Articoli categoria business plan

Le metriche della Start-up

21 gennaio 2010Charts

Dopo molti anni che seguo start-up di prodotti web e nuove attività mi sono reso conto di avere un approccio in larga parte caotico/creativo e poco organizzato. Non è detto che sia un male…dato che con me ha quasi sempre funzionato.  Riflettendo però a posteriori sulle ragioni del successo od insuccesso del lancio di un nuovo prodotto editoriale ho provato a elencare le varie attività necessarie per capire i miei punti deboli e punti di forza. Ho trovato spunto da uno schema di una presentazione di Dave McClure che ho fatto mio traducendolo ed apportando qualche modifica. Nel 2010 voglio provare a ridurre il mio metodo creativo/caotico attaccando al muro questo schema e seguendolo in ogni sua parte.

Lo schema rappresenta le principali metriche da tenere sotto controllo per il successo di una start-up : Acquisizione,  Attivazione, Fidelizzazione, Viralità (referral), Revenues. Queste grandezze sono tutte azionabili e regolabili con una serie di attività, molte delle quali misurabili in maniera chiara e definita. Alcune piu importanti di altre, e non tutte adatte a tutti i prodotti. Ecco lo schema :

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Lo schema parte  dalla acquisizione del traffico che avviene con svariati strumenti. Il traffico arriva in landing pages che possono essere specifiche, oppure in hp, o pagine foglia. Qua subentra l’attivazione: ovvero una quota di utenti scappa via mentre una parte continua a navigare e viene “catturata” dal sito. Successivamente c’è da gestire la fidelizzazione, ovvero trovare dei modi per far sì che l’utente torni e torni più volte. Il referral sono poi gli strumenti messi in pratica per far  si che gli utenti automaticamente si attivino per portare  nel sito amici e conoscenti. Questa massa di utenti attivi poi deve tradursi, in fondo allo schema, in dei Ricavi, che potranno arrivare da vari strumenti.

Nelle prossimi  settimane, tempo permettendo, e magari con l’aiuto di alcuni lettori vorrei approfondire ognuno dei 5 capisaldi andando a dettagliare le singole attività,  e soprattuto le modalità  di tracciamento dei risultati.

Metriche di una start-up:
Schema riepilogativo

#1 Acquisizione

#2 Attivazione

Modello business plan per sviluppo sito internet

23 novembre 2009Advertising

Siamo in epoca di Business Plan. Ho pensato che fosse utile condividere alcuni schemi che uso da tempo con i lettori del blog. Il mio sistema è ormai molto complesso, dato che sono piu di 15 i siti di cui devo tenere traccia,  da differenti aziende del gruppo. Ho quindi ultra semplificato il modello  riportandolo ad un solo sito e lasciando solo le informazioni basilari. Spero possa essere utile per chi si approccia per le prime volte nel fare previsioni, ma anche che sia utile per i più esperti.

icona-excel-download.jpg

Modello Business Plan per sito web – Excel 64 kb

Se ci sono domande non esitate!

Segnalo anche il post “5 consigli per fare un buon business plan

5 brevi consigli per fare un buon business plan!

26 giugno 2009blogging

Ho trovato questo interessante  articolo sul WSJ dove il prof. John Mullins sostiene che è il momento buono per lanciarsi in nuove avventure imprenditoriali. Lui dice che il momento è ottimo perchè adesso  i costi sono bassi, molti talenti sono a spasso, molte aziende pensano solo a tagliare i costi.

La cosa interessante dell’articolo sono però i consigli che lui propone per chi vuole preparare un business plan.  Molte cose mi hanno fatto sorridere perchè  mi è capitato molte volte di imbattermi in discussioni relative a questi classici errori.

Ecco un riassunto :

  • Mai sovrastimare il mercato: l’esempio classico è “Il mercato è 100, se arrivo io…vuoi che non prendo almeno il 5% del mercato?”. L’autore chiama questi piani  One-Coke-for-every-kids-plan, a me è capitato molte volte di sentire questo ragionamento, ed ho sempre avuto i brividi.
  • Mai strecciare i numeri dei fogli excel. Chi maneggia i business plan sa benissimo che variando alcuni driver il piano può anche decuplicare. Farsi prendere da questa libidine è molto pericoloso. E’ sempre opportuno fare 3 casi (Best, Normal, Worth) e mai usare il best.
  • Mai fissarsi solo su una tecnologia favolosa: alla fine la cosa fondamentale è individuare un  bisogno del consumatore-utente, e l’idea di business nasce per soddisfare tale bisogno.
  • Mai ignorare i rischi: molto spesso si preferisce vedere solo l’aspetto positivo di un piano, senza porre la dovuta attenzione ai rischi. E’ una grave imprudenza che talvolta viene commessa quando si usano i soldi degli altri (investitori). Ma gli investitori ci cadono solo una volta…..
  • Non basarsi solo sui CV: certo… fanno scena con gli investitori, ma poi il business lo portano avanti quelli che lo sanno fare per davvero, e talvolta possono essere laureati al MIT, ma altre volte dei ragazzini-smanettoni.

Come fare un business plan e stimare i ricavi dalla pubblicità

12 gennaio 2008Adv chart, Advertising

charts.jpgTra natale e la befana c’è uno dei momenti piu delicati dell’anno: devo fare il business plan. Ormai è il nono anno che lo faccio ed è un persorso che si ripete con i suoi rituali vecchi e nuovi. Partiamo con una analisi approfondita dell’anno in corso, analizziamo i principali driver per l’anno venturo, poi durante le pseudo-vacanze di natale si buttano giu le bozze delle varie unità, poi io metto tutto insieme e vedo il risultato finale. Ne conseguono 6 fogli excel intrecciati con un totale di 15.000 celle di calcolo. Da lì, a seconda delgli obbiettivi del nuovo anno, si parte con le correzioni, che poi vogliono dire scelte. La delicatezza infatti è dovuta al fatto che in quella settimana cruciale si decidono stipendi, assunzioni, licenziamenti, investimenti, e una volta messi nel budget poi è difficile scostarsi.

Stimare i ricavi dalla pubblicità
Tralasciando i vari metodi che usiamo (sarebbe lungo e noioso) mi soffermo sui sistemi che si possono adottare per stimare i ricavi da pubblicità on line. Ci sono sistemi diversi che partono da assunzioni diverse e quindi possono dare risultati MOLTO diversi.
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