Articoli categoria Google

Yelp, trattativa saltata con google

28 dicembre 2009Google

Logo yelpGrazie a dio qualcosa va storto anche a loro. La trattativa per l’acquisizione di Yelp a 500 mln di dollari è saltata a causa di un uso spregiudicato della stampa che a Google non è piaciuto. “Non facciamo trattative a mezzo stampa” hanno detto, chiudendo la trattativa, dopo che la controparte aveva fatto (appositamente) trapelare particolari riservati ai giornali.

Dapprima si  era pensato ad una controfferta per 750 mln da parte di un nuovo pretendente, ma  poi è venuto fuori qualcosa di diverso.  La parola magica che ha fatto saltare tutto è …..IPO!

Twitter (e FB) insegnano: quando si ha qualcosa di grosso in mano, negli USA si possono trovare senza problemi 150-200 mln da fondi ed investitori, e con un pò di pazienza si arriva al break even, senza bisogno di vendere tutto. Twitter che sino a qualche mese fa ancora si domandava su quale era il suo modello di business, in poche settimane ha risolto tutto : 30mln da google e bing per accedere ai propri dati “real time”….ed il break even è raggiunto.

Così a Yelp  avranno pensato di farsi “prezzare” da google, per poi fare saltare tutto così da quotarsi come una delle cose HOT del 2010. Confesso che ho goduto. Serve un web multipolare e servono aziende autonome che possano contrastare il monopolio in arrivo, e salvare la rete.

Fast food content

14 dicembre 2009Google

image_supersizeme.jpg Ultimamente si fa un gran parlare della crisi degli old media. Molte testate web e blogs deridono e criticano  le sparate degli editori tradizionali contro aggregatori e blog.

Ma mentre questi “nuovi editori” fanno un gran parlare della morte della editoria tradizionale  non si rendono conto della grande minaccia che sta arrivando all’orizzonte. La crescita incontenibile del “fast food content”. Già qualche anno fa, dai tempi in cui si parlava di “nanopublishing” la cosa mi sembrò pericolosa, e successivamente con l’esplosione del fenomeno si è palesata. Un recente articolo di Techcrunch  mi ha dimostrato che non sono il solo a pensarla così.

Il problema non è quello di aggregatori o finti blog che prendono una parte dei contenuti e poi mettono un link alla fonte originaria. Infatti portano comunque traffico e fanno link building. Il problema non è neanche nella copia di un contenuto e nella violazione del diritto di autore, dato che google grossomodo riesce a capire la fonte originaria.

Il problema è piuttosto nel fatto che esistono ormai decine e decine di migliaia di siti, con degli umani dietro, che di mestiere leggono  contenuti e li riscrivono scopiazzando sciattamente e malamente cambiando ed invertendo qualche frase.

Così per una notizia originale, artigianale, e prodotta con 2-3 ore di lavoro e di ricerca, dopo poche ore a partire da questa ce ne sono almeno altre 100  scopiazzate e prodotte in 10 minuti, a cui poi seguono  altre 1000 tra aggregatori, catalogatori e finti blog,  tutte fatte senza lavoro.

Techcrunch non lo dice, ma la colpa principale è di Google, che davanti ad 1 contenuto vero ed artigianale, e 100 copie sciatte, e 1000 url farlocche di aggregatori NON fa differenza. Non vuole, o non riesce. Leggi tutto l’articolo

Google crea i banner

27 novembre 2009Advertising

Quali di questi due banner farà più click ?

adv.jpg

Un tempo era il lavoro delle agenzie creative, ma adesso potrebbe non essere più così. Google ha ormai tanti nemici, e mancavano solo le agenzie creative tra di essi, ma adesso ha risolto il problema con la nuova acquisizione di Teracent.

Questa azienda ha creato un software per il quale, caricati in un sistema degli “elementi” come foto, parole, marchio, immagini, colori, vengono generate in automatico migliaia di combinazioni di banner  mischiando i vari elementi. Poi un algoritmo si incarica di erogare quelli che hanno maggiori performance, magari anche differenziando sito per sito.

L’idea è molto bella e potrà aumentare il rendimento del display su google. Ma a che prezzo? La creatività ha un valore in se quando è bella esteticamente ed arricchisce il valore del brand. Può una macchina che combina pezzi casualmente creare una cosa “bella”?

E cosa diranno le marche se il banner scelto dal robot sarà quello senza il loro logo?

:)

L’Acqua sulla luna, e l’efficienza di Google

19 novembre 2009Google

Qualche giorno fa  ho sentito in televisione la notizia della scoperta dell’acqua sulla Luna. Ho voluto provare l’efficienza di Google  e Google news. Il risultato è stato davvero “drammatico”, almeno per me. Leggi tutto l’articolo

Se gli editori si incazzano….(robots.txt rulez!).

11 novembre 2009Advertising

Partiamo da una notizia di attualità e facciamo un pò di FantaInternet!

rupert.jpegSembra che questa volta Rupert Murdoch faccia sul serio.  L’annuncio che potrebbe togliere i siti di news corp dall’indice di Google ha suscitato l’ilarità di molti (“ahahah non vediamo l’ora!”) e la rispota piccata di Google (“faccia pure!”).  Il problema che solleva Rupert è basilare: la gente che da google (tramite google news o tramite il search) arriva sulle news non si fidelizza minimamente al mezzo dell’editore ma di fatto si fidelizza a google, che per l’utente medio ormai coincide con internet. Così nessuno passa più dalle homepages, e i siti degli editori diventano appendici del search engine. Il problema è noto da tempo ma la risposta sembra un pò azzardata.

In realtà il magnate non è l’ultimo scemo: prendendo ad esempio il WSJ da alcuni  calcoli sembra che  l’uscita da Google peserebbe un -25% di traffico ma solo un -15% di ricavi in meno.  Ricavi che potrebbero essere compensati da forme di abbonamento a contenuti premium.

Se il saldo fosse a zero alla fine Rupert non perderebbe nulla, mentre Google perderebbe un pò di contenuti ed alcuni utenti non trovando più certi contenuti forse tornerebbero direttamente nella home del WSJ. Certo Google potrà sostituire i contenuti di Murdoch agevolmente.

Ma……che succederebbe se un certo numero di editori si mettesse d’accordo per fare la stessa cosa che ha fatto Murdoch? La cosa potrebbe essere meno impossibile di quanto si creda.

Prendiamo il mercato italiano: se tutti gli editori FIEG se ne andassero da google in blocco mettendo un bel NO INDEX nel proprio Robot.txt  l’indice di Google avrebbe una bella botta  in termini di minor ricchezza. Su google news  le uniche cose che uscirebbero sarebbero solo  bloggetti e sitolini, il servizio ne riceverebbe una botta micidiale. Anche il search avrebbe un impatto importante.

Se gli editori tradizionali si trascinassero dietro qualche altro operatore in concorrenza con Google (grandi portali, MSN) potrebbe essere un bel problema per G. L’utenza non troverebbe piu tante cose nel suo indice e inizierebbe a cercare in altre fonti, o tornerebbe a bookmarkarsi i siti.

Gli editori non lo sanno, ma in realtà tengono Google per le palle. Google vince e regna perchè oggi tutti sono contro tutti. Ma se uno più coraggiso comincia…..e se poi molti seguono…..

Andamento dei ricavi adsense dal 2005 ad oggi

9 novembre 2009Google

Pubblico questo dato sull’andamento dei ricavi a click di adsense dal 2005 ad oggi. La base sono una serie di siti grossi e rappresentativi  (mondo smg). Nota importante: siccome le posizioni adsense cambiano nel tempo, l’unico moto per capire l’andamento reale è calcolare il ricavo netto a click (ricavo del giorno diviso numero di click del giorno). Tale valore rappresenta il valore al quale Google vende i click (a cui andrà aggiunta la sua percentuale, che pare oscilli perlomeno sul 20-30%).

andamento ricavi adsense dal 2005 ad oggi

Questo inverno, in piena crisi, si è raggiunto il picco minimo arrivando ad una media di 0,03  euro a click contro una media del 2005  che oscillava intorno al 0,12 euro a click. Come più volte segnalato questo vero CROLLO non è dipendente dalla crisi (o perlomeno non solo) ma dal  fatto che l’offerta di impression è aumentata molto più velocemente della domanda di click causando un crollo del prezzo. La cosa è dovuta anche al particolare sistema di Google del Bid. Chiaro che, anche per un editore che raddoppia il traffico, in questo periodo i guadagni si sono dimezzati.

Recentemente si assiste ad una stabilizzazione dei ricavi ed un ritorno in area 0,05 dove credo rimarremo a lungo.

Recessione finita per Google

19 ottobre 2009Google

Google ha reso noto venerdì i dati del trimestre. Per il sempre più monopolista del web la recessione è ormai alle spalle: ricavi pari a 4,38 miliardi di dollari, in rialzo dell’8,4%, battendo le attese degli analisti che in media avevano indicato ricavi pari a 4,25 miliardi. Il Ceo Eric Schmidt ha detto che la società “ha la fiducia per essere ottimista” ed ha aggiunto che  Google investirà nell’acquisizione di piccole aziende che hanno tecnologie interessanti per la ricerca e la pubblicità. Si parla di una o due acquisizioni l’anno per i prossimi anni.

Nell’ultimo trimestre il numero di click pagati di Google è salito del 14%. Unica nota negativa il prezzo medio di ogni click è sceso del 6%. (cosa che farà poco felici gli editori che usano google!)

In definitiva, tornano ad aumentare i clienti e gli investimenti ma  il magazzino aumenta sempre di piu. E quindi si abbassa il prezzo medio a click.

Chi pagherà per i contenuti? Alcune idee.

15 ottobre 2009blogging

Mentre Google sta preparando la piattaforma per permettere ai publisher di far pagare i contenuti, una indagine in UK dice che il  74% degli utenti, se il loro sito di news preferito mettesse i contenuti a pagamento,  non pagherebbe per leggere le notizie. Piuttosto o passerebbero ad un nuovo sito o limiterebbero la loro lettura ai titoli gratuiti (8% degli intervistati).

Solo un 5% metterebbe mano alla carta di credito. La ricerca è stata condotta dalla Harris Interactive per conto della PaidContentUK (su panel rappresentativo di di 1188 adulti). I più propensi a pagare? Quelli tra 16-24 anni, l’upper class o coloro supportati da sussidi statali. Leggi tutto l’articolo

I tre clienti di un sito web

12 ottobre 2009blogging

Ogni azienda quando progetta un prodotto ha sempre in mente le esigenze del consumatore che lo comprerà: con del marketing alle spalle e un pò di studio è relativamente facile progettare qualcosa che potrà avere successo.

Per chi edita i siti web la faccenda è decisamente piu complicata. Infatti non esiste un solo cliente, ma ne esistono ben TRE. E per rendere il tutto più difficile i clienti hanno esigenze diverse, e spesso opposte tra di loro.

Il cliente per il quale si produce il sito è infatti l’utente che lo navigherà. Ma l’utente lo naviga gratis…..ed in  realtà il cliente che lo compra per davvero  (pagando la propria presenza) è l’advertiser.  Recentemente si è auto-invitato un nuovo convitato: il motore di ricerca che, interponendosi tra l’editore e  l’utente, diventa un meta-utente che porta la grande parte di traffico.

La grande difficoltà di questo lavoro sta quindi nel fatto che si devono accontentare tutti e tre i clienti,  se si vuole fare un sito di successo (e per successo si intende un successo anche economico). Se si trattasse di accontentare solo i TRE clienti, il gioco sarebbe difficile ma non impossibile. In realtà -come dicevo poco sopra- esistono  numerosissimi esempi di conflitto tra i TRE clienti.

Eccone alcuni esempi:

ADV:  L’Utente privilegia i siti con poco ADV e con ADV poco invasivo. L’Advertiser invece vuole ADV invasivo e sopra il contenuto (“altrimenti non funziona”), vuole inoltre molto adv per pagina. Google non tollera alcuni formati adv invasivi (pop-up ed overlayer), ma però privilegia i siti che usano il suo ADV testuale invasivo mischiato al contenuto.

Struttura del sito: L’Advertiser compra i siti come fossero delle riviste e giustamente vuole sempre la “copertina”, ovvero la homepage. Google porta tutti gli utenti nelle pagine interne facendo saltare la homepage, che quindi  ha sempre meno traffico. L’Utente finale non usa più le homepage perchè ormai google è la sua meta-homepage.

Contenuto: Google privilegia i siti che hanno tantissimi contenuti aggiornatissimi, e quindi brevi e poco approfonditi. Gli utenti molto spesso invece cercano accuratezza e approfondimento. L’advertiser in genere non si cura della qualità del contenuto, è sempre fermo alla homepage  ;)

UGC: L’ugc è molto apprezzato da Google, ed in parte anche dagli utenti perche porta contenuti freschi e sempre aggiornati ( e gratisse!). In realtà nonostante i proclami è poco apprezzato dagli advertiser specialmente quando i contenuti non sono filtrati.

SEO:  Per essere presenti in Google si è costretti ad investire un sacco di tempo ed energie nel seguire le regole SEO di Google cambiando quindi struttura, titoli, articoli.  E conflitto anche qui: ad esempio un tool in ajax che visualizza i contenuti on demand è utilissimo per l’utente che non ricarica la pagina ma è negativo per google perche non la spidera.

Grafica: L’Advertiser vuole spesso un sito molto bello graficamente, pieno di flash e di immagini. Google penalizza i siti pesanti e flash non è facilmente spiderabile.

Insomma, potrei continuare per ore ed ore ad elencare i conflitti tra i TRE clienti che rendono questo lavoro così stimolante e simpaticamente difficile.

Per risolvere la cosa proporrei che i TRE clienti si vedano una sera a cena e si mettano d’accordo su come noi artigiani del web dobbiamo fare i siti, e poi ci diano quanto deciso per iscritto.

Facciamo una colletta per pagare questa cena?

Magrini superconsulente….

9 ottobre 2009Advertising

La notizia è già nota da qualche giorno : Magrini sarà “consulente esclusivo” del gruppo RCS per sviluppare internet. Mi interessa molto  l’opinione dei lettori del blog….

Da parte mia posso dire: grande stima per Magrini,   sicuramente porterà ottime idee in RCS e farà bene il ruolo di evangelizzatore. Ma mi domando…..sono sufficienti le idee? Forse il problema lì dentro è di struttura e di gestione, e forse di riconversione. RCS è nel regno dei contenuti, del display, dei giornalisti……. siamo sicuri che chi viene dal mondo Google possa dare un contributo?

Aspetto con ansia i commenti di Carletto e Gibbo   :)

L’Antitrust allarga l’inchiesta a google inc. La roba si fa seria!

4 settembre 2009Google

Pochi giorni fa osservavamo come fosse assurdo per l’antitrust mettere sotto indagine Google italy Srl, dato che è solo una scatola vuota. Con un tempismo poco italiano, l’AGCOM ha esteso l’indagine a Google inc. Ottimo…..la cosa si fa davvero gustosa. L’argomentazione è sempre sciocca (google news è un servizio erogato da google inc), ma l’importante è il risultato.

(ASCA) – Roma, 4 set – L’Antitrust che ha gia’ aperto una indagine su Google Italia per verificare l’eventuale posizione dominante e distorsiva della concorrenza da parte della societa’, ha esteso l’indagine anche alla capogruppo Usa, Google Inc.
Una decisione motivata dagli elementi raccolti nella prima indagine dove emerge, secondo l’Authority, che ”il servizio ‘Google News Italia’ sia gestito dalla societa’ ‘Google Inc’, pertanto, continua l’Antistrust, si e’ reso ”necessario ampliare soggettivamente l’istruttoria in corso anche nei confronti della societa’ Google Inc”. Ora Google ha trenta giorni per chiedere di essere sentita dall’Antitrust.

Google denunciato all’antitrust. Un Commento

28 agosto 2009Google

La decisione dell’antitrust di aprire una istruttoria contro google è decisamente una notizia dirompente in un paese come l’italia, dove chi è forte in genere non viene mai toccato e chi è debole viene schiacciato. Il promotore è la FIEG, che in effetti non è debole, ma forse è ormai un ex-forte, e quindi è parecchio incazzata.

Riassunto:
La FIEG ha denunciato Google a fine luglio, per via del servizio google news. La motivazione chiave è che, a dire degli editori, Google “prende” le notizie e poi le presenta riorganizzandole come gli pare senza fornire  informazioni relativamente al sistema di ranking.
In sostanza agli editori della fieg girano i coglioni perchè su google news Gennarino.org esce spesso prima del Corriere della sera.

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I conti di Youtube

5 agosto 2009Google

“…a recent report by Credit Suisse that suggested that YouTube was on track to take in $240 million in ad revenue in 2009, against operating costs of $711 million, for a net shortfall of just over $470 million”

Dopo quasi 5 anni dalla fondazione, Youtube ha 240 milioni di ricavi e 711 milioni di costi operativi, con una perdita secca sulla gestione per quasi mezzo miliardi di dollari. Chiaramente Google può ancora sostenere questa situazione, visto che la perdita è meno di un dodicesimo dei suoi utili……..ma per quanto?

Bing….o sbang?

31 luglio 2009Advertising

09-06-10-bing_370468210.jpgSi sta parlando molto di Bing, il nuovo motore di ricerca MS. Il recente accordo con yahoo dimostra che la faccenda si sta facendo seria (per fortuna) e se l’antitrust non bloccherà tutto, finalmente avremo un vero competitor sul search, cosa che farà sicuramente bene ad internet ed al mercato.

Ma mentre tutti si soffermano sugli accordi e i fantastiliardi che ci sono dietro, nessuno parla del prodotto. Qualcuno ha provato Bing?

Io lo sto provando, e devo dire che rispetto al search precedente di microsoft ed anche a quello di yahoo, qualche passo in avanti è stato fatto. C’è una buona quota di risultati decenti.

Nei test  che uso (ho un set di KW, uso sempre le stesse per monitorare la serp) trovo che Bing sia come google 2-3 anni fa. I risultati cominciano ad esserci e sono pertinenti, ma la serp è infestata di siti spam.

Prendo un esempio con kw “appunti diritto commerciale” :

mentre con google, la serp (pur discutibile nel ranking)  è del tutto priva di siti spam, con BING (ad oggi 30 luglio) il primo risultato è buono, ma al secondo e terzo posto ci sono siti finti e spammosi, cosi come al settimo ed ottavo posto. E sono siti di facile individuazione. Google anni fa ci ha messo un bel pò a sistemare l’algoritmo e ripulire gli indici  sia con il trustRank e sia con l’intervento degli umani.

Credo quindi che  servirebbe meno marketing e meno enfasi  da parte di Microsoft, ma piu investimenti e ricerca per fare PERLOMENO un search con una qualità uguale a quella di google. Solo allora, avrà senso lanciare la sfida commerciale.

Viceversa si rischia di lanciare la sfida con un prodotto non all’altezza e buttare via un mare di soldi, sancendo definitivamente il monopolio. Insomma facendo solo un grande SBAANG!

200 licenziamenti a google

26 marzo 2009blogging

SAN FRANCISCO, 26 marzo (Reuters) – Google (GOOG.O) sta riducendo il suo team di vendite e marketing di circa 200 impiegati, sostenendo di aver investito troppo in alcune parti della società.
La mossa del gigante nei motori di ricerca Web è l’ultimo sforzo nel tentativo di tagliare i costi, visto il rallentamento nella spesa pubblicitaria (…)

L’onda alla fine è arrivata anche da loro…

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