Monrif e HwUpgrade

24 giugno 2011media

Oggi su prima comunicazione viene citata  l’acquisizione di HardwareUpgrade da parte di Monrif  (gruppo nazione, giorno resto carlino). Monrif ha anche acquisito altri siti tra cui  prontoimprese ed ha lanciato un restlyle dei propri siti di news.

Taglierbe illuminaci su questo Deal….è pubblica la valutazione???

 

ViteMedia

6 giugno 2011blogging

OT acquisizioni Citynews/RomagnaOggi

24 maggio 2011media

Segnalo, per gli appassionati di acquisizioni,  il seguente comunicato relativo ad una operazione annunciata oggi da Citynews sul network RomagnaOggi.

Vota il tuo account preferito! :)

20 maggio 2011Advertising

Riporto questa divertente iniziativa di Vitemedia

Vitemedia.it, il blog che con le proprie strisce umoristiche prende affettuosamente in giro il mondo dei centri media e delle concessionarie, ha deciso di dare ai migliori account/agenti/planner un riconoscimento “ufficiale”.
Da oggi, sul sito (http://vitemedia.it/?page_id=23) si potranno votare gli account/planner/funzionari preferiti in termini di efficienza e competenza… il tutto nello stile ViteMedia.
Ormai i nostri fumetti settimanali sono diventati un appuntamento fisso per il mondo della pubblicità e ci è sembrato giusto premiare la fonte della nostra ispirazione, cioè chi lavora in questo settore
dice Chiara Quintili, da poco Responsabile Sales e Marketing di Shockdom, la casa editrice che pubblica Vitemedia.
I vincitori saranno premiati durante il prossimo “loopy hour” di giugno, l’appuntamento informale del mondo digital.
Con Barbara Bontempi, che organizza il loopy ci siamo trovati subito d’accordo  sul carattere easy del premio e sulla filosofia del prendersi in giro” aggiunge Lucio Staiano, fondatore di Shockdom “quindi associare la premiazione al loopy è stato immediato
La prima fase dei Vitemedia Awards è appena iniziata e il tutto si concluderà a giugno.

I nuovi formati video GroupM

9 maggio 2011media

Molti di voi si saranno accorti di questo nuovo formato che gira su alcuni siti (clicca qui per vederlo piu grande) da un paio di mesi. Si tratta di un video in overlay, molto fluido e veloce  con alcuni tool sociali n basso. Di primo acchito sembra niente di nuovo.

In realtà è una grande innovazione, dato che è un formato in qualche modo “esclusivo” ad uso dei  centri media della galassia  GroupM in cui vengono trafficati direttamente gli spot che vanno in televisione. L’innovazione è infatti quella di permettere ai clienti di pianificare spot sia su TV che su Internet insieme con le logiche della tv, ovvero con i GRP, utilizzando finalmente il famoso “nastro di pianificazione”.

In pratica il cliente quindi a partire dallo stesso spot, con una unica campagna, e con un unica pianificazione riesce  a raggiungere il target ricercato  mediante  due mezzi diversi.

Non sfuggirà ai più l’importanza del momento e l’importanza di questa convergenza. Alcune concessionarie confermano che stanno arrivando budget sostanziosi che prima erano appannaggio della TV e che adesso in questa logica vengono deliverati anche sul web. Questo è anche uno degli effetti della maturazione del web, e del ricambio generazionale (al contrario) che è stato fatto in molti CM, con il passaggio delle divisioni digital sotto il controllo degli old.

Ma ovviamente una così bella notizia non poteva che essere condita da elementi molto negativi, d’altra parte siamo in Italia, non ce lo dimentichiamo.

GroupM ha infatti pensato di fare di questo formato un formato “proprietario” e quindi di trafficarlo direttamente, in pratica in esclusiva. Il delivery quindi è diretto e non passa piu dalle concessionarie, e quindi il CM di fatto fa il lavoro della concessionara (!!) ed inoltre……..solo 7 concessionarie sono state “accettate” e  solo i loro sito vengono utilizzati per deliverare questo formato dal CM.

Quindi se un cliente di GroupM vuole deliverare il formato in un sito che non fa parte delle 7 concessionarie di fatto non può. E un cliente non GroupM che vuole comprare il formato in un sito che oggi lo eroga non può. Insomma il solito casino. Un tempo i formati erano decisi da tutti gli attori del mercato ed erano standard, adesso purtoppo ognuno fa un pò come gli pare…

In conclusione :

- Questa innovazione portata da GroupM è molto importante per il web ed è estremamente positiva.

- La gestione “esclusiva” e ristretta spinge editori e concessionarie escluse a presentarsi direttamente dai clienti, ed  a fare formati proprietari che così non saranno mai standard. A lungo andare quindi si rischia di fare molto casino e confondere i clienti = danno al mercato. In sede IAB o  FPC si dovrebbe cercare di trovare degli standard, come si faceva un tempo.

p.s. :


GRP: Pressione Pubblicitaria. Dato lordo che misura l’efficacia di una campagna pubblicitaria: si calcola penetrazione per frequenza oppure contatti lordi su target per 100.

OT: Offerte lavoro RM in CityNews

9 maggio 2011offerte-lavoro-web

Segnalo, per chi fosse interessato a lavorare in Citynews, che  ci sono alcune posizioni aperte come Designer, Mktg, Sales, Editor.

Buona settimana :)

2 maggio 2011vitemedia


Le clausole di un accordo con un Venture Capital

26 aprile 2011start-up

Proseguo i miei post con alcuni consigli sul mondo dei VC (scusandomi della lentezza con cui posto, ma la vita si sta dimostrando breve ed il tempo è poco). Come promesso un piccolo vademecum sulle principali clausole che i VC mettono nei contratti.

Come abbiamo detto, in genere al primo incontro ci si concentra a presentare solo l’idea, esponendo il business plan a grandi linee. E’ piu importante comunicare bene l’idea, il modello di business, rispetto a inondare di numeri la controparte.
Se c’è un secondo incontro , in genere lo si utilizza per approfondire il business plan (perlomeno su 3 anni). Si deve avere una presentazione solo su quello, e poi possibilmente il modello in excel. E’ opportuno in questa fase, in cui si disvelano tutti i particolari, firmare preventivamente un NDA (= accordo di riservatezza). E’ opportuno preparare sin da subito 3 casi (medium, worst e best) variando i parametri. Sicuramente il VC partirà dal vostro worst, quindi si deve essere ottimisti di base, ma senza inventare i numeri, voi dovrete ovviamente spingere sul medium.

Term Sheet
Se il secondo incontro va bene, si passa al famigerato TERM SHEET, che altro non è che un pezzo di carta giuridicamente non impegnativo dove però sono elencati i termini della operazione ovvero valutazione, governance, clausole di base. Il Term Sheet serve a “fissare” gli elementi base della trattativa, ed ovviamente su quelli non si torna più. In genere in questa fase c’è anche una clausola che impone le trattative riservate, ovvero da lì in poi non potete piu fare i furbetti andando a giocare al rialzo con altri soggetti ma trattate solo con uno. E’ saggio mettere sempre termini brevi per le trattative riservate (es 45 gg) di modo che poi se le cose vanno per le lunghe sarete voi semmai a prolungare di altri 30 (se vi và). Il term sheet in genere è sottoforma di lettera-proposta che l’investitore invia all’imprenditore il quale accetta e controfirma.

MOU / LOI
MOU= memorandum of understanding
LOI= letters of intent
Sono grosso modo la stessa cosa  dal TERM SHEET. Talvolta differiscono solo per una maggiore valenza legale. In buona sostanza una LOI porta una responsabilità precontrattuale, ovvero ci si puo ritirare ma solo se ci sono dei buoni motivi. In pratica se uno si ritira cosi… solo perchè gli gira storto…facendo perdere alla controparte mesi di tempo sarebbe passibile di risarcimento danni. Nel term sheet questa responsabilità  è esclusa.

Le clausole

Liquidation preference
E’ una clausola per la quale si prevede che laddove l’investitore abbia investito ad esempio 1 mln di euro quando ci sarà un processo di vendita il primo milione andrà all’investiore. Quindi per capirci se l’azienda viene venduta ad 1 mln anche se l’investitore ha il 20% si prende tutto lui. Questa clausola è abbastanza standard, con anche gli interessi sopra. E’ delicato capire come viene ripartita la parte eccedente, ed è lì che molti ci provano. Quindi non vi bloccate su questa clausola perchè ve la chiedono tutti, in sede di term sheet è meglio lasciarla (magari molto vaga)

Drag / Tag along

Clausole cruciali e pericolose. La TAG (covendita) è quella che permette al socio di minoranza di obbligare il socio di maggioranza laddove egli venda a vendere anche la sua quota, ed è una clausola sacrosanta. La Drag è una clausola per la quale il socio di minoranza (ad esempio l’investitore) puo costringere il socio di maggioranza o tutti i soci a vendere insieme a lui quando lui vuole. Ovviamente sulla definizione del prezzo…e’ tutto da capire.  La Drag è pericolosa ma è richiesta, un modo per gestirla è quello di prevederla solo in lacuni casi e solo da alcuni momenti, o facendo fissare il prezzo ad un terzo.

EXIT

E’ il complesso delle procedure previste nel contratto che permettono all’investitore di riuscire a liquidare la sua quota, in genere è entro un periodo di 5 anni con vari step.  Qua non c’è scampo, l’investitore entra investendo 1 per uscire entro 5 anni  possibilmente con 5-10.

Governance

L’insieme delle clausole che prevedono la gestione della società e quindi la composizione ed i membri in CDA per gli investitori,  il diritto di veto su alcune materie, il collegio dei sindaci etc

Bad leaver

L’insieme di clausole che costringno l’imprenditore a non scappare, o non fare concorrenza,  e dedicarsi con zelo all’iniziativa finanziata. Penali e frustate.

Terminologie

Premoney: Valore della società precedente all’investimento. Ovvero valore che l’investitore riconosce all’azienda nel momento in cui entra con un aumento di capitale.

Cap table: Tabella con i vari conteggi delle quote relative ai vari aumenti di capitale.

Due dilignce: insieme dei controlli legali e commerciali sulla società per verificare conti, pendenze, cause, e stabilire se la valorizzazione prevenetivamente  contrattata è corretta. in genere prima si stabilisce in una LOI il valore e poi i legalo procedono con una due diligence per verificare che tutte le pendenze ed i conti presentati dall’azienda siano veritieri.

IRR : internal rate return – Formula che usano i VC per calcolare il guadagno sull’investimento. Talvolta viene proposto di legare un premio (earn out) in base  all’IRR generato. (occhio…)

Alcuni consigli su come approcciare un Venture Capital

14 aprile 2011start-up

La presentazione è tutto (o quasi)

In questa mia esperienza ho capito che la presentazione è davvero fondamentale. L’ho capito al primo incontro importante, quando ho visto che la presentazione non funzionava per niente, l’interlocutore non capiva, le domande che venivano fuori erano confuse (e quindi l’ho rifatta da zero). Nel primo incontro con un VC si ha di norma  a disposizione mezzo’ora o al massimo un’ora ed in definitiva i primi 1o minuti sono quelli cruciali, dove c’è l’attenzione. Se il primo incontro va male non ce ne è un secondo, c’è quindi una sola cartuccia.  Più che gli effetti speciali serve chiarezza, linearità e ritmo.

  • In generale prima di tutto serve di capire il mondo delle presentazioni, i suoi concetti base e secondo me  questa è una utile guida (Death By powerpoint 7mega PDF)
  • Il business plan, almeno in versione basilare deve venire prima della presentazione, ovvero si deve avere una idea chiara dei numeri e della dimensione del business.
  • Per la presentazione io poi ho lavorato a lungo usando un vecchio sistema con carta e penna: prima elencando tutte le tematiche in ordine sparso relative al progetto, poi gerarchizzandole in capitoli, poi selezionando quelle davvero importanti, e poi ordinandone decidendo l’ordine logico da seguire, cercando di fare una narrazione sensata.  Solo a quel punto, avendo in pratica uno storyboard su carta, ho iniziato a lavorare sulle singole slide.
  • La cosa più difficile è cercare ridurre il testo al minimo: la presentazione va per immagini ed al massimo dei bullet molto corti, qui serve un bello sforzo di immaginazione per spiegare concetti complessi. Non sottovalutare il potere delle immagini, che sono meglio delle parole….
  • La presentazione va provata MOLTE volte… cronometro alla mano, per fare in modo che in 10 minuti la parte essenziale che spiega il prodotto ed il business sia conclusa. Ogni slide al massimo 60 secondi, serve molto allenamento per sintetizzare le idee.
  • E’ saggio avere diverse versioni della presentazione da usare in base all’interlocutore, senza ovviamente cambiare il succo, ma variando lunghezza in base al tempo a disposizione o mettendo in risalto alcuni aspetti particolari che possano sensibilizzare l’interlocutore.

Lo schema migliore a mio avviso è :  esigenza di mercato -> nuova  soluzione -> modello di business -> financials -> team.  Un buon esempio di schema di presentazione secondo me è questa

Nel nostro caso (Citynews)  concreto abbiamo usato uno schema diverso:   team -> scenario mercato -> prodotto -> modello business -> financials. Siamo partiti dal team per ovvi motivi, vedi quanto segue.

Il Team non è tutto ma è moltissimo

Non è pensabile secondo me presentarsi con una idea da un VC completamente da soli. Può andar bene per un busienss angels ma se si cercano risorse di rilievo  il team è fondamentale. E’ fondamentale per i motivi:

  • ormai ci sono pochi spazi di mercato completamente vergini e quindi il successo di una iniziativa lo determina sempre piu la sua “esecuzione” (la cd. execution nel linguaggio VC).  Quindi il team molto spesso è un elemento centrale nel progetto;
  • un VC si sente piu garantito se c’è un team di persone dato che la mancanza di uno non fa saltare del tutto il progetto una volta messi i soldi dentro;
  • Un team con dei talenti è uno degli argomenti che permette di dimostrare un vantaggio rispetto ai competitor;
  • Il team in genere garantisce specializzazioni (chi tecnica, chi mktg, chi artistiche) che permettono alla iniziativa di partire con i le principali funzioni “sicure” senza l’alea di dover fare la selezione del personale e perdere mesi preziosi per trovare le persone giuste.

Avere un team vuol dire quindi dare un partecipazione nella start-up ad altre persone e questo è uno scoglio importante per molte persone che magari hanno paura a condividere il proprio progetto con altri. Per come la vedo io oltre ad essere un presupposto per chiedere i soldi è anche uno strumento per avere compagni di viaggio che lavorano convintamente insieme a te, dato che da soli è impossibile farcela.

L’italia, il paese delle relazioni

E’ inutile negare che le relazioni in italia contano, e non poco. In questo post, segnalavo come il mondo dei VC italiani sia per varie ragioni molto prudente ed ingessato. Avere delle conoscenze ha un certo peso, non sempre nel termine negativo.  Relazioni vuol dire essere conosciuti dal mercato, avere buone relazioni con tutti,  avere qualcuno del settore che è parla bene di te. Alla base dell’investimento di un VC verso un imprenditore c’è sempre l’elemento fiducia, ed è quindi normale cercare conferme nel mercato o da terze persone.

Quello che è ho visto per esempio è che quasi tutti i VC hanno degli “esperti” spesso interni o spesso anche esterni deputati a fare una analisi “tecnica” dei progetti. A me stesso capita di rispondere a richieste di pareri. Questo è comprensibile dato che un fondo non può occuparsi di bio-ingeneria, nanotecnologia, editoria digitale e mobile, nessuno è esperto di tutto. Siccome il nostro è un modo piccolo è ovvio che conoscere ed essere conosciuti è un grosso vantaggio perche  il VC ha maggiori garanzie che la persona sia seria non scappa con i soldi.

Per questo la composizione del team è un elemento così importante.

Cosa può fare una persona che si approccia per la prima volta in questo mondo?  Di sicuro per chi parte da zero senza conoscere nessuno sarebbe utile farsi aiutare da un “business angel” o  coinvolgere nel progetto qualcuno (esperto) che possa dare una mano come “advisor”  e quindi “validare” il progetto agli occhi dei VC.

Questo sistema fa schifo? Lamentarsi serve a poco, se non si vuole emigrare tocca stare alle regole. Qua le relazioni contano e quindi semplicemente ci si deve organizzare di conseguenza.

(prossima puntata: un accordo con un VC, le principali clausole)

Quello che ho capito sui VC

8 aprile 2011start-up

Molti amici mi hanno chiesto un pò di dettagli su questo fund raising andato a buon fine. Dopo il mio lungo giro durato 10 mesi ecco alcune rapide impressioni sul mondo dei VC in Italia.

La prima cosa che ho scoperto è che ci sono un sacco di soldi in giro. Nei miei incontri ho contato quasi 100mln di euro di fondi privati e pubblici a disposizione per imprese a contenuto digitale o innovativo che non sono spesi.  Quindi basta di lamentarsi dicendo che i soldi in italia non  ci sono, è falso, e sopratutto mentre ci si lamenta  i soldi stanno là a marcire!!

La seconda cosa che ho capito è che ad una buona parte di questi gestori dei fondi e VC non interessa un cavolo di investire. Investire vuol dire rischiare (e quindi lavorare). Meglio fare il minimo, partecipare a qualche inutile convegno sull’innovazione sparando cazzate sull’arretratezza del paese, e a fine mese prendersi le “fee”.  Un gestore di un fondo importante ci ha accolti dicendo che loro non investono in Italia perchè gli imprenditori “italiani sono un pò  scarsi ed hanno poche idee”. E questo lo diceva dal suo ufficio italiano dove lavoravano 10 persone (a fare cosa se non ci sono idee?).

La terza cosa che ho capito è che delle 300 proposte che arrivano all’anno ad un VC più di 280 sono inguardabili. Il problema però non sono solo  gli imprenditori con poche idee, ma la vera mancanza di un sistema come c’è in altri paesi. Alla base ci  pochissimi VC (potremmo dire solo 3) che fanno seeding. C’è una sola struttura di business angels. E sopratutto scarsi rapporti  con il mondo dell’università.  Chi fa seeding lo fa in maniera complessa e lenta, magari per 150k di investimento c’è un contratto da 50 pagine.  Quindi il paradosso è che ci sono moltissimi soldi per round importanti (e quindi aziende già strutturate) rispetto al seeding. Quando dovrebbe essere perlomeno il contrario. Questo comporta che ai VC non arrivano proprio aziende e proposte interessanti  perchè alla base non c’è una vero viviaio massivo di imprese.

Quarta cosa: i VC hanno un oggettivo problema di wayout in italia. Un paese arretrato e bloccato, con pochi gruppi editoriali ed industriali arroccati nei monopoli e nelle clientele  comportano evidenti difficoltà di valorizzare gli investimenti. Aziende che dall’Italia si espandono nel mondo sono casi rarissimi, e l’Italia è un mercato tra i meno interessanti per i player internazionali che non vi entrano con convinzione.  Quindi la prudenza dei VC è in parte comprensibile ed il rischio di perdere i soldi (o di non valorizzarli) è  maggiore che in altri paesi.

In definitiva  il mondo dei VC in Italia rispecchia fedelmente gli altri ambiti del paese.  I soldi ci sono, siamo capaci, ovviamente non siamo da terzo mondo. Ma siamo arretrati, lenti, incasinati, poco trasparenti. E cosi come lo siamo nella politica, nelle istituzioni, nella società….lo siamo inevitabilmente anche nel mondo dei VC. Non può che essere così.

Andare all’estero?  Se si hanno 20 anni e belle idee forse ha anche senso. In silicon valley o in Germania  ci sono piu opportunità ma anche una concorrenza micidiale. Qui da noi abbiamo meno opportunità ma anche  mercati meno presidiati e meno concorrenza.

Personalmente ho preferito operare qui, per ragioni di mercato oltre che per ovvie ragioni sentimentali. Perchè tutto sommato questo paese, è una vera merda, ma rimane sempre il mio paese.

(prossima puntata: come abbiamo convinto i VC a darci i soldi: alcuni consigli)

CityNews raccoglie 3,3 mln di euro per il lancio di 40 testate online

5 aprile 2011media

Per chi è interessato al mondo dei VC  ed alle start-up pubblico questo comunicato. Ovviamente lo faccio con immenso piacere ;)

RomaCityNews, la nuova iniziativa di informazione locale online, annuncia oggi la  formalizzazione di un investimento complessivo di oltre 3,3 milioni di euro da parte di Quantica SGR mediante il fondo Principia II e di altri investitori. Gli investitori hanno sottoscritto un aumento di capitale di 3 milioni di euro, mentre gli stessi fondatori della società si faranno carico di un ulteriore investimento di circa 300.000 euro. (…)

Segue comunicato stampa (PDF)

Per maggiori info su Citynews

P.S. : Mi scuso con gli amici che seguono questo blog, adesso capirete perchè da due mesi non riesco a scrivere nulla….Finalmente potrò raccontare un pò di cose su questo pazzo mondo dei VC  ;)

La pula su Facebook [Paranoia]

4 aprile 2011Social Media

- INTERCETTAZIONI: PROCURATORE BARI, MEGLIO PLACES E FACEBOOK…
(ANSA)
-’Le intercettazioni sono uno strumento investigativo importante ma oramai tecnologicamente superato’. Lo ha detto il procuratore capo di Bari, Antonio Laudati, parlando con i giornalisti a margine del convegno nazionale ‘Comunicare in sicurezza’ organizzato a Bari dal Co.re.com Puglia. ‘Basta considerare – ha proseguito Laudati – che Facebook ha fatto un nuovo plugin che e’ places con la geolocalizzazione e quindi oggi combinandolo con googleearth e’ possibile localizzare qualsiasi persona in ogni parte del mondo senza forma di autorizzazione giudiziaria’.

Laudati ha citato ‘qualche processo fatto qui a Bari’ tramite investigazioni su Facebook: Chiara Brandonisio, abbiamo identificato l’assassino attraverso Facebook per le sue chat; abbiamo revocato gli arresti domiciliari a un detenuto che ha condiviso foto di una festa di compleanno a casa sua; per il processo di Altamura abbiamo localizzato il covo dove si nascondevano i killer attraverso Facebook, perche’ chattavano su Facebook. Adesso una nuova frontiera e’ lo spaccio di stupefacenti’.

Pensateci bene quanto twittate e sharate e fate i ganzi con le ragazze su FB.  :D

AOL Masterplan

21 febbraio 2011Social Media

Molti lo avranno già visto, ma lo pubblico per chi se lo è perso.

Pare sia stato trafugato (o forse è stato fatto uscire di proposito) il piano di AOL con obbiettivi, metodi, organizzazione per i prossimi mesi (18 mega PDF).

La cosa molto interessante  a mio avviso è il processo di valutazione preventiva del valore pubblicitario di un contenuto, ed il sistema che smista in base ai trend i contenuti da produrre alla rete dei freelance. AOL lavora sulla quantità… l’obbiettivo è di stare sui 50.000 contenuti al mese (parliamo di 1600 articoli al giorno…..) e per dare un senso a questa macchina  cerca di dare uno standard a tutte le sue strutture che ad oggi operano in autonomia.

Dubito che alcuni di quei tool possano funzionare davvero, ma rimane molto interessante da studiare per prendere spunti.

Seguici, e dai seguici!

19 gennaio 2011Social Media

Forse si sta esagerando….(segnalato da massimo di dotcoma):

Io penso sopratutto alle chiamate che tutti questi widgettini fanno, portanto a rallentare inevitabilmente il tempo di caricamento….

I terribili dati delle vendite dei magazine su IPAD

11 gennaio 2011media

Interessante report di WWD.com  sulle vendite in IPAD delle versioni digitali dei piu importanti magazine americani. Per comodità le ho riassunte in questa tabella :

giugnoluglioagostosettembreottobrenovembre
Wired100.00031.00030.00030.00022.00023.000
Gq13.00011.00011.000
Glamour4.3003.4402.770
Vanity fair10.00010.50010.0008.700
Men’s health2.800ndnd2.0002.000nd

Come si puo vedere a partire dall’enorme successo di Wired che vendette oltre 100.000 pezzi nel mese di lancio,  poi mese su mese tutti i magazine hanno subito in costante calo. C’è da considerare che nel frattempo che le vendite calavano, il numero di IPAD in circolazione aumentava a dismisura, superando (se non vado errato) i 10 mln di pezzi. Quindi il calo è ancora più micidiale di quello che sembra.

Molti giornali (anche qui in italia) si erano lanciati in affermazioni frettolose affermando che l’IPAD avrebbe rivoluzionato l’editoria e  che l’avrebbe salvata. Questi primi sei mesi sembrano dimostrare il contrario:   Wired vendendo 20.000 pezzi al mese mantiene una quota ancora decente rispetto alla versione cartacea (la carta vende 130.000 copie), ma gli altri hanno numeri davvero ridicoli, che portano fatturati mensili che a malapena ripagano il lavoro per fare l’app e distribuirla.

Quali possono essere la cause? Alcune idee

  • Le APP dei magazine potranno essere affascinanti da vedere ma alla fine sono peggio dei siti web. Il web ha permesso l’interazione, il commento, il link,  mentre molte di queste app fanno sfogliare il giornale comne fossimo nel 1950.
  • L’effetto novità è micidiale e va sempre soppesato. Tutti (addetti del settore di tutto il mondo, appassionati, rivenditori,) quando esce una cosa nuova -come la versione di WIred su Ipad- la comprano per provare, ma poi che la comprino tutti i mesi è un’altra questione, come si è visto.
  • Ma in definitiva l’errore piu grande è  l’idea che un device, semplicemente perchè nuovo, possa risolvere radicalmente i problemi di una industria editoriale in crisi per mille ragioni. Questa idea  faceva ridere (perlomeno me) sin dall’inzio.  Se le vendite delle riviste crollano non è certo per colpa dell’edicola o della mancanza di un device, ma perche è il prodotto non piace piu a prescindere, forse perchè la quantità di contenuti in rete è ormai enorme rispetto a prima. Pensare quindi di risolvere un problema di questa natura semplicemente con un nuovo oggetto/canale distributivo  è davvero stupido.

Concludendo: se questi sono i numeri USA, dove riviste di quel calibro vendono 2000 pezzi al mese, non oso immaginare quali possa essere i numeri in Italia. Questo mi spinge ancora di piu a pensare che forse prima è meglio fare una bella ed unica versione mobile che vale su ogni device, e poi forse fare l’app. E se si fa l’app a pagamento lo deve essere anche la versione mobile, altrimenti è ovvio che il gioco non funziona.

La stellare valutazione di Facebook e le IPO private

9 gennaio 2011Social Media

Tutti hanno parlato della notizia della valutazione da 50 mld per FB. In realtà erano mesi che su secondary market le azioni giravano a questo prezzo (anzi pure qualcosa di più).

La vera notizia è però un’altra: ormai  molte net-aziende USA preferiscono decisamente fare un “placement” privato di pacchetti per evitare la IPO. Goldman Sachs  sta piazzando (in una settimana!) per i suoi clienti un pacchetto da 1,5 mld di dollari in azioni FB, e pare che la domanda sia altissima. Anche Goupon dopo aver rifiutato la proposta di acquisto di Google, in poche settimane ha recuperato quasi 1 mld di dollari nel mercato. E poi Twitter, zynga…

Molti invocano la SEC (commissione controllo borsa) perchè questo collocamento di azioni FB nel mercato avviene senza le regole delle normali IPO. E per esempio non ci sono le informazioni basilari sui financials dell’azienda.  Non si sa quanto fattura realmente, quanti utili fa, con quale composizione. E’ insomma una operazione opaca è poco trasparente nei confronti del mercato.

Il motivo di queste “IPO private” è evidente: assenza di informazione sui financials, grande campagna stampa, poco tempo per decidere, e molti quindi comprano ad occhi chiusi. Cosi con una diluizione minima gli investitori iniziali escono facendo multipli incredibili.  Ma se oggi uno compra a 50 mld di valutazione, come minimo tra un pò di anni si aspetta di uscire a 80-100. Tutto questo è compatibile con il business di FB ?

Riguardo alla valutazione l’unico dato che filtra è che il fatturato di FB dovrebbe essere intorno ai 1,5 mld di dollari (altri dicono poco sotto i 2), in raddoppio rispetto ai 700 mln dell’anno prima. Ma sembra che il grosso della crescita sia derivante dal nuovo sistema di credits (la moneta virtuale) che sono una componente nuova rispetto all’anno precedente, e questo limiterebbe di parecchio la crescita della componente ads.

A 5 anni (ormai 6) dalla fondazione e con 600mln di iscritti non sembra un grande risultato rispetto per esempio alle revenues  di altri giganti come Google, che  ha lo stesso traffico e la stessa audience di FB.  C’è un rapporto di 1:15 tra i ricavi di google e FB .

Ma si controbatte che Google ha raggiunto i 2 mld di revenues dopo 5 anni di attività (2003) e quindi FB è perfettamente in linea con con questo track. Questa è l’argomentazione principale per giustificare i 50mld di valutazione.

Secondo me è profondamente errato parametrare il quinquiennio 1998-2003 (google) con il quinquiennio 2005-2010 (FB), per l’ovvia ragione che nel secondo quinquiennio gli utenti internet sono molto ma molti di più e il mercato adv è enorme rispetto a prima. Quindi il track non può essere uguale.

Ma d’altra parte questo grafico parla chiaro :

(Grafico da SAI)

Un Ads su google contestuale con la KW ricercata ha un valore davvero importante perchè è una pubblicità che molto spesso si mette nel mezzo tra l’utente e l’acquisto di qualcosa. Un Ads su Facebook  invece può avere una contestualità solo demografica, ma mentre guardo le foto di una amica non sono certo predisposto a comprare un viaggio come lo sono mentre cerco su Google una last minute. Quindi la differenza di valore c’è…e parecchia.

Questo si riflette nel grafico di cui sopra dove si vede chiaramente che al vertice sta chi ha il carrello e-commerce, a metà sta chi si pone nel momento della ricerca, poi chi vende branding  (display), ed infine il social network che ha la resa per utente piu bassa.

Con questa situazione è davvero difficile pensare, a meno di stravolgimenti del prodotto, che Facebook possa arrivare nel futuro ad avere revenues pari a google.  Il mercato degli ads è quello che è, mentre i credits sono sicuramente una miniera d’oro (sopratutto perchè sono margine puro) ma gli utenti non crescono all’infinito, sono già 600 milioni…e quando si arriva al miliardo c’è la saturazione dato che poi comincia la parte di mondo che durante il giorno ha il problema di trovare da  mangiare e non di socializzare in rete.

Alla fine della trasparenza nei confronti degli investitori interessa poco, credo però, che una azienda come FB che ha ormai il database del mondo, dovrebbe essere una public company per altri motivi. Essere trasparente nei numeri e negli obbiettivi e confrontarsi con il mercato tutti i giorni (come google) garantirebbe molto di più  infatti  i 600 mln di utenti che hanno affidato tutti i dati della loro vita, tra cui mio malgrado ci sono anche io.

Internet è sempre + grande ma il business è ancora piccolo

9 gennaio 2011Charts
Entriamo nel 2011 ed il digitale e la rete ormai pervadono ogni ambito della nostra esistenza. Ma :
ADV: Il mercato adv digitale è 40 mld$, ma è ancora solo il 10% del totale.
Commercio: Amazon vende merci per 25 mld,  Mentre Wal-Mart per 405 mld dollari.
Moneta virtuale: Paypal processa 86 mld $ mentre Visa e Mastercard numerosi trilioni di dollari.
Internet ha 15 anni ed è diventata grande ma il business che sviluppa è ancora molto piccolo rispetto al resto. Non è necessariamente negativo,  di certo questo permette di fare business plan ottimistici per i prossimi anni. ;)

Da SAI

ING cerca Web marketing specialist [Offerte lavoro]

27 dicembre 2010offerte-lavoro-web

Ricevo e pubblico volentieri, dato che il team ING è notoriamente cazzuto, e quindi il lavoro sembra interessante :

———————————————–

Per rafforzamento area web marketing Ing Direct ricerca un/una web marketing specialist.

Riportando al Web Marketing Manager, presidia le iniziative di marketing online (campagne banner, comarketing, motori di ricerca) e ne garantisce l’efficienza. Gestisce l’interfaccia con editori, concessionarie, e web agency, secondo le linee precedentemente condivise con il responsabile di reparto.

Leggi tutto l’articolo

5 prediction sul mercato mobile 2011 (da SAI)

20 dicembre 2010Social Media

Cinque  “predictions” sul  mercato Mobile da parte di Jamie Hall sul SAI. Le prime 2 sono davvero in controtendenza rispetto alla vulgata corrente, e molto interessanti per me:

1. The mobile browser is the new black. HTML is back and it’s the new app.
Una prediction in controtendenza con l’ascesa delle APP (se ne parlava anche qui “App vs Browser”). Il motivo indicato  è quello dell’utilizzo ormai imminente di HTML5  che permetterà  di gestire animazioni, video, graphic UI, con grande facilità.  Ma sopratutto sarà standard tra le varie piattaforme (android, iOS, etc) e quindi comodo per gli sviluppatori da produrre (lo fai una volta per tutti).
2. Mobile social gaming will expand beyond Apps into the browser.
E’ una conseguenza della prima prediction: l’attuale  frammentazione delle piattaforme mobile e la loro incomunicabilità non permette di giocare con gli amici. Solo il browser gaming lo permette, e quindi lì è il futuro, anche  nel mobile.
3 . 2011 – The year of in-content mobile commerce
Forse il 2011 sarà l’anno giusto per le valute virtuali spesi e gestiti da telefono mobile. Di sicuro anche qua in Europa le valute virtuali e i sitemi di micropagamenti sono una delle cose piu calde presso i fondi di investimento, e le iniziative sono molte.

4. Cuadrados Cuatro? Latinos will define the next great U.S. mobile service
Non è una grande predictions, sono anni che tutte le telco e le aziende di cosidetti VAS sono sbarcate in america latina per spremere il limone.

5. Google’s biggest competitor won’t be Apple, it will be Google
Hall sostiene che nonostante tutto Android nel 2011 vincerà su Apple, perchè Android è distribuito da più produttori hardware e non è chiuso come iOS. Ma la frammentazione è a sua volta un potenziale pericolo anche per google, ed inoltre  google  fatica ormai a seguire tutti i filoni che sta aprendo. E aggiungo io, la politica delle acquisizioni non funziona più perche molte start-up non si fanno comprare (vedi Yelp, o Groupon), oppure se si fanno comprare parte dopo poco l’esedo degli exec verso altre aziende o nuove startup.

Alto impatto

13 dicembre 2010Advertising

Sfondo, striscia alta, 2 manchette, pop-up sopra il contenuto, pushbar, e Box 300×250. Tutto in una unica pagina. Forse potrà essere efficace con alcuni, ma a me come utente mi fa girare davvero le palle, davvero eccessivo.  Forse era meglio Belen ;)

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