Il Sole24ore passa al pay?
Via Pandemia
Il sole24ore dopo la visualizzazione di 20 articoli fa apparire la schermata:

In realtà non è un vero passaggio al PAY perchè l’iscrizione base rimane gratuita. Probabilmente l’idea è di creare una base utenti profilata ed iscritta su cui poi fare azione per trasferirla sulla parte premium.
Effetti della scelta: + iscritti, ma – pagine viste
Spero che si siano fatti i conti per bene, perche quello che guadagni da una parte (abbonamenti) lo perdi dall’altra (pagine viste) e non è scontato che la differenza abbia un risultato positivo.
Secondo me rimane un giusto tentativo, da parte del Sole, perche è un prodotto editoriale che fa parte di quella cerchia di mezzi di informazione (direi molto ristretta) di qualità che “ha senso” pagare o leggere mediante iscrizione. Non credo sia la stessa cosa per Repubblica o Corriere.
Ovviamente se vuoi leggere per sempre il Sole24ore basta cancellare i cookie, ormai anche mia figlia di 6 anni lo sa fare. ![]()





giugno 16th, 2010 at 6:56 pm
La mia esperienza in proposito è stata negativa.
Chi si iscrive per costrizione, poi continua a non interagire con il sito, e molti sono quelli che abbandonano il sito appena vedono l’avviso.
Viceversa vedo molto positivamente dei servizi premium: articoli di approfondimento non disponibili altrove, motore di ricerca avanzato, archivio storico, dati e statistiche riservate solo per i paganti.
giugno 19th, 2010 at 8:57 am
vi linko questo post su CORRIERE.IT
Giornali, i direttori sostituiti dai trend di Google
http://malditech.corriere.it/2010/06/giornali_i_direttori_sostituit.html
giugno 20th, 2010 at 11:02 pm
[...] la piattaforma per le news a pagamento: si chiama NewsPass. Entusiasti i quotidiani, qualche critica ad alcuni sistemi già in funzione, un curioso indice di assenza di annunci ufficiali.Oops 3 [...]
giugno 21st, 2010 at 10:45 pm
e chi riesce a leggerli, 20 articoli de Il Sole? Forse nel corso di una vita intera…
luglio 7th, 2010 at 1:23 pm
segnalo questa notizia da http://www.newslinet.it/notizie/the-times-online-a-pagamento-una-scelta-coraggiosa
Da ieri il sito del quotidiano inglese The Times è a pagamento. Tutto come previsto dal magnate australiano Rupert Murdoch, che prosegue nella sua strategia secondo cui al lettore bisogna vendere esclusivamente contenuti di qualità.
1,2 euro per un giorno; 2,4 per una settimana: è questo il costo base per l’accesso alle notizie del rinnovato sito http://www.thetimes.co.uk. Tariffe la cui giustificazione andrà ricercata nella particolarità dei contenuti pubblicati. E questa volta, a differenza di quanto succede per un quotidiano specialistico come il Wall Street Journal, il pubblico non faticherà a capire se quanto paga è effettivamente diverso e migliore di quanto letto altrove e, quindi, sulle pagine online di un quotidiano ad accesso ancora gratuito. Qualcuno pensa che la scelta del tycoon sia stata decisamente coraggiosa; altri che possa dimostrarsi una sorta di “suicidio editoriale”, troppo rischioso per l’economia del proprio giornale. Considerando però che a breve anche il New York Times passerà dalla parte del paywall (e sicuramente lo faranno molti altri), la sfida diventerà più interessante: la qualità dei contenuti dovrebbe crescere e rispondere alla richiesta sempre più esigenti dei lettori. E in questo contesto le cifre relative a vendita e diffusione dei quotidiani (cartacei e telematici) potrebbero cambiare in modo inaspettato, favorendo una genuina concorrenza tra giornalisti. Sarà questo lo scenario giornalistico americano del prossimo futuro?