Articoli categoria Facebook

Ahi Ahi Facebook

6 dicembre 2013Facebook

Da una settimana è dimezzato il traffico da facebook, dalle Fanpage.  Segnalo in merito  questo interessante articolo, ed anche questo. Facebook ha ammesso la volotà di ridurre la visibilità dei post delle fan page per spingere i brand a comprare la visibilità.

Questo alla lunga porta svantaggio a tutti gli stakeholders in campo: gli utenti vedranno contenuti quasi sicuramente meno qualitativi (se devo spendere un botto per spingerli, spenderò meno per crearli), le aziende inizieranno a trovare alternative (se devo spendere un botto di soldi, perchè devo spenderli su Facebook e non per trovare qualche maniera di portare la gente che è su Facebook su spazi di mia proprietà?), Facebook perderà utenti e azienda (e quindi soldi).

Aggiugno che il problema che sta a monte è che una azienda investe pacchi di soldi per avere una fanbase ed una fanpage, ma che una volta ottenuti non sono di sua proprietà. E un giorno facebook decide che devi pagare il triplo per comunicare con la tua fanbase, quando magari hai già pagato per crearla. Pensiamo che ci sono marche importanti (es mulino bianco) che ormai ridirigono tutta la comunicazione sulle fanpage…..

Piu grande è la Fan Page, piu piccola la reach sul post

20 novembre 2012Social Media

Le metriche delle fan page di Facebook

14 maggio 2012Facebook

Finalmente Facebook ha messo un analitycs valido e così mi sono messo a capire un pò le metriche del traffico che da FB passa ai siti. Difatti  FB è ormai una fonte sempre piu importante di traffico, per la mia esperienza da un minimo del 10% ad un massimo del 30%, per i siti che esistono da tempo.  Ci sono anche siti che hanno il 90% da FB ma sono casi particolari, e quello che arriva da FB non è traffico “naturale”.

Gli Insights di FB sono molto strani con dati e voci di difficile comprensione o comunque non assimilabili alle normali voci di un Google Analytcs.  Essendo io all’antica, per capire bene il flusso, ho preso una decina di fan page di diverso argomento per un totale di 500k fan ed ho estratto i dati ricostruendo il flusso nel vecchio e caro foglio excel.

Ho riscontrato importanti differenze tra Fan page e Fan page, per questo ho assommato i dati, cosi da avere per avere delle metriche  basate su delle medie. Ecco alcuni risultati.

Facciamo finta di avere una Fan Page con 100k fan, e facciamo finta che manderemo 10 post al giorno con link verso nostri articoli, cercando quindi di “portare”  gli utenti da FB verso internet (ovvero fuori).

Innanzi tutto la prima metrica che mi interessava era capire quanti utenti effettivamente vedono il post. Finalmente gli insights lo mostrano, post per post (per questo va fatta la media). Si vede tra l’altro una interessante differenza per la quale quando un contenuto è “dentro” FB (es una img caricata nella FP) le visualizzazioni sono doppie rispetto ad un link che porta fuori.

Comunque dai miei conti per le visualizzazioni dei post si oscilla tra il 12% ed il 28% con una media del 20%. Questo vuol dire che se mando un post nella fan page lo vedrà solo il 20% degli utenti. Da cosa dipende? Ovviamente in primis dal fatto che gli utenti non sono sempre collegati a Facebook.  In secondo luogo Fb ha evidentemente un algoritmo con il quale decide se e quanto spingere un certo post nei wall degli utenti. Tale algoritmo (in pratica una versione social del page rank) è a mio avviso  basato su fattori relativi al singolo post,  su fattori relativi alla Fan page, ed ovviamente a fattori relativi al gradimento dell’utente verso una specifica FP.

Senza dilungarci troppo, quindi  dalla base di 100.000 utenti arriviamo a 20.000 che vedono il vostro contenuto nel wall. Il tasso di click sulle visualizzazioni reali è compreso tra l’1% ed il 7% con una media del 2,25%. Abbiamo quindi 450 utenti, che sono oggettivamente pochi.  Supponendo però che mandiamo 10 post al giorno, avremo quindi 4500 click, che sulla base fan sono sempre il 4,5% ogni giorno.

Sembrerebbe un calcolo finito, ma la questione poi si complica: queste 4.500 persone hanno cliccato perchè interessate all’argomento e quindi è altamente probabile che operino uno “share” del contenuto che porterà quindi a conocenza del pezzo altri amici, che a loro volta potranno sharare innescando un meccanismo virale (piu una eccezione che una regola). Calcolare questo effetto è complesso, e le medie hanno poco senso. Posso dire che nei miei calcoli,  il reshare di primo grado arriva anche oltre al 50% sui 4500 utenti originari, anche se poi il traffico che arriva dagli amici di questi sharatori è relativamente basso, dato che di nuovo qui parte il “giro” che abbatte dell’80% la visualizzazione del post.  Salvo ovviamente contenuti virali.

Quindi nella mia esperienza posso dire che una fan page ben gestita, con una base fan vera, e con contenuti in target,  permette di trasferire sul sito ogni giorno circa il 5% della base fan. Ma se uno posta 40 post al giorno invece che 10? In primis bisogna considerare che ogni post ha anche delle reazioni negative come ad esempio la cancellazione dalla fan page di un tot di utenti, e quindi ha un prezzo da pagare.

In secondo luogo dalla nostra esperienza risulta chiaro che FB assegna uno score alla fan page in base a vari fattori tra cui sicuramente il tasso di interazione (e quindi gradimento) degli utenti. Se esso è scarso, la FP avrà uno score basso e la visualizzazione dei post da parte di fan (il primo gradino) sarà molto bassa (anche sotto il 5%). A quel punto la fan page è -come si dice- da buttare. Quindi è chiaro che con 40 post al giorno tale rischio è molto elevato.

Quando si guarda google Analytcs per avere riscontro dei numeri dell’insights di FB (ed io l’ho fatto) si deve  stare attenti a capire bene la provenienza del traffico Facebook. Difatti abbiamo un traffico che arriva “naturalmente” dallo sharing delle url o con il bottone “mipiace” e per il quale noi non facciamo nessun tipo di lavoro (potremmo quindi anche non avere una FP). Un’altra parte è invece quella relativa all’eventuale  lavoro “push” nella fan page, lavoro che comunque ha un costo (acquisizione fan, gestione fan page, contenuti dedicati).

Nella mia esperienza attualmente la voce “naturale” è ancora piu grande (anche se di poco) rispetto alla quota da FP, diciamo un 60%-40%.

In linea generale, risulta chiaro come questa fonte di traffico sia di crescente impatto per tutti i siti e che quindi sia necessario un lavoro ulteriore che spesso comporta l’introduzione di specifiche figure in azienda e/o la formazione di quelle esistenti. Per i decisori aziendali è importante poi calcolare esattamente il traffico aggiuntivo per verificare  se gli investimenti adottati si ripagano o meno, dato che non è per nulla scontato che lo sia.

Di certo possiamo dire che il SEO se non è morto, comunque sta perdendo notevolmente rilevanza.

 

(ps. un ringraziamento a Ferdinando Cirillo per il supporto con gli insights di FB)

Il Cpc di Facebook è maggiore di quello Google

9 dicembre 2011Facebook

Il Cpc medio di Facebook ormai è decisamente superiore a quello di Google.  Cmq Non capisco come sia possibile che “internet” sia al primo posto mentre “Ecommerce”  e “Travel” in fondo…

tratto da Flowtown

Seguici, e dai seguici!

19 gennaio 2011Social Media

Forse si sta esagerando….(segnalato da massimo di dotcoma):

Io penso sopratutto alle chiamate che tutti questi widgettini fanno, portanto a rallentare inevitabilmente il tempo di caricamento….

La stellare valutazione di Facebook e le IPO private

9 gennaio 2011Social Media

Tutti hanno parlato della notizia della valutazione da 50 mld per FB. In realtà erano mesi che su secondary market le azioni giravano a questo prezzo (anzi pure qualcosa di più).

La vera notizia è però un’altra: ormai  molte net-aziende USA preferiscono decisamente fare un “placement” privato di pacchetti per evitare la IPO. Goldman Sachs  sta piazzando (in una settimana!) per i suoi clienti un pacchetto da 1,5 mld di dollari in azioni FB, e pare che la domanda sia altissima. Anche Goupon dopo aver rifiutato la proposta di acquisto di Google, in poche settimane ha recuperato quasi 1 mld di dollari nel mercato. E poi Twitter, zynga…

Molti invocano la SEC (commissione controllo borsa) perchè questo collocamento di azioni FB nel mercato avviene senza le regole delle normali IPO. E per esempio non ci sono le informazioni basilari sui financials dell’azienda.  Non si sa quanto fattura realmente, quanti utili fa, con quale composizione. E’ insomma una operazione opaca è poco trasparente nei confronti del mercato.

Il motivo di queste “IPO private” è evidente: assenza di informazione sui financials, grande campagna stampa, poco tempo per decidere, e molti quindi comprano ad occhi chiusi. Cosi con una diluizione minima gli investitori iniziali escono facendo multipli incredibili.  Ma se oggi uno compra a 50 mld di valutazione, come minimo tra un pò di anni si aspetta di uscire a 80-100. Tutto questo è compatibile con il business di FB ?

Riguardo alla valutazione l’unico dato che filtra è che il fatturato di FB dovrebbe essere intorno ai 1,5 mld di dollari (altri dicono poco sotto i 2), in raddoppio rispetto ai 700 mln dell’anno prima. Ma sembra che il grosso della crescita sia derivante dal nuovo sistema di credits (la moneta virtuale) che sono una componente nuova rispetto all’anno precedente, e questo limiterebbe di parecchio la crescita della componente ads.

A 5 anni (ormai 6) dalla fondazione e con 600mln di iscritti non sembra un grande risultato rispetto per esempio alle revenues  di altri giganti come Google, che  ha lo stesso traffico e la stessa audience di FB.  C’è un rapporto di 1:15 tra i ricavi di google e FB .

Ma si controbatte che Google ha raggiunto i 2 mld di revenues dopo 5 anni di attività (2003) e quindi FB è perfettamente in linea con con questo track. Questa è l’argomentazione principale per giustificare i 50mld di valutazione.

Secondo me è profondamente errato parametrare il quinquiennio 1998-2003 (google) con il quinquiennio 2005-2010 (FB), per l’ovvia ragione che nel secondo quinquiennio gli utenti internet sono molto ma molti di più e il mercato adv è enorme rispetto a prima. Quindi il track non può essere uguale.

Ma d’altra parte questo grafico parla chiaro :

(Grafico da SAI)

Un Ads su google contestuale con la KW ricercata ha un valore davvero importante perchè è una pubblicità che molto spesso si mette nel mezzo tra l’utente e l’acquisto di qualcosa. Un Ads su Facebook  invece può avere una contestualità solo demografica, ma mentre guardo le foto di una amica non sono certo predisposto a comprare un viaggio come lo sono mentre cerco su Google una last minute. Quindi la differenza di valore c’è…e parecchia.

Questo si riflette nel grafico di cui sopra dove si vede chiaramente che al vertice sta chi ha il carrello e-commerce, a metà sta chi si pone nel momento della ricerca, poi chi vende branding  (display), ed infine il social network che ha la resa per utente piu bassa.

Con questa situazione è davvero difficile pensare, a meno di stravolgimenti del prodotto, che Facebook possa arrivare nel futuro ad avere revenues pari a google.  Il mercato degli ads è quello che è, mentre i credits sono sicuramente una miniera d’oro (sopratutto perchè sono margine puro) ma gli utenti non crescono all’infinito, sono già 600 milioni…e quando si arriva al miliardo c’è la saturazione dato che poi comincia la parte di mondo che durante il giorno ha il problema di trovare da  mangiare e non di socializzare in rete.

Alla fine della trasparenza nei confronti degli investitori interessa poco, credo però, che una azienda come FB che ha ormai il database del mondo, dovrebbe essere una public company per altri motivi. Essere trasparente nei numeri e negli obbiettivi e confrontarsi con il mercato tutti i giorni (come google) garantirebbe molto di più  infatti  i 600 mln di utenti che hanno affidato tutti i dati della loro vita, tra cui mio malgrado ci sono anche io.

Redemption delle fan page (metriche di Facebook)

24 maggio 2010Facebook

Le metriche di Fb sono un mondo del tutto nuovo, dopo anni e anni di abitudine alle  normali metriche da serach engine, traffico diretto, dem, etc.

Una dato che mi interessa è quello della redemption della Fan Page, e quindi della page come strumento per portare traffico ad un sito esterno.  Ho chiesto un pò in giro ma ancora non c’è molta esperienza e nessuno mi ha girato dati solidi. Allora ho provato a fare dei calcoli da solo:  ho preso un pò  di fan page ed ho preso i dati dei referral da Facebook per capire quanto traffico portassero.

Parliamo di 5 fan page diverse su argomenti diversi ma tutte di siti di un certo rilievo. La somma totale dei fan è circa 20.000, e grosso modo vengono inviati 2,5 post al giorno ai fan sui rispettivi argomenti.

I dati sono sorprendentemente simili nonostante i siti siano molto diversi per natura e tema trattato. Ecco il calcolo finale :  20.000 FAN  con   2,5 POST DAY generano 800  click di media sui siti esterni. Proviamo a capire la redemption:

20.000  x 2,5 POST DAY = 50.000 VISUALIZZAZIONI DAY

a questo va sommato un  TASSO DI “RESHARE”  che può variare drammaticamente in base al tema ma che di media è sotto l’1%.

Io considero 0,1%, quindi   50 persone x 300 AMICI = altre 15.000 visualizzazioni

+ tasso reshare su questi ultimi altri  4.500, non consideriamo i seguenti perchè c’è decadimento.

Parliamo quindi di  circa 70.000 Visulizzazioni Day di post che generano 800/1000 click esterni

Abbiamo quindi un  TASSO DI CLICK  sul post in uscita da FB pari al 1% (800/70.000X100)

E’ tanto o poco ?

In termini assoluti non è molto diverso dalle DEM: tasso di apertura sotto il 50%, tasso di click sotto il 5%, quindi sul totale degli invii siamo sotto il 2%.

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Quanto guadagna Facebook in Italia (e quanto perde google)

17 maggio 2010Adv chart, Facebook

In molti osservavano che negli ultimi mesi in Italia si iniziano  a vedere molte marche italiane che investono  su FB.  Alcuni sostengono che tali budget sono stornati dal search (vega) ed è per questo che il search comincia ad avere  piccola flessione. Ma quanto guadagna Fb in italia? Proviamo a fare due conti :

7-10 mld di impression

x 3 posizioni pubblicitarie (a lato) =

21-30 mld di impression

x 0,05 di CTR medio =

10-15 mln di click

x 0,05 euro a click =

500k-800k mese

Ovvero  6-10 mln di euro anno

C’è qualcosa di errato nei miei conti? A questo si aggiungono pubblicità vendute direttamente dalla rete commerciale che qualcosa fa. Diciamo quindi che siamo sui 10-15 mln.

Se consideriamo che le marche sono  arrivate tutte negli ultimi 6-10 mesi  e che buona parte è stornata dal budget search si capisce come mai da 6 mesi il search in italia abbia smesso di crescere, con un principio di  “crollo” negli ultimi mesi. Oppure è solo una coincidenza.

(andamento search mktg netti, dati iab nielsen nmr)

2009 Gen. 25.041 4,78
2009 Feb. 24.514 12,62
2009 Mar. 26.951 4,01
2009 Apr. 27.769 21,44
2009 Mag. 29.186 25,87
2009 Giu. 27.471 28,77
2009 Lug. 27.041 12,22
2009 Ago. 22.364 -0,57
2009 Set. 28.715 4,58
2009 Ott. 26.013 9,68
2009 Nov. 26.228 7,11
2009 Dic. 26.538 10,70
2010 Gen. 25.422 1,52
2010 Feb. 22.533 -8,08
2010 Mar. 23.032 -14,54

NOTA (20 maggio)

In realtà a marzo 2010 le impression di FB sono state 14 mld quindi i conti sopra sono sottostimati. L’utente medio ormai consuma 800 pagine al mese, in rapida crescita dalle 400 di 6-10 mesi fa.

Link della settimana: Google flat, Facebook adv, Foursquare trema, Guerra Zynga-FB

12 maggio 2010media

1. Intervista al fondatore di Demand Media: il fast food content paga:  Jimmy Wales: Demand Media’s Low Quality Content Is Cheap And It Works

2. Google è flat da molti mesi nella quota search USA, problema non banale se vuole mantenere l’attuale tasso di crescita: CHART OF THE DAY: Big Bad News For Google: Search Share Gains Have Flatlined

3. Facebook è risultato il primo rivenditore di ADV in termini numerici (ma sul prezzo poi è un’altra questione): Facebook Sells More Display Ads Than Any Other Web Publisher

4. La guerra Facebook-Zynga. Facebook sempre meno “aperto” specialmente con i grossi: Facebook Has Zynga By The Short Hairs — But It Needs To Be Careful

6. Facebook sta per lanciare il suo sistema di Check-in, potrebbe distruggere Foursquare, oppure no…: Facebook ‘Check-Ins’ Coming As Early As This MonthSilicon Alley Insider

Altri link della settimana

Global online usage: MSN ridotta al lumicino

9 maggio 2010Charts

Quello messo davvero peggio è il giallo…. Chissà se ci sono stati impatti rilevanti di recente nel fatturato pubblicitario.

Tutto il web dentro Facebook! (un esempio implementazione open graph)

4 maggio 2010Facebook

Si è parlato molto del bottone Like di FB, ma l’utilizzo di tale bottone nella sua versione basilare non è molto diverso da un bottone share. La vera rivoluzione è l’utilizzo del bottone Like con le specifiche dell’Open Graph Protocol,  facendo diventare una pagina web “esterna” a FB un oggetto presente “dentro” Fb e dentro il social graph.

Queste pagine web  non possono essere pagine qualsiasi. Dice Fb ” The Open Graph protocol enables you to integrate your web pages into the social graph. It is currently designed for web pages representing profiles of real-world things”

In pratica pagine relative a  Film, Ristoranti, Attività, Persone, Luoghi, Etc Etc possono entrarne a far parte, mentre una pagina generica di news no (cosi pare).  Inutile dilungarsi con disquisizioni poco comprensibili. Ho implementato la cosa per vederla all’opera e vedere il funzionamento. In primis bisogna avere delle pagine che siano “real-life object”. Io l’ho provato sulla guida ristoranti di RomaToday. Ecco la pagina esempio:

http://www.romatoday.it/ristoranti/cucara-macara-ristorante-messicano-montesacro.html

Nell’head della pagina vanno quindi inseriti dei campi  che il Like di FB andrà a leggere per creare l’oggetto dentro FB. In questo caso :

<meta property="og:title" content="Ristorante Cucara Macara" />
<meta property="og:type" content="restaurant" />
<meta property="og:url" content="http://www.romatoday.it/ristoranti/cucara-macara-ristorante-messicano-montesacro.html" />
<meta property="og:image" content="http://blablslbla.jpg"/>
<meta property="fb:admins" content="1531440034" />
<meta property="og:locality" content="Roma"/>
<meta property="og:region" content="Lazio"/>
<meta property="og:country-name" content="Italy"/>
<meta property="og:site_name" content="RomaToday"/>

Da notare che va specificato un Admin mediante un id utente o id di una app. Nel corpo pagina si mette il Like (nel mio caso con iframe per semplicità). Quando un utente per la prima volta con il Like FB “importa” i dati della pagina nel suo mondo. Viene creata una Pages virtuale dove però potrò accedere solo io come admin per gestire i FAN di questo elemento.

Ma dove sta quindi l’innovazione? La pages non esiste e gli utenti dentro Fb ricevono la notifica che un amico “laika” una certa cosa, e i link presenti nella notifica RIMANDANO DIRETTAMENTE ALLA PAGINA ESTERNA. In sostanza la pagina esterna diventa un elemento di FB.
Ecco delle schermate di esempio :

Se io cerco “cucara macara” dentro il search di FB mi esce il mio risultato e al click si viene rimandati direttamente alla pagina esterna

Anche le notifiche hanno il link diretto all’esterno (sia alla hp che alla foglia)

Io che sono admin (e solo io)  potrò accedere alla PAGES dove gestirò i fan (in questo caso i fan di Cucara macara). Una domanda sorge spontanea: ma se uno ha un database di 10.000 item come fa a gestire 10.000 fan page virtuali ? Risposta: non le gestisci….o meglio Fb dice di collegare le fan page ad una APP e gestire direttamente da li tutto (= possibilità di mandare a tutti i fan delle 10.000 pages notifiche a raffica in una botta sola mediante app).

Insomma la cosa è strana e complicata ma è intrigante, alcune considerazioni :

  • Fb in questa maniera importerà miliardi di pagine dentro il suo sistema ed esse saranno nativamente catalogate per tipologia, zona, città, lat e log, etc etc.
  • Grazie ai Like su ogni pagina le potrà ordinare per importanza
  • In teoria matchando le preferenze dell’utente si potrebbe arrivare a pesare i Like (es un utente appassionato di cinema che Lika un nuovo film è piu forte di uno non appassionato di cinema). Qua è solo un problema di potenza di calcolo.
  • Questi dati sono ovviamente una base interessante per tutta una serie di ricerche su molte tematiche generali

Alcuni problemi

  • Il sistema è facilmente craccabile (Js, iframe, cookie) e non c’è nessun controllo sulle pages che uno butta dentro FB.
  • Potrebbero aumentare enormemente le notifiche dato che gli utenti averebbero in ogni pagina del web il Like. Questo potrebbe portare ad un calo del CTR da notifiche ed il traffico ai siti esterni potrebbe essere molto meno di quello che si immagina. Fb avrebbe cosi i dati e gli editori sarebbero senza traffico.
  • Si potrebbero creare grane legali non banali : che succede se un domani  in FB alla ricerca di un ristorante (dato che ho più like) la mia scheda esce prima della page ufficiale del ristorante?

In tutti i casi io credo che tutti gli Editori (e le piattaforme)  metteranno questo like con i metadati perchè in cambio avranno il link diretto ed in prospettiva la cosa potrà portare traffico, ed infatti Fb ha messo a disposizione insights per i domini, anche se è ancora ultra-acerbo.  Gli utenti voteranno perche è semplice e divertente. E quindi a breve i dati ci saranno, e potrebbe essere molto interessante se FB  insieme a Bing lavorasse per mischiare i propri dati sociali con quelli dell’algoritmo classico. Magari con un pò di culo ne esce una serp migliore di quella di Google.

Dettagli:

http://developers.facebook.com/docs/opengraph

Sul search : http://edition.cnn.com/2010/TECH/04/29/cashmore.google.facebook/index.html

Le nuove social-diavolerie di Facebook (che cambieranno la rete)

25 aprile 2010Facebook

Quando  ho visto i nuovi social-tool di Facebook annunciati alla conference di qualche giorno fa ho avuto la seguente reazione:

Dopo un minuto: “Wow che figata incredibile

Dopo un ora: “Minchia questi sono scemi, è una follia totale

Dopo qualche giorno di sedimentazione penso che sia avvenuta una cosa molto importante, e con molte conseguenze, che ancora oggi non immaginiamo.  Infatti non è solo il cambio di un bottone da “diventa fan” a “mi piace”, come molti hanno raccontato, ma un insieme di “cose” per esportare FB fuori  nella rete e rendere la rete sempre piu legata a FB.

La  prima cosa -davvero importante-  è che con vari sistemi (js o iframe) FB permette ai siti terzi (indirettamente) di avere gli utenti FB loggati nei loro siti. E Quindi una serie di funzionalità come  Ilike, commenti, Box amici,  etc sono embeddate in siti terzi senza che l’utente si accorga di nulla o debba fare alcuna azione.

Non sfuggirà ai più il senso della cosa: Fb ormai è il database del mondo e quindi ogni utente ha un ID. Se fino a poco tempo fa l’utente doveva con un pop-up collegarsi a FB e poi accettare avvertimenti e poi tornare nel sito per avere una qualche interazione, adesso è tutto automatico e tutto avviene nel sito terzo. Gli utenti potrebbero (anzi sicuramente avverà) neanche accorgersi che sono fuori FB o che stanno usando tool di FB.

Quindi FB esporta le sue funzionalità e le lascia  fruire direttamente in siti esterni. Questo probabilnente nasce dall’esigenza di non “chiudersi” in un proprio mondo (per quanto grande) creando una sotto-internet, ma di “uscire” e diventare il punto di riferimento di internet con un interscambio costante.

In soldoni FB prima era il database con gli ID utenti a cui tu sito terzo dovevi necessariamente agganciarti, adesso oltre quello, è anche colui che ti fornisce una serie di tool di community e di socializzazione che dovrai necessariamente inglobare nel tuo sito. Piu che il bottone Ilike,  trovo sconvolgente il sistema per commentare un item da embeddare. Ecco un esempio. Nel futuro potrebbero sparire tutti i sistemi di commento (e login) utilizzando questo unico sistema.

Ecco alcuni effetti positivi e negativi per i gestori di siti:

Positivi

  • ogni azione dell’utente (commento, voto) al semplice click genera notifiche dentro FB, che quindi porterà in cambio del traffico
  • gli utenti sono sempre automaticamente loggati
  • basta rotture di scatole bel fare database utenti, software per commenti, voting, e socializzazione. FB ti da tutto gratis, e la gente rimane sul tuo sito
  • le grane legali in teoria passano a FB. Un commento diffamatorio in teoria  è responsabilità di FB

Veniamo ai negativi

  • Il gestore del sito non avrà piu un database proprio con i voti su item, e quindi non potrà piu fare classifiche, ordinamenti dei propri item
  • Il gestore del sito non avrà piu i commenti, e non potrà fare classifiche dei piu discussi, moderazione, etc
  • MA SOPRATUTTO : il gestore del sito non avrà piu database utenti perdendo la possibilità di fare marketing e fare revenue sugli utenti con DEM e simili

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Quanto vale un Fan?

22 aprile 2010Facebook

Interessante articolo sul valore economico di un fan  ad una fanpage di FB. Lo scrive l’azienda Vitrue nel suo blog.

Sostengono che un fan vale 3,6$  e quindi una fan page con un milione di iscritti vale 3,6 milioni di dollari. Il tema chiave è capire quanti post vede  un fan che è iscritto ad una Fanpage.  Ovvero: se io gestore della fan page ho 1 mln di fan, e scrivo due post al giorno, invierò  2 milioni di notifiche agli iscritti. Vitrue sostiene che  il rapporto  fan/post  è  1:1  ovvero (anzi 1:0,94) che per ogni post nella fan page c’è una impression/visualizzazione da parte del fan.

A questo punto la formula è :

1 mln di impression  X 2 post al giorno X 30 giorni  = 60 mln di impression

Loro poi considerano  5 euro CPM per ogni impression (!) e quindi

60 mln / 1000 X 5 cpm  = 300.000 $  al mese

300.000$ X 12 = 3,6 mln di dollari

e quindi ogni utente VALE 3,6$

L’analisi è chiaramente di parte dato che Vitrue  di mestiere gestisce le FanPage per le marche. E non stupisce che infatti promuovano una offerta per  “rimpolpare” la fan page alla modica cifra di 1,5 $ ad iscritto. Ma il tema è interessante,  anche se  i conti sono un po sballati.

Innanzi tutto, il rapporto 1:1 credo sia davvero impossibile. Ogni utente riceve ormai migliaia e migliaia di notifiche al giorno e ne legge solo una parte.  La Vitrue sostiene che i dati delle impression sono quelli forniti da FB (insight), ma è francamente è come chiedere ad un editore di fornire il dato di pagine viste, sappiamo come funziona.

Inoltre valorizzare una notifica 5 euro CPM è un pò hard: se la si paragona ad un formato pubblicitario  quello è il prezzo di un 300X250 animato su un sito di news. Di contro c’è da dire che su FB il fan è in qualche modo targettizzato essendo …già fan.

Inoltre il “valore” di 3,6 milioni $  è del tutto teorico: ovvero è un valore di “advertising gratuito” che si ottine quando si ha un milione di Fan. Ma non è certo un ricavo diretto, quindi semmai è un risparmio. (anche se poi c’è da spendere 1,5 mln euro per arrivare a 1 mln di fan…)

Rimane il fatto che una fan page di 1 mln di persone ha un valore.  In base alla mia esperienza (che però è limitata, lo ammetto)  il CTR del post di una fan page è dell’ 1% (se si tratta di uscire da FB).

Questo si spiega solo con il fatto (che è palese) che solo una parte dei post viene vista dall’utente. A naso mi viene da dire il 30%. Quindi le impression vere a monte sono molto meno, e su quelle viste  il CTR è un normle CTR del  3%-8%, non troppo dissimile a quello di una dem.

In questo caso il valore del Fan  si abbassa in un range 0,5$ – 1$. In conclusione però il ragionamento sul valore del Fan a livello pubblicitario è un pò sbagliato a monte. Trattare FB e “le discussioni” che avvengono all’interno alla stregua di impression e CPM è poco sensato. Io credo  che lo strumento FB sia un mezzo per rinforzare il rapporto marca/utente  o per lanciare operazioni virali per nuovi prodotti e marche. Ma essendo essenzialmente un passaparola,  pensare di controllarlo, misurarlo, governarlo è un tentativo mistico, insomma l’ennesimo errore dei vari marketing manager.

Approfondisci:

mashable.com

vitrue.com

Quanto si guadagna a Facebook ?

11 gennaio 2010Facebook

Mi sono imbattuto (casualmente, lo giuro!) in un post che racconta quanto si guadagna e come si lavora a Facebook. Sul quanto si guadagna, la tabella parla chiaro…si guadagna molto bene:

facebook-salario.jpeg

A Facebook lavorano circa 750 persone e pensano di raddoppiare nel 2010.  Un software engineer a  110$  è decisamente un bel costo.  Secondo me siamo tra i 5-10 mln di dollari di costo personale al mese, con una proiezione annua di almeno mezzo miliardo  annua intorno ai 100 mln dollari. L’infrastruttura che contiene i dati di 350 milioni di persone è  gigante: oltre 10.000 server che costeranno come minimo 100 mln annui. Questo “conto della serva” chiarifica il tema del battente costi di Facebook che non è banale. Leggi tutto l’articolo

Facebook arriva all’apice. E adesso ?

19 maggio 2009Social Media

Sono un bel pò di mesi che mi guardo il grafico della crescita di Facebook. Davvero impressionante, sopratutto i mesi autunnali, dove la crescita è stata incredibile. Crescita connaturata al sistema stesso, ma anche aiutata -e non  poco-  da molti media italiani (es. repubblica) che ne parlavano un giorno si ed l’altro si. Ricordo ancora nel giorno del crollo mondiale delle borse ad ottobre, quando sembrava che il mondo stesse finendo, la seconda notizia di repubblica era una intervista al fondatore di Facebook a cui repubblica chiedeva come uscire dalla crisi (?!).

In tutti i casi, siamo arrivati dove immaginavo: 11 milioni di utenti unici (metà utenza internet), e da fine febbraio la crescita si è fermata.

utenti-unici-facebook.gif

Andamento utenti unici fonte nielsen

Ma il dato che mi incuriosisce è l’utilizzo del mezzo.  Tutti e 10 milioni continueranno ad usarlo 4-5 ore al mese, oppure una quota di utenti passata la novità si stancherà ? Leggi tutto l’articolo

Il buyer di Procter&Gamble “Non compro più banner su Facebook”

19 gennaio 2009Facebook

Procter & Gamble spende negli USA più di 300 mln di dollari in ADV per i suoi prodotti (pari quanto a tutto il mercato display italiano). Facebook ha quanto mai bisogno di ADV in questo momento, dato che deve  dimostrare ai suoi investitori che hanno messo i soldi – alla astronomica valutazione di 15 billions-, che ha un modello di business solido.

Ted McConnell, responsabile adv on line di P&G dice : “I really don’t want to buy any more banner ads on Facebook. I have a reaction to [Facebook] as a consumer advocate and an advertiser: What in heaven’s name made you think you could monetize the real estate in which somebody is breaking up with their girlfriend?”

Ma la parte interessante della dichiarazione non è questa. McConnel dice che le applicazioni brandizzate possono funzionare ma rifiuta decisamente l’idea che Facebook sia un “media” :

“Chi dice che è un Media? Un Media è qualcosa che puoi comprare e vendere.  Il Media ha un magazzino di spazi. Il Media ha spazi invenduti. Qui [in FB] gli utenti non generano un media,  ma ci vengono per parlare con qualcun’altro. Così, a me sembra un pò arrogante……noi ci introduciamo nelle loro conversazioni, nei loro pensieri e sentimenti, e cerchiamo di monetizzarli.” Leggi tutto l’articolo

Facebook vuole comprare Twitter

24 novembre 2008Facebook

twitter.pngPare che Facebook abbia fatto una proposta di acquisto a Twitter per 500 mln di dollari. E pare che twitter abbia rifiutato senza pensarci più di tanto. Pare strano per una azienda (twitter) che ancora non macina un dollaro rifiutare una roba del genere in mezzo a questa crisi economica.

Ma hanno fatto bene in realtà. FB pagava non in cash ma con le sue azioni che sono STRA-valutate, ovvero con una valutazione di 15billions. I soci di Twitter si sarebbero trovato con un misero 3% di FB, in una azienda piu grande e piu figa, ma che ancora deve trovare il suo business model.

E poi a twitter si sono appena presi 100 mln da venture capital (ma che ci faranno con tutti sti soldi questi americani….)

approfondimenti su SAI

8 previsioni per il 2008

2 gennaio 2008Advertising, Facebook, Google, News Corp, Social Media, yahoo

Mi cimento anche io in alcune previsioni su tendenze per il 2008. Per chi si ricorderà…… appuntamento a gennaio 2009 per la resa dei conti!!

1) Yahoo-MSN-AOL
Sicuramente nel 2008 qualcosa accadrà e due di queste aziende si fonderanno. Google sta spazzando via tutti, e la cosa più logica (anche per il mercato) è una fusione MSN-YAHOO che permetterebbe di avere un player che possa contrastare Google nella search (2008 potrebbe finire 30% della combinata vs 65% di Google), Il mercato è ricco ed è da scemi non fare una cosa del genere. Agli editori ed operatori permetterebbe una scelta tra due giganti che oggi non c’è. Insomma un dupolio è meglio di un monopolio, e se lo richiede il mercato loro lo faranno.

2) Google
Crescerà ancora del 50%, con il titolo che potrebbe arrivare a 800-900$. Ma potrebbe essere l’inzio di una fase di rallentamento con la mkt share al 90% in europa e mercato USA vicino alla maturità. Inizierà – non presso gli utenti ma presso gli editori – una seria e pubblica riflessione sullo strapotere di Google. Inoltre usciranno alcuni motori di ricerca di nuova generazione. Sicuramente rallentamento della corsa.

3) Video e Youtube
E’ probabile che perda la causa con Viacom, e che debba pagare un bel conto. Credo che il business miliardario sull’ADV nei video sarà molto più piccolo del previsto, e i ritardi del lancio in questi anni lo dimostrano. Avere spot nei video amatoriali e in video senza copyright non è una cosa che piace al grosso degli investitori. Al contrario inizieranno ad avere successo specie in USA i servizi delle Major che vendono video con serie TV e film. I “detentori dei contenuti” piano piano capiranno che è da coglioni lasciare i propri contenuti su Youtube ed è preferibile venderseli per contro proprio (ovvio, se è roba che tira). Chi ha il contenuto vince, e quindi per il business Hulu up, Youtube e Joost down.

4 ) Mercato Italiano
L’Adv on line crescerà del 30%. Ormai il mercato non è piu minuscolo e gli editori tradizionali stanno scendendo in campo (Condè nast, Mondadori, LaStampa, RCS, Sole) con acquisizioni importanti (blogo, blogosfere, splinder, automobili). Dopo la prima ondata le richieste delle prede rimaste si sono fatte sempre più alte, e i vecchi editori si domandano se non abbia senso investire tutti quei soldi in progetti nuovi. Nel 2008 salvo qualche sorpresa prevedo che i vecchi editori non trovando prede a prezzo umano riverseranno su nuovi progetti digitali un sacco di soldi. Così molti che non venderanno nel 2008, nel 2009 si mangeranno le mani.

5) Myspace
Anche se è tamarro e meno figo di FB (almeno per tutti i blogger) rimane popolare presso la gente normale. Cresce in tutti i paesi e compensa la stasi negli USA. A differenza di FB apre in tutto il mondo e sopratutto vende ADV con valori decenti. La raccolta 2008 viene stimata intorno ai 800 mln che non sono granchè rispetto al prezzo pagato da Murdoch ma sempre cifre importanti rispetto a FB. Ovvio che Myspace rimarrà nel 2008 leader nel traffico e leader nella raccolta adv tra i social network.

6) Facebook
FB ha avuto il suo momento di massima gloria dal lancio della piattaforma “app” in aprile sino allo sputtanamento di beacon in novembre. Sei mesi tondi tondi di gloria assoluta. Il 2008 sarà un anno “normale” e quindi pericoloso perchè si torna sulla terra. Ma a mio avviso non sarà il 2008 l’anno cruciale: il modello di business ancora non c’è, e i soldi in cassa sono ancora abbondanti. La valutazione è troppo alta ed è difficile che qualcuno entri, e la IPO è impraticabile senza un fatturato decente. Quindi tutto rimandato al 2009 che sarà l’anno della verità: o c’è il modello di business con tanto fatturato da giustificare IPO (difficile), oppure serviranno ancora soldi, ma a quella valutazione nessuno li metterà. Una valutazione inferiore è impensabile, e quindi l’unica strada – la più probabile – è quella di una acquisizione. Di Microsoft. Ed appare chiaro perchè MS ha investito cosi poco ad una valutazione così alta.

7) Bubble 2.0
La bolla c’è ma non scoppierà di botto. I VC (=venture capital) continuano a buttare valanghe di soldi dentro nuove start-up e questo sostiene il sistema. Ma è probabile che tanti siti inizieranno a chiudere. I VC non possono andare oltre il 3° round e se una roba non gira la si chiude. Ormai i siti al terzo round sono una valanga e le chisure cominciano ad esserci. Sulle difficoltà un esempio su tutti è Tecnorati. Il 2008 sarà un anno di scrematura, rimangono vivi solo quelli che hanno idee nuove (primo round) oppure chi ha un modello sostenibile.

8 ) Questo blog
Prevedo che questo blog rimarrà bannato da google anche per il 2008. Prevedo quindi che inizierò a parlare meglio di google da domani. 😀

Social Network Advertising

14 dicembre 2007Adv chart, Facebook, News Corp, Social Media

090118.gifE-marketer ha pubblicato un interessante articolo sull’andamento della spesa advertising nei social network USA. Nel post si legge che nel 2007 l’advertising speso nei social network americani è stato di 920 mln di dollari (più 300 nel resto del mondo) pari al 5% del mercato adv. Il 70% di questo va a Facebook e Myspace: sembra quindi un ottimo risultato. Ma come osservano a SiliconAlleyInsider (anche loro sono abbastanza contrarian) entrambe i social network hanno dei contratti di minimo garantito che non hanno nulla a che vedere con il mercato e rispondono solo a logiche finanziarie. Facebook ha un contratto sino al 2011 con Microsoft che gli garantisce un minimo garantito annuo di circa 75-100 mln di $, mentre Myspace ha un contratto triennale con Google con un garantito di 900 mln di $ e quindi 300 mln annui. La logica dietro questi accordi sta solo nell’accaparrarsi una esclusiva per togliere di mezzo l’odiato concorrente. Quindi ricapitolando dei 900 mln di dollari quasi la metà sono accordi-fuffa, e solo 230 mln sono raccolti effettivamente (e direttamente) dai due giganti. Insomma un magro risultato rispetto all’enorme traffico che hanno. Parliamo di cifre intorno all 1-2% del mercato ADV per i due primi player. Siti con una copertura ed una audience superiore a metà della popolazione USA.

Gli spender sembrano continuare a privilegiare il classico display ads in mezzo ai contenuti ed ovviamente il search mediante keywords. Non sarà forse che i social network come Facebook sono più “software di socializzazione” che dei classici media? Facendo un discorso molto riduttivo potremmo dire che sono l’evoluzione della nostra posta elettronica, rubrica, scambio foto. Piu interattive, più fighe, ed on line.

Comprereste banner dentro Eudora o Outlook Express? 😀

I fattori per monetizzare i social network

1 dicembre 2007Facebook, Social Media

Negli ultimi mesi si parla sempre di più di social network, e della enorme mole di dati personali che hanno sugli utenti. Utilizzando le normali metriche (cpm, impression) questi siti dovrebbero essere delle incredibili macchine da soldi.
Ma i social network stanno davvero guadagnando un sacco di soldi?
Da buon contrarian esaminerò alcune problematiche dei social network :

  1. Il probema del CTR: è inversamente proporzionale al coinvilgimento
  2. Non confondere interesse con intento
  3. Il magazzino banner non è omogeneo ma è piramidale
  4. I contenuti (quando ci sono) sono UGC e non controllati

1. CTR e Engagement
I social network sono strutturati per generare un alto numero di pagine viste: la maggior parte degli utenti non fa altro che cliccare, cliccare, cliccare da un profilo all’altro. Sistemi di feed e notifiche ti spigono a fare login molte volte al giorno. Questo si chiama “Engagement” ovvero coinvolgimento, ed è la forza dei social network, che infatti non hanno bisogno di avere traffico da google o da adv. Ma questo porta uno svantaggio: tanto più il sito ha pagine viste (e pagine viste dagli stessi utenti) e tanto piu il clicktrought (CTR) si abbassa.

picture-2.png

Ecco uno ottimo diagramma tratto da un articolo di MikeOnAds. Questa questione dell’engagement (o coinvolgimento) che si correla negativamente alla clickthrough rate è ben documentata ed avviene in tutti i network. I siti social hanno anche 40-50 pagine viste ad utente a sessione contro una media di 5-10 dei siti tradizionali. Lo schema di cui sopra si spiega in vari modi: se un utente vede 20 volte la stessa pubblicità ma può cliccare solo una volta è ovvio il tasso di click si abbassa.
Ed anche se uno avesse 40 pubblicità nella sua sessione tutte diverse, è verosimile che un utente in una sessione dove è molto “coinvolto” potrà cliccare poco altrimenti uscirebbe dalla sua navigazione cosi interessante.
I siti social hanno quindi un diverso rapporto tra utenti unici e media di pagine viste, cosa che abbassa il CTR e quindi inevitabilmente abbassa il valore della inventory. Leggi tutto l’articolo

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