Buon contenuto = alto ranking?
Un ottimo contenuto messo in rete, equivale ad un ottimo posizionamento nei risultati del motore di ricerca? E’ una leit motiv che si sente spesso (lo dice anche google nelle sue guide) ma non è proprio vero.
In realtà è noto che il posizionamento dipende sopratutto della quantità di link presenti nella rete verso il contenuto, a prescindere dalla qualità. La rete (con le regole di Google) non è quindi meritocratica, ma -un pò come la vita- è una grande gara di popolarità. Se trovi modi furbi per distribuire e diffondere i tuoi contenuti hai piu successo che se fai contenuti di qualità.
Come nella vita, avviene che la piccola osteria casalinga che è eccellente, rimane sconosciuta alla massa rispetto al ristorante alla moda che lavora di marketing e di pubblicità, senza avere una buona cucina.
E un pò come nella politica, dove ci sono pochi politici che propongono delle soluzioni razionali e pacate, ma poi la gente vota sempre quello che urla e che sa vendersi meglio (ma che perlopiù è incapace). E che governa.
Se questo è vero (ed è abbastanza vero) il web è un vero schifo. L’attenzione in questi anni è sempre piu nel linkaggio e nella promozione (anche nei social) dei propri contenuti più che nella qualità del contenuto stesso. Con un evidente calo della qualità dei contenuti che a me sembra sempre più evidente.
Non sono un lamentone che ha problemi con il SEO. Io ad esempio mi trovo nell’assurda posizione di avere un sito fatto da giornalisti che lavorano sodo, e vedere che un aggregatore esce con i nostri articoli al PRIMO posto nella serp, mentre l’articolo originale neanche è in prima pagina. Perche l’aggregatore ha un PR alto ed è linkato. E c’è solo da chinare la testa, perche non puoi protestare con un algoritmo.
D’altra parte c’è chi dice che se una cosa è molto linkata è necessariamente una cosa buona. Se molta gente lo linka vuole dire che molta gente lo apprezza. Io la trovo un pò una cazzata perchè il link non determina un giudizio sulla qualità del contenuto ma solo il “buzz”.
Ma purtoppo non c’è oggi una alternativa alla dittatura del link. Garantisce comunque dei risultati decenti, rispetto ai vecchi motori che basavano i risultati sull’analisi della pagina.
Sarebbe certo più onesto che Google lo dicesse nelle sue guide. “Non importa quali contenuti fate o come li fate, basta che siano linkati. Ed in bocca al lupo!”
- Spunti da Seomoz e Chris Dixon’s





febbraio 2nd, 2010 at 10:07 am
Il pagerank sicuramente non ha più molto a che fare con l’indicizzazione, ma ciò che dici ha senso. E’ comunque improponibile al giorno d’oggi sviluppare un sistema editoriale basandolo esclusivamente su Google, quando comunque la multicanalità, il mobile, i social network stessi possono essere valide alternative per propagandare e valorizzare i propri contenuti senza doverli regalare ad altri.
Google ha il duro compito di mantenere il giusto equilibrio tra spam e contenuti. Lo spam infatti porta revenue, ma il contenuto “buono” valorizza il suo motore di ricerca. Anche io ho notato un certo decadimento dei risultati organici recentemente, ma in tempi di crisi è anche probabile che Google, come tutti, punti a monetizzare piuttosto che consolidare il valore dei suoi strumenti.
febbraio 2nd, 2010 at 10:32 am
Beh, io non credo che se una cosa è molto linkata è necessariamente una cosa buona, ma credo il contrario… se si scrivono cose buone con continuità, prima o poi i link e il relativo posizionamento arrivano…
In generale, poi, l’attività di SEO è una cosa un po’ più complessa del semplice “accaparrarsi” link…
febbraio 2nd, 2010 at 4:10 pm
E’ un annoso problema, aggirabile solo acquisendo un maggior trust agli occhi dei motori di ricerca.
Fino a quel momento, evita i finire in aggregatori che tirano dentro tutto il contenuto e/o non linkano il post originale.
Se ci sei finito, chiedi (anzi, esigi) di essere cancellato.
Se non ti cancellano, fai in modo di a) interlinkare fra loro gli articoli e b) di mettere nel feed un footer (esistono vari plugin che lo fanno) con dentro un backlink al post e/o al blog. In tal modo ti becchi comunque dei link, il tuo trust pian piano sale, e nel frattempo, magari, Google si accorge che sei tu la fonte originale.
E a quel punto puoi permetterti di finire in quasiasi aggregatore truffaldino… o quasi
febbraio 2nd, 2010 at 11:20 pm
@taglia: il mio problema è solo un esempio, magari te ne parlo in pvt. La dittatura del link rimane…e se da una parte è utile per avere una serp decente, dall’altra spinge a non lavorare sulla qualità dei contenuti. Quindi rimane il fatto che non è un buon sistema…
febbraio 3rd, 2010 at 12:17 am
C’è anche un altro modo per sfruttare “google” o meglio l’abitudine dell’utente ad usare google per navigare, ovvero lavorare da un punto di vista del contenuto alternativo rispetto a quelli di massa
Se faccio 100 click con una cosa che riportano anche repubblica e il corriere della sera, posso provare a farne 50 + 50 con 2 cose che repubblica e il corriere non riportano. Esistono fatti che avvengono e problemi che la gente vive e che l’utente cerca, ma che nessuno riporta. Se si riescono ad intercettare questi fatti e questi problemi (e qui più che buoni programmatori servono buoni giornalisti) google può diventare una risorsa e non un problema.
febbraio 3rd, 2010 at 4:12 pm
@Marco: ok Marco, ma consentimi di osservare che il tuo ragionamento è logico, certo, ma anche molto filosofico, nel senso che poi va applicato. Noi produciamo news, abbiamo una redazione con 6 giornalisti a contratto e altrettanti freelance, uno staff fisso di 4 tecnici, oltre ad amministrativi e commerciali, vendiamo i contenuti a primari gruppi editoriali e abbiamo costi medi mensili per non meno di 60 – 70.000 euro. Quindi, sinceramente, fa inc….are vedere GNews che pemia siti del tutto amatoriali per non dire truffaldini, che copiano i nostri pezzi (mano il titolo cambiano….) e pure le foto (che noi paghiamo carissime, oltretutto).Quindi c’è poco da fare, hanno ragione coloro che sostengono, quanto meno, l’assurdità di determinati posizionamenti dati da G.
luglio 22nd, 2010 at 3:27 pm
[...] premiare chi scrive contenuti di maggiore qualità . Come scritto su SEOmoz, e riportato anche sul blog di Luca Lani, la rete é più simile ad una continua gara di popolarità più che ad una meritocrazia. Vengono [...]
gennaio 16th, 2011 at 6:45 pm
Mi rendo conto sempre di piu’ che la rete riflette in modo sottilmente anacronistico la visione mondiale del giusto e dello sbagliato….masse di uomini e donne ormai incapaci di seguire una strada personale verso la verità’.Massifficazzione subdola attuata allo stato puro.Tentativo vile ma imperterrito e soprattutto impunito di ritornare al feudalesimo con vassalli e valvassori.
Rifletto continuamente per cercare una verità che forse non vogliamo più’ vedere…Bah……