Sempre piu query, sempre meno traffico
Google (ed anche Bing) stanno lavorando alacremente per rispondere alle query con informazioni dirette, senza che l’utente lasci il motore. La cosa esiste da tempo ma adesso sta esplodendo in tutti i campi e trasforma la natura del motore di ricerca, che piano piano diventa anche editore, e da hub che smista traffico diventa pagina di partenza e di termine.
Questo vuol dire essenzialmente più query per il motore ma meno traffico per gli editori (e meno soldi). Alcuni di essi che vivevano (basti pensare al meteo) essendo ai primi posti della serp, potrebbero avere un contraccolpo importante.
Ecco una lista di esempi:
Il meteo, tutti i dati senza cliccare :

Da notare che ilmeteo.it che prima era in cima alla serp adesso di fatto è secondo. Sarebbe interessante capire il contraccolpo, anche perchè (forse casualmente?) in questi mesi è partita una campagna del ilmeteo (brand) in banner ed altri mezzi.
Film e cinema :
Quotazioni ed azioni :
Per il mio amico Salvatore: sino a poco tempo fa c’era anche Finanzaonline…. come mai non lo trovo? Il nostro Soldionline invece non è mai piaciuto a google.
Ristoranti, locali eventi
Risultati delle partite

Addirittura il meteo nella compilazione delle query

Orari degli aerei….

Ed è solo l’inizio!!!








gennaio 12th, 2010 at 11:36 am
Luca, sulle quotazioni siamo un pò delle mezze seghe (mi perdonerete il consueto eccesso di termini tecnici) poi, se me query la quotazione di Google che non ho
(prendiamo solo flusso Italia, Europa e qualcosina di estero ma solo End Of Day).
Cmq, mi sembra palese come il mondosia pronto per una internet google, dove invece di scrivere http://www.finanzaonline.com si scriverà google.finanzaonline.com e si avranno tutti i contenuti cachati al secondo, pieni di fantasticissimi adwords tutti cliccosissimi! il www assume sempre un profilo di maggiore inutilità.
Tornando a noi, spesso non siamo top of list nelle serp di google…
ma se guardi a qualche tuo post più dietro, ricordi bene che tu, maliziosaccio, hai pensato che Google tenda a non premiare i siti che non aderiscono ad adwords…
sai bene come la penso sul ppc ppa ppl
sai bene che non ho adwords
nel 2010 seoeremo comunque di bestia (esigo il copyright sul verbo seoare) e saprò esser più preciso…
ora vado a risponderti anche al post sui dati di fb…ho visto una cosa che mi ha dato i brividi…
gennaio 12th, 2010 at 1:16 pm
@salvatore: il tuo ottimismo (o forse un lapsus) è stimolante, non credo sarà: google.finanzaonline.com ma magari finanzaonline.google.com che ne pensi?
gennaio 12th, 2010 at 3:12 pm
Luca si, la tendenza è questa ed è più che comprensibile imho per almeno due buone ragioni:
1- i risultati delle ricerche si sono deteriorati in una maniera spaventosa e quindi è più che comprensibile che google voglia offrire all’utente una sorta di “shortcut” per fargli trovare subito ciò che realmente sta cercando;
2- il web è e sarà sempre più mobile. In questa dimensione l’efficacia di una “fornitura diretta” è a maggior ragione evidente. Il loro nuovo servizio mobile “Near Me Now” è solo l’ultimo esempio di una tendenza ormai chiara.
Ora, è ovvio che il predominio incontrastato di un unico soggetto non può che suscitare timori. Google però questa posizione dominante se l’è conquistata sul mercato. Forse dovremmo interrogarci su come funziona questo mercato e su come sarebbe bene regolarlo?
Qui vorrei invece limitarmi ad esaminare i casi che proponi, facendo alcuni distinguo. Per il finance Google paga il prezzo delle informazioni che poi divulga come meglio crede. Riguardo al meteo, mi sembra che abbia fatto un accordo con Weather Underground e quindi anche qui, dal mio punto di vista, nulla da eccepire. Poi starà all’utente giudicare la qualità del servizio…
Ben diversa invece è la faccenda del cinema e dei ristoranti… Qui i contenuti vengono sottratti ai legittimi proprietari e presentati come propri, e questo no che non va bene. Insomma, almeno alcune regole minime riusciamo a farle rispettare? No, perchè altrimenti poi diventa inutile lamentarsi della posizione dominante…
gennaio 12th, 2010 at 3:48 pm
Autocitazione:
Se oggi il motore mette al servizio dei siti web il traffico che riesce a veicolare, se le risposte fossero fornite senza costringere al click si configurerebbe un rapporto nuovo tra fonte indicizzante e sito indicizzato. La differenza rispetto ad oggi sarebbe in un maggior parassitismo, ove il sito web ha la funzione di fornire informazioni che il motore redistribuisce “gratis”, senza offrire nulla in cambio. L’utente ha probabilmente di che guadagnarci, ma lo squilibrio di forze tra motori e siti web si porterebbe presumibilmente appresso insanabili contrasti
A distanza di 6 mesi ecco questo post, che fotografa per la prima volta i problemi. C’è un conflitto di interessi anche per i motori di ricerca, è evidente.
gennaio 12th, 2010 at 3:53 pm
Se cerchi quotazioni di titoli italiani (ho provato con “quotazione fiat” e “quotazione tiscali”) esce fuori anche Finanzaonline accanto a Yahoo Finance, Reuters, Borsa Italiana, ecc… quindi non sono proprio delle mezze seghe, anzi!
@Salvatore: certo che non avere AdWords in un settore come il tuo è davvero notevole, complimenti: significa che riesci a vendere gli spazi molto ma molto bene!
Tutto a CPM?
gennaio 12th, 2010 at 7:27 pm
@Andrea no no…è come ho scritto prima
, internet invece di offrire il servizio World Wide Web offrirà il servizio google…internet e google coincideranno.
e’ una provocazione ovviamente, dai…provo a mediare…
avremo wgw World Google Web
perchè con un solo housekeeper stò servizio tutto mi sembra tranne che “wide”
@adriano, sui titoli italiani siamo ben indicizzati
vendo SOLO a CPM, tutto il resto, spiacente, ma non è mestier mio. Qualsiasi forma di vendita a performance prevederebbe semplicemente che io mi assuma la maggior parte del rischio imprenditoriale di chi mi sta proponendo la consueta “vantaggiosissima offerta”.
gennaio 13th, 2010 at 12:53 pm
razionalizzo, google rappresenta una fetta importante degli introiti di molti operatori, piccoli editori in testa, quindi diciamo che a conti fatti google possiede il 30% di molti prodotti web esistenti, può di fatto controllare le attività che vengono svolte. e può decidere di far crescere qualcuno a discapito di altri, e lo fa investendo pochissimo in queste strutture. è un po’ quello che apple ha fatto con appstore, geniale, ci sono 125.000 applicazioni pubblicate su appstore, che sono state sviluppate da circa 30.000 individui, questa a tutti gli effetti è un azienda che ha 30.000 dipendenti che producono con investimento da parte di apple esclusivamente sull’infrastruttura distributiva e qualcuno che vigila, e il fatturato è notevole, nessun rischio imprenditoriale, nessuna menata relativa alla gestione di questo esercito e la possibilità di decidere su cosa puntare. google identico, invece di essere applicazioni sono siti, e i rapporti sono gli stessi, ance in questo caso nessuna problematica se le cose vanno bene ottimo se vanno male fanno “sparire” pippo.it e fanno crescere pluto.com facile. se quindi fosse fatta una classifica come dico io, nielsen, con i dominio xyz.google.com (dove xyz banalmente vive di ads google) allora vedresti davvero quale mostruosità ci si presenta davanti.
gennaio 15th, 2010 at 10:55 am
Non credo vi sia sfuggito Google Living Stories, che va proprio nella direzione di cui si parla nei commenti: dateci una occhiata, e capirete come molti grossi editori potrebbero essere presto un dominio di terzo livello di Google
gennaio 20th, 2010 at 9:19 pm
Da navigatore potrei anche apprezzare il fatto di avere subito la risposta senza dover abbandonare il motore di ricerca, ma da piccolo editore di contenuti per il web mi domando quanto questa tendenza possa danneggiare la rete, purtroppo non vedo neanche troppo probabile una ribelione di chi produce contenuti per il web.
Finchè l’oligopolio dei motori di ricerca rimarrà tale l’unica sarà adattarsi e subire (quello che si fà già da anni con le SERP che spesso impazziscono e premiano siti che non meritano sicuramente di esser tra i primi)
Comunque personalmente la vedo sempre più grigia…
gennaio 28th, 2010 at 10:52 am
Il motore di ricerca vende nel nostro Paese pubblicità per 5-600 milioni di euro
Google, il grande editore che non c’è
Fattura in Italia come uno dei gruppi maggiori e sfugge alla legge Gasparri. Ma l’Agcom gli farà i conti in tasca
http://www.corriere.it/economia/10_gennaio_28/mucchetti_4de4be8a-0be8-11df-bc70-00144f02aabe.shtml
gennaio 28th, 2010 at 11:41 am
articolo piuttosto duro, forse il più duro tra quelli pubblicati sulla stessa vicenda dal Corriere, segno che la lotta inizia a diventare guerra e che la terra sotto i piedi di qualcuno si fa sempre più franosa. Va anche detto che alcuni passi dell’articolo mi sembrano, tecnicamente, discutibili e tecnicamente imprecisi, ma in guerra ci sta tutto.
Comunque siamo alle solite: la guerra a G è, secondo me, persa in partenza e, quindi, “se non puoi battere il nemico, fattelo alleato”….. (il vedere come è un altro argomento)