Articoli categoria repubblica.it

Repubblica a pagamento con H3g, fine della neutralità della rete!

8 giugno 2010media

Oggi ero in treno per Vicenza, e mi sono collegato con il mio iphone a Repubblica.it. Ecco la schermata che mi è apparsa:

Ho provato e riprovato ma non c’è verso. H3g alla richiesta del sito www.repubblica.it  mi ridirige ad un suo sito dove mi avverte che se navigo su www.repubblica.it pagherò  0,09 euro a pagina vista!!! Cosi se con la chiavetta di 3 dal mio portatile mi collego vedo repubblica.it senza problemi, se con lo stesso operatore mi collego via browser dall0 smartphone mi rimandano nelle loro pagine con le tariffe assurde.

La cosa è a mio avviso  molto grave:

– Io compro uno smartphone e pago una flat al mio ISP per navigare con il browser sui siti internet a mio piacimento. Se tu ISP mi impedisci  di navigare su alcuni siti stai violando il principio della neutralità della rete e non sei piu neanche un ISP. Io ti mollo appena posso. Leggi tutto l’articolo

Nuova hp di repubblica i commenti dei lettori

20 aprile 2010media

Repubblica ha aperto i commenti al pezzo in cui annuncia la nuova veste grafica  qui : http://www.repubblica.it/cronaca/2010/04/20/news/nuova_pagina-3472646/#commentatutti

I commenti sono in larga parte negativi. Purtoppo quando si fanno restyling è normale che ci sia la rivolta, per gli utenti è un vero shock, non bisogna darci troppo peso all’inizio ed aspettare sempre un mese o due per fare una indagine sul gradimento.

Io ho fatto molti restyle ed in genere mettevamo anche il sondaggio (senza paura!) ed avere  solo il 50%-60% di voti negativi il giorno seguente era già un successione.

Mi colpisce però il grande numero di commenti negativi sull’ADV : la skin di vodafone è risultata indigesta, e questo dovrebbe fare riflettere gli advertiser sull’effetto che certe “pubblicità impattanti” hanno sull’utenza.

Cari amici, sono tornato sul sito adesso, dopo averlo visto nella nuova veste grafica stamattina e aver commentato che non mi piaceva, che c’era troppa pubblicità. Bene: ad un’analisi più a freddo, la nuova veste grafica continua a non piacermi, così tanta pubblicità mi irrita sempre di più, non comprerò mai più niente della Vodafone in vita mia, e per la mia informazione online credo passerò al sito del Corriere.

è Penosa…. abominevole… di difficile lettura… pubblicità ovunque. Meglio corriere.it a questo punto.

Per fortuna esiste AdBlock Plus che elimina la pubblicità invadente…. 😉

Concordo in pieno con tutte le critiche che vengono fatte all’home page di Repubblica e non posso sopportare la stro…ata dell’oroscopo in prima pagina. Tanta prosopopea di modernità e tanta becera mentalità oscurantista. Complimenti!

Mi piace molto, ma quell’invadente Vodafone in ogni dove (resiste anche al mio adblock di firefox) è veramente irritante. Spero che i prossimi inserzionisti siano meno onnipresenti, perché sinceramente con questi mega banner che oltre a essere enormi coprono anche i testi, ricaricandosi per di più ogni volta che la pagina fa refresh, viene la tentazione di leggere le notizie su un altro sito.

Dati di Repubblica e riflessione sui gruppi editoriali

15 aprile 2010media

Via Pandemia – Il gruppo l’Espresso ha pubblicato i risultati del 2009, dove risulta che Repubblica online ha fatturato 29 milioni di euro sul digitale con una crescita sostanzialmente piatta sul 2008, dove faceva 28 milioni e mezzo.  L’ebitda della unit web è di 8 milioni in grossa crescita sull’anno precedente, dovuto evidentemente ad un pesante taglio di costi. In verità in questi conti di fatturato ci saranno sicuramente delle quote di adv infragruppo, perche gira molto spesso pubblicità di prodotti del gruppo, ma è indubbio che Repubblica raccolga sopra i 25 mln annui.

Luca Conti correttamente  osserva :

“Nel 2009 Repubblica online supera 29 milioni di euro di ricavi su un mercato complessivo stimato essere 585 milioni. In pratica il più grande gruppo editoriale italiano online copre il 5% soltanto dei ricavi. Quota ben diversa da quella della pubblicità su carta, in cui solo Repubblica (senza i giornali locali) ottiene 209 milioni di euro su un mercato di 1400 milioni. Solo questo dato fa capire come gli editori tradizionali fatichino a transitare, finanziariamente, dalla carta al web.”

Io credo che la povera  Repubblica non sia in ritardo sull’online ( se non altro perche è on line dal 1996) e credo che facciano tutto correttamente. In realtà il problema a mio avviso è diverso ed è più strutturale.

Se prendiamo  ad esempio Virgilio che è sempre stato il leader in Italia, vediamo che ha una quota di poco superiore a quella di Repubblica. In sostanza il mercato Internet in Italia è fatto da Google che ha il circa il 60%  e poi da un grandissimo numero di operatori che stanno tra il 5% e l’1%.

Il fenomeno nasce da numerosi motivi. Uno tra tutti è che non c’è (per varie ragioni) un fenomeno di aggregazione di varie realtà per fare operatori piu grandi e forti. Il motivo è che tutti i “grandi” o sono proprietà di gruppi editoriali “old” concorrenti o sono proprietà di telco che se li tengono per spremerli, o sono proprietà di multinazionali straniere. Questo comporta un mercato con un gigante e tantissimi nani intorno, e la cosa non cambierà nel breve periodo.

Ma forse il vero motivo strutturale è che internet non è fatto per i grandi gruppi editoriali. A parte alcuni casi di concentrazione come google, la pubblicità viene distribuita in mille rivoli. Essendo sparita la barriera all’accesso (che è presente con la carta, e che comporta pochi attori) gli editori sono virtualmente infiniti, e quindi la pubblicità tende a rifluire ovunque. Per non parlare degli attori internazionali che nel tradizionale non ci sono, mentre del digitale si.

La differenza si nota chiaramente dai conti di Repubblica : mentre sulla carta (dove esiste la barriera all’accesso) a fronte di una audience importante ha una fetta importante del mercato pubblicitario, su internet a fronte di una audience altrettanto importante ha una fetta di mercato advertising molto molto piu piccola.

E’ quindi un fenomeno strutturale, che ha ripercussioni anche organizzative, e non è una peculiarità solo italiana. Prendiamo un’altro esempio in USA :  Sugar Inc è la nuova condè nast digitale ed ha 12 milioni di utenti unici al mese, con una audience molto importante sul segmento donne e mondo della moda. Eppure è una azienda con appena 100 dipendenti. La stessa repubblica.it è fatta da un numero di persone 20 volte inferiore rispetto all’edizione tradizionale. Le aziende internet editoriali sono piccole con poche persone se parametrate alle omologhe che operano nei settori tradizionali.

Un’altro tema che salta all’occhio è: i gruppi tradizionali perdono quote di fatturato importante nei mercati tradizionali (basta vedere il crollo della raccolta da quotidiano cartaceo di Repubblica). Tale crollo si manifesta  per il trasferimento di risorse al digitale. Ma riescono poi questi gruppi a recuperare questo fatturato nel digitale e quindi a pareggiare? No, proprio per il fenomeno di cui sopra, per il quale, in mancanza di barriere di ingresso e per la presenza di player mondiali monopolisti, la quota digitale è molto molto piu bassa della quota tradizionale anche in presenza della medesima audience. E’ quindi un inevitabile downsizing, in termini di persone e di fatturato.

Quindi i grandi gruppi sono destinati al declino?  Esisterà un mondo fatto solo da qualche multinazionale e poi una pletora di piccoli operatori nazionali che arrancano?

Sicuramente serve un ripensamento del modello organizzativo dei gruppi editoriali che sul web non ha piu senso. Non piu gruppo piramidale ed integrato  ma network (e galassia di aziende). Velocità ed autonomia contro  strutture pesanti e lente. Essere piu piccoli sarà una inevitabile realtà, ma poi alla fine quello che conta nel valore dell’azienda saranno i margini. E prima o poi le aggregazioni dovranno esserci…

Per un pugno di utenti [Necrofilia a Repubblica]

4 novembre 2007blogging, repubblica

L’ansia da prestazione (piu utenti, piu utenti, piu utenti) sta giocando brutti scherzi a Repubblica. Per un pugno di utenti in piu sono disposti a tutto. Si è disposti anche a rubacchiare e pubblicare foto senza consenso di una ragazza orribilmente uccisa. Vabbè tanto è morta a che servono le autorizzazioni? Se poi le foto sono scabrose tanto meglio. Bhe erano su “internet” quindi si possono prendere.

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