16% il numero magico di Facebook

5 marzo 2012Facebook

Interessanti articoli sul SAI in merito al nuovo “formato” pubblicitario che Facebook ha presentato agli investitori pubblicitari a NY qualche giorno fa.

FB ha dichiarato che solo il 16% degli utenti iscritti ad una fanpage di una marca vedono un eventuale post della marca stessa. Attenzione: vedere vuol dire che compare nel proprio feed, non che lo vedi sul serio.

Quindi nell’84%  dei casi il messaggio proprio non può essere visto, negli altri casi viene mischiato al resto dei messaggi nel feed. Chiaro che anche un ctr dello 0,5% applicato solo sul 16% porta ad una interazione minimale, per cui anche 1 mln di fan servono davvero a poco.

Probabilmente molti resp mktg presi dall’euforia del momento, del dialogo con i consumatori, etc etc non si erano ancora accorti che l’impatto reale di una massa di fan molto ampia era comunque minimo.

Ecco che qua arriva la proposta di FB alle aziende:  trasformiamo il 16% in 100% e tutti i vostri FAN vedranno i vostri messaggi pubblicitari  (sino a che sono fan della marca).

Strumento pubblicitario suggestivo, che sicuramente farà ripartire la crescita delle revenues di Facebook che secondo SAI stanno decelerando e che non giustificano la valutazione stratosferica.

Certo che bisogna essere dei geni del mktg per convincere le marche a pagare per creare un database di propri clienti, senza lasciargli la proprietà dello stesso, e poi farsi pagare per OGNI volta in cui si vuole contattare questa base clienti.

Bravissimi! 😉

 

Seat+Libero+Virgilio

10 febbraio 2012gossip

La voce che gira è che l’Egiziano stia trattando sia con Telecom per comprarsi Virgilio e sia con SEAT che ormai in borsa non vale più niente. Fondendo tutto in una unica struttura verrebbe fuori una superazienda fortissima sulla raccolta nazionale e fortissima sulla locale. Sulla carta è una bella operazione, ma la fusione è un incubo che può durare anni e anni e non è detto che funzioni. Che ne pensate ?

OT: Citynews offre lavoro

10 febbraio 2012start-up

Cerchiamo giornalisti pubblicisti o webeditor su Roma CV a job@citynews.it

Quando NON è il caso di fare una Start-Up!

30 gennaio 2012start-up

MI arrivano un sacco di mail e richieste di persone che vogliono fare start-up. Purtoppo molti non sanno bene di cosa si tratta e sono affascinati dall’idea. Pensavo di fare un vademecum ma ho trovato questa splendida presentazione di Dave McClure’s che dice già tutto. Startuppari, leggete bene!

Why NOT Do A Startup
View more presentations from Dave McClure

Solo l’1% dei Fan interagisce con i Brand

30 gennaio 2012Social Media

Shhhhhhhhhhh! Non ditelo ai resp mktg dei principali Brand che pensano di poter fare a meno della pubblicità   perchè a gratis hanno fatto  1 mln di fan (e pensano di  avere 1 mln di clienti).  😉

 

Slightly more than 1% of fans of the biggest brands on Facebook are actually engaging with the brands, according to a study from the Ehrenberg-Bass Institute, an Australia-based marketing think tank that counts Procter & GambleCoca-Cola and other major advertisers as its supporters.

To get to these findings, the researchers used one of Facebook’s own metrics, People Talking About This, the awkwardly-named running count of likes, posts, comments, tags, shares and other ways a user of the social network can interact with branded pages. It was unveiled last fall as a way of giving advertisers a sharper look at at the level of activity on their pages.

http://adage.com/article/digital/study-1-facebook-fans-engage-brands/232351/

 

Brusco calo cpc di Google

23 gennaio 2012Google

Interessante grafico con andamento del volume (magazzino impression) e del prezzo a click del sistema adv  di Google.

Come si vede il prezzo registra un  aumento costante con una media del 5% a trimestre da due anni a questa parte, mentre il magazzino cresce più velocemente, intorno al 15%. Negli ultimi due Q il magazzino è cresciuto molto di più  (28%  e 34%) e questo ha portato ad un brusco abbassamento del prezzo con un -8%, forse complice anche la crisi.

 

Io come editore registro una media di 0,15 euro a click in leggero calo da inizio 2011, e quindi trovo conferme di questo grafico.

fonte (SAI)

Il segreto dell’algoritmo di google

23 gennaio 2012Google

sono………..gli umani!

Google assolda schiere di umani pagati 14 dollari all’ora per dare il punteggio di qualità al suo indice, e così corregge l’algoritmo, che evidentemente dopo 14 anni di sviluppo, ancora non funziona bene.

Gli umani sono però ricercati da aziende in subappalto, e devono passare severi test, e possono lavorare massimo 20 ore alla settimana….;)

da SAI

HuffPo in Italia

22 dicembre 2011repubblica

Si sa che l’Huffington Post arriverà nel 2012 in Italia. In Francia hanno scelto di allearsi con LeMonde con una partership societaria, e pare che la stessa cosa sarà fatta in Italia. Dovrebbe essere GruppoEspresso/Repubblica il partner.

Il senso della partnership credo sia sopratutto pubblicitario:  concessionarie indipendenti non ce ne sono più, vendersi da soli non è fattibile, quindi meglio allearsi.  Per il partner nazionale il senso è:  meglio averlo come amico e guadagnarci qualcosa rispetto che averlo come concorrente.

Commenti: in primis tutti danno per scontato che il successo negli USA di questo prodotto sia replicabile in tutti i paesi, mentre non è per nulla scontato. Non si tratta di piattaforme facilmente esportabili, ma di un  prodotto editoriale,  peraltro legato ad un direttore molto visibile e famoso tant’è che il gironale porta il suo nome.

A mio modestissimo avviso se pensiamo ad una alleanza  HuffPo e Repubblica venduto da Manzoni può essere un buon affare all’inizio (avere questa novità) ma poi può essere un gioco pericoloso. Se l’HuffPo va bene in termini di traffico può togliere audicence a repubblica, e inevitabilmente anche fette di crescita sull’adv. In generale la forza vendita potrebbe trovarsi con un prodotto che tira più di un’altro ed essere comunque defocalizzata.  Se va male sarà comunque un boomerang commerciale e di immagine, e comunque la concessionaria dovrà farci girare dei soldi (ci saranno degli obbiettivi) sempre a scapito di Repubblica.

Vero è che con questa strategia in tutti i casi riescono a “neutralizzare” un competitor che se sbarcasse da solo ed avesse successo potrebbe fare ancora più male. Insomma si gioca in difesa.

Di sicuro la strategia di avere piu mezzi e di lavorare a network è quella corretta per un grande gruppo che vuole investire in internet.

 

Il Cpc di Facebook è maggiore di quello Google

9 dicembre 2011Facebook

Il Cpc medio di Facebook ormai è decisamente superiore a quello di Google.  Cmq Non capisco come sia possibile che “internet” sia al primo posto mentre “Ecommerce”  e “Travel” in fondo…

tratto da Flowtown

Panda ipocrita?

1 dicembre 2011Google

Negli stessi mesi in cui  Panda falcidiava molto siti, alcuni anche buoni, libero è partito con 247, il suo aggregatore. Risultato: 17 mln di url indicizzate in Google…… http://www.google.it/search?q=site%3A247.libero.it&hl=it

Da zero a 1,650 milioni di utenti unici in una manciata di mesi.

 

Le pagine aggregate sono di qualità molto discutibile.  http://247.libero.it/dsearch/costituzione+italiana/ Qua, dove dovrebbero esserci notizie relative alla costituzione mi esce ad esempio la notizia che il il Circolo della Stampa ‘Pollino-Sibaritide’ conferma Cosimo Bruno come presidente. Nell’articolo di parla della “costituzione” del circolo della stampa e di Federazione della stampa  “italiana”.

Mi sfugge davvero come google possa permettere che 17 milioni di pagine come questa siano indicizzate e sopratutto come sia possibile che ci porta 1,6 milioni di persone.

Stai a vedere che Panda non è un algoritmo ma è solo un ingegnere che mette a mano  “0”  oppure un “1”  in un database?

Se quel grafico non cambia rapidamente credo che google non abbia più nessuna credibilità nel parlare di qualità della serp e nel dare indicazioni agli editori su come fare o non fare il loro mestiere.

Il Magico mondo delle aggregazioni

1 dicembre 2011Advertising

Avete fretta di crescere nelle classifiche con pochi investimenti?  La soluzione è semplice, ed ormai la usano un pò tutti.  Basta aggregare siti esterni sotto il proprio brand.
Il sistema funziona così: basta una barretta di qualche pixel in cima all’header  con il logo del “network” e basta una comunicazione a Nielsen, ed il gioco è fatto. Il sito messo “sotto” porta il suo traffico al sito sopra che così schizza nelle statistiche (audiweb compreso).
Non è quindi  necessario che ci sia una acquisizione della proprietà o una omogeneità di prodotto. Gli inventori di questo sistema sono quelli di Leonardo, sistema che poi è stato adottato da molti.

Questo sistema ha di positivo che permette a tanti siti piccoli di stare sotto a siti più importanti e beneficiare della raccolta pubblicitaria. Per gli editori il beneficio è quello di veder crescere i magazzini e gli utenti. Ma che dire degli investitori?
Quanti sono coscienti che comprando una pianificazione in un brand famoso in cima alle classifiche poi finiscono in tanti altri siti diversi per grafica, linea editoriale, qualità?
I CM che pianificano in questi brand che sono in realtà network, fanno un controllo per verificare che la roba “messa sotto” sia di qualità e coerente con il mezzo comprato?

Che succede se il cliente compra tramite CM un Brand famoso e conosciuto e poi per caso vede il suo banner in un qualche strano sitarello amatoriale pieno di adv verso i casinò o tette e culi? Potrei fare molti screenshot in merito….. (non li faccio perchè non è carino)

Qualche settimana fa mentre guardavo la posizione di Citynews nel principale sistema di rilevazione del traffico (perlomeno quello che usano i cm) mi sono imbattuto in un proliferare di queste aggregazioni anche da parte di editori tradizionali. Alcune hanno un senso editoriale e sono positive, altre a mio avviso sono un pò “approssimate”, lascio giudicare a voi quali sono buone e quali meno.

Vediamo alcuni casi, partendo proprio dalle news:

La Stampa.it
3,1 mln utenti unici mese  (quasi raddoppiata)
In realtà oltre il 35% del traffico è di medicitalia.it che è diventato il canale “salute” del quotidiano.

Quotidiano.net
4,2 mln utenti unici (wow!! prima era appena sul milione)

ma in realtà…

31% da hwupgrade
25% da prontoimprese
13% da it.dicios.com
2%  da motorionline
4%  da avmagazine

In poche parole, solo il 35% del totale sono effettivamente i quotidiani del gruppo (Nazione, resto carlino, giorno)

Spostandoci sul target Donna

Donna Moderna
1,8 mln utenti unici  (me lo ricordavo a 800k unici)
di cui il 45% in realtà è 3bmeteo.com….un sito di meteo….

Prendo un brand Banzai per non sembrare parziale

Pianetadonna
3,6 mln utenti unici  (quasi leader)
Composta da girlpower, pianetamamma, cookaround e mypersonaltrainer, oltre che da pianetadonna.it

Sui grandi portali possiamo vedere che anche LIBERO.it in realtà ha dentro di se vari siti cui, www.misya.info, forum.telefonino.net, punto-informatico.it, turistipercaso (ovvero tutto il network masteradv)

Anche Virgilio mette sotto il suo brand ogni cosa, per cercare di avanzare  nella sua battaglia contro libero per la leadership. Dentro il brand Virgilio quindi è presente telecomitalia.it, areaclienti187, email.it, vendiauto.com, buonissimo.org etc.  E’ normale direte voi telecom italia deve stare dentro virgilio.  Attenzione, non parliamo di property, allora sarebbe normale mettere tutto il mondo telecom. Qui parliamo del Brand Virgilio, che poi viene pianificato dai clienti e dai CM come portale.
E la classifica e la posizione del portale  in realtà  è quella che è perche dentro c’è anche il sito del costumer care 187

Di leonardo.it abbiamo detto, sono loro gli inventori. Il traffico diretto del portale non c’è… tutto il portale è interamente composto da una miriade di siti. I più importanti in temrini di traffico sono :
www.angolotesti.it
www.icitta.it
freeforumzone.leonardo.it
www.testimania.com
notizieincredibili.scuolazoo.com
iocazzeggio.scuolazoo.com
www.pianetacellulare.it
it.ewrite.us
www.rnbjunk.com
www.newnotizie.it
www.gingerandtomato.com
cronologia.leonardo.it
www.geekissimo.com
www.cellularmagazine.it
…..e tanti altri

Insomma, tutto sommato w le aggregazioni che fanno felici tutti…. per adesso.
La mia speranza è però che i CM comincino a selezionare le aggregazioni in base alla qualità e non solo in base al ranking nelle classifiche.
E l’altra speranza è che nel frattempo i clienti non si accorgano di dove finiscono certe pianificazioni.  :-)

Quanto vale un fan? Una bella presentazione

15 novembre 2011Facebook

Quanto vale un Fan?  Domanda difficile.  Una interessante presentazione qui su slideshare.

Estrapolo alcune slide.   Per sapere il valore va definito un ricavo e sottratto il costo. Il costo di un Fan è semplice :

 

Piu complesso è definire i ricavi, e nella presentazione se ne individuano 3. Visibilità, Branding, vendita diretta. Per la visibilità viene applicata la formula:

 

In realtà la formula è discutibile per varie ragioni. A parte che 5 cpm è troppo alto, ma poi la presenza in un feed di un utente non vuol dire avere l’effettiva visione. Però la formula è corretta.

Riguardo al branding è interessante questa slide dove si vede che la social ad exposure ha un alto impatto nell’intento di acquisto.

 

 

Per i ricavi diretti  ci sono esempi di brand che fanno offerte i propri fan. D’altra parte quel 40% è indicativo, è il primo motivo di iscrizione!!!

Si potrebbe stabilire quindi agevolmente (anche se dipende tremendamente da cosa CI FAI con i fan) il valore di una fan base.  Ma c’è un problema che chi fa SEO conosce bene. Facebook ha un algoritmo in continua evoluzione da cui dipende l’uscita o meno nei feed degli utenti. Anche perchè il totale delle FAN page a cui siamo abbonati è in continua crescita e quindi FB deve fare un filtro.

Quindi 1 mln di fan oggi potrebbero rendere x, ma tra un anno potrebbe essere la metà. Tanto per complicare le cose, 😉

 

 

Monrif dentro Hwupgrade

4 novembre 2011media

i nostri gossip erano veri!!! :)

Monrif Net, la societa’ del Gruppo Poligrafici Editoriale che si occupa dello sviluppo di progetti innovativi nel settore della multimedialita’ e delle nuove comunicazioni, ha acquistato una partecipazione nella societa’ Hardware Upgrade, titolare del sito www.HWupgrade.it e leader nel settore dell’ICT & Electronics, acquisendone una quota del 20%.”L’investimento, ha dichiarato il Presidente di Monrif Net Matteo Riffeser Monti, non ha avuto impatti finanziari significativi e costituisce un ulteriore passo per lo sviluppo del network riunito sotto il brand Quotidiano.net. Siamo estremamente contenti dipotere offrire ai nostri utenti gli autorevoli e prestigiosi contenuti proposti da HWupgrade.”L’Amministratore di HWupgrade Paolo Emilio Corsini dichiara che “l’accordo con Quotidiano.net rappresenta un passaggio strategico per il sito HWupgrade.it nell’ottica di un crescente futuro e di sviluppo di sinergie, forte del legame con un importante Editore nazionale”.

http://www.agi.it/repository/struttura-sito/subhp-borsa/flusso-italia/notizie/201111031512-fta-rt10171-monrif_net_acquisisce_quota_del_20_di_hardware_upgrade

Mary Meeker: internet trends 2011 (Awesome!)

24 ottobre 2011Mktg chart

Qui dentro c’è un pò tutto quello che serve, per questo è una presentazione AWESOME!

KPCB Internet Trends (2011)

Siri, occhio alla rivoluzione

17 ottobre 2011apple

Il nuovo assistant vocale della Apple è uscito da qualche giorno. Ho trovato una lunga serie di video esplicativi e di screenshot e trovo confermata la teoria di qualche post fa, ed ovvero che questo “coso” possa diventare rapidamente due cose: una vera rivoluzione ed un grosso problema per google.

Come al solito Apple non ha inventato nulla di nuovo: mi ricordo circa 11 anni fa giocavo in shell con una specie di intelligenza artificiale che poi altro non era che un database di domande e risposte che si incrementava nel tempo. Si chiamava “Alice”. Anche io ho finito per domandargli  “di che sesso sei?”

Siri alla fine è questo, ovviamente molto molto più sofisticato, ma sopratutto connesso alla rete ed ai motori di ricerca, quindi milioni di volte più potente.

Un esempio:

 

La domanda è che “chi vive in un ananas sotto il mare”. Siri non fa altro che collegarsi a Google analizzare i primi result e trova come occorrenza “SpongeBob”. A quel punto cerca “Spongebob” e trova tra i vari result la voce su wikipedia che spiega cosa è  Spongebob (per gli ignoranti è una simpaticissima spugna parlante). Impacchetta tutto e lo restituisce a voce. Stessa cosa per una ricetta, per una informazione, per una ricerca, per una mail, per tutto.

Ora la faccenda è che…oltre alla utilità  di questo assistant che per esempio fa tutto questo mentre tu magari lavori, corri, guidi……non sfuggirà ai piu attenti che questa è a tutti gli effetti una ricerca su internet…..senza passare da google.

E’ Siri che ti trova le cose, non è Google. E sono cazzi amari per Google, come si suol dire. Sparito il brand, la url, e la toolbar…..rimane solo un motore, ed un motore vale l’altro. E diventa irrilevante quale sia (più o meno).

Ma mi fermo qui con i commenti, prima voglio provarlo. Nel frattempo, se dopo Spongebob avete domande più terra-terra ecco alcuni esempi:

 


 

Come si può vedere è un assistente, preciso e sopratutto utile. Ma il piu bello è questo:

Eh, si quasi quasi li amo anche io.

 

(Shit that siri says)

Classifica concessionarie

11 ottobre 2011Advertising

Nei gossip molti sollecitavano una classifica delle concessionarie per fatturato. Se si parla solo di display per me il quadro è grosso modo questo:

Matrix (compreso IOpub)   50

Libero 45

MSN   45-50

Manzoni 35-40

RCS        30-35

Mediamond 17-18

Yahoo 18-19

Sole 17-18

Banzai 15-16

Tiscali 15

Hi-media 11-12

Leonardo 10-11

Tgadv  6-7

Tag-adv  5

 

Google nella parte display?

Facebook?

Conde Nast ?

Dada ?

AdvIt ?

PK ?

(….)

 

Poi c’è il performance tra cui spiccano  TradeDoubler e Zanox che come minimo superano i 10-20 mln.

 

Apple disintermedia Google (SAI)

30 settembre 2011Google

Interessantissimo articolo su SAI dove si racconta del nuovo assistant vocale dell’iphone IOS5 che permetterà di fare delle ricerche di qualsiasi tipo con la voce. Quindi si potrà ad esempio  fissare un appuntamento nel calendario dicendo “fissa appuntamento con Gigi venerdi ore 12 in piazza garibaldi”. Poi però ci sarà l’integrazione con le mappe e con il browser, e uno potrà domandare “come arrivo a piazza garibaldi?”. Sino ad arrivare a domandare  “ristoranti in zona garibaldi”.  Il sistema ricercherà magari su google fornendo i risultati a voce,.

L’articolo segnala come a regime questa modalità mette un “layer” tra l’utente e google, per cui sarà  “l’assistant” a trovare le cose e non piu google (anche se l’assistant userà google). L’utente avrà la percezione di trovare le cose con l’assistant senza sapere quale è il “motore” che sta sotto.

Questa è forse l’insidia peggiore che può arrivare a google…..

link: http://www.businessinsider.com/apple-google-mobile-search-2011-9

Tempo speso su facebook

29 settembre 2011Facebook

Senza parole… 😉

Che bello l’adv di Vanity Fair

27 settembre 2011Adv chart

Sono capitato per caso su VanityFair.it   ed ho trovato un nuovo modo di fare adv on line che mi sembra molto molto  interessante (forse è già in uso da tempo ma io me ne sono accorto solo ora).

In pratica navigando nelle varie pagine ci sono 3 formati che sono sempre coordinati, ovvero strip, skin e megabox in sidebar laterale (provare a navigare qui). Questa modalità talvolta viene usata nelle personalizzazioni delle homepage, ma qui l’applicazione  è molto diversa perchè il trittico dei formati è sempre coordinato e cambia di articolo in articolo. Addirittura ci sono articoli divisi anche in 15 parti ed ogni parte dell’articolo che si va a leggere ha un trittico di adv sempre diverso.

L’altro aspetto interessante è che la pagina appare bianca ed i tre formati adv appaiono dopo qualche secondo. L’effetto visuale di uno sfondo bianco che si compone con immagini di impatto è davvero forte e la campagna ha quindi una forza davvero rilevante. E si ricorda molto bene.

Non risulta fastidiosa perchè non copre mai il contenuto, ed il coordinamento dei tre formati evita i guazzabugli di colori che hanno tutti i siti con piu di 3-4 formati diversi per pagina. Certo le pagine non sono velocissime a caricare, ma mi sembra una grande idea, una idea finalmente nuova (dopo anni) e sopratutto uno strumento PERFETTO per delle campagne di branding impattanti ma che non infastidiscono l’utente.

Ecco uno screen di tre articoli che mi sono capitati quasi in sequenza.

Google e la comprensione delle immagini

26 settembre 2011Google

Mi sono imbattuto qui. Google ha rilasciato questa incredibile funzionalità che permette di caricare una immagine,  e lui ne restituisce il significato. Ai più non sfuggirà che questo è un’altro passo verso una super-intelligenza artificiale che tutto comprende. Questo cervello mondiale è alimentato da centinaia di milioni di piccoli uomini (ovvero noi)  che ogni giorno classificano, taggano, socializziano,  milioni di elementi divenendo dei piccoli neuroni di questo megacervello. Questi miliardi di informazioni cominciano ad essere messe insieme, e questo cervello comincia da solo a fare dei collegamenti.  Ho fatto varie prove ed alcune sono stupefacenti. Leggi tutto l’articolo

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