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Il principale editore italiano: Tu.

30 novembre 2009Advertising

time-magazine-you.jpgPochi giorni fa ho pubblicato una ipotesi di mappa del mercato italiano, ma mi sono dimenticato del principale editore italiano. Ovvero dei 10.000 piccoli editori che vivono solo o principalmente di Google.

Facciamo prima due calcoli: dai bilanci di Google si evince che circa il 27%/30% dei ricavi viene fatto con adv erogato da siti  esterni, ovvero quelli che inseriscono adsense.

Ipotizziamo che in Italia la stima dei ricavi di Google sia prudenzialmente di 250 mln di euro e ipotizziamo che anche qui sia divisa 70%-30% (Google- Editori).

Si presume che Google si trattenga una quota editore del 20%-30% e quindi  io ipotizzo che Google  distribuisca inItalia agli editori circa 56 milioni di euro. A chi vanno?

Alcuni grandi operatori (Virgilio e Libero) hanno un accordo con Google per la search e piu o meno sappiamo quanti soldi ci fanno. Altri operatori che fanno molto traffico (Msn, FB, Repubblica, RCS, etc) non hanno nessun rapporto con Google per precisa scelta.

Diciamo che verso i 2-3 grandi che hanno la search vanno circa 20 milioni, mentre il resto va a tutta la platea di editori medi, piccoli e piccolissimi.

Parliamo quindi di  30-35 milioni netti che  Google porta a questi piccoli editori italiani. Per quelli un pò  più grossi parliamo di 100k/200k annue (ma sono pochissimi), sino a calare ai 20k annue per i medi, per poi avere una media di siti semi-amatoriali che stanno sui 3k annui. E poi sotto gli amatoriali che magari neanche arrivano alla soglia per riscuotere l’assegno.

Io credo che in Italia possano essere anche 10.000 questi  editori che esistono grazie a Google. Messi insieme sono il primo editore italiano per raccolta pubblicitaria.

Al di là delle cifre approssimate, la cosa rilevante è il grande e rapido fenomeno di questi anni: la tecnologia ha abbattuto le barriere all’ingresso, per cui oggi chiunque può essere un editore con un investimemento minimo. Google tende a sostenere questo modello a scapito dei grandi editori tradizionali. Una platea di microeditori è meglio, e quindi il traffico va a loro.

Questa grande operazione di democratizzazione (teorica) porta effetti devastanti sul mondo tradizionale dell’editoria (vedremo prossimamente quali, in un post dedicato)  falciando centinaia e centinaia di posti di lavoro, e ricreandoli altrove.

Allora la domanda è : andiamo verso una vera democrazia dell’informazione o passiamo da oligopolio di pochi editori a monopolio di Google ?

Gossip Gossip, Here!

9 novembre 2009blogging

Molti lettori del blog pubblicano gossip di mercato e notizie interessanti in fondo a dei post che non c’entrano granchè. Ho pensato quindi di tenere un post fisso sull’argomento “gossip” così da avere uno spazio sempre aggiornato, ed avere una bella icona in tutto il sito per ricordarsi del post. Ovviamente faccio affidamento all’intelligenza dei lettori:  se sono cose delicate non mettiamo nomi e cognomi. Grazie!  Nota : i gossip recenti sono in fondo alla lista….

Politica ed internet

5 giugno 2009Advertising

Alcuni blogger hanno scritto dell’ appuntamento mancato della politica con internet, relativamente a questa campagna elettorale. In realtà ci sono alcune novità importanti: infatti il PD ha fatto una cospicua campagna on-line sfruttando tutti i mezzi a disposizione,  con un budget decisamente rilevante. Oltre 35 campagne diverse, landing specifiche, possibilità per gli utenti di commentare ed interagire. Anche DiPietro è molto attivo, e da pochi giorni è nato il social network “Forza Silvio”. Credo siano ancora tentativi e prove,  ma comunque le cose iniziano a muoversi.

Ne parlo nel blog perche coinvolto in prima persona: ProDigi, una agenzia di comunicazione del nostro gruppo, ha avuto dal Partito Democratico la commessa per la gestione di tutta la campagna on-line a partire dalla strategia, creatività, pianificazione media e produzione, da aprile in poi.

Ho fatto parte del team che ha gestito il progetto, con il ruolo di coordinamento insieme a Fernando Diana, e la relativa libertà che il cliente ha lasciato ci ha permesso di sperimentare moltissime cose sia nel display, che nel performance, DEM, e nelle varie attività nei social network. Il numero totale di persone che hanno cliccato e sono andate a leggersi le varie tematiche è davvero cospicuo: siamo sopra il milione di individui. Sopra l’obbiettivo che ci eravamo dati.

Spero che questa esperienza faccia da apripista per le prossime elezioni, così da vedere meno manifesti che imbrattano  le nostre città ed al loro posto più banner e blog. Le campagne on-line sono divertenti ed interattive, e sopratutto non bisogna segare alberi.  😉

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