Chart: scomposizione video Youtube e Adv
Interessante chart proposta da SAI. Su Youtube meno della metà (41%) dei video hanno qualche forma di adv e tra questi il 94% è display, il 5,5% pre-roll ed il resto overlays. Se nel 60% dei video non c’è adv, e nei rimanti è solo display… non credo che il contributo di YT ai conti di google sarà mai cospicuo ….se continua così.
I video UGC sono il 17% del totale. in calo rispetto a sei mesi fa (-5%), ed anche i video piratati sono in leggero calo, anche se rimangono piu di un terzo del totale (!!!). Sono in ascesa i video prodotti dai partner: in effetti YT sta facendo accordi con tutti per avere qualsiasi contenuto video, nella speranza di avere cose legali e di qualità.
Rimane in me la curiosità: come è possibile che dopo 5 minuti che c’è una trasmissione in TV qualche “pirata” la metta in rete all’istante? Le ore di trasmissione sono migliaia… e perche mai uno dovrebbe prendersi la briga di spezzare il festival di sanremo in 20 video perfettamente uguali e caricarli in fretta su YT ? Ogni tanto mi viene in mente l’idea che ci sia qualche sistema automatico (o semi) per trasferire questi video dalla tv al web, e poi assegnarli ad utenti fittizi.
E comunque rimango convinto che Mediaset abbia qualche ragione nel fare una bella causa a google.






febbraio 23rd, 2010 at 7:35 am
Il problema è, secondo me, che il 20% di tempo lavorativo che dedicavano al cazzeggio creativo si è inglobato pure il rimanente 80%.
Così non hanno tempo per migliorare Youtube e farlo uscire da un modello che da solo non si regge. E-learning, videconferenze, webtv …
febbraio 23rd, 2010 at 7:37 am
Il problema è, secondo me, che il 20% di tempo lavorativo che dedicavano al cazzeggio creativo si è inglobato pure il rimanente 80%.
Così non hanno tempo per migliorare Youtube e farlo uscire da un modello che da solo fa fatica a reggersi. E-learning, videconferenze, webtv …
febbraio 23rd, 2010 at 10:56 am
Non so se lo sapete ma tutti i partner di Youtube hanno accesso ad un cms che permette loro di proteggere e monetizzare tutti , ma proprio tutti, i loro video.
Cerco di spiegarvi rapidamente: i partner caricano i loro video, il sistema, una volta indicizzato il video, cerca tra tutti i video caricati (tutti quelli presenti su google!!) i video identici, ovvero quelli che hanno le stesse sequenze di frame.
Questo sistema riesce anche a riconoscere i frammenti video a cui hanno tagliato alcuni fotogrammi, hanno tolto alcune porzioni di immagini, che sono stati specchiati, stretchati etc (idem per le tracce audio).
Una volta identificati i video “copia” parte una disputa per decidere chi è il vero proprietario del video. La disputa è interna al CMS di Youtube e segue una serie di regole che non sto qui a raccontarvi, posso dirvi però che deve concludersi in 48h.
Passate le 48h i video sono attribuiti al legittimo proprietario che potrà decidere di depubblicarli, lasciarli pubblici e appropriarsi dei ricavi pubblicitari generati (etc etc etc).
Questo sistema permette a partner tipo RAI (mediaset) di fare un sacco di soldi. Inoltre, ma questo per ora solo in America, stanno utilizzando un player video che utilizza uno streaming protetto (per le anteprime) e il micro-pagamento per la visione in HD del contenuto.
Insomma le cose stanno cambiando… E molto. Credetemi. La partita sul video online è tutta da giocare. Tanto online quanto su mobile (altro che DVBH!).
febbraio 23rd, 2010 at 11:43 am
scusa Enrico ma come fanno negli States a fare un sacco di soldi con i video?
Con la pubblicità?
febbraio 23rd, 2010 at 11:44 am
scusa Enrico ma come fanno negli Stati uniti a fare un sacco di soldi con i video?
Solamente con la pubblicità che Google raccoglie o altre forme?
febbraio 23rd, 2010 at 11:59 am
@gianmarco: Esatto, RAI sta facendo un sacco di soldi con la display, i preroll e gli adsense sui video.
Ma non solo sui video che loro hanno caricato sul loro profilo (che, per darti un numero sappi che ha già erogato 98.281.804 video) ma con tutti quelli di loro proprietà caricati dagli altri utenti (che avranno generato altrettanti view se non d+).
Tutti i partner che sono dei veri editori (RAI produce o è proprietaria più o meno del 65% di quello che mette in onda, il resto acquista solo i diritti di messa in onda sulla TV) monetizzano contenuti che sono già “ammortizzati” perché prodotti per un altro contenitore. Il solo costo è della persona che si deve occupare del caricamento del contenuto.
febbraio 23rd, 2010 at 12:25 pm
@Enrico
Ok per la Rai, ma ad esempio tutti i contenuti mediaset? anche quelli escono dopo 20 minuti dalla messa in onda…è tutto UGC ?
febbraio 23rd, 2010 at 1:16 pm
@ Luca: come sai non lavoro a Mediaset
per cui non so dirti bene cosa accade. Dalla mia esperienza posso dirti che le persone da casa si scaricano di tutto (persino i promo tv… e gli spot televisivi!!!) e li ripubblicano immediatamente su YouTube.
Inoltre ci sono anche alcuni collaboratori, dipendenti di aziende fornitrici, freelance dei broadcaster che prendono i video e li pubblicano (non sapendo cosa rischiano!).
La lotta è impari ecco perché conviene diventare partner di YouTube, è l’unico modo di governare questo processo. Come dicono i miei cuginetti americani “If you can’t beat them join’ them”
febbraio 23rd, 2010 at 4:16 pm
Concordo in pieno con Enrico: a Mediaset converrebbe davvero allearsi con YouTube.
Ritengo che la causa di Mediaset contro YouTube sia sbagliata proprio come strategia: quanti sono i broadcaster tradizionali che hanno fatto causa a YT? E quanti invece quelli che hanno fatto accordi? Mediaset avrebbe dovuto fare proprio come la Rai che per una volta è stata più lungimirante e “moderna”: aprire un proprio canale e sfruttarlo per ricavare revenue (anche La7 lo ha fatto).
Cosa ci guadagnano da fare causa? Sì, probabilmente alla fine YT sarà costretta ad eliminare tutti i video del GF e compagnia ma io dubito che chi li guarda andrà a cercarseli sul sito video di Mediaset…quindi tutta audience persa.
L’unico punto su cui sono d’accordo con Mediaset è sul fatto che l’onere di scovare i video copiati spetti a YT perchè è troppo facile da parte di YT dire “segnalami tutti i video e io li elimino” (tra parentesi la stessa cosa viene fatta da Facebook con contenuti copiati: ne ho avuto esperienza poco tempo fa…).
La responsabilità del contenuto pubblicato spetta sempre all’editore e anche la ricerca e rimozione, soprattutto in un caso come questo in cui i video sono migliaia.
febbraio 23rd, 2010 at 4:54 pm
Enrico, mi sembri molto ben informato…
nel messaggio #6 dici “la RAI sta facendo un sacco di soldi con la Display”…
sei in grado di darci un intorno?
100K €?
1000K €?
grazie mille
Sal
febbraio 23rd, 2010 at 4:55 pm
mi sembra di aver letto che Mediaset abbia chiesto di gestire la raccolta pubblicitaria di Youtube per sanare la questione…
febbraio 23rd, 2010 at 6:53 pm
@Enrico
Dal canale RAI su youtube io leggo che i suoi video ufficiali
hanno totalizzato 98.281.804 visualizzazioni
x durata media di 5 minuti
= 8.190.150 ore
= solo 1 ora di trasmissione in prima serata
Capisco che i numeri assoluti siano interessanti,
e che bisogna moltiplicarli per X per includere i piratati che ha reclamato,
ma quanto incidono percentualmente sul bilancio della Rai?
Più o meno dell’1%?
febbraio 24th, 2010 at 10:39 am
Inoltre ci sono anche alcuni collaboratori, dipendenti di aziende fornitrici, freelance dei broadcaster che prendono i video e li pubblicano (non sapendo cosa rischiano!).
Inquetante..
febbraio 24th, 2010 at 11:00 am
@Michele: La RAI è un’enorme azienda statale e non ragiona con le logiche di una piccola o media impresa. Il mandato che hanno quelli della divisione IT è di valorizzare e promuovere il prodotto RAI (tutto interamente digitalizzato) nella rete andando oltre i confini del sito della RAI.
E se in questo riescono anche a monetizzare allora tanto meglio.
Da qui hanno scoperto che non si parla di 4 spicci (certo, lo sono in confronto al fatturato di SIPRA) ma di una bella fetta di ricavi.
@ Salvatore: mi dispiace ma non conosco questi dati.
febbraio 24th, 2010 at 11:23 am
Per portare la discussione su un argomento che conosco: sinergia perfetta, per quanto riguarda il ricordo del brand, l’abbiamo avuta tra youtube e campagna tv e non tra youtube e campagna affissione (formati utilizzati su youtube: display e overlay, che loro però chiamano in un altro modo).
febbraio 24th, 2010 at 11:48 am
Vega, come avete misurato il ricordo del brand?
focus group?
cosa avete misurato? come?
grazie
Sal
febbraio 24th, 2010 at 12:14 pm
@Salvatore: poi magari ti passo anche le charts?

Non so chi frequenta questo blog, l’anonimato è una garanzia per tutti: non posso darti ulteriori dettagli, non in questa sede almeno, per evitare di diventare riconoscibile.
Sono certa capirai.
marzo 31st, 2010 at 2:40 pm
Accordo Fox-YouTube in Italia, anteprime Web per serie tv
Da domani, ogni mese vedrà di scena sul Web l’anteprima in alta definizione di una serie televisiva Fox, che andrà in onda su YouTube.
http://it.reuters.com/article/internetNews/idITMIE62U0FL20100331
Fox in una direzione, Mediaset in quella opposta!