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100 link per fare una start-up

22 gennaio 2013start-up

Linko questo pregevolissimo ed utilissimo post di Gianluca Dettori dove ha raccolto più di 100 links con risorse utili per chi vuole lanciarsi in una start-up. In particolare c’è un aggiornatissimo elenco dei VC e dei fondi attivi nel settore digitale.

 

Quello che ho capito sui VC

8 aprile 2011start-up

Molti amici mi hanno chiesto un pò di dettagli su questo fund raising andato a buon fine. Dopo il mio lungo giro durato 10 mesi ecco alcune rapide impressioni sul mondo dei VC in Italia.

La prima cosa che ho scoperto è che ci sono un sacco di soldi in giro. Nei miei incontri ho contato quasi 100mln di euro di fondi privati e pubblici a disposizione per imprese a contenuto digitale o innovativo che non sono spesi.  Quindi basta di lamentarsi dicendo che i soldi in italia non  ci sono, è falso, e sopratutto mentre ci si lamenta  i soldi stanno là a marcire!!

La seconda cosa che ho capito è che ad una buona parte di questi gestori dei fondi e VC non interessa un cavolo di investire. Investire vuol dire rischiare (e quindi lavorare). Meglio fare il minimo, partecipare a qualche inutile convegno sull’innovazione sparando cazzate sull’arretratezza del paese, e a fine mese prendersi le “fee”.  Un gestore di un fondo importante ci ha accolti dicendo che loro non investono in Italia perchè gli imprenditori “italiani sono un pò  scarsi ed hanno poche idee”. E questo lo diceva dal suo ufficio italiano dove lavoravano 10 persone (a fare cosa se non ci sono idee?).

La terza cosa che ho capito è che delle 300 proposte che arrivano all’anno ad un VC più di 280 sono inguardabili. Il problema però non sono solo  gli imprenditori con poche idee, ma la vera mancanza di un sistema come c’è in altri paesi. Alla base ci  pochissimi VC (potremmo dire solo 3) che fanno seeding. C’è una sola struttura di business angels. E sopratutto scarsi rapporti  con il mondo dell’università.  Chi fa seeding lo fa in maniera complessa e lenta, magari per 150k di investimento c’è un contratto da 50 pagine.  Quindi il paradosso è che ci sono moltissimi soldi per round importanti (e quindi aziende già strutturate) rispetto al seeding. Quando dovrebbe essere perlomeno il contrario. Questo comporta che ai VC non arrivano proprio aziende e proposte interessanti  perchè alla base non c’è una vero viviaio massivo di imprese.

Quarta cosa: i VC hanno un oggettivo problema di wayout in italia. Un paese arretrato e bloccato, con pochi gruppi editoriali ed industriali arroccati nei monopoli e nelle clientele  comportano evidenti difficoltà di valorizzare gli investimenti. Aziende che dall’Italia si espandono nel mondo sono casi rarissimi, e l’Italia è un mercato tra i meno interessanti per i player internazionali che non vi entrano con convinzione.  Quindi la prudenza dei VC è in parte comprensibile ed il rischio di perdere i soldi (o di non valorizzarli) è  maggiore che in altri paesi.

In definitiva  il mondo dei VC in Italia rispecchia fedelmente gli altri ambiti del paese.  I soldi ci sono, siamo capaci, ovviamente non siamo da terzo mondo. Ma siamo arretrati, lenti, incasinati, poco trasparenti. E cosi come lo siamo nella politica, nelle istituzioni, nella società….lo siamo inevitabilmente anche nel mondo dei VC. Non può che essere così.

Andare all’estero?  Se si hanno 20 anni e belle idee forse ha anche senso. In silicon valley o in Germania  ci sono piu opportunità ma anche una concorrenza micidiale. Qui da noi abbiamo meno opportunità ma anche  mercati meno presidiati e meno concorrenza.

Personalmente ho preferito operare qui, per ragioni di mercato oltre che per ovvie ragioni sentimentali. Perchè tutto sommato questo paese, è una vera merda, ma rimane sempre il mio paese.

(prossima puntata: come abbiamo convinto i VC a darci i soldi: alcuni consigli)

Presentazione per un venture capital. Un modello

30 marzo 2010start-up

Sto preparando la presentazione per alcuni venture capital per il progetto Citynews, e purtoppo sto trascurando un pò il blog.  Il lavoro è  impegnativo, e sopratutto delicato anche perche quando si è davanti ad un VC si ha una sola chance di convincere, e quindi non va trascurato nessun aspetto.  Come primo step ho ovviamente preparato il business plan in excel (lavoro molto complesso a causa del progetto che è  molto complesso). L’ho sviluppato su 5 anni, modellizzando tutto il modellizzabile, cosa che mi permette di avere in pochi secondi, cambiando alcune variabili, differenti scenari a partire da differenti presupposti. Poi, dato che sono vecchio, mi sono munito di carta e penna ed ho fatto vari schemi elencando le varie cose che voglio dire, prima in maniera caotica, e poi via via ordinandole in uno schema logico.

Alcuni elementi importanti :

Sintesi: il tempo mentale che viene messo a disposizione è poco, l’approfondimento verrà dopo se c’è interesse, è importante essere sintetici e coincisi. L’esempio classico è quello “dell’elevator pitch” ovvero di un innamoramento da ascensore, che quindi avviene inevitabilmente in 1-3 minuti.  E’ importante che l’attacco  sia efficace, convincente e chiaro.

“What, How, Why” : il progetto deve essere sintetizzabile in una frase, chiara e memorabile. E poi in una sola frase si deve spiegare il come, ed il perchè del successo.

Business model: è opportuno sempre avere più di una linea di ricavo nel business plan, ma in presentazione a mio avviso ne va messa in risalto solo UNA, la principale.  Piu il modello di business è chiaro e semplice e più sembrerà solido. Vanno messe le metriche principali, e l’iniziativa dovrebbe necessariamente andare a break-even con l’investimento richiesto.

Team: Il Team è cruciale. Ormai infatti le idee non sono più da sole  la base portante di un progetto vincente, e conta sopratutto il team che è in grado di realizzarlo.  Serve un team variegato con competenze tecno e geek, ma anche manageriale e mktg. Foto e profili sono importanti.

SWOT e competitor : Le matrici SWOT sono sempre apprezzate anche se un pò trite secondo me. Anche il posizionamento mediante gli assi cartesiani. Elencare i concorrenti è fondamentale e “dimenticarsene” qualcuno è vietato. E’ meglio essere chiari ed onesti sin dall’inizio.

Per chi dovesse cimentarsi in una presentazione e non sa dove comincaire segnalo questo esempio di presentazione preparato da MCClure che è un perfetto modello  di presentazione di una start-up alla ricerca di un round A.  Non va visto tanto il contenuto (che è di semi-fantasia) quanto la struttura e l’ordine delle cose da esporre.

View more presentations from Dave McClure.


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