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84% degli utenti non clicca nei banner. E allora?

7 ottobre 2009Advertising

Comscore ha pubblicato una interessante ricerca da cui risulta che negli ultimi due anni si è dimezzato il numero di utenti che cliccano nei banner display in un dato mese. Si è passati dal 32% al 16%, e questo vuol dire che l’84%  non clicca nei banner.

Questo significa che le campagne display sono inutili?  Forse in Italia, ma non negli USA dove ComScore dice:

“comScore has conducted more than 200 client studies demonstrating that online display ads generate significant lift in brand site visitation, trademark search, and both online and offline sales among those Internet users who were exposed to the online ad campaigns – whether they clicked on the ad or not. These results, compiled in comScore’s influential “Whither the Click?” white paper, were reported in the June 2009 issue of the Journal of Advertising Research.”

Ma è interessante vedere cosa dice il capo della struttura di ricerca di STARCOM (centro media) :

A click means nothing, earns no revenue and creates no brand equity. Your online advertising has some goal – and it’s certainly not to generate clicks,” said Starcom USA SVP/Director, Research & Analytics John Lowell. “You want people to visit your website, seek more information, purchase a product, become a lead, keep your brand top of mind, learn something new, feel differently – the list goes on. Regardless of whether the consumer clicked on an ad or not, the key is to determine how that ad unit influenced them to think, feel or do something they wouldn’t have done otherwise.”

Quindi se i banner sono poco cliccati rispetto a campagne performance o search, non vuol dire che non funzionino.  Ma ovviamente che per valutarle servono differenti metriche, non certo il CTR.  Questo anche perchè sono differenti strumenti pubblicitari.
Purtoppo credo che  in Italia ci arriveremo tra 5 anni…….  :(

approfondisci : la ricerca Comscore  /  Articolo AD.AGE

L’Antitrust allarga l’inchiesta a google inc. La roba si fa seria!

4 settembre 2009Google

Pochi giorni fa osservavamo come fosse assurdo per l’antitrust mettere sotto indagine Google italy Srl, dato che è solo una scatola vuota. Con un tempismo poco italiano, l’AGCOM ha esteso l’indagine a Google inc. Ottimo…..la cosa si fa davvero gustosa. L’argomentazione è sempre sciocca (google news è un servizio erogato da google inc), ma l’importante è il risultato.

(ASCA) – Roma, 4 set – L’Antitrust che ha gia’ aperto una indagine su Google Italia per verificare l’eventuale posizione dominante e distorsiva della concorrenza da parte della societa’, ha esteso l’indagine anche alla capogruppo Usa, Google Inc.
Una decisione motivata dagli elementi raccolti nella prima indagine dove emerge, secondo l’Authority, che ”il servizio ‘Google News Italia’ sia gestito dalla societa’ ‘Google Inc’, pertanto, continua l’Antistrust, si e’ reso ”necessario ampliare soggettivamente l’istruttoria in corso anche nei confronti della societa’ Google Inc”. Ora Google ha trenta giorni per chiedere di essere sentita dall’Antitrust.

Google denunciato all’antitrust. Un Commento

28 agosto 2009Google

La decisione dell’antitrust di aprire una istruttoria contro google è decisamente una notizia dirompente in un paese come l’italia, dove chi è forte in genere non viene mai toccato e chi è debole viene schiacciato. Il promotore è la FIEG, che in effetti non è debole, ma forse è ormai un ex-forte, e quindi è parecchio incazzata.

Riassunto:
La FIEG ha denunciato Google a fine luglio, per via del servizio google news. La motivazione chiave è che, a dire degli editori, Google “prende” le notizie e poi le presenta riorganizzandole come gli pare senza fornire  informazioni relativamente al sistema di ranking.
In sostanza agli editori della fieg girano i coglioni perchè su google news Gennarino.org esce spesso prima del Corriere della sera.

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I guai di Murdoch e le news a pagamento

6 agosto 2009News Corp

Interessante articolo sul Financial Times, relativamente al crollo dei profitti della News Corp di Murdoch.

  • News Corp chiude il trimestre con una perdita di 200mln di dollari contro un utile di 1,1 mld dello stesso periodo di anno precedente.
  • Il grosso della perdita deriva dal settore internet. Myspace ha tagliato oltre 700 posti di lavoro.
  • Murdoch sostiene che tutti i contenuti giornalistici di News Corp dovranno essere messi a pagamento. I contenuti gratis non stanno in piedi e darli gratis svaluta il lavoro dei giornalisti.

      murdochMio commento: Che Myspace fosse stato pagato troppo e che i socialnetwork siano difficili da monetizzare…posso dire di averlo detto in termpi non sospetti. La cosa interessante è questo refrain che sentiamo anche in Italia sui contenuti Pay.  Da una parte io credo che sia VERO quello che dice Murdoch : a mio avviso  il connubio tra il padrone di internet (Google) che dirige il traffico, il mondo del nanopublishng e micro-blogging (e simili) che produce semi-monnezza-informativa, e la crisi economica che toglie fiato agli editori che hanno redazioni vere  produce una crisi della qualità delle notizie in rete che FA SPAVENTO. Il tutto condito in un mondo dove i giornali e i settimanali di carta chiudono tutti i giorni.

      D’altra parte la ricetta di Murdoch, come dei DeBenedetti nostrani…..mi fa sorridere. Solo pochissime testate al mondo potranno vivere di abbonamento: la qualità dovrà essere altissima per giustificare e convincere la gente a pagare, e solo siti e riviste di nicchia, non facilmente replicabili, potranno farcela. Pensare di mettere a pagamento l’informazione di massa (quotidiani e siti per tutti) è demenziale: si lascerebbe spazio alla concorrenza che avrebbe campo libero e si andrebbe verso l’autodistruzione.

      Il punto è un’altro: come portare piu ADV dalla Tv alla rete? Come convincere gli advertiser a non mettere i loro soldi in siti e circuiti di basso valore qualitativo?  Come alzare i costi a contatto e garantire performance per i clienti?

      E sopratutto: come produrre cose di qualità senza avere redazioni faraoniche, uffici in tutto il mondo e gente strapagata? Perchè  se tu hai 2000 persone ed uffici in tutto il mondo, e gente pagata 500k annue….. per fare un sito, è ovvio che alla fine la cosa non regge.

      5 brevi consigli per fare un buon business plan!

      26 giugno 2009blogging

      Ho trovato questo interessante  articolo sul WSJ dove il prof. John Mullins sostiene che è il momento buono per lanciarsi in nuove avventure imprenditoriali. Lui dice che il momento è ottimo perchè adesso  i costi sono bassi, molti talenti sono a spasso, molte aziende pensano solo a tagliare i costi.

      La cosa interessante dell’articolo sono però i consigli che lui propone per chi vuole preparare un business plan.  Molte cose mi hanno fatto sorridere perchè  mi è capitato molte volte di imbattermi in discussioni relative a questi classici errori.

      Ecco un riassunto :

      • Mai sovrastimare il mercato: l’esempio classico è “Il mercato è 100, se arrivo io…vuoi che non prendo almeno il 5% del mercato?”. L’autore chiama questi piani  One-Coke-for-every-kids-plan, a me è capitato molte volte di sentire questo ragionamento, ed ho sempre avuto i brividi.
      • Mai strecciare i numeri dei fogli excel. Chi maneggia i business plan sa benissimo che variando alcuni driver il piano può anche decuplicare. Farsi prendere da questa libidine è molto pericoloso. E’ sempre opportuno fare 3 casi (Best, Normal, Worth) e mai usare il best.
      • Mai fissarsi solo su una tecnologia favolosa: alla fine la cosa fondamentale è individuare un  bisogno del consumatore-utente, e l’idea di business nasce per soddisfare tale bisogno.
      • Mai ignorare i rischi: molto spesso si preferisce vedere solo l’aspetto positivo di un piano, senza porre la dovuta attenzione ai rischi. E’ una grave imprudenza che talvolta viene commessa quando si usano i soldi degli altri (investitori). Ma gli investitori ci cadono solo una volta…..
      • Non basarsi solo sui CV: certo… fanno scena con gli investitori, ma poi il business lo portano avanti quelli che lo sanno fare per davvero, e talvolta possono essere laureati al MIT, ma altre volte dei ragazzini-smanettoni.

      Adv in europa, un confronto impietoso

      19 giugno 2009Advertising

      Un sito in UK (paese con popolazione pari all’italia) rende 4,5 volte di più.

      Che sfiga ad essere nati in Italia, eh ?

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      La primavera nucleare

      18 giugno 2009Advertising

      Dissero che sarebbe stato un inverno nucleare, ma qui mi pare che anche la primavera (e forse l’estate) sia nucleare. Anche Aprile fa segnare un -17%  Y/Y sulla pubblicità globale in italia. Il -30% sui periodici da inizio anno sta piegando tutti gli editori cartacei: le chiusure e licenziamenti sono all’ordine del giorno. Per quanto noi siamo sempre stati tifosi del digitale, questa strage non può che dispiacere. E’ un mondo di competenze e di passione, una vera industria, che sta scomparendo in pochi mesi. E non ci sarà nessuna riconversione digitale: gli spazi sono sempre piu stretti e la crisi morde anche lì. Non possiamo che sperare che tutto questo finisca presto….altrimenti ci troveremo con una industria dei media decisamente piu povera e striminzita.

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      Andamento advertising on line

      Da gennaio vengono censiti non solo i dati del display ma anche search tutti gli altri strumenti. Andando a vedere i dati pare che il display sia nella media, mentre siano molto sotto DEM e newsletter e performance, e siano sopra (ovviamente) search e kw advertising.  Dato che mi sorprende perche è il contrario di quello che sperimento nella realtà.

      Il dato globale web di aprile (+16%)  è confortante, sembra che il peggio stia passando, anche se in giro devo dire non ho visto tutta questa pubblicità….

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      Dati adv primo trimestre 2009

      18 maggio 2009Advertising

      Su richiesta di alcuni lettori del blog riporto i dati del mercato adv censiti da nielsen :

      Gennaio  + 3,13%
      Febbraio + 6,11%
      Marzo      + 2,96%

      Mentre la carta registra anche un -30% e la tv un -15% internet riesce a chiudere un trimestre in leggera crescita (3% sul trimestre ovvero 132 mln di euro compreso il search).

      In realtà all’interno pare che vada male il settore Dem/newsletter (circa -15%) e il settore performance. Va invece abbastanza bene sia il settore display che il search. Direi che con un PIL previsto a -4,5% è un miracolo.

      Sentendo un pò di operatori pare che aprile non sia andato molto bene (come al solito) forse a causa dei ponti e delle ferie pasquali che di fatto riducono a 3 le settimane di lavoro.

      Dati mercato pubblicitario novembre: si gira in negativo!

      20 gennaio 2009Advertising

       Sono usciti i dati andamento adv di novembre e come era da aspettarsi la situazione non è buona.

      Il totale adv 2008  cumulato ( tutti i mezzi nov- nov) gira in negativo (-1,75%) viste le pessime performance di tutti i settori. Il dramma è per la carta: periodici a -14% Y/Y su novembre, quotidiani addirittura -20%, mentre la televisione segna un -12% su novembre. Radio, affissioni, cinema  sono tutti  compresi tra -10% e -20%!

      Un vero tracollo che se confermato per uno o due trimestri non potrà che devastare i conti di molte aziende editoriali. Ed infatti Repubblica che ha anche un -20% di copie vendute Y/Y, ha adottato il taglio della foliazione e la chiusura (cosi pare) di Affari & Finanza (l’unica cosa interessante di Repubblica). Lo stesso giorno del taglio di Repubblica anche Corriere riduce le pagine a 56 e taglia il settimanale “Magazine”. (coincidenza?no  hanno concertato i tagli per non danneggiarsi a vicenda).

      Internet segna un -4% e per la prima volta dallo sboom gira in negativo.

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      Le acquisizioni lampo di Edizioni Master

      13 novembre 2008Advertising

      All’inizio del 2008 si era parlato della possibilità/necessità per gli editori tradizionali di investire in rete. Ed in molti avevamo preventivato una possibile serie di acquisizioni. Per la verità si è mosso molto poco da parte dei grandi. Alcuni rumors in primavera e poi complice la crisi finanziria nulla più.

      Ma un editore “medio” ha fatto davvero manbassa nell’arco di sei mesi con una operazione che non possiamo  che applaudire, e che è un esempio su come un editore tradizionale si deve muove se vuole entrare in rete. Parliamo di Edizioni Master, quelli delle riviste tecnologiche, fortissimi in edicola e con i collaterali. Tutto inizia a marzo quando annunciano che vogliono entrare in internet.

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      Andamento mercato adv on line, dati di luglio

      2 ottobre 2008Adv chart

      Il rilevamento nielsen di luglio porta la crescita del mercato ADV a +7,5% su anno precedente. Avevo parlato alcuni mesi fa di una possibile frenata e mi pare di averci (purtoppo azzeccato). Il grafico qui sotto è eloquente:

      Andamento mercato adv

      Ovviamente è normale che i tassi di crescita dell’adv on line tendano ad abbassarsi mano mano che l’adv on line conquista una fetta sempre maggiore del media mix. Ma un “crollo” dal +40% al +7%  in sei mesi si spiega solo con una crisi del mercato. Ormai è evidente ed infatti (adesso)  nessuno lo nega più.

      Rumors di operatori e centri media non fa presagire nulla di buono per i prossimi mesi, pare che si rischi di arrivare ad una crescita piatta, vicina allo zero.

      Credo che la crisi di liquidità mondiale, sia il fattore scatenante di questa curva calante per l’adv on line. Il denaro è caro, e la liquidità scarseggia, le aziende possono rischiare meno, e quindi investono meno in adv. In questa situazione fanno spavento i numeri di alcuni media tradizionali: i periodici e le affissioni fanno -10%, i quotidiani -5%, cinema  -20%,  radio in negativo,  tv satellitare in negativo. Si salva solo la tv che (per ovvie ragioni evidenti a tutti) riesce a non perdere budget.

      Negli USA i toni sono decisamente apocalittici: Marc Andreessen (creatore netscape) parla di “inverno nucleare” in arrivo per le dot.com e si torna a parlare della bolla del web 2.0.

      In questa situazione di fuggi fuggi, con prezzi che calano, e i vari media che si fanno la guerra per strapparsi gli ultimi budget, direi che un 7% di crescita per internet è del tutto soddisfacente. Dobbiamo sperare in una chiusura di anno che non ci porti al segno negativo, con un obbiettivo realistico di 300 mln per il display che vorrebbe dire circa il 3-3,5% del mercato adv.

      Andamento mercato adv

      19 agosto 2008Advertising

      Alcuni mesi fa se ne aveva avuto il sentore  e ne avevo parlato in un precedente post. Adesso i dati di nielsen confermano la frenata della crescita dell’Adv nel primo semestre 2008. Alcuni mezzi (come la free press) ed alcune televisioni (come MTV) vanno addirittura  in negativo sull’anno precedente. Riguardo ad Internet il tasso di crescita  da Maggio in poi ha avuto un brusco rallentamento portandosi ad un misero +15%.  Quindi nell’arco di sei mesi si è passati da una crescita del 40% ad una crescita del 15%, e adesso vedremo i dati dell’estate. In tutti i casi agli altri media va molto peggio: la carta (mensili e quotidiani) è quella che soffre di più in questo momento.

      Credo che piu che la crisi economica il problema sia la stretta sulla liquidità. Nel 2003-2004 con il PIL fermo l’adv (in tutti i mezzi) continuava comunque a crescere con ritmi importanti.

      Google aumenta ancora le query, Yahoo sempre più giù

      4 giugno 2008Adv chart, Google

      Comscore ha pubblicato i dati sul mercato search USA.

      • Google guadagna ancora quote di mercato: 61.6% delle search USA, in crescita dal 59.8% in Marzo. Google cresce del 31% year-over-year.
      • Tutti gli altri perdono quote: Yahoo perde un’altro punto secco, al 20.4%. Lentamente ma inesorabilmente il volume delle query di Yahoo scende verso lo zero. Microsoft nel frattempo perde quote ma guadagna qualcosa anno su anno. Ask giu al 4.3%. AOL giù al 4.6%. Leggi tutto l’articolo

      Diamo i numeri…

      23 maggio 2008Adv chart

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      Dopo essermi preso un pò di secchiate di mxxx da molti lettori ed operatori del settore nel precendente post sulla reale consistenza del mercato adv italiano, torno a parlarne per l’ultima volta. IAB ha dichiarato  che il 2008 vedrà internet al 7% sul totale dell’adv. Non voglio sembrare un matto fissato, ma oggi mi sono passate sotto il naso delle statistiche che mi fanno venire dubbi.

      Nielsen pubblica da mesi un bellissimo mensile chiamato “360” in cui parla di ADV con numeri e scenari, e dentro ci mette dei dorsi con interessanti report e sopratutto con numeri veri e calcolati con i dati delle aziende e con un sistema di monitoraggio preciso. Il pdf dell’inserto dell’ultimo mese è anche scaricabile da internet.

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      Frenata?

      16 maggio 2008Advertising, Charts

      Sono usciti i numeri Nielsen sull’andamento ADV on line del primo trimestre. Al di là dell’aggregato trimestrale, la cosa preoccupante è la scomposizione mensile :

      Mese     Fatt         Y/Y
      Gen.     18.562     33,8%
      Feb.     23.034     31,9%
      Mar.     28.737     25,7%

      Come si vede si sta passando da un generico +40% del 2007 ad un progressivo 33% di gennaio, poi 31% di febbraio ed un +25% di marzo. I segnali che sento in giro su aprile sono pessimi, e l’outlook su maggio e giugno non è buono. Alcune concessionarie sono sul +15%.

      Intendiamoci: con un +25% Internet è sempre in crescita….ma sembrano i primi segnali di una reale battuta d’arresto. Alcuni grossi editori tradizionali hanno tagliato del 50% le tariffe delle pagine ed hanno raddoppiato il numero delle pagine. C’è una guerra tra i mezzi pubblicitari in una situazione economica stagnante, e questo sta mettendo fine alla grande crescita di internet in questi ultimi tre anni.
      Nel frattempo Google ha fatto un’altra ottima trimestrale, anche se nelle pieghe dei numeri si vede come in USA la crescita sia ferma, e tutta la crescita sia in UK e resto del mondo.

      Scheda scomposizione fatturato USA

      15 maggio 2008Adv chart

      Mercato USA : scomposizione mercato ADV e confronto 2007

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      Kw advertising -5% ?

      9 aprile 2008Adv chart, Google

      Leggo oggi sul dailynet questo articolo relativo all’andamento del fatturato nei primi mesi del 2008 con dati FCP-Assointernet:

      nmercatop.jpg

      La cosa che salta all’occhio è che il keyword advertising viene rilevato a -5% !!!!

      La cosa è di rilievo perchè il KW advertising ha chiuso nel 2007 secondo IAB con un +57%, e quindi un -5% segnerebbe una clamorosa battuta d’arresto.

      Se fosse vero (e se fosse così anche in altri paesi) alla prossima trimestrale, Google avrà un tracollo.

      Oppure questi dati sono fasulli.
      Qualche lettore del blog ha dei riscontri in merito ?

      Google buca i risultati del Q4

      3 febbraio 2008Adv chart, Advertising, Google

      Poche ore prima della mega offerta di Microsoft per Yahoo! sono usciti i dati del Q4 di Google. Era nell’aria il rallentamento, ed in molti lo avevamo segnalato nei mesi scorsi.

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      Alcuni retroscena su Yahoo e Microsoft

      2 febbraio 2008Google, yahoo

      steve-ballmer.jpg1) Sono 18 mesi che MS ci prova con Yahoo. Pare che col passare del tempo sia sempre stata più aggressiva. Si dice che 3 giorni fa dopo la pessima trimestrale ed il -9% del titolo, Ballmer e soci si siano presentati al board di Yahoo con la proposta. E gli hanno detto via diamo 48 ore per pensarci e se non ci date una riposta “we go public”. Ovvero lanceremo una opa.

      Si dice che quelli di Yahoo siano rimasti impressionati ma non credevano che MS lo avrebbe fatto per davvero. E così è stato. Leggi tutto l’articolo

      Tutti i dati della combinata Yahoo – Microsoft

      2 febbraio 2008Google, yahoo

      Alcuni numeri sulla combinazione MS-Yahoo (dati hitwise da SAI)
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