Agcom mette sotto indagine Adsense
Segnalato da Carletto via repubblica.
L’Autority in seno alla indagine su google news ha messo sott’occhio anche Adsense. Ecco cosa scrivono :
“Nei contratti conclusi dagli editori per l’affiliazione al programma AdSense, la percentuale ad essi spettante è definita senza che Google fornisca elementi utili a verificare la determinazione dei corrispettivi effettivamente percepiti”, si legge nella delibera dell’Agcm del 3 marzo. “Inoltre”, è scritto nel provvedimento, “gli utenti AdSense ricevono come corrispettivo somme determinate da Google di volta in volta a sua assoluta discrezione; Google non assume alcun obbligo di comunicare come tale quota sia calcolata; i pagamenti sono calcolati esclusivamente sulla base dei registri tenuti da Google; e Google può modificare in qualsiasi momento la struttura di determinazione dei prezzi e/o dei pagamenti a sua esclusiva discrezione”.
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marzo 12th, 2010 at 10:54 am
Qua mi tocca schierarmi con l’autority, un pò di chiarezza in più sulle percentuali non sarebbe male. Qual’è la tua opinione al riguardo Luca?
marzo 12th, 2010 at 11:33 am
Concordo con Gio. In questo caso colpiscono dove fa male. Adsense lato Editore è una scatola nera… sai quanto ti arriva, ma non sai in che percentuale. Potrebbe essere il 60% come il 20%…
marzo 12th, 2010 at 11:36 am
…credo che siamo TUTTI schierati con l’autority….;)
marzo 12th, 2010 at 2:26 pm
Pur ammirando Google per tanti aspetti, anch’io nella vicenda sto dalla parte dell’autority, e attendo che si facciano sentire pure l’autorità antitrust, il garante della privacy, l’agenzia delle entrate …
@Martino
In media da al publisher il 75%, basta leggersi un suo bilancio, il problema è che è IN MEDIA, e non esiste che qualcuno possa essere così arrogante da dire “se vuoi lavorare per me il prezzo lo stabilisco io alla fine e come mi pare”.
marzo 12th, 2010 at 2:53 pm
voi che sapete tutto..Google pianifica con centro media per comprare Display? es ved http://www.ilmeteo.it di oggi con una mega skin per CHROME
marzo 12th, 2010 at 3:08 pm
Premetto che quando sento anche solo nominare le autority a me viene il prurito (non servono assolutamente a nulla e costano tanto). Cmq l’Agcom si limita a citare alla lettera il contratto di G. Quindi cosa vuole dire? Che il contratto è fortemente vessatorio? Ovvio, ma se non viola alcuna legge e la gente lo accetta… Cosa propone l’Agcom? E cosa c’entra tutto questo con le news?
marzo 12th, 2010 at 3:09 pm
@Carletto
Non so, ma non credo che Google vada a bussare ai centri media, non ne ha bisogno.
C’era anche sul corriere tempo fa, ne ha parlato proprio qui
http://www.lucalani.com/company/google/chrome-google-inizia-a-fare-sul-serio
marzo 12th, 2010 at 4:55 pm
Layla Dixit
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Sullo scenario futuro dell’editoria e della pubblicità ricevo questo contributo di Layla Pavone, Presidente IAB Italia e membro del Board IAB Europe, Managing Director Isobar Communications
Ce lo aspettavamo. Il sorpasso nel 2010 negli Stati Uniti degli investimenti in pubblicità online rispetto a quelli sui quotidiani non giunge inatteso e segue, anzi, il clamoroso sorpasso in UK dell’online sulla tv, che fece scalpore qualche mese fa.
Ciò che colpisce analizzando questi dati, è l’enorme differenza, anche se teniamo in conto la diversità dei due mercati, della share degli investimenti online sul totale della cosiddetta torta pubblicitaria che in Italia non ha ancora superato la quota del 10%.
Eppure, ci sono almeno due ottime ragioni per cui questo scenario debba cambiare velocemente.
Da un lato, la crescita inarrestabile degli utenti che navigano su Internet. Secondo gli ultimi dati Audiweb 24 milioni di italiani, e’ online trascorrendo mediamente 1 ora e mezzo al giorno su Internet. E sono ben 10,8 milioni le famiglie con accesso a internet da casa.
Dall’altro, la composizione del tessuto economico italiano, fatto di PMI, ovvero di aziende che, per disponibilità economiche e tipologia di business, dovrebbero invece ritenere estremamente interessante, efficace ed utile, far leva sull’enorme potenziale di internet e delle numerosissime opportunità di marketing e advertising su Internet per sviluppare la propria attività.
Un’altra osservazione che vorrei condividere è che questa notizia dovrebbe indurre il mondo dell’editoria italiana a una ulteriore riflessione, in quanto è un chiaro segnale di un trend inarrestabile che molto prima di quanto possiamo immaginare si verificherà anche in Italia.
E’ ormai un dato di fatto. Il “mestiere” dell’editore sta cambiando e, nel prossimo futuro, sarà necessario confrontarsi con i grandi mutamenti dei modelli di comunicazione e di relazione con i lettori che oggi sono essi stessi commentatori se non autori. Questi mutamenti naturalmente impatteranno anche sul business che necessariamente dovrà prevedere modelli innovativi e dinamiche flessibili rispetto alle esigenze dei consumatori.
Già oggi il cosiddetto “quinto potere” e’ messo in discussione dai comportamenti degli utenti online che vogliono avere un ruolo pro-attivo anche quando si tratta di informazione. Accanto alle classiche professionalità giornalistiche si affiancano i lettori/autori che fanno da commentatori e amplificatori delle notizie stesse che anzi, già oggi, circolano dapprima in rete, poi attraverso le agenzie e infine sui mezzi tradizionali come i quotidiani. E poiché i lettori saranno sempre più online, la sfida per gli editori è proprio quella di individuare e cogliere le opportunità offerte dalla rete per consolidare la loro autorevolezza e il loro vantaggio competitivo dato dall’esperienza e dalla competenza.
Concludo segnalando ai lettori il seminario che stiamo organizzando a Milano il giorno 8 aprile, dal titolo “Social Media e Editoria Online: relazione virtuosa o pericolosa?”, in cui approfondiremo proprio il tema di come stia mutando il concetto di contenuto sui media digitale e come questo influisca sulla comunicazione e sui modelli di business.
marzo 12th, 2010 at 5:14 pm
credo che si sia enfatizzando troppo il (potenziale) ruolo attivo degli utenti/lettori: certamente, come dice la Pavone, è fuor di dubbio che avranno un peso sempre maggiore e che di ciò gli editori dovranno furbamente tener conto nell’impostazioni dei loro siti, ma credo che l’esautorazione degli editori tradizionali da parte dei blogger, sia ancora di là da venire.
marzo 12th, 2010 at 5:53 pm
@ Paolo : imho l’agcom c’entra eccome. AGCOM dice che il contratto è vessatorio perche google si puo permettere di farlo vessatorio grazie alla sua posizione dominante. Immagina come se ci fosse una sola compagnia telefonica e tu sei costretto (a meno che non voglia vivere senza telefono) ad abbonarti, e loro in quanto monopolisti fanno contratti in cui decidono a loro piacimento le tariffe ogni mese senza dirti nulla. Normale ? La cosa non è molto diversa con google dato che ha già il 55% del mercato pubblicitario ed il 95% del mercato delle search.
L’antitrust deve occuparsi di cose di questo tipo, e peraltro è una cosa tipica del mercato anglosassone, non è una invenzione italiana.
marzo 12th, 2010 at 6:51 pm
Vi quoto tutti.
E dire che questo tema della revenue share non mi sembra sia così sentito tra gli editori medio-piccoli. A me pare invece che sia un tema di fondamentale importanza nel rapporto AdSense/publisher.
marzo 12th, 2010 at 7:16 pm
@Luca: no infatti tra i compiti di questa mirabile autority ci sarebbe pure “l’applicazione della normativa antitrust nelle comunicazioni e la verifica di eventuali posizioni dominanti”… ti sembra che sia mai intervenuta seriamente in altri ambiti, tipo la TV? e a proposito di TV, proprio oggi il tar ha sospeso il provvedimento di sospensione dei talk politici… come si muovono questi fanno solo danni! ma accertata la posizione dominante di G che intervenga allora… imponendogli le tariffe? mmh… no perchè anche una maggiore trasparenza non è che cambi molto. per l’editore rimane sempre “o mangi ’sta minestra…”
marzo 14th, 2010 at 7:20 pm
@Carletto: si appoggiano ad un centro media Inglese, Essence media.
marzo 14th, 2010 at 9:28 pm
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This post was mentioned on Twitter by mattem: Agcom mette sotto indagine Adsense – Luca Lani Blog http://ff.im/-horxf...
marzo 15th, 2010 at 10:42 am
grazie
marzo 17th, 2010 at 4:40 pm
http://internet.liquida.it/focus/facebook-per-7-giorni-supera-google-per-visite-in-home-page/
Giusto per dire…
maggio 14th, 2010 at 5:02 pm
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http://www.corriere.it/economia/10_maggio_14/antitrust-italia-impegni-google_bbae4986-5f67-11df-8c6e-00144f02aabe.shtml
;-D