Mappa dei venture capital italiani che investono in Internet

30 agosto 2010start-up

Avevo promesso un feedback sul mio giro presso i VC, e con un pò di ritardo eccolo qua.

Ho iniziato il giro a fine Aprile, e l’ho terminato a fine Luglio: tanto ci è voluto per incontrare tutti almeno una volta.  Con questo post pubblico intanto una mappa dei VC italiani che investono in iniziative digitali: credo possa essere utile a molti lettori per orientarsi meglio. Il resto degli aggiornamenti e  un pò di consigli e cose che ho appreso in questa full immersion, li posterò prossimamente, quando ho più tempo.

Prima di avventurarsi nel mandare business plan a tutti, è bene capire quale VC si cerca. Come è noto infatti  i VC si specializzano a seconda dello stadio della iniziativa:  i business angels intevengono quando c’è solo l’idea, ed  in genere con investimenti  dai 20k ai 100k operando quasi sempre  personalmente. Chi fa il Seeding o “early stage” invece investe quando l’idea è già esistente e magari anche il prototipo, ed i soldi vengono utilizzati  sopratutto per mettere in piedi l’azienda e fare i primi test verso i consumatori o i clienti. Siamo in genere in un range  tra i 50k e i 500k. Successivamente entrano i gioco quelli più  grandi che fanno i round (solitamente da 1 a 3) e che vanno dai 500k ai 2 mln di euro (perlomeno questo è il range medio in Italia).

ANGELS

Ce ne sono moltissimi,  ma non posso citarli senza il loro consenso, dato che operano privatamente.  Tuttavia sono nate associazioni di Angels come IAG (vedi dopo).

SEED  EARLY STAGE

Dpixel

Coordinata da Gianluca Dettori  è molto nota e molto attiva. In genere investe dai 70 ai 350, sicuramente tra i piu focalizzati solo sul digitale e internet. Hanno investito tra gli altri in Seolab, ed hanno un team di analisti che masticano bene il web   (Info su Dpixel website)

Annapurna

Fondata recentemente da Massimiliano Magrini (ex country manager google) . Investe nel tipico range del Seeding ed early stage. Visto il background del team di Annapurna, grande conoscenza del settore e facilità nel presentare il progetto. Recentemente è stata annunciata una operazione su Paperlit ( Info su Annapurna Website)

IAG – Italian Angels for Growth

E’ una associazione di business angels (quasi un centinaio),  molto attiva e con numerose operazioni all’anno. Opera però non solo su internet e digitale ma anche nel biomedicale ed altri. Team molto preparato (beneficia del background dei vari soci che è quindi molto esteso),  ha un processo un pò particolare per il quale un team centrale vaglia i progetti e li presenta ad i soci (angels) in alcuni momenti dell’anno. Dopo un breve speech del founder della start-up decidono se e quando investire individualmente. Il processo dura minimo 4-5 mesi  ed il range delle operazioni va da 50 a 500k euro. (Iag website)

H-farm

Fondata da Donadon (ex E-tree) è un VC sui generis perchè svolge più il ruolo di incubatore offrendo spazio, ufficio, competenze (oltre ai soldi). Range di investimento tipico del Seeding. (site Hfarm)

Altri

Esistono altri soggetti che fanno seeding, recentemente ne sono nati molto attorno a banche, telco. Non li cito perchè non ne conosco il funzionamento, anche se (IMHO)  penso che molto spesso sembrano piu strumenti di marketing (per enti promotori) più che vere strutture che finanziano con capitale di rischio.

VC e fondi da Round pieno

Vertis

Fondo presente a Napoli con capitale misto privato e pubblico. Ha come mission l’investimento in digitale e biomedicale,  ed in generale prodotti e processi di innovazione. Investono solo in società che hanno lameno una sede operativa nel meridione (abruzzo compreso, lazio escluso) . Range 2 mln, team estremamente preparato. (Info website Vertis )

Quantica

Recentemente ha avuto alcuni problemi di gestione che sono stati risolti nella primavera. Quantica ha una grande dotazione di capitale (in parte pubblico) e tra l’altro ha un nuovo fondo  dedicato al meridione quasi interamente da investire. Il fondo del meridione ha le stesse regole esposte sopra, quello nazionale è già parzialmente impiegato. Il team ha tra gli altri  investito in Liquida, e quindi ha una buona conoscenza del mercato digitale.  Sono a Milano. (Info sito Quantica)

Innogest

Uno dei fondi piu grossi  in Italia con disponibilità vicine agli 80 mln. Il fondo ricerca aziende innoivative e in rapida crescita ma predilige le attività che nascono come internazionali o con espansione internazionale. Hanno investito tra gli altri in TheBlogTv e Mobango, realtà interamente digitali.  Sono a Torino. (Info Innogest)

360 capital partner

Fondo italo-francese, investe quasi esclusivamente in francia. In Italia ha portato a termine l’operazione Mutuionline con la quotazione (operazione nata molti anni fa). Sede a Parigi e Milano.  (Website)

Atlante

Il Gruppo IntesaSanpaolo ha il veicolo Venture Atlante che ha due fondi, e di questi uno è dedicato al meridione finanziato con parte di soldi pubblici, e soggiace alle stesse regole  di cui sopra. L’altro su tutto il territorio nazionale è  parzialmente impiegato. Gli investimenti sono perlopiù su biomedicale, innovazione di processo, ancora poco internet. Presenza Milano-Napoli. (Info Website)

Francesco Micheli Associati

In realtà è un soggetto a  metà strada tra un fondo ed un Family office. E’  il team che investe per Francesco Micheli (ebiscom, fastweb) ed il figlio Carlo  (Born4shop). Preparatissimi, da visitare assolutamente ma solo se c’è un piano molto solido. Preparati su internet hanno avuto esperienza con born4shop adesso fuso con Saldiprivati (banzai). Presenza a Milano.

Esteri

Sono entrato contatto con un paio di fondi esteri che non cito. Da considerare solo il progetto ed il piano ha un respiro europeo e se l’azienda è già avviata ad uno stadio rilevante.

Nota:  Questa non è una lista esaustiva ma solo una lista di quelli che ho incontrato personalmente negli ultimi 3 mesi. Se vuoi che sia aggiunto un link segnalamelo via mail  a  luca.lani <-a-t-> citynews.it

Ipad: dai dati niente cannibalizzazione con Mac. E Nexus in soffitta.

4 agosto 2010apple

Impressionanti (almeno per me) i dati della trimestrale di APPLE

  • 3,2 mln iPad venduti
  • 8,4 mln iPhone venduti
  • 3,5 mln di MAC venduti
  • 9,5 milioni iPod venduti

La cosa che colpisce è che iPad  e MAC (in particolare portatili) non si stanno cannibalizzando: APPLE registra ancora una crescita importante sul MAC. Quindi non solo non si cannibalizzano ma i vari prodotti si trainano a vicenda portando la APPLE  a crescere anche su prodotti non particolarmente nuovi (MAC e iPod)

Scomposizione e trend dei ricavi (iPad vale già più di iPod) :

Ed intanto Google ha interrotto la vendita del suo “NEXUS”  dopo sei mesi dal lancio:

Sorry, folks…

The Nexus One is no longer available for purchase directly from Google. For more information on how to purchase the Nexus One, check out our help center.

Mercato ADV Mobile: riflessioni ed esempi

27 luglio 2010Advertising

Tutte le indagini (ma sopratutto l’evidenza) confermano il fatto che il traffico web  da smartphone è in crescita pazzesca superando ogni aspettativa degli analisti. Addirittura è previsto che un quarto delle search verrà fatto entro qualche anno da mobile.

Ma i soldi per adesso sembrano farli sopratutto le telefoniche ed i produttori di hardware.

L’ADV in particolare è molto molto indietro, nonostante il traffico sia ormai elevatissimo. Anche nel search, che è il mercato più redditizio, a fronte di una stima del 20-25% di search fatte da mobile si stima un  mercato adv search USA solo 2-3 mld di dollari. La Display di fatto non esiste.

Le stime italiane sull’ADV mobile confermano da anni questa stasi, di un mercato che non è mai partito. Siamo di fronte ad un semplice ritardo degli Advertiser oppure c’è una ragione strutturale?

La domanda è importante perchè da parte degli editori siamo in una fase di delirio e di corsa per essere presenti in ogni device, per poi sbandierarlo ai clienti tramite  la propria  concessionaria.  Visti gli scarsi ritorni da adv sembra quasi un investimento di mkgt del tipo “ci sono tutti ci devo essere anche io”. Leggi tutto l’articolo

Come comprare la blogosfera

13 luglio 2010Social Media

Ecco una delle varie mail che mi sono arrivate di recente:

Sono Fabrizio, Biz Developer  e Community Manager presso PromoDigital, società partner del gruppo Wikio, il più grande aggregatore ed indicizzatore di Blog.
Prima di tutto volevo complimentarmi per il tuo blog : ) è davvero ben curato ed interessante. Ti spiego in breve di cosa ci occupiamo: il nostro scopo è mettere in relazione i bloggers con le aziende selezionando i blog che riteniamo più interessanti e realizzando innovative campagne di passaparola online su brand, prodotti o iniziative (sarai tu a scegliere le campagne a cui partecipare e verrai remunerato per ogni articolo che pubblicherai).
Visto che gestisci un blog e dato che in questi giorni stiamo partendo con campagne per Ob, Huggies , Adidas (sta per partire una grintosissima campagna per i tifosi milanisti ricca di sorprese), Colgate , Akuel, Nina Senicar costumi ,Be-total (spesso inviamo prodotti in prova)… mi piacerebbe invitarti a partecipare alle iniziative della nostra community!
http://promodigital.ebuzzing.com/membre/?inscrit=1&devenez=buzz&lang=it.
I blogger che come te parteciperanno alle campagne tramite la stesura di un semplice post  riceveranno un compenso (mediamente si parte da un minimo di 40Euro per ogni articolo pubblicato anche se ufficialmente nelle faq abbiamo indicato un prezzo minore per evitare che chiunque si iscriva alla nostra piattaforma).
In realtà non finisce qui…sarai tu,solo quando lo vorrai, accedendo alla nostra piattaforma, a selezionare la campagna più adatta allo stile del tuo blog …A volte si tratta di provare un prodotto/servizio e di commentarlo, altre volte di parlare di un’iniziativa di found raising, di un concorso o semplicemente di pubblicare un video.
Per qualsiasi tipo di informazione consulta questo link:
http://www.promodigital.it/it/commons/14/faq.html
Se invece desideri informazioni circa il codice etico a cui ci atteniamo saldamente nella gestione delle campagne:
http://www.wommi.it/codice-etico/
Spero davvero ti unisca a noi e dia il tuo contributo per avviare questa piccola rivoluzione dell’advertising  ;)
Se hai bisogno di supporto tecnico non esitare a contattarmi scrivendo a: network@promodigital.it.
Credo sia tutto per ora,
Ti auguro una serena giornata.

Questa cd. “rivoluzione dell’advertising”  determina una pratica che a mio avviso è scorretta a poco trasparente per svariati motivi.
Infatti un editore quando pubblica un publiredazionale deve specificare che il contenuto è un redazionale sponsorizzato, e questo a garanzia dell’utente che deve sapere se quel contenuto è realmente sviluppato dalla redazione è semplicemente “comprato” da un advertiser. Certo il confine è labile: pubblicare un video di uno spot o raccontare l’esistenza di una concorso non è come fare una marketta, ma sicuramente molti “advertiser” (chiamiamoli così) vorranno le markette.

In questo caso non c’è più nessun obbligo o controllo ed il lettore può credere che il post sia genuino (=vero) mentre è prezzolato (=falso).

E’ poi pratica molto scorretta nei confronti di google perché di fatto genera un gran numero di link  che sono indotti e pagati, andando ad alterare il page rank.  In generale è un Buzz quasi completamente indotto.

Un tempo si scriveva per passione, e chi leggeva sapeva che il contenuto del blog era autentico e senza secondi fini. Ma la rete ha perso la verginità da tempo, e di recente anche i blogger.

Ma sicuramente queste considerazioni oggi nel 2010 sono (come diceva totò)  solo …bazzeccole, quisquilie, pinzellacchere.  :)

Global Online Ad spend: un bel grafico da paidContent

13 luglio 2010Adv chart

Su segnalazione di LaViv posto questo interessante grafico tratto da PaidContent.

E’ interessante vedere come in UK  la quota search è davvero predominante rispetto agli altri paesi. La quota display in Italia pare essere una delle maggiori (a fronte però di un mercato piu piccolo).

Esempio di piano Media

6 luglio 2010Advertising

Spero di fare cosa gradita ad alcuni lettori del blog pubblicando un Piano Media (vero!). E’ uno dei vari piani che ho interecettato negli anni, questo risale ad un paio di anni fa: si tratta di un grosso brand che lanciava un prodotto a target giovane, e la campagna durava circa 2 mesi. Si tratta di un bel budget, quasi 300.000 euro.

Ovviamente ho tolto tutti i riferimenti al brand ed al cliente ed al CM, credo però sia interessante vedere come un budget di quella portata viene ripartito tra i vari operatori e le dinamiche di prezzo. Interessante vedere anche chi pratica le politiche di omaggio e chi no, ed il prezzo medio.

Scarica il Piano Media

Ps. se qualche lettore anonimamente volesse mandare qualche documento o informazione, per condividerlo… ne saremmo lieti! Sennò sono sempre e solo io…. :)

Un pò di click

1 luglio 2010Advertising

L’amico Massimo su “Dotcoma” scrive :

Oggi su una email normale su GMail, tema Milano e politica, ho trovato ben tre pubblicità di concorsi del cazzo, di Muller, Bosch e Shell. Eccoli, gli inserzionisti mass market che i banner sognano da 10+ anni e che non sono mai riusciti ad avere e che non avranno mai.

Bhe ovviamente ha ragione da vendere. Ma che dire però della efficacia e del “senso”  di questa presenza web di questi marchi ? Come si vede anche dalla sua reazione è una pubblicità abbastanza insensata visto che è totalmente fuori contesto, in mezzo a delle mail personali, con una efficacia davvero dubbia.

Ma sappiamo tutti cosa c’è dietro: non c’è nessuna logica di marketing,  nessun obbiettivo di redemption, nessuna vera strategia. Quelle marche investono due spicci sul web ed al responsabile digitale basta avere un pò di gente sul sito, e quindi il modo migliore e piu immediato  è comprare un pò di “click qua e là” a 0,03 euro. Google che ormai ha i suoi adsense in tutto il web, ha un magazzino quasi infinito, e quindi  permette di comprare a questi prezzi. Ed ovviamente riempie la sua webmail di annunci senza neanche preoccuparsi di contestualizzare, tanto ormai si è capito che ai clienti non interessa, perchè nessuno controlla (o può controllare) le redemption….

Le marche sono contente perche i loro 3 spicci danno qualche risultato tangibile  e Google è contenta perchè fa i soldi a palate.  Forse Massimo non è molto contento (ed io pure),  ma siamo solo due. :)

Aiuto! Siamo in troppi.

22 giugno 2010media

Stamattina  lancio del sito IlfattoQuotidiano (Travaglio & Gomez).

Ecco come appariva dopo poche ore. Sicuramente il Fatto fa molto traffico (secondo me anche 100-200k visite day), ma il problema a monte è che il sito è fatto con WordPress. Non è pensabile fare un quotidiano da 200k visite day con software pensato per gestire un blog. Va bene che è gratis e va bene che “fa figo”, ma  insomma, ha i suoi limiti.

Quelli del Fatto, hanno avuto pure il tempo di fare una bellissima jpg con tanto di ombrina per rendere carina la pagina di errore. Forse andrebbe messa la stessa cura nella scelta del CMS e nella scelta del team sistemistico. Anche perchè la pagina di errore restituisce un 200, quindi Google la indicizza pure.

Aiutooooo! Siamo troppi.

No, vi serve solo un pò di strategia! ;)

Niente piu search

22 giugno 2010Google

Carlo Poss, presidente Fcp-Assointernet, segnala che “questo mese non è stato possibile accertare il dato relativo alla “Search” a causa di una mancanza di informazioni da parte di Google che non è disponibile a fornire i suoi dati. Nel passato si è cercato di ovviare a questo limite effettuando una stima dei valori della ‘search’ di Google. Poiché questo metodo ci è stato segnalato essere impreciso e poiché lo Statuto FCP-Assointernet prevede che i dati dell’Osservatorio Fcp-Assointernet siano relativi alle dichiarazioni puntuali degli Associati dichiaranti per offrire un valido termine di paragone a ciascun Associato, si è deciso di sospendere la pubblicazione del dato di tipologia ‘search’ in attesa di trovare una modalità che consenta di accertare il fatturato totale anche di questa tipologia senza incorrere in valutazioni errate o arbitrari“.

-> Pare che google sino a pochi mesi fa cooperasse informalmente validando i numeri del mercato. Da inizio anno pare che abbiano smesso ed infatti i numeri si sono fatti “ballerini”. Di certo se Google smette di comunicare i numeri, vuol dire che non sono più esaltanti.

Il Sole24ore passa al pay?

16 giugno 2010media

Via Pandemia

Il sole24ore  dopo la visualizzazione di 20 articoli fa apparire la schermata:

In realtà non è un vero passaggio al PAY perchè l’iscrizione base rimane gratuita. Probabilmente l’idea è di creare una base utenti profilata ed iscritta su cui poi fare azione per trasferirla sulla parte premium.

Effetti della scelta:   + iscritti,  ma  – pagine viste

Spero che si siano fatti i conti per bene, perche quello che guadagni da una parte (abbonamenti) lo perdi dall’altra (pagine viste) e non è scontato che la differenza abbia un risultato positivo.

Secondo me rimane  un giusto tentativo, da parte del Sole, perche è un prodotto editoriale che fa parte di quella cerchia di mezzi di informazione (direi molto ristretta)  di qualità che “ha senso” pagare o leggere mediante iscrizione. Non credo sia la stessa cosa per Repubblica o Corriere.

Ovviamente se vuoi leggere per sempre il Sole24ore basta cancellare i cookie, ormai anche mia figlia di 6 anni lo sa fare. ;)

Arbitraggio: come fare milioni di euro usando google

14 giugno 2010Advertising

In un post di qualche settimana fa si era parlato di Arbitraggio. Ho pensato fosse utile spiegare a chi non conosce questa pratica il funzionamento ed i risultati, anche perchè si parla di decine e decine di milioni di euro che vanno nel bilancio di google e degli operatori che lo praticano.    Per spiegare bene il meccanismo  ho chiesto una mano a Claudio Zamboni,  Ex industry leader Entertainment & Telco Google It,  ed attuale CEO di Digital ReveNew. In fondo alla breve intervista ho caricato alcuni screenshot con un esempio.

LL:  Ciao Claudio. Ci spieghi cosa è l’arbitraggio?

Come in finanza o nella economia “fisica” il concetto di arbitraggio individua una pratica di marginazione attraverso l’acquisto e la rivendita di prodotti o servizi per i quali esiste una differenza di prezzo nelle due fasi, in ambito digitale si intende un modello di business applicato da molte aziende, che hanno generato enormi profitti in pochi anni, attraverso lo sviluppo di un markup tra l’acquisto di un click sui motori di ricerca e la sua rivendita ad altri inserzionisti. Nella fattispecie, il processo si articola in questo modo.

Un’azienda (l’arbitraggista) acquista traffico dai motori di ricerca sotto forma di click (cioè di persone che cliccano sulle inserzioni pubblicitarie che sui motori prendono la forma di link sponsorizzati) e veicola questo traffico su pagine di atterraggio, tecnicamente chiamate landing page, sulle quali sono presenti contenuti editoriali ed altre pubblicità, per lo più sotto forma di altri link testuali sponsorizzati.
I link sponsorizzati sono presenti su queste pagine grazie a modalità di affiliazione con gli stessi motori di ricerca, che distribuiscono i text ads anche su network di siti esterni (ad esempio Google Adsense).
Nel momento in cui il costo unitario di acquisto dei clic è minore del costo di vendita della pubblicità sulle landing pages, allora si sviluppa margine positivo.
Il fenomeno dell’arbitraggio esplode questo meccanismo. Leggi tutto l’articolo

Repubblica a pagamento con H3g, fine della neutralità della rete!

8 giugno 2010media

Oggi ero in treno per Vicenza, e mi sono collegato con il mio iphone a Repubblica.it. Ecco la schermata che mi è apparsa:

Ho provato e riprovato ma non c’è verso. H3g alla richiesta del sito www.repubblica.it  mi ridirige ad un suo sito dove mi avverte che se navigo su www.repubblica.it pagherò  0,09 euro a pagina vista!!! Cosi se con la chiavetta di 3 dal mio portatile mi collego vedo repubblica.it senza problemi, se con lo stesso operatore mi collego via browser dall0 smartphone mi rimandano nelle loro pagine con le tariffe assurde.

La cosa è a mio avviso  molto grave:

- Io compro uno smartphone e pago una flat al mio ISP per navigare con il browser sui siti internet a mio piacimento. Se tu ISP mi impedisci  di navigare su alcuni siti stai violando il principio della neutralità della rete e non sei piu neanche un ISP. Io ti mollo appena posso. Leggi tutto l’articolo

50 anni di mercato adv USA [Chart]

4 giugno 2010Mktg chart

Huffington Post all’utile, Apple supera Microsoft, Google May Day e local-war

31 maggio 2010media

Alcuni link della settimana :

Huffington Post arriva all’utile a fine 2010.  Esiste dal 2005, ci sono quindi voluti quasi 6 anni per arrivare al pareggio. Sarebbe stata possibile una cosa del genere in Italia? Con il mercato dei capitali che ci troviamo non credo proprio. Intanto a marzo arriva a 13 milioni di utenti unici fonte Nielsen, e assume  9 nuovi venditori (un pò tardino direi)

Apple ha passato Microsoft nella capitalizzazione di borsa. Forse siamo ancora in tempo a comprare azioni Apple, noi scettici.

Google conferma un importante cambio al suo algoritmo che colpisce i siti  che hanno molto traffico da Long Tail. Tanta gente piange in USA, ma in Italia è già arrivata? Non ho sentito di grosse variazioni.

Scoppia la Guerra della Local in Usa. AOL investe 50 milioni in Patch.com, e Yahoo prepara una grande entrata nel settore.  Questa local inizia a interessare a molti….

Tutte le segnalazioni interessanti

Goadv acquista blogosfere e…. si delista dalla borsa!

26 maggio 2010media

Una notizia vecchia ed una freschissima.

La vecchia è quella della vendita di blogosfere a Goadv (febbraio). Sul deal non c’è certezza di valore ma pare essere di qualche milione di euro, probabilmente tra i 2-3. La valutazione è quindi la stessa della entrata del sole24ore nel 2007.

A naso provo ad indovinare i dati: circa 150k utenti day, che sviluppano 10mln di pagine viste mese. Non vedo della gran pubblicità sopra, non voglio dare la mia stima ma ciascuno può farsi i conti. Pagati gli editor rimane un certo margine ma evidentemente non così grosso per interessare sole24ore che non avrà esercitato l’opzione. Ed è arrivato Ascani a comprare. Valutazione probabilmente alta tra i 10-25 volte il margine, ma tutto sommato sensata per un soggetto liquido come Goadv (11 mln da bond raccolti) se si pensa che il network sviluppa circa 1,5 mln utenti unici nielsen.

Quindi ottima operazione di Ascani che si è portato a casa un bell’asset che può essere valorizzato molto.

La nuova notizia è sorprendente:  i soci di GoAdv, ovvero il fondo “Truffle” (eh si, si chiama davvero così), Ascani e gli altri  offono 8 euro (premio superiore 20% su prezzo di borsa) per comprare le azioni e DELISTARE (togliere dalla borsa) l’azienda.

Motivo? Il mercato francese non è interessato a Goadv, e non c’è sufficiente interesse per le start-up internet in generale,  quindi non ha senso continuare con la borsa.

Una interpretazione potrebbe essere che la società va molto bene, e gli investitori non lo capiscono, e quindi meglio mettere mano al portafoglio e comprarsi tutto. E’ un affare: 40 mln di fatturato sono in effetti un bel numero, e in borsa l’azienda capitalizza 50 mln.

Però non si riesce a capire il margine: il comunicato sui risultati del 2009 è quanto mai curioso per una azienda quotata.  Non so come sia possibile: solo dati di fatturato e nessun dato su utili  e margini. Ho girato in lungo ed in largo il sito e non vi è traccia del dato e siamo ormai a giugno. L’ultimo dato sui margini è di un anno fa ed erano in negativo.  La seconda interpretazione dell’accaduto -quella maliziosa-  è abbastanza ovvia.

Nota: dopo il post lL’ufficio stampa di GoAdv mi ha girato il comunicato con i dati di bilancio  ed i dati sono

  • 2009 revenues of €42.2M
  • EBIT of €2.1M
  • Net Income of €1.3m  )

Nel comunicato si parla di di un ingente flusso di cassa che unita alla raccolta dei bond da una liquidità di 28 milioni (sti cazz) pronta per essere investita. Nei numeri manca l’ebitda ma forse sono io che sono un pò rinco.

Iab forum Roma

26 maggio 2010Advertising

Sullo Iab forum mi associo al commento critico di Mauro Lupi. L’affermazione di Romani sul “digitale terrestre” che sarebbe propedeutico per internet da sola basta a fare cascare le braccia. D’altra parte ogni tentativo di confronto tra la  “riserva indiana” con questo mondo politico non può che finire male. Divertente anche il confronto con alcuni big spender (es P&G) che non sanno neanche spiegare perche non investono in rete. Insomma un pò lo stesso film che vediamo da dieci anni.

Lo scenario romano era davvero bello… c’era un sole stupendo!

Edizioni Master compra Newstreet

24 maggio 2010media

Sul sito di motori Newstreet.it c’è la barra del network di Edizioni master. Una fonte che conosce la materia mi conferma che il sito è stato acquisito di recente. Stranamente la cosa non è stata comunicata e nella sezione press di Master non c’è traccia di Newstreet. La fonte mi ha detto che l’accordo è fatto ma “ci sono particolari da chiudere”.

In tutti i casi ancora complimenti a Master che fa acquisizioni in questi tempi bui e tristi. Un anonimo commento qua segnalava però cassa integrazione su molte società del gruppo.  Sarà vero?

Redemption delle fan page (metriche di Facebook)

24 maggio 2010Facebook

Le metriche di Fb sono un mondo del tutto nuovo, dopo anni e anni di abitudine alle  normali metriche da serach engine, traffico diretto, dem, etc.

Una dato che mi interessa è quello della redemption della Fan Page, e quindi della page come strumento per portare traffico ad un sito esterno.  Ho chiesto un pò in giro ma ancora non c’è molta esperienza e nessuno mi ha girato dati solidi. Allora ho provato a fare dei calcoli da solo:  ho preso un pò  di fan page ed ho preso i dati dei referral da Facebook per capire quanto traffico portassero.

Parliamo di 5 fan page diverse su argomenti diversi ma tutte di siti di un certo rilievo. La somma totale dei fan è circa 20.000, e grosso modo vengono inviati 2,5 post al giorno ai fan sui rispettivi argomenti.

I dati sono sorprendentemente simili nonostante i siti siano molto diversi per natura e tema trattato. Ecco il calcolo finale :  20.000 FAN  con   2,5 POST DAY generano 800  click di media sui siti esterni. Proviamo a capire la redemption:

20.000  x 2,5 POST DAY = 50.000 VISUALIZZAZIONI DAY

a questo va sommato un  TASSO DI “RESHARE”  che può variare drammaticamente in base al tema ma che di media è sotto l’1%.

Io considero 0,1%, quindi   50 persone x 300 AMICI = altre 15.000 visualizzazioni

+ tasso reshare su questi ultimi altri  4.500, non consideriamo i seguenti perchè c’è decadimento.

Parliamo quindi di  circa 70.000 Visulizzazioni Day di post che generano 800/1000 click esterni

Abbiamo quindi un  TASSO DI CLICK  sul post in uscita da FB pari al 1% (800/70.000X100)

E’ tanto o poco ?

In termini assoluti non è molto diverso dalle DEM: tasso di apertura sotto il 50%, tasso di click sotto il 5%, quindi sul totale degli invii siamo sotto il 2%.

Leggi tutto l’articolo

Gossip mercato su twitter

20 maggio 2010gossip

Per gli amanti di Twitter ho creato un account che ingloba i commenti dei Gossip di mercato,  cosi si possono seguire anche da lì.  Per scriverli però si scrivono sempre di qua! ;)    link Gossip mercato su twitter !

Per i tradizionalisti esiste anche un feed RSS  a questo indirizzo.

Buon gossip!

Quanto guadagna Facebook in Italia (e quanto perde google)

17 maggio 2010Adv chart, Facebook

In molti osservavano che negli ultimi mesi in Italia si iniziano  a vedere molte marche italiane che investono  su FB.  Alcuni sostengono che tali budget sono stornati dal search (vega) ed è per questo che il search comincia ad avere  piccola flessione. Ma quanto guadagna Fb in italia? Proviamo a fare due conti :

7-10 mld di impression

x 3 posizioni pubblicitarie (a lato) =

21-30 mld di impression

x 0,05 di CTR medio =

10-15 mln di click

x 0,05 euro a click =

500k-800k mese

Ovvero  6-10 mln di euro anno

C’è qualcosa di errato nei miei conti? A questo si aggiungono pubblicità vendute direttamente dalla rete commerciale che qualcosa fa. Diciamo quindi che siamo sui 10-15 mln.

Se consideriamo che le marche sono  arrivate tutte negli ultimi 6-10 mesi  e che buona parte è stornata dal budget search si capisce come mai da 6 mesi il search in italia abbia smesso di crescere, con un principio di  “crollo” negli ultimi mesi. Oppure è solo una coincidenza.

(andamento search mktg netti, dati iab nielsen nmr)

2009Gen.25.0414,78
2009Feb.24.51412,62
2009Mar.26.9514,01
2009Apr.27.76921,44
2009Mag.29.18625,87
2009Giu.27.47128,77
2009Lug.27.04112,22
2009Ago.22.364-0,57
2009Set.28.7154,58
2009Ott.26.0139,68
2009Nov.26.2287,11
2009Dic.26.53810,70
2010Gen.25.4221,52
2010Feb.22.533-8,08
2010Mar.23.032-14,54

NOTA (20 maggio)

In realtà a marzo 2010 le impression di FB sono state 14 mld quindi i conti sopra sono sottostimati. L’utente medio ormai consuma 800 pagine al mese, in rapida crescita dalle 400 di 6-10 mesi fa.

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