Articoli categoria Google

Mercato ADV Mobile: riflessioni ed esempi

27 luglio 2010Advertising

Tutte le indagini (ma sopratutto l’evidenza) confermano il fatto che il traffico web  da smartphone è in crescita pazzesca superando ogni aspettativa degli analisti. Addirittura è previsto che un quarto delle search verrà fatto entro qualche anno da mobile.

Ma i soldi per adesso sembrano farli sopratutto le telefoniche ed i produttori di hardware.

L’ADV in particolare è molto molto indietro, nonostante il traffico sia ormai elevatissimo. Anche nel search, che è il mercato più redditizio, a fronte di una stima del 20-25% di search fatte da mobile si stima un  mercato adv search USA solo 2-3 mld di dollari. La Display di fatto non esiste.

Le stime italiane sull’ADV mobile confermano da anni questa stasi, di un mercato che non è mai partito. Siamo di fronte ad un semplice ritardo degli Advertiser oppure c’è una ragione strutturale?

La domanda è importante perchè da parte degli editori siamo in una fase di delirio e di corsa per essere presenti in ogni device, per poi sbandierarlo ai clienti tramite  la propria  concessionaria.  Visti gli scarsi ritorni da adv sembra quasi un investimento di mkgt del tipo “ci sono tutti ci devo essere anche io”. Leggi tutto l’articolo

Un pò di click

1 luglio 2010Advertising

L’amico Massimo su “Dotcoma” scrive :

Oggi su una email normale su GMail, tema Milano e politica, ho trovato ben tre pubblicità di concorsi del cazzo, di Muller, Bosch e Shell. Eccoli, gli inserzionisti mass market che i banner sognano da 10+ anni e che non sono mai riusciti ad avere e che non avranno mai.

Bhe ovviamente ha ragione da vendere. Ma che dire però della efficacia e del “senso”  di questa presenza web di questi marchi ? Come si vede anche dalla sua reazione è una pubblicità abbastanza insensata visto che è totalmente fuori contesto, in mezzo a delle mail personali, con una efficacia davvero dubbia.

Ma sappiamo tutti cosa c’è dietro: non c’è nessuna logica di marketing,  nessun obbiettivo di redemption, nessuna vera strategia. Quelle marche investono due spicci sul web ed al responsabile digitale basta avere un pò di gente sul sito, e quindi il modo migliore e piu immediato  è comprare un pò di “click qua e là” a 0,03 euro. Google che ormai ha i suoi adsense in tutto il web, ha un magazzino quasi infinito, e quindi  permette di comprare a questi prezzi. Ed ovviamente riempie la sua webmail di annunci senza neanche preoccuparsi di contestualizzare, tanto ormai si è capito che ai clienti non interessa, perchè nessuno controlla (o può controllare) le redemption….

Le marche sono contente perche i loro 3 spicci danno qualche risultato tangibile  e Google è contenta perchè fa i soldi a palate.  Forse Massimo non è molto contento (ed io pure),  ma siamo solo due. :)

Niente piu search

22 giugno 2010Google

Carlo Poss, presidente Fcp-Assointernet, segnala che “questo mese non è stato possibile accertare il dato relativo alla “Search” a causa di una mancanza di informazioni da parte di Google che non è disponibile a fornire i suoi dati. Nel passato si è cercato di ovviare a questo limite effettuando una stima dei valori della ’search’ di Google. Poiché questo metodo ci è stato segnalato essere impreciso e poiché lo Statuto FCP-Assointernet prevede che i dati dell’Osservatorio Fcp-Assointernet siano relativi alle dichiarazioni puntuali degli Associati dichiaranti per offrire un valido termine di paragone a ciascun Associato, si è deciso di sospendere la pubblicazione del dato di tipologia ’search’ in attesa di trovare una modalità che consenta di accertare il fatturato totale anche di questa tipologia senza incorrere in valutazioni errate o arbitrari“.

-> Pare che google sino a pochi mesi fa cooperasse informalmente validando i numeri del mercato. Da inizio anno pare che abbiano smesso ed infatti i numeri si sono fatti “ballerini”. Di certo se Google smette di comunicare i numeri, vuol dire che non sono più esaltanti.

Arbitraggio: come fare milioni di euro usando google

14 giugno 2010Advertising

In un post di qualche settimana fa si era parlato di Arbitraggio. Ho pensato fosse utile spiegare a chi non conosce questa pratica il funzionamento ed i risultati, anche perchè si parla di decine e decine di milioni di euro che vanno nel bilancio di google e degli operatori che lo praticano.    Per spiegare bene il meccanismo  ho chiesto una mano a Claudio Zamboni,  Ex industry leader Entertainment & Telco Google It,  ed attuale CEO di Digital ReveNew. In fondo alla breve intervista ho caricato alcuni screenshot con un esempio.

LL:  Ciao Claudio. Ci spieghi cosa è l’arbitraggio?

Come in finanza o nella economia “fisica” il concetto di arbitraggio individua una pratica di marginazione attraverso l’acquisto e la rivendita di prodotti o servizi per i quali esiste una differenza di prezzo nelle due fasi, in ambito digitale si intende un modello di business applicato da molte aziende, che hanno generato enormi profitti in pochi anni, attraverso lo sviluppo di un markup tra l’acquisto di un click sui motori di ricerca e la sua rivendita ad altri inserzionisti. Nella fattispecie, il processo si articola in questo modo.

Un’azienda (l’arbitraggista) acquista traffico dai motori di ricerca sotto forma di click (cioè di persone che cliccano sulle inserzioni pubblicitarie che sui motori prendono la forma di link sponsorizzati) e veicola questo traffico su pagine di atterraggio, tecnicamente chiamate landing page, sulle quali sono presenti contenuti editoriali ed altre pubblicità, per lo più sotto forma di altri link testuali sponsorizzati.
I link sponsorizzati sono presenti su queste pagine grazie a modalità di affiliazione con gli stessi motori di ricerca, che distribuiscono i text ads anche su network di siti esterni (ad esempio Google Adsense).
Nel momento in cui il costo unitario di acquisto dei clic è minore del costo di vendita della pubblicità sulle landing pages, allora si sviluppa margine positivo.
Il fenomeno dell’arbitraggio esplode questo meccanismo. Leggi tutto l’articolo

Huffington Post all’utile, Apple supera Microsoft, Google May Day e local-war

31 maggio 2010media

Alcuni link della settimana :

Huffington Post arriva all’utile a fine 2010.  Esiste dal 2005, ci sono quindi voluti quasi 6 anni per arrivare al pareggio. Sarebbe stata possibile una cosa del genere in Italia? Con il mercato dei capitali che ci troviamo non credo proprio. Intanto a marzo arriva a 13 milioni di utenti unici fonte Nielsen, e assume  9 nuovi venditori (un pò tardino direi)

Apple ha passato Microsoft nella capitalizzazione di borsa. Forse siamo ancora in tempo a comprare azioni Apple, noi scettici.

Google conferma un importante cambio al suo algoritmo che colpisce i siti  che hanno molto traffico da Long Tail. Tanta gente piange in USA, ma in Italia è già arrivata? Non ho sentito di grosse variazioni.

Scoppia la Guerra della Local in Usa. AOL investe 50 milioni in Patch.com, e Yahoo prepara una grande entrata nel settore.  Questa local inizia a interessare a molti….

Tutte le segnalazioni interessanti

Quanto guadagna Facebook in Italia (e quanto perde google)

17 maggio 2010Adv chart, Facebook

In molti osservavano che negli ultimi mesi in Italia si iniziano  a vedere molte marche italiane che investono  su FB.  Alcuni sostengono che tali budget sono stornati dal search (vega) ed è per questo che il search comincia ad avere  piccola flessione. Ma quanto guadagna Fb in italia? Proviamo a fare due conti :

7-10 mld di impression

x 3 posizioni pubblicitarie (a lato) =

21-30 mld di impression

x 0,05 di CTR medio =

10-15 mln di click

x 0,05 euro a click =

500k-800k mese

Ovvero  6-10 mln di euro anno

C’è qualcosa di errato nei miei conti? A questo si aggiungono pubblicità vendute direttamente dalla rete commerciale che qualcosa fa. Diciamo quindi che siamo sui 10-15 mln.

Se consideriamo che le marche sono  arrivate tutte negli ultimi 6-10 mesi  e che buona parte è stornata dal budget search si capisce come mai da 6 mesi il search in italia abbia smesso di crescere, con un principio di  “crollo” negli ultimi mesi. Oppure è solo una coincidenza.

(andamento search mktg netti, dati iab nielsen nmr)

2009Gen.25.0414,78
2009Feb.24.51412,62
2009Mar.26.9514,01
2009Apr.27.76921,44
2009Mag.29.18625,87
2009Giu.27.47128,77
2009Lug.27.04112,22
2009Ago.22.364-0,57
2009Set.28.7154,58
2009Ott.26.0139,68
2009Nov.26.2287,11
2009Dic.26.53810,70
2010Gen.25.4221,52
2010Feb.22.533-8,08
2010Mar.23.032-14,54

NOTA (20 maggio)

In realtà a marzo 2010 le impression di FB sono state 14 mld quindi i conti sopra sono sottostimati. L’utente medio ormai consuma 800 pagine al mese, in rapida crescita dalle 400 di 6-10 mesi fa.

Link della settimana: Google flat, Facebook adv, Foursquare trema, Guerra Zynga-FB

12 maggio 2010media

1. Intervista al fondatore di Demand Media: il fast food content paga:  Jimmy Wales: Demand Media’s Low Quality Content Is Cheap And It Works

2. Google è flat da molti mesi nella quota search USA, problema non banale se vuole mantenere l’attuale tasso di crescita: CHART OF THE DAY: Big Bad News For Google: Search Share Gains Have Flatlined

3. Facebook è risultato il primo rivenditore di ADV in termini numerici (ma sul prezzo poi è un’altra questione): Facebook Sells More Display Ads Than Any Other Web Publisher

4. La guerra Facebook-Zynga. Facebook sempre meno “aperto” specialmente con i grossi: Facebook Has Zynga By The Short Hairs — But It Needs To Be Careful

6. Facebook sta per lanciare il suo sistema di Check-in, potrebbe distruggere Foursquare, oppure no…: Facebook ‘Check-Ins’ Coming As Early As This MonthSilicon Alley Insider

Altri link della settimana

Agcom mette sotto indagine Adsense

12 marzo 2010Google

Segnalato da Carletto via repubblica.

L’Autority in seno alla indagine su google news ha messo sott’occhio anche Adsense. Ecco cosa scrivono :

“Nei contratti conclusi dagli editori per l’affiliazione al programma AdSense, la percentuale ad essi spettante è definita senza che Google fornisca elementi utili a verificare la determinazione dei corrispettivi effettivamente percepiti”, si legge nella delibera dell’Agcm del 3 marzo. “Inoltre”, è scritto nel provvedimento, “gli utenti AdSense ricevono come corrispettivo somme determinate da Google di volta in volta a sua assoluta discrezione; Google non assume alcun obbligo di comunicare come tale quota sia calcolata; i pagamenti sono calcolati esclusivamente sulla base dei registri tenuti da Google; e Google può modificare in qualsiasi momento la struttura di determinazione dei prezzi e/o dei pagamenti a sua esclusiva discrezione”.

:D

Chart: scomposizione video Youtube e Adv

23 febbraio 2010Charts

Interessante chart proposta da SAI.  Su Youtube meno della metà  (41%) dei video hanno qualche forma di adv e tra questi il 94% è display,  il 5,5% pre-roll ed il resto overlays.  Se nel 60% dei video non c’è adv, e nei rimanti è solo display… non credo che il contributo di YT ai conti di google sarà mai cospicuo ….se continua così.

I video UGC sono il 17%  del totale.   in calo rispetto a sei mesi fa (-5%), ed anche i video  piratati sono in leggero calo, anche se rimangono piu di un terzo del totale (!!!). Sono in ascesa i video prodotti dai partner: in effetti YT sta facendo accordi con tutti per avere qualsiasi contenuto video, nella speranza di  avere cose legali e di qualità.

Rimane in me la curiosità: come è possibile che dopo 5 minuti che c’è una trasmissione in TV qualche “pirata” la metta in rete all’istante?  Le ore di trasmissione sono migliaia… e perche mai uno dovrebbe prendersi la briga di spezzare il festival di sanremo in 20 video perfettamente uguali e caricarli in fretta su YT ? Ogni tanto mi viene in mente l’idea che ci sia qualche sistema automatico (o semi) per trasferire questi video dalla tv al web, e poi assegnarli ad utenti fittizi.

E comunque rimango convinto  che Mediaset abbia qualche ragione nel fare una bella causa a google.

Il Google WC ;)

16 febbraio 2010Google

Che spasso!!:D
(segnalato da E.Toro)

Tutto quello che avreste voluto sapere sul sesso ma che non avete mai osato chiedere. (Chiedete a Google…)

11 febbraio 2010Critica

Direi che questo autosuggest e questo algoritmo sono è un pò maschilisti….

googl.jpg

Le tante piccole aquisizioni di Google.

2 febbraio 2010Google, blogging

Un importante VC  statunitense ha confessato al Business Insider (chiedendo anonimato) che  in questo momento  Google sta trattando in contemporanea per l’acquisto di TRE dei suoi investimenti. Se un solo VC dice questo c’è da giurare che in questo momento google ha almeno 10-15 trattative aperte.

Questo fa capire quanta brama ci sia da parte di Google   di “spazzolare” dal mercato tutte le buone idee, evitando che diventino troppo grosse,  e quindi non più comprabili come è successo con Fb, twitter, Yelp.  Non credo quindi ci sia  un   dilemma “make or buy” che in questo momento è piu sul buy. Credo sia una vasta operazione volta a sopratutto a togliere di mezzo potenziali  concorrenti del futuro.

Questo lo si capisce dalla fine che spesso fanno queste acquisizioni: un articolo del BI riportava pochi giorni fa pareri di vari clienti (e successivamente di dipendenti) di Doubleclick che dicevano che Google sta distruggendo l’azienda. L’acquisizione ormai è datata e oggi pare evidente che è forse servita sopratutto a togliere la preda ad altri predatori.

Il size su cui si muove Google è adesso piu piccolo: questo forse  è dovuto ai limiti dell’antitrust americano, e sopratutto alla fuga di cervelli di cui ormai è vittima Google. Per citare l’esempio Feedburner: il fondatore e ceo dopo l’aquisizione da parte di G. è rimasto un pò e poi se ne è andato in twitter, non trovando in G. un adeguato spazio alle sue ambizioni. Molti altri talenti preferiscono mollare google per avventurarsi in startup.

Con tante piccole acquisizioni quindi google riesce a portarsi in casa menti nuove (ed interi team) e a legarle a se per dei periodi di tempo. Tutto questo comportamento denota però una mentalità sempre più da monopolista, che non sempre è una mentalità vincente.

Buon contenuto = alto ranking?

2 febbraio 2010media

Un ottimo contenuto messo in rete, equivale ad un ottimo posizionamento nei risultati del motore di ricerca? E’ una leit motiv che si sente spesso (lo dice anche google nelle sue guide) ma non è proprio vero.

In realtà è noto che il posizionamento dipende sopratutto della quantità di link presenti nella rete verso il contenuto, a prescindere  dalla qualità. La rete (con le regole di Google)  non è quindi meritocratica, ma  -un pò come la vita-  è una grande gara di popolarità. Se trovi modi furbi per distribuire e diffondere i tuoi contenuti hai piu successo che se fai contenuti di qualità.

Come nella vita, avviene che la piccola osteria casalinga che è eccellente, rimane sconosciuta alla massa rispetto al ristorante alla moda che lavora di marketing e di pubblicità, senza avere una buona cucina.

E un pò come nella politica, dove ci sono pochi politici che propongono delle soluzioni razionali e pacate, ma poi la gente vota sempre quello che urla  e che sa vendersi meglio (ma che perlopiù è incapace). E che governa.

Se questo è vero (ed è abbastanza vero) il web è un vero schifo. L’attenzione in questi anni è sempre piu nel linkaggio e nella promozione (anche nei social) dei propri contenuti più che nella qualità del contenuto stesso. Con un evidente calo della qualità dei contenuti che a me sembra sempre più evidente.

Non sono un lamentone che ha problemi con il SEO. Io ad esempio mi trovo nell’assurda posizione di avere un sito fatto da giornalisti che lavorano sodo, e vedere che un aggregatore esce con i nostri articoli al PRIMO posto nella serp, mentre l’articolo originale neanche è in prima pagina. Perche l’aggregatore ha un PR alto ed è linkato.  E c’è solo da chinare la testa, perche non puoi protestare con un algoritmo.

D’altra parte c’è chi dice che se una cosa è molto linkata è necessariamente una cosa buona. Se molta gente lo linka vuole dire che molta gente lo apprezza. Io la trovo un pò una cazzata perchè il link non determina un giudizio sulla qualità del contenuto ma solo  il “buzz”.

Ma purtoppo non c’è oggi una alternativa alla dittatura del link. Garantisce comunque dei risultati decenti, rispetto ai vecchi motori che basavano i risultati sull’analisi della pagina.

Sarebbe certo più onesto che Google lo dicesse nelle sue guide. “Non importa quali contenuti fate o come li fate, basta che siano linkati. Ed in bocca al lupo!”

Sempre piu query, sempre meno traffico

12 gennaio 2010Google

Google (ed anche Bing) stanno lavorando alacremente per rispondere alle query con informazioni dirette, senza che l’utente lasci il motore. La cosa esiste da tempo ma adesso sta esplodendo in tutti i campi e trasforma la natura del motore di ricerca, che piano piano diventa anche editore, e da hub che smista traffico diventa pagina di partenza e di termine.

Questo vuol dire essenzialmente più query per il motore ma meno traffico per gli editori (e meno soldi). Alcuni di essi che vivevano (basti pensare al meteo) essendo ai primi posti della serp, potrebbero avere un contraccolpo importante.

Ecco una lista di esempi: Leggi tutto l’articolo

Chrome: google inizia a fare sul serio

4 gennaio 2010Google

 Una personalizzazione del Corriere della Sera significa che  Google ha deciso di fare sul serio. Questo è branding.

chrome1.png

Dai dati in mio possesso, il trend di crescita del browser google negli ultimi mesi è costante, ed è arrivato in alcuni siti al 6%. Fortunatamente pare che ad essere intaccato sia solo Explorer, con Firefox che non perde quote, ed anzi avanza verso il 25% (dal 20% di anno precedente).

Se Google padrone del web mi fa paura potete immaginare che impressione mi faccia Google padrone del mio Desktop.

Commenti recenti | Post recenti


Copyright Luca Lani | My Company: Citynews
bottom