a google
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Poche ore prima della mega offerta di Microsoft per Yahoo! sono usciti i dati del Q4 di Google. Era nell’aria il rallentamento, ed in molti lo avevamo segnalato nei mesi scorsi.
1) Sono 18 mesi che MS ci prova con Yahoo. Pare che col passare del tempo sia sempre stata più aggressiva. Si dice che 3 giorni fa dopo la pessima trimestrale ed il -9% del titolo, Ballmer e soci si siano presentati al board di Yahoo con la proposta. E gli hanno detto via diamo 48 ore per pensarci e se non ci date una riposta “we go public”. Ovvero lanceremo una opa.
Si dice che quelli di Yahoo siano rimasti impressionati ma non credevano che MS lo avrebbe fatto per davvero. E così è stato. Leggi tutto l’articolo
Alcuni numeri sulla combinazione MS-Yahoo (dati hitwise da SAI)
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In un precedente post avevamo segnalato che nel 2008 sarebbe stato probabile un merge tra Yahoo e Microsoft. Oggi e’ partita l’0fferta da parte di MS per Yahoo al prezzo di 44 billions, con un valore delle azioni maggiore del 60% sul prezzo di mercato.
In realtà alla Microsoft hanno fatto le cose per bene, e nulla è stato lasciato al caso.
Innanzi tutto la data. Non è casuale la data di oggi, visto che sono stati pubblicati i dati del Q4 di Google e non sono buoni. Inoltre è palese che sono da mesi che lavorano sui titoli dei due concorrenti. Yahoo in tre mesi è crollato da 30 a 19 dollari (-40%) per azione. In questa maniera il probabile prezzo di acquisto MS si è notevolmente abbassato. E dietro questo ribasso oltre al mercato c’è ovviamente il loro zampino. Anche il titolo di Google ha avuto un crollo in 3 mesi passando da oltre 700 a 550.
Così MS ha preparato un grandissimo uno-due all’odiato concorrente: depresso il titolo del concorrente, depresso il titolo della preda, il giorno dei risultati pessimi del concorrente lancia l’acquisto della preda con un prezzo doppio del valore di mercato. Il tutto nei giorni in cui Yahoo presenta il suoi pessimi dati.
Quando apriranno i mercati tra poche ore assisteremo ad una bella botta per Google, ed un bel salto per Yahoo.
Fino a qui, sembra una grande storia di finanza, uno scontro tra titani. Ma che succederà a Yahoo?
Sentiamo ogni giorno notizie di acquisizioni negli States. Ma quale è la situazione in italia ?
Con questo post vorrei fare il punto delle situazione elencando le acquisizioni di società italiane negli ultimi due anni
Lo specchietto riepilogativo è ovviamente parziale perchè molti dati sono sconosciuti, e molti dati sono approssimati. Chiunque abbia cose da aggiungere me lo segnali che le aggiungo. Grazie!
| Periodo | Preda | Predatore | Valutaz 100% | Fatturato preda | EBITDA preda | Multipl | U.unici niels. | Quota transata |
| Gennaio 2006 | Studenti.it | Ainio | 2,4 mln | 2 mln | 290k | 8 volte ebitda | 1,2 mln | 70% |
| Giugno 2006 | Sems | Fullsix | 896k | nd | nd | 8 volte ebitda | nd | 70% |
| Luglio 2006 | Bow | Dmail Group | 2,1 mln | nd | nd | 7 volte ebitda | nd | 51% con opzione per 100% |
| Ottobre 2006 | Splinder | Dada | 5 mln | 100k | 0 | 50 volte fatturato | 1,2mln | 100% |
| Dicembre 2006 | Casa.it | Murdoch | 9 mln | nd | nd | nd | 700k | 90% |
| Autunno 2006 | Oroscopi.com | Conde nast | nd | nd | nd | nd | 400k | 100% |
| Febbraio 2007 | Blogo | Dada | 2,4 mln | 400k | 50 | 45 volte ebitda | 1,8 mln | 30% |
| Marzo 2007 | Automobili.com | RCS | 2 mln | nd | nd | nd | 1 mln | 100% |
| Marzo 2007 | ADvance | NetBooster | 1,8 mln + ern out | nd | nd | 7 volte ebitda | 1 mln | 100% |
| Giugno 2007 | Blogosfere | Sole24 | 2,4 mln | 50k | 0 | 50 volte fatturato | 1 mln | 30% |
| Ottobre 2007 | Mymovies | IBS | 2 mln | 400k | 100k | 20 volte ebitda | 1,5 mln | 60% |
| Ottobre 2007 | Excite | GoADV (Ascani) | 2,725 mln | nd | nd | 9 volte ebitda | 1,2 mln | 100% |
| Dicembre 2007 | Soldionline | Ainio | nd | nd | nd | nd | 300k | 60% |
| Dicembre 2007 | castlerock.it | Multiplayer | nd | nd | nd | nd | 250k | 100% |
Grazie a Paolo per le segnalazioni
Cosa ci dice questo specchietto? Ci sono alcuni acquisizione sensate fatte a valori interesanti ma sempre rispondenti alla realtà. Ci sono state poi alcune acquisizioni con valutazioni da bolla.
Ad esempio, se si guardano solo i valori economici si vede come le acquisizioni di Splider e Blogo siano decisamente esagerate. Parliamo di multipli superiori a google. Ma se si guarda l’operazione di DADA nel suo insieme, considerando quindi il traffico che producono i due siti e considerando sopratutto la grande liquidità disponibile (proveniente dal ricco business delle suonerie) l’operazione risulta meno assurda.
E’ evidente come le operazioni a multipli da silicon valley sono state fatte da grandi editori e da società quotate, e sono eventi abbastanza isolati (in effetti solo 2-3 in due anni). La motivazione sta nel fatto che devono entrare nel settore perche sono indietro, oppure perche (in quanto quotate) devono “raccontare” qualcosa al mercato. E quindi il valore da bilancio è molto relativo.
Che succederà nel 2008?
I grandi gruppi editoriali sono molto indietro nel digitale (Mondadori e La Stampa in primis mentre RCS e Espresso sono messi molto meglio) e ci sono ancora delle prede in giro.
Così, da voci di corridoio, sappiamo di offerte molto alte, anche da 10-20 mln di euro per le prede più interessanti.
Offerte rifiutate dagli editori web: alcuni perchè sono convinti di valere più di google, mentre altri (i più saggi) perchè hanno paura di vedere la propria azienda devastata dagli acquirenti.
Cosi gli editori tradizionali valutano se abbia senso spendere cifre così interessanti per comprare (qualcosa che non comprendono), o se non sia meglio comprarsi le professionalità nel mercato e fare le cose per conto proprio. Grandi quantità di denaro si riverseranno sul mercato per il 2008, e se le prede non si fanno comprare dovranno organizzarsi per reggere l’urto del denaro. Che comporterà più concorrenza e professionalità più costose. Insomma, il giocattolino chiamato internet, anche in italia sta piano piano diventando una industria.
Alla fine credo che non ci saranno tante operazioni stellari nel 2008.
Questo con grande disappunto dello scrivente (ed immagino dei lettori) perchè il nostro diletto preferito è spettegolare sui nuovi ricchi e sui prezzi-pazzi che pagano i vecchi editori tradizionali.
In tutti i casi, ci sarà da divertirsi!
8 previsioni per il 2008
2 gennaio 2008Advertising, Facebook, Google, News Corp, Social Media, yahooMi cimento anche io in alcune previsioni su tendenze per il 2008. Per chi si ricorderà…… appuntamento a gennaio 2009 per la resa dei conti!!
1) Yahoo-MSN-AOL
Sicuramente nel 2008 qualcosa accadrà e due di queste aziende si fonderanno. Google sta spazzando via tutti, e la cosa più logica (anche per il mercato) è una fusione MSN-YAHOO che permetterebbe di avere un player che possa contrastare Google nella search (2008 potrebbe finire 30% della combinata vs 65% di Google), Il mercato è ricco ed è da scemi non fare una cosa del genere. Agli editori ed operatori permetterebbe una scelta tra due giganti che oggi non c’è. Insomma un dupolio è meglio di un monopolio, e se lo richiede il mercato loro lo faranno.
2) Google
Crescerà ancora del 50%, con il titolo che potrebbe arrivare a 800-900$. Ma potrebbe essere l’inzio di una fase di rallentamento con la mkt share al 90% in europa e mercato USA vicino alla maturità. Inizierà – non presso gli utenti ma presso gli editori – una seria e pubblica riflessione sullo strapotere di Google. Inoltre usciranno alcuni motori di ricerca di nuova generazione. Sicuramente rallentamento della corsa.
3) Video e Youtube
E’ probabile che perda la causa con Viacom, e che debba pagare un bel conto. Credo che il business miliardario sull’ADV nei video sarà molto più piccolo del previsto, e i ritardi del lancio in questi anni lo dimostrano. Avere spot nei video amatoriali e in video senza copyright non è una cosa che piace al grosso degli investitori. Al contrario inizieranno ad avere successo specie in USA i servizi delle Major che vendono video con serie TV e film. I “detentori dei contenuti” piano piano capiranno che è da coglioni lasciare i propri contenuti su Youtube ed è preferibile venderseli per contro proprio (ovvio, se è roba che tira). Chi ha il contenuto vince, e quindi per il business Hulu up, Youtube e Joost down.
4 ) Mercato Italiano
L’Adv on line crescerà del 30%. Ormai il mercato non è piu minuscolo e gli editori tradizionali stanno scendendo in campo (Condè nast, Mondadori, LaStampa, RCS, Sole) con acquisizioni importanti (blogo, blogosfere, splinder, automobili). Dopo la prima ondata le richieste delle prede rimaste si sono fatte sempre più alte, e i vecchi editori si domandano se non abbia senso investire tutti quei soldi in progetti nuovi. Nel 2008 salvo qualche sorpresa prevedo che i vecchi editori non trovando prede a prezzo umano riverseranno su nuovi progetti digitali un sacco di soldi. Così molti che non venderanno nel 2008, nel 2009 si mangeranno le mani.
5) Myspace
Anche se è tamarro e meno figo di FB (almeno per tutti i blogger) rimane popolare presso la gente normale. Cresce in tutti i paesi e compensa la stasi negli USA. A differenza di FB apre in tutto il mondo e sopratutto vende ADV con valori decenti. La raccolta 2008 viene stimata intorno ai 800 mln che non sono granchè rispetto al prezzo pagato da Murdoch ma sempre cifre importanti rispetto a FB. Ovvio che Myspace rimarrà nel 2008 leader nel traffico e leader nella raccolta adv tra i social network.
6) Facebook
FB ha avuto il suo momento di massima gloria dal lancio della piattaforma “app” in aprile sino allo sputtanamento di beacon in novembre. Sei mesi tondi tondi di gloria assoluta. Il 2008 sarà un anno “normale” e quindi pericoloso perchè si torna sulla terra. Ma a mio avviso non sarà il 2008 l’anno cruciale: il modello di business ancora non c’è, e i soldi in cassa sono ancora abbondanti. La valutazione è troppo alta ed è difficile che qualcuno entri, e la IPO è impraticabile senza un fatturato decente. Quindi tutto rimandato al 2009 che sarà l’anno della verità: o c’è il modello di business con tanto fatturato da giustificare IPO (difficile), oppure serviranno ancora soldi, ma a quella valutazione nessuno li metterà. Una valutazione inferiore è impensabile, e quindi l’unica strada – la più probabile – è quella di una acquisizione. Di Microsoft. Ed appare chiaro perchè MS ha investito cosi poco ad una valutazione così alta.
7) Bubble 2.0
La bolla c’è ma non scoppierà di botto. I VC (=venture capital) continuano a buttare valanghe di soldi dentro nuove start-up e questo sostiene il sistema. Ma è probabile che tanti siti inizieranno a chiudere. I VC non possono andare oltre il 3° round e se una roba non gira la si chiude. Ormai i siti al terzo round sono una valanga e le chisure cominciano ad esserci. Sulle difficoltà un esempio su tutti è Tecnorati. Il 2008 sarà un anno di scrematura, rimangono vivi solo quelli che hanno idee nuove (primo round) oppure chi ha un modello sostenibile.
8 ) Questo blog
Prevedo che questo blog rimarrà bannato da google anche per il 2008. Prevedo quindi che inizierò a parlare meglio di google da domani. ![]()
C’è molta confusione sotto il cielo. In queste settimane ci sono siti che scompaiono da google, che riappaiono, siti solidi ed importanti (che esistono prima di google) che passano da PR7 a PR4 per tornare a PR7 dopo qualche giorno. Ci sono siti come questo che state leggendo, scansionati ogni giorno da un mese ma inspiegabilmente bannati nell’indice (chi indovina il perche?). Insomma è tutto molto strano, ma alcuni diranno: “eh no…un motivo ci sarà, se loro fanno le cose un motivo ci sarà”.
Ecco come appariva pochi minuti fa alla ricerca “free sms” la schermata della seconda pagina di Google. Fate attenzione al primo risultato: leggete la description. Si lo so, è incredibile. No, non è un fotoritocco. Stiamo parlando di libero.it il secondo sito italiano.
A casa mia una roba del genere vuol dire solo una cosa : DB corrotto.
Ecco, siamo tutti nelle mani di questi signori.
Hitwise ha rilasciato i dati del mercato search in USA per novembre. Come si vede dal grafico Google avanza del 4% in un anno, mentre tutti gli altri sono stabili e Microsoft è in calo. Sembra quindi che la guerra della search anche in USA stia piano piano finendo. In Europa non è mai iniziata visto che Google in molti paesi (tra cui Francia ed Italia) è al 90%.
Alcuni analisti prevedono che Google arriverà negli USA all’80% entro qualche anno lasciando le briciole per gli altri, e nessuno sembra in grado di fermare questa avanzata. Cosa comporterà per i consumatori, per i competitor e sopratutto per i conti di Google? Leggi tutto l’articolo
E-marketer ha pubblicato un interessante articolo sull’andamento della spesa advertising nei social network USA. Nel post si legge che nel 2007 l’advertising speso nei social network americani è stato di 920 mln di dollari (più 300 nel resto del mondo) pari al 5% del mercato adv. Il 70% di questo va a Facebook e Myspace: sembra quindi un ottimo risultato. Ma come osservano a SiliconAlleyInsider (anche loro sono abbastanza contrarian) entrambe i social network hanno dei contratti di minimo garantito che non hanno nulla a che vedere con il mercato e rispondono solo a logiche finanziarie. Facebook ha un contratto sino al 2011 con Microsoft che gli garantisce un minimo garantito annuo di circa 75-100 mln di $, mentre Myspace ha un contratto triennale con Google con un garantito di 900 mln di $ e quindi 300 mln annui. La logica dietro questi accordi sta solo nell’accaparrarsi una esclusiva per togliere di mezzo l’odiato concorrente. Quindi ricapitolando dei 900 mln di dollari quasi la metà sono accordi-fuffa, e solo 230 mln sono raccolti effettivamente (e direttamente) dai due giganti. Insomma un magro risultato rispetto all’enorme traffico che hanno. Parliamo di cifre intorno all 1-2% del mercato ADV per i due primi player. Siti con una copertura ed una audience superiore a metà della popolazione USA.
Gli spender sembrano continuare a privilegiare il classico display ads in mezzo ai contenuti ed ovviamente il search mediante keywords. Non sarà forse che i social network come Facebook sono più “software di socializzazione” che dei classici media? Facendo un discorso molto riduttivo potremmo dire che sono l’evoluzione della nostra posta elettronica, rubrica, scambio foto. Piu interattive, più fighe, ed on line.
Comprereste banner dentro Eudora o Outlook Express? ![]()
Negli ultimi mesi si parla sempre di più di social network, e della enorme mole di dati personali che hanno sugli utenti. Utilizzando le normali metriche (cpm, impression) questi siti dovrebbero essere delle incredibili macchine da soldi.
Ma i social network stanno davvero guadagnando un sacco di soldi?
Da buon contrarian esaminerò alcune problematiche dei social network :
- Il probema del CTR: è inversamente proporzionale al coinvilgimento
- Non confondere interesse con intento
- Il magazzino banner non è omogeneo ma è piramidale
- I contenuti (quando ci sono) sono UGC e non controllati
1. CTR e Engagement
I social network sono strutturati per generare un alto numero di pagine viste: la maggior parte degli utenti non fa altro che cliccare, cliccare, cliccare da un profilo all’altro. Sistemi di feed e notifiche ti spigono a fare login molte volte al giorno. Questo si chiama “Engagement” ovvero coinvolgimento, ed è la forza dei social network, che infatti non hanno bisogno di avere traffico da google o da adv. Ma questo porta uno svantaggio: tanto più il sito ha pagine viste (e pagine viste dagli stessi utenti) e tanto piu il clicktrought (CTR) si abbassa.
Ecco uno ottimo diagramma tratto da un articolo di MikeOnAds. Questa questione dell’engagement (o coinvolgimento) che si correla negativamente alla clickthrough rate è ben documentata ed avviene in tutti i network. I siti social hanno anche 40-50 pagine viste ad utente a sessione contro una media di 5-10 dei siti tradizionali. Lo schema di cui sopra si spiega in vari modi: se un utente vede 20 volte la stessa pubblicità ma può cliccare solo una volta è ovvio il tasso di click si abbassa.
Ed anche se uno avesse 40 pubblicità nella sua sessione tutte diverse, è verosimile che un utente in una sessione dove è molto “coinvolto” potrà cliccare poco altrimenti uscirebbe dalla sua navigazione cosi interessante.
I siti social hanno quindi un diverso rapporto tra utenti unici e media di pagine viste, cosa che abbassa il CTR e quindi inevitabilmente abbassa il valore della inventory. Leggi tutto l’articolo
Gli UGC (user generated content = contenuti generati dagli utenti) sono apparentemente uno strumento fantastico per ogni editore piccolo o grande. Gli utenti, senza farti spendere soldi, ti riempiono il sito di contenuti freschi e molto cool.
E dopo, tu editore starai lì senza far nulla a guardare i soldi dell’ADV che entrano a palate. Molti credono a questa favola ma le cose sono un pò più complicate.
La monetizzazione dei siti UGC (e dei social network) sono un grande tema di cui si parla poco: tra i tanti esempi, possiamo citare quello del padrone di internet, ovvero Google.
Google ha comprato anni fa ORKUT un social network con oltre 30 milioni di iscritti molto popolare in Brasile e negli USA, e ad Agosto hanno deciso finalmente di sperimentare pubblicità inserendo Adsense dentro il sito.
L’ansia da prestazione (piu utenti, piu utenti, piu utenti) sta giocando brutti scherzi a Repubblica. Per un pugno di utenti in piu sono disposti a tutto. Si è disposti anche a rubacchiare e pubblicare foto senza consenso di una ragazza orribilmente uccisa. Vabbè tanto è morta a che servono le autorizzazioni? Se poi le foto sono scabrose tanto meglio. Bhe erano su “internet” quindi si possono prendere.
La panoramica del mercato search in USA è più dinamica dei quella europea (ed italiana) dove google ha il monopolio con 90%. Ecco i dati del mercato USA:
Le cose da notare sono :
- il declino del search di microsoft che non ha sfondato e sta sparendo
- l’importante presenza-baluardo di Yahoo che rende il mercato un pò più aperto
- la presenza di alcuni operatori in crescita come ask.com che fanno sperare in un maggiore dinamismo e concorrenza Leggi tutto l’articolo
Google a dispetto delle previsioni di qualche analista ha chiuso un’altro trimestre con risultati solidi come la roccia.
Alcuni punti :
- I ricavi netti decelerano modestamente: 62% y/y dal 63% in Q2. Rimane una crescita imponente.
- I ricavi crescono bene ovunque, in USA e nel mondo, sulla search (+45%), sui siti partner. Nessun impatto dalla crisi dei mutui.
- Free cash flow raggiunge 1.1 billion di dollari, con una previsione annua di $ 4.4 billion. Per fare un paragone, il free cash flow di Google ad oggi è superiore a quello di Time Warner. E Google ha solo 8 anni di vita.
Come si dice a roma, sti cazzi!
Foglio di calcolo











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