App vs Browser. Uno scontro con finale non scontato!
“The Web Is Dead. Long Live the Internet”
Quante volte abbiamo visto titoli così demenziali? Peccato che questa volta sia proprio Wired a pubblicarlo, anche se possiamo in parte capirli dato che devono vendere le copie e devono far parlare di sè. L’articolo è un concentrato di argomentazioni false e spunti molto interessanti. Provo a smaltire rapidamente le cose demenziali per passare all’analisi della cosa che mi interessa.
L’articolo in buona sostanza sostiene che il web sta finendo perchè ormai l’utenza utilizza sempre nuovi protocolli (applicazioni, video, peer to peer) che non sono “piu web classico” ma sono la nuova internet, ovviamente non più free (gratis) o free intesa come open e collaborativa. L’articolo comincia con un grafico -che sembra davvero uscito da quegli articoli approssimati di tecnologia di Panorama o Espresso- nel quale vengono esposti in % il consumo di banda negli anni dei vari protocolli. Ci sono mille motivi di contestarlo alla radice, a partire dal fatto che è normale che un video pesi 100 volte piu di una pagina, al fatto che il video viene comunque fruito dentro una pagina web, al fatto che il peer to peer lo lascio acceso per giorni e giorni e scarico gigabyte di roba (e peraltro è totalmente free e pirata).
Ma è ancora piu OVVIO che queste nuove forme di traffico crescano adesso, perche semplicemenete….prima….non esistevano. I video sono inizati ad essere fruibbili con gli FLV di YT dal 2005, quindi è ovvio che prima in % contavano zero ed oggi contano molto. E si potrebbe continuare, ma mi stoppo qua, anche per rispetto a Wired, che tutto sommato…. è sempre Wired.
APP conto BROWSER
L’argomento interessante che scaturisce dall’articolo (anche se ad onor del vero è un tema già uscito in varie sedi) è il possibile conflitto tra APP e Browser, due modi molto diversi di fruire le informazioni in rete. A prima vista può sembrare un non-conflitto, perchè tutto sommato le APP sono fruite da mobile mentre il browser è web e quindi sono due mondi separati. Il ragionamento è sbagliato per due motivi: primo il mobile ormai è navigazione web a tutti gli effetti ed è in grandissima crescita, il secondo perchè con i nuovi device come IPAD scomprare la divisione netta (già mezza scomparsa con iphone) tra mobile e non mobile.
Prendiamo Ipad che è un esempio lampante : se io voglio leggere un quotidiano oggi ho due alternative. O navigo da browser navigando sul normale sito oppure mi scarico l’app (normalmente e sempre piu a pagamento od abbonamento). Ma potremmo fare l’esempio di Facebook da web o da APP, oppure Twitter, oppure skytg24…etc.
Ecco che quindi nasce il conflitto tra due mondi completamente diversi, e l’utenza dovrà scegliere quale dei due è il vincitore. Nel confronto ecco i principali pro e contro :
WEB : essendo navigabile da browser è raggiungibile da tutti i device e con diversi software, basato su rete aperta, basato su linguaggi standard e comuni a tutti, normalmente free e pagato dalla pubblicità. Ci sono anche i seguenti contro…… confusionario, non organizzato, incontrollabile, business difficile da realizzare
APP: I contro sono: L’applicazione è scritta solo per un device, solo di un produtore hardware, con un linguaggio proprietario e su framework proprietario, normalmente a pagamento, e con un controllo della apple sui contenuti che devono rispondere a guidelines. Ma ci sono molti PRO per l’utenza e le aziende: facilità di utilizzo, aggiornamento automatico, organizzazione, “piattaforma” di vendita pronta per gli editori senza doversi affidare all’adv.
L’articolo di Wired sostiene entusiaticamente che la vittoria sarà delle APP, perchè piu semplici da usare per gli utenti. Il web è troppo caotico e complesso, mentre le APP sono facili da usare, da istallare, da aggiornare. E poi hanno quelle icone cosi sexy….
L’assunto se fosse vero cambierebbe tutto: se gli utenti gradualmente mollassero le applicazioni web per usare intensivamente APP su device come IPAD e IPHONE, si abituerebbero gradualmente -continua wired- a pagare per le APP, cambiando radicalmente il mondo del web (e questa odiosa anomalia del “tutto gratis!”). Se il web fosse “organizzato” e fosse “a pagamento” sarebbe solo un’altro canale distributivo a fianco della TV via cavo o via satellite.
Sembra trattarsi a tutti gli effetti di una svolta epocale, che se vinta dalle APP ci porterà alla fine del web come lo abbiamo conosciuto (ed amato). E molti di noi non avranno piu lavoro. Ma il finale non è per nulla scontato: ecco alcuni elementi che a mio avviso danno un grosso vantaggio al vecchio caro WEB.
1) Interazione. Gli utenti ormai sono abituati ad interagire sempre di piu con i siti. Ci sono voluti 15 anni per arrivare a definire standard, linguaggi e sistemi per avere una interazione massiva da parte degli utenti. Nelle APP (penso ai giornali) una interazione semplice diretta e pervasiva è molto piu difficile da implementare. Le APP (parlando dei media in particolare) sono quasi sempre statiche come delle riviste in PDF un pò più fichette. Gli utenti vogliono partecipare, e questo oggi lo da solo il web. Anche tecnicamente è piu facile fare una rivista con wordpress che ha già l’interazione mediante linguaggi semplici (ajax, html, js) rispetto che a sviluppare la stessa cosa in objective-C.
2) OPEN. Html, css, cms, tcp/ip : chiunque in 5 minuti può fare un sito e raggiungiere tutti, e tutti possono raggiungere lui. 6 miliardi di editori e 6 miliardi di lettori. L’APP ha una doppia barriera : linguaggio chiuso e controllo a priori della casa madre che deve approvare l’APP. L’offerta del web sarà sempre quindi immensamente piu grande.
3) DIFFUSIONE. Nessun device o casa madre avrà il 100% di diffusione. Esisteranno sempre diversi device e diverse case madri, cosa che comporterà un frazionamento del mercato in vari operatori. Questo comporterà (già oggi è così) che gli editori devono fare e rifare numerose APP in diverse piattaforme con moltiplicazione dei costi. E molto spesso un device che ha una disffusione bassa non renderà (specie per i player nazionali europei) a sufficienza da ripagare gli investimenti. Il web al contrario ha una diffusione del 100% e fatto un sito il lavoro è finito.
4) GRATUITA. Attenzione all’effetto novità. Se mi regalano l’IPAD compro sicuramente una decina di APP per provare, cosi come se compro un computer ci devo mettere un pò di software per farlo girare. Ma a regime quando si tratterà di pagare 4 euro alla settimana per l’APP oppure aprire il browser e leggere gratis le notizie schivando dei banner….cosa sceglierà la maggioranza della gente ?
Alla fine la storia è sempre la stessa, ci si illude che un device possa risolvere la questione. Invece a mio avviso la questione è semplice: i pochi editori che hanno contenuti di nicchia e di qualità li potranno distribuire a pagamento, con o senza APP (forse con le app un pò meglio) . Tutti gli altri si devono e si dovranno arrangiare con il caro vecchio web.





settembre 2nd, 2010 at 9:51 am
provo a girare la frittata, condividendo tutto quanto hai scritto ma cambiando leggermente prospettiva.
Premesso che Sto Col Web, per me le app sono contenuto + servizio.
Vogliamo dire che il servizio si paga, il contenuto è gratis? e che considero “servizio” anche il poter trovare, finalmente, quei contenuti così di nicchia da non essere altrimenti distribuibili?
Bene:
Web = free
App = pay
e lasciamo stare per un attimo, per il conforto di chi ci campa, il fatto che su entrambe le modalità sarebbero comunque applicabili modelli di revenue da advertising, non voglio aprire il dibattito qui e ora.
Ma i due mondi possono/devono benissimo coesistere; anche se, mi permetto di dire, pensare ad app senza web…buona fortuna…
settembre 2nd, 2010 at 10:19 am
@Paola Ma non credi che se io faccio in contemporanea il web free, interattivo, figo, raggiungibile anche da mobile….questo possa essere in contrasto (almeno parzialmente) con la strategia di fare APP che siano a pagamento? Voglio dire: facebook non ha conflitto perchè è free sia in app che in browser, ma una Repubblica.it è in conflitto perchè io da browser me la leggo, e quindi non mi vado a comprare l’app. Insomma non è un conflitto tra i due modi di distribuire ma è un conflitto tra due strategie (free e pay) che se applicate allo stesso contenuto non pososno ovviamente coesistere….ciao!
settembre 2nd, 2010 at 10:56 am
Aggiungo un appunto al tuo ottimo post: il web e’ “aperto” non solo nell’accessibilita’ alle sue tecnologie, ma anche nell’accessibilita’ ai contenuti pubblicati altrove sul web.
Basta un semplice link per collegare due contenuti tra loro, anche se appartengono a siti/proprieta’ diversi.
Collegare tra loro 2 e’ un po’ piu’ dura: se hai delle buone API sei fortunato, senno’ ti attacchi.
Un’eventuale proliferare di App a scapito del web porterebbe alla creazione di migliaia di piccoli/grandi walled-garden a pagamento e questo mi semba, quanto meno, antistorico.
settembre 2nd, 2010 at 3:35 pm
…e anche su Mobile, sebbene sembra prevalere pesantemente la strada Apps, non è scontato l’esito…credo coesisteranno: apps per chi vende contenuti/servizi, browsing per il mondo free basato su (nuovi?) modelli adv. Vedremo…
settembre 2nd, 2010 at 4:37 pm
Bella analisi!
Aggiungo come ulteriore elemento di riflessione questa domanda:
come mai i Widget, sviluppati negli anni scorsi dalla stessa Apple e da tanti altri, non hanno mai suscitato molto interesse e invece le App, che fanno più o meno le stesse cose dei Widget, stanno riscuotendo così tanto successo?
settembre 2nd, 2010 at 8:44 pm
Il nuovo social network di apple ,ping, integrato in itunes è un punto in favore della filosfia App secondo te?
saluti
settembre 3rd, 2010 at 5:22 pm
[...] Ne ha già parlato Luca e non ho molto da aggiungere, se non che probabilmente non ha più senso parlare solo di web, ma di “esperienze digitali”, intendendo un insieme che va dal web al mobile, passando per tutte le piattaforme di fruizione (touch/no-touch, netbook/portatili, desktop, smartphone, ebook reader, ecc). Detto questo, il web continuerà ad essere sempre il fulcro dei contenuti, specie quelli informativi e di comunicazione, imvho. [...]
settembre 9th, 2010 at 6:56 pm
Ma stiamo parlando della stessa rivista che ha fatto una filippica su Apple?
No perchè se è quella tutto il resto è aria fritta.
P.S. Va bene che il trend è buono ma pur sempre di trend si parla….e come voi mi insegnate le tendenze prima o poi…
settembre 10th, 2010 at 2:59 pm
Web e App sono due facce della stessa medaglia. Le app hanno successo perchè sono ottimizzate per il device su cui vengono utilizzate. Il web classico su mobile invece al momento è inguardabile o quasi, escludendo pochi m-site parzialmente ottimizzati.
In futuro probabilmente non ci sarà più particolare distinzione. Tutto dipenderà da quali nuovi devices entreranno a far parte delle nostra vita.
settembre 10th, 2010 at 5:02 pm
@Andrea: grazie er aver interrotto la catena dei post sui CM!! grazie davvero!! non se ne poteva più…:D
settembre 28th, 2010 at 3:38 pm
A me peraltro questo discorso su “il web è morto” mi pare molto coerente con l’impostazione dell’accordo google-verizon… come diceva quel tal gobbetto, a pensar male si fa peccato ma spesso ci si azzecca.
dicembre 20th, 2010 at 11:48 pm
[...] the new app. Una prediction in controtendenza con l’ascesa delle APP (se ne parlava anche qui “App vs Browser”). Il motivo indicato è quello dell’utilizzo ormai imminente di HTML5 che permetterà [...]
gennaio 4th, 2011 at 4:46 pm
Purtroppo la tematica è solo rivolta al mondo dei contenuti: sterile. La vera importanza di questa domanda dovrebbe essere “Quale direzione prendere in fase di sviluppo di applicazioni”, e non parlo di browser, ma di crm, documentali, office automation etc.
Negli ultimi anni la corsa verso la pura webapp è stata fortissima. Ma oggi? Io verifico una forte ripresa delle applicazioni client connesse via web. Voi che ne dite?
gennaio 4th, 2011 at 6:31 pm
ma una convivenza pacifica dei due mezzi? così uno può fare cose mentre è in movimento o farne altre quando sta alla scrivania?
gennaio 4th, 2011 at 7:57 pm
Meno male che non sono l’unico a pensarla così…vedo che siamo in tanti, a partire da Luca…bella analisi…quando ho letto l’articolo di Wired “il web è morto”…mi è “caduto” un mito…
gennaio 4th, 2011 at 10:13 pm
negli anni ho sempre letto mille battaglie all’ultimo sangue sui più disparati motivi, intel vs amd, mc vs pc, microsoft vs resto del mondo…
questa è l’ennesima questione in cui l’elenco dei pro e dei contro dei due mondi si dovrebbe stilare con imparzialità e soprattutto tener presente che non c’è posizione giusta o sbagliata in assoluto…ma soltanto una corretta soluzione per la risoluzione di uno specifico problema.
gennaio 11th, 2011 at 9:56 am
[...] Alcune ideeLa compresenza di APP e versione Browser del prodotto è chiaramente un problema. Se se ne era parlato in questo post, con numerosi ed interessanti commenti dei lettori.Le APP dei magazine potranno essere affascinanti da vedere ma alla fine sono peggio dei siti web. [...]