Articoli categoria acquisizioni

Goadv acquista blogosfere e…. si delista dalla borsa!

26 maggio 2010media

Una notizia vecchia ed una freschissima.

La vecchia è quella della vendita di blogosfere a Goadv (febbraio). Sul deal non c’è certezza di valore ma pare essere di qualche milione di euro, probabilmente tra i 2-3. La valutazione è quindi la stessa della entrata del sole24ore nel 2007.

A naso provo ad indovinare i dati: circa 150k utenti day, che sviluppano 10mln di pagine viste mese. Non vedo della gran pubblicità sopra, non voglio dare la mia stima ma ciascuno può farsi i conti. Pagati gli editor rimane un certo margine ma evidentemente non così grosso per interessare sole24ore che non avrà esercitato l’opzione. Ed è arrivato Ascani a comprare. Valutazione probabilmente alta tra i 10-25 volte il margine, ma tutto sommato sensata per un soggetto liquido come Goadv (11 mln da bond raccolti) se si pensa che il network sviluppa circa 1,5 mln utenti unici nielsen.

Quindi ottima operazione di Ascani che si è portato a casa un bell’asset che può essere valorizzato molto.

La nuova notizia è sorprendente:  i soci di GoAdv, ovvero il fondo “Truffle” (eh si, si chiama davvero così), Ascani e gli altri  offono 8 euro (premio superiore 20% su prezzo di borsa) per comprare le azioni e DELISTARE (togliere dalla borsa) l’azienda.

Motivo? Il mercato francese non è interessato a Goadv, e non c’è sufficiente interesse per le start-up internet in generale,  quindi non ha senso continuare con la borsa.

Una interpretazione potrebbe essere che la società va molto bene, e gli investitori non lo capiscono, e quindi meglio mettere mano al portafoglio e comprarsi tutto. E’ un affare: 40 mln di fatturato sono in effetti un bel numero, e in borsa l’azienda capitalizza 50 mln.

Però non si riesce a capire il margine: il comunicato sui risultati del 2009 è quanto mai curioso per una azienda quotata.  Non so come sia possibile: solo dati di fatturato e nessun dato su utili  e margini. Ho girato in lungo ed in largo il sito e non vi è traccia del dato e siamo ormai a giugno. L’ultimo dato sui margini è di un anno fa ed erano in negativo.  La seconda interpretazione dell’accaduto -quella maliziosa-  è abbastanza ovvia.

Nota: dopo il post lL’ufficio stampa di GoAdv mi ha girato il comunicato con i dati di bilancio  ed i dati sono

  • 2009 revenues of €42.2M
  • EBIT of €2.1M
  • Net Income of €1.3m  )

Nel comunicato si parla di di un ingente flusso di cassa che unita alla raccolta dei bond da una liquidità di 28 milioni (sti cazz) pronta per essere investita. Nei numeri manca l’ebitda ma forse sono io che sono un pò rinco.

Le tante piccole aquisizioni di Google.

2 febbraio 2010blogging, Google

Un importante VC  statunitense ha confessato al Business Insider (chiedendo anonimato) che  in questo momento  Google sta trattando in contemporanea per l’acquisto di TRE dei suoi investimenti. Se un solo VC dice questo c’è da giurare che in questo momento google ha almeno 10-15 trattative aperte.

Questo fa capire quanta brama ci sia da parte di Google   di “spazzolare” dal mercato tutte le buone idee, evitando che diventino troppo grosse,  e quindi non più comprabili come è successo con Fb, twitter, Yelp.  Non credo quindi ci sia  un   dilemma “make or buy” che in questo momento è piu sul buy. Credo sia una vasta operazione volta a sopratutto a togliere di mezzo potenziali  concorrenti del futuro.

Questo lo si capisce dalla fine che spesso fanno queste acquisizioni: un articolo del BI riportava pochi giorni fa pareri di vari clienti (e successivamente di dipendenti) di Doubleclick che dicevano che Google sta distruggendo l’azienda. L’acquisizione ormai è datata e oggi pare evidente che è forse servita sopratutto a togliere la preda ad altri predatori.

Il size su cui si muove Google è adesso piu piccolo: questo forse  è dovuto ai limiti dell’antitrust americano, e sopratutto alla fuga di cervelli di cui ormai è vittima Google. Per citare l’esempio Feedburner: il fondatore e ceo dopo l’aquisizione da parte di G. è rimasto un pò e poi se ne è andato in twitter, non trovando in G. un adeguato spazio alle sue ambizioni. Molti altri talenti preferiscono mollare google per avventurarsi in startup.

Con tante piccole acquisizioni quindi google riesce a portarsi in casa menti nuove (ed interi team) e a legarle a se per dei periodi di tempo. Tutto questo comportamento denota però una mentalità sempre più da monopolista, che non sempre è una mentalità vincente.

Come valutare un sito o una azienda web

4 dicembre 2009Advertising

Prima del post, c’è un aneddoto divertente che vorrei raccontare. Quasi due anni fa eravamo (io e Paolo Ainio) presso la prestigiosa sede di un advisor che aveva il mandato per  la vendita di una azienda-sito. La sede era un piano intero di  un palazzo del ’500 con stucchi, decorazioni, arazzi e specchi. La nostra controparte erano due signori in giacca e cravatta che dopo i convenevoli ci fecero la presentazione dell’azienda. Arrivati al clou della presentazione arriva la proposta di prezzo, e viene fatta con un multiplo decisamente alto. A quel punto cerchiamo di spiegare che il multiplo proposto è elevato per il settore media-internet e, argomentando la cosa da esperti del settore, facciamo la controproposta. Allora il signore davanti a noi, dice che le sue argomentazioni non sono sue ma sono tratte da “Autorevoli personaggi del settore internet italiano, ed in particolare da un Blog specializzato in questi temi”. A quel punto noi stupiti chiediamo “Quale blog??”

La controparte, tira fuori dalla sua borsa di pelle un  foglio con la stampa del mio post “Acquisizioni dot com italiane“. Allora nell’imbarazzo generale gli faccio notare che la faccia che sta nel foglio è stranamente uguale alla mia…..e poi gli spiego che le cose scritte nel post vanno lette bene ed interpretate….

Come finì poi la storia? Le trattative, dopo qualche settimana che erano proseguite fino quasi all’accordo, si interruppero improvvisamente e senza motivo.  Dopo un pò di mesi uscì la notizia che un compratore aveva comprato il 100% del sito, e scoprimmo che lo aveva pagato più del triplo della nostra proposta. Il compratore aveva liquidi ed aveva molto bisogno di quel sito e lo pagò molto di piu del valore reale. (Anche se ad oggi i risultati probabilmente danno ragione a noi) Leggi tutto l’articolo

Itedi compra Nexta

23 gennaio 2009Advertising

La notizia è della settimana scorsa, ma la riporto lo stesso perche in questo blog si parla molto di acquisizioni.

Itedi (Holding del gruppo Fiat) ha comprato NEXTA MEDIA che è editore di alcuni siti (i più noti film.it, stile.it) e service di contenuti per terzi. L’operazione è per alcune fonti e pari a 1,2 mln di euro, mentre per altre è di 2 mln di euro.

Itedi oggi è presente sul web essenzialmente con il sito lastampa.it che ha una discreta audience, ed altri siti locali. La concessionaria Publikompass è uscita di fatto dal settore internet negli anni 2003-2004 ed oggi (per il web) vende solo lastampa.

Piero Muscarà che è il fondatore di Nexta ha dichiarato che rimarrà in azienda garantendo continuità. L’iniziativa di Itedi pare “non sia  stata apprezzata dalle redazioni della testata piemontese, che avevano chiesto di recente al direttore Giulio Anselmi un consolidamento delle risorse giornalistiche interne”.

Conosco a grandi linee i numeri di Nexta  e la valutazione a mio avviso è buona, considerato il momento economico. Non mi è chiara la strategia di Itedi……ma per lo meno provano a fare qualcosa  :)

Le acquisizioni lampo di Edizioni Master

13 novembre 2008Advertising

All’inizio del 2008 si era parlato della possibilità/necessità per gli editori tradizionali di investire in rete. Ed in molti avevamo preventivato una possibile serie di acquisizioni. Per la verità si è mosso molto poco da parte dei grandi. Alcuni rumors in primavera e poi complice la crisi finanziria nulla più.

Ma un editore “medio” ha fatto davvero manbassa nell’arco di sei mesi con una operazione che non possiamo  che applaudire, e che è un esempio su come un editore tradizionale si deve muove se vuole entrare in rete. Parliamo di Edizioni Master, quelli delle riviste tecnologiche, fortissimi in edicola e con i collaterali. Tutto inizia a marzo quando annunciano che vogliono entrare in internet.

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Rumors

6 maggio 2008Advertising

Stanno circolando alcuni rumors.
Due grandi portali italiani (non i primi due) pare che da alcuni mesi stiano facendo il giro delle sette chiese (ovvero dei grandi editori) per vendere. Non parlo ovviamente di Tiscali, la cui vendita è cosa pubblica.
Il momento di mercato non è il massimo, ma rimane propizio. Molti editori non hanno una grossa presenza web, e mentre l’ADV cartaceo è in crisi, il modo migliore di investire rimane oggi internet.
Quindi quelli che bussano alla loro porta trovano tappeti rossi, quando non sono gli stessi editori a bussare agli internettiani.
Fino ad oggi però non si è concluso nulla. Lo schema è sempre lo stesso: chi si presenta talvolta
rappresenta una realtà molto più rosea di quello che è, chiedendo quindi cifre molto importanti.
Questo alletta molto il compratore. Quando però si vedono i conti, le cose sono un un pò diverse, ad allora l’affare sfuma.

Ma non è escluso che alla fine nei prossimi mesi qualcosa si chiuda.

Acquisizioni dotcom italiane

16 gennaio 2008Advertising, Company

Sentiamo ogni giorno notizie di acquisizioni negli States. Ma quale è la situazione in italia ?
Con questo post vorrei fare il punto delle situazione elencando le acquisizioni di società italiane negli ultimi due anni
Lo specchietto riepilogativo è ovviamente parziale perchè molti dati sono sconosciuti, e molti dati sono approssimati. Chiunque abbia cose da aggiungere me lo segnali che le aggiungo. Grazie!

Sintesi operazioni
Periodo PredaPredatoreValutaz 100%Fatturato predaEBITDA predaMultiplU.unici niels.Quota transata
Gennaio 2006Studenti.itAinio2,4 mln2 mln290k8 volte ebitda1,2 mln70%
Giugno 2006SemsFullsix896kndnd8 volte ebitdand70%
Luglio 2006BowDmail Group2,1 mlnndnd7 volte ebitdand51% con opzione per 100%
Ottobre 2006SplinderDada5 mln100k050 volte fatturato1,2mln100%
Dicembre 2006Casa.itMurdoch9 mlnndndnd700k90%
Autunno 2006Oroscopi.comConde nastndndndnd400k100%
Febbraio 2007BlogoDada2,4 mln400k5045 volte ebitda1,8 mln30%
Marzo 2007Automobili.comRCS2 mlnndndnd1 mln100%
Marzo 2007ADvanceNetBooster1,8 mln + ern outndnd7 volte ebitda1 mln100%
Giugno 2007BlogosfereSole242,4 mln50k050 volte fatturato1 mln30%
Ottobre 2007MymoviesIBS2 mln400k100k20 volte ebitda1,5 mln60%
Ottobre 2007ExciteGoADV (Ascani)2,725 mlnndnd9 volte ebitda1,2 mln100%
Dicembre 2007SoldionlineAinio ndndndnd300k60%
Dicembre 2007castlerock.itMultiplayerndndndnd250k100%

Grazie a Paolo per le segnalazioni

Cosa ci dice questo specchietto? Ci sono alcuni acquisizione sensate fatte a valori interesanti ma sempre rispondenti alla realtà. Ci sono state poi alcune acquisizioni con valutazioni da bolla.
Ad esempio, se si guardano solo i valori economici si vede come le acquisizioni di Splider e Blogo siano decisamente esagerate. Parliamo di multipli superiori a google. Ma se si guarda l’operazione di DADA nel suo insieme, considerando quindi il traffico che producono i due siti e considerando sopratutto la grande liquidità disponibile (proveniente dal ricco business delle suonerie) l’operazione risulta meno assurda.
E’ evidente come le operazioni a multipli da silicon valley sono state fatte da grandi editori e da società quotate, e sono eventi abbastanza isolati (in effetti solo 2-3 in due anni). La motivazione sta nel fatto che devono entrare nel settore perche sono indietro, oppure perche (in quanto quotate) devono “raccontare” qualcosa al mercato. E quindi il valore da bilancio è molto relativo.

Che succederà nel 2008?
I grandi gruppi editoriali sono molto indietro nel digitale (Mondadori e La Stampa in primis mentre RCS e Espresso sono messi molto meglio) e ci sono ancora delle prede in giro.

Così, da voci di corridoio, sappiamo di offerte molto alte, anche da 10-20 mln di euro per le prede più interessanti.
Offerte rifiutate dagli editori web: alcuni perchè sono convinti di valere più di google, mentre altri (i più saggi) perchè hanno paura di vedere la propria azienda devastata dagli acquirenti.

Cosi gli editori tradizionali valutano se abbia senso spendere cifre così interessanti per comprare (qualcosa che non comprendono), o se non sia meglio comprarsi le professionalità nel mercato e fare le cose per conto proprio. Grandi quantità di denaro si riverseranno sul mercato per il 2008, e se le prede non si fanno comprare dovranno organizzarsi per reggere l’urto del denaro. Che comporterà più concorrenza e professionalità più costose. Insomma, il giocattolino chiamato internet, anche in italia sta piano piano diventando una industria.

Alla fine credo che non ci saranno tante operazioni stellari nel 2008.

Questo con grande disappunto dello scrivente (ed immagino dei lettori) perchè il nostro diletto preferito è spettegolare sui nuovi ricchi e sui prezzi-pazzi che pagano i vecchi editori tradizionali.

In tutti i casi, ci sarà da divertirsi!

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