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Distribuzione contenuti di BuzzFeed

7 giugno 2016media, Social Media

Interessante grafico sulla distribuzione dei contenuti di BuzzFeed. Solo il 23% è diretto, ovvero tramite il sito. Tutto il resto della fruizione dei contenuti avviene su altre piattaforme (snapchat, youtube, Fb). Ciascuna con le sue regole, le sue revenue, le sue caratteristiche di distribuzione. Se questo è il nostro destino il mestiere dell’editoria digitale è da suicidio….

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Il graduale e lento collasso dell’editoria

19 aprile 2016media, Social Media

BuzzFeed riduce della metà il budget 2016, Mashable taglia il personale, Salon altro round di finaziamento e taglio del personale. GigaOm che aveva 85 persone ha chiuso alcuni mesi fa.
La crisi dell’editoria arriva anche alle nuove iniziative editoriali native digitali, ed arriva anche a quelle che hanno basato la crescita su Facebook. L’abbraccio mortale continua…

Mr. Malik of Gigaom, whose site employed 85 people at its peak, said if he were to start the business today, it would probably be a Facebook page. There is an opportunity, clearly, to reach people there.

Money? That’s another matter.

“How do I monetize?” he asked. “Still not clear.”

Articolo completo qui http://www.nytimes.com/2016/04/18/business/media-websites-battle-falteringad-revenue-and-traffic.html?_r=0

Il CPM e gli equilibri del mondo

24 maggio 2013media

Per chi ha un pòdi tempo per leggere qualcosa di interessante segnalo questo articolo su Dagospia dove si fa una  analisi degli equilibri e squilibri mondiali  e dei conflitti piu o meno striscianti che ne derivano.

La cosa incredibile (e divertente) è che tra i 4 grandi temi che generano conflitti e squilibri nel mondo c’è….(udite udite) il CPM !!! In pratica insieme al problema delle valute ed i petrodollari, ambiente, costo del lavoro….c’è la rivoluzione digitale che sta distruggendo il sistema dei media. Lo squilibrio del CPM tra paesi ricchi e poveri e tra media tradizionali e nuovi genera caos e conflitti (ne sappiamo qualcosa pure noi :) )

 

In dettaglio non lo sapremo mai però credo di aver capito che all’Ordine del Secolo ci sono alcuni punti rilevanti, ognuno ovviamente gigantesco, ognuno aggrovigliatissimo, ognuno che rimanda a cambiamenti epocali. A grandi blocchi, la lista appare essere questa:

1) il cambio della valuta di riferimento mondiale ;

2) un accordo transnazionale che stabilisca che le tasse si paghino in modo equivalente su ogni territorio del Pianeta;

3) un accordo che “equilibri” il costo dell’ora lavoro in ogni territorio;

4) la gestione della transizione dal modello di sviluppo basato sul petrolio ad altre fonti energetiche, e infine 5) la gestione della rivoluzione digitale e delle risorse dei Media… e pertanto (udite, udite!) il CpT o Costo per Mille , ovvero quanto devono pagare gli inserzionisti pubblicitari per raggiungere con un loro messaggio 1.000 potenziali consumatori.

 

meno male che avevo scelto il mondo dei media per fare un lavoro stimolante e rilassante  :-)

 

LINK http://www.dagospia.com

 

Il destino dei media: Sorrell contro Buffett

16 maggio 2013media

Un bell’articolo per partire gasati la mattina lavorando nel magico mondo dei media

Se, come dice Sorrell, quei 1000 miliardi di dollari che venivano divisi nel recente passato – 60% a favore degli Western Countries e 40% nel resto del mondo – vengono già da un paio d’anni divisi in modo contrario, in Occidente sono venuti a mancare, circa 200-300 miliardi di dollari di sostegno ai media. Cioe’ una quantità di denaro tale da far sparire in un sol colpo 10 tv network come Mediaset o 50 grandi quotidiani come il Corriere della Sera e comunque tale da cancellare 5-6 milioni di stipendi di addetti all’industria dei media in Occidente. E’ così ? Sorrell conferma sornione e commenta con un sorriso da Gioconda: “io sarei molto preoccupato se fossi un azionista di un “local medium”. Intende con tale definizione un giornale o una rete tv che agisce su un solo territorio e si esprime in una sola lingua.

 

Leggi tutto da Dagospia :  QUALE ‘’CRISI DELLA PUBBLICITÀ”! I PADRONI DEL MONDO HANNO SOLO CAMBIATO CLIENTE

 

Mi consolo con  il vecchio Warren Buffet, che non ne sbaglia una da 60 anni, e che sta comprando giornali come fossero noccioline

«I giornali continuano a regnare sovrani nel racconto delle notizie locali – scrive Buffett – : se vuoi sapere cosa succede nella tua città, dal sindaco alle tasse o alla squadra di football del liceo, non c’è ancora un degno sostituto del quotidiano che sia in grado di fare questo lavoro».

Leggi tutto sul sole24ore

 

Agcom indaga su internet in italia

15 maggio 2013media

Gente…ci sarà da divertirsi….ne abbiamo di cose da raccontare  alla Agcom vero??

http://www.agcom.it/Default.aspx?DocID=11049

 

 

Repubblica -22% di pagine viste?

24 settembre 2012media

Repubblica -22% di pagine viste anno su anno….argh.
Ma non sarà dovuto al fatto che nel 2011 con berlusconi, governi che cadono e crisi varie ha avuto una impennata, e quindi adesso uno decrescita?
Oppure la gente fa come me che guarda solo la homepage senza cliccare mai perchè non c’è quasi mai niente di interessante?

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

via dagospia

Divorzio master/libero

8 marzo 2012media

Gli attenti lettori del blog segnalano che dopo pochi mesi è già naufragato l’accordo edizioni master con libero. In effetti su punto-informatico è sparita la testata libero, e gira solo adv a riempitivo (google e criteo).  Spero che nel frattempo la concessionaria non sia stata depotenziata, altrimenti sono guai seri…

Cura dimagrante

6 marzo 2012media

Per ogni euro guadagnato nel digitale gli editori tradizionali ne perdono 7 sulla carta. Il digitale non basta, la cura dimagrante serve lo stesso.  La fine della barriera all’ingresso all’editoria, toglie  senso ai grandi gruppi editoriali, si va verso un mondo di tanti piccoli editori.

Approfondisci  qui

Monrif dentro Hwupgrade

4 novembre 2011media

i nostri gossip erano veri!!! :)

Monrif Net, la societa’ del Gruppo Poligrafici Editoriale che si occupa dello sviluppo di progetti innovativi nel settore della multimedialita’ e delle nuove comunicazioni, ha acquistato una partecipazione nella societa’ Hardware Upgrade, titolare del sito www.HWupgrade.it e leader nel settore dell’ICT & Electronics, acquisendone una quota del 20%.”L’investimento, ha dichiarato il Presidente di Monrif Net Matteo Riffeser Monti, non ha avuto impatti finanziari significativi e costituisce un ulteriore passo per lo sviluppo del network riunito sotto il brand Quotidiano.net. Siamo estremamente contenti dipotere offrire ai nostri utenti gli autorevoli e prestigiosi contenuti proposti da HWupgrade.”L’Amministratore di HWupgrade Paolo Emilio Corsini dichiara che “l’accordo con Quotidiano.net rappresenta un passaggio strategico per il sito HWupgrade.it nell’ottica di un crescente futuro e di sviluppo di sinergie, forte del legame con un importante Editore nazionale”.

http://www.agi.it/repository/struttura-sito/subhp-borsa/flusso-italia/notizie/201111031512-fta-rt10171-monrif_net_acquisisce_quota_del_20_di_hardware_upgrade

Quando ero giovane internet…

7 luglio 2011media

“Quando ero giovane, internet mi sembrava uno straordinario strumento per fare esplodere la democrazia nel mondo…”

Interessante video su come le grandi corp mediante anonimi algoritmi ci nascondono le notizie pensando di farci felici.

Monrif e HwUpgrade

24 giugno 2011media

Oggi su prima comunicazione viene citata  l’acquisizione di HardwareUpgrade da parte di Monrif  (gruppo nazione, giorno resto carlino). Monrif ha anche acquisito altri siti tra cui  prontoimprese ed ha lanciato un restlyle dei propri siti di news.

Taglierbe illuminaci su questo Deal….è pubblica la valutazione???

 

OT acquisizioni Citynews/RomagnaOggi

24 maggio 2011media

Segnalo, per gli appassionati di acquisizioni,  il seguente comunicato relativo ad una operazione annunciata oggi da Citynews sul network RomagnaOggi.

I nuovi formati video GroupM

9 maggio 2011media

Molti di voi si saranno accorti di questo nuovo formato che gira su alcuni siti (clicca qui per vederlo piu grande) da un paio di mesi. Si tratta di un video in overlay, molto fluido e veloce  con alcuni tool sociali n basso. Di primo acchito sembra niente di nuovo.

In realtà è una grande innovazione, dato che è un formato in qualche modo “esclusivo” ad uso dei  centri media della galassia  GroupM in cui vengono trafficati direttamente gli spot che vanno in televisione. L’innovazione è infatti quella di permettere ai clienti di pianificare spot sia su TV che su Internet insieme con le logiche della tv, ovvero con i GRP, utilizzando finalmente il famoso “nastro di pianificazione”.

In pratica il cliente quindi a partire dallo stesso spot, con una unica campagna, e con un unica pianificazione riesce  a raggiungere il target ricercato  mediante  due mezzi diversi.

Non sfuggirà ai più l’importanza del momento e l’importanza di questa convergenza. Alcune concessionarie confermano che stanno arrivando budget sostanziosi che prima erano appannaggio della TV e che adesso in questa logica vengono deliverati anche sul web. Questo è anche uno degli effetti della maturazione del web, e del ricambio generazionale (al contrario) che è stato fatto in molti CM, con il passaggio delle divisioni digital sotto il controllo degli old.

Ma ovviamente una così bella notizia non poteva che essere condita da elementi molto negativi, d’altra parte siamo in Italia, non ce lo dimentichiamo.

GroupM ha infatti pensato di fare di questo formato un formato “proprietario” e quindi di trafficarlo direttamente, in pratica in esclusiva. Il delivery quindi è diretto e non passa piu dalle concessionarie, e quindi il CM di fatto fa il lavoro della concessionara (!!) ed inoltre……..solo 7 concessionarie sono state “accettate” e  solo i loro sito vengono utilizzati per deliverare questo formato dal CM.

Quindi se un cliente di GroupM vuole deliverare il formato in un sito che non fa parte delle 7 concessionarie di fatto non può. E un cliente non GroupM che vuole comprare il formato in un sito che oggi lo eroga non può. Insomma il solito casino. Un tempo i formati erano decisi da tutti gli attori del mercato ed erano standard, adesso purtoppo ognuno fa un pò come gli pare…

In conclusione :

– Questa innovazione portata da GroupM è molto importante per il web ed è estremamente positiva.

– La gestione “esclusiva” e ristretta spinge editori e concessionarie escluse a presentarsi direttamente dai clienti, ed  a fare formati proprietari che così non saranno mai standard. A lungo andare quindi si rischia di fare molto casino e confondere i clienti = danno al mercato. In sede IAB o  FPC si dovrebbe cercare di trovare degli standard, come si faceva un tempo.

p.s. :


GRP: Pressione Pubblicitaria. Dato lordo che misura l’efficacia di una campagna pubblicitaria: si calcola penetrazione per frequenza oppure contatti lordi su target per 100.

CityNews raccoglie 3,3 mln di euro per il lancio di 40 testate online

5 aprile 2011media

Per chi è interessato al mondo dei VC  ed alle start-up pubblico questo comunicato. Ovviamente lo faccio con immenso piacere 😉

RomaCityNews, la nuova iniziativa di informazione locale online, annuncia oggi la  formalizzazione di un investimento complessivo di oltre 3,3 milioni di euro da parte di Quantica SGR mediante il fondo Principia II e di altri investitori. Gli investitori hanno sottoscritto un aumento di capitale di 3 milioni di euro, mentre gli stessi fondatori della società si faranno carico di un ulteriore investimento di circa 300.000 euro. (…)

Segue comunicato stampa (PDF)

Per maggiori info su Citynews

P.S. : Mi scuso con gli amici che seguono questo blog, adesso capirete perchè da due mesi non riesco a scrivere nulla….Finalmente potrò raccontare un pò di cose su questo pazzo mondo dei VC  😉

I terribili dati delle vendite dei magazine su IPAD

11 gennaio 2011media

Interessante report di WWD.com  sulle vendite in IPAD delle versioni digitali dei piu importanti magazine americani. Per comodità le ho riassunte in questa tabella :

giugno luglio agosto settembre ottobre novembre
Wired 100.000 31.000 30.000 30.000 22.000 23.000
Gq 13.000 11.000 11.000
Glamour 4.300 3.440 2.770
Vanity fair 10.000 10.500 10.000 8.700
Men’s health 2.800 nd nd 2.000 2.000 nd

Come si puo vedere a partire dall’enorme successo di Wired che vendette oltre 100.000 pezzi nel mese di lancio,  poi mese su mese tutti i magazine hanno subito in costante calo. C’è da considerare che nel frattempo che le vendite calavano, il numero di IPAD in circolazione aumentava a dismisura, superando (se non vado errato) i 10 mln di pezzi. Quindi il calo è ancora più micidiale di quello che sembra.

Molti giornali (anche qui in italia) si erano lanciati in affermazioni frettolose affermando che l’IPAD avrebbe rivoluzionato l’editoria e  che l’avrebbe salvata. Questi primi sei mesi sembrano dimostrare il contrario:   Wired vendendo 20.000 pezzi al mese mantiene una quota ancora decente rispetto alla versione cartacea (la carta vende 130.000 copie), ma gli altri hanno numeri davvero ridicoli, che portano fatturati mensili che a malapena ripagano il lavoro per fare l’app e distribuirla.

Quali possono essere la cause? Alcune idee

  • Le APP dei magazine potranno essere affascinanti da vedere ma alla fine sono peggio dei siti web. Il web ha permesso l’interazione, il commento, il link,  mentre molte di queste app fanno sfogliare il giornale comne fossimo nel 1950.
  • L’effetto novità è micidiale e va sempre soppesato. Tutti (addetti del settore di tutto il mondo, appassionati, rivenditori,) quando esce una cosa nuova -come la versione di WIred su Ipad- la comprano per provare, ma poi che la comprino tutti i mesi è un’altra questione, come si è visto.
  • Ma in definitiva l’errore piu grande è  l’idea che un device, semplicemente perchè nuovo, possa risolvere radicalmente i problemi di una industria editoriale in crisi per mille ragioni. Questa idea  faceva ridere (perlomeno me) sin dall’inzio.  Se le vendite delle riviste crollano non è certo per colpa dell’edicola o della mancanza di un device, ma perche è il prodotto non piace piu a prescindere, forse perchè la quantità di contenuti in rete è ormai enorme rispetto a prima. Pensare quindi di risolvere un problema di questa natura semplicemente con un nuovo oggetto/canale distributivo  è davvero stupido.

Concludendo: se questi sono i numeri USA, dove riviste di quel calibro vendono 2000 pezzi al mese, non oso immaginare quali possa essere i numeri in Italia. Questo mi spinge ancora di piu a pensare che forse prima è meglio fare una bella ed unica versione mobile che vale su ogni device, e poi forse fare l’app. E se si fa l’app a pagamento lo deve essere anche la versione mobile, altrimenti è ovvio che il gioco non funziona.

Tabella acquisizioni società web italiane – Ultimi 5 anni

28 novembre 2010media

La notizia che Aruba (che credo abbia piu di 15 mln cash) vuol comprare Dada ha stupito un pò tutti, ed è di buon auspicio per mercato. Speriamo che il 2011 sia un anno con piu “movimento”, rispetto al passato biennio decisamente comatoso.

Ripubblico quindi, con gli aggiormenti degli ultimi anni,  la tabella con le acquisizioni di aziende web italiane (anche su sollecitazione di alcuni lettori).  Sicuramente mancano molte operazioni, così come mancano molti dati. Molte caselle le potrei riempire con delle mie stime ma non mi pare corretto nei cofnronti degli aquirenti, e lascio quindi ai commenti le eventuali valutazioni. Se siete a conoscenza di altre operazioni  (cose sopra i 100/200k come minimo)  segnalate pure!

Aquisizioni in Italia – Settore web ultimi 5 anni

I valori sono sempre delle stime

Periodo Target Acquirente Valutaz 100% Fatturato Target EBITDA target Multipl U.unici niels. epoca acquisizione Quota transata
mar-10 Bow.it e Ovo.it Terashop 2,2 mln nd nd nd nd 100%
mar-10 Newstreet Edizioni master nd nd nd nd 200k 100%
mar-10 PromoDigital Wikio 3 mln (pagata con carta?) nd nd nd nd nd
Nanopublishing (network blog) GoAdv 200k nd nd nd nd nd
Blogbabel Liquida/banzai 10-50k nd nd nd nd 100%
feb-10 Blogosfere GoADV 1 – 2mln nd nd nd 1,5 mln 100%
ott-09 Borse.it BrownEditore 300k 400k nd nd 200k 100%
sett-09 Giocodigitale Bwin 110 mln (metà carta e metà cash) nd nd nd nd 100%
feb-09 Nexta media Itedi (Fiat) 1 – 2 mln 1 mln nd nd 800k > 51%
gen-09 Giallo Zafferano GruppSMG/ Banzai ~ 500k 200k nd nd 450k 60%
gen-09 Turisti per caso Edizioni master >  1mln nd nd nd 600k 100%
ott-08 Punto informatico Edizioni master 2 mln nd nd nd 600k 100%
mag-08 Telefonino.net Edizioni master 1,5 mln nd nd nd 800k 100%
apr-08 Wintricks Edizioni master ~ 200k nd nd nd nd 100%
mar-08 i-dome Edizioni master ~ 200k nd nd nd nd 100%
mar-08 Filmtv GruppSMG/ Banzai nd nd nd nd 300k 70%
mar-08 Zingarate.com GruppSMG/ Banzai nd 400k 200k nd 200k 65%
mar-08 CookAround GruppSMG/ Banzai 500k nd nd nd 800k 60%
feb-08 Blogo (2 step) Dada ~3,5 mln 900k 200k x 17 2 mln 40% (+30% di prima)
dic-07 castlerock.it Multiplayer nd nd nd nd 250k 100%
dic-07 Soldionline Banzai > 1mln nd nd nd 300k 60%
nov-07 Bloo.it GruppSMG/ Banzai 500k nd nd nd 450k 60%
ott-07 Mymovies IBS 2 mln 400k 100k 20 volte ebitda 1,5 mln 60%
ott-07 Excite GoADV (Ascani) 2,7 mln nd nd 9 volte ebitda 1,2 mln 100%
lug-07 Altervista GruppSMG/ Banzai nd nd nd nd 4 mln 51%
giu-07 Blogosfere Sole24 2,4 mln 50k 0 50 volte fatturato 1 mln 30%
mar-07 ADvance NetBooster 1,8 mln + ern out nd nd 7 volte ebitda 1 mln 100%
mar-07 Automobili.com RCS 2 mln nd nd nd 1 mln 100%
feb-07 Blogo Dada 2,4 mln 400k 50 45 volte ebitda 1,8 mln 30% con opzione per 100%
nov-06 Oroscopi.com Conde nast nd nd nd nd 400k 100%
dic-06 Casa.it Murdoch 9 mln nd nd nd 700k 90%
ott-06 Splinder Dada 5 mln 100k 0 50 volte fatturato 1,2mln 100%
lug-06 Bow Dmail Group 2,1 mln nd nd 7 volte ebitda nd 51% con opzione per 100%
set-06 Eprice Ainio nd > 10 mln nd nd nd > 51%
giu-06 Sems Fullsix 900k nd nd 8 volte ebitda nd 70%
gen-06 Studenti.it Ainio 2,5 mln 2 mln 290k 8 volte ebitda 1,2 mln 70%

Nuovi quotidiani digitali: un raffronto con i dati dei mercati

27 ottobre 2010media

Sono usciti molti articoli in queste ultime settimane sulle varie nuove  iniziative editoriali che cercano di portare in Italia il modello “HuffingtonPost”  o “DailyBeast”, ovvero quotidiani esclusivamente digitali di nuova generazione.

Repubblica qualche giorno fa pubblicato un lungo articolo su queste nuove iniziative citando positivamente anche Lettera43  (e non citando ilPost, massacrato settimane prima, poi si è capito il perchè).

C’è però  un tema cruciale che  in tutti questi articoli tende a non essere considerato, ed ovvero la comparazione dei dati in base alle utenze dei differenti paesi, e poi le cifre spese per lo start-up. Senza questi dati i paragoni sono del tutto impropri e talvolta fuorvianti.

Facciamo un esempio: il DailyBeast citato da Repubblica come un caso di successo sta  tra i 2 ed i 5 milioni di utenti unici mese (nielsen e fonte editore).  IlPost -citato come caso di insuccesso-  sta tra  i  200-400k utenti unici (nielsen – stima analitycs).

Ma negli USA (senza considerare altri lettori di lingua inglese) abbiamo 200 milioni di utenti internet al mese. Mentre in Italia sono  22-24 milioni, usando in entrambe i casi i dati nielsen.

Allora scopriamo che  il DailyBeast ha una audience dell’1%-2% , mentre ilPost ha una audience ………..dell’%1-2%. Ops. L’altro dato cruciale è quanto si è speso per lo start-up: il Dailybeast è costato 20 milioni di dollari,  mentre ilPost è costato 200k euro. Riguardo ai tempi il Beast esiste da due anni ilPost da 6 mesi.Ops

Questo semplice conteggio, oltre a dimostrare la solita insipienza di Rep, ci ricorda  che siamo un mercato tremendamente sfigato, perche si riescono a fare cose con molti meno soldi degli USA, in molto meno tempo ma non c’è il minimo riconoscimento per questo. Un autentico buco nell’acqua da 20mln se è targato USA rimarrà sempre una figata mentre in ITALIA chi riesce ad ottenere la stessa audience  è uno sfigato.

Il motivo non è da ricercare ovviamente solo nel cronico provincialismo  che attanaglia questo paese, ma che anche in  un reale motivo economico. Un mercato da 200 mln di persone permette comunque ad una azienda che ha il 2% di audience di ambire a 10-15 mln di fatturato, essendo una piccola azienda ma cmq una vera azienda, magari con 200 persone che ci lavorano. Il 2% di audience in italia ti riduce ad essere una azienda da 15 persone, come un qualsiasi negozio di tappeti di media stazza. La barriera della lingua in europa tende a creare quindi tanti piccoli nani editoriali, e su questo c’è poco da fare.

Tornando alle iniziative editoriali, c’è da segnalare che il vero caso di successo è l’Huffington, che è davvero esploso e che ha tutt’altri numeri rispetto al DailyBeast, con 13-15 mln di utenti unici, ormai vicino al NYT. Ecco un raffronto anche con Libero.it per avere un paragone.

Se si pesano i dati sui rispettivi mercati qui si vede che  REP e COR  hanno una audience del 25%  (6 mln unici su 23) mentre  HUFFPO e NYT sono intorno al 7-10%. Quindi i nostri giornali tradizionali hanno un peso quasi triplo in termini di audience rispetto ai nuovi e vecchi giornali USA. Segno della qualità eccelsa dei loro pezzi, o segno di una mancanza di concorrenza?

E’ chiaramente un mercato diverso, ma l’ascesa dell’HUFFPO, ed i dati di consumo delle news con vaste sovrapposizoni tra più mezzi  ci spingono a pensare che anche in Italia possano nascere nuovi quodidiani interamente digitali, anche se difficilmente saranno aziende grandi e strutturate come nel mercato Usa.

Vitemedia, per ridere del nostro mondo

17 ottobre 2010media

Segnalo il nuovo blog di fumetti ViteMedia promosso da ShockDom (che per chi non lo sapesse è una ulteriore attività di Lucio Staiano) che ironizza il settore media e Web.

Questa mi fa sbellicare, io mi ci sono trovato molto spesso……....sopratutto per la scadenza  “l’altroieri”  :)

www.vitemedia.it

TechCrunch venduto ad AOL

29 settembre 2010media

Alla fine TC ha venduto…..ad AOL.

I Rumors parlano di 25 mln di dollari, per un sito che sempre i rumors dicono avesse 10mln di revenues.

Speriamo che non lo distruggano!

Repubblica tira m…. contro ilPost di Sofri

12 settembre 2010media

Il duo Zambardino-Russo ha deciso dalle colonne di repubblica di fare le pulci a “ilpost” il nuovo quotidiano di Sofri, con ben 3 articoli. Lo stile è quello solito di Repubblica: immancabilmente impreciso, a tratti allusivo, insomma poco onesto.

Fare un pezzo che ricostruisce i conti di una start-up è utile ma è decisamente poco stiloso se la start-up è un tuo concorrente e tu fai le pulci dalle colonne di un quotidiano concorrente.  Allora non fai giornalismo, ma vuoi solo sputtanare un concorrente (per quanto piccolo). Se poi la start-up è partita da tre (3) mesi, è chiaro l’accanimento.

In tutti i casi, se hai deciso di farlo -perchè non hai minimanente a cuore il pluralismo dell’informazione e non vuoi dare  il sostegno alle nuove iniziative-……..perlomeno fallo  con cognizione di causa.

Per fare i conti si è preso un dato di audiweb giornaliero del mese di luglio e lo si è spalmato per un anno. Qui è chiara l’ignoranza:

  • il mese di luglio è chiaramente uno dei mesi con meno traffico dell’anno, è DEMENZIALE (o disonesto…a scelta) spalmare il dato per 12
  • Non si considera nessun trend di crescita del traffico nell’anno, eppure se  in 4 mesi è passato da zero a 30.000 visite un trend ce l’ha…
  • i dati di audiweb su siti cosi piccoli oscillano anche del 50% da un mese all’altro,  va fatta la media di almeno 3-6 mesi. I dati sono inattendibili specialmente sulle pagine viste.

Commercialmente:

  • E’ ovvio che un sito appena partito necessita di almeno 12 mesi di posizionamento commerciale da parte della concessionaria, quindi non ha senso prendere i ricavi del 4 mese di vita e spalmarli per 12. La vendita inizia per davvero dal 6 mese e i soldi cominciano ad arrivare dal secondo anno
  • Non si considera il fatto che i formati aumenteranno o possono aumentare. Secondo il rozzo ragionamento del giornalista allora basterebbe triplicare i formati per triplicare il fatturato.
  • Non si considerano i progetti speciali, le eventuali DEM, speciali
  • Nei conti non si considerano neanche i costi della concessionaria

Fatti i conti rozzamente poi si dice  che l’iniziativa è fallita, senza neanche ricordare che è OVVIO che una iniziatva del genere ha un break even al terzo anno e che se il primo anno fa 200k euro di raccolta oltre ad essere un successo è perfettamente allienata ad arrivare poco sotto al  milione al terzo anno per il break even.

Non si capisce perchè dopo 4 mesi di vita ci si deve accanire contro una start-up, arrivando a dire alla fine delle argomentazioni  che “la strada è molto in salita“.

Eh, sti cazzi!  è piuttosto noto che una start-up ha la strada in salita, non serviva che un giornalista col posto fisso e la pancia piena ce lo ricordasse.

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